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Cleopatra era femminista?
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Cleopatra era femminista?

Author: Gezabel Perotti

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Benvenut* in uno spazio dove la voce delle donne non solo si sente: rimbomba. Qui non c’è silenzio, ma storie vere di donne comuni, forti, coraggiose, autentiche e diverse. Racconti di crescita, di diritti, scelte difficili, uguaglianza e libertà conquistata, tra sfide quotidiane, relazioni complesse e momenti di rinascita. In ogni puntata, il podcast dà spazio a testimonianze reali, esperienze personali e riflessioni che mostrano forza, determinazione e coraggio.

Ci porremo domande tipo: Cleopatra era femminista? E scopriremo insieme come ogni donna, nella sua vita e nelle sue scelte, costruisce il proprio percorso, affronta ostacoli, celebra vittorie e lascia una traccia nel mondo. Questo canale è un luogo aperto, sincero e accogliente, nato per dare voce a chi spesso non viene ascoltato. Qui ogni storia, ogni esperienza, ogni voce conta davvero, e chiunque voglia ascoltare, capire e condividere trova il suo posto.

11 Episodes
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Essere mamma è difficile, soprattutto quando si convive con l’endometriosi: sintomi, diagnosi tardiva, fertilità e solitudine si intrecciano in una conversazione profonda e senza filtri.Nel decimo episodio di “Cleopatra era femminista?” parliamo con Lara Tomasetta, giornalista professionista e scrittrice del libro “Quello che le mamme non dicono” (People), che ha scritto anche per The Post Internazionale e Domani, e ha collaborato al documentario Buried Facts sul caso Giulio Regeni.Nella prima parte affrontiamo un tema fondamentale ma ancora troppo poco compreso: l’endometriosi. Quali sono i sintomi di un’endometriosi? Parliamo di dolore cronico, diagnosi tardiva e di come questa malattia invalidante possa impattare profondamente la qualità della vita. Approfondiamo il tema dei sintomi dell’endometriosi e delle difficoltà che molte donne incontrano prima di ricevere una diagnosi corretta, delle cure, tra terapie disponibili e gestione quotidiana della malattia, e rispondiamo a una delle domande più cercate sul web: chi ha endometriosi può avere figli? Parliamo delle paure e le scelte che una donna può trovarsi ad affrontare quando desidera una gravidanza. Spazio anche a un aspetto spesso trascurato: quali sono le agevolazioni per chi soffre di endometriosi? e quanto lo Stato riesca (o meno) a tutelare davvero chi convive con questa condizione.Nella seconda parte affrontiamo altri temi trattati nel libro di Lara riguardanti l’essere mamma. Lara racconta senza filtri cosa significa davvero diventare madre oggi. Parliamo di maternità reale, lontana dagli stereotipi, fatta anche di fatica, cambiamenti profondi e momenti di vulnerabilità.Essere mamma è difficile, e spesso si accompagna a un senso di solitudine di cui si parla ancora troppo poco. Affrontiamo il tema del post-parto, del carico mentale ed emotivo, e di ciò che può mancare di più a una neomamma: supporto, comprensione e una rete su cui poter contare.Con grande onestà, Lara condivide le sue sfide personali, ciò che l’ha messa più alla prova e cosa avrebbe voluto sapere prima. La conversazione si chiude con consigli pratici e riflessioni utili sia per le mamme, sia per chi vuole comprendere meglio cosa significa davvero attraversare questa fase della vita.
Perché ci sono ancora poche donne manager o in posizioni apicali in Italia, cosa significa essere una donna nelle discipline STEM, come si affrontano temi delicati come aborto spontaneo, gravidanza e lavoro, e cosa significa convivere con la vitiligine: in questa puntata affrontiamo tutti questi temi insieme all’ingegnera meccanica e scrittrice di libri romance queer, Agnese Lancella.Partiamo dal mondo del lavoro e da una domanda molto importante: quante donne sono manager in Italia? Parliamo delle difficoltà che incontrano le donne in posizioni apicali, della presenza femminile nelle discipline STEM e delle sfide che affrontano le donne manager in Italia. Discutiamo anche delle manifestazioni del maschilismo al lavoro e del patriarcato nel mondo del lavoro, che spesso rendono più complesso il percorso professionale femminile.Agnese è un’ingegnera e guida la progettazione meccanica nell’area sottomarini di una grande azienda. Parliamo di cosa significhi per una donna lavorare in un settore ancora fortemente maschile.Nella seconda parte della puntata entriamo in un tema molto più intimo e spesso poco raccontato: l’aborto spontaneo. Attraverso la testimonianza di un’altra donna e il racconto personale di Agnese parliamo del dolore, della paura di perdere una gravidanza e del silenzio che spesso circonda questa esperienza. Tocchiamo anche una domanda che molte donne si fanno: quando devo dire al lavoro che sono incinta? Discutiamo di gravidanza e lavoro, delle pressioni sociali e professionali e di quanto sia difficile conciliare carriera e maternità.Successivamente affrontiamo un altro tema importante: la vitiligine. Spieghiamo cos’è la vitiligine, come inizia, e le cause. Agnese racconta come le è stata diagnosticata, come si è sentita e condivide consigli utili per chi sta affrontando la stessa esperienza.Infine, parliamo della sua seconda vita creativa: Agnese è anche una scrittrice di libri romance, in particolare romance queer, un genere che negli ultimi anni sta conquistando sempre più lettori in tutto il mondo. Con il nome d’autrice Agnes Elle, ha scritto i romanzi Sunrise e Sunshine (quest’ultimo sta per essere pubblicato), storie d’amore che uniscono emozione, inclusività e rappresentazione.Se volete seguire il suo lavoro come scrittrice, cercate online Agnes Elle o su Instagram @agnes_un_libro_mille_vite, e i suoi libri Sunrise e Sunshine.Una puntata che intreccia carriera, salute, maternità, identità e narrativa, mostrando quante storie diverse possano convivere nella vita di una stessa donna.
In questo episodio parliamo di donne nella scienza, STEM, stereotipi di genere e salute femminile insieme a Nicole Ticchi, laureata in chimica e farmaceutica, TEDx speaker, podcaster, presidente di She Is a Scientist e scrittrice di "Salute a tutti i costi".Partiamo dalla storia: scienziate che hanno cambiato il mondo ma che spesso sono state poco riconosciute o dimenticate. Perché nella storia della scienza molte donne sono rimaste invisibili?Analizziamo poi il presente: le statistiche sulle lauree STEM mostrano ancora una forte disparità di genere. Come possiamo combattere gli stereotipi nel mondo scientifico e incoraggiare più ragazze e bambine ad avvicinarsi alla scienza, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica?Parliamo anche di femtech, un settore in forte crescita che sviluppa tecnologie e innovazioni per la salute femminile. Perché la salute delle donne, il ciclo mestruale e le mestruazioni sono ancora spesso considerati un tabù? E come può il femtech contribuire a rivoluzionare la medicina e la ricerca scientifica?Infine riflettiamo sull’importanza di portare la scienza nelle scuole, per dare alle nuove generazioni — soprattutto alle bambine e alle ragazze — gli strumenti per immaginare il proprio futuro nelle discipline scientifiche.Un episodio su donne nelle STEM, divario di genere, educazione scientifica, innovazione e salute femminile.
Nella settima puntata di "Cleopatra era femminista?" affrontiamo una conversazione potente e necessaria su intersezionalità, privilegio, disturbi alimentari, body shaming e grassofobia, intrecciando esperienza personale, attivismo e cultura contemporanea. Parliamo di come questi temi si manifestano nella vita quotidiana e di perché oggi è fondamentale rimettere al centro i corpi reali e le loro storie.In questa puntata Gezabel Perotti intervista Valentina Botta, in arte Valuh, fondatrice di Sorelle di Corpo, fotografa femminista e attivista per i disturbi alimentari.Partendo dalla domanda che cosa si intende per intersezionalità? riflettiamo su come le diverse forme di disuguaglianza si sovrappongono e influenzano il modo in cui abitiamo il mondo. Entriamo poi nel tema del privilegio — cosa si intende con privilegio e perché riconoscerlo è il primo passo per costruire spazi più consapevoli, senza trasformarlo in colpa ma in responsabilità.Una parte importante dell’episodio è dedicata ai disturbi alimentari e al linguaggio che usiamo quando parliamo di corpo e salute. Ci chiediamo cosa non dire a chi soffre di disturbi alimentari e perché certe frasi, anche se comuni, possono essere invalidanti. La conversazione apre uno spazio di ascolto e riflessione su stigma, rappresentazione e cultura della dieta.Nella seconda parte entriamo nel tema del body shaming e della grassofobia: cosa vuol dire grassofobia, come si manifesta socialmente e quanto sia radicata nelle norme estetiche e negli standard di bellezza irrealistici che ci circondano. Parliamo anche di grassofobia interiorizzata e di come influenzi il modo in cui percepiamo noi stesse e gli altri.L’episodio tocca il rapporto tra industria della bellezza, pressione sociale e controllo sul corpo, interrogandosi su chi stabilisce cosa è accettabile e cosa no. È una riflessione su come gli ideali irraggiungibili vengano normalizzati e su come possiamo iniziare a metterli in discussione, individualmente e collettivamente.Questa puntata è per chi vuole comprendere meglio il linguaggio del femminismo contemporaneo, per chi cerca strumenti per parlare di corpo in modo più rispettoso e per chi sente il bisogno di immaginare spazi più inclusivi. Una conversazione che non offre soluzioni semplici, ma apre domande necessarie su autonomia, identità e libertà corporea.Parole chiave: intersezionalità, privilegio, disturbi alimentari, DCA, body shaming, grassofobia, grassofobia interiorizzata, norme estetiche, cultura della dieta, femminismo, corpi liberi, decostruzione.Riferimenti e link citati nella puntata:Video citato: gara e diversi punti di partenza sulle diseguaglianze che penalizzano e danno diverse disponibilità https://youtu.be/VmQPh0z1gdo?si=quF-SQGGZZztKwXO Libro citato: The Beauty Myth: How Images of Beauty Are Used Against Women di Naomi WolfInstagram di Valuh: @valuh @sorelledicorpo
In questa puntata parliamo di disturbi alimentari, body shaming e dinamiche online molto difficili, attraverso le spiegazioni di una professionista e una testimonianza reale per comprendere cause psicologiche, impatto emotivo e segnali da riconoscere.Nel sesto episodio di Cleopatra era femminista?, Gezabel Perotti dialoga con la psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico Micol Kovarski (per contatti professionali: Kovarski@ordinepsicologiliguria.it) per approfondire il tema dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) in modo chiaro e accessibile.Partiamo dai dati per capire quanto il fenomeno sia diffuso, poi analizziamo cosa sono i disturbi alimentari e quali sono i principali: anoressia, bulimia, binge eating disorder. Approfondiamo le dinamiche psicologiche, familiari e sociali che possono contribuire al loro sviluppo.Parliamo di autostima, immagine corporea, modelli estetici irrealistici, pressione culturale e ruolo dei social media. Oggi più che mai è importante scegliere con consapevolezza i propri modelli di riferimento online e seguire profili che promuovono una rappresentazione autentica, inclusiva e non filtrata del corpo. In puntata citiamo alcuni esempi positivi come @midsizekimberlyanne, @vanessaprato, @chloe_xandria, @Lara_lake, @Nelly_London e @vivalakatya, che contribuiscono a diffondere messaggi di body confidence, accettazione e consapevolezza.Spieghiamo inoltre termini come dismorfismo corporeo, ortoressia e vigoressia per offrire strumenti di comprensione più approfonditi.Un focus importante è dedicato al body shaming come forma di svalutazione legata all’aspetto fisico, con conseguenze profonde sull’identità, sull’autostima e sulla percezione di sé.Affrontiamo inoltre il tema delle relazioni familiari, del senso di colpa, dei meccanismi di controllo e del legame tra corpo e bisogno di autonomia, per comprendere cosa può esserci dietro il sintomo e perché i disturbi alimentari non riguardano solo il cibo ma il vissuto emotivo della persona.Nella seconda parte della puntata ascoltiamo una testimonianza diretta che apre una riflessione sugli abusi digitali, sulla manipolazione nelle relazioni online e sulla diffusione non consensuale di immagini intime, per comprendere l’impatto psicologico di queste esperienze e l’importanza della consapevolezza, del supporto e della tutela.Nota dell’intervistata:Ci tengo a fare una piccola precisazione: gli argomenti trattati sono molto delicati e non possono esserci generalizzazioni riguardo ai disturbi riportati. Ogni situazione è diversa. Il mio obiettivo è stato quello di portare degli spunti di riflessione che rivedo nella pratica clinica ed è comprensibile che alcune persone non si ritrovino in quello che ho riportato.Inoltre, alcuni argomenti sono stati affrontati in modo sintetico e potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti e dati più estesi.
In questa puntata parliamo di vulvodinia, sessualità ed educazione sessuoaffettiva, esplorando consapevolezza corporea, consenso e potere femminile.Nella quinta puntata del podcast Cleopatra era femminista?, Gezabel Perotti intervista Annalisa Cereghino (su Instagram @annalisabiancacereghino), counselor relazionale, sex coach ed esperta in approccio corporeo, per affrontare temi di cui si parla ancora troppo poco, come la vulvodinia e la sessualità.Partiamo dalle basi: vulvodinia cos’è? In puntata spieghiamo in modo chiaro di cosa si tratta e di come può influenzare benessere, relazioni e percezione del proprio corpo. Approfondiamo quali sono i sintomi della vulvodinia, come riconoscerli e perché spesso restano invisibili o non diagnosticati.Nel dialogo con Gezabel, Annalisa racconta quanto sia fondamentale sviluppare coscienza del proprio corpo e della propria sessualità per uscire da narrazioni basate su vergogna e silenzio. Parliamo di come ritrovare la propria femminilità, migliorare l’immagine corporea e riprendere il proprio potere personale attraverso un lavoro di ascolto e consapevolezza. In questo contesto introduce anche i suoi retreat Selenya, percorsi esperienziali pensati per rompere i tabù e riconnettersi con sé stesse.Nella seconda parte della puntata ci concentriamo sull’educazione sessuoaffettiva, spiegando perché non riguarda solo il sesso ma anche emozioni, relazioni, rispetto e comunicazione. Parliamo di educazione sessuoaffettiva nelle scuole, osservando in quali Paesi è già integrata e perché è uno strumento fondamentale per promuovere cultura del consenso e prevenzione della violenza.Il cuore della conversazione è proprio l’importanza di insegnare a rispettarsi, ascoltarsi e usare le parole giuste quando si parla di sessualità con i giovani, creando spazi sicuri e informati.Durante l’episodio citiamo anche il libro di Annalisa, "Making of Love, parliamo di sesso", una guida educativa pensata soprattutto per adolescenti, utile per affrontare consenso, piacere e relazioni senza tabù. Trovate questo libro in libreria e online.Parliamo poi dei suoi progetti audiovisivi: il documentario Making of Love diretto da Lucio Basadonne, e il film Edoné, La sindrome di Eva, che esplorano la sessualità adolescenziale con uno sguardo educativo e inclusivo. (Qui puoi vedere il film: https://vimeo.com/ondemand/edone/396735313).Questa puntata è un invito ad aprire conversazioni necessarie su vulvodinia, sessualità consapevole ed educazione sessuoaffettiva, per diffondere informazione corretta e contribuire a una cultura del rispetto e del consenso. Un episodio pensato per chi vuole capire meglio il proprio corpo, per chi lavora con giovani e per chi crede che il cambiamento passi anche dal modo in cui raccontiamo la sessualità.
Nella quarta puntata di “Cleopatra era femminista?” incontriamo Arminda Ohri, una donna con una storia intensa che attraversa confini, regimi politici e identità femminile. Nella prima parte della puntata esploriamo il ruolo della famiglia, la condizione della donna all’epoca dell’Albania comunista, i matrimoni combinati, le burrnesh o vergini giurate, ed in seguito nella seconda parte il body shaming, la sessualità e i canoni di bellezza femminile nel mondo. Arminda arriva in Italia a soli sei anni insieme ai suoi genitori e alla sorellina di tre anni. Il viaggio è carico di paura e speranza, a bordo di un’imbarcazione che rischia di rompersi in mezzo al mare, simbolo di una vita lasciata alle spalle e di un futuro tutto da costruire. La sua famiglia fugge dall’Albania comunista, allora chiamata Repubblica Popolare Socialista d’Albania, oggi una repubblica parlamentare, dopo la fine del comunismo nei primi anni ’90.Nella prima parte della puntata ci immergiamo nella vita della donna durante il regime comunista, raccontando come veniva trattata, quale ruolo avevano il lavoro e la famiglia e quali erano le profonde contraddizioni di un sistema che voleva rendere uomo e donna uguali attraverso il lavoro obbligatorio. Parliamo dei matrimoni combinati ancora diffusi e di come il destino di molte donne fosse spesso deciso dalla famiglia più che da una libera scelta personale. Un focus speciale è dedicato alla figura delle madri forti, come la madre di Arminda, una donna capace di tenere unita la famiglia, guidarla contro ogni avversità e immaginare un futuro migliore per le proprie figlie, dimostrando quanto il ruolo della famiglia possa essere allo stesso tempo rifugio e limite. Raccontiamo anche delle burrnesh, le vergini giurate, donne che rinunciavano alla propria femminilità per vivere come uomini e proteggere o aiutare la famiglia, una tradizione che rivela molto su come veniva considerata la donna in Albania.Nella seconda parte della puntata ci spostiamo nel presente e affrontiamo temi più intimi e universali come il body shaming, la sessualità, l’amarsi e i canoni di bellezza femminile nel mondo. Discutiamo di cosa significhi davvero amarsi in tutte le nostre forme, di come la sessualità possa diventare uno strumento di consapevolezza e di come fotografarsi, guardarsi e raccontarsi possa aiutare a riconciliarsi con il proprio corpo. Riflettiamo anche su come i canoni di bellezza cambino nel tempo e da paese a paese influenzando profondamente l’autostima delle donne.Questa puntata è un viaggio tra storia, politica, cultura e corpo, un dialogo che unisce passato e presente per riflettere sulla condizione femminile, sull’identità e sull’amore per sé. Perché a volte amarsi è l’atto più femminista che possiamo fare.
Come si formano gli stereotipi di genere? E perché scuola, fiabe e adulti hanno un ruolo così decisivo nei primi anni di vita di bambine e bambini? In questo episodio affrontiamo il tema del gender partendo dall’infanzia, dal linguaggio e dai comportamenti quotidiani che spesso passano inosservati.Gezabel intervista Beatrice Benzoni, insegnante della scuola dell’infanzia, laureata in scienze della formazione primaria e laureanda in scienze pedagogiche, per fare chiarezza su cosa sono gli stereotipi di genere e su come si radicano fin dai primissimi mesi di vita.Nel corso della puntata si risponderà a domande fondamentali come: Cos'è uno stereotipo in parole semplici? Cosa significa "genderizzazione"? Cosa si intende con gender? Cosa si intende per "genere"?Attraverso esempi concreti, parliamo di stereotipi di genere a scuola e di stereotipi di genere nelle fiabe, mostrando come aspettative, giochi, colori, linguaggio e ruoli proposti agli adulti contribuiscano a costruire modelli di comportamento differenti per bambine e bambini. Ci chiediamo quali sono gli stereotipi di genere più diffusi e analizziamo stereotipi di genere esempi che emergono nella quotidianità educativa, spesso in modo implicito.Un passaggio importante è dedicato ai libri per bambini che presentano modelli di ruolo non stereotipati e ai libri per bambini contro gli stereotipi di genere. Durante la conversazione vengono citate alcune fiabe e raccolte illustrate, tra cui “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, “Storie spaziali per maschi del futuro” e “Ci sono bambini e bambine!”, come spunto per riflettere su rappresentazione, linguaggio e immaginario.Viene inoltre menzionato il libro “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti, un testo incredibilmente attuale nonostante sia stato scritto nel 1973, che offre ancora oggi una chiave di lettura potente sugli stereotipi di genere nell’educazione.L’educazione sessuo-affettiva viene affrontata come tema intrecciato al discorso educativo più ampio: non come unica risposta né come formula magica per insegnare il rispetto, ma come parte di un percorso che coinvolge adulti, scuola e società. Parliamo di comportamenti espliciti e impliciti di insegnanti e genitori, e di quanto spesso gli stereotipi di genere vengano trasmessi senza intenzione.Una riflessione educativa, un episodio pensato per chi lavora nella scuola, per chi è genitore, per chi si pone delle domande e per chi ascolta contenuti che interrogano il modo in cui cresciamo le nuove generazioni.
In questa puntata di Cleopatra era femminista? affrontiamo due temi profondamente legati tra loro: la forza delle madri e la tutela delle donne nei momenti di maggiore vulnerabilità, attraverso i temi della dislessia e della violenza ostetrica.L’ospite di questo episodio è Lara Di Lorenzi, impiegata e mamma di due figli, che racconta una storia personale fatta di ostacoli, consapevolezza e trasformazione. Da bambina, Lara incontra grandi difficoltà a scuola: leggere, scrivere e studiare sembrano sfide insormontabili. Ma non è lei a dare un nome a quella fatica: è sua madre. In un’epoca in cui la scuola era impreparata e le informazioni scarse, la madre di Lara si accorge che qualcosa non va e decide di agire.Con infinita pazienza e determinazione, si mette a studiare, cercando risposte e strumenti per aiutare la figlia. È così che entra in contatto con la dislessia, trovando soluzioni pratiche e concrete per sostenerla nel percorso scolastico. In puntata proviamo a spiegare cos’è la dislessia in parole povere, rispondendo a domande fondamentali come: Dislessia cos’è? e Come posso aiutare mio figlio dislessico a studiare? Un racconto che mostra quanto il ruolo della famiglia possa essere importante nel supportare la crescita di una donna e degli individui in generale e nel definire che tipo di persona diventeremo.Nella seconda parte dell’episodio affrontiamo un tema ancora poco discusso ma urgentissimo: la violenza ostetrica, una forma di violenza sulle donne che può manifestarsi durante gravidanza, parto e post parto. Cos’è la violenza ostetrica e perché riguarda così tante donne durante il parto?Partendo dall’esperienza personale di Lara, parliamo di procedure mediche non spiegate o non autorizzate, di scelte subite e di pressione psicologica in un momento di estrema vulnerabilità. Approfondiamo il significato della violenza ostetrica, il suo legame con la violenza di genere negli ospedali e il modo in cui queste pratiche vengono ancora normalizzate nel sistema sanitario.Lara condivide la sua prima esperienza di parto, segnata da procedure non spiegate, scelte subite e pressioni che la portano a non utilizzare l’epidurale. Tocchiamo quindi il tema della violenza di genere negli ospedali e della mancanza di consenso informato, che rende la violenza ostetrica una realtà ancora troppo diffusa.A questo racconto doloroso si affianca però una seconda esperienza: la nascita del suo secondo figlio. Un parto completamente diverso, più rispettoso, dolce e consapevole.Parleremo anche della figura della doula. Spieghiamo che cosa fa la doula, cos’è la doula, che ruolo ha nel parto naturale e perché sempre più donne scelgono una doula nel parto come riferimento emotivo e informativo.Un episodio intenso che intreccia maternità, cura, consapevolezza e diritti, per continuare a fare la domanda che guida questo podcast: la storia, e il presente, sono davvero dalla parte delle donne?
Giovane donna e madre in politica: una voce nelle istituzioni politiche che non ha paura di esporsi.La prima puntata del podcast ospita Francesca Ghio, giovane politica e mamma, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, consigliera comunale e della città metropolitana, delegata alle politiche dei giovani, del cibo e degli animali.Un episodio diretto, senza filtri, che affronta temi urgenti e spesso evitati: educazione sessuo-affettiva, educazione sentimentale, rispetto, consenso, sessismo sul lavoro, maternità e paternità, congedo parentale, abusi sui minori e diritti delle vittime di violenza.Si parla di educazione sessuo-affettiva nelle scuole in Italia: perché manca, perché viene ostacolata e perché invece è fondamentale. Educare al rispetto, alle emozioni, alle relazioni sane e al consenso non è propaganda, ma prevenzione. È tutela. È responsabilità.Ma cosa si intende davvero per consenso? Come si insegna? Perché l’educazione sentimentale è ancora vista come un tabù?L’intervista entra anche nel tema del sessismo sul lavoro e in politica, delle discriminazioni che colpiscono le donne, soprattutto se giovani e madri. Si parla di maternità, paternità, di carichi diseguali e di congedo parentale, ancora lontano da una reale parità.Tra i temi affrontati c’è anche quello della violenza sessuale e degli abusi sui minori. Francesca racconta la sua scelta di denunciare, l’apertura di un fascicolo per violenza sessuale su minore e la successiva archiviazione da parte della procura. Una vicenda che diventa parte di una battaglia politica e civile, portata avanti con forza in nome di tutte le donne e di tutte le vittime di violenza che non si sentono ascoltate o tutelate.Una conversazione lucida, concreta e necessaria su rispetto, consenso, diritti e responsabilità.Perché parlare di educazione sessuo-affettiva oggi non è una moda, ma una priorità sociale e culturale.
Trailer

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2026-01-1102:41

Nota per l’ascolto: il trailer contiene racconti di molestie e comportamenti inappropriati.Benvenut* in uno spazio dove la voce delle donne non solo si sente: rimbomba. Qui non c’è silenzio, ma storie vere di donne comuni, forti, coraggiose, autentiche e diverse. Racconti di crescita, di diritti, scelte difficili, uguaglianza e libertà conquistata, tra sfide quotidiane, relazioni complesse e momenti di rinascita. In ogni puntata, il podcast dà spazio a testimonianze reali, esperienze personali e riflessioni che mostrano forza, determinazione e coraggio.Ci porremo domande tipo: Cleopatra era femminista? E scopriremo insieme come ogni donna, nella sua vita e nelle sue scelte, costruisce il proprio percorso, affronta ostacoli, celebra vittorie e lascia una traccia nel mondo. Questo canale è un luogo aperto, sincero e accogliente, nato per dare voce a chi spesso non viene ascoltato. Qui ogni storia, ogni esperienza, ogni voce conta davvero, e chiunque voglia ascoltare, capire e condividere trova il suo posto.
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