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This is not America
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I missili sull’Iran, la prossima fermata a Cuba, le espressioni facciali di Trump, la sveglia democratica e la questione dei robot killer.
I dazi incostituzionali, il circo del Board of Peace, la morte di Jesse Jackson, l’ascesa di James Talarico, i venti di guerra civile e la profezia di David Axelrod.
Fragole e sangue, la febbre del sabato sera, Sport Illustrated e le fonti del sogno americano alla prova della nuova arma segreta usata in Venezuela e dell’attualità eversiva e immorale del secondo tragico Trump.
La verità alternative, il progetto di sabotare le elezioni di novembre, i cortigiani lestofanti e i primi timidi tentativi di resistenza al regime trumpiano, a cominciare da Bad Bunny e dalle Olimpiadi.
Trump innalza il livello dello scontro ma è innegabile che dopo Minneapolis ci siano crepe nell’attuazione del suo piano. Ma Trump non è l’unico problema visto che da una parte si circonda di una corte di lestofanti e dall’altra ha aperto la strada ai libertari reazionari della Silicon Valley impegnati a smantellare la società contemporanea e interessati a costruire un futuro post umano.
Siamo noi a immaginare una nazione in rivolta o è un grande abbaglio perché a dominare è l’indifferenza? Si preparano catastrofi sociopolitiche senza precedenti o siamo noi, gli innamorati delusi, a vederle come catastrofi, ma in realtà sono solo metamorfosi?
Quando David Bowie scrisse This is not America era il 1985, lo stesso anno in cui Sting scrisse Russians. Ma quella di Trump è l’America di oggi (This is America, di Childish Gambino) e noi non ci sentiamo molto bene.
Trailer del podcast di Linkiesta sullo sfuggente sogno americano Con Stefano Pistolini e Christian Rocca




