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Le Cose Che Fanno Bene
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Le Cose Che Fanno Bene

Author: Fabrizia Ferrazzoli - Fandango Podcast

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Description

Storie fuori dall'ordinario tra il fare e lo stare.Le Cose Che Fanno Bene  è un elogio alla lentezza, all’arte dell’incontro, al riappropriarsi di cose dimenticate, a volte sottovalutate. Racconti  che svelano le storie di chi si è aperto a una passione, nuova o antica, riconnettendosi con sé e con il mondo, seguendo ritmi più naturali e trovando una chiave per riscoprire un pezzetto di felicità. Un podcast scritto e raccontato da Fabrizia Ferrazzoli.


È registrato da Federico Leo alla Fattoria Sonora di Roma


Musiche originali e post produzione di Leila Bahlouri


La grafica è di Marine Leriche


Una produzione Studio Corrente


Distribuito da Fandango Podcast




Raccontaci le tue cose che fanno bene scrivendo a lecosechefannobene@gmail.com

6 Episodes
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Un podcast scritto e raccontato da Fabrizia Ferrazzoli È registrato da Federico Leo alla Fattoria Sonora di Roma Musiche originali e post produzione di Leila Bahlouri La grafica è di Marine Leriche Una produzione Studio Corrente Una distribuzione Fandango Podcast
Un ritratto nato dall’incontro con Pino Marino, professione cantautore, scrittore, compositore ma anche ciclista, umorista e da qualche tempo bocciofilo. Una nuova abitudine che lo vede allenarsi tutti i giorni, lavorare con il corpo e la memoria, esercitando continuità e determinazione. Il suo incontro con le bocce ha innescato la riscoperta di una “solitudine non preoccupata”: una solitudine benefica e senza spavento e anche il potersi misurare con una squadra. Squadra che nel gioco è una cosa incredibile: è complicità, è stimolo, è protezione. Una puntata dedicata alla riscoperta dell’arte del gioco e al racconto di chi oggi gioca a bocce. Perché in fondo è proprio lì, nel gioco, che si sperimentano quelle cose che tornano utili nella vita di tutti i giorni: come la strategia e l’improvvisazione, l’immaginazione e la concentrazione, la sana competizione ma anche la capacità di saper perdere o di poter sbagliare. E poi ci sono l’allegria e il divertimento, compagni di viaggio che spesso dimentichiamo.
Quante volte abbiamo letto o sentito “Canta che ti passa”: è un invito alla leggerezza, un modo di dire per scacciare paure e preoccupazioni, una direzione verso allegria e spensieratezza. Cantare placa i nervi e lo spirito, attiva gli ormoni della felicità: endorfine e serotonina, rafforza il sistema immunitario, allena la muscolatura facciale e contribuisce a diminuire il livello di cortisolo, aumentando pensieri positivi e soddisfazione. Una puntata dedicata al racconto di chi sceglie di stare insieme, perché cantando passa tutto, nata dall’incontro con Daniela De Angelis, fondatrice e direttrice di “Le Coeur - Donne in Coro”, e con Alessandra Smerilli, coordinatrice dell’area educativa di ASINITAS, un’associazione di promozione sociale che da vent’anni si occupa di educazione, intervento sociale e costruzione di comunità interculturali. Il loro non è solo un laboratorio con un coro, ma è un progetto corale. Il canto in coro è un vero e proprio toccasana, una possibilità per migliorare il benessere psicologico e sociale.
Miria Sprega, erborista e studiosa di erbe e piante dall’età di 8 anni ha ispirato questa puntata che racconta di erbe e piante che fanno bene, quelle da utilizzare come medicina - medicina dell’anima e non convenzionale -, per sé stessi e per il pianeta. Era ancora una bambina quando ha investito i suoi primi risparmi per comprare nella libreria del suo paese “Il mio erbario” di Maurice Mességué. Sprega vive nel mescere le erbe e farle su misura. Il suo non è un mondo fatato, è un mondo oramai acclarato scientificamente, ma che ha dei procedimenti. L’erboristeria è un vestito: un bel vestito, sartoriale e cucito addosso ai nostri bisogni. Le erbe sono un bouquet meraviglioso, ma bisogna saperle usare: devono parlarsi, perché anche tra loro esistono simpatie e antipatie.
Il ricamo è stato a lungo un’arte garbata, silenziosa e discreta, con Goga Mason diventa uno strumento di creazione libero, punk ed erotico. Un racconto di un’artista che da qualche tempo organizza laboratori, in Italia e nel mondo, in cui guida gruppi di persone alle prese con telai, forbici e tessuti attraverso un’arte antichissima, che diventa contemporanea e nuova, un esercizio collettivo di condivisione e scambio, rovesciando le regole e superando gli schemi. Nessuna perfezione, solo fili, fantasia e desideri. Una pratica che diffonde con competenza ma che ha anche il sapore di attivismo. Un workshop con lei è un invito a esplorare la libertà, l’errore e il rischio,  a riflettere sul chi siamo e sul chi eravamo e a fare i conti con il disordine e la lentezza.
L’arte culinaria tra recupero e fantasia è tra le cosa che fanno bene. Questa puntata è dedicata alla storia di Noemi Caputo, un’ottima cuoca, ma soprattutto un’instancabile esploratrice di imprese fuori da tutto ciò che è propriamente ordinario. Anche chi vive in città può avere il suo orto, il suo spazio dove seminare, curare e raccogliere. Si tratta di una pratica che ha anche a che fare con il bene comune, in quei parchi, pubblici, che diventano affare di cittadini e cittadine. Sono gli orti urbani in cui Noemi da qualche anno zappa, pota, concima, innaffia e ovviamente mangia e cucina verdure a km zero. Fare l’orto è sperimentare e confrontarsi con la natura che decide da sé. Tempi e risultati non dipendono da quanto hai eseguito bene un compito: negli orti ci si affida anche all'imprevisto. L’ortista esce dalle logiche dell'efficienza e della performance, impara ad aspettare e prende decisioni insieme agli altri, risolvendo questioni che richiedono sudore, fatica e pensiero laterale.
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