DiscoverB come Bucarest
B come Bucarest
Claim Ownership

B come Bucarest

Author: Giovanni Castiglioni

Subscribed: 5Played: 44
Share

Description

B come Bucarest è un podcast narrativo in sei episodi che racconta la condizione dell'infanzia in Romania dalla fine degli anni Ottanta a oggi. Attraverso il retaggio del regime di Nicolae Ceaușescu e i cambiamenti degli ultimi quarant’anni, la serie ricostruisce storie, luoghi e memorie di un Paese in trasformazione. Bucarest tiene insieme tutto: è il filo conduttore, la mappa emotiva che guida l’ascolto. Si cammina tra palazzi monumentali, strade, e piazze, seguendo voci e testimonianze: episodio dopo episodio, le tracce si incastrano in un mosaico più grande, fatto di ferite ancora aperte e di speranze ostinate, mentre la città affronta il proprio passato e continua a muoversi verso qualcosa di nuovo. 

Nel podcast ascolterete le testimonianze di Paola Manara, Mauro Borroni, Francesco Magno, Franco Aloisio, Marco Povero e Silvia Saini.

www.bcomebucarest.com

B come Bucarest è un podcast ideato, scritto e prodotto da Giovanni Castiglioni.
La post-produzione e il montaggio sono di Giovanni Castiglioni.
Il progetto grafico di copertina è di Sara Torzullo.
Le musiche del trailer e degli episodi sono su gentile concessione di Scott Buckley
Per gli argomenti trattati nel podcast si consiglia l'ascolto a un pubblico adulto.

Contatti
Email · gio.castiglioni@gmail.com
Instagram · @giocastiglioni
Facebook · Facebook.com/gio.castiglioni
LinkedIn · Linkedin.com/in/giocastiglioni
4 Episodes
Reverse
Trailer

Trailer

2026-02-0503:32

Avevo 22 anni quando sono arrivato a Bucarest per la prima volta, nel 2007, con il cuore pieno di vita e il desiderio di un mondo più giusto. Un’esperienza di volontariato mi ha aperto gli occhi su una realtà che non conoscevo: quella dell’infanzia in Romania, segnata da politiche, silenzi e ferite collettive.Da quel viaggio è iniziato un percorso che continua ancora oggi, fatto di domande, incontri e ascolto sul campo. "B come Bucarest" è il podcast in cui racconto la condizione dell’infanzia in Romania dalla fine degli anni Ottanta fino ai giorni nostri, per capire come il regime di Nicolae Ceaușescu abbia influenzato la vita di migliaia di bambini e bambine e come, dopo la caduta della dittatura, il Paese stia cercando di ridefinire la propria identità.Bucarest è una metropoli che parla in ogni angolo: nei palazzi monumentali, nelle strade, nelle voci, nel continuo movimento verso qualcosa di nuovo. In questo viaggio ascolteremo testimonianze e attraverseremo luoghi che ci aiuteranno a ricostruire un puzzle fatto di ferite aperte, ma anche di speranze. Ogni episodio è un tassello di un mosaico più grande: cammineremo dentro la città e dentro le sue memorie per capire come si possa trasformare il presente senza rimuovere il passato.Il podcast è ideato, scritto e prodotto da me, Giovanni Castiglioni.Il progetto grafico di copertina è di Sara Torzullo.Le musiche del trailer e degli episodi sono su gentile concessione di Scott Buckley.Per i temi trattati nel podcast, si consiglia l’ascolto a un pubblico adulto.www.bcomebucarest.com
Nell’alfabeto dei miei ricordi, alla lettera B corrisponde la parola Bucarest: una città il cui nome, in rumeno, rimanda alla gioia. Questa parola, questa città, per me sono soprattutto l’inizio di un viaggio cominciato quasi vent’anni fa e mai davvero finito.È l’agosto del 2007: atterro all’aeroporto di Otopeni con un gruppo di giovani per partecipare a un Cantiere della Solidarietà organizzato dalla Caritas Ambrosiana. La meta non è la capitale, ma Câmpulung Muscel. In due settimane si intrecciano servizio, vita comunitaria e incontri: animazione con bambini e bambine in parrocchia e nei centri diurni, attività in un villaggio rom, una visita all’orfanotrofio, la distribuzione del pane ai poveri. A raccontare con me ci sono anche le voci di Paola e Mauro, che restituiscono immagini vive: la fatica, la gioia, le contraddizioni di un Paese in transizione, la povertà che spiazza e le domande scomode sul senso della nostra presenza e della nostra vita.Alla fine del Cantiere torniamo a Bucarest per una notte: giriamo la città sotto un caldo torrido, tra il peso del passato e i segni dell’occidentalizzazione. Restano addosso molte domande, e la voglia di capire che cosa è successo alla Romania e alle sue giovani generazioni, dagli anni ’80 a oggi.Testimonianze: Paola Manara e Mauro Borroni.Per maggiori informazioni sui Cantieri della solidarietà: https://cantieri.caritasambrosiana.it/Il podcast è ideato, scritto e prodotto da me, Giovanni Castiglioni.Il progetto grafico di copertina è di Sara Torzullo.Le musiche del trailer e degli episodi sono su gentile concessione di Scott Buckley.Per i temi trattati nel podcast, si consiglia l’ascolto a un pubblico adulto.www.bcomebucarest.com
Con lo storico Francesco Magno tracciamo un ritratto di Nicolae Ceaușescu e del suo “nazionalcomunismo”: l’apparente apertura iniziale verso l’Occidente, il culto della personalità, la crisi degli anni Ottanta e il controllo totale sulla società.Per introdurre questo racconto prendo spunto dall’idea che “la dittatura va raccontata”: contare e documentare ciò che accade sotto un regime diventa un atto di giustizia, contro l’oblio e la rimozione. Al centro della puntata ci sono le politiche demografiche: il decreto 770 del 1966 che vieta aborto e contraccezione, il controllo sui corpi delle donne, l’aumento delle nascite e il prezzo pagato da chi nasce in condizioni fragili. Migliaia di bambini e bambine vengono abbandonati e crescono negli istituti statali, spesso sovraffollati, senza cure, affetto e stimoli. È qui che l’infanzia diventa oggetto di propaganda e disciplina: non raccontiamo una storia singola, ma proviamo a guardare l’insieme, le radici di un’emergenza che esploderà alla fine degli anni Ottanta. A distanza di anni, gli esiti del Bucharest Early Intervention Project aiutano a capire quanto la deprivazione affettiva nei primi anni di vita possa lasciare segni profondi e duraturi.La puntata attraversa anche la nostalgia per una stabilità perduta —  una “normalità” ricordata come rassicurante pur dentro una gabbia — e l’ombra della Securitate, la polizia segreta: sorveglianza, sospetto, informatori, privazioni e propaganda. Un viaggio duro ma necessario, fino alle soglie del 1989, l’anno che cambia tutto: la caduta del regime, la fine brutale di Nicolae ed Elena Ceaușescu e le domande che restano aperte.Chiude la puntata Franco Aloisio, con una riflessione su come, oggi, a quasi quarant’anni dai fatti, la rivoluzione del 1989 venga ricordata e discussa nell’opinione pubblica rumena.Testimonianze: Francesco Magno e Franco Aloisio.Il podcast è ideato, scritto e prodotto da me, Giovanni Castiglioni.Il progetto grafico di copertina è di Sara Torzullo.Le musiche del trailer e degli episodi sono su gentile concessione di Scott Buckley.Per i temi trattati nel podcast, si consiglia l’ascolto a un pubblico adulto.Fonti dell'episodio:- Muñoz Molina, Antonio, La dittatura va raccontata, Internazionale, n. 950, 25 maggio 2012, p. 99.- Nelson, Charles A.; Fox, Nathan A.; Zeanah, Charles H., Il dolore del bambino abbandonato, Le Scienze, 3 giugno 2013, pp. 82–85.- Sighele, Davide; Martino, Francesco (7 ottobre 2009), Ceaușescu chi?, Osservatorio Balcani e Caucaso.www.bcomebucarest.com
Dopo la caduta del regime di Nicolae Ceaușescu, la Romania si trova a gestire le conseguenze di decenni di politiche sociali fallimentari. Negli anni Novanta migliaia di bambini e ragazzi, usciti dagli istituti o da famiglie segnate dalla povertà e dalla violenza, finiscono a vivere per strada. Molti di loro confluiscono a Bucarest, trovando rifugio nei canali sotterranei della città. Dentro questa storia di sofferenza si apre però uno spiraglio inatteso, legato a un clown.In questa puntata entra in scena Parada, una realtà nata dal basso all’inizio degli anni Novanta grazie all’incontro tra i bambini di strada e Miloud Oukili, giovane clown franco-algerino che decide di restare a Bucarest e di trasformare l’arte in relazione, ascolto e possibilità di riscatto. A raccontare questa esperienza è Franco Aloisio, che ripercorre oltre venticinque anni di lavoro sul campo: dagli interventi nei canali della capitale alla costruzione di una comunità educativa capace di restituire dignità, fiducia e futuro a migliaia di ragazzi e ragazze.Parada non è solo un progetto sociale, ma uno spazio di appartenenza, dove circo, teatro e giocoleria diventano strumenti di identità e trasformazione. Il racconto mette in luce il valore della prossimità, della relazione e dell’arte come pratiche concrete di cura e accompagnamento.Testimonianza: Franco Aloisio.Il podcast è ideato, scritto e prodotto da me, Giovanni Castiglioni.Il progetto grafico di copertina è di Sara Torzullo.Le musiche del trailer e degli episodi sono su gentile concessione di Scott Buckley. Per i temi trattati nel podcast, si consiglia l’ascolto a un pubblico adulto.www.bcomebucarest.com
Comments 
loading