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C'è figa. Il podcast live
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C'è figa. Il podcast live

Author: C'è figa - Fandango Podcast

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Description

“C’è Figa” è il podcast nato dall’omonimo format di stand-up comedy femminista: uno spazio nato per smentire, una battuta alla volta, quell’idea vecchia e resistente secondo cui “le donne non fanno ridere”.  Partito dai palchi di Roma come serata di stand-up dedicata a persone socializzate donne, ha un carattere irriverente, non fa sconti e mette il microfono in mano a chi ha davvero qualcosa da dire. Ora “C’è Figa” diventa podcast e si prende ancora più libertà.


Tra proverbi invecchiati malissimo, ospiti clamorose e una certa tendenza al caos, raccontiamo attualità, cultura e vita quotidiana smontando stereotipi, bias culturali e tutta quella narrazione che ci vuole educate e mansuete.


Parliamo di genere, linguaggio, relazioni e potere, ma senza fare le brave. Perché se c’è una cosa che questo podcast non ha intenzione di fare, è risultare rassicurante.


“C’è Figa” è il posto in cui si ride, si rosica male e si mettono in discussione le cose.


E se dà fastidio, probabilmente sta funzionando.


Un podcast di Alessandra Flamini


Revisione testi collettivo C'è Figa 


Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda.


La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".


Cura e produzione: Giulia Galzigni


Montaggio e sound design: Luca Santarelli



12 Episodes
Reverse
Per l'ultima puntata vi portiamo in un posto meraviglioso: la manosfera.  Quel simpatico angolino di Internet dove incel, redpill, PUA, Voldemort e il Signore Oscuro si ritrovano per ricordarci che il problema, ovviamente, sono sempre le donne.  E se guardi bene, dietro i podcast motivazionali e i guru della seduzione, si nasconde un universo costellato di misoginia e teorie assurde sui rapporti tra i generi. Insieme a noi ci sarà Emanuela Cappello, attrice, autrice, stand up Comedian e content creator, che con la sua simpatia travolgente ci accompagna in questo viaggio nei meandri del disagio digitale. Ma pure quello reale. Ultima puntata e ultimo proverbio, ma soprattutto... un sacco di maschi che avrebbero bisogno di disinstallare Internet. Venite con noi: sarà un viaggio nell'oscurità. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa  Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".
Il patriarcato ha inventato i proverbi, il porno mainstream ci ha insegnato che il sesso gira tutto intorno al pisello e la società ci ha convintə che alcuni corpi siano sexy mentre altri servono solo a farci commuovere.  Tutto "norbene", no?  In questa puntata ci incazziamo un po’ e parliamo di pornografia, sì, anche di quella morale: quella che trasforma i corpi delle persone con disabilità in storie di dolore, invece che in corpi che desiderano, godono e scopano. Ospite della puntata Armanda Salvucci, ideatrice di Sensuability, il progetto che sfida i tabù sulla sessualità e la disabilità. Perché i corpi non devono essere conformi per essere desiderabili, il piacere non è un privilegio e la disabilità non è una tragedia da raccontare col violino in sottofondo. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa  Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".
Ci sono proverbi che nascondono un modo preciso di guardare il mondo: individuare un pericolo, attribuirlo a qualcuno e convincere tuttə che sia necessario tenerlo sotto controllo. Ma chi decide chi è pericoloso? In questa puntata parliamo di controllo politico, propaganda e costruzione del nemico. Di come si possa orientare l’opinione pubblica dipingendo interi gruppi di persone come una minaccia. Di come chi scende in piazza per rivendicare diritti venga spesso raccontato come un problema per l’ordine pubblico, mentre chi decide quali diritti concedere, a chi e a quali condizioni, raramente viene messo in discussione con la stessa durezza. Perché chi protesta diventa pericoloso, ma chi detiene il potere di limitare i diritti sembra quasi sempre legittimato a farlo? Ne parliamo con Velia Lalli, comica, autrice e pioniera della stand-up comedy italiana, che attraverso la satira mette in discussione stereotipi, convenzioni e ipocrisie del nostro tempo. Forse il punto non è stabilire chi sia pericoloso. Forse è chiedersi chi ha il potere di decidere chi deve fare paura. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa  Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".
Un proverbio che ci insegna che una donna deve stare attenta a come cammina, come si veste, come si muove, quanto mostra il proprio corpo. Ci insegna la vergogna prima ancora che la libertà. In questa puntata parliamo di cat calling, educazione alla vergogna e di tutti quei messaggi che, fin da bambine, ci insegnano a sentirci osservate, giudicate e responsabili dello sguardo degli altri. E lo facciamo insieme a Chiara Becchimanzi, attrice, autrice e stand-up comedian, che da anni usa comicità e satira per parlare proprio di stereotipi, sessualità e differenze di genere. Perché forse il problema non è insegnare alle ragazze a non attirare attenzioni. Forse è arrivato il momento di educare chi quelle attenzioni le impone. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa  Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra".
Un "capello" di donna tira più di un carro di buoi. E se un uomo perde completamente la testa, beh, mica è colpa sua: è stato il "bulbo pilifero". In questa puntata parliamo di come i proverbi abbiano passato secoli a raccontare il corpo delle donne come una tentazione irresistibile e gli uomini come povere vittime senza alcun controllo. Capelli, gambe, scollature, peli: sembra che il problema sia sempre il corpo femminile e mai quello che lo guarda. Con Marianna The Influenza, creator e divulgatrice che parla di femminismo, corpi, razzismo e grassofobia, proviamo a capire come si fa a riprendersi lo sguardo. E anche il corpo.
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