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Bada La Gente
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Author: Bada La Gente – Corax
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Description
Il ciclismo si guarda per ore.
Noi lo commentiamo per giorni.
Con Luca Gregorio e Riccardo Magrini
Una produzione Double Vision Film × Corax.
24 Episodes
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Cala il sipario sulla stagione 2026 e il sigillo porta la firma di Paul Seixas: a 20 anni e 16 giorni diventa il vincitore più giovane in 120 edizioni del Giro di Lombardia, sgretolando sul Civiglio anche il record VAM di Pogačar del 2022. Dietro di lui, Enric Mas chiude in bellezza l'anno della Vuelta e Giulio Ciccone torna sul podio come due anni fa, salutando la Lidl-Trek nel modo migliore prima del passaggio alla Pinarello Q36.5.
Pagelle severe invece per Remco Evenepoel e Isaac Del Toro, entrambi voto 4: la stagione dei "forti a giornate" chiude con l'ennesima prestazione sotto le attese. Promosso a pieni voti Brandon McNulty, che ha onorato la maglia iridata nel finale di stagione.
In puntata anche:
- Il bel lavoro di Giulio Pellizzari come ultimo uomo di Evenepoel
- Pello Bilbao chiude la carriera a 36 anni con un settimo posto da applausi
- La protesta dei corridori a Bergamo per la sicurezza, dopo i fatti di Tre Valli
- Il "blocco azzurro" della Red Bull-Bora: Pellizzari, Finn, Magagnotti, Donati
- Verso il 2027: Giro d'Italia da Trieste con Zoncolan e doppio Mortirolo, e la porticina aperta di Remco
Una produzione Double Vision Film × Corax.
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Puntatona di Bada la gente! La stagione va verso il traguardo ma di cose ne sono successe tante: dal weekend europeo in Slovenia al centenario del Giro dell'Emilia, passando per il ciclismo femminile che continua a stupire con Demi Vollering.
La copertina è dedicata a Giulio Ciccone, che all'Europeo arriva secondo a due millimetri da Remco Evenepoel. Un rammarico enorme, nonostante una gara dove non c'era nulla da rimproverargli — a lui e a tutta l'Italia. Perché la vera bella notizia è una Nazionale che finalmente ha un'anima e un carattere: squadra tatticamente ineccepibile, bronzo di Christian Scaroni e una tattica che porta Ciccone a un passo dall'oro. Grande lavoro del ct Roberto Amadio.
Evenepoel chiude invece il cerchio: dopo Olimpiade e Mondiale, aggiunge anche l'Europeo e sale a 80 vittorie in carriera. Un palmarès che dice tutto, al netto di un'era nata nel segno di Pogačar (che in Slovenia è passato di persona per omaggiare la fine della carriera di Luka Mezgec).
Al Giro dell'Emilia Davide Piganzoli vince dopo otto anni di attesa italiana. Un capolavoro per il "nuovo Nibali", come l'aveva ribattezzato Ivan Basso in tempi non sospetti, al suo primo anno in Visma. E un segnale importante per un ciclismo azzurro che oggi può contare su un vero triangolo di talento: Piganzoli, Finn, Pellizzari.
(00:00) Ciccone sfiora l’oro all’Europeo
(12:59) Remco Evenepoel chiude il cerchio
(16:35) Azzurra Ballan e il ciclismo femminile
(20:41) Piganzoli, il futuro del ciclismo italiano
(29:42) Il ciclismo senza Pogacar regge lo stesso?
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Trentatré anni dopo Lance Armstrong, il ciclismo americano torna a vincere un Mondiale. A Montréal, contro ogni pronostico, Brandon McNulty sferra un attacco solitario, rimane da solo per 32,5 chilometri e conquista una maglia iridata che nessuno si sarebbe aspettato.
Nel Pagellone di questo Mondiale ci sono voti alti (oltre al vincitore, corrono bene Matteo Jorgenson, Ciccone, Pidcock, Matthews e van der Poel) e voti bassi (per il resto del Belgio e praticamente tutta la nazionale Francese). E poi una domanda un po' provocatoria: un campione del mondo che l'anno prossimo tornerà a fare il gregario di Tadej Pogačar è la storia che meritava una gara così bella?
E l'Italia? Nazionale coesa, tatticamente ineccepibile, con Bettiol, Pellizzari, Scaroni e Piganzoli a lanciare Ciccone, che si è avvicinato più di chiunque altro a colmare il vuoto lasciato da Alessandro Ballan nel 2008. Complimenti al ct Roberto Amadio.
Voto 110 e lode invece a Demi Vollering, che dopo Liegi, Fiandre, Giro d'Italia e Tour de France Femmes ha aggiunto anche il Mondiale. E onore a Elisa Longo Borghini, terza sul podio: alla sua 28ª prova iridata continua a mancare quella maglia individuale.
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Si torna in studio dopo la lunga pausa estiva, ed è subito settimana Mondiale. Per raccontare cosa ci aspetta a Montréal, Greg e Magro hanno un ospite d'eccezione: Alessandro Ballan, ultimo campione del mondo italiano in linea, vincitore a Varese nel 2008.
Si parte dalla cronometro appena andata in scena e dal capolavoro di Remco Evenepoel, primo corridore della storia a conquistare quattro titoli iridati consecutivi contro il tempo. Filippo Ganna è il primo degli "umani" e regala un bellissimo argento all'Italia. Ballan analizza il talento del belga: un fuoriclasse che in un'altra era avrebbe potuto vincere praticamente tutto.
Poi la prova in linea di domenica: chi ha davvero le carte per vincere sul percorso canadese? Oltre a Remco, favorito d'obbligo, salgono le quotazioni di van der Poel dopo aver i folli 175 km di fuga solitaria in Lussemburgo. Occhio anche a van Aert (e all'incastro tutto belga con Evenepoel), a Del Toro (che al recente Grand Prix di Montréal è stato una scheggia impazzita) e a Paul Seixas che nonostante i 20 anni appena compiuti è già una certezza.
E l'Italia? Ballan è positivo: percorso adatto, Ciccone e Piganzoli in gran forma l'esperienza di Trentin, Cattaneo, Bettiol e la scommessa Lorenzo Finn: una nazionale che può davvero puntare a una medaglia.
(08:08) Come vince il Mondiale Remco? E come lo vince Van Aert? Le due tattiche a confronto
(28:06) Lorenzo Finn non è ancora Seixas: la pazienza necessaria per un talento generazionale
(38:21) I pronostici sul podio di Montréal firmati Magro, Greg e Ballan
(39:23) I pronostici a confronto: Remco, Van Aert, Van der Poel e gli outsider
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Si chiude a Granada la Vuelta 2026 ed è la Spagna a festeggiare: Enric Mas conquista finalmente la corsa di casa e mette la ciliegina a una carriera costellata di secondi posti. Erano dodici anni, dai tempi di Alberto Contador, che gli iberici non festeggiavano un connazionale in rosso.
Ma la puntata non è solo del vincitore. Primož Roglič a 37 anni si prende un grande secondo posto, Felix Gall conferma di essere un "top rider", Carapaz, seppur non hai livelli del Tour, trova sempre il modo di emozionare. E, a proposito di emozioni, c'è la vittoria da libro Cuore di Mikel Landa che a distanza di 1862 giorni riporta il "landismo" a gioire.
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