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Alé Genoa - Il Podcast
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Il Genoa ha vinto. Vediamo se ci ricordiamo come si fa. Registriamo dopo cena, con la lavastoviglie di Matte in sottofondo.
Genoa-Fiorentina 2-1. Matte sul primo gol ha perso una scarpa. Dan ha passato la partita a chiedergli di salire sul carro di Osmajić. Vásquez ha marcato Mastantuono così stretto da trasformarlo in Abatantuono.
Non possiamo andare a Roma, ce lo annuncia il Gaccio.
Chiudiamo con le bandiere, e qualche avercelo di troppo.
Puntata sprint, in modalità balneare anche se è ottobre. Non abbiamo niente da dire ma la puntata la facciamo lo stesso.
L'unica cosa seria è per Franco Scoglio, a ventuno anni dalla sua morte. Gaccio, Tommy Ricci e Dan Mureddu ricordano il primo Genoa che hanno visto, quello del Prof.
Poi i giochini. Tommy fa i nomi: solo da noi, solo da loro o entrambe? Santana, Frey, Kouamé, Scamacca. Con Jovetic Dan nomina la squadra che non si nomina ed è squalificato.
Poi le bandierine: undici ideale a partire dalle nazionalità, cinque skip e due bonus. Ci sono Malta, il Congo e il Lussemburgo. Peccato non essere stati il Perugia di Gaucci. Ci provano tutti, non va bene a nessuno.
Pausa nazionali, quindi giochini. Su YouTube, perché vanno guardati.
Tommy presenta il 3-4-3 ideato dal Maestro Pagano: tre nomi a ruolo, si sceglie, e i gol in maglia Genoa devono avvicinarsi a un totale. Escono nomi che non conosce nessuno. Dan ci arriva quasi preciso e vince. Matte sfora di un bel po' e ammette di non aver capito il gioco.
Pabbo, col nome di Mike Buonpabbo, ha preparato un quizzone in quattro manche con le slide. Di che giocatore è la carriera, che numero aveva, che partita era, chi ha segnato. Nessuno azzecca il numero di Galabinov. Gaccio impazzisce e inizia a vedere Onofri ovunque.
Giovedì prossimo si esce lo stesso. Forse con un ospite.
Siamo tornati più di prima e più incazzati. Il Genoa perde a Parma e si ricomincia da capo, come ogni anno.
Il Maestro è in macchina e sta tornando a casa. Nel frattempo è tornato anche in questa stagione nel podcast. Per lui il problema è il capitalismo, o forse la paura. Questo inizio di stagione è il giorno della marmotta. Poi entra in galleria.
Gaccio è nella casa nuova, affacciato sul caruggio. Ha visto il primo tempo a un matrimonio ed è arrabbiato con De Rossi.
Dan parla del cagotto di Ostigard, della difesa a tre e di Amorim. Pabbo non sa più di chi sia la colpa. L'unico faro è Osmajić.
Matte si segna i titoli.
Nei giochini Pabbo ci chiede i nomi completi di chi giocava col soprannome, Gaccio ci interroga sulla stagione della retrocessione.
Tre settimane di sosta. Qualcosa ci inventiamo.
Due partite da commentare, il primo punto (e purtroppo unico) in classifica e il passaggio in Coppa Italia. Partiamo dall'ultima, che è più fresca.
Raffica di domande del Gaccio.
Dan è infuocato e vuole fare sciopero. Durante la puntata fa una seduta di cardio.
Pabbo ascoltando Dolcenera ha pensato a Vieira. Dan ci sta dentro mezzo minuto. Poi Gaccio gli nomina Fini e Calvani e impazzisce di nuovo.
È tornato Tommy Ricci, lo sciamano scaramantico e con lui abbiamo fatto una cosa che non facciamo mai: i pronostici.








