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AL CORONAVIRUS i cristiani rispondono così
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AL CORONAVIRUS i cristiani rispondono così

Author: BastaBugie

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Gli errori clamorosi e le cose che nessuno dice sulla pandemia del 2020
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6809PERCHE' I GIOVANI NON SI RIBELLANO? PERCHE' IL POTERE NON VUOLE di Roberto MarchesiniMa perché i giovani non si ribellano? Perché non fanno la rivoluzione? Non sono sempre stati i giovani a riempire le piazze, a ribellarsi, a rivoltare la società come un guanto, portando idee nuove? E invece, ad esclusione di qualche eccezione (Studenti contro il Green Pass, ad esempio), sembrano la generazione più mascherata, più vaccinata e greenpassata di tutte. Ormai sono diversi, anche in Italia, i casi in cui un figlio ha denunciato i genitori no-vax per potersi vaccinare in pace; e sono i giovani quelli che deridono i boomers, complottisti e «analfabeti funzionali», perché scettici nei confronti della Scienza. Che succede, dunque? I giovani non si ribellano più? O forse... l'idea che i giovani siano ontologicamente ribelli non è così fondata e andrebbe rivista? Io propendo per la seconda ipotesi.Intendiamoci: è vero che i giovani hanno sempre fatto le rivoluzioni (e le guerre); dubito del fatto che siano stati loro gli artefici di tali avvenimenti. Le Rivoluzioni non combattono mai il potere; combattono la tradizione. Esse sono lo scontro tra il vecchio potere, indebolito e traballante e un nuovo potere, forte, compatto, agguerrito e senza scrupoli. E questo nuovo potere non è mai «il popolo»: usa il popolo, scagliandolo contro la tradizione. I rivoluzionari francesi erano, nella quasi totalità, nobili e borghesi; così i risorgimentali, nobili e grandi borghesi.I GIOVANI SONO MANIPOLABILI E INGENUIDunque, il popolo è il proxy warrior, il guerriero per procura, del potere rampante; che ha i mezzi d'informazione, che può permettersi di chiamare il legittimo detentore del potere «tiranno» e così giustificare i propri crimini. Tutto il popolo? No. Gli adulti non fanno la rivoluzione: hanno da fare. Devono lavorare, accudire i figli, hanno migliaia di incombenze e preoccupazioni che, invece, i giovani non hanno. Il Sessantotto è stato fatto dai giovani. Ma quali giovani? Ce lo spiega Pasolini nella celebre poesia scritta dopo la «battaglia di Valle Giulia»: «Avete facce di figli di papà. / Vi odio come odio i vostri papà. / Buona razza non mente. / Avete lo stesso occhio cattivo. / Siete pavidi, incerti, disperati / (benissimo!) ma sapete anche come essere / prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati: / prerogative piccolo-borghesi, cari». Non i figli degli operai che, probabilmente, a vent'anni avevano già i calli alle mani: i figli dell'élite, che potevano permettersi gli studi universitari.E perché il nuovo potere utilizza i giovani come carne da cannone nella sua conquista del potere? Un motivo l'abbiamo già detto: gli adulti devono «tirare la carretta». Ma ce n'è un altro, di motivo, forse più importante. I giovani sono manipolabili. Sono ingenui, credono che chi comunica sia come loro: limpidi, senza secondi fini. Non conoscono (e quindi non ri-conoscono) l'ipocrisia, si fidano, credono che il mondo sia diviso in buoni e cattivi, accettano facilmente gli slogan. Non sono ancora avvezzi alla doppiezza, alle macchinazioni, al cinismo, alla mancanza assoluta di scrupoli.LOSCHI INTERESSI SPACCIATI PER NOBILI IDEALIPer questo motivo si arruolano volontari «quando si alza il grido di dolore della patria», come nel '15-'18: ci credono. Non accetterebbero che, dietro questi nobili ideali, si nascondessero interessi economici e politici, propaganda, menzogne. Per questo sono entusiasti, e manifestano, per la transizione ecologica: non possono credere che la CO2 in eccesso... siano loro; e che il prezzo della transizione ecologica sarà pagato dai loro genitori e dai genitori dei loro amici. La storia è sempre la stessa: non sono scagliati contro il potere, ma contro i resti della tradizione. Anche contro i loro interessi, cosa che evidenzia tutta la loro ingenuità. Davvero credono che saremo più felici quando, tra qualche anno, non possederemo più nulla? Quando non possederemo più una casa, né un'auto? Quando non avremo un'occupazione fissa, né un'entrata economica stabile? Hanno capito che «i migranti sono l'avanguardia di quello che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi»?Su, diciamola tutta: non è per questo che il PD, un partito che ha una base elettorale composta in gran parte di pensionati, insiste per il voto ai sedicenni? Ovviamente corredato dal Bonus-giovani? Non lo fanno per fargli un favore, per una battaglia ideale: lo fanno, ovviamente, per interesse. Perché, lo ripeto, i giovani sono manipolabili.Ecco perché i giovani non si ribellano a mascherine, vaccinazioni e green pass; non si alzano per difendere la minoranza «esclusa dalla società» e oggetto di una campagna d'odio. Perché il vero potere, il potere rampante, non vuole; non ha ordinato loro di scendere in piazza, di prendere freddo e botte. Li vuole chiusi in casa, terrorizzati, docili e obbedienti come sono sempre stati. Altro che ribelli.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6806VARIANTE OMICRON... ED E' SUBITO PANICO di Paolo GulisanoDa giorni se ne parlava in termini quasi apocalittici: una nuova variante ha fatto la sua comparsa nel lontano Sudafrica e la sola parola variante, nei Media, fin dai primi tempi della pandemia, è utilizzata per evocare scenari da incubo. Basti pensare all'uso che per mesi è stato fatto della Delta.Alla variante sudafricana è stato attribuito il nome di "Omicron", la quindicesima lettera dell'alfabeto greco, proprio perché le varianti codificate ufficialmente sono appunto quindici. In realtà ci sono diversi altri sottotipi, e non c'è nulla di strano: il Covid è un virus che muta in continuazione. Più un virus si diffonde, a più mutazioni può andare incontro.Secondo diversi scienziati, tra cui il virologo Van den Bosche, già collaboratore della Bill & Melinda Gates Foundation, la campagna di vaccinazione di massa dà un importante contributo alla selezione di nuovi varianti. Negli scorsi giorni, quando era iniziata a montare immediatamente una campagna terroristica sulla Omicron, la cui esistenza era segnalata per la prima volta all'OMS dalle autorità sanitarie del Sudafrica il 24 novembre, il governo di Città del Capo aveva espresso la sua indignata sorpresa per il clamore mediatico scatenato contro il proprio Paese, dicendo che semmai si dovrebbe ringraziare l'eccellenza della ricerca scientifica sudafricana che aveva individuato questa mutazione del Covid. Un funzionario dell'Unione africana ha detto alla BBC che i paesi sviluppati sono responsabili dell'emergere della variante.L'IMPATTO DELLA NUOVA VARIANTEL'OMS ha replicato affermando che il numero di casi di questa variante, inizialmente denominata B.1.1.529, sembra essere in aumento in quasi tutte le province del Sudafrica. "Questa variante ha un gran numero di mutazioni, alcune delle quali preoccupanti", ha detto venerdì l'ente di sanità pubblica delle Nazioni Unite in una nota. "La prima infezione confermata da B.1.1.529 proveniva da un campione raccolto il 9 novembre".L'OMS ha affermato che sarebbero necessarie alcune settimane per comprendere l'impatto della nuova variante, poiché gli scienziati stanno ancora lavorando per determinare quanto sia trasmissibile. Un alto funzionario sanitario del Regno Unito ha avvertito che i vaccini sarebbero "quasi certamente" meno efficaci contro la nuova variante. Ma il professor James Naismith, un biologo strutturale dell'Università di Oxford, ha aggiunto: "È una brutta notizia, ma non è il giorno del giudizio".Infine, il capo della South African Medical Association ha dichiarato alla BBC che i casi riscontrati finora in Sudafrica - dove la popolazione completamente vaccinata è del 24% - non sono gravi, ma ha affermato che le indagini sulla variante erano ancora in una fase molto precoce.Come si presenta questa Omicron? "I pazienti si lamentano principalmente di dolori diffusi e stanchezza. Si tratta di casi che perlopiù non necessitano di ricoveri ospedalieri", ha affermato la dottoressa Angelique Coetzee, dirigente della Sanità Pubblica sudafricana. Ma dall'altra parte dell'Oceano il santone della pandemia Anthony Fauci ha sentenziato che, mentre i rapporti dell'OMS sulla nuova variante hanno alzato una "bandiera rossa" di allarme, è possibile però che i vaccini possano ancora funzionare per prevenire anche questa minaccia.UNA SITUAZIONE SCHIZOFRENICAInsomma: una situazione quasi schizofrenica, con messaggi contraddittori, sia sulla gravità di questa forma virale, sia sull'efficacia dei vaccini di prevenirla.In questo scenario, è arrivato il primo caso italiano. Un caso reso pubblico ieri, domenica 28 novembre. A soli 4 giorni dall'annuncio dell'esistenza della variante, in Italia si è già in grado di identificarla in laboratorio. Il caso zero di Omicron si era sottoposto ad un tampone random. Teoricamente, questo signore, regolare possessore di certificazione verde, di tipo super, essendo bivaccinato, avrebbe potuto in questi e nei prossimi giorni diffondere ampiamente il virus.Ciò dimostra in modo evidente l'inutilità del pass di Draghi. Tanto varrebbe sottoporre per fermare l'epidemia tutte le persone a tamponi di controllo, indifferentemente dal fatto che siano o meno vaccinati.Il caso 0 italiano pone una serie di questioni: il signore che ha contratto il Covid sembra star bene per ora: è in isolamento domiciliare fiduciario. Gli ultrà del vaccinismo hanno già esultato dicendo che il signore è paucisintomatico proprio perché è vaccinato. Non ci si può che rallegrare se la profilassi funziona e fa sì che una persona si ammali in forma più leggera, però è un fatto inoppugnabile che la vaccinazione non ha impedito al signore di contrarre il Covid, e a sua volta di trasmetterlo: ha infatti contagiato tutti i membri della sua famiglia, compresi i vaccinati.Inoltre, il signore che ha contratto il Covid in versione Omicron è paucisintomatico esattamente come i pazienti sudafricani. Eppure Ursula von der Leyen ha appena dichiarato che "quella contro la variante Omicron è una corsa contro il tempo". Ancora non hanno optato tra l'enfatizzare la minaccia fantasma o esaltare l'efficacia assoluta dei vaccini. Che si decidano.Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo seguente dal titolo "La variante del panico. Dal Sudafrica arriva un nuovo motivo per avere paura" parla della nuova variante del Covid, l'Omicron. Il primo problema, oggi come allora, è nell'informazione. Infatti è già corsa a chi diffonde il panico. A guadagnarci sono soprattutto le classi politiche che per "salvarci" tornano a parlare di lockdown e restrizioni.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 27 novembre 2021:Pare che all'improvviso, alla fine del novembre 2021, si sia tornati al 23 gennaio 2020, il giorno in cui venne data ufficialmente notizia della comparsa di un nuovo coronavirus in Cina. La novità del 25 novembre, invece, riguarda il Sud Africa: lì è stata scoperta una nuova variante, l'Omicron.Come sempre quando la notizia viene diffusa, si scopre che il virus si è diffuso con una velocità molto superiore. Anche quel 23 gennaio il nuovo coronavirus era in circolazione in Cina già da due mesi (forse tre mesi, secondo studi non ancora confermati) e stava già arrivando in Tailandia, Giappone e Corea del Sud, probabilmente anche nella stessa Italia. Nel periodo, ancora ignoto, fra la sua comparsa in natura e la sua scoperta, la variante Omicron potrebbe essere arrivata ovunque, considerando che è stata ritrovata in Paesi fra loro agli antipodi: oltre che negli Stati sudafricani (Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini e Malawi), è presente anche in Israele, a Hong Kong e in Belgio. Nel Paese europeo la persona contagiata non è mai passata dal Sudafrica, bensì dall'Egitto e dalla Turchia. Come nel gennaio del 2020, la pachidermica macchina decisionale degli Stati parte lentamente all'inseguimento di un virus già fuggito e chiude le frontiere, selettivamente, per chi arriva dai Paesi infetti. Il ministro Roberto Speranza ha annunciato la cancellazione dei collegamenti aerei con i soli Paesi africani più colpiti e il divieto di ingresso per chi vi ha viaggiato negli ultimi 14 giorni. Ma, per i motivi di cui sopra, e come dimostra l'esperienza del 2020, si tratta di una misura tanto rassicurante quanto inutile.Come nel gennaio del 2020, il panico è immediato. Le Borse hanno registrato perdite gravi in tutto il mondo, già alla loro apertura del 26 novembre. Ma perché? Sappiamo già che la nuova variante, che l'Oms ha battezzato Omicron, è più contagiosa della Delta? Sappiamo che ha 32 mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi. Sappiamo anche che, alcuni dei contagiati nei Paesi sudafricani, erano completamente vaccinati, anche con i farmaci più in uso in Europa, quali Pfizer, Johnson&Johnson e AstraZeneca. Tuttavia nessuno degli scienziati che ha studiato in questi giorni la variante è in grado di dire come si diffonderà. Per Penny Moore, dell'Università del Witwatersrand a Johannesburg, occorreranno almeno altre due settimane per capire se la variante del coronavirus comparsa nel suo Paese "è in grado di sfuggire agli anticorpi generati dai vaccini anti-Covid, così come alle difese dovute all'attivazione delle cellule T del sistema immunitario". Mancano ancora i dati. Anche secondo un virologo italiano non certo leggero nelle sue analisi, quale è Andrea Crisanti, aver paura "è prematuro", perché "stiamo parlando al momento solo di ipotesi e siamo un una fase di osservazione".Il primo problema di questa nuova crisi, dunque, è nell'informazione. Non pare vero, a media alle prese con un pubblico già stanco da due anni di Covid, poter dare una nuova scossa adrenalinica alla vigilia di Natale. Le ricadute economiche sono immediate in tutto il mondo, appunto: quanti stanno speculando al ribasso staranno facendo festa e vorremmo proprio sapere se vi sia un conflitto di interessi fra chi sta diffondendo questo allarmismo a piene mani e chi può guadagnarci qualcosa.Ma al di là di queste inevitabili umane miserie, chi sta già capitalizzando è soprattutto la classe politica di quasi tutti i Paesi europei occidentali e nordamericani. Se le popolazioni sono attualmente più stanche che impaurite, la notizia terrorizzante di una nuova pericolosa variante ridà legittimità a parole e frasi che francamente nessuno vorrebbe più sentire: lockdown, chiusure, stare a casa, fare sacrifici oggi per essere più liberi per le feste, stare attenti alle feste per proteggere i più fragili, ecc... I governi devono sempre mostrare di "fare qualcosa" quando la gente ha paura.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6795IL PRINCIPE CORRADINO DEL REAME DI ZUCCAPIENA di Benedetta de VitoNel bel reame di Zuccapiena, quando gli asini volavano e Berta filava, viveva un principino di nome Corrado, che tutti però, poiché era piccino, chiamavano Corradino e così faremo anche noi. A Corradino, che amava schiacciare le formiche e uccidere le mosche con la fionda, non garbava l'ordine in cui era costretto a vivere. Storceva il naso al profumo di lavanda delle sue lenzuola, si tediava a veder che persino i muli erano ben educati a Zuccapiena e sbuffava quando sua madre invitava lui e i suoi fratellini alla preghiera. Con la bocca recitava, con il cuore era al fianco di Gigetto Rompicollo a schiacciar le rane nel pantano.Un giorno, però, un brutto giorno mentre stava chino sull'acqua torbida dello stagno, non fece in tempo ad acchiappare una raganella che quella gli stampò su una guancia un bacio. Sentì tutto un formicolio, apri la bocca, ma invece di aiuto disse cra e, con un salto, si buttò nel gorgo mentre Gigetto si sbellicava dalle risa e, invece di dargli una mano, si infilava tutte le dita nelle narici del naso a pescar le cosette sue.Corradino che lassù era principe si trovò principe anche tra le ranocchie, che vivevano in piena libertà, in un Sessantotto si può dire da leccarsi le dita con lo schiocco per il nostro Corradino che vi si buttò, per così dire, a pesce. Regole non ce n'erano e se c'erano erano talmente confuse che si trovava sempre un mezzuccio per aggirarle. Si poteva dormir tutto il giorno e aver lo stesso i pasti assicurati e anche le bisbocce. Corradino se la spassò alla grade, incurante di tutto e ben felice di essersi lasciato alle spalle la mamma, le duchesse e tutti gli spigoli dei doveri che a Zuccapiena erano rispettati dai paggi, dai palafrenieri e anche dalle mosche. Che sguazzi, che solluccheri, che scialo, signori miei, No, a Corradino non dispiaceva punto aver perduto il suo tronino al palazzo del Re. Il bene era chiamato male nel fosso e non si pregava mai perché Dio lo avevano cancellato da vocabolario.E tutto andò avanti così per un bel pezzo e Corradino non si accorse per niente che l'acqua del pantano si era fatta più calda. No, no, no, nossignore, anzi il bagnetto al vapore quasi gli piaceva ed era diventato, per le rane, una moda. Chiamavano quel teporino, il bagno di bellezza e così, scrollando le zampette, non ci pensarono più. Poi un mattino di pioggia, portato dalla guazza si presentò alle porticine dello stagno un grosso rospo, detto il Drago, che aveva fatto parlar di sé in giro per i pantani vicini per essere un tipo meticoloso, un gran signore, un tutto d'un pezzo e un tesoruccio.Fu così che il re delle rane, stanco di governare e anche un poco stufo, passò al Drago i pieni poteri. Il pantano si fece un poco più caldo, ma non troppo. Il Drago, presto, cominciò a legiferare e il mondo già storto delle rane si mise a capo in giù. Tutte le rane, da allora in poi, potevano, volendo, farsi libellule. Così in molte si mozzarono le zampette e rubarono le ali agli insetti che svolazzava quieti sull'acque. Via aprire tutti i confini alle rane immigrate che erano, di stazza, il doppio di quelle del pantano. Così in molte si trovarono in esilio e nessuno se ne curava, presi com'erano a dare il benvenuto alle nuove venute, applaudite anche se eran piene di bitorzoli.Poi il Drago stabilì che le rane maschio potevano dirsi femmine e viceversa e Corradino iniziò a non capirci più nulla. Un giorno poi il Drago disse che si era scatenata una pestilenza gravissima e che, per sopravvivere, le rane dovevano star ferme per giorni, settimane e mesi nel luogo detto il Riposo delle ninfee. Cioè il cimitero. E le rane tutte quante, malate di paura, obbedirono. Le zampe a mollo permanente non le sentivan più, ma il cuore batteva ancora. Si guardavan in cagnesco l'un l'altra per timore del contagio. Il Drago per non sentirle più lamentarsi tappò loro la bocca con una benda anti-malattia. Tiè! Zitte e mosca.Poi il Drago dichiarò che per far la medicina contro la pestilenza occorreva sacrificare i girini e quelle, ubbidienti, gli portarono gli ingredienti, felici di salvarsi la pelle, uccidendo i loro piccolini. Fu distribuita la medicina che era un pastrocchio color marrone che lasciava il segno in modo che si vedesse chiaro e tondo chi l'aveva messa e chi, contravvenendo al volere del Drago, no.E siccome Corradino, di girini, da sacrificare non ne aveva, se ne restò in un canto, color verde brillante, sperando di non dar nell'occhio. Oh, ma invece lo videro, eccome, e lo randellarono per bene perché, senza unguento della vita (cioè della morte) metteva in pericolo il gruppo, perché si comportava da antisociale, perché non voleva uniformarsi a quel che facevan gli altri e alla volontà del Drago.Tutto ammaccato, e mogio mogio, Corradino ripensò al suo lettino profumato di lavanda, alla mamma che lo chiamava alle preghiere, ai muli educati di Zuccapiena e provò una gran nostalgia, il cuore gli si strinse in petto e proprio mentre stava per gocciolar la prima lacrima si svegliò: era nel suo bel lettino, a Zuccapiena e, tra le braccia, stringeva un ranocchio verde dono della tata, che, entrata in quell'istante, gli disse: "Ovvia, svegliati pigrone, mica vuoi esser come quel ranocchio che stringi al petto?. Nossignore, rise tra sé Corradino e il giorno successivo tuffò le mani nello stagno, estrasse un grosso rospo nero e lo portò ai confini del regno, nel Deserto delle lucertole viola... Così finiscono nelle fiabe e anche nel libro della Sapienza, i cattivoni che usurpano il potere che è dono del Signore.
VIDEO: Massimo Cacciari contro il green pass ➜ https://www.youtube.com/watch?v=FLOeior8Z10 TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6787L'IMMUNITÀ DI GREGGE E' UN'UTOPIA di Eugenio CapozziLa situazione venutasi a creare a Gibilterra in questi giorni è la rappresentazione eloquente delle insanabili contraddizioni insite nell'emergenzialismo sanitario che si è imposto in gran parte del mondo, e in particolare in Occidente, in risposta all'epidemia di Covid-19.Nella piccola enclave britannica all'estremo Sud della Penisola iberica la percentuale di vaccinati è del 118%: cioè il 100% della popolazione adulta è stato vaccinato, e una consistente minoranza di essa ha già ricevuto un richiamo. Ciò nonostante, da ottobre i casi diagnosticati di Covid sono in costante crescita, benché la pressione ospedaliera sia minima e i decessi siano episodici, se non del tutto assenti.In questa situazione, il governo ha deciso di varare nuove restrizioni alla vita sociale. Attenzione, va rimarcato che - essendo Gibilterra pur sempre un contesto britannico, sia pur mediterraneo - non si tratta di norme cogenti, ma di raccomandazioni, e per ora relativamente blande: limitare le riunioni, sospendere gli eventi di massa, indossare mascherine al chiuso (che dalle nostre parti ahimè sono rimaste invece sempre prescritte per legge...), e misure simili. Eppure, ci troviamo comunque di fronte all'ennesimo ritorno di una logica secondo cui il virus deve essere combattuto limitando e controllando la vita dei cittadini e le attività economiche. Una logica adottata in misura maggiore o minore in quasi tutta Europa. ma che ora in particolare nel caso di Gibilterra stride clamorosamente con la copertura vaccinale praticamente totale raggiunta in quel piccolo paese, per mesi propagandata come condizione ideale, condizione per il ritorno alla piena normalità, raggiungimento della mitica "immunità di gregge". La popolazione è vaccinata, nessuno o quasi muore di (o con) Covid, negli ospedali la situazione è sotto controllo, eppure si chiedono ulteriori sacrifici e limitazioni, che potrebbero aumentare se i casi crescessero ancora. In attesa di cosa? In vista di cosa? Dei "booster" per tutti, delle terze e quarte dosi, dell'estensione (ahinoi, e ahiloro) della vaccinazione ai ragazzi e ai bambini dai 5 anni in su.FINE EMERGENZA MAITutto questo fino a quando? Fino a che non sarà diagnosticato più nemmeno un caso, un ricoverato, un decesso addebitabile al Covid? Ma questo è da escludere avvenga grazie ai vaccini, che non impediscono al virus di circolare, né alla malattia di manifestarsi., anche in forme più serie. E allora? Quanti richiami si dovranno ancora fare? E a che serviranno? E nel frattempo la vita sociale è destinata a non tornare mai più alla normalità? Si dovrà continuare a vivere sotto controllo a tempo indeterminato?Insomma, Gibilterra è il caso limite che indica verso quale vicolo cieco stanno andando tutti i paesi che non hanno adottato un approccio realistico e proporzionato alla questione, evitando di farla diventare un fattore di paralisi della società, dell'economia, delle libertà individuali (in Europa praticamente soltanto la Svezia).I sostenitori dell'emergenzialismo sanitario, quelli che ancora dicono che "siamo in guerra" contro il virus, devono scegliere. Non possono continuare a sostenere due tesi del tutto incompatibili tra loro. Se i vaccini sono la soluzione unica e definitiva al problema, come essi sostengono, e le fasce "fragili" della popolazione sono sufficientemente protette grazie ad essi, allora non è più giustificabile alcun lockdown, alcuna restrizione. Se al contrario si invoca ancora la necessità di restrizioni per la paura che un aumento dei casi, prevedibile nei mesi invernali e comunque sempre possibile, possa determinare nuovi pericoli per la vita dei cittadini e la sicurezza sociale, allora bisogna ammettere esplicitamente che i vaccini non sono la soluzione definitiva, ma solo uno strumento tra gli altri; e quindi non è giustificabile alcuna pressione o ricatto ai cittadini per vaccinarsi, né tanto meno alcun obbligo alla vaccinazione. Delle due l'una: non si può contemporaneamente dire A e non-A.INEFFICACIA DEI VACCINI PER DEBELLARE IL VIRUSIn entrambi i casi, comunque, è del tutto incomprensibile una campagna generalizzata di richiami vaccinali, indicata come il nuovo "santo Graal" da raggiungere. Se infatti i vaccini sono efficaci, non è necessario in linea generale alcun "booster", eccetto che per casi specifici di fragilità e debolezza immunitaria che andrebbero monitorati uno per uno. Se invece non sono efficaci, o sono efficaci solo in parte, a cosa serve ripeterli un numero indeterminato di volte, per giunta in presenza di un virus sempre più diverso dalla forma originaria per cui quei vaccini sono stati a suo tempo concepiti? Come può essere credibile, in quel caso, la promessa che quei richiami assicureranno ai vaccinati un'immunizzazione duratura, se questa promessa si è rivelata inaffidabile nel caso della prima vaccinazione? E soprattutto, nel frattempo che si fa? Per quanto tempo una società può rimanere sotto scacco, in libertà condizionata, posto che non appare esserci all'orizzonte per fortuna il rischio di un'ecatombe o di un collasso della sanità?Viene qui al pettine il nodo fondamentale posto dal modo in cui gran parte dei governi mondiali - e in particolare occidentali - ha affrontato questo problema sanitario, consentendo ad esso di esondare in maniera incontrollata nella vita politica e civile. Se si ritiene necessario dichiarare un'emergenza generalizzata per un'epidemia virale (per giunta dalla letalità piuttosto bassa) è fondamentale che vengano indicati criteri chiari, incontrovertibili, pubblicamente verificabili in base ai quali l'emergenza potrà venire dichiarata conclusa. In mancanza di essi, o nel caso essi vengano continuamente modificati nelle comunicazioni dei governi, lo stato di emergenza tende inevitabilmente a sfociare - come ci ricorda continuamente Massimo Cacciari - in uno stato di eccezione permanente, in cui i limiti invalicabili posti al potere e i diritti fondamentali dei cittadini sono totalmente vanificati.Tra non molto l'aporia di Gibilterra sarà quella di tutti gli Stati occidentali che hanno puntato tutte le loro carte sull'alternativa "vaccini o lockdown". E tanto più quella di un paese come il nostro, nel quale la pressione allarmistica, l'invadenza coercitiva del governo, la censura di ogni voce critica hanno raggiunto livelli parossistici: livelli dei quali l'adozione a tappeto del lasciapassare sanitario, le minacce a chi sceglie di non vaccinarsi, la richiesta (assente in qualunque altro paese liberaldemocratico) di obbligo vaccinale per legge, la crescente compressione della libertà di manifestare sono gli aspetti più eclatanti.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6781LE FOLLIE DEL GREEN PASS E LE COLPE DI DRAGHI di Franco BattagliaQuando il 10 agosto del '39 Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri di Mussolini, vola in Germania con la missione di dissuadere quei guerrafondai a imbarcarsi in una nuova guerra, incontra il suo collega Ribbentropp e gli chiede cosa caspita hanno intenzione di fare i tedeschi - che già si erano annessi, senza che nessuno dicesse pio, l'Austria e parte della Cecoslovacchia - col casotto che stanno sollevando sulla Polonia. «Volete Danzica?», chiede Ciano. «Vogliamo la guerra!», replica l'altro. «E secondo voi Inghilterra e Francia staranno a guardare?». E Ribbentropp: «Non muoveranno un dito. Scommettiamo?». Fecero la scommessa: un quadro rinascimentale italiano contro una raccolta d'armi tedesche. Sappiamo tutti l'esito della scommessa: il primo settembre Hitler invadeva la Polonia e il 3 settembre Francia e Inghilterra dichiaravano guerra alla Germania. Il finimondo.IL CINISMO DI CHI COMANDATutto quanto sopra per dire che coloro che governano il mondo, i cosiddetti leader, non esitano a mandare al macello i popoli che essi governano e, per giunta, ci si divertono pure: l'insipienza e il cinismo regnano spesso sovrani. Ed è da settimane che chiedo a me stesso: cosa mai avrà scommesso Mario Draghi - e con chi? - per agire come sta agendo. Mi immagino la scena tra lui e il suo - per noi misterioso - interlocutore: scommettiamo che riesco a far fare agli italiani le cose più assurde senza che essi abbiano nulla da ridire? Anzi, mi ringrazieranno come loro salvatore? Ed è forse così - sennò non me lo spiego - che deve essere nato il green pass all'amatriciana. Quello che quel genio del ministro Enrico Giovannini ti chiede di esibire se sei dentro un eurostar, comodamente seduto a un metro di distanza dal tuo dirimpettaio, ma si guarda bene dal controllare se sei dentro un treno regionale o, peggio, dentro un autobus cittadino, pieni come un uovo.Il green pass che ti consente di entrare nei cinema, teatri, stadi e ristoranti, ma anche di andare a lavoro, ben sapendo che potresti ben essere contagioso. Tant'è vero che in tutte le riunioni di codesti leader, tutti vaccinati, tamponati e greenpassati - o greenspassosi - essi si presentano, al colmo del ridicolo, con tanto di mascherina sul volto. Viene il sospetto che non abbiano la faccia di mostrarla, la faccia. Il green pass che non ti concede nulla di quanto sopra perché si presume, al colmo del grottesco, che uno che la malattia non ha possa contagiare chi contro essa si è immunizzato. Il green pass che consente ai non vaccinati negativi, quindi sanissimi, di mischiarsi con vaccinati che ormai anche le pietre sanno possono essere contagiosi; condannando così alla malattia - ma che dico, alla malattia: alla morte (Draghi dixit) - gli ultimi sani rimasti. Il green pass che sta infiammando l'Italia della gente col cervello nella testa e con la testa sulle spalle, visto che se lo hai vai in discoteca purché te ne stia con la mascherina se non balli e puoi toglierla se balli.LE "DELIZIE" DEL GREEN PASSNon finiremmo più se continuiamo ad elencare le "delizie" del green pass. Qualcuno dei geni che l'hanno promosso, pensando di correggere il tiro, propone l'obbligo vaccinale. Non si rendono conto, i furboni, che nulla cambia: codesto virus e codesti vaccini non hanno nulla che giustifichi un tale obbligo. Con altri virus e con altri vaccini un eventuale obbligo è giustificato dal fatto che non si vuole contagiare chi il vaccino non può farlo. Ma qui la cosa non vale: il virus è mutato, la protezione - ancorché sufficiente da consigliare la vaccinazione - è totalmente insufficiente in ordine al contagio: i non vaccinati non sono granché più protetti se i vaccinati - che oggi 16 ottobre sono il 70% con due dosi e il 76% con una sola dose (quindi il governo ha fallito anche qua) - aumentano di qualche punto percentuale.Molti commentatori in questi giorni se la prendono col ministro Lamorgese o col ministro Speranza. Io son della vecchia guardia, di quelli che pensano che il pesce puzza dalla testa. La responsabilità primaria l'ha allora Mario Draghi: avrebbe dovuto capire l'inadeguatezza della prima e l'incompetenza del secondo. Quest'ultimo, soprattutto - anche Giufà lo aveva capito fin da sùbito - non avrebbe avuto alcuna autorevolezza a invogliare nessuno alla vaccinazione, se questo era il desiderio del governo. Anzi, tutto il comportamento dell'uomo durante tutta la pandemia deve aver indotto molti a fare esattamente l'opposto di quel che Speranza diceva di fare. Chi si vaccina ha paura del virus, chi non si vaccina ha paura del vaccino. Nessun governo può dire a nessuno di cosa aver paura, e la paura degli uni non ha più dignità di quella degli altri: non ci vuole molto a capirlo.Allora, signor Draghi, la sua scommessa l'ha perduta: chieda scusa agli italiani, magari dica che l'aveva fatto a fin di bene, ma riconosca l'errore e abolisca il green pass. Sono un plurivaccinato con tutti i vaccini disponibili sul mercato e sono greenpassato, ma fin dal primo giorno del green pass ho pensato una cosa sola: esso è una barbarie.Nota di BastaBugie: Ruben Razzante nell'articolo seguente dal titolo "Osi dubitare della campagna vaccinale? Fango su Report" spiega perché oggi fare il normale mestiere di giornalista e rilevare gli errori del governo è inammissibile.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 novembre 2021:Ha sollevato un polverone l'ultima puntata di Report andata in onda lunedì scorso su Rai 3, nella quale si documentavano alcuni errori della campagna vaccinale in Italia. La trasmissione di Sigfrido Ranucci ha segnalato il caso di una errata somministrazione del vaccino Moderna che sarebbe imputabile a un difetto di comunicazione tra Aifa e Ministero della Salute. Gli anziani avrebbero cioè ricevuto una quantità sbagliata di siero e il fatto risalirebbe al periodo settembre-ottobre. Sarebbe bastata mezza dose per avere gli stessi anticorpi e invece il Ministero avrebbe dato indicazione ai centri vaccinali di somministrare l'intera dose: 100 microgrammi anziché 50 di Moderna. Poi avrebbe cambiato idea e specificato di usare soltanto Pfizer.La gestione della pandemia da parte del governo italiano, ancor più da parte di quello precedente, non è certamente stata esente da colpe e ormai è cosa nota. Dalla vicenda mascherine (caso Arcuri) all'opinabilità di alcune restrizioni adottate sarebbero tanti i rilievi da muovere al Ministro Speranza e al suo staff, ma anche al Comitato tecnico-scientifico, non a caso rinnovato nella sua composizione con l'avvento del Governo Draghi.Normale, quindi, anzi opportuno che l'informazione, come "cane da guardia" del potere politico, racconti gli errori della campagna vaccinale, anche in un'ottica di riparazione degli stessi, visto che le punture sono destinate ad andare avanti ancora a lungo con la terza e magari con altre dosi di vaccino.Ma questo evidentemente alla politica non piace, perché mette a nudo l'approssimazione di certe decisioni e l'aleatorietà di alcune scelte che però finiscono per impattare sulla salute di milioni di persone. Denunciare queste situazioni, nella semplificazione demagogica di certi politici, equivale a strizzare l'occhio ai No Vax. Adombrare il sospetto che il vaccino possa essere un business per alcune aziende farmaceutiche significa confutare l'ideologia vaccinale e quindi…apriti cielo!C'è stata, infatti, una levata di scudi nei confronti della trasmissione di Rai 3, proprio da parte del Pd e della sinistra, che in passato hanno beneficiato anche elettoralmente di alcune inchieste condotte da Report.I parlamentari del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza hanno chiesto "un chiarimento" ai vertici del servizio pubblico e hanno parlato di "episodio molto grave di disinformazione", cioè di "un lungo compendio delle più irresponsabili tesi No Vax e No Green Pass". Poi hanno corretto il tiro, rendendosi conto di aver fatto un autogol e si sono affrettati a ribadire che occorre rispettare l'autonomia dei giornalisti e la libertà editoriale. A Matteo Renzi, più volte preso di mira da Report (anche nell'ultima puntata, a proposito dei suoi viaggi d'affari all'estero) non sembra vero di poter partecipare a questo tiro al piccione contro Ranucci, accusandolo di non fare servizio pubblico. Forse perché, per il leader di Italia Viva, fare servizio pubblico significa mettere la sordina alle voci di dissenso per raccontare unilateralmente la verità, come accadeva nella Rai dell'epoca renziana.Pure Forza Italia si indigna verso la trasmissione di Rai 3. "Mi spiace perché Report è la seguitissima trasmissione di un'azienda che dovrebbe esaltare il progresso scientifico e i suoi benefici anziché offrire argomenti agli scettici verso la bontà del vaccino - tuona Andrea Ruggieri - e perché è un po' come se qualcuno dicesse che medici, infermieri e altri professionisti abbiano tratto profitto dalla pandemia grazie ai molti straordinari retribuiti nell'emergenza sanitaria scatenata dal Coronavirus".Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, si è difeso: "Sono stufo di queste accuse. Sono vaccinato come tutta la redazione di Report, ma come giornalista devo essere libero di raccontare delle criticità. Quali sarebbero i contenuti No Vax? Credo che i parlamentari non abbiano visto il servizio". E aggiunge: "È da No Vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà dose? È da No Vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perché cala l'efficacia del vaccino? È da No Vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?".
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6767IL GREENPASS E LE MINACCE ''MISERICORDIOSE'' A SACERDOTI E FEDELIdi Luisella ScrosatiA macchia d'olio. Il lasciapassare verde si sta rapidamente estendendo nelle diocesi italiane, sempre più preoccupate di uniformarsi alle leggi civili. Dopo la calorosa raccomandazione della Conferenza Episcopale Italiana a sottoporsi alla vaccinazione e dopo l'immediata imposizione dell'Arcidiocesi di Milano agli operatori pastorali delle tre condizioni che abilitano ad avere il green-pass (vaccinazione, guarigione dalla Covid, tampone molecolare negativo), altre diocesi italiane si allineano.L'Arcidiocesi di Firenze, con una lettera dell'11 settembre, firmata dal cardinal Betori, si mette nella scia della diocesi ambrosiana: autodichiarazione obbligatoria, nella quale si esplicita di rientrare in una delle tre categorie "benedette" dallo Stato, senza la quale accoliti, ministri straordinari della comunione, catechisti, educatori, animatori, volontari, persino segretari ed archivisti parrocchiali non potranno più svolgere il loro servizio. Anche la diocesi di Firenze, come quella di Milano precisa, che «quanto previsto nell'autodichiarazione per gli "operatori stabili" è richiesto anche per i ministri ordinati (vescovo, presbiteri e diaconi); in virtù del particolare vincolo di obbedienza assunto al momento dell'ordinazione, per loro quindi non è necessario compilare il modulo». Un'obbedienza che ormai nella Chiesa è intesa in modo alquanto singolare: liberi di proclamare eresie, ma non di scegliere le cure adeguate alla propria salute.LA DIOCESI DI AREZZO: PRIMA IL DIALOGO, SE POI I PRETI NON SONO D'ACCORDO LI CACCIAMOLa diocesi di Arezzo, in nome della comunione con le diocesi della Toscana, ha subito diffuso nei propri territori le disposizioni della Chiesa fiorentina, con tanto di tabella riassuntiva delle varie attività correlate alla richiesta di lasciapassare. Interessante notare che quanti partecipano alla catechesi, se sono maggiorenni, devono esibire il green-pass. Altrimenti niente trasmissione della fede: evidentemente le leggi civili, o presunte tali, vengono prima dell'evangelizzazione.Il vescovo, Mons. Riccardo Fontana, ci mette però del suo, in un'intervista dal tono un po' "intimadatorio" al quotidiano La Nazione (21 ottobre, pagina 2). Il titolo è tutto un programma: «Una decina di parroci ancora senza vaccino. "Prima dell'obbligo la strada del dialogo"». Sintesi dell'articolo: cari preti no-vax, intanto vi scredito davanti a tutti; poi vi do la possibilità di scegliere "liberamente" quello che io voglio; infine, se non vi piegate, vi obbligo, magari minacciandovi la sospensione a divinis. Gli articolisti la chiamano "moral suasion", un modo colto per nascondere la volontà di estorsione.Qualche citazione passim dall'articolo: «La stragrande maggioranza dei miei parroci ha già fatto il vaccino, su 309 in servizio della Diocesi, chi non ce l'ha si conta sulle dita di due mani e chi non presenta il Green pass non fa riunioni con il popolo [...]. Ma ora, prima di imporre l'obbligo stiamo percorrendo le vie del dialogo che mi sono molto più consone». Un'idea singolare di dialogo: o fai quel che ti dico "dialogando" oppure ti impedisco di svolgere il ministero sacerdotale.Nel caso non fosse abbastanza chiaro, Fontana continua: «Convinceremo i resistenti, ma la stragrande maggioranza è d'accordo. Sentirò, uno ad uno tutti i miei preti e ho già iniziato [...] ma certo che non può fare il parroco uno che non ha il Green pass».Sempre La Nazione, il giorno dopo, torna a sostenere la "moral suasion" della diocesi, parlando di un povero prete anziano del gruppo dei "resistenti", che però è corso a farsi il vaccino, perché in fondo non aveva altre ragioni se non quelle del "si sente dire in giro che". Poi le affermazioni di altri sacerdoti, per i quali con il Green pass siamo tutti più sicuri e più liberi di riprendere le nostre attività pastorali. La meraviglia del mondo green...LA SITUAZIONE IN UMBRIA: IL CAPPIO SI STRINGE SEMPRE DI PIÙDalla Toscana alla vicina Umbria, dove i sacerdoti della diocesi di Foligno si sono visti recapitare una lettera recante «cordiali e fraterni saluti» da parte del Vicario generale, Mons. Giovanni Nizzi, che tanto cordiale e fraterno, nel concreto, non sembra esserlo. «Il criterio generale deve essere il seguente: chiunque abbia un ruolo ecclesiale che comporti un contatto fisico con gli altri [...] deve attenersi ai previsti criteri di precauzione (vaccinazione, guarigione da non oltre 180 giorni, test negativo - 72 ore - da tampone molecolare) sottoscrivendo il modulo di autodichiarazione. Nel caso che, per qualsiasi motivo, non potesse attenersi a questo criterio, si astenga rigorosamente dall'esercizio del ministero o dell'attività ecclesiale in tutti quegli aspetti che comportano contatto fisico con gli altri (ad esempio, distribuzione della Santa Comunione, catechesi per gruppi in luoghi chiusi, partecipazione a cori, ...)». Ci è stato segnalato che anche le diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Spoleto-Norcia avrebbero adottato la stessa linea. E a Terni il vescovo ha detto di seguire passo passo le direttive della diocesi milanese.Meglio non sprecare battute sul ruolo ecclesiale che comporta un "contatto fisico", dato il momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica; ci limitiamo a sollevare qualche perplessità sul presunto contatto fisico che si verificherebbe durante la distribuzione dell'Eucaristia: evidentemente qualcosa ci sfugge dell'attuale prassi sacramentaria.Dunque, il cappio si stringe sempre di più attorno a quei laici e sacerdoti che non intendono cadere nella trappola del lasciapassare verde, che altro non è se non una modalità concreta per entrare nel regime di una chiesa di Stato a tutti gli effetti. Il ministero sacerdotale, la vita sacramentale, la trasmissione della fede, le attività caritative, insomma, la vita della Chiesa interamente subordinata ad una delle più assurde e impositive leggi dello Stato.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6766I CASI DI MIETTA E MARTINA COLOMBARI: IL GREENPASS E' INUTILE E PERICOLOSODue showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa infezione. Dall'altra Mietta, cantante e concorrente di Ballando con le stelle, costretta a restare lontana dalla tv a causa del coronavirus. Due vicende simili, con un'unica differenza: la prima era vaccinata, la seconda no. E infatti il trattamento loro riservato è stato ben diverso: per la Colombari è scattata subito la gara di solidarietà, per Mietta la caccia alle streghe. Se però ragionassimo bene sulle due storie, così sovrapponibili, e leggessimo con attenzione l'intervista odierna alla Colombari, capiremmo bene quanto sia inutile, se non pericoloso, quel green pass che ormai governa la nostra quotidianità.Stando al suo racconto, infatti, la Colombari a inizio settimana scorsa sente i primi sintomi di un raffreddore. È a Riccione dai suoi genitori e sul momento non abbina il malanno al Covid, anche perché "ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa". Quindi continua a vivere una vita normale, gira, vede persone, va al ristorante e al lavoro grazie al green pass ottenuto con le due dosi di siero. Poi? Poi venerdì, "in vista della scena di un film" che avrebbe dovuto girare, si sottopone ad un tampone molecolare che risulta positivo. Apriti cielo. Martina si mette in isolamento e fa scatenare "un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto". Nel calderone dei possibili infetti finiscono anche due ristoranti dove era stata in settimana "grazie" al green pass vaccinale. Un vero e proprio patatrac.Com'è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti "indicano come una specie di via libera". Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone "extra" non lo avrebbe fatto ("tanto ho il green pass") e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali. Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l'epidemia. Tutt'altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient'altro. Ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali "bombe" virologiche, col bollino del green pass.Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo seguente dal titolo "Solo il positivo non vaccinato è un untore irresponsabile" parla del diverso trattamento ricevuto da Ed Sheeran e Martina Colombari che vengono intervistati con tutti gli onori perché vaccinati e invece Mietta che viene massacrata perché non ancora vaccinata. Eppure contagio, sintomi e condizioni di salute sono gli stessi.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 26 ottobre 2021:C'è positivo e positivo. C'è il positivo vaxinato che racconta la disavventura di aver preso il covid come un incidente di percorso e c'è il positivo no vaxinato che invece viene esposto al pubblico ludibrio per la sua irresponsabilità. Eppure, per entrambi, le condizioni di salute (sintomi, febbre, percentuali di guarigione etc...) sono praticamente le stesse.Sembra che il positivo non vaccinato sia un malato diverso da quello che, invece, pur essendosi vaccinato in doppia dose convintamente e proficuamente, oggi è alle prese col covid.Breve rassegna dalle cronache che coinvolgono vip e non vip.C'è Ed Sheeran che doveva essere in Italia e invece se ne starà a casa dieci giorni con la figlioletta e senza moglie. «Ho preso il covid, non ci voleva», ha detto ai fans. La popstar inglese è vaccinata in doppia dose e la sua quarantena obbligata causata dalla sua positività dopo un tampone diventa un fatto di interesse popolare tanto che Fabio Fazio ci si collega pure in diretta tv, domenica sera.Le condizioni del cantante non sono gravi, né serie. Quello "sto malissimo" pronunciato era riferito al dispiacere di non poter incontrare i fans italiani. Ma si rifarà a Natale, ha promesso. Tutto normale, insomma. E il vaccino? Ma come? Ormai si sa che il vaccino non protegge dal contagio, ma dalle forme gravi. Lo hanno capito anche i Fabiofazio che ospitano i Burioni che dicono il contrario.Poi c'è Martina Colombari che viene persino indicata dal Corsera come esempio di civismo perché ha detto di aver contratto il covid. Anche lei, nonostante il vaccino. Come sta? Benissimo, solo qualche papilla gustativa alterata, ma sta che è una favola. E quindi? E quindi lo ha comunicato «per tenere sempre alta la guardia e fare attenzione anche se siamo vaccinati» et voilà, ecco scodellata una bella intervista sul Corsera online.Esempi virtuosi di positivi al covid. Poi ci sono i positivi negletti. Stessi sintomi, stesse condizioni, stesso decorso. Solo che non sono vaccinati.C'è la cantante Mietta, che deve lasciare il set di Ballando con le Stelle a causa della sua positività al covid. Perché? Perché per poter lavorare deve fare il green pass e nell'ultimo effettuato sarà emersa una sua positività. Ragion per cui ha dovuto lasciare il set della trasmissione fino a completa negativizzazione.E qui sono sorti i problemi. In collegamento con Milly Carlucci, Selvaggia Lucarelli, che poi Vittorio Sgarbi ha apostrofato come "poliziotta sanitaria" ha chiesto a Mietta se fosse vaccinata, pensando di rivolgerle una domanda legittima. Per la verità su queste questioni vige ancora ancora la privacy, pertanto, Mietta ha ritenuto di non rispondere. Sgamata, è diventato palese che la cantante non aveva fatto l'inoculo, tanto da doversi giustificare successivamente con un post per chiarire la sua posizione, spiegare il perché non si è ancora vaccinata e che non appena le condizioni di salute glielo permetteranno lo farà. Sul caso è intervenuto persino il presidente dell'Ordine dei Medici del Lazio che ha rimproverato la cantante che «dovrebbe stare doppiamente attenta, stare a casa e soprattutto non partecipare a una trasmissione come questa, che di fatto pone i concorrenti in una sorta di 'comunità aperta'».Se Martina Colombari e Ed Sheeran ci dicono che anche i vaccinati possono infettarsi e quindi infettare, non è più logico pensare che chi presenta un Green pass da tampone abbia più probabilità di essere negativo quando è a contatto con gli altri, rispetto a chi invece è vaccinato? Infatti, come ha spiegato la Colombari, lei il tampone lo ha dovuto fare perché sta partecipando alle riprese di un film, quindi, la sua positività è stata presa in tempo non perché aveva il vaccino, ma perché aveva fatto un tampone.Domanda provocatoria: e se Mietta fosse stata "infettata" da uno dei tanti vaccinati inconsapevoli con i quali è entrata in contatto nel suo lavoro? È una domanda alla quale - lo sappiamo - non c'è risposta, però dovrebbe per lo meno fare riflettere.Invece no. Invece si proseguirà con lo stigma del positivo non vaccinato, anche se i sintomi, la contagiosità e lo stato di salute saranno uguali a quelli dei super-si-iper-vax.A Bologna una mezza scuola è in quarantena a causa di alcuni focolai tra i ragazzini delle medie. I sospetti sono ricaduti su una delle tre insegnanti risultata positiva. Quale? Quella che non avendo fatto il vaccino doveva presentare un green pass da tampone negativo ogni 48 ore. Segnalata la positività della docente, sono partiti i controlli. Si sono così trovati anche altri insegnanti positivi. Ma chi l'ha detto che a contagiare è stata quella che, facendo un tampone ogni due giorni, teoricamente doveva essere anche quella più controllata? Non potrebbe essere il contrario?
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6756IL VACCINO HA FUNZIONATO PER UNA SCUOLA SICURA? NO, E' SOLO UN TRUCCO DEL GOVERNO di Marco LeporeLa pandemia è finita? O non è mai esistita? Una cosa è certa: da alcuni giorni, improvvisamente, le notizie sulla grande stampa, relative al virus Sars-Covid19, sono pressoché sparite o, comunque, drasticamente diminuite. Come se qualcuno avesse dato un comando generale e detto "stop!".La cesura fra "prima" e "dopo", pare risalire a pochi giorni fa, il 29 settembre, in coincidenza con la conferenza stampa in cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso massima soddisfazione per come è stata gestita negli ultimi mesi la vaccinazione e l'adozione del Green pass, a partire dalla scuola. Secondo il presidente del Consiglio è stato infatti raggiunto l'obiettivo fissato alcuni mesi fa: il 95% del personale scolastico e il 70% di studenti tra i 12 e i 19 anni vaccinato. "La vaccinazione è alla base della ripresa - ha affermato Mario Draghi - gli scolari sono tornati a scuola: è stato un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo... Questa constatazione - ha continuato Draghi - ci dice che questo è un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi: dobbiamo fare di tutto e se ci fosse una recrudescenza la affronteremo senza ospedalizzazioni diffuse e pressione sulle strutture ospedaliere". Secondo il presidente del Consiglio, "il vaccino è l'unico modo sicuro per proteggere noi stessi e i nostri cari".Una sorta di proclamazione di vittoria e di fede assoluta nel salvator-vaccino. Certamente Draghi sa che c'è ancora qualche "giapponese", nel folto della foresta, che forse non si arrenderà mai, ma tutti devono sapere che la guerra ormai è vinta, ed è una notizia da "proteggere in tutti i modi", poiché trattasi di "ingrediente fondamentale per la crescita". Ecco dunque il segnale.NESSUNA VITTORIA, SOLO PROPAGANDACosì, dal giorno successivo, dopo mesi e mesi di un insopportabile bombardamento, il Covid è quasi sparito dalle prime pagine dei giornali e, per quanto riguarda la scuola, anche dalle notizie in evidenza nelle testate specialistiche. Ma le cose stanno davvero così? Davvero è finita l'emergenza, oppure, semplicemente, si tratta di una tattica psicologica di guerra - a guerra in corso - per sfiancare la resistenza? Per rispondere a queste domande, è necessario andare a vedere i dati reali, e molto utile, a tal scopo, è quanto pubblicato dal Sole24 Ore sul suo speciale Lab24, appositamente dedicato all'andamento statistico dell'epidemia. Interessantissimo, tra gli altri, è il grafico che mette a confronto l'estate 2021 e l'estate 2020.Come è evidente, la situazione non appare affatto migliorata rispetto ad un anno fa. Anzi, nonostante la massiccia campagna vaccinale, i casi totali, i deceduti, il tasso di positività e i ricoveri in terapia intensiva risultano sensibilmente più elevati. Non è una buona notizia; men che meno appare una vittoria...Per quanto riguarda, invece, la specifica situazione all'interno delle scuole, dopo la "fiammata" di contagi dei primi giorni, messa subito in evidenza con un certo allarme dai giornali, l'epidemia parrebbe essersi fermata. Cosa è accaduto? La risposta, probabilmente, più che in una effettiva riduzione dei contagi, sta nella introduzione di nuove modalità di gestione della quarantena. La regola generale vuole che, nel caso in cui uno studente all'interno di uno istituto scolastico dovesse risultare positivo al COVID, l'intera classe debba essere messa in quarantena (e quindi in Dad) per un periodo non inferiore a sette giorni (per i soggetti vaccinati) o dieci giorni (per i non vaccinati).LA DIFFUSIONE DI CONTAGI ALL'APERTURA DELLE SCUOLELa pressoché immediata diffusione di contagi, all'apertura delle scuole, ha suscitato un certo allarme all'interno del Governo e del Ministero Istruzione, perché andava evidentemente a sconfessare la narrazione ufficiale secondo la quale, grazie alla campagna di vaccinazioni, "mai più Dad" e "solo lezioni in presenza" per tutti...Si è pensato, così, di introdurre il "modello della bolla" proposto dalla Regione Lazio. L'idea deriva da una formula già ampiamente applicata agli aerei: in caso di positività di un passeggero, la quarantena è prevista solo per i soggetti seduti nelle due file dietro, davanti e laterale rispetto al contagiato. In attesa di linee guida nazionali, che sono allo studi del Cts, alcune Regioni poi hanno fatto anche di "meglio: in Emilia-Romagna sono considerati contatti stretti solo i vicini di banco del soggetto infetto, mentre in Veneto, addirittura, rimane a casa solo esclusivamente il contagiato.Come è evidente, l'obiettivo principale è la riduzione della platea di soggetti costretti a rimanere a casa (solo i compagni di banco vicini al soggetto risultato positivo). Tale sistema mira a permettere di mantenere il più possibile le scuole aperte ed evitare quarantene inutili (ed è un bene), ma nello stesso tempo riduce enormemente la visibilità dell'impatto del virus sulle scuole, andando a rafforzare la narrazione ufficiale secondo la quale il vaccino ha funzionato.Non si intende, qui, entrare nella polemica, già sufficientemente infiammata, sulla efficacia o meno dei sieri anticovid; nelle prossime settimane, con l'avvento dei primi freddi, si capirà molto meglio se, e quanto, effettivamente funzionano...Non ci sarebbe da sorprendersi, tuttavia, se si scoprisse che, ancora una volta, chi ha in mano il potere e le chiavi dei mezzi di comunicazione sociale, ha deciso di farci credere che la realtà sia solo ciò che gli conviene raccontare, magari con l'aiuto di qualche piccolo trucchetto contabile. Come nel caso della scuola.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6743DOPO IL COVID CI SARA' L'EMERGENZA CLIMATICA E QUINDI... L'EMERGENZA NON FINIRA' MAI di Riccardo Cascioli«È vero che stiamo ancora lottando contro la pandemia, ma questa è un'emergenza di uguale entità e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto l'altro giorno al vertice sul Clima che ha inaugurato l'Assemblea generale dell'ONU. E, non sorprendentemente, l'Osservatore Romano, nell'edizione del 21 settembre, si è fatto megafono dell'allarmismo facendo proprio il messaggio con un titolo a caratteri cubitali in prima pagina: L'emergenza climatica è come la pandemia.Nel discorso di Draghi segue la solita litania di provvedimenti urgenti da prendere prima che sia troppo tardi, e che riguardano essenzialmente la "transizione energetica", ovvero il passaggio dall'uso dei combustibili fossili a qualsiasi forma di fonte rinnovabile. Non ci dilunghiamo sulle conseguenze di queste scelte economiche "verdi", di cui stiamo già assaggiando il sapore amaro (vedi impennata dei costi della bolletta per l'energia elettrica).In questa sede vorremmo invece far notare questo connubio ideologico tra clima e pandemia, che non è affatto accidentale. Il punto è che tutto serve a mantenere lo stato di emergenza, a cui peraltro ci siamo già drammaticamente abituati. Sono vent'anni almeno che ci viene propagandata l'emergenza climatica, e anche se le popolazioni in buona parte fanno fatica a credere veramente al catastrofismo imperante - che rimanda sempre a disastri prossimi venturi - cionondimeno questa ha già condizionato profondamente le politiche dei governi occidentali. E soprattutto ha portato i cittadini ad accettare misure che hanno pesantemente inciso sulle proprie tasche e sulla propria libertà. Pensiamo al forzato rinnovo del parco auto per poter circolare liberamente con i vari, ultimi, Euro con cui vengono classificati i motori "puliti"; o alla svalutazione delle abitazioni datate grazie alla obbligatoria certificazione energetica.STATO D'EMERGENZA PERMANENTEIn questa prospettiva la pandemia è stata un'occasione per rendere ancora più concreto e stringente lo stato d'emergenza, con tanto di sospensione delle libertà individuali e delle garanzie democratiche. Questo a sua volta faciliterà il perpetuare le misure costrittive anche per la presunta emergenza climatica. Probabilmente non è un caso che il lasciapassare di cui tanto si parla di questi tempi sia stato chiamato Green Pass, lasciapassare verde. Cosa c'entra il verde con la pandemia? Nulla, ma richiama molto l'ecologia.E allora, una volta accettata l'idea del Green Pass, non è molto lontano il momento in cui sarà allargato ai comportamenti ecologici: il lasciapassare verde sarà rilasciato a chi ha l'auto elettrica, a chi ha la propria casa in classe energetica A, a chi usa i mezzi pubblici o la bicicletta per muoversi in città, e così via. Il tutto secondo uno schema - forse sorprenderà qualcuno - che è già stato teorizzato e anche realizzato. Già nel 2006 il politico laburista britannico David Miliband auspicava una Carbon Credit Card, una carta di credito che funziona come una "prepagata", dall'ammontare fisso, che va a scalare a seconda delle scelte che vengono fatte per gli acquisti di cibo, energia, viaggi. Più si è "verdi" più si ha libertà di acquistare e di muoversi. E tuttora c'è chi porta avanti questo progetto, anzi lo sta realizzando.Non a caso l'esperto americano Marc Morano, nel suo recente libro Green Fraud (La truffa verde) definisce i lockdown anti-Covid come «la prova generale per l'emergenza climatica». E nota come le misure tanto invocate dagli ecologisti, grazie alla pandemia sono state realizzate dalla sera alla mattina dai governi di tutto il mondo: dallo stop ai viaggi aerei al blocco delle attività economiche (non per niente tutti hanno sottolineato con favore che nel 2020 sono diminuite le emissioni di CO2); dalla drastica riduzione degli spostamenti alla chiusura delle attività ricreative (dai ristoranti ai cinema e teatri, considerati consumi non necessari). Il protrarsi dello stato di emergenza, dalla pandemia al clima, porterà tutto ciò a diventare il "nuovo normale".LE CONSEGUENZE DEL PERENNE STATO D'EMERGENZAIl perenne stato d'emergenza inoltre genera almeno due conseguenze che vale la pena mettere in evidenza.La prima è la fine della democrazia. Non si tratta di un effetto collaterale, ma di un obiettivo esplicitamente voluto. In un rapporto del Club di Roma, addirittura del 1991, intitolato The First Global Revolution (La Prima rivoluzione globale), leggiamo: «La democrazia non è una panacea. (...) per quanto possa suonare sacrilego, la democrazia non è più appropriata per gli obiettivi che abbiamo davanti. La complessità e la natura tecnica di molti dei problemi di oggi non sempre permettono a rappresentanti eletti di prendere decisioni corrette al momento giusto». La direzione è quella di una governance mondiale tecnocratica capace di affrontare "scientificamente" le emergenze globali (o che vengono presentate come tali). Guardando a come i media ci presentano la pandemia e i cambiamenti climatici non ci sono dubbi al riguardo.La seconda conseguenza è la crescente invadenza dello Stato in ogni ambito della vita. La sussidiarietà, l'iniziativa personale sono bandite, tutto dipende dalle decisioni del governo. Riprendere il discorso di Mario Draghi al Senato del 17 febbraio 2021 (presentazione del governo alle Camere) è istruttivo in tal senso: l'economia è stata massacrata dalla pandemia, diceva in sostanza (ma sarebbe meglio dire dalla gestione della pandemia), ora il governo aiuterà a ripartire, ma decidendo chi far ripartire e in che modo. E intanto anche le attività bloccate dai lockdown (ristoratori in testa) sono state costrette a dipendere dalle elemosine del governo. E ancora in questi giorni, a seguito dell'annuncio del clamoroso aumento delle bollette di elettricità e gas, il governo ha assicurato che aiuterà i più poveri. Sempre più persone e famiglie vengono spinte ai margini dell'economia, costrette alla povertà, per poi trovarsi a dipendere dalla magnanimità dello Stato.Chi pensa che il 31 dicembre segnerà davvero la fine dello stato di emergenza è un illuso.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6736IL VACCINO ALLE DONNE IN GRAVIDANZA HA TRIPLICATO GLI ABORTI di Paolo GulisanoNelle ultime settimane, la campagna vaccinale anti Covid è stata estesa in Italia anche alle donne in gravidanza. Si tratta di una scelta che suscita parecchie perplessità. Da quando esistono le vaccinazioni, si è sempre avuta una particolare attenzione a non somministrare vaccini in gravidanza, dal momento che - come molti altri farmaci - potrebbero interferire nei meccanismi di embriogenesi e causare malformazioni ai nascituri. Solo in anni molto recenti è stato dato il via libera alla vaccinazione anti Difterite-Tetano-Pertosse (trivalente) nelle donne gravide, ma soltanto dopo la 28esima settimana di gestazione, proprio per evitare questi danni all'embrione.Un secondo vaccino consentito in gravidanza è quello anti influenzale. Altri vaccini non vengono praticati. Nel caso dei nuovi vaccini anti Covid, per le loro caratteristiche di farmaci autorizzati in via straordinaria e la limitatezza sugli studi relativi alla loro efficacia e sicurezza, si imponeva una ancor maggiore cautela nell'utilizzo di tali prodotti. Così è stato, ma solo all'inizio.La scheda tecnica del Comirnaty, il vaccino della Pfizer, sconsigliava il vaccino sia in gravidanza che in allattamento. L'indicazione era stata recepita anche dagli organismi tecnici di supporto al Governo, tanto che al momento del varo della "Certificazione Verde" la condizione di gravidanza costituiva motivo valido per non essere soggetti all'obbligo del pass. Ora invece non è più così: non solo è in atto una campagna propagandistica per invitare le gravide a vaccinarsi, ma lo stato interessante non è più un motivo per l'esenzione temporanea dal vaccino: tale possibilità deve essere valutata dal medico del Centro Vaccinale, e le notizie che provengono dai vari hub vaccinali dicono che tali differimenti sono concessi molto raramente.DAVVERO I BENEFICI SUPERANO I RISCHI?Il motivo è il solito, che viene da tempo ripetuto a tutte le tipologie di pazienti, per le malattie croniche, come per l'età giovanile e infantile: i benefici superano i rischi. Un teorema che sembra smentito, nel caso delle donne in gravidanza, dai risultati di alcuni studi. Risultati che presentano dei numeri estremamente chiari, anche se - paradossalmente - sono gli autori stessi di questi studi che cercano di minimizzarne il significato. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi.Prendiamo lo studio [...] pubblicato sul New England Journal of Medicine il 17 giugno. Si tratta di uno studio osservazionale su donne gravide vaccinate con i due vaccini a mRNA negli Stati Uniti dalla fine di Dicembre del 2020 alla fine di febbraio del 2021. I ricercatori hanno riferito che tra le partecipanti allo studio (proprio così: uno studio sperimentale) dopo la vaccinazione si è avuto un aborto nel 12,6% dei casi, e gli autori hanno dichiarato che questa proporzione era corrispondente a quella attesa. Una affermazione decisamente inesatta.Il tasso di abortività spontanea negli Stati Uniti è di circa il 4%. Questo significa che il numero di donne vaccinate con vaccini a mRNA è il triplo del numero fisiologico. Inoltre, il tasso di abortività post vaccinale potrebbe essere anche più alto, dal momento che, come affermato nell'articolo, tra le 827 partecipanti alla sperimentazione con una gravidanza completata, 700 avevano ricevuto la prima dose di vaccino nel terzo trimestre, in un periodo quindi meno a rischio di danni per l'embrione.IL FALLIMENTO DELLA SPERIMENTAZIONE SULLE DONNE IN GRAVIDANZAAttualmente, in maniera incomprensibile secondo quelli che dovrebbero essere i princìpi di precauzione, non è stato posto alcun limite temporale per la vaccinazione Covid. Avrebbe potuto essere posto quantomeno alla 28esima settimana, analogamente a quanto avviene per la vaccinazione DTP, e invece è possibile - anzi, è consigliato - effettuare la vaccinazione in qualunque momento della gravidanza, anche nelle prime settimane, quelle più delicate dal punto di vista embriogenetico.Tornando allo studio pubblicato dal New England, ai colleghi che chiedevano spiegazioni e ulteriori dettagli sulla ricerca, gli autori hanno dovuto ammettere diversi errori metodologici e hanno ricalcolato il rischio cumulativo di aborto spontaneo [...].I rischi di abortività stimati sono del 14,1% nel complesso e 12,8% nelle analisi standardizzate per età. Un dato impressionante, e che non è affatto "fisiologico". E dopo questi dati preliminari, ora sarebbe auspicabile attendersi nuove ricerche, finalizzate a verificare le condizioni di quell'85% di bambini arrivati per loro fortuna a vedere la luce. Dati, ad esempio, sulla prematurità, sui nati sottopeso, o con eventuali malformazioni. Solo con queste informazioni si potrà giudicare obiettivamente sui rischi e i benefici di questa sperimentazione sulle donne in gravidanza.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6726DOPO DRAGHI ANCHE MATTARELLA ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Stefano FontanaIl discorso del Presidente Mattarella all'università di Pavia di domenica 5 settembre inquieta, sia per le cose inesatte che ha espresso, sia perché ha fatta propria fin nei minimi termini la versione che il potere ha deciso di diffondere sulla vaccinazione, sia infine per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto i cittadini che - responsabilmente, prudenzialmente, coscientemente - decidono di non farsi vaccinare.Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e autoreferenziali e più ha bisogno di individuare un nemico. Letterariamente George Orwell ci ha parlato dei "Due Minuti dell'Odio" che il regime politico in cui viveva il protagonista del romando "1984" imponeva a tutti i cittadini. Lo storico Ernst Nolte ci ha a sua volta insegnato che ogni regime autoritario deve creare una "attribuzione collettiva di colpa" come quella del Terrore parigino contro gli "accaparratori" o quello nazista contro gli ebrei. L'espressione sta a significare una colpa non perché si sia fatto o omesso qualcosa ma semplicemente perché si è qualcosa o qualcuno che il potere ha individuato come non avente diritto ad esistere. Ma il più esperto di Leviatani è senz'altro Thomas Hobbes, il quale ha spietatamente detto che "Lo Stato conserva nei confronti di chi dissente il proprio diritto originario, cioè il diritto di guerra, come nei confronti di un nemico".DUE MINUTI DI ODIOIl discorso di Mattarella a Pavia - come del resto quello di Draghi che sosteneva il rapporto necessario esistente tra non vaccinarsi e morire - ha costituito dei veri e propri "due minuti di odio", una condanna senza appello dei cittadini che non vogliono vaccinarsi considerandoli licenziosi e irresponsabili. Il suo discorso è stato anche una "attribuzione collettiva di colpa": non ci sono i "no-vax, espressione di comodo inventata dal potere per attribuire meglio la colpa collettiva, ci sono le singole persone con le loro storie e le loro teste, ma Mattarella ha considerato queste persone come una "massa" di irresponsabili, per definizione, e vadano alle ortiche le loro argomentazioni.Infine, Mattarella ha presentato quei cittadini come il "nemico" da combattere e da sterminare, nemico perché si sono macchiati del delitto di "resistenza", atteggiamento che, agli occhi del Leviatano di Hobbes equivale - e forse ancora di più - a quello di lesa maestà nel vecchio bonario assolutismo. Di solito quando il potere assume queste posizioni è perché è in atto una guerra civile, come spiegava Carl Schmitt, per evitare la quale lo Stato, che è Dio-Animale-Uomo-Macchina, mette in atto tutta la sua sovranità dato lo stato di eccezione che la guerra civile comporta. Ma in Italia non c'è guerra civile, soprattutto proprio per la responsabilità dei tanti cittadini che Mattarella bolla come irresponsabili. La situazione di eccezione non c'è e questo conferma la irresponsabilità del volere ugualmente proporre i "due minuti di odio", di individuare lo stesso una "attribuzione collettiva di colpa" e di voler a tutti i costi indicare un nemico.IL BLOCCO DELL'ECONOMIA È STATO CAUSATO DAI LOCKDOWN, NON DAI NON VACCINATII cittadini contro cui Mattarella si è scagliato - i "nemici" - sono da lui accusati di non far ripartire l'economia. Ma l'economia è stata messa in blocco dai lockdown non necessari imposti dal potere politico. Bastava prendere altre strade e l'economia non si sarebbe bloccata. Vengono accusati di irresponsabilità, compresa quell'insegnante che non accetta l'imposizione a vaccinarsi in assenza di un reale pericolo e nell'incertezza di fare così del male a sé e ai propri figli. Vengono accusati di non voler accettare i risultati della scienza, ma quali risultati della scienza? E quale scienza? Quella asservita al potere o quella vera? Vengono da lui accusati di comportamenti violenti e minacciosi, quando sono le istituzioni a minacciare quotidianamente chi non accetta la vaccinazione di Stato.Li ha perfino accusati di limitare le libertà altrui ben sapendo che anche i vaccinati non sono liberi e che, comunque, i vincoli ai diritti più elementari - dalla istruzione alle cure sanitarie, dalla cultura agli spostamenti - sono perpetrati dalla Repubblica proprio nei confronti dei cittadini "nemici" non vaccinati, in contrasto con la sua stessa Carta costituzionale.Senz'altro dietro un intervento così crasso di Mattarella ci saranno motivi politici. Sostenere il governo Draghi, confortare l'ipotesi dell'obbligo vaccinale sostenuto dalla maggioranza e, purtroppo, anche dalla stragrande maggioranza della opposizione che così però si gioca la credibilità, mettere qualche pedina per le elezioni presidenziali o altro. Sta di fatto che le persone veramente responsabili dalle arroganti e irrispettose parole di Mattarella dovrebbero essere più che altro confermate a continuare la resistenza e la dissidenza. Quando il potere parla in questi termini rende gli oppositori sicuri di essere nel giusto.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6700IL GREEN PASS E' UNO STRUMENTO DI CONTROLLO di Stefano MagniGreen Pass, di cosa aver paura? Gran parte delle manifestazioni contro l'istituzione dell'obbligo del lasciapassare sono state accolte da questa domanda: di cosa avete paura? Se è vero che il 73% degli italiani è d'accordo sul nuovo dovere del cittadino vaccinato (o guarito, o testato negativo), allora questa piccola minoranza che manifesta in piazza è accolta dallo stupore di una maggioranza che non capisce dove sia il problema. Chi protesta, al contrario, teme una dittatura sanitaria.L'uso dei simboli nazisti per indicare il pericolo della dittatura, delle stelle gialle e del parallelo con le leggi razziali (che discriminavano gli ebrei, dal 1938) è ricorso molto spesso nelle proteste e ha provocato l'indignazione delle comunità ebraiche e dell'opinione pubblica più moderata. Il nazismo spunta sempre quando c'è da contestare un abuso di potere (reductio ad hitlerum) e il paragone con le leggi razziali viene spesso in mente, in caso di discriminazione, perché è una ferita indelebile nella storia italiana. Ma il parallelo è improprio, in effetti: qui non si sta preparando una discriminazione su base razziale, ma comportamentale. I fascisti dal 1938, i nazisti dal 1933, perseguitavano gli ebrei a prescindere dalle loro idee o dai loro comportamenti. Allora di cosa aver paura? I difensori dell'obbligo di Green Pass ne sottolineano l'assoluta normalità: come ci si deve fermare se il semaforo è rosso, come per pilotare un aereo c'è bisogno di un brevetto, per guidare un'auto c'è bisogno della patente, per entrare in un ristorante hai bisogno, in tempi di pandemia, di un lasciapassare verde. Cosa c'è da aver paura? C'è eccome. Vediamo di cosa.LA RADICE DEL GREEN PASS È NELLA CINA COMUNISTAIl lasciapassare verde è un'idea europea, ma l'origine è la Repubblica Popolare Cinese. Benché altre piccole realtà lo avessero introdotto su scala ridotta, nel marzo scorso, il regime di Pechino si è fatto promotore dell'idea su scala globale. Lo scopo dichiarato, sia del "passaporto vaccinale" cinese che del pass verde europeo, era quello di poter viaggiare "liberamente" in sicurezza. Chi conosce, però, i metodi comunisti sa che uno strumento nato con uno scopo formalmente innocuo, può trasformarsi, in men che non si dica, in un altro dispositivo di controllo totalitario. Che tipo di strumento? In Cina, in particolar modo, è un'integrazione al sistema di crediti sociali, con cui lo Stato valuta ogni singolo comportamento del cittadino e gli assegna un punteggio positivo o negativo. Se il punteggio è troppo basso, il cittadino viene escluso da una serie di servizi, fino a diventare prigioniero in casa sua e privato dell'accesso ai suoi risparmi. Se è particolarmente basso, il cittadino viene esposto al pubblico ludibrio, a una gogna elettronica, su Internet, sui maxischermi nei luoghi pubblici e sui media. Se è sotto una soglia minima, il cittadino disobbediente finisce in campo di rieducazione.In Europa non esiste (ancora) un sistema di crediti sociali. Il Green Pass doveva essere solo un modo per viaggiare in sicurezza, senza subire quarantene o l'obbligo dei tamponi alla partenza e al ritorno. Ma la Francia e, subito dopo, anche l'Italia, lo hanno trasformato in uno strumento di controllo e valutazione. Chi non ha seguito determinati comportamenti, come vaccinarsi, è escluso, per motivi sanitari, da una serie di servizi a cui, fino al giorno prima, poteva avere libero accesso. E' diventato già un piccolo sistema di crediti sociali. E' vero che viene presentato come uno strumento ad hoc, giustificato dalla pandemia (in un periodo, però, in cui le ospedalizzazioni sono al minimo) e per questo viene accettato di buon grado da cittadini che non si fanno troppe domande. Ma può degenerare e diventare uno strumento di controllo, tout court? A questo punto sì. Basta poco. Se si sdogana questa logica, non ci vuole molto per arrivare a un sistema di crediti sociali alla cinese.PROSSIMO PASSO: L'EMERGENZA CLIMATICAPrima o poi l'emergenza pandemica finirà, ma c'è già "l'emergenza climatica". Anche per affrontare l'emergenza climatica la libertà individuale è vista come un ostacolo. Nella pandemia si dice che la tua libertà deve essere limitata per proteggere il resto della comunità dal contagio, perché chiunque può essere portatore inconsapevole della malattia. Dopo l'introduzione dei vaccini, si dice anche che non puoi scegliere di non vaccinarti, perché si deve raggiungere collettivamente l'immunità di gregge. Per combattere l'emergenza climatica, allo stesso modo, si dice che la tua libertà debba essere limitata ancor di più, perché consumi, spostamenti e stili di vita moderni producono esternalità che diverranno sempre più inaccettabili, come l'emissione di CO2 o la mera "impronta ecologica" (quanto "pesiamo" sulle risorse del pianeta). Se il Green Pass venisse un domani applicato per imporre un comportamento ecologicamente corretto, escludendo da ogni servizio chi non ha i requisiti necessari? Basterebbe un piccolo aggiornamento del software. Non si dovrebbe neppure cambiargli il nome. Quello della lotta al cambiamento climatico è solo un esempio, ma i motivi per sottrarre punti a un cittadino del futuro potrebbero essere molti di più. Basti vedere per quante cause, apparentemente insignificanti, si viene già bannati d'autorità dai maggiori social network...I manifestanti contro l'obbligo di Green Pass, è questo che temono. Contrariamente alla maggioranza dei giornalisti e degli intellettuali, vedono il pericolo che arriva. Lo chiamano "nazismo", perché è la tirannia che tutti noi abbiamo in mente. Ma è del modello cinese che dobbiamo aver seriamente paura.Nota di BastaBugie: Gianfranco Amato nell'articolo seguente dal titolo "Oggi come ieri: la giusta dozzina che disse no al Duce" ricorda quando 90 anni fa il governo emanava un Decreto Legge in cui i docenti erano obbligati a giurare fedeltà al Fascismo. Il 99% giurò, mentre si ribellarono solo l'1% dei docenti universitari e persero il posto di lavoro. Elenchiamo di seguito i loro nomi e le loro storie.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 29 agosto 2021:Con piglio militaresco il generale Figliuolo ha ordinato l'elenco di tutti gli insegnanti vaccinati, al fine di scovare i renitenti all'iniezione. Ordine perentorio entro il 20 agosto 2021. Pare che il militare abbia ottenuto i dati richiesti. E pare anche che gli stessi abbiano confermato una cosa già ampiamente nota: superano il 90% gli insegnanti che hanno puntualmente obbedito alle disposizioni impartite e, quindi, in grado di ottenere la tessera verde che consentirà loro di poter lavorare. Una percentuale più che bulgara. Plebiscitaria.Qualcuno si è meravigliato della solerte e zelante diligenza con cui i signori docenti si sono subito adeguati alle disposizioni ministeriali. Evidentemente, chi è rimasto sorpreso non conosce la storia.Proprio novanta anni fa, il 28 agosto 1931, infatti, il governo italiano emanava il Decreto Legge n.1227, recante «disposizioni sull'istruzione superiore». Erano norme che riformavano la scuola superiore, istituendo, tra le tante cose, anche la figura dei presidi.Interessante è l'art. 18 di quel decreto legge che imponeva ai professori il giuramento di fedeltà al regime. Ogni docente di scuole superiori e università doveva pronunciare la seguente formula: «Giuro di essere fedele al Re, ai suoi Reali successori e al Regime Fascista, di osservare lealmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, di esercitare l'ufficio di insegnante ed adempiere a tutti i miei doveri accademici col proposito di formare cittadini operosi, probi e devoti alla patria e al Regime Fascista. Giuro che non appartengo né apparterrò ad associazioni o partiti la cui attività non si concilii con i doveri del mio ufficio».Quanti furono quelli che aderirono? [...] Ebbene, su 1.250 docenti universitari solo dodici rifiutarono di giurare e persero il posto. Oggi, dopo novant'anni, meritano di essere ricordati:- Ernesto Bonaiuti, professore di cristianesimo all'Università di Roma;- Mario Carrara, medico legale e docente all'Università di Torino;- Gaetano De Sanctis, docente di storia antica all'Università di Roma, che rifiutò con queste parole: «Il mio atto non vuole avere alcuna portata e alcun significato politico; è semplicemente un atto di ossequio all'imperativo categorico del dovere»;- Jacob Benedetto Giorgio Errera, professore di chimica a Pavia, autore di importantissime ricerche nel campo della chimica organica;- Giorgio Levi Della Vida, orientalista, storico delle religioni, semitista, ebraista, arabista e islamista italiano;- Fabio Luzzato, avvocato e professore di diritto civile all'Università di Macerata, nonché docente di diritto agrario alla Scuola superiore di agricoltura a Milano;- Piero Martinetti, docente di filosofia teoretica e morale all'università di Milano, fu il solo filosofo universitario che rifiutò il giuramento; nella sua lettera di comunicazione del rifiuto al Ministro dell'Educazione scrisse: «Così ho sempre insegnato che la sola luce, la sola direzione ed anche il solo conforto che l'uomo può avere nella vita è la propria coscienza; e che il subordinarla a qualsiasi altra considerazione, per quanto elevata essa sia, è un sacrilegio. Ora col giuramento che mi è richiesto io verrei a smentire queste mie convinzioni ed a smentire con esse tutta la mia vita; l'Eccellenza Vostra riconoscerà che questo non è possibile. Con questo non intendo affatto declinare qualunque eventuale conseguenza della mia decisione: soltanto sono lieto che l'Eccellenza Vostra mi abbia dato la possibilità di mettere in chiaro che essa procede non da una disposizione ribelle e proterva, ma dalla impossibilità morale di andare contro ai principî che hanno retto tutta la mia vita»;
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6687RIASSUNTO DI TUTTE LE FAKE NEWS SU COVID E VACCINI di Michele CrudeliniProsegue da parte di istituzioni e media mainstream la caccia alle cosiddette fake news su Covid e vaccini.La narrazione è questa: sui social network e su internet si diffonderebbero alla velocità della luce notizie false o non attendibili sul virus e sulla campagna di vaccinazione. Queste avrebbero così conseguenze dirette sui comportamenti delle persone, rischiando di causare il fallimento del contenimento del virus.Lotta alle fake news che ha visto addirittura la realizzazione di una enciclopedia contro le bufale sia da parte del Ministero della Salute che da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.E questa crociata contro le fake viene sbandierata ad ogni buona occasione all'interno dei programmi televisivi generalisti. L'idea che si vuol far passare è quindi questa: da una parte ci sono loro, le istituzioni e i media, uniche fonti attendibili. Dall'altra il resto del mondo.QUANDO ERA IL MINISTERO DELLA SALUTE A DIFFONDERE NOTIZIE FAKETale narrativa sembra avere però una memoria decisamente corta e poco consapevole che bufale molto più potenti sono state diffuse proprio da chi oggi vorrebbe combatterle.Come non dimenticare infatti la campagna informativa diffusa su tutte le reti nazionali dal Ministero della Salute il 7 febbraio 2020, dove il contagio da Covid veniva descritto come "non affatto facile". Solo quattordici giorni dopo questo spot, veniva riscontrato il famoso caso Covid di Codogno, da cui sarebbe seguita a ruota la scoperta di un contagio già largamente diffuso nel nord Italia.E chissà quanti milioni di cittadini italiani si erano invece sentiti rassicurati da quello spot diffuso dal Ministero della Salute. Magari tralasciando comportamenti prudenziali perché, come diceva il dicastero di Speranza, "il contagio non è affatto facile".Il febbraio 2020 oltre ad essere ricordato come il mese del contagio italiano di Covid, dovrebbe essere anche memorizzato come il periodo più fertile di fake news da parte di virologi e giornalisti mainstream.Come non dimenticare l'uscita di Roberto Burioni in prima serata su Rai 3, [nella trasmissione di Fabio Fazio] datata 10 febbraio 2020: "In Italia siamo tranquilli, il virus non c'è. Quindi è lecito preoccuparsi solo per l'influenza". Per poi aggiungere anche: "Prudenza solo nei confronti di chi viene dalla Cina, perché chi è in Italia neanche volendo può contrarre il coronavirus perché non c'è". [...]Stesso mese, stesso virus, stesso messaggio con il giornalista Andrea Scanzi, che durante una diretta Facebook del 25 febbraio 2020 paragonava il Covid ad una banale influenza. E fa venire una certa amarezza leggere cosa scrive oggi Scanzi in riferimento ai contestatori del green pass: "Questa gente è pericolosa, fuori dal mondo e imperdonabile. A qualcuno di voi gente così farà ridere. A me no: a me fa paura. Fa rabbia. E fa pure arrabbiare, perché penso a tutti i morti che ha fatto il Covid. Morti che dovrebbero oggi essere onorati dal nostro comportamento irreprensibile".Rabbia che Scanzi farebbe però meglio a rivolgere principalmente contro se stesso.DAI 1300 MORTI A LUGLIO AI CONTAGI CHE SALGONO A CAUSA DELLE ELEZIONILe fake news da parte di istituzioni e media mainstream sono continuate poi a circolare anche a epidemia in corso, con la diffusione costante di previsioni catastrofiche, mai verificatesi.Come quella fatta dalla fondazione Kessler nell'aprile 2021. La fondazione aveva infatti previsto uno scenario di 1300 morti al giorno per luglio 2021, a causa delle riaperture. Decessi giornalieri che invece a luglio non hanno mai superato quota 30.Notizie discutibili sono arrivate anche dai livelli più alti istituzionali. Come quando il Presidente della Repubblica italiana, il giorno della nomina di Mario Draghi a Palazzo Chigi, tra le motivazioni di quella scelta aveva detto che "nei Paesi dove si sono svolte le elezioni si è registrato un grave aumento dei contagi".Elezioni che si erano svolte in Portogallo il 28 gennaio 2021, a cui era seguito invece un drastico calo dei contagi.Così come in Bulgaria, anche lì dopo le votazioni di marzo i contagi sono scesi.Anche in Albania, le elezioni di aprile scorso non hanno prodotto alcun aumento dei contagi.Infine, forse, la fake news per eccellenza, arriva direttamente dal Primo Ministro Mario Draghi. Secondo Draghi, il Green Pass darebbe quindi la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose.Una bufala madornale dal punto di vista scientifico, considerato che è stato ampiamente dimostrato dalle evidenze, nonché confermato dall'intera comunità scientifica, che anche i vaccinati, con doppia dose, possono essere portatori del virus e quindi contagiare.Senza contare che anche il tampone negativo non può essere certezza assoluta di immunità, considerata l'inaffidabilità di questo strumento che nel tempo ha prodotto numerosi falsi positivi e falsi negativi. Una tale fake news pronunciata dal Primo Ministro italiano, senza contraddittorio, quale effetto negativo può avere sulla popolazione?A seguito delle dichiarazioni di Draghi chissà quanti vaccinati si sono sentiti legittimati a tenere comportamenti non prudenti, pur con il rischio di essere portatori del virus.Questo è il vero paradosso della caccia alle fake news. Si vuole stanare il troll, l'anonimo account che diffonde evidenti panzane sui social a qualche centinaio di persone. Nel frattempo però si dà spazio e si amplificano incredibili bufale istituzionali che si diffondono con una potenza e una legittimità pericolosissimi.
VIDEO: Quando arriva il Green Pass - Al ristorante (Parodia Un giorno di ordinaria follia) ➜ https://www.youtube.com/watch?v=a9CNkxJxJIU&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhITESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6702MACCHE' COVID! IL VERO VIRUS E' IL PECCATO! di Tommaso ScandroglioSe gli uomini, in questo periodo di pandemia, si fossero preoccupati della propria salute spirituale tanto quanto si sono preoccupati della propria salute fisica, saremmo già tutti santi. Come c'è il virus del Covid che, in alcuni casi, è letale, così c'è il virus del peccato che, nella sua variante più grave, conduce a morte certa dell'anima.Nel primo caso abbiamo fatto di tutto per evitare il contagio: distanziamento sociale, mascherine, coprifuoco, lockdown, vaccini, terapie, igiene delle mani, rilevamento della temperatura, investimenti miliardari dei governi e molto altro ancora. Nel secondo caso la maggior parte delle persone spesso non si cura di non contrarre il virus del peccato, anzi il più delle volte cerca volontariamente il contagio.Eppure, a differenza del Coronavirus, avremmo strumenti efficacissimi sia di cura che di prevenzione. Le terapie antivirali possono trovare un corrispettivo nel sacramento del battesimo e della confessione che cancellano il virus del peccato: il primo nella forma originale, il secondo nelle sue varianti, anche quelle meno minacciose chiamate peccati veniali. I vaccini hanno un loro omologo nei sacramenti - eucarestia e nuovamente la confessione - nella preghiera e nei digiuni: strumenti che aiutano nella immunità al male e nell'evitare che altri si contagino.Come continuamente da più di un anno ci informiamo su tutto ciò che riguarda il virus, così dovremmo fare per la salute della nostra anima: leggendo la Bibbia, studiando la dottrina, etc. Come con il coronavirus pendiamo dalle labbra degli esperti, così dovremmo pendere dalle labbra degli esperti della salvezza, ossia i Padri e i Dottori della Chiesa e il Magistero di sempre. Come guardiamo con profondo interesse gli esempi virtuosi di quei paesi che stanno meglio di noi nella lotta al virus, così dovremmo imparare dai santi per capire come lottare contro il peccato. Come alla prima avvisaglia di malessere prendiamo il termometro, chiamiamo il medico ed eseguiamo un tampone, così al primo sospetto di aver peccato dovremmo fare un serio esame di coscienza e chiamare un sacerdote se i sintomi sono gravi.Come un rischio remotissimo di contrarre il virus ci spinge ad essere cauti sino al parossismo, anche quando si tratta di persone giovani e sane, tanto che evitiamo di stringere le mani e gli assembramenti, così dovremmo comportarci quando si tratta del peccato: un rischio bassissimo di compiere anche un solo peccato veniale ci dovrebbe portare ad evitare le occasioni prossime e remote di peccato, evitando di stringere le mani a chi ci vuole portare lontano da Dio e chiudendo occhi e orecchie alla tentazione con la mascherina della preghiera, così come facciamo con il Covid chiudendo naso e bocca al virus con la mascherina chirurgica.Come il timore di contagiare qualcuno, soprattutto qualcuno di caro e le persone fragili, ci ha portato addirittura a non vederlo per mesi, così la paura di contagiare con il nostro cattivo esempio gli altri, soprattutto chi amiamo e chi è fragile nella fede, ci dovrebbe stimolare a comportarci santamente di fronte a loro.Siamo sinceri. Non abbiamo usato un centesimo delle energie spese contro il Covid per combattere il peccato. Questo per un semplice motivo: non abbiamo fede. Non crediamo nel giudizio finale, nell'Inferno e nel fatto che la nostra anima sia continuamente in pericolo. Anzi non crediamo addirittura all'esistenza stessa del peccato: siamo negazionisti, tanto quanto quelli che negano l'esistenza del Coronavirus. Siamo da sempre investiti da infinite ondate di questa pandemia letale e il mondo non fa nulla perché non ci crede. E così non possiamo che tenere di più alla salute del corpo che a quella spirituale. Eppure Gesù è stato chiarissimo: «non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima».
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6688VACCINARE I GIOVANI E' IMMORALE (OLTRE CHE PERICOLOSO PER LA LORO SALUTE)La vaccinazione di massa prende di mira i minorenni senza supporto scientifico e con il ricatto della perdita della libertà (in questo il Comitato Nazionale di Bioetica aiuta il governo)di Stefano FontanaLe attuali politiche governative sulla vaccinazione di massa da tempo prendono di mira i minorenni e forti pressioni vorrebbero coinvolgere anche i bambini. Vaccinare i minori sembra sia diventata la priorità per la lotta al virus. Su questo punto la Dottrina sociale della Chiesa esprime la sua forte avversità dato che riscontra in queste politiche l'azione di principi contrari al bene comune.Quando ha cominciato a diffondersi l'idea di vaccinare i minorenni, molti avevano fatto presente l'illiceità morale e politica della cosa. I motivi erano tanti e tutti importanti. Prima di tutto: c'era una documentazione certa della gravità del rischio cui si sarebbe andati incontro non vaccinandosi? Non c'era. Anzi, i dati documentavano il contrario certificando che il rischio epidemiologico tra i giovani è bassissimo. Il dovere morale di sottoporsi a vaccinazione esiste solo davanti ad un gravissimo pericolo incombente, che per i giovani non esisteva quando si cominciò a parlare della loro necessaria vaccinazione e non esiste tuttora.UN PRINCIPIO MORALMENTE INACCETTABILEA questo punto si è tirata fuori l'altra idea: anche se non c'è rischio diretto e personale grave, i giovani devono essere comunque vaccinati per ridurre e impedire la diffusione del virus, ossia per esigenze di etica pubblica. Ma questo principio è moralmente inaccettabile per due motivi strettamente collegati tra loro.L'intervento sanitario deve procurare un bene per la persona soggetta a tale intervento. Altri motivi, chiamiamoli di "salute pubblica", non possono giustificare un intervento sulla persona se tale intervento anche non procura un bene alla persona, ma invece procura un danno oppure la sottopone ad un rischio ingiustificato. Tanto più il principio vale se il cosiddetto vaccino che viene inoculato è ancora in fase sperimentale, per la cui cosa il danno e il rischio grave non si possono escludere in modo assoluto. La persona non può essere strumento del bene pubblico, il giovane non bisognoso per sé del vaccino, non può quindi essere vaccinato per garantire la salute altrui, a maggior ragione quando non ci sono nemmeno dati che confermano che il suo sacrificio possa veramente essere utile..Questo conduce al secondo principio: non ci può essere contrasto tra il bene comune e il bene della singola persona. Questo è stato sempre insegnato dalla Dottrina sociale della Chiesa, in accordo con la filosofia e la teologia politica cattolica. Non è etico sacrificare qualcuno per il bene di altri, o della maggioranza. Il rapporto tra la società e la persona è il rapporto di un tutto con un altro tutto. Il bene comune non è un bene superiore a quello delle singole persone, ma coincide con il bene di ogni singola persona.BENE COMUNE E BENE PUBBLICODietro a questo equivoco sta la confusione tra bene comune e bene pubblico. Il primo è un bene qualitativo ed etico che riguarda ogni singola persona della comunità politica, il secondo è un bene quantitativo che può riguardare alcuni, la maggioranza o anche tutti i cittadini ma come somma del loro benessere individuale. Il primo ha come componente (ma non essenziale) anche il bene sanitario, il secondo ritiene invece essenziale il bene sanitario inteso come quello stabilito dal potere politico (spesso a servizio di quello economico).L'obiettivo di vaccinare tutti i minori viene perseguito dal potere politico in vari modi. Il primo modo è propagandistico e consiste nei veicolare tramite i media di Stato e i testimonial del jet set l'idea del dovere civico per proteggere i cosiddetti soggetti deboli dal contagio. Il secondo consiste nel ricatto del Green Pass, impedendo varie attività a chi non è vaccinato e quindi obbligando senza obbligare. Ad un possibile terzo modo ha dato il proprio contributo il recente parere del Comitato Nazionale di Bioetica sostenendo il diritto del minore di vaccinarsi anche contro il parere dei genitori o di chi detiene la patria potestà. In questo modo si è valorizzata l'autodeterminazione del giovane. Egli crede di autodeterminarsi mentre invece è eterodeterminato dalla propaganda e dalle pressioni dirette e indirette.Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Tra vaccino e mamma e papà: mistificazioni e false libertà" risponde ad Assuntina Morresi, componente del Comitato Nazionale di Bioetica che si dichiara cattolica, ma difende i principi contrari alla Dottrina Sociale della Chiesa esposti nel precedente articolo.Ecco la risposta del direttore Cascioli pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 agosto 2021:Cara Morresi, [...] la sua lettera ci dà l'occasione di chiarire alcuni punti fondamentali della questione "vaccini e adolescenti". Perché prima del favor vitae, c'è un altro principio, quello di realtà, ovvero stabilire se il trattamento proposto sia adeguato alla condizione fisica della persona e valutare anche le circostanze non prettamente sanitarie che possono influenzare la decisione. E qui ci sono almeno tre punti critici da valutare.1) IL VACCINO NON È UN SALVAVITADal punto di vista sanitario, lei dà per scontato che il vaccino sia un "salvavita", assunzione del tutto arbitraria sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista statistico-sociale. Sappiamo benissimo che la discussione scientifica è aperta sul tema e che altri paesi sconsigliano apertamente la vaccinazione dei minori se non in situazioni di particolari fragilità. Questo anche per le possibili conseguenze, anche sul lungo termine, che certi vaccini possono avere e per cui non ci sono al momento risposte, mentre si moltiplicano casi di cronaca di morti "sospette" che dovrebbero comunque indurre alla prudenza. Inoltre, inutile ricordare che c'è la possibilità di terapie precoci che anche negli adulti abbassano notevolmente la probabilità di esiti letali della malattia Covid. E a questo si deve poi aggiungere che - lo sappiamo tutti - la mortalità degli adolescenti dovuta al Covid è prossima allo zero assoluto. Piuttosto sarebbe bene preoccuparsi della mortalità degli adolescenti dovuta ai suicidi da lockdown. Si può legittimamente decidere di vaccinarsi, ma spacciare il vaccino per un salvavita è una mistificazione inaccettabile.2) I GIOVANI VOGLIONO LA LIBERTÀ, NON IL VACCINOAllargando il discorso al contesto, non si può far finta che il dilemma sul vaccino sia solo dal punto di vista etico-sanitario. Guardiamo la realtà: perché gli adolescenti desiderano vaccinarsi, magari contro il volere dei genitori? Chi ha avuto modo di essere in contatto con i giovani lo sa: la stragrande maggioranza lo vuole non per tutelare la salute ma per ottenere la "libertà". Ne fa cenno anche il documento del CNB. Ci si vaccina cedendo al ricatto imposto dal governo: niente divertimenti, niente vacanze all'estero (e anche in certi posti italiani), niente piscine e palestre, niente stadio, cinema e quant'altro. E infine, niente scuola in presenza (è la spada di Damocle che viene costantemente evocata). Nell'avallare questo ricatto il CNB si prende anche la responsabilità di affermare un concetto distorto di libertà, ridotta alla possibilità di accedere in alcuni luoghi. Ma soprattutto si prende la responsabilità di creare una nuova categoria di giovani emarginati e discriminati, privati di una vita sociale, come già è evidente che accada. E lo ripeto: senza una sola ragione scientifica o sanitaria che giustifichi questo ricatto.3) L'AUTODETERMINAZIONE DEI MINORI FAVORISCE CHI VUOLE DISTRUGGERE LA FAMIGLIAInfine c'è un'altra questione, non strettamente legata al Covid, ma comunque non meno inquietante. Da almeno trenta anni c'è una lobby internazionale che, allo scopo di promuovere aborto e contraccezione nonché altre ideologie tese a distruggere la famiglia, teorizza l'autodeterminazione dei minori contro la potestà dei genitori. Sempre con il pretesto dei motivi sanitari oppure per il rispetto dei diritti umani. Ricordo che questo è un cardine delle campagne abortiste (in nome della salute riproduttiva) riccamente finanziate e spinte dalle agenzie ONU. Ma è anche un cardine della propaganda dell'ideologia gender: guarda caso è un tema che è parte integrante del ddl Zan sull'omotransfobia, e purtroppo è quello che già accade. "Anche senza il consenso dei genitori" è la parola d'ordine di questo movimento. Spenderla per favorire un vaccino che non è "salvavita", non fa altro che portare acqua - anche se involontariamente - al mulino di chi vuole distruggere la famiglia.Mi stupisco, cara Morresi, che a lei sempre così attenta a queste tematiche sfugga questo aspetto.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6685LA FESTA PER IL 60° COMPLEANNO DI OBAMA... SENZA MASCHERINE E DISTANZIAMENTOdi Valerio Pece«Mentre il resto d'America lotta con l'incertezza del lavoro, le riaperture scolastiche, le disposizioni mutevoli riguardo alle mascherine, l'ansia per le vaccinazioni e per le varianti, la salute dell'economia e in generale delle persone, Obama si è lanciato in un'enorme, epica, tre giorni di festa di compleanno a Martha's Vineyard». Così scrive Maureen Callahan sul New York Post. La faraonica festa nella villa da quasi 12 milioni di dollari sull'isola del Massachusetts (la stessa dove avevano casa i Kennedy e dov'è sepolto John Belushi) non ha per nulla giovato all'ex Presidente USA, un uomo che ha fatto dell'empatia di stampo progressista-umanitario il suo personale vanto.La festa di vip, ridimensionata rispetto alle intenzioni iniziali (era stata pensata per 600 persone), ha comunque richiamato sull'isola frotte di star coi loro entourage, tutte rigorosamente senza mascherina. Tra gli attori, Tom Hanks, George Clooney e Don Cheadle. Poi l'ex giocatore Nba Dwyane Wade, il regista Steven Spielberg (che proprio a Martha's Vineyard girò Lo squalo), John Kerry, oggi guru del clima alla Casa Bianca, ma già Segretario di Stato proprio sotto l'amministrazione Obama. Tra i cantanti, Beyoncé, Jennifer Hudson, Erykah Badu, il rapper Jay-Z. E ovviamente Bruce "The Boss" Springsteen, ormai intimo di Barack Obama.NO OBAMA, NO PARTYUn ospite è riuscito furtivamente a scattare foto della festa scatenata e a condividerle con i follower di Instagram. Si tratta del rapper Trap Beckham, che le ha subito cancellate a causa del divieto di fotografare l'evento (non prima però di immortalarsi, insieme al suo manager TJ Chapman, in un selfie mentre fuma cannabis, che in Massachusetts è legale). Beckham, che alla festa di Obama si è anche esibito in una sua hit, ha rilasciato questa dichiarazione: «Ho dovuto cancellare tutto a causa delle regole. Obama ha ballato tutto il tempo, nessuno l'ha mai visto così». L'immagine di Obama che balla con look hawaiano è stata cancellata anche da Erykah Badu, così come un video dell'animato palco della discoteca. Non è difficile provare a immaginare cosa sarebbe successo se la stessa festa fosse stata organizzata da Trump.Il New York Post, che ha indagato molto da vicino i lunghi festeggiamenti, ha pubblicato anche alcune lettere arrivate in redazione. Per Peter Boeko la festa per i 60 anni di Obama è stata una «tripletta di ipocrisia». «In primo luogo - scrive - non c'erano protocolli COVID, anche se i Democratici spingono per maggiori restrizioni su individui e imprese. In secondo luogo, l'inquinamento. Gli ospiti volavano su jet privati da tutto il mondo: al diavolo il cambiamento climatico. Terzo, pensate ai milioni di dollari sprecati solo per accarezzare l'ego dell'ex presidente [...]. Totalmente vergognoso». Sulla stessa linea S.Kane da Brooklin: «Solo quelli del Partito Democratico possono lanciare un party super-diffusore di virus e non essere condannati. E se uno degli ospiti in seguito risultasse positivo, sono sicura che le informazioni sul caso non sarebbero rese disponibili». Il lettore Michelle Graham prima rimarca con amarezza il "doppio standard": «le cosiddette "élite" partecipano a una festa di compleanno [...] che se uno di noi potesse ospitarla verrebbe descritta come un evento super-diffusore del virus», e poi esorta: «Svegliati: scrivi, telefona e invia un'e-mail alle persone che ti rappresentano», perché - continua il disilluso lettore - «quando due diversi tipi di regole ci vengono sbandierate così sfacciatamente in faccia, una per i pochi privilegiati e l'altra per le masse brulicanti, siamo di fronte a qualcosa di antiamericano e di inaccettabile».BLACK LIVES MATTER, GAY PRIDE E... FESTA DELL'UNITÀ? ALLORA TUTTO A POSTOEsattamente nello stesso fine settimana della festa "epica" per i 60 anni di Obama, si svolgeva il noto raduno annuale di motociclette a Sturgis, in South Dakota. Evento per il quale il dott. Antony Fauci ha espresso forte preoccupazione riguardo un'altra possibile ondata di contagi. «Potrai sempre partecipare in futuro, ma teniamo sotto controllo la pandemia prima di iniziare a comportarci come se nulla stesse accadendo. Sta succedendo qualcosa di brutto. Dobbiamo rendercene conto», queste le sue parole. L'omissione di Fauci al chiacchieratissimo mega party di Obama potrebbe anche essere non intenzionale, sta di fatto che fa riemergere puntualmente una differenza di trattamento già vissuta nel recente passato e di cui gli americani sembrano stanchi: le affollate proteste targate BLM o i grandi Pride LGBTQ sono esentati da qualsiasi critica legata alla pandemia. Le incongruenze sembrano seguire uno schema preciso: quando per l'evento simpatizza il bel mondo liberal, non vi è nessuna preoccupazione per la diffusione del Covid, quando invece l'evento si rivolge ad un pubblico più conservatore, si aprono dibattiti infiniti.Se ci spostiamo nel nostro Paese la musica non cambia. Anzi. Se il decreto-legge n.105 del 23 luglio ha stabilito il Green pass obbligatorio per accedere a «sagre e fiere», «convegni e congressi», sta suscitando non poco scalpore la nota del Viminale del 9 agosto (subito ribattezzata "salva Pd") che ha permesso che alla Festa dell'Unità di Bologna si possa entrare senza passaporto verde. Ora, al di là delle battute che piovono in rete a motivo delle "inconguenze mirate" (si va dal «Dev'essere un virus molto "politico"», all'orwelliano «Come sempre alcuni sono più uguali degli altri»; dal caustico «E chi ci andrebbe sennò? Già vanno deserte regolarmente», fino al «Ma se faccio la tessera del PD, vale anche come Green pass?»), uno strabismo di questo tipo non può che avere ricadute anche sullo scetticismo che accompagna le misure anti-pandemia. Che si tratti di affollate feste americane di vip o di raduni di partito nostrani, il rischio è l'eterogenesi dei fini. O il Covid-19 è un problema serio (sempre), o non lo è.
VIDEO: Se bastasse un'iniezione... parodia vaccino ➜ https://www.youtube.com/watch?v=ZkJMr0qpKp0&list=PLolpIV2TSebVSarVSJS-Gy5hJo3_40bhITESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6680CONTRO IL GREEN PASS SOSPENDO LA PROIEZIONE DEL FILM UNPLANNED di Federico Cenci«Come distributore filmico, con l'introduzione del Green Pass ho deciso di sospendere tutte le proiezioni pubbliche perché non desidero neppure indirettamente contribuire ad un meccanismo di discriminazione della popolazione». A parlare è Federica Picchi, fondatrice della Dominus Production, casa di produzione e distribuzione cinematografica che ha portato nelle sale italiane Unplanned, struggente film sul tema dell'aborto.«È una scelta che mi costa», spiega la Picchi ad «iFamNews», «Unplanned sta facendo il tutto esaurito, lunedì sera a Verona hanno dovuto organizzare altre due proiezioni oltre a quella già fissata per l'enorme mole di richieste». Ma da domani, venerdì 6 agosto, entrata in vigore dell'obbligo di Green Pass per accedere in alcuni luoghi tra cui i cinema, la Dominus Production sospenderà la distribuzione. La sua scelta è imprenditorialmente incomprensibile. Tuttavia una battaglia per dei valori non è tale se non comporta rinunce. «Credo che in questa fase ognuno di noi debba dare un segnale, a costo di fare un sacrificio, perché il valore della libertà è troppo importante per essere derogato», osserva.Molti ritengono che il Green Pass sia una misura necessaria ad abbassare la curva dei contagi...La salute è un bene primario ed è giusto che lo Stato adotti misure per tutelarla. Però occorre domandarsi se il Green Pass rappresenti una misura utile a questo scopo.La sua risposta è negativa?Assolutamente. Faccio qualche esempio che dimostra i paradossi di questa normativa: per accedere a una sala cinematografica o persino a un cinema all'aperto bisognerà presentare il Green Pass, che invece non sarà necessario per entrare in luoghi al chiuso come i tribunali. E poi, bisognerà avere la certificazione verde per sedersi a un tavolino di un bar, ma non per consumare direttamente al bancone, all'interno della stessa sala. Per non parlare del fatto che i mezzi di trasporto continueranno a essere affollati. Il Green Pass mi pare dettato più da una scelta politica che sanitaria.E a suo avviso qual è l'obiettivo politico?I settori che saranno maggiormente colpiti sono quelli che impattano la vita sociale, aggregativa, culturale: quella più cara ai giovani. L'obiettivo è dunque spingere i giovani a vaccinarsi, pena l'emarginazione sociale.È una motivazione che contesta?Alla luce di un'analisi tra costi e benefici, ho grosse perplessità sulla vaccinazione dei più giovani. Ritengo dunque che vada rispettata ogni scelta. Ma non voglio cedere alla contrapposizione tra "no vax" e "sì vax", non è questo il punto. Quello che non accetto è che vengano utilizzati i cinema, i musei, i bar, i ristoranti e altri settori per perseguire uno scopo che non c'entra nulla con le attività che noi svolgiamo. È una politica che ci penalizza ancora una volta.Quello cinematografico è un settore che ha sofferto in questi mesi...Il nostro è stato uno dei settori più massacrati dalle politiche anti-CoVid-19. Siamo stati chiusi per un anno e mezzo, non ci hanno fatto aprire nemmeno dopo che ci avevano imposto dei protocolli sanitari molto rigidi. E ora chiedono agli esercenti persino di fare i controllori del Green Pass, come se fossero dei pubblici ufficiali. Eppure, più dei danni economici mi preoccupano gli effetti sociali.Si spieghi meglio...Se si accetta l'idea che lo Stato possa discriminare una parte di popolazione, per altro su basi tutt'altro che scientifiche, gli scenari sono sinistri. Il Green Pass o uno strumento analogo potrebbero sopravvivere alla fase emergenziale. Non trovo desiderabile un futuro di questo tipo, da regime totalitario.Questa sua scelta la fa sentire sola?Ho letto in questi giorni la bellissima testimonianza di Fabrizio Masucci, che si è dimesso dalla direzione del Museo Cappella Sansevero di Napoli in aperto dissenso con l'obbligo di Green Pass per accedere ai musei. Credo che non siamo poi così pochi. Non appena io ho annunciato la mia scelta, ho ricevuto una marea di messaggi di solidarietà. E poi la testimonianza dei singoli serve proprio a dare una scossa: magari altri imprenditori decideranno di seguire il mio esempio.Nota di BastaBugie: per scoprire tutto sul film Unplanned, sulla storia di Abby Johnson, ascoltare la colonna sonora, vedere il trailer del film e molto altro, clicca qui! http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=83
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6672DRAGHI ISTIGA ALL'ODIO CONTRO I NON VACCINATI di Paolo GulisanoCon il proclama di Draghi del 22 Luglio è iniziata la terza fase della pandemia. La prima scattò con lo stato di emergenza del 2020, con la strategia delle chiusure, e soprattutto con la narrazione di un virus mostruoso, invincibile, davanti al quale non c'era alcuna possibilità di cura. La seconda fase è iniziata il 27 dicembre 2020, con l'avvento del vaccino, sola ed unica salvezza, "Luce e speranza" come l'ebbe a definirlo papa Bergoglio nell'omelia di Natale.Sono passati sette mesi, ed è ormai sempre più evidente che il vaccino non è il Messia annunciato, che la sua efficacia anche nei confronti delle varianti del virus (che si sviluppano continuamente) è limitata (in Israele oggi è stimata intorno al 39 per cento), che non impedisce nuovi contagi. Secondo criteri strettamente scientifici, sarebbe dunque opportuna una revisione delle strategie di prevenzione e di cura.Draghi invece ha inaugurato la terza fase facendo ricorso a tutti gli stereotipi propagandistici dell'antiscienza. Ha ribadito - affermando palesemente il falso - che chi si ammala muore. Fin dagli inizi dell'epidemia il tasso di letalità del Covid è del 3 per cento. Ovvero, su 100 persone che si ammalano, tre muoiono e 97 guariscono. Ha sostanzialmente affermato - mentendo sapendo di mentire - che contagiarsi significa ammalarsi, che ammalarsi significa automaticamente morire. Una equazione che è di fatto una fake, a scopo unicamente propagandistico.LA TERZA FASE DELL'EPIDEMIAIl banchiere prestato alla politica arriva poi ad un'altra equazione surreale: sono le persone non vaccinate che diffondono il virus, che muoiono e fanno morire gli altri. Un'altra sciocchezza espressione di antiscienza. Se una persona è vaccinata, come può ammalarsi entrando in contatto con un non vaccinato? Nessuno riflette sul fatto che se fosse vera l'intemerata di Draghi sarebbe la conferma che i vaccini non funzionano? Se il vaccino fosse davvero il dio liberatore i vaccinati dovrebbero vivere felici e contenti, e compiangere i poveretti che non l'hanno ricevuto, e invece vengono istigati all'odio. Questo infatti è il problema del tempo presente.La terza fase della gestione dell'epidemia è quella dell'odio, della feroce intolleranza nei confronti dei non vaccinati, che diventano non solo dei cittadini di serie B, discriminati derisi e perseguitati, ma addirittura additati come eventuali responsabili del permanere dell'emergenza pandemica. Qualcuno si è già risentito per il paragone fatto con le Leggi Razziali del 1938, ma è innegabile che ormai i non vaccinati siano oggetto di un odio paragonabile solo con quello provocato e indotto dai falsi Protocolli dei Savi di Sion e delle stelle gialle da portare sui vestiti.Pur di colpire, piegare, spaventare, umiliare i non vaccinati si vorrebbe arrivare addirittura a cancellare la deontologia medica, quella nata oltre tremila anni fa col Giuramento di Ippocrate, e che prevede che il medico si debba prendere cura di ogni persona, indipendentemente da etnia, convinzioni personali o altro. È stato mostruoso ascoltare medici affermare che un non vaccinato, se si ammala di Covid, dovrebbe pagarsi le cure da solo. Così impara. Una sorta di vendetta sul malato, un "peggio per te" che è incompatibile con l'etica medica.IL NON VACCINATO È IL CAPRO ESPIATORIOPeraltro, se si dovesse applicare coerentemente questo principio, bisognerebbe abbandonare al loro destino anche altre categorie di malati. Ad esempio, un fumatore che per anni ha consumato pacchetti di sigarette che senza alcuna possibilità di equivoco riportavano la scritta "nuoce gravemente alla salute", dovrebbe pagarsi da solo le cure per i tumori ai polmoni o per le malattie cardiovascolari. E i malati di AIDS o di Epatiti A B e C conseguenza delle loro scelte in merito al comportamento sessuale dovrebbero anch'essi pagarsi le cure. E magari anche i diabetici che non hanno voluto mettersi a dieta. E non si finirebbe più, fino ad arrivare alla totale eliminazione della Medicina intesa come la professione del prendersi cura di ogni persona. Un vero delirio. Eppure queste espressioni di odio, di rabbia, di intolleranza, di cattiveria gratuita, stanno prendendo sempre più piede, sostenute da politici, da sedicenti medici virologi, dalle istituzioni.Il non vaccinato deve diventare un capro espiatorio, deve suscitare quella stessa rabbia cieca dei presunti untori di manzoniana memoria, deve nascondere tutti i limiti e i mancati successi delle campagne vaccinali che - ribadiamo - da sole non potranno mai sconfiggere il Covid. Ne usciremo solo con le cure, e la giusta protesta contro i lasciapassare di regime lo deve instancabilmente ricordare al regime e all'opinione pubblica.Se la pandemia non è ancora finita, è solo perché siamo ancora alla Tachipirina e vigile attesa dopo più di un anno. Con le cure si può salvare, i vaccinati come i non vaccinati. Questa evidenza potrà impedire che divampi una guerra civile tra vaccinati e non vaccinati, con questi ultimi in minoranza a subire le aggressioni dei primi, con l'avallo e il sostegno della macchina di Governo. E magari con la benedizione di una certa parte di Chiesa che nei confronti dei non vaccinati non sembra far valere lo slogan "fratelli tutti". In questa fase storica, chiunque non impedisca la discriminazione e la persecuzione si assume una gravissima responsabilità.Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo seguente dal titolo "Draghi mente e terrorizza. E tutti a vaccinarsi" rivela il boom di prenotazioni dopo che nella conferenza stampa di giovedì sera il presidente del Consiglio aveva criminalizzato i non vaccinati ricattandoli anche con il Green pass. Menzogne gravi quelle di Draghi, pericolose anche per la salute pubblica.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 24 luglio 2021:Sarà sicuramente soddisfatto il presidente del Consiglio Mario Draghi: dopo la conferenza stampa di giovedì, in cui ha sparso terrore a piene mani, ieri si è registrato il boom di prenotazioni per la vaccinazione. «Oggi abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un +15% a +200% a seconda delle regioni» ha detto trionfante il generale Figliuolo. Era esattamente l'obiettivo del presidente del Consiglio, il quale non avendo il coraggio di imporre l'obbligo vaccinale per legge (sapendo che non può farlo), cerca di raggiungerlo spaventando e alimentando la campagna d'odio contro chi non si vaccina.Così è stato anche nella conferenza stampa di giovedì sera, nella quale ha fatto affermazioni gravissime sia perché ha criminalizzato i non vaccinati sia perché ha detto delle menzogne che costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica. Due passaggi in particolare meritano attenzione: il primo è quando ha spiegato che il Green pass «è uno strumento per consentire agli italiani di continuare le proprie attività con la garanzia di non trovarsi fra persone contagiose». Clamoroso abbaglio: la doppia vaccinazione non offre affatto la garanzia di non essere contagiosi. Anzi, c'è il rischio di trasmettere una percezione di sicurezza che è falsa e quindi foriera di altri disastri. Non dice nulla che i paesi che hanno il maggior numero di vaccinati - Israele e Inghilterra - sono quelli che stanno avendo anche il boom di contagi? Cosa dirà Draghi a quanti, fidandosi delle sue parole, abbandoneranno la prudenza e si contageranno, con tutte le conseguenze del caso? E anche se in generale è vero che in caso di contagio il vaccino dovrebbe garantire sintomi più lievi, ciò non è vero in tutti i casi e nelle terapie intensive ci sono anche persone che hanno avuto una doppia vaccinazione.Ma le parole più pesanti (e sbagliate) Draghi le ha pronunciate per separare i buoni dai cattivi: «L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore». Non è assolutamente vero che se ti ammali senza essere vaccinato muori: al 20 dicembre 2020, cioè prima che iniziasse l'inoculazione del vaccino, i dati ufficiali dicevano che in totale in Italia avevano contratto il Covid 1.953.185 persone: di questi erano morti 68.799 persone, mentre 1.261.626 risultavano dimesse guarite. Vale a dire che i deceduti rappresentavano il 3,5% del totale delle persone contagiate e il 5,2% di quanti si sono ammalati.Affermare perciò un automatismo tra rifiuto del vaccino, malattia e morte è una clamorosa menzogna, così come imputare ai non vaccinati la morte di altre persone (vaccinate?). Serve solo ad aizzare l'odio di una parte di cittadini contro gli altri per giustificare il proprio potere. Del resto, dopo aver costantemente raccontato che il vaccino corrisponde alla libertà, che basta vaccinarsi tutti per tornare alla normalità, come spiegherà Draghi tra pochi mesi che bisogna ricominciare tutto da capo? Sì, perché come abbiamo già scritto, il Green pass vale per 270 giorni dopo la seconda dose, e quindi a Natale saranno tre milioni i vaccinati che avranno scaduto il lasciapassare e si ritroveranno impossibilitati a muoversi liberamente, come dei non vaccinati qualsiasi. Come spiegherà Draghi che ci vuole la terza dose, e poi la quarta e così via? Riuscirà a far ricadere ancora la colpa sui non vaccinati? Chissà, forse il giochetto riuscirà ancora se è vero che ieri così in tanti si sono precipitati a prenotare il vaccino dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio.Ma quelle di Draghi sono affermazioni che vanno ad arricchire un bestiario vaccinista in questi giorni particolarmente ricco, e che lascia sconcertati per i deliri che vengono propinati.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6656GREEN PASS, ANTICAMERA DELLA DITTATURA di Tommaso ScandroglioCome è noto il Green pass nazionale verrà rilasciato se la persona è in possesso di un tampone che attesti la sua negatività e che sia stato eseguito nelle ultime 48 ore, se è comprovata la guarigione dal Covid negli ultimi 6 mesi oppure in caso di vaccinazione con doppia dose. Senza il Green pass si è esclusi dall'esercizio di una serie di libertà. Se non de iure sicuramente de facto lo Stato sta imponendo un obbligo vaccinale. È ciò che, senza il bisogno di essere stati dei geni della politica, avevamo previsto che sarebbe accaduto in un articolo del dicembre scorso.Ora domandiamoci: lo Stato può imporre la vaccinazione? Ne avevamo già trattato proprio in quell'articolo appena citato. Rimandiamo ad esso per gli aspetti più analitici del problema. Qui richiamiamo i criteri di fondo anticipando che le conclusioni espresse mesi addietro oggi sono ancor più valide.Un ordinamento giuridico può e deve imporre una condotta quando questa concorre al bene comune, quando è necessaria e non interpella scelte personalissime (v. matrimonio). In merito al primo criterio, sicuramente la tutela della vita e della salute interessano il bene comune. Però deve esserci autentica tutela della vita e della salute. Vaccini non sicuri, come quelli attuali, non possono venire qualificati come strumenti adatti a tutelare la vita e la salute dei cittadini. Quindi un criterio da rispettare affinché una condotta possa venire imposta è che questa condotta sia efficace nel tutelare e semmai accrescere il bene comune. Efficacia significa che gli effetti positivi sicuramente o molto probabilmente supereranno quelli negativi. Questo criterio pare proprio non venire rispettato dagli attuali vaccini i quali sono infatti ancora in fase di sperimentazione e sui quali diversi studi hanno evidenziato non poche criticità, non solo in merito a possibili effetti collaterali gravi, ma anche relativamente alla loro capacità di rendere immuni e di bloccare il contagio.LE TERAPIE DOMICILIARI CI SONOPassiamo al criterio di necessità. In primis è da rilevare che uno strumento inefficace non può essere uno strumento necessario: se non serve ed è pure dannoso come fa ad essere indispensabile? Ma ammesso e non concesso che i vaccini funzionino, il criterio della necessità non verrebbe ugualmente soddisfatto dall'impiego di tali vaccini. Infatti gli stessi non sono l'unica soluzione per far fronte all'epidemia, ma esistono le terapie domiciliari. Inoltre la pericolosità del Coronavirus è predicabile solo per alcuni soggetti. Viene quindi da concludere che non risulta necessario vaccinare indiscriminatamente. Dunque, mancando il criterio della tutela al bene comune e della necessità, l'obbligo vaccinale non ha ragione di esistere.Detto in altri termini, la scelta del governo di obbligare a vaccinarci, seppur indirettamente tramite l'escamotage del Green Pass, è irrazionale. Quando un comando è irragionevole vuol dire che è contrario ai principi di legge naturale e dunque ingiusto. Avremmo quindi un obbligo legale, ma iniquo. Non ius quia iustum, ossia una norma che trae la sua validità dalla sua giustizia, ma ius quia iussum, ossia una norma che trae la sua validità unicamente dal potere di chi l'ha varata, dal fatto che è stata comandata, imposta.Un tale obbligo può allora trovare fondamento ad esempio nella teoria di Thomas Hobbes (1588-1679), il quale sosteneva che è l'autorità e non la verità a fare le leggi, scadendo quindi nell'autoritarismo (autorità senza verità) e nell'arbitrarismo di chi governa. Ma oltre ad Hobbes non si può non citare Hans Kelsen (1881-1973) per il quale il comando giuridico trova la sua validità nella forma della norma, ossia nel rispetto di regole procedurali e quindi alla fine convenzionali, non nel suo contenuto, in ciò che dice la norma. Su altro fronte, ossia dal lato del cittadino, l'obbedienza al comando non deriva dalla bontà del comando, ossia dalla giustizia dello stesso, bensì dalla paura, dal timore della sanzione che accompagna il comando. Per Kelsen il diritto alla fine si sintetizza in questo giudizio ipotetico: se non vuoi X, fai Y. Se non vuoi pagare 400 euro di multa perché sei andato a Messa o al ristorante senza Green Pass, devi vaccinarti.DALLO STATO DI DIRITTO ALLO STATO DI POLIZIAIn questa prospettiva l'effettività del comando, ossia il reale adeguamento dei consociati alle indicazioni presenti nel comando, riposa sulla forza intimidatoria dello Stato, non sulla giustizia del comando. L'obbligo si impone sulla coscienza collettiva non per forza intrinseca all'obbligo - mi vaccino perché è giusto farlo - ma per forza estrinseca - mi vaccino altrimenti hanno deciso di togliermi alcune libertà. Si tratta del potere ricattatorio dello Stato nei confronti di chi ha meno potere di lui e quindi è obbligato a cedere su molto per non perdere tutto.Parlavamo della paura della sanzione come molla per ottenere dai cittadini l'adeguamento delle proprie condotte ai dettami del governo. Oggi in Italia forse siamo arrivati ad uno step successivo. Ciò che ha mosso e muoverà molti, ma non certo tutti, a vaccinarsi non è tanto la paura di perdere alcune libertà o di pagare ammende salate - la vaccinazione di massa è fiorita con energia in assenza di questi deterrenti - bensì la paura di morire. Media e governo sono riusciti a terrorizzare il popolino alla perfezione. Prova provata è la percentuale di persone che in piena estate e all'aperto se ne va in giro con la mascherina seppur da settimane sia caduto il relativo obbligo di indossarla. Il ragionier Rossi è diventato più rigorista del ministro Speranza. Draghi & Co. allora si trovano a orientare delle coscienze già irretite dal panico, già ammorbidite dal timore stordente e paralizzante della morte. Un gregge che mai raggiungerà l'immunità dal virus, ma che ha già raggiunto l'immunità dal senso del reale e della misura.Tenendo quindi conto di questa situazione sociale, il Green pass non può che essere destinato ai riottosi, a quelli che con disprezzo vengono etichettati come "no vax", agli irriducibili del pensiero raziocinante. Per stanare gli esponenti di questa resistenza alla politica vaccinale e farli desistere da una lotta votata all'astensionismo vaccinale, occorre bruciargli la casa dove vivono, ossia togliere loro più libertà possibili. Conclusione scontata: siamo transitati dallo Stato di diritto allo Stato di polizia.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6640CADE L'OBBLIGO DELLA MASCHERINA, MA SI TROVA ANCORA CHI CE L'HALa propaganda della paura ha generato un conformismo irrazionale che durerà per annidi Paolo Gulisano28 giugno 2021: un giorno importante. Un giorno che dovrebbe essere quasi di festa: finalmente il Governo ha tolto l'obbligo della mascherina all'aperto, un provvedimento adottato già da diversi giorni da tutti i Paesi europei. Molti italiani, tuttavia, hanno deciso di non usufruire di questa libertà: si stima che circa il 50% della popolazione per ora non intenda separarsi dalla barriera di carta posta su naso e bocca.Qualcuno ha parlato di un meccanismo psicologico post-traumatico. Una specie di riflesso condizionato, come quello dei famosi cani di Pavlov. Una "interiorizzazione del comportamento", una sorta di abitudine indotta difficile da perdere. Per molti, soprattutto anziani, si tratta del permanere di uno stato di paura che forse non se ne andrà mai. A forza di bombardamenti mediatici, fatti di immagini di bare e terapie intensive, e dopo le parole d'ordine reiterate ossessivamente per 15 mesi, in primis la terrificante "non esistono cure", le persone sono convinte di vivere sotto una minaccia continua, in una sorte di nube virale che non si alza.È vero: i dati dei contagiati, dei ricoverati, dei morti sono confortanti: sono analoghi a quelli dello scorso anno (anche se quest'anno ci sono in più milioni di vaccinati che però non hanno cambiato significativamente le varie curve) ma tutto ciò non ha tranquillizzato affatto la gente. D'altra parte, i virologi televisivi continuano a ripetere che altre ondate torneranno presto, e fin da subito l'ombra delle varianti offusca ogni speranza di un ritorno alla normalità.LA PROPAGANDA DELLA PAURANe avevamo parlato tempo fa: ancora per molto tempo, per anni, continuerà la propaganda della paura. Con conseguenze psicologiche e perfino antropologiche a cui abbiamo cominciato ad assistere da oggi, con una libertà, quella dalla mascherina, rifiutata, non utilizzata.Forse è subentrata in molti anche la rassegnazione: le misure di allontanamento sociale, restano, e presto - è quello di cui molti sono convinti - torneranno le restrizioni alla vita pubblica. Potrebbero dover rimanere in atto a intermittenza per altro tempo. Nuovi focolai delle più disparate varianti, normali o plus, potrebbero ripresentarsi.E i vaccini? Non erano loro la soluzione al problema? Si cominciano a diffondere dei dubbi sulla loro reale efficacia. Si comincia a sentire parlare di terza dose, di dosi annuali, continue. Naturalmente, si esclude la possibilità delle cure farmacologiche, e questo ha come conseguenza uno stato di tensione e di paura permanente, uno sconvolgimento della vita di milioni di persone, costrette a vivere con sempre minori libertà.E così avanti ancora con la mascherina: per strada, all'aperto, in auto. Oltre le regole precedentemente imposte da Cts e Governo, pena sanzioni.Rimarrà al suo posto sul volto di chi ancora lascerà intravedere gli occhi degli spaventati, di chi guarda con terrore a chi gli passa accanto per strada. Diranno che è prudenza, che è meglio seguire in eccesso le regole e mai in difetto. In realtà non c'è nulla di virtuoso in tali comportamenti, in questa sorta di fondamentalismo biologico, che, come tutti fondamentalismi è irragionevole. Non serve continuare a tenere la mascherina all'aperto con i dati epidemiologici esistenti, con le temperature attuali che rendono praticamente impossibile il permanere nell'aria dei droplets di muco o saliva attraverso i quali si trasmette il virus.LA MASCHERINA FA MALE ALLA SALUTECiò che da tempo sostengono vari ricercatori - che cioè la mascherina trattiene altri virus e batteri - diventa ulteriormente vero con il caldo, con il sudore, con l'aumento della ventilazione dovuta alla fatica di camminare e muoversi in un ambiente caldo-umido. La possibilità di auto-infettarsi con altri microrganismi che non siano il Covid diventa sempre più concreta.Infine, una delle immagini più preoccupanti della giornata di oggi, molto più di quella degli anziani impauriti ancora mascherati, è quella dei numerosi bambini e giovani che hanno mantenuto la mascherina. Evidentemente la propaganda ricevuta a scuola, o da molti adulti, ha funzionato perfettamente, e ha trasformato i ragazzi in soldatini obbedienti. Poco importa che la regola sia stata revocata. E così una generazione che ha ricevuto fin dall'infanzia messaggi invitanti a trasgredire, a rifiutare la fede dei padri, le tradizioni, oggi viene trasformata in un esercito di automi più realisti del re, più osservanti di quanto un comitato tecnico possa chiedere.Ora sappiamo cosa c'è dietro le mascherine: paura e conformismo.
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