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Paragonare diverse edizioni di UTMB è un po’ come paragonare le mele con le arance. Cambiano le condizioni, cambia il percorso (magari leggermente, ma ricordiamo che una differenza di un singolo chilometro a ritmo UTMB si riflette in media tra i sei e i sette minuti sul tempo finale, possiamo stimare all’incirca lo stesso ordine di grandezza per 100m di dislivello di differenza), cambia la densità competitiva, cambiano le conoscenze e le tecniche di allenamento: sono tutti fattori che incidono sulle performance. Credo che ogni performance vada valutata nel contesto in cui viene prodotta. Francois d’Haene che vinceva UTMB nel 2021 in 20:45 o Xavier Thevenard che lo vinceva in 21h una decina di anni fa, non erano atleti meno forti o meno degni di Tom Evans o Ben Dhiman che hanno corso in 19:18 e 18:16 - su percorsi sempre leggermente diversi, di cui abbiamo perso traccia delle caratteristiche, per cui è difficile compararli.Semplicemente erano un prodotto della loro epoca e facevano il meglio con i mezzi e le conoscenze che avevano a disposizione. Erano sicuramente meno veloci rispetto agli atleti di oggi, ma l’unica differenza è questa, la velocità, che è conseguenza del fatto che lo sport è progredito fino a questo livello, non il loro valore sportivo. Se vi è piaciuto questo episodio, condividetelo con i vostri amici e sui social media 😊Se apprezzate Any Surface Available, mettete tante stelline su Spotify and Apple Podcast ⭐️___________________________________Francesco's links: Instagram | Strava | YouTube | WebsiteHenri's links: Instagram | Strava | YouTube
Luglio è passato fin troppo velocemente e pensando alle giornate che si accorciano giorno dopo giorno mi viene un po’ di magone. Il tempo ha già cambiato direzione.La vegetazione porta i segni di un'estate troppo lunga e calda, i prati hanno perso il verde di maggio e aspettano un temporale che non arriva.Per molti è il cuore della stagione e le energie sono ancora quelle buone, per molti altri sembra che la fatica di mesi di preparazione si sia ormai tutta depositata nelle gambe.In questo eterno ritorno, in questo tempo dilatato e contemporaneamente effimero, nel pulviscolo che si solleva dai sentieri, nell’odore dei larici arroventati dal sole, nei tavolini affollati lungo l’Arve, nelle ore di attesa al tunnel, nei gelati che si sciolgono in mano ai bambini, nel completare un’altra rivoluzione attorno al Sole, mi sembra che a ogni estate raggiungiamo una sorta di punto di saturazione, da cui poi si torna indietroIl Monte Bianco è sempre lì, indifferente ai calendari, alle gare, alle aspettative, ai nostri programmi, ogni anno un po’ più spoglio, più grigio e forse anche più cupo, con il peso lento degli anni e dei ghiacciai che si ritirano. Ci osserva, mentre torniamo ogni anno con gli stessi sogni e le stesse domande, che poi non sono mai esattamente gli stessi. Sogni minuscoli rispetto alla montagna, allo scorrere del tempo e all'immensità del mondo, ma che ci sembrano abbastanza grandi da portarci ancora una volta fin qui.Se vi è piaciuto questo episodio, condividetelo con i vostri amici e sui social media 😊Se apprezzate Any Surface Available, mettete tante stelline su Spotify and Apple Podcast ⭐️___________________________________Francesco's links: Instagram | Strava | YouTube | WebsiteHenri's links: Instagram | Strava | YouTube
Siamo alla vigilia dei campionati europei di trail e corsa in montagna in programma a Kamnik, in Slovenia, dal 5 al 7 giugno prossimi, ai quali parteciperà il nostro Henri nella prova vertical.Io sono nel pieno della preparazione per Western States, tra molti alti e bassi, stanchezza, alcune long run memorabili, l’adattamento al caldo, i preparativi per la partenza, la sensazione e la preoccupazione, a volte, di sottrarre tempo a Rita e a tutte le cose importanti che esistono oltre alla corsa.Mettiamo un po’ le mani avanti e diciamo subito che eravamo stanchi, che alcune cose avremmo potuto spiegarle meglio e che probabilmente abbiamo commesso diversi errori, a partire dalla conclusione di questa intro.Se vi è piaciuto questo episodio, condividetelo con i vostri amici e sui social media 😊Se apprezzate Any Surface Available, mettete tante stelline su Spotify and Apple Podcast ⭐️___________________________________Francesco's links: Instagram | Strava | YouTube | WebsiteHenri's links: Instagram | Strava | YouTube
Inauguriamo un nuovo format in cui cercheremo di portare all’interno del podcast delle conversazioni sull’allenamento e degli approfondimenti un po’ più tecnici rispetto a quanto siete stati abituati ad ascoltare finora. L’idea è arrivata da Henri Aymonod, già ospite di questo podcast nell’episodio 27 del settembre 2024, che ha voluto inaugurare questo spin-off di cui sarà co-conduttore, e che mi aiuterà nella registrazione e produzione degli episodi.In questa registrazione molto poco preparata abbiamo condiviso aggiornamenti, impressioni, difficoltà e momenti belli di questa prima parte di stagione 2026, con uno sguardo su quello che accadrà nei mesi a venire.Se vi è piaciuto questo episodio, condividetelo con i vostri amici e sui social media 😊Se apprezzate Any Surface Available, mettete tante stelline su Spotify and Apple Podcast ⭐️___________________________________Francesco's links: Instagram | Strava | YouTube | Website
Cercare di mettere ordine nella jungla dell’informazione che si trova sopratutto online, in un panorama complesso e in costante evoluzione come quello del running nel 2026, tra attivazioni, influencer, brand e autoproclamati media, non è semplice, ed è comprensibile come in tutto ciò la sfera dell’alto livello si senta in qualche modo messa in secondo piano. Riconoscere le competenze degli allenatori, il valore della scienza e dell’allenamento, fare pulizia di messaggi che tendono più a vendere un prodotto che a fare informazione, è quantomai utile e necessario per un approccio più vero e più sano allo sport.Partiamo da una premessa: che esiste un valore intrinseco nella performance e che in quanto atleti, la performance è il nostro obiettivo primario, insieme alla nostra salute fisica e mentale.Co-host: Henri AymonodOspiti: Kilian Jornet, Xavier Chevrier, Tito Tiberti, Paolo Germanetto




