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Author: ARTRIBUNE

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Giovani giornalisti, critici d’arte, curatori, esperti di comunicazione, filosofi, intellettuali. Artribune è la più ampia e diffusa redazione culturale del paese.
298 Episodes
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Da sempre impegnato ad attraversare arte, architettura e design, trasferendo idee e linguaggi da una disciplina all’altra per rinnovarne i significati. Nel nuovo episodio di Monologhi al Telefono, Ugo la Pietra (Bussi sul Tirino, 16 novembre 1938), ripercorre una ricerca che mette in discussione i confini disciplinari e affronta alcune delle contraddizioni della società contemporanea. Al centro della conversazione c’è la riflessione sull’abitare, tema che attraversa molte delle opere e delle ricerche più recenti di La Pietra. Nella sua recente mostra alla Fondazione La Rocca di Pescara, l’artista affronta il tema della finestra come soglia tra spazio privato e spazio pubblico. Attraverso questo elemento, l’artista indaga il rapporto tra individuo e città, mettendo in luce l’incapacità degli spazi urbani contemporanei di rispondere pienamente ai bisogni di socialità, incontro e condivisione. Abitare, infatti, non significa semplicemente occupare un luogo, ma appropriarsene attraverso le esperienze, le relazioni e le attività che vi prendono forma. Da questa prospettiva, la città contemporanea appare ancora largamente impreparata ad accogliere una simile esigenza. Oggi gli spazi urbani sono chiamati a rispondere a bisogni più complessi: incontrarsi, sostare, giocare, trascorrere il tempo senza che ogni attività debba necessariamente essere legata a un consumo.-Monologhi al Telefono è una rubrica di Donatella Giordano che raccoglie interviste agli artisti. L’intervista viene registrata integralmente ma la pubblicazione avviene dopo un attento processo di editing che trasforma la conversazione in un monologo. Con questo riadattamento l’utente diventa l’interlocutore e avrà l’impressione di trovarsi al telefono con l’artista. Il sistema applicato vuole superare il concetto dell’intervista classica a favore di un approccio che contamina due formati: il podcast e la telefonata. Instagram: @monologhialtelefono.artribune
Che cosa succede quando una collezione di oltre 10mila opere, distribuita in sedi e territori diversi, entra nello spazio digitale?È la domanda che chiude il nostro viaggio con il terzo e ultimo podcast realizzato da ARTRIBUNE per BPER Banca, dedicato al futuro de La Galleria BPER.Con Sabrina Bianchi, Responsabile del Patrimonio Culturale di BPER Banca, parliamo di digitalizzazione delle collezioni e degli archivi, social network, QR code e realtà aumentata, fino alle possibilità aperte dall’intelligenza artificiale.Tecnologie che non sostituiscono l’esperienza fisica dell’opera, ma possono estenderla: rendere accessibile un patrimonio disperso geograficamente, costruire nuove narrazioni, raggiungere pubblici lontani e riportare alla luce documenti e materiali conservati negli archivi.È già quello che sta accadendo a Modena, dove la digitalizzazione dell’archivio storico di BPER, sviluppata insieme all’Università di Modena e Reggio Emilia, sta rendendo progressivamente consultabile online una parte importante di questa memoria.Può dunque una corporate collection diventare un museo senza confini?Terzo episodio disponibile su Spotify.Un podcast di ARTRIBUNE per BPER Banca a cura di Alberto Villa
Una collezione non è soltanto qualcosa da conservare. Può produrre mostre, costruire relazioni con i territori, sostenere nuovi artisti, aprirsi alle scuole e trasformarsi in un vero dispositivo culturale.È da qui che parte il secondo dei tre podcast realizzati da ARTRIBUNE per BPER Banca, dedicato al presente de La Galleria BPER e alle strategie attraverso cui un patrimonio di oltre 10mila opere viene oggi attivato e condiviso.Con Sabrina Bianchi, Responsabile del Patrimonio Culturale di BPER Banca, parliamo di arte contemporanea, acquisizioni, progetti dedicati al talento femminile e del BPER Prize, ma anche dei nuovi poli culturali che stanno ampliando la geografia della Galleria.Dopo L’Aquila, sarà infatti Ferrara ad accogliere un nuovo spazio a Palazzo Barbantini-Koch, mentre Modena continua a sperimentare il dialogo tra patrimonio storico e ricerca contemporanea.Come può una corporate collection diventare un soggetto attivo nella produzione culturale? Secondo episodio disponibile su Spotify.Un podcast di ARTRIBUNE per BPER Banca a cura di Alberto Villa
Può una collezione nata negli uffici di una banca trasformarsi in un progetto culturale diffuso sul territorio?È la domanda da cui parte il primo di tre podcast realizzati da ARTRIBUNE per BPER Banca, dedicati alla storia, al presente e al futuro de La Galleria BPER.Un patrimonio costruito a partire dalla fine degli Anni Cinquanta e cresciuto insieme alla banca fino a raccogliere oggi oltre 10mila opere, distribuite in nuclei diversi e legate ai territori nei quali BPER si è sviluppata.In questa prima puntata, con Sabrina Bianchi, Responsabile del Patrimonio Culturale di BPER Banca, ripercorriamo la trasformazione di quella raccolta in un vero progetto culturale: dalle prime acquisizioni alla nascita de La Galleria BPER, fino alla costruzione di una rete di sedi e nuovi poli culturali. Primo episodio disponibile su Spotify.Un podcast di ARTRIBUNE per BPER Banca a cura di Alberto Villa
Durante l’intervista, Vincenzo Schillaci riflette sulla pittura come processo in continuatrasformazione, intesa non come esito ma come campo di forze instabile. Il suolavoro si muove tra filosofia dell’immagine, stratificazione della materia esperimentazione tecnica, restituendo un’idea di opera come organismo in costantemutamento.La sua pratica si è consolidata negli ultimi anni attraverso mostre personali ecollaborazioni con istituzioni e gallerie, tra cui la Fondazione La Rocca, dove hapresentato, alla mostra “Movimento (perpetuo), cicli di lavori incentrati sul concetto ditrasformazione continua esponendo accanto alle grandi superfici pittoriche, lavori sucarta e opere in bronzo.-Monologhi al Telefono è una rubrica di Donatella Giordano che raccoglie intervisteagli artisti. L’intervista viene registrata integralmente ma la pubblicazione avvienedopo un attento processo di editing che trasforma la conversazione in un monologo.Con questo riadattamento l’utente diventa l’interlocutore e avrà l’impressione ditrovarsi al telefono con l’artista. Il sistema applicato vuole superare il concettodell’intervista classica a favore di un approccio che contamina due formati: il podcaste la telefonata.Instagram: @monologhialtelefono.artribune
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