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BASTA BUGIE - Politica

Author: BastaBugie

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Per chi non crede che la politica sia l'arte del compromesso, ma uno strumento utile per raggiungere il bene comune secondo quello che prevede la Legge Naturale scritta nel cuore di ogni uomo
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6801L'UNIONE EUROPEA CENSURA IL NATALE E IL SESSO BIOLOGICO di Giuliano GuzzoSi chiama #UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication ed è un documento di una trentina di pagine contenente i criteri da adottare per i dipendenti della Commissione europea in tutto ciò che è comunicazione interna ed esterna. Apparentemente, si tratta dunque di un testo innocuo, senza risvolti ideologici e che non presenta particolari criticità né, tanto meno, insidie. Invece purtroppo non è così.Sì, perché a pagina 19 di questa guida per la comunicazione europea si trovano espliciti e reiterati inviti ad ignorare tutto ciò che sia cristiano, a partire dal Natale. Sembra uno scherzo, specie considerando che l'Avvento è appena iniziato, eppure il documento parla chiaro e chiede d'«evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani» dato che «non tutti celebrano le feste cristiane» e che «le persone hanno diverse tradizioni religiose e calendari».GENDER FLUIDNon solo il Natale, però. A pagina 6 del documento, infatti, troviamo anche l'esplicita indicazione a «non utilizzare Miss o Mrs - quindi Signora o Signore ndr - a meno che non sia l'esplicita preferenza del destinatario», meglio usare il nuovo costrutto, universale, «Ms», qualunque sia la sua traduzione. Stessa "soluzione" per quanto riguarda la parola "ladies and gentlemen" da usare davanti ad un pubblico. «Meglio usare l'espressione "Cari Colleghi"», eliminando, di fatto, ogni riferimento al sesso biologico.Ma andiamo avanti perché il meglio - o il peggio, dipende dai punti di vista - deve ancora arrivare. #UnionOfEquality prosegue infatti incoraggiando in «esempi e storie» a non utilizzare «un nome cristiano», oltre a quelli «che sono tipicamente di una religione». Insomma, ai dipendenti Ue viene chiesto, anziché di parlare di Giuseppe, Maria o Francesco, di ripiegare su nomi più neutri, come Fabio o Lucrezia.Nel caso il concetto non fosse sufficientemente chiaro, sempre a pagina 19 è riportato addirittura un esempio esplicito, laddove si spiega che, invece di «Maria e Giovanni sono una coppia internazionale», si consiglia di dire «Malika e Giulio sono una coppia internazionale». Naturalmente, quale di preciso sia o possa essere la pericolosità di «un nome cristiano» resta a tutti gli effetti un mistero.In omaggio a quell'inclusione che è il mantra del politicamente corretto nel documento si invita poi a non utilizzare la frase «il periodo natalizio può essere stressante», cui sarebbe preferibile «il periodo delle vacanze può essere stressante». Insomma, sia pure in forma velata #UnionOfEquality si presenta come un documento volto a censurare il Natale. Per quale ragione? Quella ufficiale, naturalmente, è l'inclusione, ma non è un segreto per nessuno quella cristianofobia che, a livello europeo, si fa sempre più tangibile. E aggressiva.CRISTIANOFOBIANel solo anno 2019 e nella sola Francia, per fare un esempio, si sono consumati 1.052 attacchi ai luoghi di culto cristiani, secondo le statistiche ufficiali Ministero dell'Interno. Chi ritenesse simili conteggi eccessivi, è bene sappia che altre fonti offrono stime ancora più allarmanti, sostenendo che sono stati almeno 3000 gli edifici cristiani vandalizzati nel 2019 in Europa, tra chiesa, scuole, cimiteri e monumenti. Una escalation che ha toccato soprattutto la citata Francia, è vero, ma che ha interessato anche Germania, Belgio, Irlanda.Proprio in Irlanda, che pure è una nazione di note radici cattoliche, è stato da poco diffuso un report - Inclusive Religious Education: The Voices of Religious Education Teachers in Post Primary Schools in Ireland - con cui è emerso come siano di fede cattolica, gli studenti maggiormente bullizzati. Naturalmente, neppure l'Italia è sua svolta estranea a fenomeni di cristianofobia e intolleranza verso tutto ciò che sia cristiano. Perché mai, allora, l'Unione europea anziché stigmatizzare questi fatti adotta linee guida che aggravano la situazione, chiedendo neppure di nominare il Natale, le feste ed i nomi cristiani?Il sospetto, ma purtroppo è anche più di un sospetto, è che la cristianofobia abbia messo radici anche ai vertici europei. E questa, non solo per il Natale - ma anche in prospettiva futura -, è davvero una pessima notizia.
VIDEO: Meloni: Avvertite Monti che ci troviamo, per nostra fortuna, in Stato democratico e non in un regime ➜ https://www.youtube.com/watch?v=J0zjoH_3C5gTESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6805MARIO MONTI VUOLE RIPRISTINARE IL MINISTERO DELLA PROPAGANDA di Ruben RazzanteCon un'informazione più corretta e responsabile l'andamento del Covid sarebbe stato lo stesso? A questa domanda ognuno è autorizzato a dare la sua risposta, anche perché la storia non si fa con i se. Certo è che la comunicazione istituzionale sul virus è stata inadeguata e il terrorismo mediatico fomentato per lunghi tratti della pandemia dai principali mezzi d'informazione, con la complicità dei virologi, ha prodotto danni enormi alla collettività. Ora cominciano ad ammetterlo anche quelli che alimentavano questa spirale e che si rendono conto di aver esagerato. E dalla Procura di Bergamo emergono sempre più nitidamente le responsabilità del precedente governo e si rincorrono voci di un possibile rinvio a giudizio del Ministro della Salute, Roberto Speranza, accusato di aver detto bugie sulle azioni di contrasto al virus.L'ultimo allarme relativo alla variante Omicron conferma che non è cambiato nulla e che la gente si sta assuefando all'emergenza permanente e alla paura stabile, aderendo a una visione distorta di normalità, quella delle continue rinunce a libertà e diritti. Viene considerato eretico chi, pur rispettando le regole, prova a confutarne la validità e a proporre soluzioni alternative, visto che la situazione attuale presenta ancora ampi margini di incertezza, nonostante l'accelerazione sulle terze dosi di vaccino.UN'INFORMAZIONE NON DEMOCRATICANe abbiamo avuto prove tangibili anche durante i talk show degli ultimi giorni. Una parte consistente del mondo del giornalismo sembra ormai imbalsamata e inchinata a un pensiero dominante del tutto acritico e piegato alla narrazione dominante, che però non si fonda su evidenze scientifiche. E c'è addirittura chi sostiene che bisognerebbe zittire eventuali opinioni alternative perché con "meno democrazia" nell'informazione sul Covid vivremmo tutti meglio. Non è un pericoloso sovversivo a sostenere questa tesi, bensì un senatore a vita. Mario Monti, ospite qualche sera fa a "In Onda", su La 7, ha sparato a zero sulla confusione nei mezzi di informazione e ha invocato un'informazione calata dall'alto e gestita dal Governo, con messaggi univoci e quindi nessuna opinione contraria. In linea del tutto astratta, che il potere esecutivo, su temi di interesse generale, diffonda messaggi di pubblica utilità fondati su riscontri certi e inequivocabili, sarebbe anche giusto. Peccato, però, che in materia di Covid non esistano certezze e si navighi a vista, con un susseguirsi vorticoso e incoerente di messaggi contraddittori, promesse vaghe e fuochi fatui, che ha destabilizzato l'opinione pubblica, sempre più disorientata e scoraggiata. C'è un antefatto, tutt'altro che irrilevante. Monti non è solo un senatore a vita e un ex Presidente del Consiglio. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l'anno scorso, ha istituito una Commissione paneuropea dell'agenzia Onu per la salute e lo sviluppo sostenibile, con l'obiettivo di ripensare le priorità relative alle politiche pubbliche da attuare alla luce della pandemia, e ne ha affidato proprio a lui la presidenza.Anche in ragione di questo suo ruolo l'ex Rettore della Bocconi si è sentito legittimato a calcare la mano in tema di disinformazione. Peccato però che abbia usato un'espressione infelice, che è diventata virale e che avrebbe dovuto suscitare indignazione nel mondo giornalistico. E invece nulla. «Di colpo - sono le parole pronunciate da Monti in tv - abbiamo visto che il modo in cui è organizzato il mondo è disunito. Abbiamo iniziato a usare il termine guerra, ma non abbiamo usato una politica di comunicazione adatta alla guerra. Bisognerà trovare un sistema che concili la libertà di espressione ma che dosi dall'alto l'informazione. Parlando continuamente di Covid si fanno solo disastri. Comunicazione di guerra significa che ci deve essere un dosaggio dell'informazione. Bisogna trovare delle modalità meno democratiche. Abbiamo accettato limitazioni molto forti alla nostra libertà di movimento. Il governo istruito dalle autorità sanitarie dovrebbe tenere le redini di questo modello di comunicazione».IL MINISTERO DELLA PROPAGANDAParole indubbiamente forti. Se le avesse pronunciate l'ex premier Silvio Berlusconi all'epoca del cosiddetto "Editto Bulgaro", sarebbero state immediatamente bollate come liberticide dalla totalità o quasi dei mezzi d'informazione. Ma anche oggi, se a farle proprie fosse stato un esponente della destra, qualcuno avrebbe gridato allo scandalo. E' la conferma di un radicato pregiudizio del mondo dell'informazione italiana, duro a morire, come riconoscono onestamente anche tanti giornalisti che si autodefiniscono di sinistra.Non è un caso che nello studio televisivo de La7 nessuno abbia fiatato, anzi i giornalisti che intervistavano Monti, anziché trasalire, si sono quasi mostrati compiaciuti. Eppure la libertà d'opinione è sacra e auspicare che i punti di vista alternativi a quello del governo possano essere censurati in nome dell'interesse nazionale è davvero aberrante. Diffondere notizie false è reato, incitare all'odio è reato, ledere i diritti della personalità altrui è reato, ma interpretare in maniera difforme dalle posizioni ufficiali del Governo una situazione incerta, in evoluzione e sulla quale perfino gli scienziati dicono tutto e il contrario di tutto, è assolutamente lecito e democratico. Impedire la libera circolazione delle idee sul Covid e dei punti di vista sulle strategie messe in campo dai governi per limitare la pandemia è qualcosa che somiglia tanto al bavaglio. Che ci siano tanti giornalisti accondiscendenti nei confronti degli intervistati non è sintomo di una democrazia dell'informazione matura. Il giornalista incalza, scava, approfondisce, non dà mai nulla per scontato e deve innamorarsi inguaribilmente del pluralismo delle idee se non vuole diventare un passacarte e un megafono acritico di opinioni altrui.Sarebbe stato un bel gesto se qualcuno (lo stesso Monti o i conduttori) avesse spiegato ai cittadini che l'auspicio di una "minore democrazia" era solo una iperbole per auspicare un'informazione più ordinata e responsabile. C'è davvero da sperare che fosse così e che quelle parole del senatore a vita non nascondessero un recondito e inconfessabile desiderio di omologazione e di compressione del dissenso.Meno male che il Presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna gli ha risposto per le rime: «Le parole di Mario Monti non meriterebbero neanche una replica, trattandosi di affermazioni prive di alcun senso democratico e in contrasto evidente con la Costituzione italiana e con i principii europei in tema di libertà di informazione». Silenti, invece, i "soloni" del giornalismo, che vorrebbero l'abolizione dell'Ordine ma poi tacciono di fronte a incresciosi episodi come questo.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6732LO STATO INGABBIA I MEDICI DI BASE NELLA STRUTTURA STATALE di Paolo GulisanoCome è noto, al Governo italiano, quando si parla dell'epidemia da Covid, piace molto utilizzare una terminologia bellicistica. Accettando tali metafore, si potrebbe dire che quando nel febbraio del 2020 ebbe inizio l'invasione nemica, il primo fronte a crollare - come in una sorta di Caporetto - fu la Medicina del Territorio. Una resa senza resistenza. Gli ordini dello Stato Maggiore furono di abbandonare le trincee e le difese, ripegando nelle ridotte ospedaliere.Fuori di metafora, la strategia del Governo fu, come ben sappiamo, di rinunciare a interventi di cure domiciliari. Ai Medici di Medicina Generale, il termine corretto con cui indicare coloro che molto spesso sono ancora oggi chiamati "medici base", eredi dei vecchi medici della Mutua e prima ancora dei medici condotti, fu chiesto di chiudere gli ambulatori, e di non recarsi a domicilio dei pazienti. Ciò ebbe le conseguenze che conosciamo. Non vennero nemmeno forniti presìdi di protezione, e tantomeno protocolli di cura. Mentre l'esercito era in rotta, ognuno cercò di arrangiarsi come poteva, e non pochi furono coloro che tentarono in scienza e coscienza di curare queste forme di gravi polmoniti, utilizzando farmaci ben noti. In seguito, dal Governo arrivarono non senza ritardo delle linee guida, ma erano quelle tristemente note della "Tachipirina e vigile attesa". Molto probabilmente, se la linea della Medicina Territoriale avesse tenuto, se il Comando Supremo non l'avesse abbandonata, le perdite del conflitto sarebbero state molto inferiori.GRANDE RESET NELLA SANITÀPur senza che ci sia stata un'attenta analisi di questi spaventosi errori del 2020, oggi il Governo vuole mettere mano ad una riorganizzazione della Medicina del Territorio. Dei cambiamenti radicali, che fanno pensare che sia iniziato un profondo Reset anche in campo medico. Per la sanità territoriale starebbero per essere messi sul piatto 9 miliardi di euro. Una somma considerevole che lascia immaginare l'importanza per il Governo di un settore strategico per le cure e per le professionalità coinvolte, ovvero i medici di famiglia.Rivedere il ruolo del medico di medicina generale diventa pressoché indispensabile, e così si sta facendo strada un'ipotesi che cambierebbe profondamente il ruolo del medico di medicina generale, ma anche dei pediatri di libera scelta: il passaggio ad un rapporto di dipendenza. In pratica, medici di base e pediatri non sarebbero più - come ora - dei liberi professionisti convenzionati col Sistema Sanitario, Nazionale e Regionale, ma dei dipendenti pubblici, esattamente come lo sono i Medici Ospedalieri.Pur con dei correttivi per i professionisti in attività da molto tempo, il rapporto di dipendenza sembrerebbe gradito ai giovani medici neolaureati, che avrebbero un posto pubblico sicuro, e soprattutto per alcune sigle sindacali. La CGIL spinge con forza su questa soluzione. C'è inoltre un disegno più vasto di riorganizzazione della rete territoriale: non più studi medici del singolo professionista, ma la futura sanità territoriale si dovrà basare sulle cosiddette "Unità complesse di cure primarie" (Uccp): strutture che ospiterebbero più medici di base, infermieri e segreteria in grado di tenere aperti ambulatori e servizi diagnostici di base con maggiore continuità.DISTRUTTA L'AUTONOMIA PROFESSIONALE DEL MEDICOQuesto sarebbe indubbiamente un vantaggio, ma sacrificando l'autonomia professionale del professionista, o quel che ne resta, perché tra protocolli e linee guida e altri binari obbligati di tipo burocratico questa autonomia è da tempo erosa, e la pandemia lo ha rivelato in modo clamoroso. Molti temono che le Uccp, così come un altro tipo di struttura sanitaria di cui si sta ipotizzando, le cosiddette "Case di Comunità" (con un linguaggio che sembra uscito da un film sugli Anni '70) trasformino quello che un tempo non lontano era chiamato anche "medico di famiglia" da libero professionista a lavoratore subordinato di un'organizzazione statale.D'altra parte, il Segretario della CGIL ha dichiarato: «Noi chiediamo una norma stringente che porti i medici di base a lavorare nelle case della comunità. Il rapporto "fiduciario" tra paziente e medico di base spesso si rivela un rapporto "privatistico". Noi siamo favorevoli al rapporto fiduciario, ma tra il paziente e il servizio sanitario nazionale: l'equipe multiprofessionale deve rappresentare la cellula vitale del Sistema sanitario".Le Case di comunità rappresenterebbero dunque il centro territoriale strategico per la presa in carico delle persone, e secondo la visione strategica che le prevede, non potrebbero funzionare in quella che è ritenuta una "frammentazione" dei rapporti di lavoro libero professionali. All'interno di Case e Ospedali di comunità saranno collocate tutte le funzioni di cura primaria. Il tutto, naturalmente, normato e codificato dai protocolli che i sanitari che opereranno in queste strutture, di cui saranno dipendenti con tutti gli obblighi che ne conseguono, dovranno scrupolosamente applicare.Una Sanità non più a misura di paziente, ma a misura di regole statali.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6665LE OLIMPIADI DEI NUOVI PECCATI DEL PENSIERO UNICOdi Stefano MagniLe Olimpiadi di Tokyo del 2020 si aprono nel peggiore dei modi. Prima di tutto perché, come suggerisce la data stessa, iniziano con un anno di ritardo a causa del Covid. In secondo luogo perché i contagi, in Giappone, sono in crescita e 91 casi sono direttamente collegati all'organizzazione dei Giochi. Ma soprattutto, a far notizia, sono una serie di clamorose dimissioni dei vertici dell'organizzazione. L'ultima di queste è giunta ieri: Kentaro Kobayashi, direttore della cerimonia di apertura, si è dimesso ieri, chiedendo scusa in pubblico. Il motivo? Nel 1998 (23 anni fa), in uno spettacolo teatrale trasmesso in televisione, il comico giapponese aveva fatto una battuta sulla Shoah.Le sue dimissioni erano state precedute di una settimana da quelle di Keigo Oyamada, in arte "Cornelius", musicista pop di fama internazionale, che aveva composto le musiche della cerimonia inaugurale e di chiusura dei Giochi. Il motivo? Da ragazzino, quando frequentava la scuola, aveva bullizzato dei suoi compagni di classe. Ne aveva parlato in un'intervista rilasciata 26 anni fa che, ovviamente, è riemersa in queste settimane.In marzo si era dimesso anche Hiroshi Sasaki, direttore creativo. Non aveva bullizzato alcun compagno di classe, non aveva fatto battute sulla Shoah. Però aveva fatto una battutina su una attrice giapponese, sovrappeso. Con un gioco di parole l'aveva soprannominata "Olympig", unendo le parole inglesi di Olimpiadi e di maiale. Scandalo, dimissioni e scuse in pubblico.LE DONNE SONO CHIACCHIERONE: OBBLIGATO ALLE DIMISSIONIIl mese prima anche l'83enne Yoshiro Mori era stato costretto a dimettersi, dopo una rapida e violenta campagna stampa, da capo del comitato organizzativo. Aveva scherzato pesante sulle donne, affermando di non voler riservare una quota rosa del 40% nel comitato (dove erano presenti 5 donne su 26 membri), perché "parlano troppo" e quindi le riunioni sarebbero durate molto di più. «Se una di loro alza la mano per intervenire, le altre pensano di essere obbligate a rispondere, e alla fine tutte quante si ritrovano a parlare». Travolto dai commenti negativi sui social network, dopo una breve resistenza, nonostante l'età e la sua fama di dirigente sportivo, nonché ex premier del Giappone (2000-2001), Yoshiro Mori aveva dovuto rassegnare le dimissioni.Ma anche nelle squadre che partecipano, non mancano gli scandali. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda il Comitato olimpico australiano, il cui presidente John Coates, in conferenza stampa, ha suggerito vivamente alla premier del Queensland, Annastacia Palaszczuk, di partecipare alla cerimonia d'apertura. Per un motivo molto semplice: la sede delle Olimpiadi del 2032 sarà Brisbane, quindi, al di là dei timori sul Covid (motivo per cui la Palaszczuk non andrà a Tokyo), è bene che la premier vada e impari dall'esperienza di queste Olimpiadi. E dove sarebbe lo scandalo, in questo caso? Suggerire a una donna come comportarsi è "mansplaining", una colpa gravissima per il politicamente corretto. La diretta interessata non si dice per nulla offesa nei confronti di Coates, ma i social network australiani si stanno riempiendo di insulti e richieste di dimissioni.LA SCURE DEL POLITICAMENTE CORRETTOAbbiamo già capito, dunque, che in queste Olimpiadi, prima di tutto, vince chi sopravvive... alla scure del politicamente corretto. Ma parlare semplicemente di "politicamente corretto" in questo caso è un eufemismo.Per la prima volta, infatti, assistiamo in diretta a un nuovo rito: il passato di tutti i personaggi in vista viene scandagliato minuziosamente e alla più piccola imperfezione si risponde con l'obbligo delle dimissioni e una confessione in pubblico del peccato commesso. Peccato, non reato, perché non si attende neppure un eventuale processo (che si concluderebbe, quasi certamente, con un'assoluzione). Questa mentalità, che nasce nell'America puritana secolarizzata degli ambienti liberal, evidentemente si è diffusa in tutto il mondo, anche in Giappone, dove si innesta sul codice d'onore locale. E così vediamo personaggi di successo, giovani e anziani, al culmine della loro carriera, anche un ex primo ministro, che chinano il capo, si arrendono, confessano le loro colpe che risalgono anche a decenni precedenti o consistono in una sola battuta non apprezzata.È il contrario del sacramento della Riconciliazione. Dove per un cattolico la confessione è segreta e personale, qui è pubblica e trasmessa in mondovisione. Non c'è perdono: la macchia del passato resta per sempre e provoca la perdita del proprio status sociale. E cambiano i peccati che non c'entrano più nulla con i Dieci Comandamenti. Una battuta, per quanto sia di cattivo gusto, non è un peccato mortale. Ma lo diventa per il nuovo culto, soprattutto se riguarda donne e minoranze. Un atteggiamento giudicato "paternalista" (come il "mansplaining") diventa un peccato capitale, anche se è tenuto da un uomo che non aveva alcuna intenzione di offendere il prossimo. E a giudicare e condannare c'è la "massa": il grande pubblico dei social network e i telespettatori di tutto il mondo. Sono loro che, debitamente istigati da minoranze militanti e permanentemente mobilitate, condannano senza appello. Le autorità ricorrono alla censura preventiva, per evitare di perdere la faccia, e i condannati devono arrendersi ed espiare.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6605ASSEGNO UNICO: FREGATURA PER LE FAMIGLIE di Francesco FarriDopo i trionfali annunci dell'approvazione dell'assegno unico universale, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del "decreto ponte" n. 79/2021 ha consentito finalmente di confrontarsi con un testo normativo che dovrebbe dare un'idea concreta di come funzionerà il nuovo regime di misure a sostegno della natalità. È una maratona seguita da una serie di docce fredde.La maratona sono le undici pagine di allegati che il decreto impiega per snocciolare l'entità dell'assegno: undici pagine perché essa viene determinata certosinamente per scaglioni di Isee differenziati di 100 euro in 100 euro e modulata con differenze progressive di pochi centesimi da uno scaglione all'altro. Una defatigante scelta ragionieristica che non giova certo a quelle esigenze di semplificazione e certezza che sarebbero essenziali in questa materia. A fronte di lotterie degli scontrini, bonus monopattini, leggi senza clausole di copertura e via discorrendo, sembra che il "terrore" di far debito pubblico riemerga soltanto quando si tratta di sussidi alle famiglie, dove si soppesano i centesimi di euro.DUE PANNOLINI AL GIORNOCorsa la maratona, la prima doccia fredda è così il contenuto dell'assegno: 167,50 euro al mese (217,80 dal terzo figlio) per le famiglie sotto la soglia di povertà di 7.000 euro; 30 euro al mese a figlio (40 dal terzo figlio) per famiglie con Isee compreso tra 40.000 e 50.000 euro; nessun sussidio oltre 50.000 euro. Per i figli disabili, la maggiorazione è di 50 euro al mese (art. 2 del dl).Bisogna considerare che l'Isee non tiene conto esclusivamente del reddito, ma anche del patrimonio: sicché è sufficiente il possesso di una casa di proprietà per elevare rapidamente l'Isee familiare. Per avere un metro di paragone, la soglia di Isee generalmente utilizzata per individuare i nuclei familiari bisognosi di agevolazioni è quella di 36.000 euro. Ebbene, appena sopra tale soglia gli assegni per la natalità si riducono sostanzialmente a un euro al giorno per poi rapidamente azzerarsi. Significa che per buona parte del ceto medio l'incentivo alla natalità previsto dal governo consiste in poco più di un paio di pannolini al giorno. Non cambia il quadro della misura provvisoria recata dal "decreto ponte" la circostanza che, in questa fase interinale, essa sia cumulabile con alcuni bonus preesistenti che a regime saranno soppressi e i cui importi si cumuleranno quindi nell'assegno unico (art. 4 del dl).RESTA LA BUROCRAZIA DELL'INPSLa seconda doccia fredda è la modalità di fruizione dell'assegno. Secondo l'art. 3 del d.l. n. 79/2021 occorrerà percorrere un'apposita procedura telematica di domanda all'Inps: considerato che l'Isee viene di regola rilasciato da soggetti autorizzati a inserire direttamente i dati nei portali Inps, sarebbe agevole configurare un automatismo di erogazione agli aventi diritto da parte dell'istituto. Per ottenere ciò che spetta, semplificare la procedura anziché costringere sempre e a più riprese a confrontarsi con la burocrazia sarebbe in sé un grande aiuto per le famiglie.La terza doccia fredda è lo strumento giuridico utilizzato. A fronte di una legge delega, come la n. 46/2021 sull'introduzione dell'assegno unico, dovevano essere emessi decreti legislativi, non un decreto legge. La «straordinaria necessità e urgenza di introdurre, in via temporanea e nelle more dell'adozione dei decreti legislativi..., misure immediate volte a sostenere la genitorialità e favorire la natalità», cui opera riferimento nelle premesse il dl n. 79/2021, è certamente esistente e fondamentale, ma il contenuto del decreto oggettivamente non corrisponde a essa. Non vi corrisponde perché gli importi degli assegni provvisori introdotti dal decreto, come sopra detto, sono minimi.Ma ancor prima non vi corrisponde perché gli assegni provvisori, previsti dal decreto, vanno a sostituire misure già esistenti (gli assegni per il nucleo familiare di cui all'art. 2 del dl n. 69/1988: cfr. art. 4 del decreto), per cui si tratta in sostanza di una mera riorganizzazione temporanea di strumenti già esistenti: sarebbe bastato aumentarne gli importi (come, del resto, contestualmente fa l'art. 5 del decreto per chi non fruisca dell'"assegno ponte") ed estenderne interinalmente l'ambito soggettivo per conseguire con maggior semplicità i medesimi effetti. Come si sa, tuttavia, in epoca di relativismo spinto e di suoi "frutti (im)maturi" (dal gender al politically correct) molti pensano che res sunt consequentia nominum (e non, viceversa, che nomina sunt consequentia rerum, come ritenevano gli antichi): e così, nella presentazione delle cose i "nomi", la "forma" e gli "effetti annuncio" assumono un ruolo fondamentale di evocazione e "materializzazione" della sostanza, anche se essa non esiste.IL RISCHIO BEFFAIn questo quadro, se l'assegno provvisorio cui dà vita il "decreto ponte" è un antipasto dell'assegno unico familiare che il governo ha in mente di introdurre in attuazione della famosa delega, non c'è di che star sereni: l'auspicio è un deciso cambio di rotta, nella sostanza e nella procedura. Dopo il (tanto) fumo, le famiglie attendono (finalmente) un po' di arrosto.Sebbene il Pnrr sembri averlo "dimenticato", il capitale umano è il primo fattore di riuscita di un piano economico, a qualunque livello, da quello imprenditoriale a quello di un sistema paese: per cui, oltre alle preminenti ragioni etiche che spingono in tal senso, anche gli economisti dovrebbero tener conto che è sul tavolo del sostegno alla famiglia e alla natalità che si giocano le fondamenta del futuro dell'Italia e che servono investimenti pubblici importanti. Non a parole, ma nei fatti.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6525LAURA BOLDRINI: LO SCANDALO DELLA FINTA PALADINA DELLE DONNE di Luigi AmiconeDunque ricapitoliamo. Laura Boldrini, la paladina delle donne e dei migranti, che tra l'altro viene dall'Onu, è giustamente una comunista giusta, ha uno stipendio da deputato e un cumulo di stipendi da ex presidente della Camera, non paga 3 mila euro di Tfr alla collaboratrice domestica.Dopo di che, per ottenere la sua modesta liquidazione, la moldava, che non deve passarsela proprio come una dea delle Ong e ha fiducia nella sua padroncina paladina dei migranti, delle donne e delle povere donne, per ottenere il giusto - appunto, la modesta cifra di 3 mila euro, anzi «meno», si affossa la padroncina, «il calcolo era complicatissimo» - comincia una estenuante questua che finirà davanti ai patronati.LA PALADINA DELLE DONNE E DEI MIGRANTINon bastando la moldava, la paladina delle donne e dei migranti utilizza la collaboratrice parlamentare - madre con figli, che guadagna 1.300 euro al mese, che deve pagarsi spese di trasferta e che parte alle 4 di mattina da Lodi per andare ad assistere e riverire la paladina a Roma - come assistente personale. «Ero assunta come collaboratrice parlamentare» e «pagata quindi dalla politica» ma «il mio ruolo era anche pagare gli stipendi alla colf, andarle a ritirare le giacche dal sarto, prenotare il parrucchiere, comprarle trucchi o pantaloni».Insomma. Una montagna di contraddizioni viventi. Non ci credete? Avete ragione. Direi piuttosto quello che il presidente Mattarella ha detto di Dante: «Un esempio di coerenza». Ecco, Laura Boldrini è proprio un esempio di Divina Commedia. O vogliamo dirlo col titolone spezza cuore di Repubblica? Piange il telefono e «la mia assistente mi prenotava il parrucchiere perché sono una donna sola». Voi capite come tutte le donne sole si siano immediatamente rispecchiate in una paladina delle donne, dei migranti ma anche dei poveri e delle donne povere così. «Un esempio di coerenza», direbbe Dante nel Convivio.Me lo diceva sempre la mia povera portinaia Maria, vedova. «Sono una donna sola, pulisco le scale del condominio, però ho una lavatrice moldava che mi fa risparmiare e una pentola a pressione di Lodi che mi cucina i fagioli come non li cucina neanche una negra del Botswana». Maria, ma tu sei razzista e non rispetti i diritti delle lavoratrici, le controbattevo io. «Vero», diceva lei, «ma io non sono mica la Boldrini, che è una specie di Teresa di Calcutta e sa come è dura la vita di noi portinaie e che ogni tanto ci imbriachiamo e diciamo cose razziste e senza diritto a riguardo dei black bloc matter coi pantaloni». COI PANTALONI?No, cara la mia Maria, «coi pantaloni» non lo dici a me, lo dici a Filippo Ceccarelli, firma di punta di Repubblica, che dopo l'intervista che ci ha spezzato il cuore, giusto ieri è di nuovo tornato in campo per l'ennesima sfida al pudore - non parliamo di intelligenza, che quella no, ne riparliamo alla prossima gita del Fundador sulla Luna - in difesa sacra e sdegnata della Beatrice dei migranti e delle donne (oltre che naturalmente Teresa di Calcutta delle donne povere e sole). Basti questo capisaldo di Divina Commedia ceccarelliana per qualificare l'immensa coerenza repubblicona a sminuire un caso polifonico di maiuscola ipocrisia da andarsi a nascondere in Antartide e non fiatare più, per secoli e secoli, amen. Ecco il pensiero ceccarelliano che dalla Luna riflette il Sole della superiore coerenza morale repubblicona in difesa della solitudine della piccola fiammiferaia Boldrini. [...]È quasi inimmaginabile la capacità di mentire a se stessi che hanno costoro. Lo confesso, mi è venuto spontaneo dire proprio così: mentono a se stessi con una capacità di mentire che va oltre ogni immaginazione. Sarà perché non hanno neanche uno specchio in redazione?VIDEO il potere dei più buoni BastaBugie n.679 del 26 agosto 2020 Titolo originale: Cosa non si inventerebbe Repubblica per salvare Laura BoldriniFonte: Tempi, 27 marzo 2021Pubblicato su BastaBugie n. 710
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6508PERMESSE LE MANIFESTAZIONI PER L'8 MARZO, VIETATE LE PROCESSIONI PER LA SETTIMANA SANTAIl governo decide che a Madrid si può celebrare la festa della donna con manifestazioni fino a 500 persone, ma con la scusa dei contagi vieta le processioni religiosedi Caterina GiojelliIn Spagna il coronavirus contagerà meno l'8 marzo del Venerdì santo. A Madrid sono state autorizzate dal governo manifestazioni fino a 500 persone (quattro quelle già convocate dalla Commissione 8M), altrove si parla di duecento e tre metri di distanza l'una dall'altra, ma insomma: dove sarà possibile e con le restrizioni del caso la giornata mondiale della donna verrà celebrata. Non che la cosa piaccia al ministro della salute Carolina Darias che a fine febbraio aveva dichiarato pubblicamente che, stante la situazione epidemiologica, non aveva alcun senso stringersi nei cortei, tantomeno al sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida: «Primo, sappiamo tutti quanto sia difficile controllare 500 persone e che siano 500. Secondo, sappiamo tutti che le distanze di sicurezza non vengono mantenute. Terzo, sappiamo tutti che la folla può essere un fattore di trasmissione del rischio».Tuttavia il direttore dell'unità di crisi Fernando Simón, direttore del Centro per il coordinamento degli allarmi sanitari e delle emergenze, non vede alcun pericolo, anzi, le manifestazioni femministe sono certamente meno rischiose delle processioni della Settimana santa: «Non è la stessa cosa trovarsi pigiati sotto statue e simulacri trasportati a spalla o partecipare a una manifestazione di 500 persone dove le distanze possono essere mantenute». Secondo l'epidemiologo i rischi sono associati al modo in cui le persone si relazionano tra loro, «e il modo di relazionarsi cambia anche a seconda del motivo per cui le persone si riuniscono».Così, mentre il delegato del governo spagnolo a Madrid, José Manuel Franco, spiegava che nella capitale le marce «non sono state vietate perché osservano i parametri richiesti», in molte regioni autonome della Spagna sono state annunciate restrizioni per le celebrazioni della Settimana Santa nonché confermata la soppressione di altri appuntamenti religiosi, come le Fallas di Valencia che ogni anno celebrano San Giuseppe o le feste di San Firmino a Navarra.LA FESTE DELLA NUOVA RELIGIONE DI STATO«Consentire le manifestazioni dell'8 marzo con quei parametri ridicoli prende in giro tutti noi cittadini che ogni giorno rispettiamo le misure imposte e rappresenta un vergognoso doppio standard», ha tuonato all'agenzia Aci Prensa padre Juan Manuel Góngora, parroco di Oria (Almería). Mentre Unidas Podemos annuncia che saranno in piazza a fianco delle donne sulle quali ricade lo stigma dello scorso anno, ai cattolici «viene ricordato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che quest'anno dobbiamo agire come se la "Settimana Santa non esistesse"». Ma quale autorità potrebbe multarlo se la domenica di Pasqua decidesse di varcare la soglia della Chiesa con l'ostensorio del santissimo sacramento in mano e se una folla di parrocchiani lo seguisse, ciascuno a debita distanza? Non sarebbero rispettate le stesse condizioni previste per l'8 marzo?È un anno che il culto cattolico viene demonizzato in Spagna (ricordate quando la Generalitat di Barcellona decise di punire l'arcivescovo per aver celebrato una messa per le vittime di Covid nella Sagrada Familia? Aveva violato il limite di 10 fedeli in una chiesa aperta a 1.000 turisti) e questo «nonostante non esista alcun contagio associato alle attività di culto in Spagna», ricorda padre Francisco José Delgado parlando di un paese dove le uniche celebrazioni ammesse sembrano quelle della «nuova religione di Stato» promossa da Podemos al governo.LA BOMBA DI CONTAGI DOPO L'8 MARZO SCORSOEsattamente un anno fa Covid aveva già travolto la Lombardia e gli esperti avevano avvisato la Spagna: il distanziamento è fondamentale, vietate gli assembramenti. Una raccomandazione che l'Oms deciderà di rendere tale solo il 9 marzo, fornendo a Pedro Sánchez il miglior alibi per non vietare le manifestazioni per la Festa della donna il giorno precedente. I giudici archiviarono le indagini sull'autorizzazione di queste mobilitazioni, nonostante lo stesso Simón avesse firmato un documento (seppur blando) su Covid il 10 febbraio, e avesse fatto sospendere un incontro della comunità evangelica in programma a Madrid alla fine del mese; quanto a Salvador Illa, il ministro della sanità - protagonista dell'assurdo disastro dell'acquisto reiterato di milioni di tamponi difettosi prodotti da una azienda cinese non autorizzata - raccomandava già allora di evitare riunioni tra il personale sanitario: l'analisi delle acque reflue di Barcellona dimostrava che il virus era presente in Spagna già a gennaio.Nonostante questo José Manuel Franco autorizzò le celebrazioni dell'8 marzo e la capitale, epicentro delle sfilate femministe, pagò in seguito un prezzo altissimo. Oggi Franco torna ad autorizzare le marce a Madrid, difendendo la libertà di espressione e piena democrazia in Spagna, prova ne sono le manifestazioni nel centro di Madrid a favore del rapper Pablo Hasél. Certo, il delegato prende le distanze dagli atti di vandalismo (per capirci, Barcellona è stata messa a ferro e fuoco) ma non c'è nulla che preoccupi il governo più dell'arrivo della Pasqua. «Con il Natale è arrivata la terza ondata e con essa una grande lezione» ha ammonito Pedro Sánchez, «l'obiettivo non è salvare la Settimana Santa», ma abbassare i 50 casi di incidenza ogni 100 mila abitanti. Come se il virus fosse femminista.Nota di BastaBugie: per capire cosa sono realmente le manifestazioni femministe si possono leggere i seguenti articoli e guardare i relativi video dello scorso anno.FEMMINISTE PRO ABORTO ASSALTANO LE CHIESEPer la festa della donna femministe a volto coperto hanno gettato vernice e tentato di dare fuoco alla cattedrale di Città del Messico (VIDEO: 8 marzo 2020 giornata di violenza e devastazione)da Sito del Timonehttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6066FEMMINISTE PRO ABORTO DANNO FUOCO ALLA CATTEDRALE DI CITTA' DEL MESSICOIl rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre svela che sono 300 milioni i cristiani che nel mondo patiscono forme di persecuzione, discriminazione e limitazione della libertà religiosa (VIDEO: La furia delle femministe)di Anna Bonohttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5865 Titolo originale: In Spagna il Covid è femminista, in piazza l'8 marzo, Pasqua a casaFonte: Tempi, 3 marzo 2021Pubblicato su BastaBugie n. 707
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6468ATTENZIONE: PUOI FINIRE NELLA LISTA DEGLI ODIATORIChi crede nel matrimonio fra un uomo e una donna o vota per un certo politico può essere incluso nell'elenco e questo non solo è ingiusto, ma determina gravi conseguenze... vediamo qualidi Aldo Maria ValliAttenzione. Se credete nel matrimonio fra un uomo e una donna, se pensate che i bambini abbiano bisogno di un papà e di una mamma, se ritenete che mascolinità e femminilità siano non solo conseguenze culturali ma dati di natura, se non siete in linea con il pensiero politicamente corretto, potreste essere catalogati come pericolosi odiatori.Questo, per lo meno, è quanto avviene regolarmente negli Stati Uniti, dove anche quest’anno il Southern Poverty Law Center, nel rapporto annuale Year of Hate and Extremism, nel quale sono elencati i “gruppi d’odio” presenti nel paese, ha compreso nella lista, accanto a organizzazioni neonaziste, nazionaliste e di suprematisti bianchi, anche associazioni [...] che, pur non avendo nulla in comune con gli estremisti di varia tendenza e colore, sono finiti nell’elenco dei “cattivi” perché ritenuti “anti-Lgbtq”, cioè ostili alle persone omosessuali, bisessuali, pansessuali, asessuali, intersessuali, transessuali, transgender eccetera.Ma in che senso ostili? Semplicemente, perché hanno manifestato perplessità e obiezioni circa i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso.Alliance Defending Freedom (dal 1993 impegnata nel campo dell’assistenza legale) ha risposto all’inclusione nella lista spiegando che alla base della sua attività, a difesa delle libertà fondamentali di parola, religione e coscienza, non c’è alcuna forma d’odio, bensì la convinzione che tutte le persone siano create a immagine di Dio e che tutti gli esseri umani, nella loro dignità, siano meritevoli di rispetto. Quanto al matrimonio, la famiglia, la sessualità e la santità della vita, l’associazione afferma di basarsi sull’insegnamento delle Sacre Scritture e di rispettare tutti, anche coloro che la pensano in altro modo. Ma, nonostante ciò, l’Alliance si è ritrovata nella lista degli odiatori. CONSEGUENZE NEGATIVEStesso discorso per il Ruth Institute, che propone strumenti educativi per sostenere le persone e le famiglie danneggiate dal divorzio e da altre forme di dissoluzione della famiglia. L’obiettivo principale del Ruth Institute, spiegano i responsabili dell’organizzazione, è combattere la disgregazione familiare e il suo impatto sui bambini: ognuno può giudicare se tutto ciò possa significare essere “un gruppo di odio”. Il problema è che essere inclusi nell’elenco non solo è ingiusto, ma determina conseguenze pesantemente negative per il lavoro che si svolge (per esempio sotto il profilo della raccolta fondi o della possibilità di partecipare a programmi di assistenza), ma questo tipo di discriminazione non sembra interessare i paladini del politicamente corretto.“Condanniamo la violenza e l’odio e non sosteniamo alcuna persona o gruppo che sostenga o promuova la violenza o l’odio” si legge espressamente nel sito del Liberty Counsel, ma, nonostante ciò, anche questa organizzazione di ispirazione apertamente cristiana è finita nell’elenco degli “odiatori”.A volte finire nella lista degli odiatori comporta conseguenze che non riguardano soltanto la raccolta fondi. Nel 2012, per esempio, un uomo armato entrò nella sede del Family Research Council di Washington, altro gruppo definito “di odio”, e fece fuoco contro una guardia disarmata, che rimase ferita. In seguito, l’assalitore confessò di aver agito dopo aver visto che il Family Research Council faceva parte dell’elenco stilato dal Southern Poverty Law Center con l’etichetta di gruppo “anti-gay”.GLI ODIATORI DI PROFESSIONE ACCUSANO GLI ALTRI DI ODIOIl Southern Poverty Law Center, fondato nel 1971, originariamente aveva lo scopo di segnalare persone e gruppi che combattevano contro il movimento per i diritti civili. Dagli anni Ottanta incominciò a segnalare gruppi razzisti, di suprematisti bianchi e di neonazisti, come nel caso degli affiliati al Ku Klux Klan, ma da qualche anno inserisce nella lista anche gruppi “anti-immigrati”, “anti-musulmani” e “anti-Lgbtq”.“Un’organizzazione - specificano i curatori dell’elenco - per essere etichettata come un gruppo di odio non ha bisogno di essersi impegnata in una condotta criminale o di aver dato seguito al proprio discorso con azioni illegali effettive... Le organizzazioni che compaiono sulla nostra lista di gruppi d’odio diffamano gli altri a causa della razza, della religione, dell’etnia, dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, pregiudizi che colpiscono il cuore dei nostri valori democratici”.Insomma, quelle perseguite sono le opinioni, le idee. E chi non è in linea con il pensiero politicamente corretto è automaticamente dipinto come diffamatore, anche se non lo è.Comportandosi in questo modo, dice Jeremy Tedesco, consigliere della Alliance Defending Freedom, il Southern Poverty Law Center, che un tempo era una rispettata organizzazione per i diritti civili, “si è trasformato in un gruppo che attacca e diffonde menzogne ​​su organizzazioni e persone che non sono d’accordo con il suo programma di estrema sinistra”.Come spesso succede, i più alti tassi di odio si registrano proprio tra coloro che stilano liste di odiatori. Titolo originale: Non sei politicamente corretto? Allora puoi ritrovarti nella lista degli odiatoriFonte: Radio Roma Libera, 6 Febbraio 2021Pubblicato su BastaBugie n. 704
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6428LA FIABA DI CHICKEN LITTLE E IL CORONAVIRUSLa storia di Chicken Little insegna che la paura per la propria sicurezza è il modo migliore per spingere le masse ad accettare la soluzione indicata dai controllori (VIDEO: Chicken Little, il cartone della Disney del 1943)di Aldo Maria ValliC'era una volta un pollaio nel quale vivevano galli, galline, pulcini, tacchini, paperi. La comunità, che aveva a capo un gallo, comprendeva anche Chicken Little, un polletto considerato un po' debole di cervello.Nel pollaio la vita scorreva felice, perché tutti erano protetti da una grande e robusta recinzione che teneva a bada i predatori.Un giorno la volpe, che voleva mangiarsi tutti i membri della comunità, dopo aver a lungo osservato la recinzione, pensò di usare la psicologia.Da un libro, intitolato proprio Psicologia, la volpe apprese questo consiglio: "Per influenzare le masse, punta prima ai meno intelligenti". Così fece credere a Chicken Little che il cielo stesse per cadere e che tutti fossero condannati a una brutta fine. A meno che... non si fossero lasciati condurre dalla volpe in una caverna, al riparo.Nel libro, infatti, c'era scritto: "Se racconti una bugia, non raccontarla piccola, ma grossa".La volpe, dunque, prese un cartello blu, con sopra dipinta una stella, lo gettò nel pollaio e lo fece cadere sulla testa di Chicken Little.Il polletto ne restò atterrito e poi, quando, parlando attraverso la recinzione, la volpe gli fece credere di essere la voce del destino, Chicken Little corse immediatamente ad avvertire tutto il pollaio: "Il cielo sta cadendo!". E, per dimostrarlo, mostrò il bernoccolo sulla testa.Immediata la reazione delle galline: "Mio dio, che paura! Che cosa faremo? Saremo uccisi tutti!""Non siate stupide, è solo un pezzo di legno caduto sulla testa di Chicken Little" disse il gallo, ma la volpe, ricorrendo ancora al suo libro di psicologia, iniziò a minare la fiducia dei polli facendo circolare la voce che il gallo fosse un incapace, inadatto a governare sul pollaio. Poi, sempre sussurrando attraverso la recinzione, convinse Chicken Little: "Il vero capo devi essere tu! Tu ne hai le capacità, non il gallo!".Le galline implorarono Chicken Little di salvarle, e lui adottò il consiglio della volpe: non c'era un minuto da perdere, bisognava aprire il pollaio e correre a rifugiarsi nella caverna.Sarebbe bello poter raccontare un lieto fine, ma questa storia un lieto fine non ce l'ha. Tutti gli abitanti del pollaio, infatti, seguendo i cartelli predisposti dalla volpe, corsero di filato verso la caverna. Qui furono mangiati, e la volpe fu per sempre grata alla psicologia.DIVERSE LEZIONI IMPORTANTILa storia di Chicken Little (che risale al 1943 e fu pensata, ma poi non prodotta, come film di propaganda degli Stati Uniti in funzione antinazista) viene ora ripresa da Pete Baklinski che su LifeSiteNews, a proposito di quanto stiamo vivendo con il Covid, commenta: "Ci sono diverse lezioni importanti da trarre da questa storia". Eccole:1) creare o capitalizzare una crisi è il modo migliore per spostare le masse verso un obiettivo predeterminato dai controllori;2) le bugie possono controllare le persone, specialmente gli ignoranti e coloro che non sono in grado di pensare da soli;3) se dici una bugia abbastanza grossa e continui a ripeterla, alla fine le persone finiranno per crederci;4) la paura per la propria sicurezza è il modo migliore per spingere le masse ad accettare la soluzione indicata dai controllori;5) una volta che la menzogna sarà acquisita dalle masse, la soluzione proposta dai controllori apparirà logica.Per chi è in grado di vedere, ci saranno sempre segni evidenti che le menzogne e la narrativa fondata sulla paura create dai controllori contraddicono la realtà, la ragione e il buon senso, ma la paura rende ciechi. Così la volpe che vuol mangiare i polli ha buon gioco, agendo attraverso la menzogna, a indurre l'intero pollaio a adottare la sua soluzione: correre verso la caverna. Per chi si è convinto che il cielo stia cadendo sopra il pollaio la soluzione di correre verso la caverna è del tutto logica. Il punto è che il cielo non sta cadendo sopra il pollaio.All'inizio della vicenda del Covid, osserva Baklinski, ci venne detto che milioni di persone sarebbero morte e così in tutto il mondo si diffuse il terrore. La narrativa dominante lo ha alimentato e le masse, spinte dalla paura, si sono sottomesse a normative del tutto illiberali, che hanno provocato pesantissime conseguenze sul piano economico, sociale ed emotivo. [...]L'INFERNO E IL DISTANZIAMENTO SOCIALEL'autore, ricordando Il libro di C.S. Lewis The Great Divorce, dove lo scrittore descrive l'inferno come un luogo in cui i suoi abitanti si stanno allontanando gli uni dagli altri perché si disprezzano e si odiano a vicenda, ricorda che l'inferno è allontanamento sociale. Quindi, "trattarci l'un l'altro come potenziali assassini infettati da virus e dai quali dobbiamo mantenere le distanze è un attacco diretto alla nostra chiamata divina alla comunione".Un ultimo punto da sottolineare, dice Baklinski, riguarda "il colpo di genio di Satana nell'usare la crisi per chiudere le chiese e negare ai fedeli l'accesso ai sacramenti, qualcosa che atei e comunisti si sforzano di fare da molto tempo". Il Catechismo della Chiesa cattolica è piuttosto chiaro: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il 'mistero di iniquità' sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne" (n. 675). "È tempo per noi - conclude Baklinski - di esaminare le prove e di giudicare la situazione in cui ci troviamo con il retto giudizio. Se le volpi dei nostri giorni ci dicono di correre nella caverna per essere al sicuro, dobbiamo mettere in discussione tutto e rifiutarci di andare d'accordo con la loro narrazione se non corrisponde alla realtà. Se gli imperatori dei nostri giorni ci dicono di assecondare i loro schemi che alla fine sono contrari a ciò che vediamo, alla ragione e al buon senso, siamo degli sciocchi se li accettiamo. Alla fine, solo la verità ci renderà liberi. Ed è vivendo secondo verità che viviamo in libertà come figli di Dio".Nota di BastaBugie: nel seguente video (durata: 10 minuti) dal titolo "Chicken Little" si può vedere nell'originale inglese il cortometraggio animato prodotto da Walt Disney nel 1943, ispirato alla fiaba Chicken Little.In italiano il cartone animato fu intitolato ''Questione di psicologia''.Per vederlo doppiato in italiano vai al seguente link:http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=390
Audio del cortometraggio a cartoni animati "Chicken Little - Questione di Psicologia" (1943).Qui si trova il video con doppiaggio in spagnolo (da abbinare con l'audio italiano): https://www.youtube.com/watch?v=AILy4KHBIEE
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6415E BREXIT FU: IL REGNO UNITO ESCE TRIONFALMENTE DALL'UEIl Regno Unito ha ottenuto tutte le condizioni che chiedeva all'Unione Europea realizzando la promessa fatta agli elettori nel 2016 (e potrà darsi le sue regole e senza dipendere dal giudizio della Corte Europea)di Stefano MagniE Brexit fu. Il 24 dicembre, proprio alla vigilia di Natale, il governo Johnson ha ottenuto un accordo di "divorzio" dal Mercato comune europeo con i negoziatori dell'Ue. Dal 31 dicembre, il Regno Unito sarà fuori dall'Unione anche economicamente, ma con un accordo di libero scambio già pronto che, se ratificato dai due parlamenti, eviterà contraccolpi gravi a comuni cittadini e operatori economici.L'ultima tappa del processo, iniziato con il referendum del giugno 2016, è anche l'ultima smentita, in ordine di tempo, di tutte le fosche previsioni sulla Brexit sentite negli ultimi quattro anni. Solo per citare quelle dell'ultimo anno, era opinione comune che con Boris Johnson, eletto con una maggioranza chiara in Parlamento, il negoziato con Bruxelles sarebbe stato molto più difficile. Invece, nonostante la gravissima "distrazione" del Covid in tutto il vecchio continente e alcune fasi difficili della trattativa (sull'Irlanda del Nord e la pesca, soprattutto), il Regno Unito è riuscito ad ottenere tutte le condizioni principali che chiedeva all'Ue per un trattato di libero scambio, realizzando la promessa fatta agli elettori nel 2016 e poi rinnovata dal governo Johnson.Il Regno Unito avrà, insomma, la possibilità di darsi le sue regole di mercato e di non dipendere più dal giudizio della Corte Europea, con l'unica eccezione dell'Irlanda del Nord che rimarrà ancora (ma temporaneamente) nel mercato comune. Non ci sarà, per il futuro, alcun meccanismo di sincronizzazione delle regole e degli standard fra mercato europeo e mercato britannico, le sanzioni rimarranno un'opzione aperta per chi si sentisse danneggiato, le dispute verranno risolte da un arbitrato, ma sempre nell'ottica del libero scambio.LE FALSE PREVISIONI DEGLI EUROPEISTILa Brexit è stata descritta sempre dalla stampa europea come una sorta di calamità. "La solitudine dei britannici mi crea disagio e tristezza. Chissà se avranno capito la lezione", scriveva Castagnetti ancora lo scorso 22 dicembre, del Pd e già segretario del Partito Popolare. Di isolamento, traslochi di aziende, perdite miliardarie, tantomeno di cibi che scarseggiano non c'è manco l'ombra. A meno di non voler attribuire le lunghissime code dei camion sulle strade che portano all'Eurotunnel (Inghilterra-Francia) agli effetti della Brexit: sono causate dal blocco della frontiera dovuto alla scoperta della nuova variante di coronavirus. Un blocco, per altro, le cui tempistiche sono sospette, considerando che sono state decretate al culmine del braccio di ferro tra Francia e Regno Unito sui limiti alla pesca nelle acque britanniche. In compenso non c'è stato alcuno svantaggio strategico del Regno Unito nella lotta all'epidemia, anzi il governo di Londra è stato il primo in Europa a lanciare la campagna vaccinale.Ancora adesso, ad accordi conclusi, viene spesso commentata la notizia della fine del programma Erasmus con le università britanniche come sintomo grave di isolamento, persino di xenofobia. Ma dimenticando che Erasmus è solo una delle tante dimensioni dello scambio e che il programma che sta subentrandogli nel Regno Unito, il sistema Turing, permetterà, almeno nel suo intento, scambi in tutto il mondo e non nella sola Europa. Non verranno cacciati i cittadini europei dal Regno Unito. Viaggiare da e per le isole britanniche sarà ancora facile, le restrizioni sono impercettibili per l'uomo comune.L'UNIONE EUROPEA NON È UN PROCESSO STORICO IRREVERSIBILEQual è il messaggio universale lanciato dalla Brexit, al netto di tutta la retorica e la propaganda di questi quattro anni? La centralizzazione dell'Unione Europea non è un processo storico irreversibile. Non è un dogma. Non è un idolo. Uscirne è possibile senza incorrere in pericoli di guerre o collasso economico. D'altra parte, in molti casi concreti, come quelli di Polonia e Ungheria negli ultimi anni, abbiamo visto quanto il principio di autonomia degli Stati membri sia scavalcato arbitrariamente dalle istituzioni comunitarie, con ogni possibile pretesto. Il Green New Deal di ispirazione ecologista è un programma ideologico comune che aumenterà l'arbitrio delle istituzioni comunitarie, lasciando ancor meno margine all'indipendenza degli Stati membri. Anche i "nuovi diritti", dietro il paravento della parità di genere, sono considerati sempre più fondamentali e sempre meno appannaggio dei singoli Stati membri. In compenso, su immigrazione, politica estera comune e gestione delle crisi economiche (e sanitarie) l'Ue procede in ordine sparso, dove invece sarebbe necessario un maggior coordinamento. Queste sono le grandi contraddizioni che la Brexit potrebbe contribuire a risolvere, se non altro perché suona come un campanello di allarme E la risposta non è "ci vuole più Europa".Nota di BastaBugie: ecco il link ad alcuni articoli sulla Brexit che abbiamo pubblicato negli ultimi anni.BREXIT, IL GLORIOSO ''INDIPENDENCE DAY'' DEGLI INGLESIFenomenale sventola in faccia all'Unione Europea che i media tentano di oscurare con la bufala dei 3 milioni di firme per rifare il referendumdi Massimo Viglionehttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4279LA BREXIT FA CROLLARE IL MITO DI UN'EUROPA MULTICULTURALE SENZA FRONTIEREQuando interpellato, il popolo boccia sempre l'Unione Europea, come nel 2005 in Francia e in Olanda nei referendum sulla Costituzione Europea che cancellava le (evidenti) radici cristianedi Roberto de Matteihttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4289BORIS JOHNSON, IL NUOVO PREMIER INGLESE PER LA BREXIT SENZA SE E SENZA MABrexit ad ogni costo, più relazioni con Trump, meno tasse e abbandono delle bufale ecologiche (come il riscaldamento globale causato dall'uomo)di Stefano Magnihttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5749 Titolo originale: E Brexit fu: il Regno Unito esce dall'Ue senza tragedieFonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 27-12-2020Pubblicato su BastaBugie n. 697
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6391GISCARD D'ESTAING FAVORI' L'INVASIONE ISLAMICA di Luca VolontèL'ex presidente della Repubblica francese Valéry Giscard d'Estaing è morto ieri, 3 dicembre, a 94 anni. Tutto il globo terracqueo ne ha fatto memoria, quasi fosse stato un 'santo laico' della modernità francese ed europea. In realtà è stato uno sterminatore dei costumi cristiani, della vita umana sacra dal concepimento. 'Padre europeo', è stato definito. Ma si può dire così di chi rifiutò di ricevere una lettera del Santo Giovanni Paolo II per confermare il suo disprezzo verso le radici giudaico-cristiane europee? Piuttosto è stato l'uomo che ha iniziato il processo di immigrazione selvaggia, primo ispiratore delle attuali trasandate pulsioni favorevoli alla liberalizzazione dell'immigrazione dai paesi islamici. Può essere così ipocriticamente celebrato un uomo che piantò il seme dell'aborto e quello del divorzio, dai quali son cresciuti milioni di morti innocenti e l'erosione della coseione sociale francese? No. Punto. L'unica celebrazione possibile è quella di prender atto dei suoi malvagi intenti e delle sue devastanti decisioni e porvi rimedio.INVASIONE ISLAMICAGiscard d'Estaing (presidente dal 1974 al 1981) recentemente aveva espresso un certo rammarico per il "ricongiungimento familiare", la legge introdotta con un semplice decreto di Jacques Chirac nel 1976. "L'idea di far entrare famiglie di immigrati sembrava naturale in quel momento. Con l'aumento massiccio dell'immigrazione dai Paesi musulmani, ha invece prodotto profonde divisioni nella società francese". Raymond Barre (Primo Ministro dal 1976 al 1981), la sospese per tre anni, prima che il Consiglio di Stato annullasse questa decisione con la motivazione che il "ricongiungimento familiare faceva ormai parte dei principi generali del diritto". A causa di questa decisione di Giscard è iniziata l'invasione in Francia e, senza ombra di dubbio, in questa decisione possiamo ritrovare tante delle attuali idee político-istituzionali europee, favorevoli alla immigrazione incontrollata e ferocemente contrarie a chiunque vi si opponga, o ne chieda una valutazione temperata. Oggi la Francia è preda di una intolleranza, cristianofobia ed islamizzazione senza precedenti [leggi: LA SHARIA E' LEGGE IN FRANCIA, http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6331 clicca qui, N.d.BB].Giscard d'Estaing, ricordato sui giornali transalpini di ieri come un grandissimo innovatore sociale, dovrebbe invece esser ricordato come il più sistematico distruttore della coesione sociale e culturale di Francia: promosse ed approvò la legge del divorzio ed indebolì l'istituzione familiare, l'unità fondamentale della società, con la legge dell'11 luglio 1975 , introducendo il divorzio "per mutuo consenso" o "per la rottura della vita comune". In quello stesso anno, fu ancora Giscard a promuovere e approvare la legge sull'aborto. Il 17 gennaio 1975 si depenalizzava l'aborto e si forniva un quadro di riferimento per l'interruzione volontaria della gravidanza (aborto) e l'interruzione medica della gravidanza (IMG). La norma, promossa anche dall'allora Ministro della Salute, Simone Veil, incontrò una forte opposizione degli stessi deputati e senatori gollisti e fu infine adottata con il voto dei deputati di sinistra e di centro-sinistra. La visita in Vaticano nelle settimane successive, la gelida accoglienza di Paolo VI e la crisi diplomatica che ne seguì, segnarono la profonda rottura tra il presidente e i cattolici. L'attuale discussione parlamentare sulla nuova Legge di Bioetica, con le devastanti previsioni inumane che contiene, non sarebbe stata possibile senza le rotture compiute da Giscard d'Estaing nel 1975.NEGATE LE RADICI GIUDAICO-CRISTIANE DELL'EUROPAGiscard è stato anche il Presidente della Costituente, o Convenzione Europea (2002-2003), e redattore di quel testo poi approvato col nome di "Trattato di Lisbona". Tutti ricordiamo gli appelli accorati di San Giovanni Paolo II affinché si inserissero le radici giudaico cristiane nel testo 'costituzionale' europeo, ricordiamo anche quali e quanti interessi si mossero per evitare che ciò avvenisse. Tuttavia un fatto è certo, Giovanni Paolo II scrisse una lettera da consegnare al presidente della Convenzione europea Valery Giscard d'Estaing per perorare direttamente con lui la causa dell'inserimento del riferimento alle radici giudaico-cristiane dell'Europa nella Costituzione europea cui la Convenzione stava lavorando. Giscard D'Estaing rifiutò la consegna della missiva rispondendo che "se la poteva tenere in tasca".Le recenti rivelazioni di Mons.Fisichella confermano e storicizzano i sospetti di molti: "Giscard d'Estaing disse che 'altri' non avevano voluto accettare quel riferimento, ma da mie fonti so che lui stesso non volle". Da questa scelta cosciente e determinata, ben al di là della superbia illimitata che quel gran rifiuto rappresentò, oggi possiamo ben dire che la eliminazione sistematica del cristianesimo, promossa attivamente anche dalle stesse istituzioni europee, ed il tentativo ridicolo e rabberciato di sostituire le radici giudaico cristiane con un neo paganesimo ambientalista e un libertinaggio tanto innaturale quanto aggressivo, sono parte della eredità di Giscard d'Estaing. Non c'è da stupirsi se Macron lo abbia celebrato, vengono entrambi dalla medesima covata anti cristiana. L'Europa piuttosto dovrebbe piangere e redimersi per quel 'gran rifiuto' di Giscard a San Giovanni Paolo II, dal quale discendono le terribili conseguenze e follie che oggi ci troviamo a vivere, inclusa l'inimicizia promossa dai Paesi dell'Ovest verso quelli dell'Est.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6395IL GENDER ALLE ELEMENTARI E MEDIE DI FIRENZE di Manuela Antonacci"Un laboratorio sugli stereotipi di genere, intercultura e bullismo omofobico" denominato "Le Chiavi della Città" rivolto alle scuole fiorentine primarie e secondarie di primo grado.È l'ultimo, grande, frutto della singolare collaborazione tra l'Assessorato all'educazione e al welfare del Comune di Firenze, l'Ufficio Regionale Scolastico Toscana, l'Ufficio Provinciale Scolastico Firenze e la Fondazione CR Firenze che, come apprendiamo proprio dal sito del progetto "Le Chiavi della Città", avrebbero creato una rete "per il sostegno delle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Firenze, nella progettazione di percorsi di Cittadinanza e Costituzione - Educazione Civica per le scuole fiorentine".LE SOLITE ESPRESSIONI AMBIGUEIl progetto si articola in diverse sezioni, tra cui: formazione alla cittadinanza e all'impegno civile, eventi celebrativi e ricorrenze, tradizioni popolari fiorentine, nuove tecnologie, media, social network e nuovi linguaggi, ma non poteva mancare anche il laboratorio sugli stereotipi di genere: "Il progetto - come si legge sul sito - si propone come obiettivo generale quello di contrastare la formazione di stereotipi di genere, prevenendo la discriminazione di chi non si conforma ad essi, favorendo un'educazione alle differenze." Le solite espressioni ambigue che costituiscono il cavallo di Troia per l'instillazione di teorie che già consociamo bene.Ad esempio, per la scuola primaria il progetto prevede di andare a scomodare libri e personaggi delle fiabe per individuare gli stereotipi di genere presenti in essi, stessa cosa anche per i giocattoli. Insomma, una fastidiosa invasione nell'immaginario fantastico dei bambini, in cui si entra a gamba tesa con la pretesa di insegnare un punto di vista che, in nome della tolleranza e della non discriminazione, pretende di imporsi come l'unico possibile. Non lasciando nemmeno che i bambini facciano semplicemente i bambini, non venendo costretti ad occuparsi di questioni da adulti che è bene rimangano tali.Altri punti del progetto sono: "sensibilizzare e favorire un atteggiamento di consumo consapevole e critico dei contenuti dei mass media". E qui sorge la domanda su cosa si intenda per "consumo critico e consapevole" e da quale punto di vista. Ma il cuore di tutto è questo "prevenire ogni manifestazione di bullismo, favorendo un atteggiamento critico verso ogni forma di discriminazione e favorendo un atteggiamento di accoglienza nei confronti delle differenze individuali.LA CILIEGINA SULLA TORTAFavorire l'integrazione delle diversità culturali e di genere e promuovere una formazione dell'identità più libera e autentica." Insomma, siamo alle solite, per prevenire le discriminazioni bisogna andare ad abbattere il senso dell'identità stesso e aprirsi alle "differenze", prima ancora che sia formata la PROPRIA identità. Perché questo sembra il vero obiettivo di chi promuove certi corsi sin dalla più tenera età: sradicare all'origine tutto ciò che è stabile nella mente del bambino che potrà anche tradursi in quelli che vengono definiti "stereotipi" ma che forniscono loro delle certezze sull'identità maschile e femminile e sui diversi ruoli ricoperti dai due generi. E la stessa cosa vale per la scuola secondaria di primo grado a cui questi corsi sono anche rivolti, dato che si sta parlando sempre e comunque di personalità in formazione.E infatti ci si chiede, come si possa entrare in dialogo con un'identità altra, se prima non si è formato la PROPRIA identità.Ma la ciliegina sulla torta è, come si legge sulla scheda del progetto, nella parte rivolta ai docenti l' incontro finale con gli psicologi "utile per avere un feedback rispetto agli esiti del progetto e per condividere buone prassi di educazione alle differenze." E anche l'indottrinamento degli insegnanti, è servito!Nota di BastaBugie: Luca Volontè nell'articolo seguente dal titolo "Se sei cristiano ti tolgo i figli" parla del caso dei genitori australiani che hanno perso la custodia della figlia per non aver concesso il via alle terapie ormonali per apparire maschio. Una frontiera pericolosa per cui una famiglia cristiana non ha il diritto di esistere.Ecco l'articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana l'8 dicembre 2020:Le famiglie cristiane di genitori maschi e femmine ne rischiano di tutti i colori in Australia [...] perché si oppongono al politically correct della ideologia LGBTI e pretendono rispetto per coloro che credono alla natura umana, amano i propri figli e confidano nella sessualità biologica, nei dettati biblici ed evangelici. La tirannia dell' 'io' (volubile, emozionale e manipolata dalla ideologia LGBTI) prende il posto di Dio e fagocita tutti i diritti umani. [...]Un adolescente è stato preso in cura dai Servizi Sociali del Qeensland nel primo caso conosciuto in Australia, perché i genitori sono stati giudicati "abusatori e potenzialmente dannosi" per lei. La colpa di questa coppia di genitori? Non aver acconsentito all'identità transgender autodichiarata dalla propria figlia e vietare che si sottoponga ad un trattamento ormonale irreversibile.Un magistrato del Tribunale Statale del Queensland australiano per i minori ha deliberato che esiste un serio rischio di "autolesionismo" per la ragazza, nel suo ordine perentorio dello scorso ottobre, quasi un anno dopo l'allontanamento della ragazza quindicenne dalla famiglia."Le autorità dicono che non le permetteremo di cambiare sesso, quindi è pericoloso per lei tornare a casa nostra perché abuseremo mentalmente di lei - vogliono che acconsentiamo al trattamento con testosterone. Noi non lo faremo mai", ha detto il padre a The Weekend Australian. I genitori si stanno opponendo con tutte le forze a questo bullismo da parte delle autorità statali, tutti gli amici sono rimasti scioccati dalla loro storia, gli australiani non riescono a credere che ciò accada in Australia.In Tribunale i genitori hanno ribadito che sapevano del bisogno di aiuto e della depressione della loro figlia e perciò volevano per lei le cure di un buono psicologo che potesse aiutarla a risolvere le cause di fondo e non, tragicamente e sbrigativamente, assecondare le pulsioni stimolate dalla ideologia LGBTI e passare alle transizioni chimiche. Il Preside dell'Università del Queensland, Patrick Parkinson, parlando a titolo personale come esperto di diritto di famiglia e critico del trattamento medico "gender affirming" per i giovani a cui è stata diagnosticata una dolorosa "disforia di genere", ha dichiarato di credere che l'allontanamento della bambina sia stato il primo del suo genere e sia "uno sviluppo molto preoccupante" per il futuro della società.Le autorità per la tutela dei minori devono ancora approvare il trattamento ormonale per la ragazza e hanno accettato la richiesta dei genitori di un secondo parere prima di qualsiasi decisione. Lo scorso 20 novembre i genitori si sono appellati decisione del magistrato che aveva sostenuto gli avvenuti abusi verbali "direttamente collegati ai sentimenti e all'espressione dell'identità di genere della ragazza da parte dei genitori". Una affermazione totalmente negata dalla famiglia che comunque si oppone ai trattamenti chimici di transizione, insiste per riavere la propria figlia a casa e per iniziare una cura psicologica. Diversante, le iene arcobaleno delle lobbies LGBTI si sono messe all'opera e richiesto che subito inizino le terapie ormonali, con un'udienza preliminare martedì al Tribunale della Famiglia. Sarà il primo caso del genere in cui entrambi i genitori si oppongono al trattamento.Gli sciacalli delle lobbies trans e LGBTI australiane si sono invece gettati sul caso e chiesto al Tribunale di iniziare al più presto le terapie ormonali. Anche questa una tragedia che ci racconta di genitori cristiani, attenti verso la propria figlia che si vedono privare della patria potestà ed accusare di ogni malvagità, pur di soddisfare la bramosia del politicamente corretto. [...]I genitori cristiani, le famiglie cristiane possono ancora esistere o no? Per ideologi e propagatori della futura inumanità, fluida e mentalmente instabile, essere cristiano e per di più genitore è un peccato originale incancellabile. Questo è l'incubo del mondo moderno, dove una eccezione diviene la regola, nel quale la non discriminazione di una minoranza si impone come regola inviolabile dalla maggioranza, dove la dignità umana e l'immagine di Dio si è sostituita ad ogni volubile desiderio mio.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6379LE NOTIZIE STRANE (DUNQUE VERE) DI QUESTO MONDO CAPOVOLTOAvvenire esulta per l'elezione dell'abortista Joe Biden, mentre la Nato si occupa di cambiamento climatico e uguaglianza di generedi Aldo Maria ValliOgni tanto mi viene voglia di riesumare la vecchia rubrica Strano dunque vero, che tenevo sul mio blog Duc in altum. Ma ormai non riesco più a tener dietro a tutte le notizie strane dunque vere.Penso al quotidiano Avvenire, di proprietà dei vescovi italiani, che di recente ha praticamente beatificato Joe Biden, il filoabortista Joe Biden, perché paladino della lotta ai cambiamenti climatici e alla povertà. E con quali toni! Ecco "l'anziano presidente che entra alla Casa Bianca dopo una lunga vita plasmata dalla fede e dal dolore", eccolo "capace di operare per permettere di ritrovare quel senso del comune destino che è oggi così difficile da riconoscere". E ancora: "Allergico ai toni forti, il nuovo presidente ha una spiccata attitudine per la mediazione e la ricerca di una soluzione comune", è "uomo di riconciliazione", "uomo delle istituzioni" e "trasmette un senso di calma".Un panegirico in piena regola, scritto con totale sprezzo del ridicolo e ignorando che il vecchio Joe, assieme alla sua vice Harris, forma il ticket più anticattolico che si possa immaginare, dal momento che entrambi sono schierati per la promozione dell'aborto, sostengono il matrimonio omosessuale e sono la quintessenza del politicamente corretto.SIETE LIBERI DI ADERIRE A CIO' CHE VI IMPONGO"Strano, dunque vero" viene da esclamare anche di fronte alla notizia che arriva da Pinerolo, dove il vescovo Derio Olivero, unitamente alla Chiesa valdese, ha deciso di sospendere ogni celebrazione per due settimane, sebbene nella zona la partecipazione alla Messa sia ancora consentita dalle pubbliche autorità."A questa decisione - dicono la diocesi e i valdesi in un comunicato - siamo pervenuti congiuntamente con la volontà di dare a questo gesto una valenza ecumenica e di testimonianza civile". E il diritto del fedele cattolico al culto? Non pervenuto.Surreale poi la lettera del vescovo, nella quale Olivero chiede ai fedeli di "fare volontariamente un passo indietro" per contribuire al contenimento del contagio. Ma se i cattolici di Pinerolo si trovano con le Messe vietate dal vescovo, come fanno a fare volontariamente un passo indietro? In realtà si trovano davanti a un'imposizione. E in base a che cosa, poi, il vescovo ha deciso che le Sante Messe favoriscono il diffondersi del virus?E sentite qui: "La libertà di culto non è un bene assoluto, ma vive in equilibrio con una presenza evangelica nei territori e nei contesti... La libertà di culto non coincide con il culto pubblico ad ogni costo". Dunque, prendiamo atto del fatto che per questo vescovo la Messa è un bene non essenziale, qualcosa di cui si può fare tranquillamente a meno.LA NATO E' MORTAE ora cambiamo ambiente. Il 9 novembre si è tenuto un incontro organizzato dalla Nato per i giovani dei Paesi che fanno parte dell'Alleanza atlantica. E sapete quali sono stati i temi al centro? La difesa della libertà? No. La difesa degli standard democratici occidentali? No. I rapporti con il mega-regime comunista di Pechino? No. I temi al centro sono stati il cambiamento climatico e l'uguaglianza di genere. Proprio così.Ma non solo. Alla domanda su che cosa dovrebbe fare la Nato per assicurare l'efficienza militare dell'alleanza, tra le risposte più gettonate c'è stata la seguente: "Rendere una priorità l'uguaglianza di genere e favorire la diversità nelle forze armate".Molto bene. Ora che siamo sicuri che una Nato arcobaleno saprà difenderci dalle dittature organizzando gay pride, eccoci a un'altra notizia strana dunque vera.HAI DUBBI SUL COVID? SEI PAZZO, MA NON LO SAIRiguarda una biologa, Barbara Gallavotti, la quale, durante una trasmissione televisiva, fondandosi su una tesi sostenuta da un neurologo americano, ha spiegato che chi non aderisce alla narrativa dominante in materia di Covid (i "negazionisti", come vengono truffaldinamente bollati i non allineati) sarebbe affetto da una forma di malattia mentale affine alla demenza. Il loro cervello, in parole povere, non funzionerebbe a dovere."I poveri negazionisti - ha detto in sostanza la biologa - sono quasi sempre in buona fede. Solo che, poiché soffrono di una forma di demenza, elaborano le informazioni in modo sbagliato".Molto bene. A questo punto se a qualcuno salterà in mente di arrestare e rinchiudere in qualche "luogo di ripensamento" chi non condivide la narrativa dominante, potrà legittimamente sostenere che dalla sua parte c'è la scienza. [...]Tutto molto strano. Dunque, in questo mondo capovolto, tutto molto vero. Titolo originale: Le tante notizie strane dunque vere di questo mondo capovoltoFonte: Radio Roma Libera, 16 Novembre 2020Pubblicato su BastaBugie n. 692
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6353QUANTO E' STUPIDO IL DIRITTO ALLA BLASFEMIA RIVENDICATO DA MACRON di Rodolfo CasadeiSpiace dover criticare chi è stato e continua essere vittima dell'odio, della cattiveria e del fanatismo jihadista, ma ogni giorno che passa diventa sempre più probabile che la stupidità e l'arroganza di Charlie Hebdo e del presidente Emmanuel Macron stiano per regalare all'islamismo - cioè all'islam politico di Erdogan e del Millî Görüş, dei Fratelli Musulmani, della teocrazia iraniana, del Jamaat el Islami del subcontinente indiano - la sua più grande vittoria politica a livello internazionale, che avrà conseguenze nefaste per la libertà in Europa. L'ostinazione di Macron a rivendicare il "diritto alla blasfemia" come un fondamentale diritto umano che la Francia promuove e protegge e l'esercizio di tale asserito diritto da parte del sopra citato periodico che ha ripubblicato le vignette su Maometto all'inizio di settembre e poi più recentemente una su Erdogan che evoca il Profeta mentre compie un atto licenzioso hanno prodotto una situazione inedita. Forse per la prima volta terroristi jihadisti, governi e forze politiche islamiste, autorità istituzionali islamiche, governi di paesi musulmani che islamisti non sono e musulmani della strada si ritrovano tutti uniti nell'obiettivo di ottenere che la Francia cambi le sue leggi e le sue abitudini in materia di libertà di espressione. E, purtroppo per tutti, ci riusciranno. Risultato che sarà probabilmente solo l'inizio di un processo di trasformazione delle leggi europee in senso illiberale.RIUNIRE I NEMICIMacron e Charlie Hebdo sono riusciti nell'impresa di coagulare in unico fronte ciò che era separato e in alcuni casi contrapposto. Tutte le componenti della costellazione islamica in questo momento hanno interesse a piegare la Francia: i jihadisti, sconfitti militarmente in Medio Oriente, potrebbero dimostrare che il ricatto terroristico funziona in terra europea; Erdogan, che ha usato i toni più duri contro Macron e più vittimisti riguardo alla condizione dei musulmani europei, dimostrerebbe che quando scende in campo come rappresentante degli interessi dei musulmani che vivono in Europa il risultato è un successo; il musulmano della strada, in Europa come nel Dar-al-Islam, assaporerebbe la rivincita dell'umiliato che è riuscito a piegare i potenti che disprezzando la sua fede disprezzano lui; i governi arabi non islamisti e le autorità religiose pro-establishment come al-Azhar dimostrerebbero che si può difendere efficacemente l'islam anche perseguitando i Fratelli Musulmani (governi) o restando al servizio dei governi che li perseguitano (autorità islamiche ufficiali). Nessuno dimentichi che Ahmed al-Tayeb, lo sceicco di Al-Azhar, ha condannato l'omicidio del docente francese Samuel Paty come anti-islamico, ma ha aggiunto che «insultare le religioni e attaccare i loro simboli sacri sotto la bandiera della libertà di espressione costituisce un doppio standard dal punto di vista intellettuale e un aperto invito all'odio». "Doppio standard" significa che non si può respingere il terrorismo delle armi (jihadista) se non si respinge anche il terrorismo intellettuale delle vignette blasfeme: al-Tayeb mette le due cose sullo stesso piano.COSA SUCCEDERÀ ADESSOIl film delle settimane a venire è facile da pronosticare: il governo francese presenta la sua legge contro il "separatismo" destinata a colpire le moschee e i centri di scolarizzazione islamisti in Francia, le proteste e i boicottaggi contro Parigi nel mondo islamico raddoppiano di intensità, nuovi attentati terroristici colpiscono il territorio francese, i paesi riuniti nell'Organizzazione della Conferenza islamica condannano gli attentati ma chiedono alla Francia di ritirare la sua legislazione islamofoba e di legiferare contro la blasfemia, altrimenti saranno costretti a prendere provvedimenti contro i cittadini e le merci francesi. L'Europa dichiarerà la sua solidarietà con Parigi, ma non farà nulla per passare dalle parole ai fatti: in Germania vivono 5 milioni di musulmani di cui 2 milioni con la cittadinanza tedesca. Mentre gli Usa non simpatizzano affatto per la laicità alla francese, soprattutto gli esponenti dell'establishment progressista. Come ha scritto su Le Figaro l'esperto di jihadismo Hugo Micheron: «C'è una stampa influente e "progressista", incarnata dal New York Times e dal Washington Post, che sembra fare molta fatica a pensare il problema jihadista - questo aggettivo non appare mai negli articoli sugli attacchi terroristici! Con un ribaltamento della realtà, la responsabilità della violenza è imputata non agli islamisti, ma al modello repubblicano francese, un'interpretazione che riecheggia la vulgata diffusa dalla Turchia di Erdogan o dalla Cecenia di Kadyrov».IL DISCORSO DI BENEDETTO XVI A RATISBONALa stampa e l'establishment liberal americano per lo più fanno la stessa cosa che fecero quindici anni fa in occasione delle violenze seguite al discorso di Ratisbona di Benedetto XVI: puntano il dito non contro chi ha fatto ricorso alla violenza per protestare contro la manifestazione di un pensiero (allora venne uccisa una suora in Somalia e furono attaccate chiese in Palestina e in Iraq), ma contro chi ha manifestato il pensiero al quale gli estremisti hanno reagito con violenze e minacce. Per i progressisti made in Usa i musulmani non vanno provocati perché godono dello statuto di vittime (del colonialismo e del pregiudizio etnico e religioso); ma più in generale né un presidente Trump né un presidente Biden prenderebbero mai le difese del "diritto alla blasfemia" rivendicato da Macron che ha coagulato l'indignazione e la reazione di tutto il mondo islamico, perché gli Usa hanno bisogno della Turchia per contenere la Russia e hanno bisogno dell'Arabia Saudita per tenere sotto scacco l'Iran.Ma più che col cinismo e con l'incapacità di comprendere dei liberal americani Macron se la deve prendere con se stesso, perché le condizioni per l'inversione delle responsabilità, con la Francia vittima di ripetuti sanguinosi attentati jihadisti trasformata in carnefice dei musulmani che la abitano, le ha create lui provocando il cortocircuito fra le leggi vigenti che vogliono impedire l'islamizzazione dello spazio pubblico, quelle che lui vuole introdurre per combattere il "separatismo" di alcune componenti musulmane della popolazione e la rivendicazione della legittimità della blasfemia anti-islamica. Non c'è bisogno di essere musulmani per sentire che qualcosa stride quando lo Stato francese, dopo aver vietato negli anni scorsi l'hijab nelle scuole e il niqab e i burka in pubblico (mentre alcune amministrazioni locali vietano anche il burkini in spiaggia e nelle piscine), si appresta ora a vietare il velo in tutte le aziende destinatarie di appalti pubblici, ad abolire la scuola parentale (praticata da un certo numero di famiglie musulmane) e a negare agli imam formati all'estero e pagati da autorità straniere di esercitare in Francia, e nel mentre che introduce questi divieti che hanno l'obiettivo di ostacolare la diffusione dell'islamismo, la massima autorità di Francia difende la libertà illimitata di bestemmiare il profeta e il Dio dei musulmani. Chi glielo spiega ai musulmani - di tutto il mondo - che la Francia non ce l'ha con loro?OTTUSITÀ LAICISTAIl futuro, come dicevamo, è segnato: la Francia dovrà cedere e fare per la ragione sbagliata quello che avrebbe dovuto fare tempo fa per la ragione giusta. In tutti i paesi del mondo la libertà di espressione ha dei limiti fissati dalla legge, in particolare quando l'espressione diventa offensiva, e non si capisce in base a quale logica il sentimento religioso dovrebbe essere l'unico sentimento umano verso il quale le offese sono sempre permesse. Ma il cedimento in questa particolare circostanza avrà due conseguenze catastrofiche: consacrerà Recep T. Erdogan come protettore dei musulmani che vivono in Europa e spianerà la strada ad altri cedimenti che avverranno con la stessa dinamica del primo. Il quadrilatero terroristi-Erdogan-piazze musulmane-al-Azhar funzionerà alla perfezione, ogni componente rafforzando le altre tre spontaneamente, senza nessuna intesa previa. L'ottusità presuntuosa dei laicisti ci ha portato qui. Titolo originale: Quanto è stupido il diritto alla blasfemia rivendicato da MacronFonte: Tempi, 5 novembre 2020Pubblicato su BastaBugie n. 690
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6338SE SCONFIGGERA' TRUMP, BIDEN SOSTERRA' IL ''DIRITTO'' DEI BAMBINI DI CAMBIARE SESSO di Mauro FaverzaniAi più potrebbe essere sfuggito, avendo i media puntato i riflettori sul numero di test anti-Covid compiuti dal presidente Trump e sulle sue dichiarazioni fiscali, ma nel corso dell'ultimo dibattito a distanza, il suo sfidante, Joe Biden, ha dichiarato apertamente, in perfetto alfabeto Lgbt, di voler sostenere i «diritti transgender» dei bambini. A suo avviso, infatti, essi dovrebbero esser messi in grado di cambiare la propria «identità di genere» senza la minima discriminazione ed il minimo ostacolo. In caso di elezione ha già annunciato, quindi, di voler eliminare tutti i divieti ed i paletti posti dal tycoon, cambiando la legge e rimuovendo tutti i suoi ordini esecutivi. Si arretrerebbe, insomma, all'era Obama, che si distinse per il sostegno dato alla chirurgia transgender senza limiti e senza regole, al punto da calpestare lo stesso diritto all'obiezione di coscienza da parte dei medici e degli enti religiosi, nei confronti dei quali Biden non ha specificato come intenda comportarsi. E, a moderare il confronto, non v'è stata una stampa abbastanza neutra da porgli le domande più scomode, riservate invece esclusivamente al presidente Trump. Da notarsi come, ancora nel giugno scorso, la Congregazione per l'Educazione Cattolica vaticana, in un documento intitolato «Maschio e femmina li creò», già esplicito sin dal titolo, ha condannato di nuovo la cosiddetta teoria gender ed ha ribadito la Dottrina della Chiesa sulla differenza fondamentale tra uomo e donna secondo la legge naturale, essenziale per la famiglia e per lo sviluppo umano. Ma nessuno, di questo, durante il dibattito, ha chiesto conto a Biden, sempre pronto a proclamarsi cattolico a parole, salvo poi tradire la propria fede nei fatti, promuovendo aborto ed Lgbt, ciò per cui gli è stata negata la Santa Comunione.MA ANCHE IN EUROPA...Un cliché, comunque, questo, ritrovabile ovunque, anche in Italia, dove, in occasione delle elezioni municipali del prossimo 25-26 ottobre, a Nuoro, la lista Giovani Democratici, orbitante ovviamente nella Sinistra militante, ha pensato bene di affidare la propria immagine al bacio-gay tra due uomini in costume tradizionale sardo, all'insegna del motto «Orgogliosi delle nostre tradizioni, orgogliosi delle nostre diversità», specificando poi, a scanso di equivoci, con tutti i problemi che hanno la Sardegna in particolare e l'Italia in generale, chi sia, secondo loro, il vero nemico: «Non bastano delle leggi contro un fenomeno già sviluppato - si legge sui manifesti -. Servono soluzioni radicali. L'omofobia è soprattutto un problema cittadino», senza precisare però in cosa debbano consistere, a loro avviso, queste «soluzioni radicali»: l'ergastolo? la pena capitale? Chissà.Le cose non vanno meglio in Europa: i leader di Polonia ed Ungheria, legittimamente eletti, sono, una volta di più, finiti sotto l'attacco della Commissione e del Parlamento comunitari, decisi a proibir loro l'accesso ad ulteriori fondi, a meno che non accettino incondizionatamente i diktat dell'Unione. Già erano stati ridotti ideologicamente gli stanziamenti diretti a tutte le comunità locali polacche, ree di aver approvato la «Carta della famiglia», che vieta l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, nonché di promuovere la propaganda Lgbt.POLONIA ED UNGHERIAMa nel mirino europeo è finito anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán: non è piaciuto un suo saggio dedicato alla crisi della democrazia liberale, in cui rilancia la necessità di rifondare la società su basi cristiane, saggio apparso su diversi giornali ed in molte lingue. Al veleno la reazione di Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea e Commissario delle politiche per i valori, che, nel corso di un'intervista a Der Spiegel, ha accusato lo stesso Orban d'essere il vero problema europeo a causa della sua «allergia ai principi democratici». Immediata la ferma protesta, trasmessa dal premier ungherese alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: Orban ha chiesto il licenziamento in tronco di Jourová, con la quale in ogni caso, dopo gli insulti ricevuti, non intende aver più niente a che fare. Nessuna comprensione, né mediazione da parte di von der Leyen, che anzi ha ribadito piena fiducia nella propria vice.Polonia ed Ungheria, comunque, "vaccinate" da decenni di comunismo, non accettano certo ora di subire nuovi processi politici in stile neo-sovietico ad opera delle istituzioni comunitarie, anzi. Per questo l'Ungheria ha minacciato di bloccare con un veto il processo di negoziazione col Parlamento europeo sul progetto di bilancio pluriennale dell'Ue e sul fondo per la ripresa economica, decisi a luglio, qualora il pagamento dei fondi fosse condizionato: «Questa non è la regola dello Stato di diritto - ha detto una portavoce del governo di Budapest - questa è la regola del ricatto». Da notarsi che, tradotto dal politichese, quello che l'Ungheria minaccia di far saltare è un accordo del valore di 1,8 trilioni di euro, non bruscolini...Dal canto suo, il presidente polacco, Andrzej Duda, recentemente rieletto, nel corso di un'intervista alla televisione Ewtn, ha ribadito il proprio impegno a sostegno della famiglia tradizionale, del matrimonio inteso come unione tra un uomo ed una donna, nonché il diritto dei genitori di crescere i propri figli secondo le proprie convinzioni, tutte cose sancite dalla Costituzione. Da notarsi come Duda sia stato il primo presidente polacco a partecipare alla Marcia annuale per la Vita e per la Famiglia di Varsavia.UN'OFFENSIVA MONDIALEMa Stati Uniti ed Europa non sono che pedine sulla scacchiera internazionale di un'offensiva in grande stile, lanciata dall'armata gender ormai a qualsiasi latitudine: così in Messico ecco le forti pressioni esercitate dalla Sinistra, per modificare il codice civile e facilitare così il cambio di sesso sui documenti ufficiali sulla base dell'«identità di genere percepita», un'iniziativa che gode del sostegno anche del presidente Andrés Manuel López e del gruppo parlamentare da lui fondato nove anni fa, il Morena, Movimento Nazionale di Rigenerazione. Commentando la notizia, Marcial Padilla, direttore di ConParticipación, ha dichiarato di ritenere che tale azione concertata non sia frutto «di casualità, bensì si tratti di uno sforzo programmatico e sistematico, per imporre un'ideologia, l'ideologia gender. Tutti i cittadini, soprattutto i genitori, devono essere consapevoli che tutto questo non si fermerà. Dobbiamo mettere rappresentanti e governanti capaci di dire no a questa barbarie».Quella in corso, insomma, è una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi e di armi. Web compreso. Così ecco Wikipedia censurare chiunque editi contenuti a sostegno del matrimonio naturale. E lo stesso co-fondatore dell'influente enciclopedia online, Larry Sanger, ha dichiarato, con rammarico, che questo segna la «morte» della politica di neutralità finora seguita dal sito, una «morte» dovuta ai pregiudizi politici del ristretto gruppo di redattori, cui sono attualmente affidate le scelte editoriali. Da qui la sua vibrata protesta contro la deriva, in cui è stata arenata la sua "creatura" virtuale. Dopo politica e web, la propaganda gender senza confini non risparmia neppure il settore dell'intrattenimento. Come nel campo della pubblicità, ad esempio, dove i biscotti Oreo si sono tinti d'arcobaleno, in ottobre, in occasione dell'«Lgbtq+ History Month». In edizione limitata vengono proposte 10 mila confezioni in tutto, non acquistabili: possono essere ottenute, infatti, solo partecipando ad un concorso, promosso in collaborazione con l'organizzazione Pflag-Parents and Friends of Lesbians and Gays. Si tratta, in sostanza, di condividere una foto su Twitter o Instagram, in cui ci si dichiari "alleati" del movimento gay, utilizzando gli hashtag previsti: in una parola, propaganda e indottrinamento in salsa dolce...Anche nel campo della musica pop dilagano i cantanti Lgbt-friendly, noti e meno noti, dalla belga Angèle alle statunitensi Katy Perry, Madonna, Lady Gaga, Selena Gomez, Ariana Grande e Christina Aguilera; [...] questi e molti altri sono tutti artisti con all'attivo prese di posizione esplicite oppure brani a tema, per lo più dai contenuti, a dir poco, irricevibili ed irriferibili per decenza e pietà verso i lettori.L'elenco potrebbe continuare, ma già questo "assaggio" consente di intuire quanto vasta sia la galassia delle "note arcobaleno", supportata dallo star system mondiale, che bombarda radio e tv coi loro nomi, coi loro volti e coi loro brani, purtroppo ben noti ai giovani, che spesso li ascoltano, senza più saper reagire neppure di fronte ai contenuti più spinti ed osceni. Insomma, uno spiegamento di forze e di mezzi, che rende sempre più difficile immaginare il mondo Lgbt come uno sparuto manipolo di poveri indifesi, perseguitati ed oppressi. Anzi, appare semmai vero proprio il contrario... Titolo originale: Da Biden ai biscotti, ecco la mappa della guerra Lgbt globaleFonte: Corrispondenza Romana, 21 Ottobre 2020Pubblicato su BastaBugie n. 688
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6315IN SPAGNA IL GOVERNO SOCIALISTA VUOLE ESTIRPARE LA CROCE DELLA VALLE DEI CADUTI da TempiRiesumata e sloggiata la salma del Caudillo, l'esecutivo Psoe-Podemos punta ora definire il destino della più grande Croce cristiana e dei monaci benedettini che dal 1958 vegliano la Valle de los Caídos, l'immenso mausoleo spagnolo a nord di Madrid nelle cui cripte sotterranee riposano quasi 50 mila caduti de los dos bandos, repubblicani e franchisti vittime della Guerra civile. Dopo aver trasferito, nell'ottobre scorso, i resti del dittatore sepolto nella basilica del mausoleo al cimitero di El Pardo, due settimane fa il Consiglio dei ministri ha approvato infatti la bozza della cosiddetta legge della Memoria democratica che tra le altre cose - oltre a costituire una procura presso il Tribunal supremo per indagare sui fatti e le violazioni dei diritti umani nel corso della Guerra civile, identificare i corpi delle vittime della repressione, cancellare simboli e associazioni come la Fundación Francisco Franco - stabilisce la sconsacrazione del complesso monumentale: la Valle dei caduti diventerà un cimitero civile. VIA I MONACI E IL CIMITEROCosì il grande memoriale verrà sottratto alla custodia della Fundación de la Santa Cruz dei benedettini che da quasi 70 anni vegliano sul sepolcro di Franco ai piedi dei monti della Sierra del Guadarrama. La presenza dei religiosi, secondo Carmen Calvo, vicepremier con delega "alla Memoria democratica", è infatti incompatibile con la riassegnazione a luogo civile della Valle.Ma che fare della possente croce, alta 150 metri, 300 se si considera il basamento della rupe di Nava da cui si innalza sovrastando l'abbazia? Denunciando l'audacia suprema dell'ideologia marxista volta a smantellare una civiltà millenaria, l'Associazione per la Difesa della Valle dei caduti ha lanciato un drammatico appello ai cristiani di tutto il mondo per difendere la croce dalla possibilità, per nulla remota, che essa venga rimossa, ricordando che «in Spagna, tra il 1934 e il 1939, i cristiani hanno subìto una delle più grandi e sanguinose persecuzioni della storia da parte di un'oscura coalizione di socialisti, comunisti e anarchici chiamata "Fronte popolare", con più di 8 mila religiosi e diverse migliaia di laici brutalmente assassinati, uccisi solo ed esclusivamente per la loro fede». Emblema di riconciliazione e tributo a tutte le vittime, il mausoleo che diede sepoltura cristiana a vincitori e vinti rappresenta - si legge ancora nell'appello - «un simbolo di unità e fratellanza tra tutti gli spagnoli». Nonostante questo il governo vuole privare la Valle della stessa ragione della sua esistenza, con l'espulsione della comunità benedettina e la demolizione della croce, eventualità che la vicepresidente Calvo non ha mai negato di prendere in considerazione.OBIETTIVO: IL VUOTO COMPLETODi fronte all'impotenza «patita in questo momento dai cristiani spagnoli, facciamo appello a tutti i nostri fratelli in Cristo, qualunque sia la loro nazionalità, in tutto il mondo, per aiutarci con le loro preghiere e tutti le azioni mediatiche necessarie per evitare che si verifichi un simile sacrilegio», scrive l'Associazione per la Difesa della Valle dei caduti. Una richiesta che nasce dall'impegno «per la verità che ci renderà liberi; dall'impegno per la giustizia, come forma superiore di conoscenza umana; dall'impegno per la storia e dall'impegno per la cultura, poiché solo per ignoranza o odio questo luogo può essere disprezzato come eredità di ogni generazione che ci ha preceduto». La demolizione della monumentale croce della Valle dei caduti, prosegue l'Associzione, «non è solo un barbaro attacco contro un bene culturale di prim'ordine, è un attacco alle fondamenta su cui è stata costruita l'Europa e un passo indietro di diversi decenni nella difesa della libertà».«So perché lo fanno, anche se hanno giustificazioni confuse, retoriche e demoscopiche», ha raccontato al Foglio il poeta e scrittore Enrique García-Máiquez, tra i pochi intellettuali che hanno alzato la voce per opporsi alla sconsacrazione della Valle dei caduti, allarmato dalla perdita di pietas del suo paese. «In fondo, a El Valle si sa perché si è morti, mentre la morte è il grande abisso della società attuale e dei suoi politici. Con una strana vertigine non sopportano la propria mancanza di senso, ma ne sono attratti come un magnete». García-Máiquez è durissimo nel giudizio del governo di Pedro Sánchez e Pablo Iglesias: «Non sono stati in grado di trattare con dignità le decine di migliaia di vittime del Covid, stanno proponendo l'eutanasia in questo momento, predicano l'aborto come un diritto, e vogliono entrare in un vecchio cimitero per "riassegnarlo". Hanno bisogno di rimuovere la croce il giorno dopo la festa dell'Esaltazione della Santa Croce, perché lei affronta il vuoto, e sentono che solo quando il vuoto sarà completo potranno finalmente riposare. Per questo la croce della Valle non sarà l'ultima a gettarli nello sgomento. Anche quella che indosso al petto».Nota di BastaBugie: per approfondire il profondo significato anticattolico degli interventi al mausoleo in cui riposano vincitori e vinti della Guerra civile e della cacciata dei monaci che lo custodiscono, leggi i nostri precedenti articoli cliccando sui seguenti linkPROFANATA LA TOMBA DI FRANCO: IL VATICANO SMENTISCE IL GOVERNO ANTICRISTIANO SPAGNOLOIl premier Pedro Sanchez profana il luogo sacro dove sono sepolti vincitori e vinti della guerra civile risolta da Francisco Franco che sconfisse le forze di sinistra che massacravano i cattolici con odio e sistematicitàdi Andrea Zambranohttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6225AL DITTATORE BUONO (E CATTOLICO) FRANCISCO FRANCO RIESUMATO IL CORPO PER SPREGIOIl governo socialista fa una macabra mossa elettorale... e i vescovi spagnoli tacciono dimenticando che fu lui a salvarli (eppure il papa San Giovanni XXIII disse: ''Franco fa leggi cattoliche, aiuta la Chiesa, è un buon cattolico, che cosa gli si può chiedere di più?'')di Gabriel Arizahttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5863Sui martiri spagnoli e più in generale sulla Guerra di Spagna consigliamo l'approfondimento dei seguenti film:L'ASSEDIO DELL'ALCAZAR (1940)La gloriosa resistenza del comandante Moscardò e del presidio militare di Toledohttp://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=40UN DIOS PROHIBIDO (2013)La gloriosa testimonianza di fede dei 51 frati barbaramente uccisi dal Fronte Popolare in odio alla fede cattolicahttp://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=42VIDEO: I MARTIRI SPAGNOLI, VITTIME INNOCENTI DELLA FURIA ANTICATTOLICACosa è successo davvero dal 1936 al 1939? Lo spiega magistralmente il prof. Giovanni Formicola nella seguente conferenza (durata: 1 ora e 10 minuti).
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6252A LUMEZZANE IL PRESIDE VOLEVA SEQUESTRARE GLI ALUNNI CON FEBBRE... E NON E' UNA FAKE NEWS!La ministrA Azzolina bolla la notizia come fake news, ma è tutto vero, ci sono le prove (VIDEO IRONICO: La Super Cazzolina e la riapertura delle scuole)di Andrea ZambranoStudente con la febbre a scuola? Chiamate i carabinieri e isolatelo dai famigliari. A Lumezzane Pieve il preside di un istituto comprensivo, che va dall'Infanzia alle Medie Dante Alighieri, ha pensato bene di inviare un'informativa ai genitori dal vago sapore coreano. Fortunatamente la comunicazione della scuola è rientrata e ora al punto sette dove si affronta la procedura di isolamento è previsto che il bambino torni subito al suo domicilio, ma per sei giorni i genitori dell'istituto in provincia di Brescia hanno avuto di che tremare.Ecco quanto pubblicato sul sito della scuola il 6 agosto scorso e modificato soltanto il mercoledì 12, una settimana dopo. Al punto sette, nell'informativa sulla ripresa delle lezioni dopo la pausa estiva e il lockdown si legge:In presenza di sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C durante l'orario scolastico, per gli alunni scatta una rigida procedura che prevede i seguenti passaggi:- l'alunno dovrà essere immediatamente dotato di mascherina chirurgica;- sarà posto in isolamento in stanza Covid; - il docente dovrà chiamare immediatamente il 112 o il 1500;- i genitori non potranno prelevare in alcun modo il proprio figlio da scuola che sarà affidato all'autorità sanitaria.Pertanto, alla luce del rigido protocollo, si invitano vivamente i genitori ad attuare scrupolosamente le raccomandazioni di cui al punto precedente.IL PRESIDE HA FATTO MARCIA INDIETROIsolamento in una stanza covid, allertare i carabinieri, dare il bambino in custodia all'AST locale e tenere fuori i genitori. Forse neanche a Sparta erano così drastici.Le polemiche scatenatesi sui social sono state tali e tante che il preside ha fatto marcia indietro anche se alla Nuova BQ che lo ha raggiunto ha detto che ha cambiato l'informativa solo dopo la pubblicazione delle linee guida della Ministra Azzolina, che non prevedono ovviamente il sequestro dei bambini da parte dell'autorità sanitaria.Eppure, l'episodio è sintomatico di un certo modo di ragionare di funzionari statali che non sanno più come gestire un'emergenza che non ha ormai né capo né coda. La scuola è sempre più nel caos, anche se la Azzolina non perda occasione, leggi l'intervista di ieri del Corriere, per dire di aver fatto i miracoli.Del resto, se un preside fai da te arriva a ipotizzare il sequestro preventivo dei medici dell'Asl per i bambini significa non solo che i dirigenti sono lasciati a loro stessi in balia dell'incertezza a un mese dalla riapertura dei cancelli delle scuole, ma anche che la mentalità che è passata con i Dpcm del governo, è quella che i figli sono dello Stato e i genitori devono retrocedere. Del resto, non dimentichiamo che è stato il governo a prevedere che un padre e una figlia dovessero stare distanziati in auto come se il vivere tra le stesse mura domestiche non fosse nulla. Ed è sempre stato il governo a intervenire pesantemente nella vita famigliare impendendo a mamma, papà e figli di sentirsi un unico corpo sociale, cosa poi presa a modello dalla stessa Chiesa che ancora oggi in molte parrocchie impedisce alle mamma, papà e figli di sedersi vicino a Messa.Mentalità, dicevamo, che si stanno facendo largo e che vanno combattute con le unghie e con i denti perché quando lo Stato avrà il controllo totale e fisico anche sui figli non resterà più nulla per la costruzione definitiva dell'uomo nuovo.I BAMBINI SONO PROPRIETÀ DELLO STATO?Ovviamente un preside non si inventa una misura del genere se questa non è stata prima respirata in un humus fertile. In fondo, la mentalità dei bambini di proprietà dello Stato si sta facendo largo senza la condanna delle anime belle. Forse che l'agghiacciante frase dell'ex ministro Lorenzin sui bambini che non sono di proprietà dei genitori - a proposito di un papà che ha perso la patria potestà perché non ha vaccinato il figlio - non ricalchi la stessa mentalità antifamilista e da Stato etico educatore della prole? È la stessa mentalità che si sta facendo largo.A Lumezzane per venirne a capo la scuola ha dovuto riscrivere l'informativa così: «In caso di comparsa a scuola in un operatore o in uno studente di sintomi suggestivi di una diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, la persona interessata dovrà essere immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto». Alla Bussola, l'assessore alla scuola del comune di Lumezzane, Lucio Facchinetti getta acqua sul fuoco: «E' una bolla di sapone, il preside ha già corretto».Mentre lui, il dirigente, Angelo Prontera si è giustificato dicendo di non aver avuto risposta dall'Ast di Brescia alla quale aveva chiesto chiarimenti e che si è trovato nella situazione di dover interpretare le normative presenti fino a quel momento e che soltanto la circolare della Azzolina ha poi chiarito successivamente. Quando «subito dopo sono state emanate le linee guida ho corretto», si è giustificato.Però ha anche aggiunto di «aver preso spunto da altre scuole che avevano adottato la stessa misura», salvo però rifiutarsi di dire di quali scuole si tratta. Comunque, qui in Italia e non solo in Corea del nord.Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Andrea Zambrano, nell'articolo seguente dal titolo "Non è una fake news: lezioni di giornalismo all'Azzolina" parla dello scivolone della ministra Azzolina che invece di riprendere il collega preside per la circolare "sequestra bambini" di Lumezzane, ha bollato la notizia come una fake news. Invece la notizia era vera, ci sono le prove.Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 agosto 2020:La Ministra Lucia Azzolina l'ha definita fake news. Ma quella dei bambini di una scuola "sequestrati" dallo Stato in caso di covid è una notizia vera. Una notizia che poi ha portato a un dietrofront tanto imbarazzato quanto sciagurato dell'Istituto che l'ha diffusa. Ma notizia resta, non diventa fake news. E se ci tocca intervenire di nuovo sul caso di Lumezzane, è perché, essendo stati noi, qui alla Bussola, i primi a verificare la fondatezza di quella circolare assurda del 6 agosto scorso del preside Angelo Prontera, possiamo non solo essere certi della genesi dei fatti, ma anche chiamare con il loro nome le cose. In provincia di Brescia il preside aveva diffuso inizialmente una circolare nella quale avvisava che in caso di febbre i bambini-studenti sarebbero stati affidati all'autorità sanitaria, non ai genitori. La notizia è vera? Sì, possiamo dirlo avendo sentito i protagonisti della vicenda come i giornalisti fanno. Cosa che la Azzolina, che scambia l'effrazione per l'infrazione, non può evidentemente fare.Lezione di giornalismo alla ministra: la foto che lei ha fatto pubblicare sul profilo del Miur e ha bollato come fake news, non è una fake news, ma è una notizia vera. Si riferisce alla circolare emessa il 6 agosto dal preside dell'Istituto Polo Ovest di Lumezzane e classificata con numero di protocollo 0004148/U del 06/08/2020 08:40:46 I.1 - Normativa e disposizioni attuative. Quello che la Azzolina ha pubblicato come fake news non è altro che il punto 7 della delibera scolastica che - appunto, qui sta la notizia - comunica ai genitori che se il bambino è febbricitante (neanche positivo covid, solo febbricitante) deve essere prelevato dall'autorità sanitaria e non dai genitori. Questo si chiama sequestro di Stato dei minori, piaccia o no alla ministra Azzolina, la quale - lo ricordiamo - crede che gli imbuti servano per essere riempiti. Semplicemente che cosa è successo? E' successo, e la Bussola lo ha raccontato per prima quindi sa di che cosa parla, che dopo le proteste dei genitori e su interessamento persino dell'assessore alla scuola di Lumezzane, il punto sette è stato tolto.Ma non subito, ben 6 giorni dopo, il 12 agosto. Nell'articolo abbiamo anche riportato le giustificazioni del preside, che, condivisibili o no, sono la miglior smentita all'Azzolina. Fake news sarebbe stato attribuire a quella circolare la volontà del ministero di sequestrare i bambini. Infatti ce ne siamo ben guardati dal farlo, e lo stesso ha fatto La Verità, che alcuni giorni dopo è ritornata sul caso, però abbiamo notato che la facilità con la quale il preside ha scritto quello sciagurato punto 7 è indice della confusione che regna nella scuola e mostra la facilità con cui lo Stato cerca di appropriarsi dell'educazione dei bambini. E questo è incontestabile. La Azzolina non doveva bollare come fake news la notizia, ma doveva riprendere pubblicamente quel preside affinché i presidi non si sentissero autorizzati a ragionare come si fa in Corea. E tutti i presidi, compresa la ministra che dopo l'esperienza di governo - speriamo presto - diventerà una di loro, avendo vinto il concorso apposito. È probabile che al concorso non abbia passato la prova di giornalismo. Nel caso, potremmo dare qualche lezione di ripetizione noi.VIDEO IRONICO: LA SUPER CAZZOLINA A MENO DI UN MESE ALLA RIAPERTURA DELLE SCUOLENel seguente video (durata: 3 minuti) dal titolo "La Super Cazzolina - Meno di un mese alla riapertura delle scuole" Angelica Massera interpreta la ministrA dell'istruzione. Provate a non ridere se vi riesce.https://www.youtube.com/watch?v=ywtff4kToq8 Titolo originale: Caos scuola: bimbi con febbre sequestrati dallo StatoFonte: La nuova Bussola Quotidiana, 14-08-2020Pubblicato su BastaBugie n. 679
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6234PROVE DI TOTALITARISMO IN OCCIDENTE di Mauro FaverzaniOra è chiaro: in Occidente c'è libertà di pensiero, di parola e di credo, ma solo per chi canti col coro, per chi cioè si allinei al «politicamente corretto». Zero per tutti gli altri. Sono continue ed incessanti le tristi conferme e tutte portano a questa conclusione.A dimostrarlo, sono ancora una volta i fatti. Come l'inaudita decisione assunta dall'Unione europea di negare i fondi a sei Comuni polacchi, "colpevoli" di essersi dichiarati «Lgbt-free» ed a favore dei «diritti della famiglia». Ciò non costituisce solo un'ingiustificata sanzione, bensì anche un'ingiusta penalizzazione, oltre a rappresentare un chiaro monito inviato al governo di Varsavia, accusato d'aver tutelato i propri cittadini dall'imposizione di ideologie e dalle pressioni di Bruxelles, che vieta, oltre tutto sventolando ipocritamente la bandiera delle "libertà": il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen della Cdu tedesca, ha dichiarato infatti d'esser intervenuta sui sei Comuni, escludendoli da un programma di gemellaggi e dai relativi finanziamenti, in quanto «i nostri trattati garantiscono ad ognuno in Europa la libertà di essere ciò che è, di vivere come voglia, di amare chi gli pare e di puntare in alto come desideri». Purché non si dichiari pro-family ed «Lgbt-free», per l'appunto. Perché in tal caso l'Ue smette di garantire ed inizia a censurare, punire, discriminare. Insomma, ciascuno di noi è libero di pensare, di volere e di credere in qualunque cosa, cui però pensi, voglia e creda anche Bruxelles. Non ad altro.Il che corrisponde ad una versione alquanto totalitaria del libero pensiero, come ha evidenziato il ministro di Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, che ha condannato la decisione dell'Ue, annunciando di voler ripristinare il primato della legge su questi abusi: «Non possiamo permettere che l'Unione europea discrimini i cittadini polacchi ed i governi locali - ha postato su Facebook -. L'Unione deve rispettare l'uguaglianza di tutti, riconoscendo a tutti il diritto di avere le proprie opinioni e di esprimerle liberamente». Esattamente ciò che oggi non avviene.3 ANNI DI CARCERE PER IL SACERDOTE CHE CRITICA L'ISLAME sempre all'Unione europea, nello specifico all'inviato speciale per la promozione della libertà religiosa, lo slovacco Jan Figel, si è rivolta l'associazione spagnola HazteOir.org, che ha già raccolto decine di migliaia di firme in difesa di don Custodio Ballester, sacerdote pro-life accusato d'aver commesso un «crimine d'odio», per aver scritto un articolo in cui mette in guardia dai pericoli dell'islam. In particolare, a scatenare l'ira della magistratura iberica, è stato questo passaggio del testo: «Non inganniamo noi stessi, l'islam di oggi e di sempre, quello che stiamo tentando di far convivere col Cristianesimo, con una mano guida le opere di carità, ma con l'altra arma chi annienti quanti si rifiutino di riconoscere Allah e di considerare Maometto come l'ultimo e definitivo profeta di Dio».Che è poi ciò che dice espressamente il Corano, nulla di particolarmente nuovo... Eppure, niente da fare. Nonostante Isis, Boko Haram, al-Qaeda e via elencando, col loro pesantissimo carico di sangue e di terrore versato in nome di Allah, interrogarsi sui pericoli dell'islam è configurato come un reato. Almeno secondo la Procura della Repubblica di Malaga, che ha chiesto per don Ballester una condanna a 3 anni di carcere, 3 mila euro di multa, l'interdizione dall'esercizio del diritto di voto per tutta la durata della pena, nonché l'interdizione dall'insegnamento e da qualsiasi ruolo educativo per otto anni, oltre ad altre spese accessorie a suo carico. Niente meno. Una richiesta pesantissima e sproporzionata.Ancora una volta sotto accusa ci sono un'opinione ed il fatto d'esprimerla. Ancora una volta, come già nel caso dell'omofilia, esiste un pensiero «politicamente corretto» ed è islamofilo. Chiunque vi si opponga, va fermato, censurato, punito. È quanto dichiara HazteOir.org: occorre «fermare il rullo compressore del politicamente corretto. Se non ci opporremo a questa ingiustizia, avremo spalancato la porta ad altri, futuri attacchi alla libertà d'espressione contro una parte soltanto della cittadinanza, quella che la Sinistra decide che non possa esprimersi liberamente».UNA STRATEGIA LIBERTICIDAOrmai la censura è globale, per cui riguarda anche il mondo digitale, come è accaduto negli Stati Uniti, dove i social (nello specifico, Facebook, Twitter e YouTube) hanno censurato un video, trasmesso dal gruppo «Medici americani in prima linea», video in difesa dell'uso dell'idrossiclorochina nel trattamento del Covid, poiché esso avrebbe violato le politiche contro «la disinformazione» in merito al Coronavirus. I padroni del web non hanno guardato in faccia a nessuno, tant'è vero che Twitter ha avuto l'impudenza di censurare anche alcuni tweet del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che si è "permesso" di riprendere alcuni estratti del video "incriminato". Bavaglio anche per suo figlio, Donald Trump jr., "reo" di aver fatto la stessa cosa: il suo account è stato sospeso addirittura per 12 ore. Secondo il suo portavoce, i social rappresentano oggi «la più grande minaccia alla libertà di parola in America, con le loro interferenze, peraltro nemmeno dissimulate, in piena campagna elettorale».In un secondo video «Medici americani in prima linea» hanno spiegato come non serva a nulla farsi prendere dal panico, poiché è già disponibile un trattamento di provata efficacia contro il Covid-19 ovvero un cocktail di idrossiclorochina - sostanza da tempo approvata dalla Fda-Food and Drug Administration -, zinco ed azitromicina. Ed hanno aggiunto che lo studio apparso sulla rivista scientifica Lancet che riuscì a far bandire il ricorso all'idrossiclorochina, in realtà è stato successivamente screditato. Nel silenzio generale.Ovviamente l'ardire di questo gruppo di medici ha avuto immediate conseguenze: il loro sito è stato completamente smantellato, per il fatto - questo il pretesto... - di diffondere accuse fraudolente.La posta in gioco, come si può capire, è molto, molto alta. Molto più di quanto si voglia far credere e far passare, possibilmente, sotto silenzio, narcotizzando le coscienze. Non si tratta delle bizzarrie di qualcuno, bensì della strategia liberticida e globale di molti. Titolo originale: Nuove prove di totalitarismoFonte: Corrispondenza Romana, 05/08/2020Pubblicato su BastaBugie n. 677
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6206OMOTRANSFOBIA, UN PROGETTO DI LEGGE LIBERTICIDA E TOTALITARIO di Giacomo RocchiQuali sono le discriminazioni che sono vietate? Tutte quelle che possiamo immaginare! In effetti, la norma non si limita a sanzionare differenze di trattamento già vietate da altre norme, ma stabilisce che qualsiasi differenza di trattamento è vietata e punita con il carcere! Ma noi sappiamo che non tutte le differenze di trattamento costituiscono discriminazione: ad esempio, come ha affermato la Corte Costituzionale, non costituisce discriminazione il divieto per le coppie omosessuali di ricorrere alle tecniche di fecondazione artificiale. Le differenze di trattamento possono essere giustificate per motivi educativi (scelta della baby-sitter: posso sapere se è affiliato al Circolo Mario Mieli? Insegnante di scuola cattolica da scegliere), di riservatezza (accesso dei transgender agli spogliatoi femminili oppure camerate di collegi separate per ragazze e ragazzi), di coscienza (il pasticcere o il fotografo che non vogliono prestare la loro opera in unioni civili omosessuali), di equità (atleti maschi che si sentono donne e che gareggiano in competizioni femminili), di fede religiosa (accesso ai seminari).Da oggi, tutto ciò sarebbe vietato e punito con il carcere: un colpo di spugna a problematiche discusse in tutto il mondo (penso ad esempio alle gare sportive e alle regole che sono state via via adottate).QUANDO SONO PUNITE QUESTE DISCRIMINAZIONI?Andiamo avanti: quando sono punite queste discriminazioni? Qui emerge la vera novità del disegno di legge: in effetti, non sono punite soltanto le discriminazioni fondate sul genere, sull'identità di genere o sull'orientamento sessuale, ma anche quelle fondate "sul sesso".Abbiamo, quindi, quattro categorie che vengono poste una accanto all'altra: sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale. Quando il Pubblico Ministero vorrà contestare il reato al "discriminatore" dovrà specificare i motivi che lo hanno indotto alla condotta vietata.Scopriamo, intanto, che, accanto al sesso (suppongo che l'alternativa sia maschio/femmina) esiste il genere: quindi - pare di comprendere - ciascuno di noi è maschio o femmina, ma anche di genere differente. Sia chiaro (sic!): il genere cui noi apparteniamo non corrisponde all'identità di genere, che è una cosa differente; sostanzialmente, nella nostra carta di identità dovrebbero scrivere almeno tre caratteristiche che contraddistinguono una persona.Il fatto è che - come si comprende dalle diverse proposte di legge che sono state unificate in questo "testo base" - la portata di questi concetti non è affatto pacifica (tranne quella di sesso) e tanto meno è diffusa nella popolazione (provate a chiedere a un vostro amico: di che genere sei? e che identità di genere hai?). In effetti, alcune proposte tentavano di darne una definizione ma introducendone altri: la proposta Boldrini e Speranza faceva riferimento al concetto di "identità sessuale" e a quello di "ruolo di genere", mentre la proposta Scalfarotto e altri parlava di motivi "fondati sull'omofobia o sulla transfobia". Il fatto che i concetti siano di significato incerto rende la norma penale illegittima: uno dei principi fondamentali del diritto penale di uno Stato democratico è che la condotta vietata deve essere descritta con precisione, perché il cittadino deve essere messo in grado di prevedere la possibilità di una sua punizione. Il testo unificato rinuncia a definizioni, dà per scontato che esista un "genere" distinto dal sesso della persona e, soprattutto, introduce le discriminazioni per motivi fondati "sul sesso". Questa ultima novità sarebbe diretta a contrastare la misoginia, come si affanna a spiegare Zan nell'intervista a Repubblica. Ora: chiunque può vedere che non si parla affatto di discriminazione nei confronti delle donne, ma di discriminazione per motivi fondati "sul sesso": è chiaro, infatti, che - a parte le chiacchiere ai giornali - i proponenti non potevano compiere - loro per primi! - una clamorosa discriminazione, punendo la misoginia e non punendo i "crimini d'odio" nei confronti dei maschi. In realtà, pare chiaro che si tratti di un'esca lanciata perché abbocchino i movimenti femministi: ma l'operazione è spregiudicata. Pensate, infatti, che si "butta sul penale" tutta la tematica dei contrasti uomo/donna che, purtroppo, è così diffusa nella nostra società. Se fossi un padre separato che non riesce a vedere i figli quanto vuole, valuterei se denunciare per discriminazione l'assistente sociale, il Consulente del giudice che ha suggerito di far vivere i figli presso la moglie, forse lo stesso giudice; e i problemi di carriera all'interno delle aziende? Perché hanno promosso lui/lei e non me, che sono molto più bravo/a? Lo hanno fatto per motivi di sesso?Più in generale, questa proposta, punendo la discriminazione per motivi indicati in modo del tutto generico, è una miccia che chiunque può accendere: c'è sempre qualche motivo per denunciare una discriminazione, per chiedere la chiusura di una radio o di un giornale o di una pagina Facebook!È esattamente questo il risultato che i proponenti vogliono: essi progettano un'aggressione continua basata sulla discriminazione e sui discorsi d'odio.NEGATA LA LIBERTÀ DI OPINIONEVeniamo allora alla repressione della libertà di opinione, di manifestazione del pensiero, di associazione e di riunione. Abbiamo visto che la norma punisce colui che "incita" a tali discriminazioni. Contrariamente all'esempio che faceva Io Donna, per essere perseguito penalmente non è affatto necessario sollecitare il linciaggio di un omosessuale, è sufficiente chiedere ai Responsabili dell'Associazione cattolica degli scout di sostituire dei capi dichiaratamente omosessuali per il ruolo educativo che hanno nei confronti dei ragazzi; è sufficiente chiedere al giudice che mi ha tolto un figlio per le difficoltà familiari o per altri motivi di non affidarlo ad una coppia omosessuale, o scrivere al Vescovo perché faccia ordine in un seminario. "Istigare" significa "stimolare, indurre con consigli e incitamenti ad un'azione" (la norma utilizza il verbo come sinonimo di "incitare", che usa per le associazioni vietate), nient'altro. In effetti, è una norma diversa quella che prevede una punizione più severa per l'incitamento alla violenza: come si è detto, non sono necessari né odio né violenza per sbattere in galera coloro che, quando è necessario, diranno la verità e solleciteranno le persone a seguirla.Ciascuno di noi può intuire in quante occasioni potranno accusarci di avere incitato qualcuno (non necessariamente di persona, anche con lo scritto, con un articolo di giornale, con un post su Facebook) a discriminare "per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'identità di genere o sull'orientamento sessuale".Non basta: se venisse approvata questa legge, sarebbero vietati "ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere": lo scopo - si noti bene! - non deve essere l'unico dell'associazione. Sono previste pene altissime (fino a sei anni di reclusione!), che potrebbero avere senso per associazioni neonaziste o razziste, ma che rischiano di essere inflitte a partecipanti a gruppi o movimenti del tutto pacifici. Non è un caso: ogni resistenza organizzata al dilagare dell'ideologia gender nella società deve essere stroncata; guai ad opporsi a certi corsi o a certe lezioni nelle scuole!CONCLUSIONE: TUTTI A MANIFESTARE L'11 LUGLIOCi sarebbero molte altre annotazioni da fare. Mi sembra evidente che sono in pericolo i fondamenti della democrazia che conosciamo: davvero è sorprendente - lo dico da giurista - che queste proposte siano sostenute, tra gli altri, da un partito che ha la democrazia nel suo nome. Le norme penali sono palesemente illegittime, sono lance scagliate contro la libertà di pensiero, di associazione e di riunione. Non si può che resistere.Nota di BastaBugie: da Nord a Sud un popolo si alzerà in piedi per dire "No" al liberticida ddl Zan sull'omotransfobia, ora in discussione in Parlamento.Con la nostra presenza di piazza vogliamo dire no all'istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream.In caso di approvazione del testo, sarà possibile per chi gestisce una palestra vietare ai maschi transgender (che si "sentono" donne) l'ingresso nello spogliatoio delle donne? Sarà possibile per un genitore chiedere che il figlio non partecipi ad attività scolastiche inerenti temi sensibili sulla sessualità e la famiglia? Sarà ancora possibile per un sacerdote spiegare la visione cristiana del matrimonio? Sarà possibile dire pubblicamente che la pratica dell'utero in affitto è un abominio o dirsi contrari alla legge sulle unioni civili? Per tutte queste domande il ddl sull'omofobia ha una sola risposta, NO.Ecco perché scendiamo in piazza. Per la libertà di espressione, per la libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertà religiosa.
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