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Bella scoperta

Author: Ilaria Beretta e Nicoletta Martinelli

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Description

A volte le scoperte si fanno senza nemmeno andarle a cercare, un po’ per caso, camminando in un bosco o scavando nel giardino di casa. È così che sono state trovate grotte grandiose, reperti di civiltà antiche, orme di dinosauri... La maggior parte delle volte, però, fare una bella scoperta non è affatto frutto della fortuna bensì una questione di studio, ragionamento, osservazioni, analisi, prove e riprove. Ma la fatica è ripagata dall’emozione di quando, finalmente, si può esclamare: trovato! In “Bella scoperta” scienziati e ricercatori raccontano per filo e per segno la rivelazione più straordinaria fatta nel loro lavoro. 
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Di lui esistono poche foto, alcune scattate alle isole Canarie, altre alle Hawaii, altre ancora nell’Oceano indiano. Però nessuno lo aveva mai avvistato, tantomeno immortalato, a nuotare nel Mediterraneo. Elena Valsecchi, biologa molecolare presso l'Università di Milano Bicocca, è stata la prima a scoprirlo nel nostro mare, e per questo può raccontarci qualcosa su questo animale misterioso: il capodoglio pigmeo.Del cetaceo che adora starsene per i fatti suoi la ricercatrice non ha visto il muso ma ha ritrovato pezzi del Dna, che erano stati dispersi qua e là nell'acqua.
I gusci di uova di struzzo incisi oltre 60mila anni fa, dimostrano l capacità dell’Homo sapiens di elaborare un pensiero geometrico, di trasformare un’idea in un prodotto materiale. In pratica, da quelle righette ha preso avvio tutto il pensiero che ha portato alla filosofia, all’arte, alla fisica, alla letteratura…Questo è l’argomento della sesta puntata di Bella scoperta, il podcast di Popotus che racconta, appunto, le belle scoperte fatte da esperti di varie discipline. In questo caso, le archeologhe Enza Elena Spinapolice e Valentina Decembrini.
Tommaso Fusco, dottorando in Biologia Ambientale all’Università Roma Tre, stava cercando di capire che genere di insetti popolano la riserva naturale di Pantalica, in Sicilia, osservando in particolare le formiche. Una formica di quelle che gli sono capitate a tiro gli è sembrata un po’ strana. E qui ha fatto la sua bella scoperta: perché quella non era una formica ma un ragno che fingeva di esserlo. Un ragno che, studiato da vicino, si è rivelato appartenere a una specie mai osservata prima. E siccome tocca allo scopritore decidere il nome di una nuova specie, Tommaso ha scelto di chiamarlo Elisa. Perché? Scopriamolo!
Per anni il fisico Alessandro Corbetta - uno scienziato italiano che lavora all'università olandese di Eindhoven - ha osservato le stazioni, i musei, gli stadi: qualsiasi posto purché fosse affollato. Così ha scoperto che, neppure nelle situazioni di apparente caos, un pedone si scontra con un altro.Com'è possibile? La domanda sembra banale e invece la risposta è arrivata soltanto analizzando milioni di traiettorie di passanti con complicate formule matematiche. Già, perché anche se ognuno pensa di essere libero di camminare dove vuole, quando ci muoviamo in gruppo, seguiamo un ordine preciso che si può descrivere con il linguaggio della scienza.
All'inizio della sua carriera, lo zoologo Piero Genovesi - che lavora all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) - si è trovato a lavorare su un progetto legato a una bella (si fa per dire...) scoperta: in Italia era apparso lo scoiattolo grigio.Ben presto gli scienziati hanno capito che il nuovo arrivato, originario del continente americano, non si differenziava solo per il colore del pelo dal cugino che tradizionalmente abita nel nostro Paese e che ha il pelo rosso; lo scoiattolo grigio era a tutti gli effetti una specie aliena invasiva in grado non solo di infastidire ma addirittura di mettere a rischio la sopravvivenza del suo parente europeo. 
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