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Caffè Zimmermann

Caffè Zimmermann
Author: RSI - Radiotelevisione svizzera
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Description
È lo spazio di approfondimento di Rete Due dedicato alla musica “forte”, la musica colta, trasmessa per via scritta: mille anni di storia della musica, dalle prime forme di polifonia fino alla contemporaneità, senza dimenticare il canto gregoriano. La realizzazione è affidata ai musicologi attivi nei ranghi della RSI e a ospiti che hanno dimestichezza con il linguaggio radiofonico. Il tono è divulgativo, i contenuti di alto livello, aggiornati secondo le ultime ricerche, per veicolare precisione e credibilità.
169 Episodes
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Cinque puntate per parlare di una storia importante e per sottolineare un traguardo altrettanto importante, quello raggiunto dall’ensemble LaReverdie che proprio quest’anno compie 40 anni. Il celebre ensemble dedito da sempre alla musica medievale e formato in origine da due coppie di sorelle, ci racconta di una esperienza professionale straordinaria tutta al femminile che, sin dagli esordi nel 1986, è stata contrassegnata dalla calorosa accoglienza del pubblico e da una entusiasta critica specializzata, tracciando di fatto una via contrassegnata da ricerca, concerti, incisioni e viaggi attraverso uno dei patrimoni musicali più ricchi e affascinanti della nostra storia: quello sacro e profano che va dal XII al XV secolo. LaReverdie è divenuto nel tempo un punto di riferimento, che ha catturato e cattura pubblico e direttori artistici dei maggiori festival internazionali e si è conquistato l’interesse delle case discografiche specializzate. Giovanni Conti ha incontrato le tre fondatrici Claudia Caffagni, Livia Caffagni ed Elisabetta de Mircovich per cristallizzare, decennio dopo decennio, una narrazione che rimane esemplare ed unica.Da segnalare, per il nostro pubblico, che l’ensemble LaReverdie si esibirà a Bellinzona domenica 1 novembre con un concerto intitolato Laudarium franciscanum. L’evento fa parte della rassegna Cantar di Pietre 2026 e celebra il 40° anno di attività del gruppo.
Il patrimonio musicale ebraico ha sempre ispirato numerosi compositori della tradizione colta occidentale. Tra coloro che non hanno un’identità o un’origine ebraica si segnalano in particolare Benedetto Marcello, Maurice Ravel, Max Bruch, Sergei Prokofiev, Dmitri Shostakovich fino ad arrivare a Igor Stravinsky. Molto più folta naturalmente la lista di compositori ebrei o di origine ebraica che si sono confrontati con questo patrimonio.Si inizia con Salomone Rossi, Felix Mendelssohn, Gustav Mahler, Arnold Schönberg. Per non dimenticare, poi, due dei grandi compositori morti nei campi di concentramento nazisti: Il praghese Erwin Schulhoff e lo slesiano Viktor Ullmann. Altri importanti nomi della musica colta del Novecento si sono fatti affascinare dalle proprie origini: Ernest Bloch, Kurt Weill, Darius Milhaud. Leonard Bernstein, Mario Castelnuovo Tedesco.Non mancano naturalmente personalità come George Gershwin, Aron Copland fino ad arrivare alla musica contemporanea di Philip Glass, Steve Reich, John Zorn e Osvaldo Golijov.
Il patrimonio musicale ebraico ha sempre ispirato numerosi compositori della tradizione colta occidentale. Tra coloro che non hanno un’identità o un’origine ebraica si segnalano in particolare Benedetto Marcello, Maurice Ravel, Max Bruch, Sergei Prokofiev, Dmitri Shostakovich fino ad arrivare a Igor Stravinsky. Molto più folta naturalmente la lista di compositori ebrei o di origine ebraica che si sono confrontati con questo patrimonio.Si inizia con Salomone Rossi, Felix Mendelssohn, Gustav Mahler, Arnold Schönberg. Per non dimenticare, poi, due dei grandi compositori morti nei campi di concentramento nazisti: Il praghese Erwin Schulhoff e lo slesiano Viktor Ullmann. Altri importanti nomi della musica colta del Novecento si sono fatti affascinare dalle proprie origini: Ernest Bloch, Kurt Weill, Darius Milhaud. Leonard Bernstein, Mario Castelnuovo Tedesco.Non mancano naturalmente personalità come George Gershwin, Aron Copland fino ad arrivare alla musica contemporanea di Philip Glass, Steve Reich, John Zorn e Osvaldo Golijov.
Il patrimonio musicale ebraico ha sempre ispirato numerosi compositori della tradizione colta occidentale. Tra coloro che non hanno un’identità o un’origine ebraica si segnalano in particolare Benedetto Marcello, Maurice Ravel, Max Bruch, Sergei Prokofiev, Dmitri Shostakovich fino ad arrivare a Igor Stravinsky. Molto più folta naturalmente la lista di compositori ebrei o di origine ebraica che si sono confrontati con questo patrimonio.Si inizia con Salomone Rossi, Felix Mendelssohn, Gustav Mahler, Arnold Schönberg. Per non dimenticare, poi, due dei grandi compositori morti nei campi di concentramento nazisti: Il praghese Erwin Schulhoff e lo slesiano Viktor Ullmann. Altri importanti nomi della musica colta del Novecento si sono fatti affascinare dalle proprie origini: Ernest Bloch, Kurt Weill, Darius Milhaud. Leonard Bernstein, Mario Castelnuovo Tedesco.Non mancano naturalmente personalità come George Gershwin, Aron Copland fino ad arrivare alla musica contemporanea di Philip Glass, Steve Reich, John Zorn e Osvaldo Golijov.
Il patrimonio musicale ebraico ha sempre ispirato numerosi compositori della tradizione colta occidentale. Tra coloro che non hanno un’identità o un’origine ebraica si segnalano in particolare Benedetto Marcello, Maurice Ravel, Max Bruch, Sergei Prokofiev, Dmitri Shostakovich fino ad arrivare a Igor Stravinsky. Molto più folta naturalmente la lista di compositori ebrei o di origine ebraica che si sono confrontati con questo patrimonio.Si inizia con Salomone Rossi, Felix Mendelssohn, Gustav Mahler, Arnold Schönberg. Per non dimenticare, poi, due dei grandi compositori morti nei campi di concentramento nazisti: Il praghese Erwin Schulhoff e lo slesiano Viktor Ullmann. Altri importanti nomi della musica colta del Novecento si sono fatti affascinare dalle proprie origini: Ernest Bloch, Kurt Weill, Darius Milhaud. Leonard Bernstein, Mario Castelnuovo Tedesco.Non mancano naturalmente personalità come George Gershwin, Aron Copland fino ad arrivare alla musica contemporanea di Philip Glass, Steve Reich, John Zorn e Osvaldo Golijov.





