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Chiodi Rossi

Chiodi Rossi

Author: Chiodi Rossi

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Un podcast sul cinema fantasy degli anni '80, con divagazioni letterarie e chiacchiere sfuse, di Davide "Paura & Delirio" Mana e Germano "Di Incipit si Muore" Hell Greco.
Se vi piace ciò che facciamo, offriteci un caffé: https://ko-fi.com/chiodirossi
55 Episodes
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È fantascienza? È fantasy? Ha davvero importanza? La nostra amica Lucia ci ha chiesto di parlare dell'ultima fatica di Zack Snyder, e noi ci siamo detti, perché no? E possiamo confermare che è stata una fatica. Lo è stata per noi, ed ora lo sarà per voi. Seguiteci quindi mentre esploriamo una galassia lontana lontana in compagnia di Sophia Boutella, del geniale Gunnar, di Han Non-Solo, di Space Tarzan e di tanti altripersonaggi dei quali non ci potrebbe fregare di meno, in attesa della seconda parte e della Battaglia del Grano contro Space Hitler. Sarà un'espertienza.
Continuimo l'esplorazione della carriera a fumetti di Red Sonja, dando un'occhiata alla prima collezine di Red Sonja: She-Devil with a Sword, serie che riportò in vita il personaggio nel 2005, dieci anni dopo la cancellazione da parte di Marvel. Nuovi autori, nuovi artisti, nuove storie - come reggono il confronto? Buon ascolto (e Buon Anno!)
Uno dei nove film fantasy prodotti da Roger Corman in Argentina, per cavalcare il successo di Conan in Barbaro, Barbarian Queen è ancora una volta un film il cui dietro-le-quinte è più interessante dell'azione sullo schermo. Diretto da un regista "impegnato", interpretato dalla regima della sword & sorcery di serie B Lana Clarkson, con una storia che avrebbe anche potuto essere interessante, il film resta memorabile per il poster disegnato da Boris Vallejo e per l'applicazione meccanica delle regole di Corman, che garantiscono frequenti scene di nudo. Potrebbe anche essere un film femminista, ma probabilmente no.
Un episodio speciale di Chiodi Rossi: per parlare di Taronabbiamo invitato a unirsi a noi Dabora Parisi, autrice fantasy e ascoltatrice abituale del nostro podcast. La divertente conversazione che ne è risultata ci ha portati a toccare molteplici argomenti, dalla mitologia alle intelligenze artificiali.
Una chiacchierata dedicata al l'episodio pilota dell'OAV Record of Lodoss War, che nel 1990 cambiò per sempre il volto del fantasy in Giappone prima, e nel resto del mondo poi. Parleremo di ricordi, senza farci intrappolare dalla nostalgia, rivivendo il tempo in cui le orecchie degli elfi cambiarono per sempre. (per chi fosse interessato, la serie completa si trova legalmente qui: https://archive.org/details/record-of-lodoss-war-episode-1_202201)
Basato sul fumetto di Alex Raymond, scritto dallo sceneggiatore de I Tre Giorni del Condor, diretto dal regista di Get Carter, e prodotto dal produttore di Conan il Barbaro, il Flash Gordon del 1980 aveva tutte le carte in regola per essere un successo planetario e lanciare una nuova serie di film per gli anni '80. Peccato che il produttore volesse un film comico, lo sceneggiatore si sia perciò ispirato al suo lavoro per il Batman di Adam West, e il regista abbia semplicemente deciso di lavarsene le mani.Un discreto flop all'epoca, poi riabilitato a cult classic sulla base del suo stile camp, oggi è molto amato da che ricorda solo la canzone dei titoli dei Queen. Ed ora ne parliamo su Chiodi Rossi,
Scritto nel 1983, girato nel 1986 e distribuito nel 1989, Sinbad of the Seven Seas vede Lou Ferrigno nei panni del celebre marinaio, impegnato a salvare Alessandra Martines dal Perfido Jaffar interpretato da John Steiner. Scritto da Luigi Cozzi, e diretto da Enzo G. Castellari (ma è molto più complicato di così), Sinbad of the Seven Seas non sa decidersi se è un film per ragazzi o un film per un pubblico più adulto, e il risultato è ... interessante.
Torniamo a parlare di fumetti, con un titolo forse poco conosciuto: The Warlord, di Mike Grell, che avrebbe dovuto essere la risposta DC al Conan della Marvel. Un fumetto tanto surreale e folle quanto divertente, ci permetterà di parlare della Terra Cava, di quello strano fenomeno molto anni '70 che era la science fantasy, e di come, con abbastanza faccia tosta, si possa mettere TUTTO in una storia fantasy, e continuare per 133 numeri.
A grande richiesta, l'ultima (finché Disney non cambia idea) avventura di Indiana Jones, ambientata nel 1967. Per la prima volta, una pellicola di Indiana Jones non viene diretta da Steven Spielberg. Come se la cava James Mangold? Com'è Harrison Ford svecchiato al computer? Cos'è il Quadrante del Destino? Riuscirà Indiana Jones a sopravvivere alle insidie del tempio del Dio Ratto?
Nato dalla collaborazione fra Ralph Bakshi e Frank Frazetta, Fire and Ice fu a suo tempo un flop al boteghino, solo per diventare successivamente un oggetto di culto. Meritatamente, perché questa avventura preistorica ha tutti gli elementi tipici del miglior heroic fantasy, ed è lineare, rapida e senza tempi morti. È anche un film fatto da persone che amano il generte, e questo eleva la pellicola al di sopra di molti fantasy degli anni '80. Un classico che a suo tempo non venne capito.
Torniamo dalle vacanze e lasciamo momentaneamente il cinema per dare un'occhiata alla Red Sonja dei fumetti, nel quarantennale del suo esordio sulle pagine del Conan della Marvel. Lo facciamo sfogliando la raccolta della prima annata della testata dedicata a Red Sonja, The Adventures of Red Sonja vol. 1, ristampata dalla Dynamite Comics, per scoprire se c'è di più, per "Big Red" , di un bikini di piastre d'acciaio.
Esempio classico di un film il cui dietro-le-quinte è molto più interessante di ciò che è sullo schermo, Deatstalker II è un film frutto della più bieca speculazione, girato in assoluta povertà da un cast che decide di buttare a mare la sceneggiatura e riscrivere in corsa la storia, prendendo le distanze dal primo film della serie. Attori cani, regista preso a prestito dalla pornografia, effetti speciali inesistenti, dialoghi farlocchi ... eppure è divertente, ed è il primo film di cui trattiamo che faccia ridere perché lo vuole, e non per errore. È spazzatura, ma sa di esserlo, e se ne frega.
Parliamo di carta stampata e non di celluloide. Il terzo dei "Tre Moschettieri di Weird Tales" è certamente il meno conosciuto - e tuttavia Clark Ashton Smith è un autore che, seppur diversissimo per temi e stile, non ha nulla da invidiare ai suoi amici Robert E. Howard e H.P. Lovecraft. Soggeto a cicli di oblio e riscoperta, e criminalmente trascurato dal cinema, CAS ha lasciato una impronta profonda sullo sviluppo del fantastico moderno, ed in questo episodio abbiamo scelto sei racconti nella sua produzione sterminata, per chiacchierare un po' di sword & sorcery, vampire discinte e cadaveri sbrindellati, e del delirio di immagini e colori che sono le storie di Clark Ashton Smith. Buon ascolto.
Girato in Argentina con un budget ridotto e prodotto (anonimamente) da Roger Corman per cavalcare l'onda del successo del Conan di Milius, Deathstalker ebbe un successo colossale sul mercato del VHS, tanto da garantire la creazione di un franchise con tre sequel. Il che è sorprendente, considerando che Deathstalker è certamente uno dei peggiori film che abbiamo trattato finora in questo podcast - arrivando a contendere a Thor il Conquistatore il titolo di peggiore in assoluto. Regia anonima, sceneggiatura patetica e recitazione di legno si combinano in un disastro che fortunatamente dura solo settantanove minuti (proprio come questo episodio di Chiodi Rossi). Deathstalker è pessimo, e noi lo abbiamo rivisto per questa puntata, in modo che voi non dobbiate farlo.
Un film con un francese che fa lo scozzese ed uno scozzese che fa l'egiziano, diretti negli Stati Uniti da un australiano, con la colonna sonora di una band di inglesi, Highlander è uno dei film più popolari di un decennio che ha lasciato una impronta indelebile nella memoria di una generazione. Eppure all'epoca fu un flop, venne spernacchiato dalla critica, e diede vita ad uno dei franchise più deludenti di sempre. E noi siamo qui per parlarne, per cercare di capire cosa ci sia di buono in questo film. Buon ascolto.
Finalmente disponibile in streaming, Dungeons & Dragons, l'Onore dei Ladri è il film con il quale la Hasbro e la Paramount cercano di affrancarsi dai pessimi ricordi che i tre film precedenti ispirati al gioco di ruolo D&D ci hanno lasciato. L'idea è quella di creare un film fantasy che sia ugualmente accessibile a chi non ha mai giocato a D&D come ai veterani del tavolo da gioco. Noi cercheremo di capire se ci siano riusciti, e se sì, come. Buon ascolto.
E arriviamo così alla conclusione di Arcane, con gli ultimi tre episodi della serie. Mentre la storia precipita verso il proprio finale e getta le basi per la seconda stagione, noi avremo l'opportunità di parlare di famiglie, di magia e potere, e di come la strada per la catastrofe sia lastricata di buoneintenzioni. Buon ascolto.
No, non quel Thor. E meanche l'altro. Thor il Conquistatore, film prodotto dalla Abruzzo Cinematografica nel 1983, non ha nulla a che vedere né con la mitologia scandinava né con la Marvel, ma è un infelice cash grab ispirato al successo del Conan di Milius dell'anno precedente. Forse il momento più basso nella produzione fantasy/sword&sorcery degli anni '80. E noi lo abbiamo guardato perché voi possiate evitarlo (ma lo trovate gratis su Rai Play).
Seconda collaborazione di Jim Henson e Brian Froud dopo Dark Crystal, Labyrinth del 1986 è un film che vede coinvolti anche George Lucas, Terry Jones (dei Monthy Python), oltre ovviamente a David Bowie. Una fiaba con forti elementi onirici, il film lancerà definitivamente la carriera di Jennifer Connelly (che aveva esordito l'anno precedente con Phenomena), ma si rivelerà un flop al botteghino. Oggi è considerato un film di culto ed ha una vasta comunità di fan. E noi ci faremo un po' di domande sui motivi del flop, e del successivo recupero.
Girato nel 1980 con un budget inesistente, una sceneggiatura scritta su un post-it e misteriosamente popolato di eccellenti caratteristi del cinema anglosassone (e non solo), Hawk the Slayer (che in Italia diventa La spada di Hok) avrebbe dovuto essere l'avvio di un franchise destinato a soppiantare "l'ormai superato" Guerre Stellari. Spoiler: non andò così. Ma nei quarantatré anni trascorsi dalla sua uscita, Hawk/Hok è tuttavia diventato un oggetto di culto, che vanta fra i suoi fan dei nomi insospettabili (Garth Ennis, Rick Wakeman, Simon Pegg e Richard Wright). Come è possibile? Cercheremo di spiegarcelo in questo episodio di Chiodi Rossi. Buon ascolto.
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