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Franz Russo - InTime Podcast

Author: Franz Russo

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InTime Podcast è un "ritorno", dopo un po' di anni, ma è anche un nuovo inizio. L'inizio di una nuova relazione "in voce" per raccontare quello come i social media, la comunicazione digitale stanno cambiando, mantenendo uno sguardo su innovazione e tecnologia. Tutti temi che tratto su InTime Blog, ma questa volta in voce.
80 Episodes
Reverse
Le operazioni militari in Iran segnano un punto di svolta. Per la prima volta l'intelligenza artificiale è al centro di un'operazione di questa portata, con risultati raggiunti in tempi che in passato avrebbero richiesto mesi o anni. Ma prima dell'attacco, il Pentagono ha imposto un ultimatum ad Anthropic: rimuovere ogni restrizione sull'uso di Claude, comprese le due linee rosse su sorveglianza di massa e armi autonome. Dario Amodei ha detto no e ha perso il contratto da 200 milioni di dollari. OpenAI e xAI hanno detto sì. Cosa significa tutto questo per il futuro del controllo umano sull'intelligenza artificiale?
Ieri, 18 febbraio 2026, era il giorno della testimonianza di Mark Zuckerberg all'interno del Caso KGN. Zuckerberg si è seduto per la prima volta davanti a una giuria, in un'aula di tribunale, sotto giuramento.Il caso è KGM contro Meta e YouTube e un caso giudiziario storico. Al centro c'è Kaley, una ventenne californiana che ha iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove.La sua storia di dipendenza digitale, depressione e pensieri suicidari è diventata il cuore di un processo che potrebbe cambiare le regole del gioco per tutta Big Tech.Si tratta di un bellwether trial, un processo-campione il cui esito potrebbe influenzare oltre 1.600 cause simili già in attesa di sentenza e più di 2.300 procedimenti paralleli in tutto il paese.TikTok e Snap, come noto, hanno già patteggiato. Restano Meta e Google, che risponde per YouTube.In aula sono emersi documenti interni che Zuckerberg avrebbe preferito non vedere proiettati davanti a una giuria.Una email del 2017 recitava: "Mark ha deciso che la priorità principale dell'azienda nel 2017 sono gli adolescenti". Un documento del 2018 andava oltre: "Se vogliamo vincere in grande con i teenager, dobbiamo portarli dentro da tweens", cioè prima dei 13 anni, che è l'età minima prevista dalla stessa policy di Instagram. E un'analisi interna del 2020 mostrava che gli undicenni avevano quattro volte più probabilità di tornare su Facebook rispetto agli utenti adulti.Zuckerberg ha confermato i contenuti senza smentirli. Ha ammesso che molti utenti mentono sull'età, definendo la verifica "molto difficile". Ha difeso i filtri estetici di Instagram, quelli che i suoi stessi esperti avevano collegato a problemi di immagine corporea nelle ragazze, dicendo che rimuoverli sarebbe stato "paternalistico".C'è stato anche un altro passaggio che ha fatto rumore. Quando gli avvocati gli hanno chiesto se avesse mentito in un'intervista al podcast di Joe Rogan, sostenendo di non temere un licenziamento da parte del CdA, Zuckerberg ha risposto senza esitare: "Se il consiglio volesse licenziarmi, potrei eleggere un nuovo consiglio e reintegrarmi".Una frase che dice tutto sul livello di controllo che ha su Meta e che assume un peso particolare in un momento in cui, specie in UE, si discute sempre più della responsabilità diretta dei proprietari delle piattaforme.
Il governo spagnolo ha ordinato alla Procura di indagare su X, Meta e TikTok per la diffusione di materiale pedopornografico generato dall'intelligenza artificiale. Ma la vera novità è un'altra: la Spagna intende rendere i dirigenti delle piattaforme personalmente responsabili sul piano penale per i contenuti illegali.In questo video analizzo cosa sta succedendo, i numeri dietro questa decisione (tre milioni di immagini generate da Grok in undici giorni, di cui oltre 23.000 con minori), e come la mossa spagnola si confronta con quello che stanno facendo Regno Unito, Francia, Irlanda e Australia.
Si fa spesso confusione tra censura e regolamentazione. Quando un governo democratico chiede alle piattaforme di rispettare le leggi, c'è chi grida subito alla censura. Ma cosa succede quando uno Stato vuole davvero censurare una piattaforma?Il caso di Telegram in Russia, esploso proprio in queste ore, ci offre un esempio concreto per fare chiarezza.Roskomnadzor, l'ente russo delle comunicazioni, limita Telegram in tutto il Paese. Il vero obiettivo non è contrastare frodi o terrorismo, come sostiene l'ente governativo. L'obiettivo spingere gli utenti russi verso Max, un'app sviluppata da VK e controllata da figure vicinissime a Putin, progettata per consentire ai servizi di sicurezza l'accesso completo ai dati degli utenti.Questo è censurare: sostituire piattaforme libere con strumenti di sorveglianza statale. Ben diverso dal chiedere trasparenza sugli algoritmi o la rimozione di contenuti illegali, come fa l'UE con il Digital Services Act.In questo episodio uso il caso Telegram per raccontare dove le piattaforme sono davvero vietate nel mondo, chi controlla oggi VK e perché è fondamentale distinguere tra chi blocca per controllare i cittadini e chi chiede il rispetto di regole democratiche.
Spagna, Francia, Germania. E l'Australia che ha già rimosso 4,7 milioni di account. Cosa sta spingendo i governi verso il divieto dei social media per i minori? E perché Musk e Durov reagiscono con tanta veemenza? Proviamo a capire cosa sta succedendo.
La Procura di Parigi ha perquisito la sede francese di X e convocato Elon Musk per il 20 aprile 2026. È la prima volta che il proprietario di una grande piattaforma digitale viene chiamato dalla giustizia di uno Stato membro dell'Unione Europea.In questo episodio spiego perché la magistratura francese indaga su X. Quali sono i capi d'accusa, come nasce l'inchiesta dalla denuncia del deputato Éric Bothorel, perché si è allargata a Grok e ai deepfake sessuali, e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.I capi d'accusa sono pesanti: complicità nella diffusione di immagini pedopornografiche, lesione del diritto all'immagine tramite deepfake, negazionismo, alterazione di sistemi informatici, gestione illegale di piattaforma online.L'approfondimento completo su franzrusso.it
La Cina approva l'accordo e Trump ringrazia Xi Jinping. Si chiude una vicenda iniziata nel 2020. Ma la vera notizia è un'altra: Oracle avrà accesso all'algoritmo.
TikTok US, firmato l'accordo che porta alla nascita della joint venture. Oracle, Silver Lake e MGX detengono il 45%, ByteDance scende al 19,9%. La nuova entità sarà operativa dal 22 gennaio 2026.
La Commissione UE multa X, la piattaforma di Elon Musk, per €120 milioni. Si tratta della prima sanzione della storia ai sensi del DSA. Tre le violazioni: spunta blu ingannevole, assenza di trasparenza pubblicitaria, mancato accesso ai ricercatori. E non c'entra la censura.
Tre anni dopo ChatGPT, il dominio di OpenAI comincia a soffrire la competizione degli altri competitor. I dati Similarweb mostrano il sorpasso di Gemini sull'engagement. Al momento Google appare in vantaggio.
La sentenza che chiude il caso FTC contro Meta non riguarda solo Instagram e WhatsApp. Questa sentenza segna la fine dei social network per come li abbiamo conosciuti. Oggi Facebook, Instagram, TikTok e YouTube condividono le stesse funzioni, gli stessi formati, gli stessi algoritmi di raccomandazione. Un mercato unico dell'attenzione dove vale solo il tempo trascorso dagli utenti.
Il blackout di Cloudflare del 18 novembre ha lasciato offline una parte significativa del web. Un episodio che non riguarda solo un disservizio tecnico, ma che rivela quanto la fragilità dell’infrastruttura digitale stia crescendo rapidamente.
Il 10 febbraio 2026 Facebook eliminerà dal web i pulsanti “Mi piace” e “Commenti”. Due elementi che per oltre un decennio hanno rappresentato il legame tra i social media e il web aperto. Vediamo insieme cosa significa davvero.
L’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York segna l’emergere di una leadership nata dentro il digitale. Una politica che non usa il digitale come strumento, ma lo vive come ambiente culturale condiviso.
La firma sull'accordo finale tra Stati Uniti e Cina sta per dare vita a TikTok US. E Oracle, guidata da Larry Ellison, giocherà un ruolo fondamentale. Le proprietà sono sempre più strumenti di potere.
Il 20 ottobre 2025 verrà ricordato per il grave disservizio AWS che ha paralizzato centinaia di servizi globali. Un blackout DNS che rivela la dipendenza digitale da pochi player e l’impatto dell’IA sul cloud.
Per la prima volta LinkedIn diventa la piattaforma preferita dai Social Media Manager, superando Instagram. L’indagine francese 2025 riporta anche Facebook a chiudere il podio. In crescita TikTok. Ecco tutti i dati.
La vicenda TikTok dovrebbe concludersi la firma l’accordo. Da qui il via a TikTok US: nuova joint venture, ByteDance sotto il 20%, e nuova proroga di 120 giorni. Ecco cosa prevede l’intesa.
LinkedIn cresce in Italia e in UE, ma i numeri ci riportano informazioni diverse. Infatti, meno di un terzo degli iscritti nel nostro paese accede ogni mese. Un confronto tra i dati ufficiali del DSA e altri dati per comprendere quanto è usata la piattaforma.
Instagram cresce dieci volte più di Facebook nei Paesi UE. In Italia conta 41,7 milioni di utenti attivi contro i 36,5 di Facebook: un segnale chiaro del cambiamento in atto nel panorama dei social media.
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