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Ma perché?
Ma perché?
Author: OnePodcast
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Non sempre capiamo davvero e in profondità ciò che leggiamo. Anzi, il più delle volte prendiamo tutto come assodato, così com’è, senza domandarci il perchè delle cose. Ad esempio, sappiamo che gli stipendi in Italia sono bassi o che Xi Jinping e Putin sono alleati, o che il 2022 è stato un anno nero per le criptovalute. Bene, ma perché? Ogni giorno Marco Maisano assieme ad un esperto proveniente dal mondo della politica o dell’economia, della scienza o della cultura, riparte dalle basi, facendo una semplice domanda. Anzi la domanda più semplice del mondo: ma perché?
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In questa puntata speciale di "Ma perché?" non si parte da un caso o da una storia, ma da un momento di pausa. È un’occasione per fare gli auguri, ringraziare chi segue il progetto e condividere alcune comunicazioni importanti su ciò che cambierà nel nuovo anno.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nel 2019, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky si incontrano una sola volta, a Parigi, sotto la mediazione di Emmanuel Macron e Angela Merkel. Zelensky è un presidente appena eletto, Putin un leader al potere da vent’anni: due mondi lontani. Poco prima, Zelensky aveva invocato il dialogo come unica via per superare lo stallo del Donbass. Da quell’incontro nasce però un gelo duraturo: nessuna stretta di mano e nessun contatto diretto. Quattro anni dopo la Russia invade l'Ucraina. E oggi, nonostante i tentativi di mediazione, Putin rifiuta il dialogo diretto con Kiev, ma un po' a sorpresa, ha aperto a un incontro con Macron. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Negli ultimi anni una serie di crisi globali ha cambiato profondamente gli equilibri economici e politici, con effetti diretti sulla vita quotidiana dei cittadini europei. La guerra in Ucraina ha accelerato queste trasformazioni, colpendo in modo particolare il sistema energetico italiano, storicamente legato al gas russo. La riorganizzazione forzata degli approvvigionamenti ha fatto esplodere i prezzi, incidendo pesantemente sul costo della vita delle famiglie. Oggi però il prezzo del gas sui mercati è in calo, mentre le bollette restano alte. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La guerra in Ucraina ha costretto l’Unione europea a ridefinire il proprio ruolo politico ed economico, trasformando il sostegno a Kiev in una scelta strategica di lungo periodo. Dagli aiuti umanitari si è passati al supporto militare e infine a quello finanziario, indispensabile per garantire il funzionamento stesso dello Stato ucraino. In questo quadro si inserisce l’ultimo prestito europeo da 90 miliardi di euro, un intervento strutturato e complesso, frutto di delicati equilibri politici e di bilancio. Per quanto riguarda invece i beni russi congelati, per il momento quelli non si toccano. Ma perché? Ne parlo con Rosalba Castelletti.See omnystudio.com/listener for privacy information.
In questi giorni si è tornati a parlare di pensioni a causa della possibilità prevista da un emendamento della maggioranza alla legge di bilancio, di rivedere al ribasso i diritti di chi ha riscattato la laurea. Il tema ha riportato al centro del dibattito la riforma Fornero, che dal 2011 costituisce l’ossatura del sistema previdenziale italiano, pur essendo da anni oggetto di promesse politiche di superamento. Una riforma che ha alzato età pensionabile, ridotto la flessibilità in uscita e legato sempre più le pensioni ai contributi versati. Piace poco a quasi tutti i partiti, ma nonostante le promesse, abolirla è impossibile. Ma perché? Ne parlo con Andrea Carbone.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il pensiero critico non è solo il risultato dello studio, ma un’abilità umana fondamentale, legata alla capacità di discernere e formulare giudizi autonomi. Non riguarda le competenze tecniche specialistiche, bensì l’uso quotidiano della ragione per interpretare la realtà ed evitare semplificazioni e trappole logiche. È una facoltà che ha sempre distinto l’essere umano nel corso della storia. Oggi questa capacità appare in progressivo indebolimento. Secondo Mary Harrington del New York Times, potrebbe presto trasformarsi in un privilegio per pochi. Ma perché? Ne parlo con Matteo Dalfiume.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump sostiene che la fine della guerra tra Russia e Ucraina sia più vicina che mai, dopo l’ultimo round di negoziati in Germania. Secondo fonti americane, gran parte delle questioni sarebbe stata risolta, incluse le garanzie di sicurezza per Kiev. L’Ucraina avrebbe accettato uno scudo simile all’articolo 5 della Nato, rinunciando di fatto all’ingresso nell’Alleanza. Un compromesso significativo, che ha permesso di mantenere aperto il dialogo, ma che non elimina i nodi ancora irrisolti. L’ottimismo mostrato da Trump appare quindi prematuro. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un sistema sanitario universale dovrebbe garantire a tutti pari accesso alle cure, senza disuguaglianze legate al reddito. In Italia, però, questo principio si è progressivamente indebolito a causa dell’introduzione di costi a carico dei cittadini. Il ticket sanitario, pur basato sull’ISEE, pesa in modo molto diverso su chi ha redditi bassi rispetto a chi è economicamente più forte. In un Paese segnato da salari stagnanti e dall’aumento del costo della vita, la povertà cresce. E cresce, in modo silenzioso e poco discusso, anche la povertà sanitaria. Ma perché? Ne parlo con Silvia Renda.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 10 dicembre sul Federal Register è stata pubblicata una proposta che introduce un nuovo obbligo per i cittadini dei Paesi aderenti al Visa Waiver Program. La misura prevede che i viaggiatori diretti negli Stati Uniti forniscano la cronologia dei propri social network degli ultimi cinque anni. L’iniziativa, avanzata dalla U.S. Customs and Border Protection, modificherebbe in modo significativo il sistema ESTA, rendendo questi dati un requisito obbligatorio. Una scelta che appare chiara negli intenti ma complessa da applicare. Ma perché? Ne parlo con Marta Ciccolari.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dall’incontro di Anchorage tra Putin e Trump, la guerra in Ucraina è rientrata nel linguaggio e nelle dinamiche della diplomazia internazionale, con Kiev rimasta ai margini del confronto. Il lessico politico è cambiato: meno vittoria militare e più ipotesi di cessate il fuoco e congelamento del fronte. In questo clima si è affermata l’idea, soprattutto negli Stati Uniti, di una soluzione territoriale che individua nel Donbass una possibile moneta di scambio. Mentre la Russia consolida il controllo sul territorio, l’Ucraina resiste ma con spazi sempre più limitati. Per Kiev, però, il Donbass non è una variabile negoziabile. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Molti utenti hanno ricevuto un’email che annuncia la possibile acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix. L’accordo non è ancora definitivo e nel frattempo è spuntata un’offerta ostile concorrente. Una fusione di qualunque tipo ridurrebbe la diversità dell’industria, ma qui la posta è molto più alta. Il vero problema emerge infatti se l’acquirente è Netflix, che assorbirebbe uno dei più grandi studi di Hollywood. Una mossa del genere potrebbe squilibrare profondamente il mondo del cinema. Ma perché? Ne parlo con Federico Bernocchi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un emendamento di FdI, sostenuto dalla Lega, afferma che le riserve auree “appartengono al popolo”, suscitando perplessità in Europa e una richiesta di chiarimenti da parte della BCE. In realtà l’oro italiano è già di proprietà della Banca d’Italia, che ne detiene oltre 2.400 tonnellate e lo registra regolarmente nel proprio bilancio. Altri Paesi hanno modelli diversi, ma senza conseguenze operative, e la proposta italiana non cambierebbe né gestione né rapporti istituzionali. Insomma: molto rumore per nulla. Ma perché? Ne parlo con Michele Boldrin.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L’Europa appare oggi più isolata e vulnerabile che mai, priva di una strategia per uscire dall’impasse in cui è precipitata. Il viaggio di Zelensky a Londra ne è la prova: strette di mano con Macron, Merz e Starmer, ma per il momento nessuna strategia concreta sul tavolo. Intanto gli Stati Uniti, un tempo garanti della sicurezza europea, si stanno progressivamente allontanando dall'Europa, come previsto nel nuovo National Security Strategy. Ma perché? Ne parlo con Matteo Muzio.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La “Tassa Etica”, tornata recentemente al centro del dibattito, nacque nel 2005 durante il governo Berlusconi, all’interno della legge finanziaria per il 2006. Con la legge 266/2005, fu introdotta un’addizionale del 25% sulle attività ritenute “eticamente sensibili”, come la produzione di materiale pornografico. L’idea, già affiorata anni prima con una proposta di Vittorio Emanuele Falsitta, tornò durante la costruzione della manovra, con Daniela Santanchè come relatrice e sostenitrice, ma non autrice del provvedimento votato dal Parlamento. Colpire una categoria piccola e poco rappresentata apparve allora una scelta semplice e politicamente indolore. La tassa è poi scivolata nell’oblio, tranne per chi l’ha continuata a pagare. Ora però è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione. Ma perché? Ne parlo con Antonio Cristiano.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nel 2011 Silvio Berlusconi sosteneva che “i ristoranti erano pieni”, mentre l’Italia era vicina al collasso finanziario: lo spread superò i 570 punti base, segnalando un rischio-Paese altissimo rispetto alla Germania. Quel divario misura la differenza tra i rendimenti dei BTP italiani e dei Bund tedeschi, considerati più sicuri: un indicatore che allora mostrava chiaramente la sfiducia dei mercati verso l’Italia, tanto da portare alle dimissioni di Berlusconi e alla nomina di Mario Monti. Oggi i conti pubblici sono più stabili e lo spread è sceso intorno ai 70 punti base, un livello storicamente basso. Ciononostante l'economia arranca. Ma perché? Ne parlo con Michele Boldrin.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dopo la nuova perizia dell’incidente probatorio firmata dalla genetista Denise Albani. I giornali hanno parlato di Dna “riconducibile ad Andrea Sempio” trovato sulle unghie di Chiara Poggi, ma la questione è in realtà molto più complessa. Molte persone, ricordando notizie di qualche mese fa, pensano che questa informazione fosse già emersa. Eppure ciò che sembra già noto, oggi assume un significato diverso. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Elly Schlein, eletta nel 2023 segretaria del PD con un risultato inatteso, sintetizzò quel momento con la frase «Non ci hanno visto arrivare», un riferimento più al partito che agli avversari. La sua vittoria arrivò dopo un percorso in due fasi: prima il voto degli iscritti, che preferirono Bonaccini, poi le primarie aperte, dove Schlein prevalse con il 54%. Da allora guida un partito composto da anime diverse: cattolico-sociale, riformista, sinistra, organizzate in correnti storiche. Oggi, però, nel PD si sta parlando di un possibile “correntone”. Ma perché? Ne parlo con Alfonso Raimo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il Collegio d’Europa, nato nel dopoguerra per formare le élite europee, è oggi uno dei più prestigiosi istituti post–universitari del continente. L’ammissione è durissima e i programmi spaziano dall’economia al diritto, dalla diplomazia alla governance europea. I suoi diplomati entrano nelle istituzioni UE, nei ministeri, nelle ONG e nelle grandi organizzazioni internazionali. A guidarlo è Federica Mogherini, finita però al centro di un caso giudiziario. Ma perché? Ne parlo con Giuliano Foschini.See omnystudio.com/listener for privacy information.
In un’epoca dominata dal bias di conferma, essere messi a disagio da un pensiero critico è diventato rarissimo. I social ci restituiscono solo ciò che vogliamo sentirci dire, rafforzando convinzioni preesistenti e indebolendo ogni reale apertura al confronto. Episodi di intimidazione verso la stampa e segnali di fanatismi ideologici riemersi mostrano quanto il terreno sia diventato fragile e quanto sia facile che una “verità unica” prenda il sopravvento. In questo clima, ciò che un tempo era considerato un valore, la democrazia come spazio di pluralismo e di conflitto regolato, oggi appare a molti sempre meno seducente e persino ingombrante. Ma perché? Ne parlo con Maurizio Viroli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo lo scandalo corruzione che ha portato alle dimissioni di Andriy Yermak, Rustem Umerov vola a Miami per assumere la guida dei negoziati tra Ucraina e Stati Uniti. Le trattative coinvolgono anche figure americane e russe legate a complessi interessi economici. Il confronto avviene lontano da sedi istituzionali, in un club privato di proprietà dell’inviato speciale USA Steve Witkoff. Washington mostra cauto ottimismo, mentre le capitali europee restano scettiche su compromessi che potrebbero indebolire Kiev. Resta però un grande dubbio: Putin, per il momento, potrebbe voler proseguire il conflitto. Ma perché? Ne parlo con Nathalie Tocci.See omnystudio.com/listener for privacy information.





Scusa.. ma non consideri che anche fare sciopero di lunedì vuol dire fare il weekend lungo? 🤔
Podcast interessante, garbato, documentato e facilmente fruibile. Ormai il servizio pubblico lo fanno queste realtà