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Maxima Performa

Author: Gian Mario Migliaccio

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PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma.
Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo.
Sport Scientist per atleti internazionali. www.sds.academy
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#PreparazioneAtletica #SonnoProfondo #OrmoneDellaCrescita #ScienzeDelloSportGH e sonno profondo sono la stessa storia: il 70-80% della secrezione giornaliera di ormone della crescita si concentra nelle prime ore di sonno profondo, lo stadio N3. Non è una parte qualsiasi della notte, è la finestra in cui il corpo trasforma lo stimolo di giorno in adattamento. In questo episodio vediamo come proteggerla nelle settimane di carico intenso, invece di rispondere alla stanchezza aggiungendo altro allenamento.Podcast di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sistema anabolico non lavora solo quando alleni: una quota decisiva della costruzione muscolare avviene di notte, soprattutto nelle prime due o tre ore di sonno profondo, il tratto più prezioso del recupero.Capirai il meccanismo (la finestra del sonno profondo, la concentrazione notturna del GH, cosa cambia quando il sonno scende a quattro o cinque ore), perché uno sprint massimale può alzare il picco di GH ma non sostituisce il lavoro del sonno profondo, e come leggere il recupero di un atleta non solo dai carichi svolti, ma dal terreno biologico che ha per assorbirli.Nel finale trovi le tre cose da applicare da lunedì con i tuoi atleti: proteggere le prime due o tre ore di notte nei giorni ad alto carico, leggere il sonno come variabile di programmazione e non come abitudine personale dell'atleta, e fermarti a chiederti se stai costruendo adattamento o solo accumulando fatica. Contenuto tratto dal corso "Sonno Profondo Applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.Capitoli00:00 L'allenamento anabolico che i tuoi atleti fanno ogni notte00:45 GH, sonno profondo e recupero notturno01:48 Perché il sistema anabolico lavora anche mentre dormi02:57 La finestra: le prime due o tre ore di sonno profondo04:54 Perché allenarsi di più non compensa il sonno perso05:59 Per chi è questo podcast06:41 Il mito da smontare: più allenamento batte il sonno07:02 Cosa fare da lunedì: 3 passaggi concreti07:58 Il take-home e la prossima puntata sulla melatoninaApprofondisciGuida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/ghIl corso completo "Sonno Profondo Applicato alla Performance": https://sds.academy/sonno-profondoTutto su https://sds.academyAltre info con me?1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contattoGian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
#FrequenzaCardiaca #CaricoInterno #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSportIl carico interno è la vera differenza tra due atleti che chiudono la stessa seduta in modo opposto: nello stesso gruppo, lo stesso allenamento può produrre un costo fisiologico diverso anche del venti o trenta per cento. In questo episodio vediamo come leggere insieme carico esterno e carico interno, e come usare il TLI per misurare la distanza tra il piano scritto e la risposta reale dell'atleta.Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché stesso carico esterno non significa stesso allenamento: il carico esterno è la dose scritta sul piano, chilometri, potenza, ripetizioni, durata, il carico interno è la risposta che quella dose genera nell'atleta, frequenza cardiaca, percezione dello sforzo, costo fisiologico reale.Capirai perché due soggetti possono vivere la stessa seduta con un impatto molto diverso, come usare il TLI, Training Load Index, cioè la frequenza cardiaca media rapportata alla FCmax e moltiplicata per la durata, come criterio comparativo e non come formula da laboratorio, e come interpretare uno scostamento stabile oltre il dieci o quindici per cento su due o tre sedute simili di fila.Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì: registrare durata, FC media, FCmax e RPE per le sedute ricorrenti, costruire il confronto dell'atleta con sé stesso nel tempo, intercettare gli scostamenti del TLI e incrociare sempre frequenza cardiaca e percezione dello sforzo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.Capitoli00:00 Due atleti, stesso piano, due risposte opposte00:45 Carico esterno e carico interno: la differenza02:44 Perché la stessa seduta pesa in modo diverso03:39 Il TLI, Training Load Index, come criterio pratico04:42 Per chi è questo podcast05:27 Il mito da smontare: stesso carico, stesso allenamento06:10 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti07:58 Il take-home e la prossima puntataApprofondisciGuida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/loadIl corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicataTutto su https://sds.academyAltre info con me?1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contattoGian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
#preparatoreatletico #fisiologiasportiva #scienzedellosport[REDS] RED-S significa deficit relativo di energia nello sport: l'energia introdotta non sostiene in modo adeguato la richiesta dell'allenamento e il calo prestativo può sembrare un problema di carico. In questo episodio impari a riconoscere i segnali che vanno letti insieme.Vediamo che cosa indica RED-S, perché non riguarda soltanto il peso e come può riflettersi su prestazione, risposta all'allenamento, recupero e funzioni fisiologiche. Il punto non è attribuire automaticamente ogni calo a un deficit energetico, ma aggiungere una lente al monitoraggio che già utilizzi.Analizziamo i quattro segnali operativi: calo prestativo inspiegato, aumento di malattie o infortuni, variazioni di peso o umore e irregolarità del ciclo nelle atlete. Per preparatori atletici, allenatori, personal trainer, chinesiologi, nutrizionisti, medici e fisioterapisti che lavorano con la performance.Il contenuto è tratto dal corso Il Sistema Fatica Applicato alla Performance di Scienze dello Sport. La guida RED-S e il percorso completo aiutano a distinguere l'osservazione sistematica dalle fasi che richiedono il coinvolgimento di medico e nutrizionista.Capitoli00:00 Il calo prestativo: non chiamarlo subito sovrallenamento00:31 Il primo sospetto: carico o carburante01:45 Che cosa significa RED-S03:00 I quattro segnali da incrociare06:35 Come collegare i segnali al monitoraggio07:59 Il recap per chi lavora con gli atleti08:42 Il mito: se aumenta la spesa, la fame si adatta da sola09:00 Perché la fame non basta come indicatore09:35 Cosa fare da lunedì10:42 Il take-home e la prossima lettura della fatica11:29 ChiusuraApprofondisciGuida pratica dell'episodio: https://sds.academy/guide/redsCorso completo Il Sistema Fatica Applicato alla Performance: https://sds.academy/offer/sistema-faticaTutto su https://sds.academyNel lavoro con gli atleti, per molto tempo ho considerato il rendimento come un risultato isolato. La disponibilità energetica mi ha obbligato a collegarlo alle funzioni che lo sostengono e ai tempi con cui i segnali compaiono. Quale collegamento tra carico, recupero e introito ti ha fatto cambiare per primo una decisione sul campo?Altre info con me?1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contattoGian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
#FrequenzaCardiaca #RecuperoCardiaco #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSportL'HRR60 è la caduta della frequenza cardiaca nel primo minuto dopo lo sforzo, e sul campo dice più del picco: sopra 25-30 battiti di calo il recupero è buono, sotto 15 conviene alleggerire la seduta. In questo episodio vediamo cos'è davvero, perché il rientro pesa più del picco che tutti guardano, e quali soglie pratiche puoi usare da lunedì con un solo cronometro.Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché a fine ripetuta la parte più utile non è il picco che tutti guardano, ma quanto in fretta il cuore rientra appena lo sforzo finisce: un recupero rapido racconta un buon rientro parasimpatico, un rientro lento è un segnale di affaticamento da leggere nel quadro completo.Capirai cos'è l'HRR60 (la differenza tra la frequenza di fine sforzo e quella misurata sessanta secondi dopo), le soglie operative del corso: sopra 25-30 battiti nel primo minuto una zona molto buona, tra 15 e 25 una lettura da osservare nel trend, sotto 15 un recupero scarso. E capirai perché ha senso leggere insieme HRR30, HRR60 e HRR120, per distinguere prontezza neurale immediata, fitness di recupero e completamento del rientro autonomico. Il punto pratico: l'HRR60 non è un numero da tabella, è uno strumento di autoregolazione, che aiuta a non confondere la percezione dell'atleta con il recupero reale.Nel finale trovi i sei passaggi da applicare da lunedì (una situazione standard in cui misurare, lo stesso modo di fermare l'atleta, il calo del primo minuto, la baseline individuale, la lettura del trend e non del dato isolato, e il confine oltre il quale l'atleta va inviato al medico) più il semaforo pratico delle soglie di recupero. Contenuto tratto dal corso Frequenza Cardiaca applicata alla Performance di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.Capitoli00:00 Sessanta secondi: quanto scende il battito01:39 Il caso di Marco: stesso picco, recupero diverso02:41 Cos'è l'HRR60 e le soglie operative04:20 HRR30, HRR60 e HRR120: la lettura integrata05:47 Per chi è questo podcast06:27 Cosa fare quando il numero si abbassa08:36 Il mito da smontare: il picco non è tutto09:33 Cosa fare da lunedì: sei passaggi concreti10:16 Il take-home e la prossima puntataApprofondisciGuida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/hrr60Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicataTutto su https://www.scienzedellosport.itAltre info con me?1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contattoGian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
#PreparazioneAtletica #RecuperoMuscolare #VascaDiGhiaccio #ScienzeDelloSportLa vasca di ghiaccio subito dopo la forza può spegnere proprio il segnale che costruisce muscolo: non è lo strumento a essere sbagliato, è il momento in cui lo usi. In questo episodio vediamo quando l'immersione in acqua fredda aiuta e quando sabota l'adattamento, con un criterio pratico da applicare da lunedì con i tuoi atleti.Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché una parte dell'infiammazione acuta che segue la seduta di forza non è un incidente da cancellare, ma parte del messaggio che il muscolo usa per adattarsi: la vasca usata subito e in modo sistematico può comprimere segnali come mTOR e l'attivazione delle cellule satellite, cioè proprio i meccanismi della sintesi proteica e della crescita.Capirai il meccanismo (perché il freddo smorza il segnale anabolico nelle ore dopo l'allenamento), cosa mostra lo studio di riferimento di Roberts e colleghi del 2015 (dodici settimane di allenamento di forza identico: adattamenti superiori sulle fibre di tipo II con la recovery attiva, non con la vasca sistematica) e come trasformare quel dato in una scelta di programmazione.Nel finale trovi il criterio in due fasi da usare con i tuoi atleti: in fase di costruzione, forza e ipertrofia, niente vasca sistematica dopo ogni seduta, meglio la recovery attiva; in fase di gara o nelle doppie sedute, quando la priorità è la prontezza per la sessione successiva, il freddo torna uno strumento tattico. Contenuto tratto dal corso Formula HIIT Action Tracks di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.Capitoli00:00 La vasca di ghiaccio e la trappola del "quando"01:40 Il caso di Marco: forza ferma nonostante tutto giusto02:12 L'infiammazione acuta come segnale di adattamento02:56 mTOR e cellule satellite: cosa spegne il freddo04:16 Lo studio Roberts 2015: le fibre di tipo II04:45 Costruzione o gara: dove collocare la vasca07:44 Il mito da smontare: più freddo, più recupero08:26 Cosa fare da lunedì: il criterio in due fasi09:54 Il take-home e la prossima puntataApprofondisciGuida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/ghiaccioIl corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracksTutto su https://www.scienzedellosport.itAltre info con me?1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contattoGian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
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