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Millevoci

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I livelli A e B delle Scuole Medie che scompariranno; il mondo economico che vorrebbe una scuola competitiva ed efficace e che fa pressioni su una scuola che deve già puntare su profili in grado di essere poi subito pronti ed efficienti una volta attivi nel mondo del lavoro; il settore dell’apprendistato confrontato con difficoltà di vario tipo; e i salari futuri di coloro che scelgono una formazione professionale che non sembrano particolarmente incentivare i giovani che devono scegliere il loro mestiere: cosa faranno allora da grandi coloro che concludono la scuola dell’obbligo? Quali sono le scelte migliori per i giovani? Quali reali prospettive hanno i giovani? Ne parliamo nella puntata odierna, soffermandoci e riflettendo sui percorsi formativi per gli apprendisti (in quali settori, con quali motivazioni e con quali concreti scenari professionali e salariali); sulle aspettative dei loro genitori e del loro contesto familiare; e sulle crescenti pressioni ed esigenze del mondo imprenditoriale. Poi ancora i diversi interrogativi che ruotano dento e attorno il mondo della formazione come quello degli apprendisti e dei frequenti abbandoni durante il percorso di tirocinio, fra posto di lavoro da cercare e da mantenere e salari inadeguati: come siamo messi? La scuola e le pressioni del mondo economico-imprenditoriale: quanto stanno cambiando la società e i giovani che, contrariamente alle esigenze immediate delle imprese, necessitano di tempi lunghi per apprendere e per formarsi? C’è chi sostiene che rispetto al passato, oggi i giovani siano svogliati, pigri e poco motivati nell’attitudine verso il lavoro: è vero oppure è un grande e gratuito pregiudizio? Per quali motivi, spesso, le aziende faticano a trovare i/le lavoratori/trici di cui necessitano? La Divisione della formazione professionale del DECS, al di là del costante e prezioso dialogo con i vari interlocutori, riesce davvero a captare quelli che sono i bisogni, le esigenze e le necessità dei giovani, delle aziende e di una società che cambia velocemente? A queste e ad altre domande rispondono gli ospiti di Millevoci.Sono ospiti:Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale presso il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sportOliviero Pesenti, imprenditore e già presidente dell’AITI (Associazione industrie ticinesi)Sara Rossini-Monighetti, da oltre trent’anni attiva nella formazione professionale fra aziende, scuole e famiglie, è direttrice di Fill-up, organizzazione che si occupa di programmi di coaching per gli apprendisti e per le aziende formatriciIlario Lodi, responsabile per la Svizzera italiana di Pro Juventute Svizzera
“Millevoci” dedicato agli animali vi porta nel mondo “Cane e bambino” un progetto nato per insegnare ai bambini il giusto approccio con i cani. Progetto approvato e riconosciuto ufficialmente sia dal DECS che dall’Ufficio del Veterinario Cantonale. Denise Servalli e Silvia Faré Foglia, sono due mamme, ma sono anche due istruttrici cinofile che si sono conosciute durante la scuola per ottenere il Diploma cantonale alla SSMT di Locarno. Dopo la formazione, scambiandosi pareri e opinioni inerenti il lavoro di istruttore cinofilo, si sono trovate a discutere in merito alle difficoltà dei proprietari a gestire l’esuberanza dei bambini nei confronti dei loro cani.Da quello spunto è nata la voglia di lavorare con i bambini più piccoli per insegnare loro innanzitutto cosa è un cane, e non da ultimo come approcciarsi a lui nel modo più corretto, soprattutto per evitare incidenti indesiderati.Putata ricca di ospiti, perché a partire dalle 11.00 si parla anche di Interventi Assistiti con Animali, insieme a Cristina Longo, operatrice sociale che vanta una lunga esperienza nel campo della Pet Therapy. In studio anche la veterinaria, Kris Rezzonico, che dopo anni di “nomadismo”, ha aperto il suo studio per la cura e la degenza di animali domestici, da reddito e da compagnia… una veterinaria che vive in una fattoria, attorniata da centinaia di capre.
La malattia di Parkinson è un disturbo degenerativo lentamente progressivo di aree specifiche del cervello. Come si manifesta? E come si cura? Quali sono le terapie all’avanguardia e su cosa si sta orientando la ricerca? Ne parliamo in vista della giornata mondiale del Parkinson, che a Lugano prevede conferenze pubbliche e attività ricreative. Senza tralasciare l’importanza che anche la musica sta avendo in questo ambito.La seconda parte della puntata la dedichiamo alla nostra quotidianità, a ciò che facciamo nella routine casalinga e che insospettabilmente ci richiede di applicare regole scientifiche. Ci dice come farlo al meglio il chimico e divulgatore Dario Bressanini.
I tempi lunghi di attesa per i collaudi e per gli esami pratici di guida hanno rilanciato in Ticino il tema dell’elevato numero di automobili, della mobilità su due e quattro ruote, della sicurezza odierna dei veicoli e dal rapporto dei giovani con la macchina. Spesso l’opinione pubblica si interroga sull’organizzazione, sulla pianificazione, sugli effettivi, sulle procedure, sui compiti e sull’attività dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione, in particolare per quanto riguarda l’iter dei collaudi. Per fare il punto e per spiegare cosa implica collaudare un veicolo (tempi, personale qualificato, modalità, tipologia e età delle automobili, partner e richieste tecniche), Christian Cattaneo, capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione del DI, risponde alle nostre domande.
Il nostro ambiente è sempre più sotto pressione e gli scenari si sono ulteriormente aggravati: il clima mondiale sta in effetti vivendo una fase di emergenza ambientale senza precedenti, con la Terra spinta ormai oltre i suoi limiti naturali. A dircelo sono degli indicatori climatici che misurano lo squilibrio energetico della Terra e che tengono conto della velocità con cui l’energia entra ed esce dal sistema del pianeta. In un clima stabile, la quantità di energia solare in entrata è all’incirca uguale alla quantità di energia in uscita. Ma questo equilibrio è alterato dalle crescenti concentrazioni di gas serra (Co2, metano e protossido di azoto), che stanno causando un continuo riscaldamento dell’atmosfera e dei mari (Oceani in primis), nonché lo scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci. Il recentissimo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), l’agenzia dell’ONU che si occupa di meteorologia, indica che la quantità di calore accumulata dalla Terra ha raggiunto un livello record nel 2025, con conseguenze da temere per centinaia se non migliaia di anni. Cosa ci spiega di nuovo questo rapporto e perché gli studi sul surriscaldamento climatico ci presentano, a scadenze regolari, uno stato di salute sempre peggiore del nostro ambiente naturale? Ne parliamo con Marco Gaia, responsabile del settore “Previsioni e Consulenze” di Meteo Svizzera.
La sezione del Sottoceneri di Croce Rossa Svizzera organizza domenica 29 marzo 2026 al cinema Lux di Massagno una serata sul tema delle migrazioni: il programma della manifestazione prevede la proiezione del lungometraggio di Matteo Garrone “Io capitano”, selezionato nella cinquina delle opere candidate al premio Oscar quale miglior film internazionale nel 2024, che sarà seguita da una discussione in sala con Amara Fofana, il giovane guineano oggi residente in Belgio la cui vicenda ha ispirato il regista italiano, e con Alessandra Morelli, per oltre 30 anni delegata dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU (UNHCR). L’evento si aprirà alle 16.00; il film, della durata di 120’ senza pausa, inizierà alle 16.45 mentre la discussione con gli ospiti si protrarrà sino alle 20.00.Nella puntata odierna, agganciandoci al lungometraggio, spazio quindi ai diversi temi migratori; alla loro narrazione (come vengono proposti e raccontati); all’informazione da parte dei media e delle autorità; e alle attività e ai compiti della Croce Rossa Svizzera sezione del Sottoceneri. È ospite Debora Banchini Fersini, direttrice di CRS.
In evidenza i futuri e importanti cambiamenti nella Scuola Media ticinese con il Consiglio di Stato che ha approvato il Messaggio “Generalizzazione del superamento dei corsi attitudinali A e base B nella scuola media”. Il Messaggio presenta i risultati della sperimentazione sul superamento dei corsi attitudinali e base (“corsi A e B”) e, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, come richiesto dal Gran Consiglio, ne propone la generalizzazione a tutta la scuola media. In tal modo sarà possibile superare i limiti dell’attuale sistema dei corsi A e B e rafforzare il benessere di allieve e allievi in ambito scolastico. Il 13 marzo 2023 il Gran Consiglio aveva dato il proprio avallo all’avvio di una sperimentazione per il superamento dell’attuale sistema di differenziazione strutturale caratterizzato dai corsi A e B in matematica e tedesco in III e IV media. Una sperimentazione ritenuta indispensabile per valutare l’efficacia delle modalità individuate per superare i corsi A e B e che ha portato il Consiglio di Stato, tenuto conto degli esiti della stessa e della valutazione del gruppo di accompagnamento, a “fare i passi necessari per la modifica della base legislativa che elimina il sistema dei livelli”, come richiesto dal Gran Consiglio con l’approvazione del Rapporto parziale di maggioranza del 30 gennaio 2023. La sperimentazione si è svolta durante gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025 in sei istituti di scuola media: Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa. In questi istituti l’insegnamento della matematica e del tedesco è avvenuto in classi eterogenee, applicando forme diverse, ma complementari, di codocenza (codocenza in tutte le unità didattiche, parziale o a gruppi ridotti). Limitatamente alla IV media, in due delle sei sedi (Acquarossa e Caslano), si è sperimentata anche l’applicazione che prevedeva di proporre percorsi didattici a scopo orientativo denominati “indirizzi opzionali”. La proposta prevede di estendere l’implementazione del superamento dei corsi A e B a partire dal 2027/2028 nell’arco di 6 anni scolastici. Ciò consentirebbe di raggiungere la piena generalizzazione del superamento dei corsi A e B a tutti gli istituti di scuola media entro l’anno scolastico 2032/2033. L’implementazione scaglionata consentirebbe un solido accompagnamento, sarebbe finanziariamente sostenibile, e permetterebbe di adottare aggiustamenti e correttivi in base all’accumularsi di nuove esperienze. Il Consiglio di Stato ritiene che questo investimento nella qualità e nell’equità della scuola dell’obbligo ticinese, in continuità con la storia della scuola media unica, dove una suddivisione strutturale non esiste già più in tutte le altre materie (come pure in matematica e tedesco, nel primo biennio), sia opportuno e sostenibile. Quanto proposto permetterebbe un ulteriore rafforzamento qualitativo della già buona scuola ticinese, andando a diretto beneficio di migliaia di allieve e allievi. Su questo addio ai livelli 1 e 2 (dei corsi A e corsi B), sui suoi vantaggi e svantaggi -con eventuali criticità- e sulla presenza di due docenti per classe, la cosiddetta doppia docenza, si sofferma Tiziana Zaninelli, presidente del Gruppo di accompagnamento e direttrice della Sezione dell’insegnamento medio.
Con l’arrivo della primavera non si risvegliano solo piante e fiori, ma anche i rettili: serpenti, lucertole e altri ospiti silenziosi dei nostri prati e boschi. In questa puntata parleremo del loro “risveglio”, di cosa succede quando escono dal letargo, di quali specie vivono vicino a noi – tra innocue e velenose – e di come convivere con loro in sicurezza, sfatando paure e falsi miti. Un viaggio alla scoperta di animali fondamentali per gli ecosistemi, ma spesso fraintesi.
Alcune recenti ricerche hanno fatto scalpore negli ambienti scientifici: in media, riusciamo a mantenere la concentrazione su un singolo compito per soli 47 secondi prima che la nostra mente vaghi altrove. Ma cosa succede davvero nel nostro cervello quando perdiamo il filo? E soprattutto, possiamo fare qualcosa per combattere questa apparente “condanna” neurologica?Ne parliamo con il Dott Prof Alain Kaelin Direttore medico e scientifico del Neurocentro Svizzera Italiana.
23 marzo 1956: settant’anni fa esatti usciva il primo 33 giri di Elvis Presley, destinato a dare una nuova rotta alla storia della musica. Da quel giorno niente sarà più lo stesso: quel ventenne di Memphis, già noto a livello locale per le sue interpretazioni, per le sue movenze e per il suo carisma, darà un altro ingrediente al mondo: il suo talento. Su Rete Uno celebriamo lui e questo disco in uno speciale dalle 10:00 alle 11:00, in Millevoci.
Quali sono le priorità odierna dell’Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana – l’ACSI – che è un’associazione autonoma e indipendente, che difende i diritti dei consumatori e dei pazienti, senza perseguire scopo di lucro? Fondata nel 1974, l’ACSI ha rilevato nel 2010 l’Associazione pazienti della Svizzera italiana. È membro attivo della Commissione federale del consumo (CFC) e della Federazione delle associazioni svizzere dei pazienti (FASP – DVSP). Collabora inoltre con le organizzazioni svizzere ed europee che difendono i consumatori e/o i pazienti. Quanto sono cambiate nel corso degli anni le “battaglie” in favore delle consumatrici e dei consumatori e quali sono le loro esigenze e richieste? Ne parliamo con Antonella Crüzer da quasi quattro anni segretaria generale dell’ACSI.
Il compito della magistratura dei minorenni, in Ticino più che mai sollecitata dall’aumento dei casi e dei reati compiuti da ragazzi sempre più giovani, non è mai solo punitivo. Anzi, alle misure sanzionatorie, vanno accompagnate anche quelle educative, protettive e d’accompagnamento dei giovani, con lo scopo prioritario di assicurare il sostegno a chi si trova in una fase molto delicata della sua vita.Come si riesce allora a trovare un giusto equilibrio fra prevenzione, protezione e repressione? Lo chiediamo alla magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, ospite di “Millevoci”, con la quale facciamo il punto sul lavoro e sull’attività della Magistratura dei minorenni, sulle risorse, sugli effettivi e sulle strutture attualmente esistenti in Ticino, spiegando nel contempo le ragioni per cui l’età degli autori dei reati si è abbassata negli ultimi anni. I giovani sono spesso fragili, confusi e disorientati e non hanno sempre la percezione di quanto hanno commesso: come valutano allora il loro agire e la loro colpevolezza? C’è la consapevolezza della gravità e dell’illegalità di un determinato comportamento? I/le ragazzi/e, messi di fronte alle proprie responsabilità, tendono a banalizzare? Si rendono conto della portata delle loro azioni? E i loro genitori quale atteggiamento hanno e come si confrontano con le autorità? Come e quando avvengono gli incontri fra i papà e le mamme di coloro che commettono dei reati e la Magistratura dei minorenni? Quali sono i reati più comuni e quali sono quelli che negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa? Qual è l’età media di chi commette dei reati?A queste e ad altre domande risponde Fabiola Gnesa.
Come nel resto dell’Europa, anche in Svizzera è ritornato d’attualità il dibattito sull’energia nucleare dopo che il Consiglio degli Stati, lo scorso 11 marzo, ha accolto il controprogetto all’iniziativa “Stop al blackout” con 26 voti a 12 e 3 astenuti. In futuro, quindi, potrebbero venire realizzate in Svizzera nuove centrali nucleari, malgrado il divieto di nuovi impianti introdotto, dopo il referendum e in votazione popolare nel 2017, dopo la catastrofe di Fukushima. L’iniziativa è stata invece respinta con 33 voti contrari, 8 favorevoli e una astensione. Il dossier passerà ora al Consiglio nazionale che, tenuto conto delle forze in campo, dovrebbe seguire gli Stati. Ad ogni modo, già al momento della presentazione del controprogetto indiretto da parte del Consiglio federale, gli ambienti ecologisti - cui dovrebbero aggiungersi PS e Verdi - hanno minacciato il referendum. Un passo indietro dunque che fa discutere: in seguito all’incidente nucleare di Fukushima, cui quest’anno ricorre il 15esimo anniversario, nel 2011 la Svizzera aveva deciso di abbandonare progressivamente l’energia atomica. Nel 2017, la popolazione ha votato a favore di questa strategia e per vietare l’edificazione di nuove centrali. L’iniziativa popolare federale “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)“ chiede di rivedere tale divieto, anche se nella proposta di modifica costituzionale gli impianti nucleari non sono esplicitamente menzionati. L’iniziativa prevede in primo luogo che l’energia elettrica venga prodotta nel rispetto dell’ambiente e del clima. Pertanto, sarebbero ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi dell’ambiente. Nella modifica costituzionale - lanciata dal Club Energia Svizzera, un’alleanza di ambienti borghesi - il Consiglio federale intravvede però l’eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, un punto ritenuto fondamentale per l’Esecutivo, il quale intende mantenere aperte tutte le opzioni per l’approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poiché a tale proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone invece un adeguamento della legge federale sull’energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto. In aula, UDC, Centro e PLR, con qualche defezione, hanno fatto quadrato attorno alla proposta del Consiglio federale di abrogare l’attuale divieto iscritto all’articolo 12a della Legge sull’energia nucleare. Il dibattito di queste settimane attorno all’atomo ha quindi assunto una dimensione geopolitica, economica, tecnologica, ambientale e ideologica, con sullo sfondo le annose e inevitabili questioni legate alla sicurezza, ai tempi di costruzione e al costo degli impianti nucleari; allo smaltimento delle scorie altamente radioattive; al presente e al futuro delle fonti e delle energie rinnovabili (idroelettrico, solare ed eolico) e al rispetto della Strategia energetica 2050; alla dipendenza dall’estero per coprire l’approvvigionamento energetico dei prossimi anni; e ai futuri consumi di energia, probabilmente in aumento alla luce della crescente elettrificazione dei riscaldamenti, della mobilità e dell’industria. La Svizzera potrà diminuire la dipendenza dalle energie fossili importate, rafforzando nel contempo le energie rinnovabili indigene e creando così anche dei posti di lavoro e degli investimenti in Svizzera? Le domande sono parecchie e toccano diversi ambiti. Intanto fra i fautori e i contrari il dibattito si è riacceso con spunti e considerazioni di vario tipo, fra chi sostiene l’energia nucleare come integrazione alle fonti rinnovabili e chi vi si oppone fermamente: nella puntata di Millevoci facciamo il punto sul fabbisogno e sui possibili scenari energetici futuri.Sono ospiti:Prof.ssa Annalisa Manera, docente di sicurezza nucleare al Politecnico di ZurigoIng. Claudio Boër, Senior Advisor Swissnex China e già vicepresidente del Consiglio della SUPSIClaudio Cereghetti, presidente del Consiglio d’amministrazione dell’AET (Azienda Elettrica Ticinese)
Insieme al Presidente di Ficedula Roberto Lardelli e all’ornitologa di Ficedula Chiara Scandolara, scopriamo tutti i nuovi progetti che concernano la rondine. Scopriamo anche la passione di Ilaria Cattaneo per la fotografia naturalistica.
Per una puntata a triplo tema che dalle neuroscienze ci porterà dritti alla geologia, passando per la tecnologia.Quali i meccanismi che governano il senso dell’olfatto e quali gli incidenti che possono farlo perdere. Come funziona la memoria olfattiva e perché ricordiamo certi odori ed altri no. A guidarci scientificamente, nel complesso mondo delle percezioni olfattive, la Dottoressa in Neuroscienze Anna D’Errico.A svelarci i nuovi segreti del Parco delle Gole della Breggia ci sarà Andrea Stella Direttore di un’area geologicamente e storicamente unica, un parco che si può scoprire capovolto o attraverso un podcast che da voce alle rocce, oltre che visitandolo a piedi.Non mancheranno le news dal mondo della Scienza.
Primavera boreale: Il 20 marzo l’equinozio dà il via alla stagione dei risvegli. Giornate più lunghe, fiori e canti; gli uccelli tornano, gli animali escono dal letargo. Tra questi, il riccio, affamato dopo mesi di sonno. Ne parliamo con due biologi in studio, in diretta a “Millevoci”.
Per parlare dell’ evoluzione della chirurgia viscerale negli ultimi 40 anni, dettati dall’ impiego di strumenti sempre più performanti a beneficio di pazienti che possono riprendersi più rapidamente dopo interventi chirurgici all’ addome all’ intestino e ad altri organi interni. Come si lavora come ci si forma e come si interviene in casi urgenti, sono solo alcuni dei tremi che approfondiremo con i nostri ospiti:- Prof. Dimitrios Christoforidis, Primario del servizio di chirurgia generale e viscerale dell’EOC;- Dr.ssa Alice Vanoni-Colombo, specialista in chirurgia viscerale;- Prof. Thomas Greuter, primario del Servizio di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Ospedale Regionale di Lugano EOC;- Dr. Davide Demagistri medico Urgentista.
Il conflitto mediorientale sta rapidamente assumendo una dimensione regionale. A sei giorni dall’inizio, la guerra e i suoi effetti si sono già estesi dall’Iran a tutta la regione del Golfo e al Medio Oriente nel suo complesso, fino a toccare, con tangibili conseguenze, il mondo intero: quali sono le ripercussioni e le prospettive geopolitiche per la popolazione iraniana e per i Paesi coinvolti? È bastato un fine settimana -lo scorso- per far ripiombare il Medio Oriente e la regione del Golfo in un conflitto potenzialmente più devastante e dalla portata più ampia di quelli vissuti finora. Ma sarebbe riduttivo considerare l’attuale crisi scatenata dall’intervento unilaterale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran -Paese le cui forze di sicurezza avevano appena represso una sollevazione popolare provocando decine di migliaia di vittime– come l’ennesima guerra “regionale”. L’attacco, sferrato fra venerdì e sabato scorsi, ha ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e decapitato buona parte dei vertici della Repubblica islamica, provocando l’immediata reazione di Teheran e un’estensione del confronto ben oltre i confini iraniani. Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Arabia Saudita e Kuwait: nessuno finora è stato risparmiato da un coinvolgimento che si è tradotto anche nella peggiore interruzione delle comunicazioni internazionali aeree della storia. Sui molti interrogativi che si sono aperti dopo l’inizio delle ostilità, vi sono poche, pochissime, risposte e certezze, soprattutto su quanto sia diventato più debole il regime e se un cambio di potere in Iran sarà possibile. Intanto sappiamo che con la ritorsione della Repubblica islamica in tutta la regione e il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz la situazione si è ulteriormente complicata e aggravata. Tutti sono si sono ritrovati dentro un conflitto dagli esiti sempre più inquietanti, soprattutto per le popolazioni toccate, i diretti interessati, le monarchie del Golfo, l’Asia e l’Europa. E mentre la guerra infiamma il Medio Oriente, l’incertezza si diffonde nei mercati, a partire da quelli energetici. Quali sono i veri obiettivi di Tel Aviv e soprattutto di Washington in questa operazione? Il regime teocratico iraniano è giunto al capolinea oppure l’intervento del nemico straniero lo ricompatterà? Quanto è elevato il rischio che gli attuali bombardamenti su Teheran potrebbero rafforzare il regime? Come sta vivendo la diaspora iraniana questo momento? Chi si oppone a questi “aiuti esterni” all’Iran quali soluzioni propone per trovare una via d’uscita in grado di portare libertà e stabilità? Qual è la reale situazione delle donne iraniane? Ne parliamo con vari ospiti nella puntata odierna di Millevoci. Sono ospiti: Thomas Paggini, giornalista e inviato della RSI a Tel Aviv; Luigi Toninelli, ricercatore dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) specializzato nel contesto iraniano; Sara Hejazi, antropologa, docente e ricercatrice presso la Fondazione di ricerca Bruno Kessler di Trento; Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia dei Paesi Islamici all’Università di Berkeley e Trento ed esperto di politica internazionale e Medio Oriente; Majid Aflaki, cittadino iraniano abitante in Ticino; Negar Alavinejad, cittadina iraniana abitante in Ticino
La lunga e silenziosa marcia verso i luoghi di deposizione di rane, rospi e tritoni. Un cammino pieno di insidie. Ne parleremo con la biologa Nicole Santi, del Karch, Il Centro di coordinamento per la conservazione degli anfibi e dei rettili in Svizzera.
In Svizzera il 43% della popolazione adulta è in sovrappeso e il 12% è affetto da obesità. Come in altri paesi del mondo, sovrappeso e obesità sono molto diffusi, tanto che il tema ha la sua giornata mondiale, che cade proprio oggi, mercoledì 4 Marzo.Il tema dell’obesità rappresenta una sfida importante per il sistema sanitario sociale e per i singoli individui affetti da questa complessa patologia. Come lavorare in fase di prevenzione come curare sovrappeso ed obesità. Ne parliamo con il Dottor Massimo Quarenghi specialista in medicina interna e nutrizione clinica, Capo Servizio Obesità EOC.























