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Nel Faro - StandUp Podcast
Nel Faro - StandUp Podcast
Author: Danilo Cuccagna
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© Danilo Cuccagna
Description
Nel Faro Podcast parliamo di dipendenze, raccontiamo storie di vita reale, testimonianze di rinascita di chi la dipendenza l'ha vissuta sulla propria pelle. Proviamo ad accendere una luce nelle ombre tempestose della droga, e lo facciamo in pieno stile StandUp
Host @danilocuccagna
Prod @StandUpWay
87 Episodes
Reverse
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: https://news.standupway.it/kit-nel-faro📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: https://user.standupway.it/registratiGiovanni D’Aurelio, scrittore e musicista conosciuto come Geeked, racconta una storia che comincia molto prima del suo rapporto con la sostanza: l’infanzia segnata dall’uso di sostanze dei genitori, la mancanza di punti di riferimento e il tentativo di affrontare la sofferenza psichica da solo.In questo episodio parla delle conseguenze delle sue scelte e di ciò che lo ha aiutato a ricostruire la propria vita: l’amore dei nonni, la psicoterapia e la scrittura.🎧 Ascolta la sua testimonianza completa anche su Spotify. Quale passaggio ti è rimasto più impresso? Raccontacelo nei commenti.
Salvatore ha vissuto vent'anni di tossicodipendenza pesante. Dalla cocaina e altre sostanze delle feste come DJ all'eroina in solitaria, passando per dieci comunità diverse mai portate a termine. La sua è stata una fuga costante da se stesso, culminata in un drammatico punto di rottura nel 2020. Una vita vissuta al limite, raccontata oggi con una lucidità e una maturità rare.💡 Nel Faro Podcast è prodotto da StandUpWay, la piattaforma online per il trattamento delle dipendenze. Scopri di più su https://bit.ly/metodostandupIn questo episodio Salvatore si racconta senza filtri e analizza:L'inganno dell'eroina: Il passaggio dalla cocaina del sabato sera alla "pallina marrone" sulla stagnola, scambiata all'inizio per semplice oppio da cui tutto è iniziato.Il senso di colpa e il riscatto familiare: Il crollo del rapporto con il padre, la colpa scaricata sui genitori e la successiva, dolorosa ricucitura dei legami.La prigione del craving: Cosa succede nella mente di un tossicodipendente quando decide di "saltare i cancelli" di una comunità pur di andare a rifarsi.La rinascita a San Patrignano: Il valore del percorso terapeutico, la forza del gruppo e la difficile discesa verso il mondo reale, dove bisogna imparare a tenere sempre la mano sul freno.Una testimonianza potente che non cerca di glorificare il passato, ma vuole essere uno strumento di prevenzione e speranza per chi si trova ancora nel buio.🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
Pasquale ha 52 anni, viene da Pozzuoli, e la sua è una storia pazzesca di quelle che ti lasciano senza fiato. Fin da piccolissimo ha vissuto una vita sempre al massimo e senza freni: ha iniziato a giocare d'azzardo a soli 10 anni, finendo poi per perdersi nel tunnel dell'alcol e degli psicofarmaci, tra continui ricoveri e momenti bui. Oggi, però, Pasquale ha completamente cambiato rotta.👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: https://app.metodostandup.it/v2In questo episodio, che chiude la seconda stagione di Nel Faro, Pasquale si racconta con un'onestà e una simpatia uniche:Il vizio del gioco a soli 10 anni: L'ossessione per le macchinette iniziata da bambino nei bar, una spirale che da grande lo ha portato a perdere oltre 200.000 euro e a fare cose incredibili pur di trovare i soldi per giocare.L'alcol e i ricoveri in ospedale: Gli anni passati a mischiare intere boccette di sonniferi forti con il whisky, i vuoti di memoria totali e i quasi 20 ricoveri in psichiatria a Napoli.Capire la propria mente: Cosa significa convivere con il disturbo borderline di personalità e la liberazione provata dietro a una semplice frase del suo medico: "È colpa tua, ma non è colpa tua".La salvezza nello yoga: Come l'incontro con un amico maestro di yoga lo ha salvato proprio mentre pensava di farla finita. Una disciplina iniziata quasi per curiosità e diventata la sua vera medicina quotidiana.La sveglia alle 4 del mattino: La sua nuova routine fatta di meditazione e respirazione. Pasquale ci ricorda che la vera felicità e la pace le abbiamo già dentro di noi, senza bisogno di usare nient'altro.Una storia bellissima e piena di speranza, che ci insegna che non è mai troppo tardi per chiedere aiuto, riprendere in mano la propria vita e ricominciare da zero.
Lys Gomis è stato un portiere di Serie A, un atleta cresciuto nelle giovanili del Torino che ha toccato i vertici del calcio professionistico. A Nel Faro rivela il suo stato d’animo dietro i riflettori: il successo e l’ossessione per la perfezione sportiva ha portato Lys a vivere una doppia vita. Il calciatore Gomis aveva preso il posto dell’essere umano che c’era dietro quella maglia tanto ambita, semplicemente Lys.Alla morte del padre Lys si rende conto di aver toccato il fondo, si rende conto di non essere mai riuscito ad essere responsabile, ad aiutare davvero gli altri, ma è troppo dura affrontare tutto da solo e allora quando terminano le partite e gli spogliatoi vengono chiusi Lys si chiude con i suoi fantasmi e casse di birra. La dipendenza si manifesta in modo più aggressivo quando inizia con le sostanze pesanti, tra cantine e zone di spaccio a Lys non importa più molto.L’infortunio al ginocchio non è che una conseguenza di questo atteggiamento: vivere gli importava sempre meno. Prova a chiedere a qualche centro, ma poi non si impegna e torna sui suoi passi. La svolta avviene quando capisce che le persone che gli stanno intorno gli vogliono bene per quello che è. Allora Lys trova la forza di esporsi, chiede aiuto e urla la sua fragilità.Ora la sua missione è quella di aiutare chi è intrappolato in una maschera sociale che gli impedisce di comunicare all’esterno il proprio malessere. Lys, attraverso la sua esperienza di vita, ci ricorda quanto sia importante ascoltare il proprio bambino interiore.
Nora de Blanc è una ragazza polidipendente che ha vissuto per anni in guerra con le proprie emozioni. Si definisce “plusdotata” e “neurodivergente” fin dall'infanzia, sperimentando così precoci stati di dissociazione e un senso cronico di estraneità, spingendola a usare sostanze come cocaina, metanfetamine e alcol non per fuggire dal mondo, ma nel tentativo disperato di farne parte. Una storia vissuta agli antipodi e raccontata senza filtri.👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: https://app.metodostandup.it/v2In questo episodio Nora si racconta a cuore aperto e analizza:La plusdotazione invisibile: Come una mente che viaggia a mille senza gli strumenti per regolarsi possa essere scambiata per "follia", sviluppando tic e fobie fin dai primi anni di scuola nell'indifferenza del contesto circostante.Le sostanze per restare nel mondo: Il paradosso di usare cocaina, metanfetamine e psicofarmaci non per isolarsi, ma per omologarsi agli altri, tollerare una realtà percepita come noiosa e trovare una connessione emotiva ed empatica.Dissociazione e autodistruzione: L'esperienza della derealizzazione vissuta fin da bambina (paragonata agli effetti della ketamina), il legame con relazioni tossiche e violente utilizzate come perfetto canale di autopunizione, fino al drammatico tentato suicidio in auto.Le etichette come mappa, non come alibi: L'accettazione delle diagnosi di disturbo borderline e bipolare intese come strumenti utili per orientare la cura medica e l'equilibrio farmacologico, rifiutando di usarle come giustificazione per fare del male a se stessi o agli altri.La partita del post-percorso: Il rientro nella società dopo un anno e mezzo di comunità, la gestione quotidiana del craving e la scelta di affidarsi a una squadra di supporto (SMI, CPS, EMDR) per proteggere la propria sobrietà.Una testimonianza lucida e coraggiosa sul valore della vulnerabilità e sulla necessità di abbattere lo stigma che circonda la salute mentale, perché la dipendenza non ha una faccia prestabilita.








