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Oltre il titolo

Author: Disclosers

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In questo podcast di Disclosers, agenzia di PR e Media relations, ci immergiamo nelle dinamiche della comunicazione, del marketing e dei media.
Navighiamo insieme a imprenditori, imprenditrici, manager e giornalisti/e di spicco per esplorare buone pratiche, casi di successo, storie e innovazioni che guidano i mercati. Attraverso le loro esperienze dirette, analizziamo le strategie aziendali, l'impatto delle nuove tecnologie e l'evoluzione del panorama mediatico e dei suoi attori principali.
Il nostro obiettivo è capire come andare “oltre il titolo”, spingendoci al di là della copertina.
93 Episodes
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In questa puntata ospitiamo Isabella Lazzini, Founder di Boldstuff ed ex CMO con una lunga esperienza in colossi tech come Apple e Huawei. Insieme ripercorriamo le tappe della sua carriera, analizzando le profonde differenze culturali tra Occidente e Oriente, le competenze chiave del marketing del futuro e i rischi legati all'uso incontrollato dell'AI, come il Brand Drifting e l'appiattimento dei contenuti.Un viaggio tra la necessità di reskilling, aneddoti di progetti pionieristici (come la prima sfilata di moda co-creata con l'AI nel 2019) e consigli pratici per mantenere salda l'identità di un brand nell'era dell'AI.00:00 - Introduzione e l'oggetto simbolo: il pongo tra malleabilità e avventura02:15 - Culture multinazionali a confronto: la precisione di Apple vs la flessibilità orientale06:30 - Le competenze del futuro: il marketing manager come "direttore d'orchestra"10:45 - Prima parola chiave: Controllo e come bilanciare le direttive centrali con la localizzazione15:20 - Il caso studio (2019): la prima sfilata di moda co-creata con le reti neurali dell'AI18:50 - Catene decisionali complesse e strategie di sopravvivenza nelle aziende asiatiche22:15 - Che cos'è il Brand Drifting e come proteggere l'identità di marca nell'era dell'AI26:40 - Garbage In, Garbage Out: l'importanza di addestrare bene la macchina mantenendo il fattore umano29:30 - Seconda parola chiave: Identità e la nascita del progetto Boldstuff33:00 - Comunicare la tecnologia oggi: opportunità, formazione e visione di lungo termine
In questa puntata di "Oltre il Titolo", ospitiamo Alessandro Mininno, co-founder di Gummy Industries e Flatmates. Alessandro ci accompagna in un viaggio che parte dalle strade di Brescia a metà degli anni '90, dove ha scoperto la potenza sovversiva dei graffiti, fino ad arrivare alla guida di alcune delle agenzie creative e di influencer marketing più rilevanti in Italia.Il background nelle controculture diventa, nel suo racconto, un metodo per costruire visioni originali, capaci di “stracciare” i brief tradizionali. Alessandro analizza la crisi dell'editoria cartacea, il ruolo crescente dei content creator nel ridefinire i modelli di business dei media e la gestione di agenzie creative che puntano sulla marginalità e sul pensiero critico, allontanandosi dalle scorciatoie del perfezionismo e dell'automazione superficiale legata all'intelligenza artificiale.Un episodio per capire dove sta andando la cultura pop, come i brand possano restare rilevanti senza cercare di controllare ogni messaggio e cosa voglia dire avere una visione autentica nel mercato attuale.
In questa puntata di "Oltre il Titolo", ospitiamo Massimiliano Zucchi, CEO di La Romana dal 1947, per un viaggio profondo tra identità, fallimento e rinascita imprenditoriale.Dalla storica gelateria di 55 mq a Rimini fondata dal padre, fino ai 94 punti vendita in 9 paesi, Massimiliano racconta come ha trasformato un’attività artigianale in una media impresa di successo internazionale, senza mai perdere il "DNA denso" delle origini.In questo episodio esploreremo:Il valore del viaggio: Perché un biglietto aereo è l'oggetto che meglio rappresenta la sua storia e la sua formazione.Cadere e rialzarsi: Il racconto onesto del fallimento dopo la prima espansione aggressiva e l'importanza di guardarsi dentro per ricostruire.L’evoluzione del leader: Il passaggio da "imprenditore randagio" a guida di una struttura complessa: le sfide dei campionati di Serie A e della "Champions League" del retail.Innovazione e Partnership: Come un brand con 80 anni di storia riesce a restare giovane collaborando con colossi come Netflix (Stranger Things, Bridgerton, One Piece) e Ritter Sport.Scalabilità vs Artigianalità: La sfida di mantenere 94 laboratori artigianali attivi ogni giorno nel mondo.Un’intervista ricca di spunti per chiunque voglia capire cosa significhi davvero fare impresa oggi, tra responsabilità verso i collaboratori e la costante cura del cliente.I momenti salienti dell'intervista:00:00 - Intro e l’oggetto simbolo: il biglietto aereo05:30 - Le origini a Rimini e la prima sfida imprenditoriale10:15 - Il crollo e l’importanza dell’umiltà nel ripartire15:45 - Identità: l'azienda come specchio dell'imprenditore22:00 - Marketing moderno: la collaborazione con Netflix28:30 - Scalare senza perdere il DNA: la cultura aziendale35:15 - Il gioco delle tre parole: Identità, Reputazione, Scalare
Registrata al Timeless Festival 2026, questa puntata ospita Elisa Mereatur, responsabile marketing e comunicazione di Galup.Il punto di partenza è il nome stesso, che in dialetto piemontese significa "goloso". Attorno a questa parola si costruisce l'intera identità del marchio: anche di fronte ai trend salutistici, Elisa rivendica il dovere di comunicare la golosità in modo pieno, perché chi sceglie di concedersi un piacere deve poterlo fare fino in fondo.Dalla golosità nasce anche la sfida della stagionalità. Il prodotto simbolo, il panettone basso ricoperto di nocciole, vive del periodo natalizio, perciò la strategia per abitare tutto l'anno parte dagli elementi iconici del brand: la storica glassa diventa un biscotto in formato quotidiano. Lo stesso immaginario si allarga poi oltre il settore alimentare attraverso le contaminazioni con arte e design, dai piatti in porcellana firmati da una designer alla partnership con Artissima, fino al merchandising nato dall'interesse spontaneo verso le magliette usate come divisa di lavoro.Il fulcro della comunicazione resta la golosità, espressa con linguaggi sempre nuovi per portare il marchio fuori dalla propria comfort zone, anche grazie agli scambi con l'esterno come le collaborazioni con le università.
Quando la comunicazione parte dal perché, il brand resta nel tempo, con Marta Fabiani, PR, Events & Trade Advocacy Manager di Gruppo MontenegroCosa significa costruire una strategia di comunicazione per un brand con 140 anni di storia? A Timeless Festival lo abbiamo chiesto a Marta Fabiani, PR, Events & Trade Advocacy Manager del Gruppo Montenegro.Marta racconta come il punto di partenza di qualsiasi scelta comunicativa stia nel chiedersi il perché: perché un contenuto, perché un formato, perché un testimonial. Questa domanda, applicata con coerenza nel tempo, è quello che permette a un brand storico di restare rilevante senza inseguire ogni tendenza.Uno degli argomenti centrali della conversazione riguarda il valore della presenza fisica in un panorama dominato dal digitale: secondo Marta, un'attività tangibile ha oggi un impatto maggiore proprio perché rompe la piattezza dello schermo. Lo conferma anche l'attenzione che il Gruppo dedica alla Generazione Z, una generazione che ha più bisogno di connessione reale di quanto si pensi e che va raggiunta nella vita quotidiana, non solo sui social.Sul fronte dell'influencer marketing, Marta condivide una lettura precisa: funziona quando la nicchia del creator rispecchia davvero il posizionamento del brand, non come strumento generalizzato. Un approccio che riflette la stessa logica della campagna con Totti e Spalletti, in cui Amaro Montenegro ha scelto due figure capaci di incarnare i valori di amicizia autentica su cui il brand costruisce la propria comunicazione da sempre.
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