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Parola Interna

Author: Parola Interna

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Description

Io sono un’odissea.
Un viaggio senza inizio;
Un cuore senza corpo;
Un sonno senza sogni:
Anima libera.
76 Episodes
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Lettura del capitolo 4 di Frammenti di un insegnamento sconosciuto - Gurdjieff
Arakne

Arakne

2024-09-2004:26

Vivo Perennemente nel Vuoto A contatto con il moto Danzando a tempo. Ci pensi mai che Il tuo corpo è In prestito? Un dono dalla terra La tua creatura! Abbine cura! Amala Nutrila Sentila, scoprila Spogliala e ricoprila Svestila e incarnala Ogni istante , una rinascita Ad un battito di ciglia Apri le pareti, sfondale Credici e Vedi L’oro che dimora in te Essa una gemma Preziosa rarità che S’espande e vibra Costante È iniziata la Nuova Era Un anno e mezzo è durato il mio reclutamento Ho abbandonato tutto, averi, amici , affetti e famiglia ; conoscenze personali e ricordi di esperienze ; nulla sussistette più del mio io incarnato, e andai. Superai le barriere incarnati e, le forze della creazione materiale, doni di fusioni tra forze antagonisti e plasmatici ; disintegrai ciò che fu stato e riesumai il sempiterno Raggiungi un burrone dopo il vuoto assoluto ; Lui Tuonò dopo avermi mostrato l’iperuranio , mi Amò in ogni fase, da amante sublime, padre e madre mi condusse con mano , tale atto era il mio occhio, la vista donata da un’unione cardiaca sempre più profonda , intrinseca Fino a esplodere in un’esplosiva estrinsecazione Così nacque la stella e l’angelo cadde Le ali si sciolsero nella caduta, ripresi via via tutti i corpi, i ricordi, le memorie e nell esperienza riesumai dai frutti le ceneri passate, che come fuliggine apparivano, moscerini suoi emissari libravano attorno al mio corpo umano mentre il Suo sorriso approvava ; come uno sguardo che esprime “ti ri-cordi?” , sciogliendo i nodi della corda, sui i fili della tela ci muoviamo ; adesso consapevole io sono, dell’utilità di tale dono. Non più cerco di evadere perché sono, è un maglione per esperire il gelo senza congelare, nulla di ciò che è creato in Verità è male, Caso non viene se non per ingannare , l’universo ha occhi e orecchie infiniti quanti suoni da mostrare L’immenso non-sapere non-volere ;negare la brama di volere e prendere, atto di tendenza alla chiusura, dominio falsato , distorsione contorta di un ragno ingarbugliato nella sua stessa tela, affamato perché non ricorda del potere della sua sa-liva , aumenta il peso anziché librarsi , scivolare sui suoi stessi prodotti di gustosità leggiadra Mi chiamò Arakne e mi diede la corona A me la scelta perenne spetta ora.
«Cos’è in fondo la morte, se non l’illusione della fine del tempo? Non è un paradosso, oltre che una follia, l’ostinarci a misurare il fatto che siamo vivi grazie al fatto che non siamo morti? Ma se la morte non esiste... allora non esiste neanche la vita? E se la vita, la morte e il tempo non esistono, cosa rimane? Tu». M.M. Judas. Il libro per imparare a riconoscere gli incantesimi che fin da piccoli ci irretiscono, impedendoci di esprimere il nostro autentico potenziale, e a mettere in pratica i relativi contro-incantesimi. Dopo aver affascinato e appassionato migliaia di lettori con La via della trasmutazione alchemica, M.M. Judas torna per addestrarci all’arte della sovversione dello status quo in cui siamo immersi. Il Libro degli incantesimi ci invita infatti a sovvertire il modo di guardare le cose e con ciò a scoprire la selva di incantesimi nella quale siamo imprigionati: incantesimi che ci irretiscono, condizionandoci e appesantendoci a nostra insaputa. Espressioni all’apparenza innocue e che siamo abituati a sentire e ripetere – «Devi combattere per ciò che ami», «La vita è un inferno», «Devi perdonare», «La solitudine è triste» e molte altre – non appena osservate da una diversa prospettiva mostrano la loro vera natura di nefasti sortilegi: incantesimi bloccanti e sminuenti che Judas ci indica uno per uno, insegnandoci non solo a identificarli come tali, ma anche a formulare e mettere in pratica i relativi contro-incantesimi, affinché la malìa sia definitivamente spezzata e ogni aspetto della nostra vita possa essere vissuto con piena autenticità e libertà. Un portale d’accesso a quel mondo sospeso tra realtà e magia, a quello spazio troppo vero per essere assurdo e al contempo troppo assurdo per essere vero, ma dal quale è possibile vedere le cose per ciò che sono davvero e recuperare il proprio potere di cambiarle concretamente.
“NEL MONDO DI CHANDRA, DOVE LA PAROLA È ANCHE IMMAGINE E POESIA, meditare è anzitutto stare fermi; sedersi e seguire umilmente e con pazienza il respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma senza pensare. Meditare è seguire i movimenti della nostra mente smettendo di affaccendarci in azioni, pensieri, preoccupazioni per il futuro, ricordi del passato. Meditare non è fare il vuoto intorno a noi. Anzi: è non separare i mondi, non dividere quel che consideriamo spirituale da quel che riteniamo ordinario. E i gesti quotidiani di cucinare, lavare i piatti, telefonare, pulire, leggere possono diventare forme di preghiera. È insomma stare dentro noi stessi, dentro tutto ciò che siamo in quel momento, consapevolmente. Spesso si pensa che la soluzione al dolore e all’ansia sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore (e nell’ansia la soluzione dell’ansia). Sentendolo, abitandolo, assaporandolo, non è piú un estraneo, ma a poco a poco un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un pezzo di noi.” ————- L’autrice CHANDRA LIVIA CANDIANI (Milano 1952) è traduttrice di testi buddhisti. Ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (Campanotto 2005), La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (La biblioteca di Vivarium 2005), La porta (La biblioteca di Vivarium 2006), Bevendo il tè con i morti (Interlinea 2015), La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi 2014) e Fatti vivo (Einaudi 2017). È presente nell’antologia Nuovi poeti italiani 6 a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi 2012).
«Infine, smisi di sperare. E qualcosa accadde. Smisi di sperare e per un infinito attimo morii. In quel deserto, in piedi di fronte a lei, ero all’interno di quell’infinito attimo. È proprio vero: la speranza è l’ultima a morire. Poi tocca a te». M.M. Judas torna per accompagnarci in un percorso in cui la paura è maestra, la sofferenza è trasmutazione e il senso di inadeguatezza nel semplice stare al mondo è la chiave per non smettere mai di cercare. In un mondo pieno di manuali di auto-guarigione e metodi per scovare il divino che c'è in noi, il misterioso autore dell'amatissimo “La via della trasmutazione alchemica” del 2019, torna con nuove pagine dolci e graffianti per accompagnarci in un viaggio alla scoperta del lato più umano e spaventoso che abita le profondità di ciascuno. Per farlo ci racconta il suo itinerario, mai lineare, in un percorso in cui la paura è maestra, la sofferenza è trasmutazione e il senso di inadeguatezza nel semplice stare al mondo è la chiave per non smettere mai di cercare. Un tragitto "contro-mano", rispetto a quello che la moderna spiritualità insegna, al fine di tornare alle origini per scoprire, con sorpresa, la visione d'insieme. In questo viaggio l'autore non è solo. A scortarlo, una spietata compagna: Katunda è colei che, immune da compassione, lo guida in quei luoghi oscuri e profondi dove la speranza non è che un miraggio lontano e la presenza di una qualsiasi forma di divinità è sconosciuta. Una discesa in quel subconscio oscuro che governa i gesti di ogni uomo.
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