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Author: SiamoZeta

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Qui abbiamo i nostri podcast: Prospettive e Il Posto Fisso, dove analizziamo l'attualità sia da un punto di vista geopolitico che lavorativo.
40 Episodes
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Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui giochi olimpici di Parigi 2024, in Venezuela si sono tenute le elezioni presidenziali. Si trattava di un momento piuttosto caldo nel paese, non tanto per le temperature quanto per la tensione che nella nazione è dilagante a causa della situazione politica. Il Venezuela è infatti da ben due mandati governato da Nicolas Maduro e, dopo la crisi presidenziale venezuelana del 2019, si trova ora ad affrontare diverse proteste, tra l'altro sempre più partecipate, contro la sua elezione per un terzo mandato. Il Consiglio Elettorale del Venezuela, sotto il controllo del governo, ha annunciato che il presidente uscente ha infatti vinto le elezioni tenutesi domenica, con il 51,2% dei voti. Il suo principale avversario, Edmundo González, si sarebbe fermato al 44,2%, anche se il dato clamoroso riguarda la disparità rispetto ai sondaggi indipendenti, che davano l'opposizione avanti di oltre 20 punti percentuali.
Lo scorso 1º luglio il presidente ungherese Viktor Orban ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, suscitando non poche polemiche all'interno dell'Unione. All’indomani della nomina, ha incontrato a Kyiv il presidente ucraino Zelensky, mostrando ancora una volta quanto siano distanti le visioni dei due paesi sulle possibilità di risoluzione della guerra. Ma la controversia è esplosa in seguito alla sua successiva visita al presidente russo Vladimir Putin, in un momento di tensioni crescenti tra l'UE e la Russia. Diversi paesi membri dell'Unione hanno infatti espresso forti critiche verso il presidente ungherese, accusandolo di minare la coesione europea e di adottare una politica estera in contrasto con gli interessi comuni.
In questi giorni avrete tutti sentito parlare di G7, magari non al bar o in famiglia ma scorrendo le news sul telefono o al computer o anche solo guardando il telegiornale vi sarete imbattuti in qualche dettaglio del vertice, sulla foto esilarante della premier Meloni che fa una faccia effettivamente buffa fino al video di Biden che sembrava si stesse perdendo mentre tutti guardavano un gruppo paracadutisti. Oggi ne parliamo perché il G7 si è concluso da pochi giorni e i temi sul tavolo sono stati tanti, c’è chi ha dichiarato vittoria per il raggiungimento di alcuni obiettivi e chi invece si è concentrato sul fatto che il G7 sia un vertice abbastanza anacronistico perché oramai sono altre le nazioni che hanno davvero una certa rilevanza globale in ambito economico. Fatto sta che quello di quest’anno era in Italia, a Borgo Egnazia, e quindi la sua importanza, persino per chi non è interessato, aumenta. Non solo, si è trattato di un G7 anomalo, con tanti presenti fra primi ministri e presidenti che sono in bilico o che hanno subito sconfitte importanti sul piano elettorale.
In questi giorni la condanna a Trump è stata molto sentita negli States e in tanti hanno provato a spiegarne le conseguenze elettorali. Abbiamo provato a spiegare cosa potrebbe cambiare, parlando anche della campagna elettorale americana.
Cosa dobbiamo aspettarci dalle elezioni europee? Non tanto per il risultato in sé delle elezioni, perché tanto a primo impatto valuteremo i risultati dei vari partiti nazionali, quanto più a cosa porteranno queste elezioni, dal futuro del Parlamento e poi della Commissione europea al corso storico che prenderà la stessa Unione.
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