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Diario di Bioetica | RRL

Author: radioromalibera.org

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Riflessioni su temi scelti di Bioetica e di Morale a partire dal quotidiano. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura della prof.ssa Giorgia Brambilla. Ogni martedì alle ore 12 una nuova puntata.

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Tutte le volte che nasce un bambino, nasce anche una madre, ma spesso non si tiene adeguatamente conto di ciò che comporta la trasformazione della donna in madre.
L’omologazione degli alunni e il collettivismo pedagogico costituiscono ancora un problema, nonostante le conoscenze ormai assodate sulle differenze psico-biologiche tra maschi e femmine, che riguardano anche il modo di apprendere. Questa diversità non sembra essere adeguatamente presa in considerazione dagli insegnanti, che non ricevono una formazione specifica, anche a causa della de-strutturazione dell’identità di genere su base ideologica. La scuola dovrebbe piuttosto offrire o provocare occasioni di confronto e scoperta della differenza e della reciprocità, a partire da metodi didattici che ne tengano conto.
Uno dei paradossi del sistema liberale consiste proprio nell’esaltare la libertà come autodeterminazione e al tempo stesso esercitare un biopotere sul singolo fino all’imposizione della morte, come nell’intenzione del giudice nei confronti di Alfie. Non bisogna dimenticare che una società votata all’utopia eugenetica, nella quale non sono ammessi gli individui malati o non produttivi, è permeata da una specie di discriminazione non meno condannabile della discriminazione razziale, su cui invece la retorica delle “memorie” si spreca, ma che, se a sua volta non si fonda sulla considerazione della verità dell’essere umano, è del tutto vacua e inconsistente.
Su Nature sono state pubblicate due ricerche, di cui alcuni giornali hanno parlato di recente: quella degli "embrioni sintetici" e quella dell'"utero artificiale". Come sostiene la Dignitas Personae: «le scienze mediche hanno sviluppato in modo considerevole le loro conoscenze sulla vita umana negli stadi iniziali della sua esistenza.
In questo contributo, cercheremo di rispondere al quesito che, come educatori, ci poniamo continuamente, ovvero se sia ancora possibile oggi proporre ai giovani la morale quale costitutivamente è, cioè qualcosa di oggettivo, vero, realistico. Lo faremo partendo dalla questione antropologica, fondativa per l’interrogativo etico e per la sfida educativa attuale. Presenteremo poi gli elementi caratteristici del vuoto morale che circonda l’adolescente e il giovane del nostro tempo. Per poi arrivare a una proposta concreta, cioè la riscoperta delle virtù per la formazione integrale e la crescita “robusta” e appagante della persona.
Alla luce di certe proposte emerse da alcuni ambienti ecclesiali, la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) ha in questi giorni chiarito che, quando si invoca una benedizione su alcune relazioni umane occorre – oltre alla retta intenzione di coloro che ne partecipano – che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia sacramentale e che, pertanto, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita.
Quando il peccato originale ruppe l'unità dell'uomo con Dio anche l'unità dell'uomo con la donna perse le caratteristiche originarie di complementarietà e reciprocità. Anche la maternità viene toccata dal peccato e la donna, da un lato la percepirà come oppressiva, dall’altro occasione di rivendicazione, fino a pensare di poter fare con essa a meno dell’uomo.
Anche in Piemonte diventa gratis il test prenatale "non invasivo" o NIPT. È definito un esame privo di rischi. Per la madre lo è sicuramente. E per il figlio in grembo? Se per rischio si intende il danno possibile legato alla tecnica, evidentemente questo non c'è. Ma se pensiamo alla mentalità e al fine con cui viene fatto, il feto ne corre di rischi, eccome!
Gli strumenti di conoscenza e gli studi sulla vita prenatale hanno svelato che la relazione figlio madre è molto precoce: prima ancora che l’embrione si sia impiantato in utero ha inizio un dialogo, ricco di componenti biochimiche, immunologiche e genetiche, che viene chiamato dagli scienziati “cross talk”. La scienza prenatale riporta molti esempi persino di cura sul piano biologico e clinico di affezioni materne ad opera delle cellule staminali ”guaritrici” del figlio che, passando attraverso la placenta in direzione materna, si portano nei tessuti malati ed operano una rigenerazione.
Recentemente, l’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ha lanciato una campagna di promozione dell’aborto chimico in cui si presenta la RU486 come la migliore “soluzione” prevista dalla scienza per interrompere la gravidanza e come “conquista” in termini di autodeterminazione della donna.
Dopo aver considerato la fenomenologia dei comportamenti a rischio, in questa seconda parte vediamo i modelli antropologici che ruotano attorno a questa problematica per poi passare alla questione bioetica con riferimento al soggetto morale.
I “taking-risk behaviors” sono comportamenti che, in modo diretto o indiretto, si rendono responsabili di un danno per la salute o per la vita di chi li attua oltre che dell'aumentata incidenza di morbilità e di mortalità. Questa aumentata incidenza di patologie secondarie a comportamenti a rischio interpella gli educatori, le famiglie e il tessuto sociale; del resto, una prevenzione basata solo sull'informazione è insufficiente. Bisogna innanzitutto chiedersi perché l'adolescente è disposto ad assumersi il rischio di determinati comportamenti e in che modo famiglia, agenzie educative, gruppo dei pari e società possono incrementare o attutirne i fattori di rischio.
I mezzi di comunicazione di massa si occupano spesso di Bioetica non solo perché i temi di questa disciplina sono ormai all’ordine del giorno ma anche perché generalmente essi riguardano nuove conquiste scientifiche “vicine” al vissuto delle persone e per questo facilmente strumentalizzabili mediante note tecniche di sociologia della comunicazione.
Elementi propri del panorama hard si sono fatti strada nel nostro tessuto sociale, nei costumi, nel modo di pensare e ciò ci permette di definire la nostra una società piacere-centrica se non addirittura “pornificata”. Questa prassi immorale si trasforma in una vera schiavitù da cui è difficile uscire che produce degli effetti nefasti in primo luogo sulla concezione della sessualità, sulla visione della donna e sul rapporto di coppia; in secondo luogo sulla salute psichica e mentale. Insomma, è in atto una vera e propria l’emergenza-pornografia.
Una tendenza della contemporaneità è di omologare comportamenti e tendenze per renderli immediatamente identificabili. Creare l’omogeneità in un ambito dove invece regna l’eterogeneità, oltre ad appiattire le soggettività instaura una visione ideologica che si espande in un’ipertrofia dei diritti.
I mass media hanno rilanciato di recente le affermazioni della cantante Emma Marrone, secondo la quale per una donna la realizzazione professionale implichi necessariamente procrastinare la gravidanza; nel caso, chiedendo aiuto della scienza, prendendo cioè in considerazione il “congelamento” degli ovociti.
Temi come la tutela dell’essere umano, il significato della vita e della morte, la procreazione, la solidarietà, ecc. sono di una tale importanza per ciascuno di noi da dover rientrare necessariamente in un progetto educativo. Il primo soggetto a cui spetta questo compito è la famiglia. Oltre al suo ruolo cruciale nella costruzione di una cultura della vita, la famiglia è anche il luogo in cui tutti questi “temi” si vivono: essa custodisce la vita nella quotidianità, la tutela anche nel contesto sociale, si mette a servizio della fragilità, come quella di bambini, disabili, anziani. Questo compito richiede competenza, non solo da parte della famiglia, ma anche di chi è impegnato a studiare e a diffondere la verità su ciò che la riguarda per poi poterla sostenere.
Molly fino a pochi mesi fa faceva parte delle migliaia di “snowbabies”: gli embrioni in sovrannumero crioconservati in seguito ad una fecondazione artificiale. Dopo 27 anni, è stata “adottata” da una famiglia del Tennessee ed è venuta alla luce. Alcuni si felicitano per il record, ma i problemi etici in questione sono notevoli. In questa puntata ripercorriamo, dopo una ricognizione scientifica sull’argomento, le varie ipotesi che vengono avanzate in merito al destino di questi embrioni: utilizzo per la ricerca e per la sperimentazione, distruzione mediante scongelamento, adozione prenatale, conservazione fino alla morte naturale.
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