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Recensioni librarie | RRL

Author: radioromalibera.org

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Ogni settimana un nuovo libro. Ascolta il podcast di radioromalibera.org dedicato alle recensioni librarie. Ogni martedì alle ore 17 una nuova puntata.
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Il prof. Duilio Marchesini è morto da quasi un anno, il 26 gennaio scorso, all’età di 89 anni, ma il suo ricordo resta indelebile anche oggi grazie ai libri, che ci ha lasciato. Tra questi, la sua monografia Contro l’arte astratta e informale, curata nel 1998 per la Grande Enciclopedia Epistemologica, fondata e diretta da mons. Antonio Livi.
La devozione a san Giuseppe dormiente rappresenta un ottimo sussidio, soprattutto in questo Anno speciale indetto da papa Francesco in onore del santo Patriarca nel 150mo anniversario della sua proclamazione a patrono universale della Chiesa, fatta da Pio IX.
San Giuseppe è il Santo che, per predilezione divina, è secondo solo a Maria Santissima, Madre di Dio, essendo stato scelto per essere il padre putativo di Gesù Salvatore. Molte le sue raffigurazioni, più o meno indovinate, specie a partire dal Medioevo, in cappelle, edicole, pievi, chiese, cattedrali.
La demonologia, la scienza che descrive il demonio per riconoscerlo e combatterlo, costituisce un punto nevralgico per numerose problematiche umane e religiose, psicologiche e sociali, etiche e teologiche. Questo imponente volume, curato da don Renzo Lavatori, risponde ad alcune domande di fondo. Perché esiste il male? Quale il potere del diavolo? Quali i suoi modi di manifestarsi? Raccogliendo testi biblici canonici, apocrifi e gnostici, attingendo ai Padri della Chiesa e alla letteratura cristiana, il curatore dell’opera ci presenta direttamente le fonti e gli autori da cui è nata e si è dispiegata la demonologia del primo millennio di storia della Chiesa.
«Si rimane sorpresi e ammirati dalla grandiosa visione angelica di Plinio Corrêa de Oliveira», che si presenta come «un oceano sconfinato di spunti per la riflessione, l’approfondimento, la ricerca pregnante ed entusiasta»: a scriverlo è don Renzo Lavatori, accademico e membro della Pontificia Accademia di Teologia, nella Prefazione al libro L’angelica milizia – Gli angeli nel panorama attuale della Chiesa e del mondo, curato da Julio Loredo e stampato dalle Edizioni Cantagalli.
Tommaso Scandroglio ha insegnato Antropologia filosofica, Filosofia del Diritto, Etica e bioetica presso l’Università Europea di Roma; è membro della Società Italiana di Filosofia morale e della Società italiana di Filosofia del Diritto; inoltre, ha pubblicato numerosi libri, ma il suo ultimo lavoro, in ordine di tempo, è decisamente singolare.
Aveva solo otto anni, quando venne rinchiuso nella prigione del Tempio, assieme a suo padre, re Luigi XVI, e sua madre, la regina Maria Antonietta. Era il 1793, da quattro anni i fuochi diabolici della Rivoluzione stavano devastando la Francia e, con essa, il mondo intero.
Nell’introduzione al primo volume del Diario di prigionia scritto dal cardinal George Pell, il prof. George Weigel, Distinguished Senior Fellow presso l’Ethics and Public Policy Center di Washington, dove è titolare della cattedra di Studi cattolici William E. Simon scrive: «Questo diario non avrebbe mai dovuto vedere la luce».
Si tratta di quindici brevi storie, ricche di spunti di carattere storico e spirituale e con un unico filo conduttore: «In questi racconti – spiega lo stesso autore, Cammilleri – quel che ricorre spesso è Qualcuno, Dio per l’esattezza, che c’è anche quando sta in silenzio. E la vita, ogni vita, Gli gira intorno e da Lui prende senso». C’è per tutti e non solo per quanti abbiano il cuore vigile e la fede pronta a cogliere i segni della Sua presenza nel contesto in cui viviamo.
Comprendere la grandezza della missione e della santità di san Giuseppe non è semplice, attingendo ai pochi riferimenti presenti nei Vangeli. Di lui vien detto che fu uomo giusto e santo.
Gli autori del volume Guerrieri serafici sono Ambrogio Maria Canavesi e Wawrzyniec Maria Waszkiewicz, due giovani sacerdoti francescani, italiano il primo e polacco il secondo, ferrati entrambi nelle scienze storiche. È questo ad aver loro consentito di ricomporre con quest’opera un binomio troppo a lungo scisso nell’ultimo mezzo secolo, quello relativo a guerra e santità. Si tratta, infatti, di una raccolta di racconti autentici di pace e di guerra, le storie dei “guerrieri serafici”, appunto, proposte in modo avvincente, benché rigorosamente basate su documenti, come dimostra anche la nota bibliografica posta al termine di ciascun racconto, proprio per consentire al lettore, che desiderasse approfondire, di recuperare e verificare alle fonti le vicende narrate.
Son trascorsi più di ottant’anni dalla prima pubblicazione del libro Introduzione allo studio di Dio di padre Réginald Garrigou-Lagrange, domenicano, pubblicazione avvenuta nel 1937; eppure l’opera è rimasta intatta nella sua grandiosità, nel suo valore e nella sua efficacia, offrendo un prezioso apporto, per orientare ed indirizzare l’uomo contemporaneo alla ricerca di Dio.
È lo stesso autore, il canonico Pierre Feige, a spiegare bene, in modo quasi programmatico, il senso della sua opera Santificare il momento presente: quello di mettere in guardia contro il pericolo temibile per le anime di perder tempo o attardarsi nel cammino che conduce al Cielo: «Il meglio di tutto non è forse ciò che Dio vuole da noi al presente e tutto il resto non dobbiamo riguardarlo con indifferenza?».
Tra le numerose testimonianze della presa di Porta Pia del 20 settembre 1870, segnaliamo il diario inedito di un protagonista di quei giorni, Raffaele Mogliazzi, convinto e fervente “papalino”. Mogliazzi fu sergente nel corpo dei volontari pontifici, costituito dal principe Lancellotti (i cosiddetti “caccialepre”), che raccoglieva diversi giovani della classe professionale e impiegatizia romana.
L’approccio dell’architetto brasiliano Christiano Sacha Fornaciari, specializzato in architettura e arte per la liturgia, alla progettazione di una chiesa, prefigurazione spaziale e sensoriale della Gerusalemme celeste, consiste nel render evidente a quanti entrino d’aver varcato il fanum ovvero d’aver oltrepassato la soglia del sacro: «La chiesa-edificio – scrive l’autore – non si può considerare una generica opera architettonica. [Questo] spazio fisico e metafisico è locus theologicus, luogo che ci parla di Dio».
Faà di Bruno, dodicesimo e ultimo figlio di Lodovico Faà, marchese di Bruno, dopo aver frequentato l’Accademia militare, fu nominato ufficiale, distinguendosi negli studi geografici e nella cartografia. Nel 1848-1849 partecipò alla prima guerra di Indipendenza italiana, quando venne decorato e promosso capitano di Stato Maggiore.
Il saggio, scritto dal conte Joseph de Maistre nel 1809 e pubblicato a Pietroburgo ed a Parigi nel 1814, rappresenta una delle espressioni più compiute di letteratura controrivoluzionaria in un periodo dominato dai furori giacobini e dalla dittatura dei Lumi.
La Chiesa cattolica celebra in questi giorni la festa liturgica di san Pio V (1566-1572), il 30 aprile secondo il nuovo calendario, il 5 maggio secondo l’antico. Quest’anno ricorre anche il 450° anniversario della grande vittoria di Lepanto, avvenuta il 7 ottobre del 1571, grazie alle preghiere e all’opera infaticabile del grande pontefice domenicano. Giunge dunque nel momento migliore una nuova biografia di san Pio V, ad opera del professor Roberto de Mattei, pubblicata simultaneamente in Italia dalla casa editrice Lindau (Pio V. Storia di un papa Santo, pp. 466, euro 32) e negli Stati Uniti dal Sophia Institute (Saint Pius V, The Legendary Pope Who Excommunicated Queen Elizabeth I, Standardized the Mass, and Defeated the Ottoman Empire, pp. 464, $24.95).
L’autore, il prof. Marco V. Ginatta, non ha dubbi e pone in chiaro sin dall’inizio, dall’incipit del libro, le conclusioni cui è giunto dopo anni di approfondimenti e di studi: «Dopo oltre un secolo di ricerche scientifiche e con la mole di dati raccolti, non è più lecito sostenere punti di vista personali, opinioni soggettive e pareri secondo me, sull’argomento Sacra Sindone», definita da Giovanni Paolo II una «provocazione all’intelligenza».
«Come si fa a rendere visibile l’invisibile?»: è la domanda che fin dall’inizio si pone Mario Dal Bello, scrittore, giornalista, professore di storia dell’arte presso la Pontificia Università Lateranense. Ma è anche la domanda che da sempre si pone il Cristianesimo, ancor più quando a dover essere reso visibile è il mistero della Trinità, uno dei più complessi da spiegare, oltre che da raffigurare.
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