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Europa Anno Zero
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Europa Anno Zero

Author: Europa Anno Zero

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Il grande racconto della politica ai tempi di Ursula von der Leyen e del governo giallo-rosso.

Un podcast di Fiorella Lavorgna e Andrea Valdambrini.

Illustrazione di Andrea Calini
24 Episodes
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23 giugno 2016: con un referendum, i britannici scelgono di uscire dall’Unione europea. 23 Ottobre 2019: nonostante l’accordo tra Uk e Ue, dopo una nuova bocciatura del piano di Boris Johnson da parte del parlamento di Londra, tutte le ipotesi rimangono ancora in campo: uscire con l’accordo o senza, andare a nuove elezioni entro dicembre, ripetere il referendum. Pochi avrebbero scommesso che in questo lungo arco di tempo il Paese non avrebbe smesso di interrogarsi e lacerarsi senza trovare soluzione - come gli accadimenti politici di questi giorni dimostrano. Del caos Brexit e del premier britannico Boris Johnson parliamo con: -Cristina Marconi, giornalista (Il Foglio/Il Messaggero) e autrice del romanzo Città Irreale (Ponte alle Grazie)-Antonello Guerrera, corrispondente da Londra per il quotidiano La Repubblica, autore del saggio “Il popolo contro il popolo” (Rizzoli) Buon ascolto!
La scorsa settimana ci siamo sbagliati. Pensavamo che il Parlamento Europeo stesse soltanto puntando i piedi. E invece, Bruxelles ci ha mandato un messaggio chiaro: la Francia vale tanto quanto la Romania e l’Ungheria. E la candidata designata da Macron alla carica di commissario europeo - Sylvie Goulard - è stata clamorosamente rimandata a Parigi.Pensavamo di dover finalmente iniziare a parlare di policy e dei programmi della nascente Commissione. Invece, continuiamo con la pura politics e gli intrighi di potere della politica europea.Ci aiuta Alberto Alemanno, professore di diritto europeo all’Università HEC di Parigi e fondatore di The Good Lobby, con il quale parliamo anche del Green Deal affidato a Frans Timmermans, la cui partenza – come quella stessa Commissione von der Leyen – rischia di essere rimandata a data da destinarsi. Buon ascolto!PS: ricordatevi di seguirci anche su Instagram @europaannozeroMilitaire Electronic di Kevin MacLeod è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100442Artista: http://incompetech.com/
Questo episodio di Europa Anno Zero è supportato da Storytel – un’applicazione disponibile su Android e iOS dedicata all’ascolto illimitato di audiolibri.🤓🎧Gli ascoltatori di Europa Anno Zero possono provare Storytel gratis per 30 giorni anziché 14 – vi basterà registrarvi a Storytel tramite questo link:www.storytel.it/europaannozeroIl consiglio di questa settimana è: Middle England di Jonathan Coe.L’estate al mare di Salvini sembra ormai un ricordo lontano…Eppure è passato soltanto un mese e la Lega è stata sostituita dal Partito Democratico nel governo con i 5Stelle. Non solo, il PD ha in mano tutta la politica europea attraverso Gualtieri e Amendola a Roma e Sassoli e Gentiloni a Bruxelles.Come è potuto accadere? E se tutto fosse iniziato e finito proprio nella capitale europea?Di questo e anche della nascita di Italia Viva parliamo con Raffaele Boninfante dei Socialisti Gaudenti.Buon Ascolto!PS: per ora ci piace di più l’audio ma siamo anche su Instagram dove carichiamo contenuti extra, soprattutto nelle storie. Dai, seguiteci ;) @europaannozero
Per chi suona Von der Leyen?La prima donna presidente della Commissione è stata votata da una maggioranza non travolgente ma trasversale. Ma chi è e soprattutto che progetti ha per l'Europa Ursula von der Leyen? Ne parliamo con Alberto D’Argenio, corrispondente da Bruxelles per il quotidiano La Repubblica**Nell’ultima puntata prima della pausa estiva, EuropaAnnoZero fa un bilancio dei temi affrontati nel corso di sei mesi di trasmissione, 12 puntate e quasi altrettanti Extra. Sovranisti, elezioni, crisi della sinistra, M5S in Europa e Brexit: come andrà a finire? Ci aiuta la instagrammer Cinzia Campogiani, in arte EuroSofa.Ci riaggiorniamo a settembre con il Discorso sullo Stato dell’Unione.Buon ascolto e buona estate!
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Questo episodio di Europa Anno Zero è supportato da Storytel – un’applicazione disponibile su Android e iOS dedicata all’ascolto illimitato di audiolibri.Gli ascoltatori di Europa Anno Zero possono provare Storytel gratis per 30 giorni anziché 14 – vi basterà registrarvi a Storytel tramite questo link: www.storytel.it/europaannozero----------------------Come si è arrivati alla nomina di Ursula VdL e Christine Lagarde? I retroscena che hanno portato al compromesso, lo scacco al Parlamento raccontato minuto per minuto, dallo stallo all’elezione del presidente dell’Eurocamera. E una domanda: questo equilibrio reggerà?Un reportage con le voci in presa diretta di: -indipendentisti catalani -deputati stopBrexit-Silvio Berlusconi-Ska Keller (leader del Verdi al Parlamento europeo)-Manfred Weber (leader Partito Popolare al Parlamento europeo)
Presidenza del Parlamento, della Commissione, del Consiglio europeo e della Banca Centrale sono tutte in scadenza. I quattro top jobs dell’Ue, in scadenza tra luglio e novembre vengono decisi attraverso riunioni, più o meno informali, dei capi di governo Ue. Totonomine a parte - chi va dove, lo sapremo presto… -, ci siamo chiesti quale significato abbiano questi “conclavi” e la scelta del pacchetto unitario delle nomine. Ci aiuta a capirlo il professor Sergio Fabbrini, politologo dell’Università Luiss-Guido Carli di Roma. Dell’eredità che Mario Draghi lascerà al suo successore abbiamo parlato con Sebastiano Barisoni, vicedirettore di Radio24, dove conduce Focus economia. Buon ascolto!
La Casaleggio condiziona l’attività politica degli eurodeputati M5S? Quali sono stati gli errori del MoVimento in Europa? E quanto è cambiato rispetto alle origini?Nei giorni più difficili per i pentastellati, a Bruxelles come a Roma, vi proponiamo l’integrale dell’intervista con Marco Affronte – una parte della si può ascoltare è nell’Ep. 8 “Dove vanno i 5Stelle?. Affronte è ex europarlamentare, eletto nel 2014 con M5S e poi passato ai Verdi nel 2017. Buon ascolto!
DOVE VANNO I 5 STELLE?I 5S in Europa potrebbero non trovare un gruppo a cui aderire nel parlamento appena eletto. E così finire fuori dai giochi. L’opzione dei liberali (già Alde, oggi Rinnovare l’Europa) è impraticabile, i Verdi gli hanno sbattuto la porta in faccia, con le destre estreme non c’è simpatia reciproca. In questa puntata ricostruiamo il travaglio dei 5S in Europa, e i tanti momenti di crisi - dal 2014 a oggi. Lo facciamo raccogliendo le testimonianze di due fuoriusciti. Uno è David Borrelli, già fedelissimo di Casaleggio a Bruxelles, negoziatore del fallito accordo con Alde a gennaio 2017, poi messo da parte per abbandonare il M5S definitivamente nel 2018. L’altro è Marco Affronte, che proprio in seguito alla sbandata del 2017 - con il il ritorno senza troppi entusiasmi dei pentastellati a casa Farage - è approdato al gruppo dei Verdi. Con lui ci occupiamo dell’influenza della Casaleggio nella vita anche del M5S Europa, che per il capogruppo dei Verdi europei Philippe Lamberts rappresenta un ostacolo insuperabile alla collaborazione con i grillini. SPECIAL GUEST: Mr Nigel Farage, leader del Brexit Party trionfatore alle europee nel Regno Unito e adesso molto corteggiato dal nuovo gruppo Identità e Democrazia.La nuova formazione dei sovranisti, nata sulle ceneri di Enl - fondata da Marine Le Pen nel 2015 - è guidata dal Leghista Marco Zanni. Un altro ex M5S, a proposito. —Grazie al nostro presentatore d’eccezione Marco Cappelli che ha aperto questa puntata. Non riusciamo più a smettere di ascoltare il suo podcast Storie d’Italia! :)
Trailer della prossima puntata dedicata al futuro del Movimento 5 Stelle in Europa.Sabato 15 giugno, vi aspettiamo.Se volete giocare anche voi su Politico.eu - Luigi Di Maio needs your help https://www.politico.eu/interactive/european-election-2019-5star-movement-luigi-di-maio-italy/
Nella seconda parte di questo episodio ragioniamo sul perché la democrazia europea resta incompiuta a livello sovrannazionale. Il tentativo di imporre la scelta del vertice dell’Ue attraverso le elezioni sembra destinato a fallire a causa della riluttanza dei capi di Stato europei. Sarà sempre così? Oppure l’Europa si assomiglierà di più agli Usa, sistema a cui probabilmente aspira e a cui già in parte si ispira? Ne parliamo con Alberto Martinelli, professore di Scienza Politica e Sociologia all’Università di Milano e autore del saggio “L’ Occidente allo specchio”, dedicato al confronto tra società la società europea e quella americana. Buon Ascolto!
- Queste elezioni meritano attenzione, ed è per questo abbiamo deciso di dividere la puntata post-elezioni in due parti -Nella prima parte di questo episodio, mettiamo in fila i risultati del voto del 23-26 maggio, evidenziando come vincitori e sconfitti sul piano nazionale non sempre rimangono tali quando li guardiamo sotto la lente dell’Ue. Non fanno eccezioni i giochi al vertice per decidere chi sarà il successore di Jean-Claude Juncker alla poltrona più alta di Bruxelles, quella del presidente della Commissione. Ci aiuta Alessio Pisanò, giornalista basato a Bruxelles ed esperto di Affari europei. Buon ascolto!
Nelle ultime settimane personaggi come M¥ss Keta, Germano Lanzoni del Milanese Imbruttito e Lorenzo Baglioni sono stati testimonial della campagna Stavoltavoto. Abbiamo chiesto a Maurizio Molinari, responsabili media del Parlamento europeo in Italia, come è nata questa iniziativa.Buon ascolto
Alla vigilia del voto del 23-26 maggio, a cui sono chiamati più di 400 milioni di elettori nei 28 Paesi dell’Ue, proviamo a capire come sarà composto il prossimo Parlamento europeo e quali nuovi equilibri politici si potrebbero formare suo interno. Parleremo anche dei sondaggi dell’ultimo minuto e di come è stata condotta la campagna istituzionale “Choose your future” per invitare gli europei al voto. Infine, discuteremo del Regno Unito, dove si torna alle urne per Strasburgo per aver rinviato troppo a lungo la Brexit. Ci aiuteranno nell’analisi: -Pietro Raffa, esperto di strategie digitali e comunicazione politica per MR&Associati e Comunicazione.-Antonello Guerrera, corrispondente da Londra per il quotidiano La Repubblica.
In questa puntata vi racconteremo l’avventura e la rete di relazioni in Europa di Steve Bannon. Il guru americano del populismo, dopo il licenziamento da parte di Trump, si è mosso tra Bruxelles e l’abbazia di Trisulti, vicino Roma, dove ha impiantato la sua “scuola di sovranismo” (non senza controversie) . Il suo The Movement non è riuscito a federare le destre nazionaliste in Europa, ma ha sicuramente aperto la strada che altri stanno percorrendo. Sarà Matteo Salvini, alleato in Europa di Marine Le Pen, a coalizzare l’ampio schieramento a destra dei Popolari? O toccherà invece ai partiti raggruppati in ECR (i Conservatori e Riformisti europei) far guardare i popolari verso destra? E dove si collocheranno i tanti partiti nazional-populisti e anti-Ue - dai Veri Finlandesi ai Democratici Svedesi fino allo spagnolo Vox? Ne parliamo con: -Carlo Fidanza, parlamentare di Fratelli d’Italia e candidato all’europarlamento per la circoscrizione Italia Nord Ovest-Carlo Muzzi, giornalista del Giornale di Brescia e autore di Euroscettici, Quali sono e cosa vogliono i movimenti contrari all’Unione Europa, Le Monnier (in libreria dal 16 maggio) Riferimenti •Joshua Green, Il Diavolo Steve Bannon e la conquista del potere, Febbraio 2019 Luiss University Press•Report http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Tu-vuo-fa-lamericano-d95cddc5-d66b-423c-bbd7-8002c6fe29ef.html?fbclid=IwAR06MxOkkgbwwn5DW3TIT2_7w_oULvVfG88ohFreqwX--HQH0h8HqvcRDqs •Piazza Pulita http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Tu-vuo-fa-lamericano-d95cddc5-d66b-423c-bbd7-8002c6fe29ef.html?fbclid=IwAR06MxOkkgbwwn5DW3TIT2_7w_oULvVfG88ohFreqwX--HQH0h8HqvcRDqs
Che fine ha fatto The Movement, l’associazione di Steve Bannon a Bruxelles nata per unire i partiti populisti, sovranisti e anti-Ue?L’abbiamo chiesto a Mischaël Modrikamen, direttore generale di The Movement e fedelissimo dell’ex stratega in capo di Donald Trump. Buon ascolto!
Anche a sinistra ci sono gli scontenti dell'Europa. In questa puntata conosceremo meglio il campione dell'euroscetticismo rosso, il francese Jean Luc Mélenchon. Ma le componenti della sinistra europea a sinistra dei socialdemocratici - che sono in crisi un po' dappertutto - hanno idee diverse su cosa fare con l'Ue o come riformarla. Ne parliamo con: -Eleonora Forenza, europarlamentare (Gue)-Lorenzo Marsili (Diem25)-Philippe Lamberts (capogruppo Verdi al Parlamento europeo) E con il giornalista Paolo Levi, corrispondente di Ansa da ParigiRiferimenti: Mélenchon e la bandiera europea https://www.youtube.com/watch?v=Tu5cEsgB82g“L’Europe, ou on la change ou on la quitte” (24-6-2016)https://melenchon.fr/2016/06/24/leurope-on-change-on-quitte/ Un grazie speciale ad Andrea Calini per la copertina di questo episodio e al nostro Bandoneón ;)
Nella prima puntata - Il Re è nudo - dedicata all’identità europea, abbiamo incontrato Raffaele Boninfante dei Socialisti Gaudenti.Socialisti Gaudenti è una pagina di meme nata nel 2015 e diventata popolarissima su Facebook. Fa satira sulla politica italiana ed europea, non la manda a dire né a destra né a sinistra e recentemente non ha mancato di prendere posizione su temi come l’immigrazione e gli sgomberi.Abbiamo chiesto a Raffaele come è nata la sua pagina, chi secondo lui sono i politici che meglio si prestano a diventare dei memi, e che cosa ne pensa del clima politico europeo e italiano.Buon ascolto!
In questa puntata vi raccontiamo quattro figure chiave dell’euroscetticismo europeo: la francese Marine Le Pen, il britannico Nigel Farage, l’olandese Geert Wilders e l’ungherese Viktor Orban. Si tratta di leader importanti, che rappresentano modi distinti ma complementari di declinare l’euroscetticismo. In quanto figure di successo, i quattro hanno anche rappresentato un modello per i partiti populisti e sovranisti anti-Ue emersi negli ultimi anni dalla Svezia alla Spagna. Di questo poker d’assi parleremo con: -Maarten Van Aalderen, giornalista del quotidiano olandese De Telegraaf-Il prof Giovanni Orsina, direttore della School of Government dell’Università Luiss-Guido Carli di Roma.
Abbiamo incontrato Farage nel suo ufficio del Parlamento europeo di Strasburgo Il fondatore di Ukip a tutto campo: il governo italiano? Ottimo esperimento e grandi risultati, dice apprezzando Matteo Salvini. I M5S in Europa? Molto inesperti, devono crescere. Beppe Grillo? Grande ammirazione per lui e per quanto ha creato insieme a Gianroberto Casaleggio. E infine una raccomandazione a Giuseppe Conte: deve scegliere tra le élite europee e il popolo. Intervista esclusiva di EuropaAnnoZero con Nigel Farage, che parla anche di Brexit e del suo nuovo partito (Brexit Party, appunto) con cui si potrebbe candidare di nuovo alle europee “in caso Brexit non avvenisse”. Perché è difficile lasciare il seggio (e lo stipendio) dopo 20 anni di Europarlamento - vissuti rigorosamente da euroscettico.
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