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Public Speaking Professionale

Author: Patrick Facciolo

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Ogni settimana spunti, consigli e approfondimenti sull’arte di parlare in pubblico. Con Patrick Facciolo, dottore in tecniche psicologiche, giornalista e formatore.
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Siamo davvero sicuri che la paura di parlare in pubblico sia da scacciare, superare, allontanare? Oppure possiamo scegliere verbi più morbidi per entrare in contatto con questa emozione, come ad esempio "osservare", "accogliere", "relazionarsi"?In questa puntata vi propongo la lunga intervista che il 20 giugno scorso mi ha rivolto lo psicologo Matteo Aceti. Ho parlato di Public Speaking in presenza e a distanza, di come relazionarsi con la webcam nei webinar, di psicologia, di mindfulness, di ice-breaking, di linguaggio e di immagini mentali.Indice della puntata:0:00 Introduzione2:41 Le difficoltà maggiori per chi parla in pubblico6:26 Relazionarsi con pensieri, sensazioni, emozioni10:12 Mindfulness e Public Speaking15:30 Osservare e rispettare l'emozione della paura18:52 I rischi dell'ice-breaking, del momento di "rottura del ghiaccio"22:16 Albert Mehrabian e l'importanza del linguaggio non verbale29:52 Parlare davanti alla webcam e nei webinar: come cambia il Public Speaking33:32 Centralità del pubblico, immagini mentali e creazione di immagini attraverso le parole--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione, individuale e di gruppo, in presenza e online, sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Una delle domande che mi vengono fatte più spesso è: "Patrick, come posso parlare efficacemente con gli altri e affrontare una conversazione"?Si tratta di una domanda impegnativa, fosse anche soltanto perché non esistono "gli altri", ma persone volta per volta diverse, con caratteristiche e passati differenti con cui relazionarci. Così come non siamo tutti uguali a nostra volta, e ciascuno di noi può avere una sua differente propensione a comunicare con gli altri.E allora, quali possibilità ci restano per comunicare in modo efficace, se non esiste un pubblico ogni volta uguale, e se ciascuno di noi ha caratteristiche diverse? Ne parlo in questa puntata, cercando di offrire a mia volta delle domande utili per definire meglio questo tema.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Fare la guida turistica o museale significa dover parlare spesso in pubblico. Significa guidare le persone alla scoperta di opere d'arte, chiese, musei, città storiche, e riuscire allo stesso tempo a rendere comprensibili concetti e racconti complessi e articolati.In questa puntata ho cercato di realizzare una vera e propria lezione di Public Speaking per le guide turistiche, riassumendo le riflessioni che ho fatto in questi anni sulla centralità del pubblico in comunicazione, sull'uso del linguaggio e delle metafore, sui rischi connessi all'uso dei sottintesi, così come sull'importanza di creare immagini attraverso le parole.1:56 Il rischio dei sottintesi per la guida turistica6:56 Le domande trabocchetto al pubblico8:25 Teaser e tecniche di anticipazione10:07 L'importanza di creare immagini con le parole15:50 Linguaggio e suggestioni negative16:34 Come usare il linguaggio tecnico/specialistico19:02 Pensare alle persone, non al "target"#PublicSpeaking #Turismo #ComunicazioneEfficace--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
La comunicazione di Giuseppe Conte e Beppe Grillo ha un problema: le negazioni. Ve ne avevo già parlato, a proposito di Giuseppe Conte, ai tempi di:- “Questo governo NON lavora col favore delle tenebre” (10 novembre 2020).Ma potremmo aggiungere all'elenco:- “Rifonderemo il Movimento 5 stelle, NON sarà un’operazione di marketing” (2 aprile 2021)- “NON siamo qui per una passerella” (Conte all’inaugurazione del Mose di Venezia, 10 luglio 2020).E la lista potrebbe continuare. Fateci caso: più volte le affermazioni di Conte contengono quantità di negazioni importanti. E come ho spesso sottolineato in questi anni, il problema della negazione è che rischia di attivare nell’ascoltatore l’immagine mentale opposta rispetto a quella che il comunicatore vorrebbe (“Non sei qui per fare una passerella? Non ci avevo pensato, ma adesso che me lo hai detto, mi dai un'occasione per rifletterci”).Si tratta di una modalità che è proseguita anche in questi giorni di scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Partiamo proprio dalla conferenza stampa di Conte dell'altroieri:- “A Beppe dico che NON ne faccio una questione personale“- “NON è certo una battuta irriverente o sgradevole che mi preoccupa”- “NON mi accontenterò di una risicata maggioranza”.Ieri, la risposta di Beppe Grillo sul suo blog:- “Conte NON ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione”- “NON ha visione politica né capacità manageriali”- “NON è il consenso elettorale il nostro vero problema".Il punto è, cari amici: quanto siamo ancora capaci, nella nostra comunicazione, di comunicare ciò che le cose rappresentano per noi, evitando di esplicitarle troppo di frequente in forma negativa?Ogni volta che usiamo una negazione, esponiamo il pubblico a una necessità di decodifica: tu mi dici come NON stanno le cose, e io devo decodificare il messaggio AL CONTRARIO per capire come stanno effettivamente. È uno sforzo che tu, comunicatore, chiedi a me, ascoltatore. In quest'era dell'attenzione contesa, è una richiesta tutt'altro che semplice.La mia domanda è: si può fare di meglio? Secondo me, sì.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Quando parliamo in pubblico sul web spesso non ci rendiamo conto di com'è posizionata e orientata la nostra webcam: dal basso verso l'alto se usiamo un laptop, dall'alto verso il basso se la collochiamo sopra un monitor che è rialzato rispetto al nostro spazio di lavoro.In tutto questo: il nostro ascoltatore, il nostro pubblico, come si sentirà guardato? In questo video, dedicato ai temi del Public Speaking a distanza, introduco i concetti di "dominanza" (la mia figura è inquadrata dall'alto verso il basso, pertanto "incombo" nell'inquadratura, "domino" l'inquadratura) e di "sottomissione" (la mia figura è inquadrata dal basso verso l'alto, e quindi è il pubblico a guardarmi dall'alto in basso).Tra questi due estremi, esiste una terza via? Ne parlo in questa puntata, tornando a occuparmi di piani di inquadratura, webinar e riunioni online.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace per professionisti e aziende. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Il target, parola inglese che significa "bersaglio", è un concetto molto usato in comunicazione, e di conseguenza anche quando ci occupiamo di Public Speaking, di arte di parlare in pubblico. "Target" è l'alibi che spesso ci diamo per giustificare la nostra comunicazione contorta, incomprensibile, metaforica, piena di rimandi e di figure retoriche."Perché tanto il mio target mi capisce". Ma questo lo decidiamo noi per gli altri.Il target è la scusa che ci diamo per non semplificare i messaggi, per parlare con alcuni ed escludere altri, per dirci che l'altro è catalogabile sulla base di cultura, censo, caratteristiche e comportamenti.Il target è quella cosa che ci fa male, se qualcuno ci dice che non esiste.Il target è un concetto, e come tanti concetti, è un portato diretto della nostra cultura.Il target è quella parola che ci illude di essere alla moda, mentre ci rende incapaci di affrontare lo sguardo dell'altro, perché tanto "è fuori target, non capirebbe".Ma in realtà è quello che diciamo a noi stessi per non affrontarlo, "l'altro".Il target è un concetto che appartiene alla società dei consumi, confortevole e capriccioso, perfettamente in linea col periodo storico in cui stiamo vivendo.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
La frase "Supera la tua zona di comfort" è ormai diventata un mantra, una massima che secondo alcuni andrebbe rispettata sempre e comunque, per raggiungere standard prestazionali migliori.Ma siamo proprio sicuri che sia sempre e comunque l'unica via per un benessere maggiore, in comunicazione e nei contesti di Publlic Speaking?In questa puntata racconto che superare le nostre zone di comfort a prescindere può significare aderire a una visione "capitalistica" del comfort stesso. Una visione per cui, non appena abbiamo raggiunto una situazione confortevole, c'è subito qualcun altro che ci invita a trascenderla, per conseguirne una migliore.Ancora una volta, la parola chiave per ciascuno di noi è "consapevolezza". Consapevolezza di "come mi sento", e di cosa intenda fare per davvero. Non solo perché l'ho letto su un manuale, o perché me l'ha detto un video motivazionale trovato per caso su internet.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Esistono delle “basi” del Public Speaking, degli elementi fondamentali dell’arte di parlare in pubblico? Sì, se consideriamo che parlare in pubblico è una delle tante esperienze della nostra vita, e che come tale possiamo considerarla.Di conseguenza, le “basi” del Public Speaking sono più in generale le “basi” della comunicazione tra noi e le altre persone. Le altre, spesso, sono "etichette" (Public Speaking, Public Speaker, Speech, Audience, ecc.), che non ci permettono di guardare in profondità a questa esperienza.Ne ho parlato il 5 maggio scorso con Leo Cascio, professionista che si occupa di personal branding, che mi ha ospitato sulle sue piattaforme per una chiacchierata sui temi della comunicazione.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Su Prime Video da pochi giorni è disponibile "LOL - Chi ride è fuori", il nuovo programma condotto da Fedez e Mara Maionchi in cui 10 comici si sfidano a non ridere gli uni delle battute degli altri.In questo video provo a dare in pochi minuti alcune letture psicologiche del gioco, partendo dal definire il concetto di "emozione" e spiegando perché le risate, di per sé, non sono facilmente controllabili. Affronto poi il tema delle microespressioni facciali, a lungo approfondite da Paul Ekman, e concludo con alcune considerazioni sulla gestione delle emozioni, con un esempio celebre fatto dal medico e psicoterapeuta Russ Harris, che secondo me ci può aiutare a capire meglio la psicologia di LOL.0:40 Che cos'è un'emozione1:07 Come nasce una risata: sistema limbico e corteccia cerebrale2:40 Il controllo delle microespressioni facciali6:20 Perché non possiamo "controllare" le emozioni9:57 Cosa ci insegna LOL nella vita di tutti i giorniMi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio sito su https://www.parlarealmicrofono.it
Ieri mattina sono stato intervistato su Instagram dal Centro Studi Internazionali (CSI) per parlare di comunicazione politica.Ho parlato della campagna elettorale USA tra Joe Biden e Donald Trump, così come della comunicazione politica italiana, da Mario Draghi a Giuseppe Conte (chi comunica meglio tra i due?), passando per Matteo Renzi, Romano Prodi e Silvio Berlusconi.Metafore, negazioni, linguaggio del corpo, uso della voce, registri linguistici sono solo alcuni dei temi di cui sono tornato a occuparmi all'interno di questa lunga intervista, in cui ho risposto alle domande di Jacopo Scipione.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Alcuni giorni fa sono stato contattato per una breve intervista dalla Graphic Designer Francesca Gimelli, ideatrice del podcast "Diventando Freelance": ci teneva a pormi 3 semplici domande.E proprio perché semplici, meritavano a maggior ragione una risposta: chi sono e di cosa mi occupo, che cosa può significare "Public Speaking" per i liberi professionisti, e che suggerimenti mi sento di dare oggi, nel 2021, ai freelance italiani.Tre semplici domande che mi hanno permesso di spiegare che cos'è l'arte di parlare in pubblico, di ricordare ancora una volta quanto la definizione di "Public Speaking" sia solo un'etichetta che applichiamo a un'esperienza del tutto umana e simile ad altre, e di sottolineare ancora una volta la distinzione che c'è tra comunicazione efficace e persuasione. In ultimo, ho invitato i professionisti che comunicano sul web ad ascoltare e rispettare di più i loro tempi, e a non limitarsi a comunicare in un certo modo soltanto "perché si fa così", soltanto "perché gli altri fanno così".-Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
In un passaggio della sua conferenza stampa di ieri, Mario Draghi ha criticato l'utilizzo delle parole "smartworking" e "babysitting", alzando gli occhi dal foglio e dicendo: "Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi".Premesso che in molti miei video sulla comunicazione ho rimarcato più volte l'importanza di "glossare" (tradurre) i termini inglesi in italiano, in questo caso da ascoltatore sono rimasto un po' confuso dalla scelta di Draghi: se infatti un relatore usa una parola, e subito dopo si chiede perché usiamo così spesso parole del genere, come ascoltatore mi chiedo proprio perché lui stesso le utilizzi.In sostanza, il punto è lo stesso che vi ho proposto anche altre volte (per esempio nella puntata dedicata al presente storico e all'uso del "tu" e del "voi" nella comunicazione sul web): quanta coerenza c’è tra ciò che dico e la descrizione che il linguaggio fa di ciò che dico?Se io dico delle parole in inglese, e subito dopo mi chiedo perché dobbiamo usare tutte queste parole in inglese, chi sta parlando? Parla un testo scritto, e quindi ne sto prendendo le distanze, o parlo io in prima persona?Me ne occupo in questa puntata.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Si è da poco concluso il primo discorso di Mario Draghi in Senato: come ha comunicato? Con parole semplici e frasi lineari, senza troppe subordinate, per un discorso che dal mio punto di vista non ha invece brillato dal punto di vista non verbale (gesti e postura).Potrei sintetizzare così il discorso di insediamento per la fiducia al primo governo di Mario Draghi che si è svolto questa mattina.In questa puntata analizzo il linguaggio verbale e non verbale del Presidente del Consiglio, facendo una comparazione anche con i precedenti discorsi di insediamento di Giuseppe Conte.-Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Mi piacerebbe potervi raccontare come controllare il giudizio delle persone, come usare la voce in modo persuasivo, come essere certi di dire sempre le cose giuste in ogni situazione. Ma penso che questi obiettivi, in questi precisi termini, non siano raggiungibili. Perché non ci sono soltanto le parole che diciamo noi, ma c'è anche il "come" le nostre parole vengono ricevute. L'arte di parlare in pubblico si fa in due: la facciamo noi che parliamo, assieme a chi ci ascolta. E chi ci ascolta, così come noi, porta con sé il suo passato, i suoi schemi, i suoi modelli operativi, le sue caratteristiche personologiche ogni volta diverse, ed è per questo che quando comunichiamo non tutto è nelle nostre mani, e non siamo i soli responsabili del successo della nostra comunicazione. Se cominciamo a osservare il nostro modo di comunicare da questa prospettiva, non esisteranno più gesti giusti o sbagliati, parole perfette o imperfette, scelte di abbigliamento giuste o penalizzanti. Ma tutto ciò che faremo andrà volta per volta contestualizzato, e messo in relazione col pubblico e la situazione che avremo davanti. È la consapevolezza di questa sfumatura, semplice quanto essenziale, a poter rappresentare per noi una sfida, e allo stesso tempo un atto liberatorio. Senza partire ogni volta dal presupposto che ci sono tecniche per "controllare le impressioni degli altri" - perché questo significherebbe sostenere implicitamente che le persone sono tutte uguali. Domandiamoci piuttosto se siamo pronti a considerare una verità alternativa e più scomoda da accettare, e cioè che "controllare le impressioni degli altri", in definitiva, non è possibile, perché nessun essere umano è riducibile a definizioni e schemi comportamentali prevedibili al 100%. Fenomenologia, dualismo, mindfulness e buddhismo sono solo alcuni dei temi di cui mi sono occupato nel webinar "Perché non possiamo controllare le impressioni degli altri. L'arte di parlare in pubblico tra filosofia e psicologia", trasmesso su Zoom venerdì 12 febbraio 2021 e moderato da Monica Bormetti. -- Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Recentemente sono stato ospite del podcast "Mettiamoci la voce" con Sandro Ghini, Maria Grazia Tirasso e Francesco Nardi, che mi hanno intervistato sui temi del Public Speaking, l'arte di parlare in pubblico.Ho parlato ancora una volta dell'importanza della mindfulness (consapevolezza) per relazionarci meglio coi nostri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche, e di quanto il linguaggio e la creazione di immagini con le parole possano aiutarci a comunicare con più precisione. Ho introdotto alcuni temi psicologici e filosofici (in particolare il concetto di "fenomenologia") per spiegare quanto il Public Speaking sia un'esperienza che "fa parte" della vita, e non un'attività con regole ed etichette che gli appartengono in modo specifico.In chiusura, ho invitato il pubblico a partecipare al mio webinar gratuito "Perché controllare le impressioni degli altri è un'illusione. L'arte di parlare in pubblico tra filosofia e psicologia", che si terrà su Zoom venerdì 12 febbraio 2021 alle 21.00.Per informazioni e iscrizioni al webinar: http://www.leimpressionideglialtri.it--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it​
Si è svolto da poche ore negli Stati Uniti, a Washington, il discorso di insediamento del nuovo Presidente Joe Biden.In qusto video analizzo la sua comunicazione verbale e paraverbale (uso della voce), confrontandola con il discorso di quattro anni fa dell'ex Presidente Donald Trump.Scelte di Public Speaking, di linguaggio, di tono e volume di voce sono al centro della mia analisi di oggi.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di divulgazione, formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Da pochi minuti si è concluso il dibattito in senato sulla fiducia al Governo Conte Bis, con il confronto-scontro tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi.Conte e Renzi hanno svolto i loro discorsi confermando le loro differenze di stile e di linguaggio: da una parte Conte con un lessico alto e frasi con numerose subordinate, dall’altra Renzi con l’uso di più tecniche di comunicazione, dalla cosiddetta "regola del tre" all’utilizzo della figura retorica dell'anafora.In questa puntata analizzo la comunicazione verbale e non verbale di entrambi, esprimendo un mio voto conclusivo sulla performance di entrambi.-Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di divulgazione, formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Si è conclusa da poche ore la conferenza stampa in cui Matteo Renzi ha annunciato il ritiro della delegazione di Italia Viva dal governo guidato da Giuseppe Conte.In questo video analizzo la comunicazione di Renzi, soffermandomi in particolare sul linguaggio verbale, sull'uso delle negazioni e la relazione con il pubblico a casa, sull'affermazione secondo cui le ministre Bellanova e Bonetti "non sono un segnaposto", e sulla gestione della sessione di domande e risposte con i giornalisti (che ho trovato decisamente poco efficace).--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di divulgazione, formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Come parlare in pubblico via webcam: in questa intervista che ho rilasciato alla giornalista Veronica Ruggiero per il magazine online Moondo, riepilogo e sintetizzo alcuni miei contenuti degli ultimi anni sui temi del public speaking a distanza.Abituarsi all’ignoto della telecamera, relazionarsi con lo stress e l’imbarazzo della webcam, realizzare slide efficaci (con caratteri grandi e ben leggibili), utilizzare greenscreen e virtual set per proiettare sfondi virtuali alle nostre spalle, utilizzare microfono e stanze virtuali: sono solo alcuni dei temi che ho affrontato in quest’intervista, con un particolare approfondimento sui temi della Didattica A Distanza (DAD) per studenti e insegnanti nelle scuole.Ho parlato anche dell’importanza di trovare spazi in casa da dedicare in modo specifico alle attività di smartworking, per indicare al nostro cervello che sì, quello spazio è da dedicare proprio a questa attività e non a un'altra, in modo da favorire di più la concentrazione.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di divulgazione, formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace. Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
Le persone che indossano la mascherina talvolta ci sembrano più serie e severe del solito. E c’è un perché.Diversi studi psicologici hanno catalogato nel corso dei decenni vari tipi di sorrisi: non mi interessa qui ragionare sul loro significato (tema molto controverso), ma su quelli che non prevedono un coinvolgimento diretto degli occhi.Tra questi, individuati da Paul Ekman:🔴 SORRISO DI COORDINAZIONE: sorriso lieve, solitamente asimmetrico, che non coinvolge i muscoli orbicolari degli occhi;🔴 SORRISO DI RISPOSTA DELL’ASCOLTATORE: si tratta di un particolare sorriso di coordinazione, che ci fa capire che l’altro ha capito quello che gli stiamo dicendo.Questi sorrisi hanno una funzione sociale importante. Quando guardiamo qualcuno che indossa la mascherina, non riusciamo a decifrare queste diverse modalità di sorriderci, poiché non coinvolgono a sufficienza i muscoli orbicolari degli occhi.È importante quindi uno sforzo di consapevolezza per capire che non è per forza l’altra persona a essere seria o severa nei nostri confronti, ma siamo noi che non riusciamo a decodificare il tipo di messaggio che ci sta mandando.Semplicemente perché ha la bocca e il naso coperti.Nel parlo in questa puntata, aggiungendo alcune riflessioni sulla distinzione tra osservazione e interpretazione dei messaggi dei nostri interlocutori, e sull'importanza della mindfulness (consapevolezza) per riconoscere meglio i nostri pensieri e le nostre emozioni.--Mi chiamo Patrick Facciolo, sono dottore in tecniche psicologiche e giornalista. Mi occupo di divulgazione, formazione e coaching sui temi del Public Speaking e della comunicazione efficace.Faccio divulgazione su questi temi attraverso il mio blog su https://www.parlarealmicrofono.it
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