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MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY - Il podcast

MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY - Il podcast

Autor: Markus Zohner

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Beschreibung

Arte - scienza - cultura - vita.

Il podcast della Markus Zohner Arts company è anarchico, come l'anima umana. Pone le domande più importanti alle persone giuste, per scoprire chi siamo, da dove arriviamo e cosa diventeremo.

Il programma delle puntate future: http://radiopetruska.com/schedule/?v=1ee0bf89c5d1

zohner.com petruska.ch radiopetruska.com
30 Episodes
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Dal Ticino all’Himalaya e al resto del mondo creando un nuovo approccio di viaggio, di sfida sportiva, di stile di vita. Un nomade in continuo cammino nelle zone più disparate del continente, laddove vi sono montagne da esplorare e vivificare. La partenza. L’ignoto. La scoperta del mondo. La libertà. Cercare per trovare per cercare per trovare per cercare per cercare. La necessità di partire. Di vedere, di capire, di respirare. La ricerca dei limiti del mondo. Che sono i nostri limiti. La conquista. La perdita. Paiono ferme eppur si muovono. Delimitano per essere superate. Oltre un limite un altro limite. Cosa c’è oltre la vetta? È vero che il segreto degli Dei viene sussurrato in cima alle montagna? Esiste l’uomo delle nevi?
La parola. L’inizio dell’uomo. L’espressione di un pensiero. Di un sentimento. L’astrazione. La bugia. Il teatro. Il teatro ha la forza di unire le persone, perché si lasciano immagini che ci permettono di essere in qualche modo unificati. Il teatro, infatti, è il luogo in cui si guarda, in cui si producono delle immagini. La parola diventa immagine, sensazione fisica e quindi anche sentimento. L’uomo ha la necessità di creare una propria vita e un proprio mondo diversi da quelli degli altri, e lo fa attraverso le proprie esperienze e le immagini che si crea. Il teatro nasce da questa necessità, cioè spiegare e raccontare il mondo affinché sia un punto di riferimento comune a tutti.
"Ti dico LA CREAZIONE DEL MONDO e la prima cosa che mi rispondi è: parliamo allora de „L’origine du monde“ di Gustave Courbet. Olio su tela, 46 cm x 55 cm. CAZZO che bellezza. Vieni a Lugano e discorriamo un po' de „L’origine du monde“ e di tutto il resto." Come nasce un quadro? Da dove viene l’impulso? Qual è l’origine e l’origine del mondo? Un incontro per scoprire le necessità della creazione artistica. Ragioni, ricerche, mete.
Che cosa rappresenta veramente il teatro? Un confronto di idee tra due teatranti, uno scambio di opinioni e curiosità sul teatro e sulla sua storia. Istinto, morte e sofferenza sembrano essere le parole chiave di questa intervista. Non tutto però è sofferenza. Una lunga riflessione sull’importanza del teatro come detto, ma anche una discussione sul territorio, su come questo possa influire sulla diffusione della cultura e anche su come possa limitarne lo sviluppo, sia esso il regime in Argentina o la diffidenza di un territorio circoscritto come Lugano.
Vania Luraschi è stata una delle persone fondamentali per la creazione di un mondo di teatro in Ticino, ed è stata una persona meravigliosa.  Creare un festival di teatro in Ticino, quarant’anni fa. Farlo vivere, crescere, sviluppare, creare un mondo, una piattaforma, arare un terreno per far crescere la cultura. Iniziare a portare ospiti da tutto il mondo in un Ticino fermo da millenni, cominciare a far brillare l’arte teatrale internazionale in una città ancora nel buio più profondo.
La radio e la televisione statali fra 50 anni non esiteranno più come oggi. Se esisterà ancora, in che direzione si muoverà? Cambierà il suo mandato? Che ruolo sono chiamati a svolgere i giornalisti? Quali i know-how per scrollarsi di dosso la patina di „staticità“, agganciando l’interesse delle nuove generazioni, ma senza perdere l’attenzione di chi è abituato ai modelli tradizionali?
Questa mela è reale. Ne sono conscio. Questo traghetto è reale. Ne sono conscio. Esistono anche fuori dal mio corpo, esistono fuori dal mio cervello. Dal momento che sono conscio di loro, diventano parte di me. E dato che, come conferma Werner Heisenberg, osservatore e osservato non si possono separare, se io ne faccio esperienza, loro devono essere parte di me: divento mela, divento traghetto, divento sasso rosso. La mia coscienza è dunque soltanto una proprietà dei miei neuroni, o coincide con gli oggetti che mi circondano? 
Pensare. Che tipo di attività neuronale è? Da cosa dipende il risultato del mio pensiero? È solo una questione di informazioni processate, o la qualità organica del mio cervello, i neuroni, le sinapsi, giocano un loro ruolo? Parlare. Scrivere. Formulare. La parola. Concretizzazione, concetto, comunicazione. Dove accade nel cervello? Cosa accade esattamente, e come si riescono a studiare questi fenomeni? L'ospite di questa puntata è il Dott. Lorenzo Magrassi, professore associato di Neurochirurgia presso il Dipartimento di scienze clinico chirurgiche diagnostiche e pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia. Le sue ricerche riguardano i meccanismi che controllano differenziazione ed invecchiamento dei neuroni, la biologia e la terapia dei gliomi maligni, le basi neurobiologiche del linguaggio ed il loro ruolo nei disturbi della coscienza. Il prof. Magrassi è autore di 75 lavori scientifici, H index complessivo (Scopus, maggio 2018) è di 26.
Empatia: le fondamenta su cui si basa l’esistenza dell’umanità. Neuroni a specchio: l’interfaccia fra te e me. In questa puntata Markus è andato alla radice della ricerca, incontrando il Prof. Luciano Fadiga, colui che i neuroni specchio li ha scoperti, per porgli domande sul futuro dello studio del cervello. Sarà possibile estendere il nostro cervello grazie alle nuove tecnologie? Quali sono e quali saranno le possibilità di espanderne le capacità o di intervenire per curarlo? È possibile pensare al cervello come sistema di interfaccia fra cognizione, intelligenza, conscio e computing?
In questo incontro sembra di essere in un frullatore di pensieri, ricordi e idee. Si parte da più di 4500 anni fa, con il mito di Iside e Osiride, il quale presenta la più complessa, ma straordinaria elaborazione del pensiero etico-filosofico-religioso egizio. Essi non immaginarono solo la resurrezione, ma scoprirono l'esistenza di universi paralleli in cui ciò che è passato vive ancora, e spiegarono come giungere fin là, invertendo il corso del tempo. Successivamente gli evangelisti approfondirono questa tematica e pensarono che il noûs (quello che per noi è l'intelletto) fosse quella parte della nostra vita interiore che non ha tempo e spazio. In questa puntata il Dott. Igor Sibaldi, scrittore e saggista italiano, ci accompagna in un viaggio alla scoperta del pensiero europeo, iniziando dagli egizi, passando dai greci antichi e i romani, per poi confrontare tutto questo con le più recenti teorie della fisica quantistica. Tutto sta nel non rassegnarsi all'idea che il tempo sia irreversibile. Nelle fiabe persiane ci sono i tappeti volanti. L'ultima volta che hai viaggiato in aereo, dove hai appoggiato i piedi? Sulla moquet, che è un tappeto. Il favolista persiano ha visto una persona che viaggia seduta con i piedi su un tappeto. Non ha visto il motore, le ali e le hostess. Con la favola ha detto che si poteva realizzare un aereo. L'indovino Tiresia vuole cambiare sesso e oggi la chirurgia lo può fare. Questo è per dire, dice Sibaldi, che cose che non erano possibili per secoli, poi diventano possibili. Erano solo da elaborare. Allo stesso modo, secondo Sibaldi, anche la morte appare come un fatto che non è definitivo, ma come una sfida, un ostacolo da superare. Ci si lascia guidare, all'inizio, dal coraggio di ricordare chi e ciò che si è perduto: così si apre la via. Poi, mentre torna indietro nel tempo, la mente cambia, si amplia, si libera da limiti che non sapeva di avere, fino al momento in cui due dimensioni - il presente e il passato - entrano e rimangono in contatto, in quello che i fisici contemporanei chiamano un varco spazio-temporale e che duemila anni fa si chiamava "eternità". Un incontro in cui sembrano ovvi pensieri che sono segreti e chiare come la luna idee dimenticate. Metti le cuffie, schiaccia play e ascolta...
Nella seconda puntata abbiamo di parlato intelligenza, coscienza ed esperienza negli esseri umani, ma cosa succede con l’Intelligenza Artificiale?  Oggi l’IA può creare un pezzo a 4 voci ispirato alla musica corale di Bach, rendendolo più che credibile. Gli si possono dare le regole della dama, impara a giocare con il campione del mondo e lo batte. Le cose si complicano quando non ci sono dati e nemmeno regole. Come fa l’IA ad imparare? Alessandro Antonucci, docente-Ricercatore Senior presso l’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA) di Manno, lavora con Arma Suisse per creare sistemi di supporto alle decisioni militari e alla valutazione di intenzioni di entrata di velivoli in zone non permesse. Di dati non ce ne sono, quindi si creano sistemi che imparano da esperti. La conoscenza viene tradotta affinché il computer possa imparare, essere autonomo e di supporto all’esperto umano. Oggi i sistemi capiscono, imparano. L’IA ti può parlare e quasi non la distingui da una persona.  
Nel mondo esistono due categorie di persone: chi pensa che i misteri possano essere risolti e chi apprezza il mistero in quanto tale perché vuole che esista. Per rispondere alle sue domande su intelligenza, esperienza e Umwelt, in questo secondo podcast Markus ha invitato uno di quelli che appartiene alla prima categoria, il Prof. Giorgio Vallortigara. Negli ultimi anni si è dedicato allo studio di un problema specifico, grazie anche a fondi dell’Unione Europea: cosa ci consente di distinguere cose animate da quelle non animate? Se sentiamo lo scricchiolio di qualcosa, pensiamo subito che sia qualcuno e non qualcosa. Siamo cacciatori di "animatezza"? Cosa ci permette di fare queste distinzioni? E tu, a quale categoria di persona appartieni? Dopo aver ascoltato questo podcast, potrai dire di saperlo con certezza. Io esisto. E quest’Io è l’unica cosa che percepisco, è l’unica cosa che sono, è l’unica cosa che ho. È dunque importante. È la cosa più importante. È così importante che dev’essere voluta. Quest’enormità che è il mio Io, che è la mia anima, che è la mia bellezza non può essere un caso. Deve essere voluta da un contesto molto più ampio, da una causa superiore, da un contesto che corrisponde alla grandiosità con la quale percepisco me stesso e, attraverso me stesso, il mondo intero. Non sono morale, etica, compassione le più nobili qualità dell’Uomo? Gli scimpanzé A e B lottano tra loro. C osserva. A sconfigge B. C abbraccia B.
Che cosa bisogna fare per pensare? Parlare del cervello non è affatto semplice, anzi, è tanto complesso quanto lo è il cervello stesso. Ma grazie alla bravura di Markus e del Prof. Kaelin, in questa puntata ti potrai avvicinare a questo organo, guidato da un uomo la cui curiosità per il cervello lo ha portato in tutto il mondo. E la prossima volta che, seduto ad un tavolo con una brocca d’acqua e un bicchiere vuoto davanti a te deciderai di versarti l’acqua, prendere il bicchiere e bere, ti renderai conto che a muoverci ci sono tanti neuroni quante sone la metà delle stelle di una galassia. Sei seduto a un tavolo. Una brocca di acqua e un bicchiere vuoto davanti a te. Ti versi l’acqua. Prendi il bicchiere, bevi, senti l’acqua fresca scendere. Appoggi il bicchiere. Ti alzi, cammini verso la porta. Apri la porta, esci, la chiudi dietro di te, la chiudi a chiave, e scendi le scale. Chi sei? Chi è questa persona? Come fa quel corpo di ossa, muscoli, pelle e liquidi ad essere mosso, a muoversi? Come funziona il coordinamento tra visione, percezione, tatto con la contrazione di muscoli, per creare azione e movimento nello spazio, per afferrare e spostarsi? Come fa il cervello, da migliaia di impulsi, coordinando e controllando migliaia di muscoli in un equilibrio labile, a creare un’azione concreta, che la fa sembrare conscia?
Questa è RADIO PETRUSKA e io sono Markus Zohner. La trilogia radiofonica "La Creazione del Mondo" è iniziata nel 2015 con la prima stagione "Dal Big Bang al pensiero umano", seguita dalla seconda "L'evoluzione dell'uomo - Dai primi passi sulla Terra alla conquista dello spazio" e la terza: "Io. La generazione dell'anima umana". Tre stagioni, ognuna di sette incontri. Oltre 30 ore di trasmissioni radiofoniche. 1500 persone hanno assistito agli incontri e finora oltre 20'000 persone hanno ascoltato le prime due stagioni del nostro podcast. Ringraziamo di cuore gli scienziati che hanno accettato i nostri inviti e che sono venuti, anche da lontano, a Lugano per parlare con me sui loro studi scientifici e sulle loro ricerche. Ringraziamo la città di Lugano, specialmente Dr. Claudio Chiapparino, per l‘ospitalità durante il Longlake festival, ringraziamo la Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura per il gentile sostegno, ringraziamo i collaboratori, il pubblico e, naturalmente, ringraziamo te, fedele ascoltatore. La serie "La creazione del mondo" è stata pubblicata gratuitamente con Radio Petruska nel podcast della Markus Zohner Arts Company. La puoi ascoltare su soundcloud, iTunes, e su qualsiasi altro podcatcher come Overcast, Himalaya, Podcast Addict, PocketCasts o simili. Se vuoi sostenere questo nostro lavoro, diventa socio della nostra associazione. Dettagli sui nostri siti zohner.com e radiopetruska.com. E adesso ascolta... --- Con le voci di: Patrizia Barbuiani Luca Domas
Bonus seconda stagione di LA CREAZIONE DEL MONDO | L'evoluzione dell'uomo. Dai primi passi sulla Terra alla conquista dello spazio. Samantha Cristoforetti è la donna che è rimasta nello spazio più di tutte: 199 giorni, 16 ore e 43 minuti. Sono oltre sei mesi e mezzo. Non riuscivo quasi a capacitarmi della mia fortuna quando arrivò la chiamata dell’Agenzia Spaziale Europea che mi confermava l’intervista di 15 minuti con Samantha per il giorno dopo. Il mio cuore di bambino mi batteva in gola quando il pomeriggio del giorno seguente componevo il numero di Mosca che mi avrebbe messo in comunicazione con l’astronauta più famosa del mondo. Quando la raggiungo a Mosca, è tornata sulla Terra da 26 giorni e, come mi confessa, è ancora un po’ insicura sulle gambe.
Superare l’ultima frontiera. L’uomo dovrà lasciare la Terra? Riuscirà a colonizzare lo spazio? Quali sono le possibilità, quali sono le sfide per poter popolare altri pianeti? Saremo limitati al nostro sistema solare, o ci sarà la possibilità di intraprendere viaggi interstellari? Domande ad uno scienziato che esegue calcoli e progettazioni per esplorazioni nello spazio.
Un incontro con Frances Pinnock, una delle scienziate più importanti nel campo delle scoperte nella zona di quello che cinquemila anni fa è stata la Mesopotamia. Gli scavi ad Ebla portarono alla luce gli Archivi di Stato del 2300 a.C., con migliaia di tavolette cuneiformi, intere e frammentarie, la cui scoperta ha stupito il mondo scientifico internazionale e ha fortemente colpito l’opinione pubblica mondiale. Mesopotamia. L’uomo scopre e inventa l’agricoltura. Diventa sedentario. Fonde le prime città. Deve tener conto dei suoi possedimenti, inventa i numeri, la contabilità, la matematica, la scrittura. Nasce la nostra civiltà.
Nelle vicende umane non esiste un punto d’equilibrio. Né in quelle individuali né in quelle delle comunità, grandi o piccole che siano, dalla singola famiglia al grande impero. Una società efficiente, ricca di energie vitali, è in espansione demografica ed economica: ha bisogno di maggiori risorse per soddisfare la propria crescente popolazione, e queste maggiori risorse creano a loro volta i presupposti per un ulteriore arricchimento. Quasi inevitabilmente la volontà di acquisirle finisce per creare una situazione di conflitto con altri gruppi umani. Anche qui la scala può variare, dalla famiglia, dalla tribù, all’impero. Non c’è alternativa, nelle vicende storiche, al movimento: o ci si espande o ci si contrae. L’espansione raggiunge un limite «fisiologico», dovuto all’esaurimento della spinta interna, si può creare per un periodo più o meno lungo una situazione di stasi apparente, nella quale le forze dell’organismo che fino a poco tempo prima si espandeva sembrano in grado di difendere i limiti raggiunti e imporre all’esterno un equilibrio vantaggioso: l’Impero Romano del II secolo, la Cina della «Grande Muraglia», l’Occidente attuale… Ma è solo apparenza. La stasi è sintomo di debolezza; la storia procede, e travolge le difese…
Quali sono le prime tracce dell’uomo nelle Alpi occidentali? Da dove sono arrivate? Un’esplorazione con uno dei più grandi specialisti di archeologia delle Alpi occidentali, dalle prime tracce dell’Uomo nell’Insubria, fino all’attraversata del Ticino da parte degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro. “Di là gli Argonauti entrarono nel profondo corso del Rodano che si getta nell’Eridano… Questo fiume nasce agli estremi confini del mondo, dove sono le porte e le sedi della Notte, e di là si riversa da un lato alle coste dell’Oceano [il Reno], da un altro nel mare Ionio [il Po], da un altro ancora nel mare Sardo [il Rodano] … avanzarono nei laghi tempestosi, che si stendono all’infinito per le terre dei Celti [i laghi lombardi e svizzeri] … uno dei bracci portava in un golfo d’Oceano, e senza saperlo stavano per entrarvi … Ma Era, scesa dal cielo, gridò dalla rupe Ercinia [le cascate di Sciaffusa?] … Per ordine della dea tornarono indietro … Dopo un lungo cammino giunsero alla rive del mare, passando incolumi per volere di Era in mezzo ai mille popoli dei Celti e dei Liguri…” Le Argonautiche di Apollonio Rodio (inizio III sec. a.C.) (Apollonio Rodio, IV.627-647 passim, trad. G. Paduano, Milano 1986).
Per centinaia di migliaia di anni, sulla Terra sono coesistite diverse specie umane. Dall‘Homo Forensis all‘Homo Neandertalensis fino all‘Homo Sapiens Sapiens. Diverse forme di uomini e ominidi si sono condivisi il pianeta. In cosa si diversificavano e assomigliavano le diverse specie umane? Come si sono incontrate le diverse specie? Si sono mischiati i genomi? Noi abbiamo elementi genetici di altre specie oltre a quelli dell‘Homo Sapiens? Perché l‘Homo Sapiens è sopravvissuto? Un incontro che si focalizzerà anche sullo sviluppo dell’uomo in Europa, con uno sguardo sull’incontro e confronto tra Homo Sapiens e Homo di Neandertal.
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