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MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY - Il podcast

MARKUS ZOHNER ARTS COMPANY - Il podcast

Autor: Markus Zohner

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Beschreibung

Arte - scienza - cultura - vita.

Il podcast della Markus Zohner Arts company è anarchico, come l'anima umana. Pone le domande più importanti alle persone giuste, per scoprire chi siamo, da dove arriviamo e cosa diventeremo.

Il programma delle puntate future: http://radiopetruska.com/schedule/?v=1ee0bf89c5d1

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38 Episodes
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I due parlano sulla fine del mondo, sui significati della fine per quello che la precede. Affrontano il tema dell’APOCALYPSE in tutte le sue sfaccettature: fine della nostra civilizzazione, mondo post apocalittico, domande sull’umanità, sul suo esito, sulla poesia del crollo. Il senso di tutto, se tutto avrà una fine. Le domande vitali: inizio, fine, morte, nascita, e quello che abbiamo da fare.   Ancora solo settantacinque anni e la tua attuale epoca sarà storia passata, nessun petrolio, nessuna risorsa energetica fossile, nessun riscaldamento, nessun gusto di vaniglia. E se non farai in tempo a vedere questo cambiamento, potrà ritenerti fortunato. Perché sarà triste. Molto triste.
   Ti illudi davvero che questo piccolo paradiso nel quale viviamo sarà nostro per sempre? Ci saranno dieci miliardi di altri uomini, donne e bambini, di tutti i colori e da tutte le parti del mondo, che si sposteranno perché avranno bisogno di vivere. Di sopravvivere. Anche loro. E il piccolo paradiso sarà perduto. 
Una memoria del futuro. L’inizio di una nuova era, nella quale nulla sarà come noi lo immaginiamo, come noi speriamo che sia. Sarà un nuovo inizio, sì. Ogni inizio è pieno di speranze. Ma è anche pieno di nostalgia. Nostalgia per il mondo perso.
 Ricordando l’era più grandiosa di tutti i tempi, l’era che sta per finire: la nostra
Markus Zohner e Carmelo Rifici parlano sulla necessità di raccontare storie, di fare teatro oggi, in Ticino, in Italia, in Europa. Le domande sono quelle vitali: vita, morte, arte. Carmelo Rifici dal 2014 è responsabile per la programmazione di LUGANO IN SCENA. (Ci scusiamo per la qualità sonora non perfetta. Per un problema con un microfono abbiamo dovuto utilizzare il file del microfono interno del registratore)
Filippo Genucchi, percorrendo 500 km in 6 giorni, ha vinto la Yucon Arctic Ultra. Markus Zohner e Filippo Genucchi si sono incontrati in una trasmissione televisiva che parlava del „camminare“. I due si sono capiti al volo, scambiando idee, visioni, domande, ed era subito chiaro che si dovevano re-incontrare, per parlare del senso della vita...
"Adamo ed Eva vivevano nel paradiso felici e contenti, erano sani e belli e immortali finché un giorno il Padre Eterno disse loro: "Dall‘albero della conoscenza non mangerete il pomo.“ Ora Eva che conosceva solo il pomo d‘Adamo si sentì ignorante e istigata dal serpente fece quello che non avrebbe mai dovuto fare: di nascosto andò nella biblioteca del Padre Eterno e aprì l‘enciclopedia Conoscere in dodici volumi alla parola pomo. E qui lesse il suo futuro e il mio. Così sono nata, espulsa, gettata, colata da un peccato, un peccato originale di origini ignote. Non sono nata da un amplesso, ma da un complesso di colpa, dalla polpa di una mela addentata, gustata, ingoiata, una mela avariata.“ Patrizia Barbuiani e Markus Zohner dialogheranno sulle possibilità di vedere la morte diversamente dallo scontato, di guardarla con occhi di una commediante alla ricerca del senso della vita. Riflessioni in cui il senso della vita e e la morte smuovono la tranquillità della quotidianità.
Lasciandosi alle spalle dodici anni di governo, nel 2011 ha intrapreso il Cammino di Santiago de Compostela, percorrendo circa 800 chilometri in 30 giorni e vivendo un’esperienza unica e intensa.  Luigi Pedrazzini e Markus Zohner, in questo quarto incontro di THE SENSE OF LIFE, dialogheranno sul bisogno di compiere un cammino per riconquistare il vero senso della vita. Accomunati dalla stessa esigenza di evasione parlano della necessità di un viaggio in cui ritrovare se stessi e sentire la propria voce spesso soffocata dal caos quotidiano. Entrambi hanno riflettuto sull’importanza del silenzio e del proprio passato come bagaglio culturale ed emotivo. Nel 1999 Luigi Pedrazzini viene eletto Consigliere di Stato del cantone Ticino e, fino al 2011, è direttore del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino. Una settimana dopo aver lasciato il Consiglio di Stato, nella primavera del 2011, si è recato nei Pirenei francesi, a St. Jean Pied de Port, e da lì, in 30 giorni, ha raggiunto Santiago de Compostela, percorrendo a piedi circa 800 km.
In questo incontro lo spirito libero Nando Snozzi e Markus Zohner dialogheranno sull’arte e sulla follia come due facce dello steso mondo, sulla pittura come evasione, come spazio in cui la follia si separa dalla realtà. Entrambi hanno riflettuto sull’importanza della cultura come vero investimento, sulla casualità e la fatalità del destino. Un’ora di riflessioni in cui il senso della vita e l’arte sono state protagoniste dell’intervista.  
Discutendo su un Ticino che guarda ma non vede, che scende a compromessi per comodità, Peter Schiesser e Markus Zohner, in questo incontro, hanno sviscerato la vera verità, riflettuto sull’apparente libertà di stampa, sull’integrità e sulla consapevolezza del proprio dovere. Un’ora di riflessioni in cui l’omertà e il senso della vita sono stati protagonisti dell’intervista. Ecco a voi la seconda puntata di THE SENSE OF LIFE – un progetto podcast di Radio Petruska.
Marco Borradori e Markus Zohner dialogano sul senso della vita, su come si guida una città, su come si gestisce il proprio essere uomo, su come riuscire a dominare tensioni e problemi tra colleghi e avversari politici, su come subire la negatività, lasciarla scivolare su sé stessi e su cosa significhi il ruolo di padre, sia biologico sia acquisito. The sense of life è un’ora di riflessioni sulle questioni umane, su cosa sentiamo veramente, su come riusciamo ad affrontare la vita. Tutto questo infittisce la prima puntata della serie THE SENSE OF LIFE - Il senso della vita.
Dal Ticino all’Himalaya e al resto del mondo creando un nuovo approccio di viaggio, di sfida sportiva, di stile di vita. Un nomade in continuo cammino nelle zone più disparate del continente, laddove vi sono montagne da esplorare e vivificare. La partenza. L’ignoto. La scoperta del mondo. La libertà. Cercare per trovare per cercare per trovare per cercare per cercare. La necessità di partire. Di vedere, di capire, di respirare. La ricerca dei limiti del mondo. Che sono i nostri limiti. La conquista. La perdita. Paiono ferme eppur si muovono. Delimitano per essere superate. Oltre un limite un altro limite. Cosa c’è oltre la vetta? È vero che il segreto degli Dei viene sussurrato in cima alle montagna? Esiste l’uomo delle nevi?
La parola. L’inizio dell’uomo. L’espressione di un pensiero. Di un sentimento. L’astrazione. La bugia. Il teatro. Il teatro ha la forza di unire le persone, perché si lasciano immagini che ci permettono di essere in qualche modo unificati. Il teatro, infatti, è il luogo in cui si guarda, in cui si producono delle immagini. La parola diventa immagine, sensazione fisica e quindi anche sentimento. L’uomo ha la necessità di creare una propria vita e un proprio mondo diversi da quelli degli altri, e lo fa attraverso le proprie esperienze e le immagini che si crea. Il teatro nasce da questa necessità, cioè spiegare e raccontare il mondo affinché sia un punto di riferimento comune a tutti.
"Ti dico LA CREAZIONE DEL MONDO e la prima cosa che mi rispondi è: parliamo allora de „L’origine du monde“ di Gustave Courbet. Olio su tela, 46 cm x 55 cm. CAZZO che bellezza. Vieni a Lugano e discorriamo un po' de „L’origine du monde“ e di tutto il resto." Come nasce un quadro? Da dove viene l’impulso? Qual è l’origine e l’origine del mondo? Un incontro per scoprire le necessità della creazione artistica. Ragioni, ricerche, mete.
Che cosa rappresenta veramente il teatro? Un confronto di idee tra due teatranti, uno scambio di opinioni e curiosità sul teatro e sulla sua storia. Istinto, morte e sofferenza sembrano essere le parole chiave di questa intervista. Non tutto però è sofferenza. Una lunga riflessione sull’importanza del teatro come detto, ma anche una discussione sul territorio, su come questo possa influire sulla diffusione della cultura e anche su come possa limitarne lo sviluppo, sia esso il regime in Argentina o la diffidenza di un territorio circoscritto come Lugano.
Vania Luraschi è stata una delle persone fondamentali per la creazione di un mondo di teatro in Ticino, ed è stata una persona meravigliosa.  Creare un festival di teatro in Ticino, quarant’anni fa. Farlo vivere, crescere, sviluppare, creare un mondo, una piattaforma, arare un terreno per far crescere la cultura. Iniziare a portare ospiti da tutto il mondo in un Ticino fermo da millenni, cominciare a far brillare l’arte teatrale internazionale in una città ancora nel buio più profondo.
La radio e la televisione statali fra 50 anni non esiteranno più come oggi. Se esisterà ancora, in che direzione si muoverà? Cambierà il suo mandato? Che ruolo sono chiamati a svolgere i giornalisti? Quali i know-how per scrollarsi di dosso la patina di „staticità“, agganciando l’interesse delle nuove generazioni, ma senza perdere l’attenzione di chi è abituato ai modelli tradizionali?
Questa mela è reale. Ne sono conscio. Questo traghetto è reale. Ne sono conscio. Esistono anche fuori dal mio corpo, esistono fuori dal mio cervello. Dal momento che sono conscio di loro, diventano parte di me. E dato che, come conferma Werner Heisenberg, osservatore e osservato non si possono separare, se io ne faccio esperienza, loro devono essere parte di me: divento mela, divento traghetto, divento sasso rosso. La mia coscienza è dunque soltanto una proprietà dei miei neuroni, o coincide con gli oggetti che mi circondano? 
Pensare. Che tipo di attività neuronale è? Da cosa dipende il risultato del mio pensiero? È solo una questione di informazioni processate, o la qualità organica del mio cervello, i neuroni, le sinapsi, giocano un loro ruolo? Parlare. Scrivere. Formulare. La parola. Concretizzazione, concetto, comunicazione. Dove accade nel cervello? Cosa accade esattamente, e come si riescono a studiare questi fenomeni? L'ospite di questa puntata è il Dott. Lorenzo Magrassi, professore associato di Neurochirurgia presso il Dipartimento di scienze clinico chirurgiche diagnostiche e pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia. Le sue ricerche riguardano i meccanismi che controllano differenziazione ed invecchiamento dei neuroni, la biologia e la terapia dei gliomi maligni, le basi neurobiologiche del linguaggio ed il loro ruolo nei disturbi della coscienza. Il prof. Magrassi è autore di 75 lavori scientifici, H index complessivo (Scopus, maggio 2018) è di 26.
Empatia: le fondamenta su cui si basa l’esistenza dell’umanità. Neuroni a specchio: l’interfaccia fra te e me. In questa puntata Markus è andato alla radice della ricerca, incontrando il Prof. Luciano Fadiga, colui che i neuroni specchio li ha scoperti, per porgli domande sul futuro dello studio del cervello. Sarà possibile estendere il nostro cervello grazie alle nuove tecnologie? Quali sono e quali saranno le possibilità di espanderne le capacità o di intervenire per curarlo? È possibile pensare al cervello come sistema di interfaccia fra cognizione, intelligenza, conscio e computing?
In questo incontro sembra di essere in un frullatore di pensieri, ricordi e idee. Si parte da più di 4500 anni fa, con il mito di Iside e Osiride, il quale presenta la più complessa, ma straordinaria elaborazione del pensiero etico-filosofico-religioso egizio. Essi non immaginarono solo la resurrezione, ma scoprirono l'esistenza di universi paralleli in cui ciò che è passato vive ancora, e spiegarono come giungere fin là, invertendo il corso del tempo. Successivamente gli evangelisti approfondirono questa tematica e pensarono che il noûs (quello che per noi è l'intelletto) fosse quella parte della nostra vita interiore che non ha tempo e spazio. In questa puntata il Dott. Igor Sibaldi, scrittore e saggista italiano, ci accompagna in un viaggio alla scoperta del pensiero europeo, iniziando dagli egizi, passando dai greci antichi e i romani, per poi confrontare tutto questo con le più recenti teorie della fisica quantistica. Tutto sta nel non rassegnarsi all'idea che il tempo sia irreversibile. Nelle fiabe persiane ci sono i tappeti volanti. L'ultima volta che hai viaggiato in aereo, dove hai appoggiato i piedi? Sulla moquet, che è un tappeto. Il favolista persiano ha visto una persona che viaggia seduta con i piedi su un tappeto. Non ha visto il motore, le ali e le hostess. Con la favola ha detto che si poteva realizzare un aereo. L'indovino Tiresia vuole cambiare sesso e oggi la chirurgia lo può fare. Questo è per dire, dice Sibaldi, che cose che non erano possibili per secoli, poi diventano possibili. Erano solo da elaborare. Allo stesso modo, secondo Sibaldi, anche la morte appare come un fatto che non è definitivo, ma come una sfida, un ostacolo da superare. Ci si lascia guidare, all'inizio, dal coraggio di ricordare chi e ciò che si è perduto: così si apre la via. Poi, mentre torna indietro nel tempo, la mente cambia, si amplia, si libera da limiti che non sapeva di avere, fino al momento in cui due dimensioni - il presente e il passato - entrano e rimangono in contatto, in quello che i fisici contemporanei chiamano un varco spazio-temporale e che duemila anni fa si chiamava "eternità". Un incontro in cui sembrano ovvi pensieri che sono segreti e chiare come la luna idee dimenticate. Metti le cuffie, schiaccia play e ascolta...
Nella seconda puntata abbiamo di parlato intelligenza, coscienza ed esperienza negli esseri umani, ma cosa succede con l’Intelligenza Artificiale?  Oggi l’IA può creare un pezzo a 4 voci ispirato alla musica corale di Bach, rendendolo più che credibile. Gli si possono dare le regole della dama, impara a giocare con il campione del mondo e lo batte. Le cose si complicano quando non ci sono dati e nemmeno regole. Come fa l’IA ad imparare? Alessandro Antonucci, docente-Ricercatore Senior presso l’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA) di Manno, lavora con Arma Suisse per creare sistemi di supporto alle decisioni militari e alla valutazione di intenzioni di entrata di velivoli in zone non permesse. Di dati non ce ne sono, quindi si creano sistemi che imparano da esperti. La conoscenza viene tradotta affinché il computer possa imparare, essere autonomo e di supporto all’esperto umano. Oggi i sistemi capiscono, imparano. L’IA ti può parlare e quasi non la distingui da una persona.  
Nel mondo esistono due categorie di persone: chi pensa che i misteri possano essere risolti e chi apprezza il mistero in quanto tale perché vuole che esista. Per rispondere alle sue domande su intelligenza, esperienza e Umwelt, in questo secondo podcast Markus ha invitato uno di quelli che appartiene alla prima categoria, il Prof. Giorgio Vallortigara. Negli ultimi anni si è dedicato allo studio di un problema specifico, grazie anche a fondi dell’Unione Europea: cosa ci consente di distinguere cose animate da quelle non animate? Se sentiamo lo scricchiolio di qualcosa, pensiamo subito che sia qualcuno e non qualcosa. Siamo cacciatori di "animatezza"? Cosa ci permette di fare queste distinzioni? E tu, a quale categoria di persona appartieni? Dopo aver ascoltato questo podcast, potrai dire di saperlo con certezza. Io esisto. E quest’Io è l’unica cosa che percepisco, è l’unica cosa che sono, è l’unica cosa che ho. È dunque importante. È la cosa più importante. È così importante che dev’essere voluta. Quest’enormità che è il mio Io, che è la mia anima, che è la mia bellezza non può essere un caso. Deve essere voluta da un contesto molto più ampio, da una causa superiore, da un contesto che corrisponde alla grandiosità con la quale percepisco me stesso e, attraverso me stesso, il mondo intero. Non sono morale, etica, compassione le più nobili qualità dell’Uomo? Gli scimpanzé A e B lottano tra loro. C osserva. A sconfigge B. C abbraccia B.
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