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Con il tema di oggi vediamo come affrontare una vera emergenza che i veterinari conoscono molto bene. Parliamo di Torsione Dilatazione gastrica nel cane.Purtroppo si tratta di un'emergenza gastroenterica potenzialmente fatale quando non viene riconosciuta e trattata tempestivamente.Si tratta di un'eccessiva dilatazione dello stomaco per accumulo di gas e fluidi e della concomitante rotazione dello stomaco lungo il proprio asse. Il meccanismo esatto di sviluppo della Torsione non è ancora del tutto chiaro. È probabile che si tratti di una malattia multi fattoriale con la compartecipazione di diverse cause in cani geneticamente predisposti. Le razze più a rischio sono quelle di taglia gigante e grande come Alano, Pastore Tedesco, Setter Inglese e Irlandese e Barbone, anche se qualsiasi cane può sviluppare Torsione Dilatazione gastrica.Anche l'età avanzata rende alcuni cani più delicati, come anche la conformazione profonda della gabbia toracica.Tra gli stili di vita più dannosi troviamo la quantità eccessiva di pasti, l'esercizio fisico subito dopo il pasto o gli sbalzi termici improvvisi.La significativa dilatazione dello stomaco all’interno dell’addome porterà a una compressione dei vasi sanguigni limitrofi con conseguente congestione venosa e formazione di trombi. L’intrappolamento di succhi acidi nello stomaco può portare alla ulcerazione della parete gastrica e alla possibile perforazione. Per trattare tempestivamente la Torsione evitando conseguenze gravi è fondamentale che il proprietario di un cane a rischio possa riconoscerne i sintomi clinici per poi richiedere l’attenzione del proprio medico veterinario. I sintomi più comuni includono agitazione e ipersalivazione, conati di vomito senza espulsione di materiale, difficoltà respiratoria con respiro affannoso e sforzi respiratori eccessivi, distensione dell’addome.Nei casi più gravi o in caso di intervento ritardato il quadro clinico si può aggravare in modo irrimediabile.Ecco perché la diagnosi nel cane deve essere confermata in maniera tempestiva in modo da evitare l’insorgenza di gravi complicazioni e aumentare le probabilità di sopravvivenza.Se il tuo cane è un soggetto a rischio, il tuo medico veterinario può effettuare una procedura di gastropessi preventiva, l'intervento chirurgico che fissa lo stomaco per evitare che si torca, per ridurre il rischio di sviluppo di Dilatazione Torsione gastrica più in là nel corso della vita.L'attenzione e la cura che riserviamo ai nostri amici animali ci aiuteranno a riconoscere determinati sintomi e a rivolgersi al veterinario in modo tempestivo per affrontare l'emergenza.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Fabio Procoli per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
Anche gli occhi dei nostri amici animali sono molto delicati e si possono infiammare.Se noti che gli occhi del tuo cane o del tuo gatto sono arrossati, può darsi che si tratti di una manifestazione clinica comune a tante condizioni nei nostri animali.Può essere associato a situazioni banali e passeggere, come le congiuntiviti follicolari canine o le forme lievi di congiuntivite da Herpesvirus felino, ma anche a patologie più gravi come le ulcere corneali, le uveiti ed il glaucoma.Il rossore congiuntivale che si nota è legato ad un aumento dell’apporto di sangue nel tessuto oculare a seguito di uno stimolo irritativo o infiammatorio e può essere o meno associato a gonfiore, a iperlacrimazione e a fastidio oculare. Nei cani in accrescimento spesso si osserva una condizione di iperemia e lacrimazione, chiamata congiuntivite follicolare che preoccupa molto i proprietari ma che in realtà tende a risolversi spontaneamente con la crescita. Spesso nei soggetti allergici anche l’occhio viene interessato da prurito e arrossamento intenso. In questi casi il veterinario potrà prescrivere una terapia per controllare le manifestazioni cliniche con l’impiego di antibiotici, cortisonici, farmaci antiprurito, dieta, terapia anticorpale, vaccini etc.Anche difetti di posizionamento palpebrale o ciglia fuori posto creano irritazione continua innescando l’infiammazione e l’arrossamento.Nei gatti la congiuntivite è forse la patologia oculare più frequentemente riscontrata ed è legata all’infezione cronica da Herpesvirus, un agente patogeno diffuso in tutta la popolazione felina.Se l’arrossamento oculare è improvviso e associato a dolore, è più probabile che ci sia uno stimolo irritativo acuto come una lesione corneale, un corpo estraneo o un’infiammazione delle strutture interne.Anche gli arrossamenti cronici non sono da sottovalutare perché potrebbero essere il primo campanello di allarme di malattie altrettanto invalidanti nel tempo, come la cheratocongiuntivite secca e la cheratite superficiale cronica.Ci teniamo a ricordare che in ogni caso l’occhio rosso non è mai una condizione normale ed è bene che il medico veterinario intervenga quanto prima per avere una diagnosi tempestiva e una terapia adeguata.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Domenico Multari per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Vivere la natura senza stress insieme al nostro cane è possibile, preparandosi anche alle insidie dell'estate, sia al mare che in montagna.Trascorrere le vacanze viaggiando insieme al nostro cane è tra i momenti più importanti per rafforzare il legame con lui.Secondo una recente ricerca condotta da Toluna, sette italiani su dieci proprietari di un animale domestico scelgono località immerse nella natura.Ecco i nostri consigli per vivere senza stress lunghe passeggiate sui sentieri di montagna o tra i borghi d'Italia.Il consiglio numero uno è quello di prenotare una visita dal veterinario prima di partire, anche per sapere quali sono le vaccinazioni obbligatorie nel luogo di destinazione.Come per gli umani, è utile portare con sé un kit con alcune medicine di base per il cane ed è importante avere il contatto di un veterinario della zona in cui si viaggia.Attenzione alle passeggiate sotto il sole e ai segnali di stanchezza che il cane ci manda. Se per esempio il cane ci cammina accanto e guarda il pavimento e torna a cercare la nostra attenzione ancora e ancora, è il segno che è stanco. In questo caso dovremmo fermarci, bagnare il petto e la nuca per abbassare la sua temperatura corporea e successivamente farlo bere.Durante le esplorazioni è opportuno fare attenzione ai morsi degli animali che vivono nella flora che ci circonda, come le vipere. Tra i sintomi più comuni dovuti all’avvelenamento notiamo prima di tutto il guaito per il dolore e poi vomito, tachicardia, ipotensione, perdita di coscienza e anche shock, diarrea e crisi emolitiche. Da evitare assolutamente l’incisione del morso, l’aspirazione del veleno o l’applicazione di ghiaccio. Prima di rivolgersi a un medico, è consigliabile tosare la parte interessata, disinfettarla ma mai con soluzioni alcoliche. Anche il rospo è un animale che per difesa produce un veleno appiccicoso e nel nostro cane potrebbe manifestarsi con eccessiva salivazione, schiuma alla bocca, vomito o forte irritazione agli occhi. Se il cane dovesse prendere in bocca un rospo, bisogna sciacquare con molta acqua la cavità orale, se disponibile aggiungendo anche un cucchiaio di bicarbonato per litro di acqua per eliminare ogni traccia del veleno. Successivamente è opportuno rivolgersi a un veterinario per una prognosi adeguata.Attenzione anche alle piante tossiche. Oleandro, edera, ortica e gelsomino sono alcune piante facili da incontrare nelle aree verdi e sono tossiche per il nostro cane. Vomito, dissenteria, debolezza sono i primi segnali di avvelenamento più comuni e visibili nei nostri amici pelosi.Non dimentichiamo che il nostro cane non è un umano ed è opportuno fargli vivere quel lato della sua essenza animale. Dobbiamo dargli la libertà di socializzare, annusare, sporcarsi ed esplorare. Per esempio, quando rotolano contro il suolo è perché hanno trovato profumi naturali che i cani vogliono strofinare. Comportamenti che devono fare per essere sani psicologicamente, per capire gli odori del mondo.
Osteosarcoma del cane

Osteosarcoma del cane

2022-04-1102:42

Qui a MyLav sappiamo bene quanto certi temi siano molto dolorosi, ma divulgare informazioni importanti può essere di aiuto a tanti proprietari.Oggi parliamo di osteosarcoma, il tumore osseo primario più frequente nel cane che può localizzarsi in qualsiasi parte dello scheletro e in particolare a livello delle ossa degli arti. I cani colpiti sono in genere di media grossa taglia e per lo più maschi, ma anche le femmine possono ammalarsi. L’età media è 5-7 anni, ma anche i soggetti di 2-3 anni ne possono risultare affetti. Quando l’osteosarcoma è localizzato negli arti provoca una tumefazione dura con conseguente dolore e zoppia. L’osteosarcoma costale determina invece una deformazione dura e fissa della parete toracica. Quello cranico una deformazione della faccia, mentre quello pelvico può inizialmente passare inosservato, specie nei soggetti vigorosi e ben nutriti. Dopo che il veterinario ha visitato il cane potrà richiedere ulteriori accertamenti partendo da un esame radiografico. La diagnosi definitiva si basa su ago-aspirato ed esame citologico, biopsia ed esame istologico. L’aggressività clinica dell’osteosarcoma può essere influenzata dalla sua localizzazione. L'eventuale terapia chirurgica consiste nell’eliminazione in blocco della neoplasia che può comportare l’amputazione di un intero arto o solo la resezione della parte interessata seguita da ricostruzione. Solo raramente si osservano dopo chirurgia problemi funzionali seri e duraturi. In caso di osteosarcoma dell’arto la sola chirurgia è da considerarsi palliativa poiché nella stragrande maggioranza dei casi possono comparire metastasi entro 4-8 mesi. In questi casi la chemioterapia post chirurgia migliora la sopravvivenza. Se la localizzazione è costale le cose vanno peggio, mentre vanno meglio quando è cranica e il tumore può essere completamente escisso. Oggi insieme alla chirurgia e alla chemioterapia si propone anche l'immunoterapia.In caso di reale non operabilità, si valuta la radioterapia associata a terapia farmacologica nel tentativo di prolungare la sopravvivenza. Per il controllo del dolore e per non far soffrire i nostri amici animali, il veterinario può ricorrere a farmaci come anti-infiammatori, analgesici e bifosfonati.La consapevolezza e la prevenzione sono due importanti aspetti che ci possono aiutare a stare vicino al nostro cane e ad andare per tempo dal veterinario di fiducia.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Paolo Buracco per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
“Dottore, ma il mio cane li vede i colori?”Il meccanismo della visione negli animali è molto simile a quello nell’uomo e parte da uno stimolo luminoso che colpisce le cellule retiniche più esterne chiamate fotorecettori.Lo stimolo viene trasformato in impulso elettrico e raggiunge la corteccia visiva dove viene acquisito come immagine.La capacità di un individuo di distinguere un oggetto da ciò che lo circonda dipende fondamentalmente da 5 fattori che sono la luminosità, la trama, il movimento, la profondità e il colore.Il colore per i nostri animali è generalmente meno importante e infatti la maggior parte di loro riesce a vedere una scala di colori molto limitata, che va dal blu al verde.Il nostro cane non sarà mai capace di distinguere una pallina verde da una rossa, a meno che questa non presenti altre caratteristiche in grado di differenziarla dall’altra, come per esempio una trama diversa.Anche se non distinguono tutti i colori gli animali sono comunque in grado di vedere più livelli di grigi di noi, riuscendo a discernere gli oggetti sulla base della tonalità.La capacità di distinguere i maggiori dettagli e di mantenerli a fuoco sulla retina è l’indice di acuità visiva.I nostri animali possiedono inoltre il tappeto lucido, costituito da un foglietto rifrangente che diventa visibile e riflettente illuminando i loro occhi di notte, ad esempio con i fari dell’auto.Questa struttura permette alla luce di attraversare due volte i fotorecettori retinici aumentando così la capacità visiva in condizione di scarsa luminosità ed è per questo che molti animali riescono a orientarsi bene anche in ambienti poco illuminati.Un’altra peculiarità del mondo animale è la notevole capacità di vedere i movimenti, anche quelli più piccoli e lontani e ci riescono grazie al numero più elevato di bastoncelli rispetto ai coni.Il campo visivo nel cane e nel gatto risulta comparabile a quello umano per la posizione dei globi oculari. Questo permette una buona visione binoculare centrale e monoculare laterale, con una “zona cieca” posteriore di circa 160 gradi nel gatto e di 120 gradi nel cane.Tutto ciò che riguarda la vista e gli occhi è di notevole importanza per la cura dei nostri animali, ed è per questo che ti consigliamo di prestare attenzione a eventuali arrossamenti, opacamenti o dolori oculari.I medici veterinari specialisti in oftalmologia possono aiutarti.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Domenico Multari per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
La lipidosi è un gruppo di malattie caratterizzato da un eccessivo accumulo di trigliceridi nel fegato ed è responsabile di una conseguente disfunzione dell'organo.I gatti sono particolarmente predisposti nell’accumulare trigliceridi a livello epatico e il sovrappeso e l’obesità rappresentano un importante fattore di rischio.Ecco perché è fondamentale tenere sotto controllo il peso del proprio gatto e fornire un’alimentazione sana e equilibrata.La lipidosi può essere primaria e insorgere spontaneamente senza una precisa causa, oppure secondaria e legata ad altre patologie che causano anoressia e perdita di peso.La componente di grasso neutro in un fegato sano rappresenta all’incirca il 5% della massa. Mentre in caso di lipidosi questa componente può raddoppiare o triplicare.I fattori che portano a questa condizione sono diversi come l'eccessiva assunzione di cibo e in particolare di carboidrati e possiamo dire che l'obesità del gatto mette a dura prova il fegato.La lipidosi epatica risulta solitamente reversibile se curata in tempo, ma se non viene trattata può risultare estremamente grave. Nel gatto non bisogna sottovalutare periodi prolungati di digiuno ed è opportuno consultare rapidamente il medico veterinario.I sintomi più comuni sono il vomito, l’abbattimento, l’anoressia e la perdita di peso repentina. Un altro segno clinico molto importante e spesso presente, è l’ittero che è il colore giallo di cute e mucose.Nella maggior parte dei gatti con lipidosi epatica sono presenti altre patologie come pancreatiti, malattie gastrointestinali, tumori o diabete mellito.Una volta fatta la diagnosi è importante iniziare la terapia il prima possibile.Solitamente i gatti con lipidosi epatica e grave malessere necessitano inizialmente di terapie ospedaliere e quindi possono essere ricoverati per ricevere le cure più appropriate.L’alimentazione in quantità adeguata rappresenta il principio terapeutico più importante e senza l’utilizzo di sondini spesso risulta molto difficile fornire le giuste quantità di alimento.Il medico veterinario potrà anche prescrivere ulteriori farmaci o integratori.------👩‍⚕️👨‍⚕️ Ringraziamo la dott.ssa Elena Zanato e il prof. Federico Fracassi per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣------
L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina che può verificarsi in maniera intermittente o continua in diversi momenti della giornata.La minzione è un processo che avviene in due fasi. Da una parte abbiamo una fase di riempimento passivo di urina nella vescica urinaria, dall'altra una fase di svuotamento attivo della vescica. Durante la fase di riempimento la vescica è rilassata mentre gli sfinteri uretrali si contraggono per non permettere all’urina di fuoriuscire.Durante la fase di svuotamento la vescica si contrae mentre gli sfinteri uretrali si rilassano favorendo la fuoriuscita di urina. Le cause di incontinenza urinaria sono diverse e si dividono in neurogene dovute a un disordine neurologico, e non-neurogene. È nota la maggior predisposizione nei Bassotti tedeschi, nei Barboni toy e nei Beagle, ma anche in cani di media e grossa taglia come il Labrador retriver, il Dobermann, il Dalmata.L’incontinenza urinaria secondaria colpisce soprattutto cani femmina di grossa taglia sottoposte a sterilizzazione precoce.È definita come la mancanza di controllo volontario del riflesso dell'urinazione e che provoca perdita involontaria di urina. La frequenza e gravità della incontinenza dipenderà dalla natura e gravità della patologia relativa. Può avvenire il ritrovamento di piccole quantità di urine sul pavimento o sulle superfici dove il cane riposa come cuccia, letto, divani. Oppure si possono notare perdite involontarie di urina anche durante la camminata.Nel caso di sospetta incontinenza di tipo neurogeno il veterinario potrebbe consigliare l’esecuzione di un esame di risonanza magnetica della colonna vertebrale.Nel caso di cause non neurogene, si procederà con l’esecuzione di esame fisico-chimico e colturale delle urine e anche con l’ecografia addominale o la radiografia con mezzo di contrasto.Il medico veterinario potrà consigliare diverse terapie e nella maggior parte dei casi sarà comunque necessaria una terapia farmacologica adiuvante per ottenere il controllo della sintomatologia. 👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Fabio Procoli per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Un argomento che fa nascere sempre tante domande riguarda l’epatite cronica del cane, che è una malattia di natura infiammatoria e degenerativa a carico del fegato.Una distinzione fondamentale va fatta tra l’epatite cronica primaria e quella reattiva secondaria e oggi ci concentriamo su quella primaria.Nell’epatite cronica primaria il meccanismo patologico origina nel fegato e lo coinvolge direttamente causando delle alterazioni significative.Mentre nell’epatite reattiva il processo patologico origina al di fuori del fegato, ad esempio nell’intestino, nel pancreas o nel cavo orale.Se ti stai chiedendo quale sia la causa dell’epatite cronica nel cane in realtà il vero motivo è in buona parte sconosciuto. Si sospetta che la malattia sia dovuta a un processo infiammatorio autopropagante che parte dai componenti cellulari del fegato e che provoca danni strutturali irreversibili.Un’altra causa di epatite cronica primaria del cane è rappresentata dall’accumulo eccessivo di rame all’interno del fegato e viene chiamata epatite cronica rame associata.L’epatite cronica può colpire cani di qualsiasi razza, sesso ed età. Diversi studi scientifici hanno evidenziato alcune razze maggiormente a rischio come Dalmata, Labrador Retriever, Doberman Pinscher, West Highland White Terrier, Bedlington Terrier, English e American Cocker Spaniel.L’età media dei cani con epatite cronica è intorno ai 7 anni anche se la malattia può colpire anche cani più giovani o anziani.L’epatite cronica può svilupparsi senza mostrare alcun sintomo clinico se non quando il problema è già avanzato.I sintomi più frequenti implicano una riduzione dell'appetito, una forte letargia o depressione oppure una colorazione giallastra di occhi, mucose orali e cute.Si notano anche un aumento della sete e dell’urinazione (polidipsia/poliuria), vomito e diarrea.Il medico veterinario definirà la terapia dell’epatite cronica del cane appropriata in base al tipo di patologia, se immunomediata o rame-associata.La prognosi dipenderà dallo stadio della malattia, dalla tempestività della diagnosi e dell’inizio della terapia.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Fabio Procoli per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
Ma quante ne combinano queste zanzare? Eh no, oggi a MyLav non parliamo di punture e prurito, ma di una malattia che viene trasmessa proprio dalla zanzara.⁣⁣Si tratta della Filariosi cardiopolmonare che è una malattia parassitaria diffusa in tutta Italia e che colpisce con più frequenza il cane e meno il gatto. ⁣⁣La responsabile è la Dirofilaria immitis, che è allo stadio adulto un verme di aspetto filiforme, lungo fino a 15-25 cm e che riesce a vivere nelle arterie del polmone del cane e del gatto.⁣⁣Cosa c'entra la zanzara? Eh, è proprio lei che pungendo un cane già malato assume le larve prodotte dalle femmine adulte per poi trasmetterle a un altro cane o gatto punto successivamente.⁣⁣La trasmissione della filariosi cardiopolmonare può avvenire tutto l’anno, anche se i periodi più rischiosi sono primavera, estate e soprattutto inizio autunno.⁣⁣L’evoluzione della malattia nel cane è cronica e porta nell’arco di 3-4 anni a disturbi respiratori come la tosse e successivamente ad insufficienza cardiaca. Mentre nel gatto l'evoluzione è più acuta con crisi respiratorie gravi o morte improvvisa.⁣⁣La diagnosi è molto semplice nel cane grazie ai numerosi presidi diagnostici, ma è più difficile nel gatto proprio perché l’evoluzione della filariosi è meno prevedibile.⁣⁣La malattia nel cane è curabile per via medica o chirurgica se viene diagnosticata precocemente prima dei sintomi o dello scompenso cardiaco. Nel gatto è possibile ricorrere a un trattamento contro i sintomi, sperando che i parassiti vengano eliminati spontaneamente.⁣⁣In ogni caso, la prevenzione è fondamentale per proteggere i nostri amici e consiste nella somministrazione di farmaci che riescano a uccidere le larve eventualmente inoculate. ⁣⁣Questa prevenzione deve continuare per tutto l'anno ed è l’arma più potente per prevenire una malattia potenzialmente letale se diagnosticata tardivamente.⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Ebbene sì, è arrivato il freddo anche per i nostri amici a quattro zampe e vediamo cosa puoi fare per curare quello che rappresenta il cappotto naturale del tuo cane, ovvero il pelo.⁣⁣Ecco alcune informazioni utili per conoscere un po' di più il pelo e il sottopelo per non fermarsi solo all'estetica. Infatti, il colore e l'aspetto del pelo del tuo cane possono dirti tante cose, possono rivelare lo stato di salute e anche delle patologie.⁣⁣Il pelo degli animali è una preziosa copertura per l’autoregolazione della temperatura corporea, protegge dal caldo, dal freddo e dagli agenti atmosferici. Grazie ad un potere termoisolante il pelo in inverno tiene il freddo fuori, impedendogli così di arrivare alla cute e di raffreddare l’animale. ⁣⁣In autunno e in primavera cani e gatti cambiano il pelo e inizia la fase della muta. In primavera il mantello si rinnova crescendo meno fitto e più leggero, mentre in autunno cresce più folto per prepararsi alle temperature più rigide. ⁣⁣Nei cani il pelo viene distinto in lungo come nel Bearded Collie o nel Pastore Bergamasco); semilungo tipico del Pastore Tedesco o del Terranova; corto come quello del Labrador o del Rottweiller); o raso che è tipico dei Bassotti o dei Dobermann). ⁣⁣Nelle razze canine a pelo raso, il pelo si presenta fitto ed è opportuno spazzolarli con guanto antistatico. È infatti un pelo cortissimo e aderente alla pelle soggetto alla muta in tutti i periodi dell'anno e non solo nel passaggio da una stagione all’altra. ⁣⁣Con i mantelli a pelo corto si possono usare i guanti antistatici insieme ai pettini a denti corti e ben fitti. Se il pelo è corto ma allo stesso tempo folto, puoi usare una spazzola ad aghi sottili e morbidi per togliere i nodi per poi passare anche una spazzola di setole per eliminare eventuale sporco residuo.⁣⁣La cura del pelo semilungo è più impegnativa e le caratteristiche possono variare da cane a cane. Alcune razze hanno mantelli più impermeabili e altre un tipo di sottopelo più fitto e lanoso. Gli strumenti migliori per la cura del pelo sono il cardatore e la spazzola da usare ogni venti giorni insieme agli slanatori per un uso più frequente.⁣⁣La spazzolatura migliore per un cane a pelo lungo si effettua con un pettine a denti larghi con punte arrotondate, partendo dalla testa e proseguendo per tutto il corpo. Per le razze a pelo lungo con folto sottopelo è meglio scegliere spazzole ad aghi sottili per districare delicatamente i grovigli, eliminando nodi e sporcizia come foglie e fango. ⁣⁣Vi sono poi razze come Gordon, English e Irish Setter, Cocker Spaniel, Yorkshire Terrier, che sono dotate di pelo lungo ma senza sottopelo protettivo. In questo caso vale la regola di pettinare con cautela, per non graffiare la pelle e far male all’animale. ⁣⁣Anche il colore del mantello è molto importante. Le cellule pigmentarie hanno un ruolo importantissimo soprattutto perché hanno la stessa origine di quelle che poi sviluppano alcuni organi come ad esempio l’apparato uditivo e visivo. ⁣⁣A volte è opportuno fare indagini sul pelo attraverso il microscopio per osservarne l'aspetto o con i test genetici per prevedere eventuali anomalie cromatiche che possono rivelare patologie più serie. ⁣⁣È bene avere la stessa attenzione alla cute. Il colore della pelle può riflettere e influenzare quello del pelo, ma anche rivelare patologie cutanee.⁣⁣Noi di MyLav ci prendiamo cura della salute di cani, gatti, cavalli e animali non convenzionali offrendo qualche spunto e curiosità per la salute dei nostri amici animali. Le nostre parole d’ordine sono conoscere per prevenire.⁣⁣⁣saluteanimale.net ⁣⁣⁣⁣⁣
Vediamo come riprendere a viaggiare insieme ai nostri amati gatti. ⁣⁣L'attenzione è rivolta soprattutto al gatto perché è senza dubbio l'animale domestico meno avvezzo a seguirci fuori casa o a fare viaggi in auto. La situazione migliora se viene abituato sin da piccolo a spostarsi, a rilassarsi anche quando è nel trasportino e ad ambientarsi in luoghi diversi dall'abitazione abituale.⁣⁣In ogni caso e anche se non hai avuto l'opportunità di abituare il gatto a viaggiare con te, puoi sempre farlo con qualche attenzione in più e in modo graduale.⁣⁣Se hai usato il trasportino solamente per portare il gatto dal veterinario, lavalo accuratamente con acqua e sapone, puliscilo con un po' di alcool e lascialo arieggiare bene. ⁣⁣Questi passaggi servono per togliere tutti i feromoni di allarme, quelli che il gatto emette per segnalare un pericolo ai suoi simili che come lui arrivano dal veterinario. ⁣⁣Una volta pulito accuratamente, puoi spruzzare nel trasportino i feromoni che si trovano in commercio pensati per far sentire il gatto a proprio agio nei nuovi ambienti. ⁣⁣Dopo la preparazione e qualche giorno prima della partenza, lascia il trasportino aperto e sempre accessibile al gatto. Rendilo più confortevole inserendo un cuscino comodo, qualche giocattolo e qualche prelibatezza per convincere il gatto a usarlo anche nei suoi momenti di relax.⁣⁣I feromoni visti prima possono essere usati anche nella casa di villeggiatura proprio per aiutare il tuo amico ad ambientarsi. E non dimenticare di mettere in valigia tutte le sue cose, come ciotole, cibo, cuscini e giocattoli preferiti per non farlo sentire completamente smarrito.⁣⁣Durante il viaggio fai attenzione a collocare il trasportino in un punto della macchina stabile e che non sia colpito dal sole diretto. E arrivato a destinazione, presenta la casa al gatto gradualmente facendogli ritrovare i suoi oggetti.⁣⁣Fai attenzione per i primi giorni a non far uscire il gatto dalla casa perché potrebbe essere spaventato e potrebbe mettersi in pericolo.⁣⁣Prima farai vivere questa esperienza al tuo gatto, meglio sarà. E se hai un animale anziano non abituato a viaggiare, potrebbe essere meglio trovare una soluzione diversa facendolo restare a casa tranquillo, accudito e in compagnia di qualcuno. ⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Sai che la diarrea è uno dei motivi più comuni per portare cani e gatti dal veterinario? In realtà, la diarrea acuta è spesso un problema che si risolve con un'adeguata terapia di supporto. Ma cosa fare se il tuo amico a quattro zampe soffre di diarrea cronica? Intanto possiamo dire che si tratta di una patologia causata da molteplici fattori che vanno presi in considerazione prima di arrivare alla terapia. I disturbi rilevati richiedono spesso un percorso diagnostico e terapeutico di lunga durata, durante il quale la collaborazione e la comunicazione tra il medico veterinario e il proprietario risulta fondamentale per il raggiungimento di una diagnosi corretta e un trattamento soddisfacente. Considerata la molteplicità delle cause di enterite cronica è facile comprendere come tali problemi siano a volte difficili da trattare.Alcuni disturbi sono variabili nel tempo e si possono confondere con quelli causati da altre malattie. Oltre alla diarrea, parliamo di vomito, perdita di peso, nausea o appetito altalenante.La visita gastroenterologica è necessaria in presenza di variazioni nell’appetito, coprofagia, dimagramento o incapacità a prendere peso, vomito, rigurgito, frequente ingestione di erba e feci malformate se non diarroiche associate o meno a presenza di muco o sangue. Dopo aver parlato dei sintomi più frequenti, vediamo le cause che possono scatenare la diarrea cronica nel cane e nel gatto. Per prima cosa, è importante raccogliere più informazioni possibili sulla natura e sullo sviluppo del disturbo. Anche l'alimentazione ha un peso importante ed è utile monitorare la dieta seguita dall'animale.Il medico veterinario cercherà di capire se la diarrea è causata a sua volta da un'altra malattia oppure se è scatenata direttamente dall’intestino tenue o dal crasso oppure se interessi tutto il tratto intestinale. Anche la razza, l'età dell'animale e l'eventuale presenza di altri problemi sono di aiuto per determinare le cause e formulare la diagnosi corretta.Per quanto riguarda i gruppi di malattie intestinali associati alla diarrea cronica abbiamo la malattia infiammatoria intestinale, l’enteropatia responsiva alla dieta, l’enteropatia responsiva agli antibiotici, le neoplasie intestinali e la linfangiectasia ovvero una malattia dovuta all'ostruzione del drenaggio linfatico dell'intestino tenue.Oltre agli esami del sangue e all'esame ecografico, il medico veterinario valuterà la necessità di ricorrere a una biopsia intestinale per definire la causa e per ottimizzare la terapia. L’approccio terapeutico è influenzato da vari elementi e dalla gravità della situazione. Il fine è quello di correggere le carenze nutrizionali, di contrastare l’infiammazione e lo squilibrio della popolazione batterica intestinale per far stare bene il nostro amico animale.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Giuseppe Febbraio per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Ebbene sì, la salute dei nostri animali è un aspetto molto importante e uno dei segnali di benessere o malessere arriva anche dalle feci.⁣⁣Oggi parliamo di un tema che non riguarda solo gli umani, ma anche i nostri amici animali. E nello specifico parliamo di costipazione, ovvero una diminuzione o difficoltosa evacuazione delle feci.⁣⁣A dire il vero si tratta di un problema che si riscontra più nei gatti che nei cani e, tra i gatti, colpisce soprattutto quelli di mezza età con una percentuale maggiore nei maschi.⁣⁣Il primo segnale è naturalmente l'assenza di feci per alcuni giorni oppure la presenza di feci dalla consistenza eccessivamente secca. Nei casi più gravi ci sono altre segnali che accompagnano la costipazione, come anoressia, vomito o perdita di peso. ⁣⁣Se vedi un cambiamento nelle feci del tuo animale, i primi esami che controllerà il tuo veterinario saranno quelli del sangue e delle urine che potrebbero svelare cause metaboliche come disidratazione o altre alterazioni, anche nel caso di valori normali.⁣⁣Negli animali giovani, soprattutto gatti, che presentano episodi frequenti di costipazione il veterinario controllerà anche il funzionamento della tiroide. Inoltre, le radiografie addominali dovrebbero essere effettuate per valutare l’entità del problema e cercare eventuali cause. ⁣⁣Altri esami che possono aiutare il veterinario a trovare le cause che portano alla costipazione sono l’ecografia addominale o l’endoscopia. ⁣⁣In ogni caso, è molto importante ripristinare e mantenere l'idratazione dei nostri amici animali e provvedere alla rimozione delle eventuali feci indurite. Con un po' di attenzione e cura la funzione intestinale dei pazienti tornerà regolare.⁣⁣⁣👩‍⚕️ Ringraziamo la dott.ssa Magda Gerou-Ferriani per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣ ⁣ ⁣ ⁣⁣saluteanimale.net
Ti sei mai chiesto se il mal di stomaco, il reflusso o l'infiammazione che a volte colpiscono noi umani, riguardano anche i nostri amici animali?⁣⁣Eh sì, anche loro possono avere dei disturbi e cerchiamo di fare un po' di chiarezza partendo da uno dei primi componenti dell'apparato digerente.⁣⁣Oggi parliamo di esofagite che è il termine che viene usato per indicare l'infiammazione della mucosa dell'esofago.⁣⁣Le cause che portano a questa infiammazione possono essere varie e nei casi cronici si può arrivare a stenosi esofagea e megaesofago, due termini molto medici ma che indicano il grado di estensione dell'infiammazione e di danno.⁣⁣Nei casi più lievi gli animali potrebbero non mostrare segni di infiammazione e quindi essere completamente asintomatici. Quando invece l'infiammazione è più forte, i segnali potrebbero andare dalla ipersalivazione, alla perdita di peso o al rigurgito.⁣⁣Ma si tratta di un'infiammazione difficile da individuare?⁣⁣No, non in modo particolare perché già con gli esami del sangue si possono riscontrare delle alterazioni. A seconda della situazione, il medico veterinario potrà sottoporre l'animale a lastre o endoscopie.⁣⁣Le terapie per l'esofagite si possono basare sull'eliminazione delle cause come ernie o presenza di corpi estranei. Negli altri casi, si scelgono medicazioni appropriate e una dieta con piccoli e frequenti pasti che aiutino a ridurre il reflusso. ⁣⁣Quando un animale non può nutrirsi adeguatamente a causa del vomito, è possibile applicare un sondino alimentare gastrico per far arrivare i nutrimenti saltando l'esofago.⁣⁣In ogni caso è difficile che si arrivi alla chirurgia e infatti deve rappresentare l'ultima soluzione. ⁣⁣La durata della terapia scelta è variabile e stabilita in base al grado di infiammazione. Dopo averla iniziata sarebbe opportuno far rivedere l'animale a distanza di qualche giorno o settimana per valutare i risultati ottenuti. ⁣⁣È una buona pratica somministrare acqua negli animali che prendono medicinali orali per evitare infiammazione e conseguente esofagite.⁣⁣Nella maggior parte dei casi il trattamento precoce dell'esofagite riesce a risolvere l'infiammazione.⁣⁣⁣👩‍⚕️ Ringraziamo la dott.ssa Magda Gerou-Ferriani per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣
Parliamo di... zecche!

Parliamo di... zecche!

2021-03-3002:26

Lo sappiamo, lo sappiamo che è successo anche a te... Accarezzi il tuo cane e all'improvviso senti qualcosa di strano. La tua mano si scontra con una... zecca!Si sente tanto parlare di zecche e oggi cerchiamo di fare un po' di chiarezza partendo dalle malattie che potenzialmente potrebbero trasmettere ai nostri amici animali.Se ti diciamo Ehrlichiosi, Anaplasmosi e Babesiosi probabilmente sono termini che non hai mai sentito, ma nei primi due casi sappi che si tratta di batteri intracellulari della famiglia delle Rickettsiacee.Questi batteri portano a febbre, ingrossamento dei linfonodi nelle fasi acute e ad alterazioni gravi della componente ematica o artriti in quelle croniche. Quando un animale risulta positivo è necessaria la ricerca diretta dei batteri o indiretta degli anticorpi, per verificare che l’infezione sia realmente in atto e per poter iniziare la terapia più indicata.La Babesia è invece un protozoo che si localizza all’interno dei globuli rossi causando la loro distruzione con conseguente anemia. In questi casi si ricorre a un esame microscopico oppure la ricerca del suo DNA per individuare questo protozoo.Per proteggere il cane da tutte queste malattie è fondamentale usare degli antiparassitari definiti ad azione topica o sistemica. Questi farmaci devono riuscire a far morire entro 8-12 ore la zecca che ha raggiunto il cane. 8-12 ore perché è il tempo minimo che serve alla zecca per trasmettere patogeni.Ma dove vivono le zecche? Questi animaletti preferiscono i luoghi con molta vegetazione e con un clima umido. Se questo è l'habitat preferito, in realtà riescono a vivere anche in zone molto più calde e secche e con poca vegetazione. Diciamo che vivono benissimo tra pascoli, stalle e cucce di animali.In ogni caso, la loro attività si concentra soprattutto nei mesi più caldi, dalla primavera alla fine dell'autunno. E infatti in inverno cercano di proteggersi dal freddo riparandosi e nascondendosi.A seconda della zona in cui si abita e del periodo, la prevenzione rimane la migliore soluzione di difesa.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Luigi Venco per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Se ne sentono di tutti i colori, ma vediamo di fare un po' di chiarezza in merito ai nostri amici animali e al Covid-19 cercando di spiegare perché il cane e il gatto non hanno un ruolo epidemiologico nella pandemia.Rispetto ai quasi 80 milioni di persone contagiate dal virus in tutto il mondo, ad oggi non esiste un solo caso noto di trasmissione dal cane e nemmeno dal gatto verso l'essere umano.Se proprio dobbiamo dirla tutta, in alcuni casi i cani sono contagiati dall’uomo, ma non viceversa.Specifichiamo questi aspetti in quanto la recente segnalazione di un caso di positività in un cane in provincia di Bari ha causato un ingiustificato allarmismo tra le persone e in particolare nei proprietari di animali domestici.Il cane è un barboncino di 1 anno e mezzo appartenente a una famiglia composta da persone positive al virus. Il tampone è stato effettuato anche al cane pur in assenza di sintomi ed è risultato positivo al test per alcuni giorni consecutivi per poi negativizzarsi. In tutti i tamponi positivi effettuati sull’animale è stata riscontrata una bassissima carica virale, per cui il cane non avrebbe potuto infettare alcun essere umano o altro animale.Nel corso della pandemia ci sono stati altri casi segnalati che hanno riguardato altri cani e solo pochi infetti hanno sviluppato una modesta sintomatologia respiratoria che si è risolta in pochi giorni. Mentre la maggior parte delle infezioni è stata asintomatica.In tutti i casi segnalati, gli animali si sono infettati a causa del contatto stretto e prolungato con pazienti umani positivi riuscendo però a mantenere la carica virale molto bassa senza diventare a loro volta infettanti.Anche le prove di infezione sperimentale hanno confermato che il cane non ricopre assolutamente un ruolo epidemiologico nella pandemia. Non tutti si sono infettati sperimentalmente e quelli che si sono infettati hanno sempre sviluppato infezioni asintomatiche con una bassa carica virale.Invece, le prove di isolamento su colture cellulari che possono dimostrare l’infettività del campione biologico sono risultate negative.Uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, in collaborazione con Università di Milano, Liverpool School of Tropical Medicine e laboratori diagnostici veterinari come MyLav Laboratorio LaValloena e i-Vet, ha dimostrato che alcuni cani e gatti che vivevano nelle regioni maggiormente interessate dalla prima ondata pandemica, possedevano anticorpi specifici.La maggior parte degli animali sieropositivi appartenevano a famiglie con casi di Covid-19, testimoniando ancora una volta che è lo stretto contatto con persone infette a favorire il passaggio dell’infezione ai nostri animali domestici.Proprio per questo, i cani e i gatti che vivono in famiglie positive per Covid-19 devono essere protetti dal contagio.In conclusione, sia i casi di infezione naturale che le prove di infezione sperimentale documentano una scarsa sensibilità del cane nei confronti del Covid-19.Ringraziamo il dott. Nicola Decaro, Professore ordinario di Malattie Infettive degli Animali presso l’Università degli Studi di Bari e consulente esperto MYLAV
Il canarino

Il canarino

2021-01-1802:35

Il canarino, serinus canaria, è il più allevato tra gli uccelli da gabbia e da voliera. Il canarino selvatico è originario delle Isole Canarie, è di colore verde e non supera i 12 cm di lunghezza. I primi soggetti furono importati in Europa e, a causa della comparsa di mutazioni, sono state create differenti tipologie raggruppate in tre categorie.Nella prima categoria abbiamo i canarini da canto, selezionati per riprodurre suoni e note. La capacità al canto è in parte innata e in parte appresa grazie ai giovani che imitano le melodie dei canarini più anziani, i maestri cantori.Nella seconda categoria troviamo i canarini di colore che vengono definiti anche sassoni. Si distinguono proprio per le bellissime varietà di colore che possono essere a fondo chiaro o a fondo scuro.Infine, fanno parte della terza categoria i canarini di forma e posizione. Il piumaggio è liscio o arricciato e ci può essere la presenza del ciuffo. Anche la forma del corpo può variare, da canarini più rotondi ad altri più sottili.Tra le tipologie di canarini abbiamo razze più antiche come il lizard, il lancashire, lo yorkshire, il border e razze più recenti come il Gloster, il fife fancy, il salentino, l’Arlecchino Portoghese e il Llarguet Spagnolo.Ma cosa mangia il canarino? Prima di tutto è un granivoro, quindi la dieta è costituita prevalentemente da miscele di semi. Il seme principale è la scagliola, che costituisce la base dell’alimentazione, alla quale si aggiungono altre tipologie di semi come niger, colza, ravizzone, lino, perilla, avena decorticata e canapa in percentuale minore. La dieta deve essere bilanciata e nutriente durante tutto l’anno ed è sufficiente aggiungere uovo sodo, piselli decongelati, carota, broccoli. A completamento della dieta si possono usare prodotti specifici contenenti sali minerali, vitamine, aminoacidi essenziali e fermenti lattici. È possibile aggiungere all’interno della gabbia un osso di seppia per permettere la limatura del becco e l’integrazione di calcio. Negli ultimi anni sono disponibili in commercio degli alimenti estrusi, che si presentano in forma di piccole sfere oppure in polvere. In questi prodotti c’è tutto ciò di cui il canarino ha bisogno e sono molto pratici perché già sono alimenti già bilanciati.Si consiglia di effettuare un paio di visite veterinarie durante l’anno. Il veterinario esperto in animali non convenzionali controllerà lo stato di nutrizione, la lunghezza del becco e delle unghie, la qualità del piumaggio, l’aspetto e la consistenza delle feci.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Gustavo Picci per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
Il criceto

Il criceto

2021-01-1203:26

Il criceto è un roditore che si adatta facilmente alla vita in appartamento grazie alla sua piccola taglia. È un compagno vivace, iperattivo, simpatico, che richiede spazi ridotti e non ha esigenze particolari. I criceti hanno un’aspettativa di vita piuttosto breve, compresa tra i due e i tre anni, anche se può cambiare da specie a specie. Sono animali notturni, tendono a dormire durante il giorno e ad attivarsi dalla sera alle prime ore del mattino. Queste abitudini potrebbero cambiare quando vengono cresciuti in cattività.In natura si nutrono di semi e di alimenti sia di origine animale sia vegetale come piante, semi, germogli, tuberi, insetti, vermi e frutta. Il criceto che vive in casa deve avere una dieta bilanciata costituita da pellet specifici per la specie ed è necessario completare l’alimentazione commerciale con l’aggiunta di una piccola quantità di proteine animali come uovo sodo, formaggio fresco e yogurt. Questi animali possono nutrirsi di alimenti vegetali cotti o freschi, come trifoglio, radicchio, insalata, broccoli e carote. Anche la frutta va bene ma solo in piccole quantità scegliendo tra mela, fragola, pera, albicocca, prugna e banana. Gli alimenti controindicati sono i semi di girasole, i cibi zuccherati e ricchi di grassi. La dieta alimentare si adatta alle varietà di criceti più diffuse e, tra quelle che si possono acquistare presso rivenditori specializzati, troviamo:Il Criceto russo detto anche orsetto russo o criceto Campbell. È originario della Russia, della Cina settentrionale e dell’Asia centrale e può pesare circa 30 grammi e raggiungere i 13 centimetri di lunghezza.Il Criceto siberiano che proviene dal Kazakistan e dalla Siberia. Il peso può variare dai 30 ai 60 grammi e non supera i 10 centimetri di lunghezza. Il Criceto Dorato è originario della Turchia e della Siria ed è stato il primo criceto ad essere allevato. Esistono varietà a pelo lungo, a pelo raso, di colore nero, cannella, bianco e nero, pezzato e albino. Il Criceto di Roborovskij è originario della Russia, della Cina del Nord e della Mongolia, prende il nome dall'esploratore russo che lo scoprì. È tra i più longevi perché può superare i tre anni d’età e raggiunge i 6 cm di lunghezza e i 50 grammi di peso.Al di là della varietà, è consigliabile far visitare il criceto al momento dell’acquisto e un paio di volte all’anno, rivolgendosi ad un veterinario esperto in animali non convenzionali. La visita dovrà sempre essere effettuata in caso di variazioni delle abitudini o in presenza di sintomi come la riduzione dell’appetito, l'aumento o la diminuzione della sete, la diarrea, l'alopecia, la forfora o la difficoltà respiratoria. Il veterinario controllerà tutto il corpo e farà una valutazione della funzionalità cardiaca e respiratoria tenendo presente che i criceti hanno una frequenza cardiaca molto elevata compresa tra 250-500 battiti al minuto.Per i criceti anziani si raccomanda di effettuare dei controlli periodici perché sono predisposti a sviluppare patologie tumorali.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Gustavo Picci per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣saluteanimale.net
Carissimi e carissime,qui a MyLav abbiamo due grandi passioni: i nostri amici Animali ai quali dedichiamo tanto tempo e affetto e la nostra magnifica Italia.Visto che siamo un gruppo di veterinari sparsi e sparse per tutto il Bel Paese, abbiamo pensato di farvi il nostro augurio di Buone Feste nei nostri dialetti di origine e questo video è il risultato.Speriamo di strapparvi un sorriso e di farvi sentire vicini ai vostri cari anche se sono geograficamente distanti.Quindi, in maniera forse un po' atipica ma sicuramente molto italiana: TANTI AUGURI DI BUONE FESTE da parte del team di MyLav!
La leishmaniosi canina

La leishmaniosi canina

2020-12-1402:31

La leishmaniosi è una malattia infettiva e contagiosa causata da un protozoo chiamato Leishmania infantum.Questo protozoo infetta i flebotomi, dei piccoli insetti responsabili della trasmissione noti come pappataci. I pappataci si trovano ormai su tutto il territorio nazionale e soprattutto nelle zone centro-meridionali, vicino alle coste e agli Appennini. Riescono a vivere da maggio a novembre e infatti muoiono con l'arrivo dell'inverno. Il clima temperato, l'ambiente collinare o costiero sono il loro habitat preferito.Il cane e anche altri mammiferi come il gatto o il coniglio, grazie anche alla loro temperatura corporea generalmente più elevata di quella ambientale, sono animali molto apprezzati da pappataci.Il cane si ammala quando avviene una risposta anomala del sistema immunitario porta ad un'eccessiva produzione di anticorpi. Ecco perché alcuni soggetti infetti non presentano sintomi per anni o per tutta la vita, mentre altri hanno delle manifestazioni molto gravi.Puoi proteggere il tuo animale usando da maggio a novembre dei farmaci antiparassitari che blocchino il morso dei pappataci. Sono disponibili anche i vaccini, che però non sono in grado di evitare l'infezione ma solo di ridurre la probabilità di andare incontro ai sintomi della patologia.La diagnosi di infezione si basa indirettamente sull’evidenziazione di anticorpi contro Leishmania infantum, seguita dalla evidenziazione diretta del protozoo in alcuni distretti corporei (midollo osseo, linfonodi).In caso di positività la diagnosi di infezione è certa, ma è bene ricordare che un cane può essere clinicamente sano anche in caso di risultati positivi, e quindi può non necessitare di alcun trattamento.La cura si basa sulla somministrazione di farmaci in grado di uccidere la maggior parte delle Leishmanie per cercare di controllare l’infezione, anche se purtroppo la guarigione completa di un soggetto infetto è considerata un'eccezione.Per questo motivo la prevenzione dal morso dei pappataci e l’attenzione verso il proprio animale sono di fondamentale importanza.👨‍⚕️ Ringraziamo il dott. Luigi Venco per questo approfondimento.⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣⁣
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