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Author: Vitamina L

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Il podcast Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni.
Ogni settimana intervista a un Autore Giovane Holden per parlare del suo libro e non solo.
Curiosità sul mondo dell’editoria, festival culturali e soprattutto la passione della lettura e delle idee.
42 Episodes
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È uscito il ventiduesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Ylenia Desperati.Ylenia con il suo libro ci porta nel mondo del fantasy, ci parlerà di un romanzo dove la ricerca di se stessi e di un proprio ruolo nel confronto tra bene e male si delinea nei personaggi tramite un susseguirsi incalzante di avventure, pervase di suggestioni magiche e sfumature epiche.L'Autrice è nata nel 1991 a Busto Arsizio (Va), e cresciuta in una cittadina nel varesotto: Samarate. Spinta dalla sorella maggiore, si appassiona fin da piccola alla lettura e, quando inizia il liceo, si cimenta a scrivere il suo primo manoscritto. Più volte abbandona e riprende la scrittura, cambiando storie e personaggi. Finita la scuola secondaria, si getta nel mondo del lavoro, prima come magazziniera e poi come impiegata (ruolo tutt’ora ricoperto). Nel 2012 inizia a delinearsi nella sua mente la storia di Emma e, incoraggiata dalla sorella e dal marito, nel 2015 porta a termine il primo episodio della saga: "Emma. La Prescelta, il Maligno e l'Umano". Ylenia, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Emma. Le rivelazioni":La coraggiosa Emma è chiamata a portare a compimento la missione che per lei è stata profetizzata. Harisan, il signore delle Tenebre, trama per schiacciare ogni nemico e invadere il mondo di superficie con il suo temibile esercito di mostri. Per batterlo, le serviranno tutta la sua decisione e il suo ardimento, e soprattutto dovrà recuperare i suoi poteri perduti, riconquistando la propria essenza di Ormidea, semidea della Luce intraprendendo un cammino duro e costellato di insidie e dilemmi.La sua vicenda arriverà a intrecciarsi con quella di una giovane ragazza, Anna, che nel mondo degli uomini sconvolto dalle catastrofi della natura impazzita, scopre un intero universo di poteri nascosti. Quelle sue strane orecchie un po’ appuntite non sono solo una buffa coincidenza, ma raccontano di una storia antica e oscura, la straordinaria eredità degli elfi, e la sola speranza di restituire la natura al suo ordine originale.Grandi doni del fato danno a queste protagoniste responsabilità enormi, che si sveleranno un po’ alla volta in un coinvolgente crescendo narrativo denso di colpi di scena, in memorabili viaggi per terra e per magie, tra poteri elementali, esseri sovrannaturali e sentimenti molto umani. Tutto attorno, si dispiega un universo fantastico originale e variegato, popolato da creature curiose e inquietanti, eroiche e sinistre, impetuose e solenni, tutte spinte da passioni prorompenti.La ricerca di se stessi e di un proprio ruolo nel confronto tra bene e male si delinea nei personaggi di questo romanzo tramite un susseguirsi incalzante di avventure, pervase di suggestioni magiche e sfumature epiche.
È uscito il ventunesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Claudia Cangemi.Questo episodio è introdotto dal celebre poeta Tonino Guerra che ci sprona a fermarci, assaporare le bellezze della vita, instaurare un contatto con le nostre emozioni. Ed è anche l’invito della nostra autrice di oggi che con la sua silloge “Fermati” ci riconduce nelle braccia della poesia.È uno strumento straordinario la parola. Dalle innumerevoli sfaccettature e possibilità. Per Claudia Cangemi è sia strumento per esplorare le proprie sensazioni sia professione, poiché da molti anni si occupa di cronaca e cultura in qualità di giornalista. Due anime, scavare nel proprio vissuto e fotografare la realtà spesso nei suoi aspetti più crudi, che in questa sua ultima silloge si compenetrano perfettamente. Sfera privata e sfera pubblica. Ché per le donne, in particolar modo, come recitava un famoso slogan degli anni Settanta del secolo scorso, il personale è politico.Claudia, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Fermati":È uno strumento straordinario la parola. Dalle innumerevoli sfaccettature e possibilità. Per Claudia Cangemi è sia strumento per esplorare le proprie sensazioni sia professione, poiché da molti anni si occupa di cronaca e cultura in qualità di giornalista. Due anime, scavare nel proprio vissuto e fotografare la realtà spesso nei suoi aspetti più crudi, che in questa sua ultima silloge si compenetrano perfettamente. Sfera privata e sfera pubblica. Ché per le donne, in particolar modo, come recitava un famoso slogan degli anni Settanta del secolo scorso il personale è politico.La Poetessa trova la parola giusta per dare un nome al dolore, alla tristezza, alla speranza, alla fragilità e alla forza che albergano in ognuno di noi, e accoglie al contempo uno sguardo che si apre al mondo. La poesia non si limita a distillare emozioni e riflessioni intime ma esprime il disagio nei confronti di una società che si presenta confusa e dolente e nella quale è sempre più difficile identificarsi.La Poetessa si concentra sul prossimo nel senso evangelico del termine, che sia vicino o lontano poco importa. I rigurgiti d’intolleranza, di razzismo, la rozza disumanità di chi sbraita slogan che inneggiano all’egoismo la portano a solidarizzare con le vittime e a chiedere al lettore uno sforzo di empatia nei confronti di quanti hanno un diverso colore della pelle ma soffrono gli stessi dolori. Non ci sono però solo i profughi in questi versi, che sanno dare voce all’angoscia della malattia mentale e di quella fisica, al tormento della dipendenza. C’è poi l’intollerabile ingiustizia che colpisce un popolo senza pace, un giovane idealista, o una città, c’è l’invocazione a una presa di coscienza per ritrovare il senso di una fratellanza universale, proprio quella in cui credeva la madre narrata nella bella poesia che apre la raccolta. Né mancano versi più intimi, dedicati ai figli, agli amori, alla nostalgia dell’infanzia. In un breve viaggio di parole che colpiscono e restano dentro.
È uscito il ventesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Emanuela Signorini.Oggi torniamo a parlare di racconti e lo facciamo grazie a una raccolta di nove storie fantasy dal forte accento gotico e barocco nella scrittura, ma anche nei contenuti. In ogni storia il bene e il male vengono completamente azzerati dalla necessità di ognuna di loro di esistere e di essere. L'autrice, Emanuela Signorini, è nata e vive in provincia di Varese. Giornalista professionista fin dal 1987, ha lavorato per anni per tante testate giornalistiche molti diverse fra loro con incarichi altrettanto diversi. Nel 2000 lascia il giornalismo tradizionale per cimentarsi come web content manager. Ha pubblicato "Il sangue nero di Mussolinia", suo romanzo di esordio, che ha ottenuto unanime consenso di pubblico e critica aggiudicandosi anche importanti riconoscimenti letterari. Nel 2019 vince il Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co. proprio con il racconto "Nero di Mummia" che è presente e dà il titolo a questa raccolta.Emanuela, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Nero di Mummia":Intrigante raccolta di nove storie fantasy dal forte accento gotico e barocco nella scrittura, ma anche nei contenuti. Protagoniste delle vicende sono streghe, tutte giovanissime o di età indistinta che, in un modo o nell’altro, in prima o seconda persona, vivono e rivivono la loro condizione di altre, usando la magia come arma di rinascita o di vendetta.In ogni storia, il bene e il male vengono completamente azzerati dalla necessità di ognuna di loro di esistere e di essere.La raccolta si propone, grazie alle storie di queste maledette, di far rivivere, il tempo della lettura, luoghi italiani dimenticati della geografia e della storia, i cosiddetti borghi fantasma: piccoli, spesso minuscoli, paesi abbandonati da tempo dai loro abitanti e condannati al degrado totale e all’oblio. I borghi sono stati scelti e visitati personalmente dall’Autrice nelle varie provincie italiane. In tal modo, il lettore può, rimanendo comodamente seduto in poltrona, lasciare correre la mente in luoghi reali che il tempo e l’abbandono hanno trasformato in luoghi fantastici, ricchi di fascino e, perché no, di lugubre attrazione.
È uscito il diciannovesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Marco Palagi.Questa puntata ha un tratto inusuale: la voce che abitualmente ci conduce a conoscere storie e autori solo per questa volta è dalla parte opposta del microfono. L’ospite di oggi è proprio Marco Palagi, con il suo nuovo libro "Chiamami papà".Marco vive e lavora in provincia di Lucca. Appassionato di cinema e lettore vorace, si è diplomato in sceneggiatura a Cinecittà presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione. Ama la letteratura statunitense e britannica, in particolare quella moderna e contemporanea. Tra i suoi autori preferiti l’irlandese Roddy Doyle e l’inglese Nick Hornby.Estimatore di Ernest Hemingway, colleziona “Il vecchio e il mare” che possiede in più di venti lingue e in oltre cento edizioni differenti.Tra le sue pubblicazioni, tutte edite Giovane Holden Edizioni: il romanzo “L’amore è un campo di battaglia” e i libri fotografici “Holden, vattelappesca!” e “Cresci con me”, 2018.Il suo nuovo libro, "Chiamami papà", è la storia di una strana e commovente avventura di paternità. Un racconto a tre voci: accanto a quelle della madre Linda e del padre Lorenzo, infatti, a costruire la narrazione sono proprio le parole irriverenti e stupefatte della piccola Emma, che già ben prima di saper parlare si diverte a raccontare dal suo peculiare punto di vista il mondo che la sta accogliendo.Marco, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Chiamami papà":Lorenzo, alle soglie dei quarant’anni, si trasferisce a New York lasciandosi alle spalle un matrimonio fallito e una professione, quella di necroforo, quantomeno inusuale. Gli Stati Uniti, patria delle seconde opportunità, gli appaiono come la meta ideale dove poter ricominciare. L’incontro con la giovane Linda da un lato lenisce quanto di irrisolto si è portato dentro per lungo tempo, dall’altro lo costringe a fare i conti con la sua ambivalenza nei confronti della paternità: diventare padre, infatti, è molto diverso dal sentirsi padre. È una decisione che limita, imprigiona, conforma: sembra quasi una legge sociale non scritta ma inesorabile. E il mestiere di genitore gli appare come una responsabilità che lui, ancora privo di un suo posto saldo nel mondo, non si sente di assumere.La vita però è imprevedibile e le sue convinzioni si sgretolano quando finalmente stringe tra le braccia la sua piccola Emma. A quel punto, niente è come lo aveva immaginato fino a poco prima.Emma affianca la propria voce di neonata fiduciosa e splendente a quella del papà, per narrare in una trascinante alchimia di momenti drammatici, episodi spassosi, pagine insieme brillanti e commoventi, la grande avventura che ha portato lei ad affacciarsi al mondo e lui a sconvolgere tutta la propria esistenza.Una storia ricca, intensa e toccante, luminosa della intelligente ironia di una scrittura che ben conosce i grandi maestri americani, capace di descrivere con vivacità e poesia le infinite avventure, i dubbi, le paure e i grandi entusiasmi di una appassionata paternità.
È uscito il diciottesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Mario Beretta.Mario nasce a Alzano Lombardo (Bg) nel 1982. Da sempre appassionato di libri e di fumetti, inizia a dilettarsi nello scrivere dopo il liceo, mentre studia per conseguire la laurea in Scienza dei Materiali e, a seguire, il dottorato in Nanostrutture e Nanotecnologie presso l’università di Milano-Bicocca.Compensa il lavoro razionale di ogni giorno presso un laboratorio scientifico scrivendo storie per lo più fantastiche e dell’orrore.La sua collaborazione con Giovane Holden Edizioni inizia nel 2012 a seguito della sua vittoria al Premio Letterario Giovane Holden che gli assicura la pubblicazione di "Fera - Il ritorno della Bestia"; poi nel 2015 pubblica "Garou" e nel 2018 il racconto lungo "1890: Sherry, mistero e orrore a Londra" per la collana Spessosottile, stessa collana che racchiude anche questo racconto lungo "L'alba di un nuovo mondo".Mario, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "L'alba di un nuovo mondo":In un prossimo futuro il genere umano, minacciato da un nuovo virus che trasforma chi ne viene a contatto in esseri pericolosi e violenti chiamati Infetti, è sulla soglia dell’estinzione.Per preservare la propria esistenza, il Popolo si barrica dietro imponenti città-fortezza sì da tenere l’epidemia al di fuori delle Mura. Tuttavia, per sopravvivere la società è costretta a darsi delle precise e rigide regole che garantiscano non solo la sopravvivenza ma lo status quo sociale e politico.Vera, una giovane di circa vent’anni, nata e cresciuta in Città, a causa di un banale incidente sul lavoro viene condotta dai Tutori davanti al Tribunale, l’organo deputato a stabilire se lei sia o meno una possibile minaccia per il Popolo, e se e quando abbia infranto una delle sue regole.Senza che le sia data la possibilità di spiegarsi, abbandonata da amici e conoscenti, è considerata Infetta e bandita dalla città.Proiettata in un mondo che non conosce, incapace di provvedere a se stessa, Vera deve venire a patti con la sua voglia di sopravvivere nonostante tutto. Intanto, una nuova specie, creata dalla mutazione genetica del virus, si sta affermando nei territori liberi.Una narrazione lucida e spietata, che affresca a tinte forti un futuro apocalittico lungi dall’essere improbabile.
È uscito il diciassettesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Laura Del Veneziano.Laura è nata ad Arezzo nel 1980 e vive a San Giovanni Valdarno (Ar). Laureata in Psicologia, dal 2009 svolge attività di psicologo e psicanalista in Valdarno. Si dedica alla ricerca sui temi della psicanalisi, del femminile, dell’amore e delle relazioni conducendo seminari e incontri formativi presso enti pubblici e privati. Coltiva impegni nell’ambito del volontariato sociale soprattutto in tematiche relative alla parità di genere. Diverse pubblicazioni specialistiche prima di approdare alla narrativa con Giovane Holden. Nel 2017 ha pubblicato: "Lo specchio di oKram", Menzionato tra i duecento libri più belli d’Italia 2020 al Festival Di Lenola; "Lasciami parlare…" nel 2018 (Primo Classificato nel Concorso Letterario Internazionale Giglio Blu di Firenze); il romanzo "Perlanera" nel 2019 e la raccolta di racconti "Lasciami parlare… ancora" sempre nel 2019 fino ad arrivare a questa nuova silloge di racconti di cui vi parlerà ora l'autrice.Laura, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "In-Fine":"In-Fine" è la raccolta di racconti che conclude il ciclo di sedute di psicanalisi del Dottore.Per l’ultima volta, nel suo studio, accogliente e pieno di libri, sfilano persone e personaggi che la storia, letteraria o reale, ha immortalato. Estrapolati dal contesto delle loro storie sì come le conosciamo si raccontano all’immaginario psicanalista.Il filo che lega questi ultimi sette personaggi li colloca non necessariamente al capitolo finale della loro vita; non siamo più in attesa del tragico epilogo toccato loro in sorte, quanto piuttosto in un momento forse ancora più complesso. Siamo nel punto esatto in cui per ognuno di loro sta per iniziare un cambiamento. Il mutamento deve ancora manifestarsi, e tutto dipende da come ognuno di loro, a modo suo, deciderà di agire e di segnare così la sua strada.Il lettore si troverà catapultato in mondi fantastici, strani e oscuri grazie a Alice, Medusa e Alcesti, attraverserà celebri periodi storici guardando ai fatti con occhi diversi in compagnia di Cleopatra e Rossella, si lascerà affascinare dai segreti delle scienze con Marie, per arrivare alla fine di questo meraviglioso viaggio in compagnia di Laura.
È uscito il sedicesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Erika Caser.Erika è nata in una notte di stelle cadenti a Merano nel 1974, dove vive con la sua famiglia e lavora come docente. Laureata in Lettere e filosofia e in Psicologia clinica e riabilitativa è specializzata in grafoterapia. Dedica la sua vita alla figlia Diana che considera il suo miracolo. Ama viaggiare e cerca sempre il mare in ogni sua meta. Innamorata degli animali che considera parte integrante della sua vita e per i quali lotta per la loro tutela da quando era piccola. Per Giovane Holden Edizioni ha pubblicato: "Salvata dal violino" e "Non uccidermi".Erika, oltre a parlarci del suo racconto lungo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Il ragno nascosto":Isabel Graf è una sedicenne solitaria e indipendente, appassionata di arte, di musica e di libri. Nella bella villa di famiglia in cui vive, appena fuori il centro storico di Merano, tutto deve svolgersi secondo il volere del patriarca, il quale nutre assai poco interesse non solo per la figlia maggiore ma anche per il figlio maschio e per la bella moglie.Durante un pomeriggio di pioggia, annoiata e senza nulla da fare Isabel si lascia tentare dalla curiosità. Entrata fortunosamente in possesso dell’unica chiave che apre la porta della soffitta, interdetta pare a causa di problemi strutturali, e ignorando una storia di fantasmi che là dimorerebbero, la giovane penetra nella stanza. Davanti ai suoi occhi un coacervo indescrivibile di mobili, bauli e cianfrusaglie. Ma anche un ragnetto, ormai anziano, che ha assistito parecchi anni addietro a una tragedia sconvolgente: la morte della bellissima Eloisa. Ma chi era Eloisa? E perché i suoi abiti, le lettere indirizzate a un giovane fotografo veneziano, alcune foto e soprattutto il suo diario sono custoditi in questa soffitta?Un racconto lungo in cui l’atmosfera romantica, quasi surreale a tratti, si sposa mirabilmente a una narrazione di denuncia sociale.
È uscito il quindicesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Matteo Gemignani.Matteo nasce nel 1994 a Pietrasanta, ma è da sempre residente a Viareggio. Diplomato presso il Liceo Classico ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la laurea magistrale in Italianistica all’Università di Pisa.Nel 2016 ha partecipato al premio nazionale Giovane Holden con il romanzo "Lungo il cammino", arrivando in finale, pubblicato l’anno successivo con Giovane Holden Edizioni. Nel 2018 e nel 2019 ha partecipato all’iniziativa “Non leggi spesso? Leggi sottile” promossa dalla stessa casa editrice pubblicando rispettivamente i racconti lunghi "Amore social" e "Cena di classe con delitto". È un appassionato della storia del Carnevale di Viareggio. È anche attivo nella vita della propria parrocchia nonché membro dell’Azione Cattolica.Matteo, oltre a parlarci del suo racconto lungo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "I malati":I cambiamenti hanno costituito una caratteristica costante del nostro pianeta, interessando le terre emerse, gli oceani, l’atmosfera, il clima e la vita sulla terra. Da alcuni decenni però, tali cambiamenti si distinguono da quelli passati per cause e fattori determinanti, nonché per ritmi e portata senza precedenti. Eventi estremi quali tempeste, ondate di calore, inondazioni e siccità, che si verificavano una volta ogni cento anni, sono divenuti la nostra nuova realtà. I titoli di stampa di tutto il mondo alludono a una crisi climatica e ambientale tale da incidere sul futuro delle nostre specie.È in questo contesto che l’insorgenza di un virus di natura e provenienza sconosciute capace di mietere un numero altissimo di vittime, sia pure soprattutto tra i soggetti più deboli e con patologie pregresse, ha scatenato il terrore. Con il governo in difficoltà sia nel contrastare l’epidemia sia nel sedare i tumulti popolari per procacciarsi cibo e medicinali, si costituiscono alcuni gruppi paramilitari chiamati Anticorpi con l’intento di contenere e fermare la diffusione del virus. Chiunque risulti infettato viene ufficialmente trasferito in ospedali e centri di cura. Tutti, tranne dieci giovani ai quali, già in isolamento volontario in un camping della Versilia, viene permesso di restare al campo sorvegliati a vista dagli Anticorpi e da un misterioso comandante.I rapporti tra i ragazzi si fanno via via sempre più burrascosi fino a che manifestano strani poteri.Un racconto dissacratore, in bilico tra l’apocalittico e il distopico.
È uscito il quattordicesimo e primo episodio del 2021 della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Claudia Jeraci.Claudia vive a Gioiosa Ionica, in un paesino sulla costa ionica, nel profondo sud Italia, famoso per i suoi dolci e per una festa patronale che si celebra l’ultima domenica di agosto. Ama viaggiare e vedere il mondo, spesse volte anche solo con la fantasia. Le piace stare a contatto con la natura e fare lunghe passeggiate all’aria aperta. Claudia, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Anime perse":Emily è una giovane studentessa la cui vita scorre tranquilla finché non inizia a sognare una donna misteriosa, che invade i suoi ricordi e i suoi pensieri ogni notte.Disorientata, cerca dapprima di placare le sue inquietudini isolandosi dagli amici, fino a trascorrere un’intera estate in solitudine. Poi, con la ripresa della scuola, la routine giornaliera la illude che tutto possa sistemarsi, che gli incubi finiranno e che lei potrà tornare a essere la ragazza spensierata che era. Fino a quando, un pomeriggio d’autunno, inoltratasi nel parco per leggere alcune pagine di un libro appena iniziato prima di rientrare a casa, viene aggredita da uno sconosciuto che mormora una strana litania. Nel tentativo di difendersi, Emily risveglia un arcano potere dormiente che le consente di impossessarsi della forza vitale dell’anima di qualsiasi essere, vivente oppure no. Senza averne contezza, è appena diventata una Raccoglitrice. E un altro Raccoglitore è nel parco quello stesso pomeriggio, erede di una delle più antiche e prestigiose casate di Irlanda: i Blawick.Insieme dovranno fronteggiare e contrastare l’Ordine dei Cacciatori e l’Ordine della Rosa che temporaneamente alleati mirano a impossessarsi della Raccoglitrice e del suo potere.Costretta a dover scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato, se vivere e assecondare un potere misterioso. È un’anima sola, incerta sulla strada da seguire, perché non si ha modo di ripararsi da una battaglia quando l’unico scudo, in realtà, è l’arma che sta per trafiggerti il cuore.
È uscito il tredicesimo e ultimo episodio del 2020 della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Matteo Zolla.Matteo nasce a Arona trentun anni fa. Cresce senza mai essere in grado di creare un buon rapporto con il mondo della scuola. L’amore tra i due non sboccerà mai. Riesce comunque a diplomarsi come perito chimico. Successivamente, collabora con varie testate giornalistiche online e fonda un suo blog che gestisce per circa un anno. Ama leggere e scrive molto, soprattutto dopo essersi accorto che gli piace ascoltare le storie che le persone raccontano. Trasferitosi a Luino per motivi lavorativi (guida i treni), termina questo secondo libro, il suo primo romanzo.Ha pubblicato "Ciao Randagio, come stai? Diario di un animatore", Segni e Parole edizioni.Matteo, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Ciancianese Football Club":Leonardo è il giovane capitano e il leader della Ciancianese, squadra di calcio che milita nel campionato dilettanti, sempre in fondo alla classifica negli ultimi tre anni. Eppure, astro nascente del calcio giovanile, se non fosse stato vittima di un incidente alla vigilia di un provino importante, Leonardo oggi calcherebbe ben altri palcoscenici. Ma, come si ripete spesso, inutile lottare contro la sfortuna: a ogni cosa bella corrisponde sempre un evento negativo. La convinzione di essere perseguitato dalla sorte, tuttavia, non gli impedisce di godere a pieno della vita anzi lo sprona a ricercare sensazioni ed esperienze talvolta al limite.Con i suoi compagni di squadra, simpatici ma ognuno alle prese con le proprie difficoltà esistenziali, condivide la passione per l’alcool e le prostitute generosamente messe a disposizione dal presidente del club che gestisce anche l’unico pub della piccola cittadina di provincia.Così il suo rimpianto per una carriera da calciatore di serie A si combina con le aspirazioni artistiche, le avventure erotiche, un sofferto coming out, un amore ai limiti del proibito degli amici con cui si allena giorno dopo giorno. Intere vite lasciate scorrere con tanta, troppa superficialità.Leonardo dovrà trovare un compromesso con se stesso e con le sue aspirazioni mancate il giorno in cui sua moglie gli ricorda che non si può vivere i trent’anni con l’incoscienza dei venti.Romanzo agrodolce, in cui l’Autore tratteggia le esistenze disastrate di alcuni giovani uomini in modo impeccabile.
Marisa Cecchetti è nata a San Giuliano Terme (Pisa) e vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato con “Stilos”, "Erba d’Arno”, "Il Corriere d’Arezzo” e “La Nazione” di Lucca. Attualmente collabora con vari siti web come critico letterario. La sua lista di pubblicazioni è veramente lunga, si va dai romanzi alle raccolte di racconti e alle sillogi poetiche. Per Giovane Holden ha pubblicato “Maschile femminile plurale”, “Il fossato”, “Una casa per cinque”, “Il tavolo antico” e “Mi rotola il vento”.Oggi ci presenta la sua silloge poetica "Se mi porti con te".Marisa, oltre a parlarci della sua silloge, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Se mi porti con te":È il mese di dicembre del 2019 e il Coronavirus fa la sua prima comparsa a Wuhan, capoluogo della provincia cinese di Hubei, la metropoli più popolata della parte orientale della nazione, con undici milioni di abitanti. Da lì a poche settimane il virus si sarebbe trasformato in un’epidemia che avrebbe invaso tutto il mondo. Lunedì 9 marzo, intorno alle ventidue, il premier Conte annuncia in televisione di aver esteso a tutto il paese il lockdown: di fatto la regola è contenuta nell’hashtag #iorestoacasa, si può uscire solo per comprovate ragioni di necessità come per fare la spesa, per esigenze lavorative, per l’acquisto di farmaci o per motivi di salute.Da quel momento le categorie fondamentali della nostra esistenza si sono diametralmente invertite. Lo spazio si è ristretto nell’angusto limite delle nostre case e il tempo si è dilatato, immoto e sospeso. In questa sorta di unicum espanso, ognuno di noi ha cercato una propria dimensione esistenziale che lenisse la distanza dagli affetti e custodisse la certezza di una speranza. Una telefonata, una chiacchierata via Skype, il recupero di una gonna a fiori, la ribellione insita in un gesto apparentemente semplice quale cogliere un fiore.Marisa Cecchetti in questa breve silloge, ineccepibile per stile ed eleganza, testimonia la forza e la determinazione di chi durante il lockdown ha guardato sempre avanti.
È uscito l'undicesimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Marco Emanuele Pollano.Marco nasce in provincia di Cuneo nel 1977. Laureato in matematica, dopo una formazione liceale classica, col tempo sviluppa le due passioni che animano i suoi anni giovanili: la montagna e la lettura. Lavora come consulente informatico tra Torino e Milano e vive a Cuneo con la moglie Michela e i due figli Pietro e Matteo.Ha una febbrile tendenza a intaccare la superficie delle cose e a scovare il lato oscuro e ironico di ciò che pare non averlo: considera lo scrivere lo strumento più idoneo e bello per farlo. "Meridiana" è il suo romanzo d’esordio.Marco, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Meridiana":Una quieta valle alpina ha assistito, impassibile nelle sue atmosfere cristalline, a un delitto.Beatrix, bella ragazza belga nota per il suo carattere particolare, sembra scomparsa. Angelo, un montanaro burbero e fragile, sa che la donna giace morta in una buca tra gli abeti, occultata da un lungo inverno. Ma questa è una verità che egli deve a ogni costo nascondere. A tutti: in primis alla moglie Clara, donna dai tanti silenzi enigmatici, poi ai rocciosi abitanti del suo borgo, e naturalmente alla polizia che allertata da François, equivoco fratello della vittima, arriva a indagare.Ma il passato custodito tra quelle sfavillanti montagne è carico di segreti, e il loro intrecciarsi rende la vicenda molto più ambigua di quanto non appaia.Negli occhi del commissario Giovanna Altamura, meridionale pratica e dalla acuta sensibilità, prendono a svilupparsi i contorni di un enigma feroce e sottile, i cui protagonisti strisciano nei risvolti di inquietanti tortuosità psicologiche.Sentimenti in apparenza domati nelle grigie pieghe di un rapporto consolidato si destano improvvisamente e chiedono con veemenza una rivalsa. Nelle arie leggere della montagna si crea allora un delicato equilibrio di sospetto e di minaccia, che in un meccanismo perfetto finisce per serrarsi sui protagonisti, avviluppandoli in un crudele triangolo criminoso.L’attenta caratterizzazione dei personaggi, la trama affatto scontata e la narrazione in cadenze sapienti regalano un romanzo elegante e complesso, che si inserisce a pieno titolo nella tradizione del miglior giallo italiano.
È uscito il decimo episodio della seconda stagione di Vitamina L dove siamo in compagnia di Luca Novara.Luca nasce e vive a Torino. Attratto fin da ragazzo dal mondo della comunicazione, segue un percorso di studi adatto fino a diventare giornalista pubblicista. Ma è dopo i trent’anni che nasce l’interesse per la letteratura e l’arte dello scrivere e si iscrive ai corsi della scuola Holden per apprenderne gli strumenti fondamentali.Innamorato da sempre del viaggio e da ciò che rappresenta, con questo primo romanzo concilia i suoi interessi e prova a darne una forma. Luca, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Anonimi eroi":Anonimi eroi è un romanzo corale, apparentemente scisso in due storie distinte e consequenziali, ambientate in paesi che l’autore ha visitato nella sua veste di volontario impegnato in progetti per conto della fondazione laica Mission Bambini. A una lettura attenta, però, le due vicende si ricompongono in un unico quadro in cui tutti i personaggi, in un modo o nell’altro, si rivelano degli anonimi eroi che cercano nel loro piccolo di forgiare il proprio destino traendo insegnamento dagli errori passati, godendo delle sorprese inaspettate che la vita regala ogni giorno. Soprattutto, acquisiscono la consapevolezza che si può cambiare il corso della vita, anche quando tutto sembra ormai compromesso.La prima storia corrisponde a un viaggio in Madagascar. Qui si intrecciano le vicende di: Eric Parfait, un bambino povero che sogna di poter aiutare la famiglia; Clementine, una suora francese che non demorde di fronte alle ingiustizie della società; Eugenio Camperio, un industriale italiano che vede nel traffico di zaffiri un’occasione di guadagno e di redenzione. Insieme fronteggeranno la Mano Rossa, un’organizzazione paramilitare guidata dal misterioso Generale.La seconda storia è invece un viaggio ambientato in Ecuador. Ne sono protagonisti: Ilario Vitecchi, un giovane partito per fare volontariato e per mettersi alla prova, assistente di Eugenio Camperio; Cindy Ruiz, una ragazza ecuadoregna alla ricerca della verità sulla propria identità; Edison, suo padre, un mite pescatore invischiato, suo malgrado, in un traffico di droga. Sullo sfondo la Petroamazonas, una multinazionale nel settore dell’energia e degli idrocarburi.In un crescendo di emozioni e di avventure, si dipana un romanzo atipico capace di risvegliare le coscienze.
È uscito il nono episodio della seconda stagione di Vitamina L dove torniamo in compagnia di Gaetano Cinque, che già è stato ospite del nostro Podcast il 27 aprile con l’episodio numero 2 della prima stagione dedicato al suo romanzo “Susanna e i vecchioni”, di cui vi invito a recuperare l’episodio.Gaetano è nato a Portici (Na). Laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Napoli, dal 1973 vive a Brescia. Ha pubblicato diversi libri dal 2014 ad oggi, con Giovane Holden Una rivoluzione quasi perfetta, Una sana follia, Padre e figlio, Diario minimo di uno scrittore esordiente, Il romanzo di Diotima e appunto Susanna e i vecchioni, a inizio 2020. Ha conseguito il terzo premio al Concorso Nazionale di narrativa e saggistica Il Delfino (Marina di Pisa, 2015).Oggi ci presenta il suo romanzo "Modelle per Egon Schiele".Gaetano, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Modelle per Egon Schiele":Breve, forte e ardente è la vicenda di Egon Schiele catturata in queste pagine.L’Europa del primo Novecento, gonfia di tensioni represse, sta per collassare, e la crisi della società è il riflesso della crisi individuale: ognuno è in bilico su un abisso di mediocre passività. Il perbenismo asfissia la fantasia, l’immaginazione è lasciata preda della più cinica ottusità.Lo Schiele di Gaetano Cinque, descritto lungo tutta la propria parabola artistica rivoluzionaria e scandalosa, rifugge le stantie formule accademiche, distanti dall’uomo. Arriva a consumare se stesso verso un ideale di arte che non si distacchi mai dalla sua unica vera fonte di ispirazione, la vita, piena, cruda, feroce e languida di eros, forza primigenia che ogni cosa domina e a cui ogni spirito deve cedere. I suoi quadri grondano di sferzante desiderio e di inesprimibile tragicità.Ma questa figura di Schiele non è ben definibile se non messa in stretto rapporto con quelle che della sua ispirazione sono imprescindibili muse, un po’ amanti, un po’ amiche, un po’ tiranne e un po’ schiave. La torbida sorella Gerti, le tante donne di strada, la celebre Wally che già aveva conquistato il grande maestro Klimt, e poi l’enigmatica Edith, che diviene sua moglie e che porta all’estremo il suo conflitto interiore tra una libertà assoluta a cui non può abdicare e una armonia borghese che può dargli stabilità e protezione.Una ambiziosa ricostruzione letteraria, che privilegia non tanto il puro dato biografico bensì la sfumatura interpretativa più intima e sfuggente della personalità dell’immortale artista austriaco.
Alessandro Izzi, l'autore ospite di questo episodio, è condirettore di "Close-up" di Roma. Autore di teatro, narrativa e saggistica ha visto messi in scena diversi suoi testi: tra cui, fra gli ultimi, "Una divisa" (2020) e "Solo di passaggio" (2020), atto unico, quest'ultimo, che prima di andare in scena è uscito in versione cartacea per la nostra collana Spessosottile. Tra l'altro è stato consulente letterario di altre produzioni letterarie andate in scena a Budapest nel 2016 e in Pennsylvania (USA) nel marzo 2020.Con Giovane Holden Edizioni ha pubblicato: "Come seme sotto raffiche d’inverno" (2016), "L’attesa della notte" (2018), "La certezza del ritorno" (2018).Per la sua attività ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali tra cui il Premio Letterario Nazionale Bukowski 2020 per la poesia inedita con la lirica "Ci scrivevamo".Alessandro, oltre a parlarci della sua silloge, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Requiem dal buio e dal frastuono":Il Requiem dal buio e dal frastuono non vuole essere semplicemente una preghiera per i morti. Al contrario, come tutte le messe cantate della tradizione occidentale, la silloge parla ai vivi della vita; racconta, sì, il lutto, ma per metterlo al centro di un percorso di risalita, di ritorno alla luce ostinato e inestinguibile.Canto del dolore e, al tempo stesso, sua elaborazione nella compassione, intesa nell’accezione più vera ed etimologica di cum patior, soffrire con, il Requiem dal buio e dal frastuono è una celebrazione laica che si assorbe tutta nella speranza, davvero umana, della condivisione e dell’affratellamento con l’altro.I trentaquattro canti che lo compongono, distribuiti nelle parti canoniche della tradizionale Missa pro defunctis, più due di appendice, costituiscono un caleidoscopio ideale di ritmi e intonazioni, di ombre e di anime, di reale e di onirico in cui ognuno è chiamato a riconoscersi in un anelito a un’utopica universalità del sentire. Ma essi sono anche una ricerca di quella parola che ancora non dice da opporsi al vuoto frastuono dei proclami cui ci ha tristemente abituati il mondo contemporaneo; un non dire ancora in cui l’Amen che arriva, infine, a chiudere il cerchio, in realtà, è lì solo per aprirsi a nuove, infinite possibilità.
Simone Pangia è napoletano di nascita, vive a Formia, in provincia di Latina, dal 1985. Con la versione inedita del romanzo "Il vizio delle cose pure" ha vinto nel giugno 2020 il Premio Letterario Nazionale Bukowski.Nel 2002 si laurea in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e lavora per quindici anni come giornalista. Dal 2017 è funzionario presso il Comune di Formia, responsabile dei Servizi Sociali e delle biblioteche comunali.La sua passione è la scrittura, ma più avanti ve lo dirà lui stesso. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo breve "La Salita", Manni ed.  Simone, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Il vizio delle cose pure":Ferdinand Miliano è un pediatra in pensione. Dalla sua casa signorile con vista sul golfo di Napoli racconta a un anonimo destinatario la storia di Louis, il gemello scomparso venticinque anni prima in circostanze misteriose.Il suo lungo viaggio tra le feritoie della memoria parte da Formia, nel basso Lazio. Ferdinand ha appena saputo della morte del fratello che non vede da dieci anni, a causa di dissidi scatenati dalla dipendenza di Louis per il gioco. Nel villino in collina dove i gemelli trascorrevano le estati da bambini, tra polvere e pile di libri, Ferdinand scopre il manoscritto di un romanzo, Il vizio delle cose pure. Lo ha scritto Louis.Sulle tracce della metà oscura di se stesso, Ferdinand compie un percorso a rebours che lo porta a sondare le radici della sua identità. Il tramite è Diego, il protagonista del romanzo di Louis. Un bambino affascinato dalla mistica del poker, un adolescente tradito dalle sue stesse speranze e un adulto giramondo che solca i mari per celebrare il suo distacco dalla vita.La storia di Diego è il messaggio diretto a un anonimo che ancora non sa quanto tutto questo lo riguardi.
Giovanna Angela Parodi è stata a lungo un’insegnante di lettere nella periferia genovese, in particolare nella scuola media, a contatto quindi con il mondo dell’adolescenza per cui ha sempre coltivato vivo interesse. Inoltre, ha spesso scritto nel corso della propria vita riflessioni in forma di diario da cui ha potuto via via attingere, per giungere infine alla stesura di questo testo. Nel romanzo “L’estate di Angela”, sua opera prima, inquadra in particolare aspetti della prima adolescenza femminile, frutto in parte della sua esperienza reale. Giovanna, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "L'estate di Angela":Angela, la protagonista di questo delizioso romanzo adolescenziale, ha quasi dodici anni.È una ragazzina determinata, bella e intelligente. Convinta di possedere tutte le qualità per le quali i maschi sono tanto ammirati, nel suo giro di amicizie.Qualcosa, però, ultimamente sta cambiando, dentro e fuori di lei. In meglio? In peggio?Le reazioni degli altri a questi suoi cambiamenti la mettono alla prova. Sembra infatti che tutti si aspettino da lei qualcosa che ancora non conosce. A cominciare dai genitori, dalla nonna, che le ripetono spesso: “Ora sei più grande…”Anche quest’estate trascorrerà le vacanze con la nonna materna, in un paesino, nel basso Piemonte, dove non sono mai state prima e dove conoscerà e si confronterà con persone e situazioni nuove, stimolanti.L’estate del 1961 sarà per Angela un periodo di scoperte e di nuove esperienze, sia interiori che di rapporto con gli altri, con il mondo della campagna che la circonda e con i nuovi amici.
Domenico Iasiello è nato a Napoli nel 1976, ha studiato Lettere presso l’Università Federico II, dove si è specializzato per l’insegnamento. Ha poi studiato Produzione audiovisiva all’Università Cattolica di Milano e Comunicazione pubblica all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha lavorato nel mondo della produzione cinematografica. Ha partecipato a progetti con i minori a rischio, si è specializzato in Prevenzione del disagio giovanile, attualmente insegna Lettere a Arezzo e vive nella campagna toscana. È stato aiuto regista per la fiction “La morte non esiste” e ha diretto progetti scolastici di scrittura creativa e produzione cinematografica.Domenico, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "La danza dei cavi":Federico ha ventisei anni, è un operatore sociale che, lasciato dalla fidanzata Morgana, decide di partire per un viaggio tra Italia, Francia e Spagna con la sua amata moto, la Poderosa II.Nel corso di questo viaggio che ha un po’ il sapore di una fuga, si intrecciano descrizioni di luoghi, incontri reali e non: tasselli della ricerca di sé e di una donna, distrattamente comparsa nella vita del protagonista a cui ha rubato l’anima.A distanza di tempo, durante un tragitto in treno riaffiora il ricordo di quel viaggio: sono i cavi elettrici che scorrono mentre osserva dal finestrino, essi sembrano intrecciarsi come le situazioni della vita. Federico affronta i suoi ricordi, sfogliando il diario di bordo redatto in quei giorni. È un tuffo nel passato, rileggere gli eventi antecedenti al viaggio, ricercare le cause e collegarle agli effetti.La narrazione si sviluppa, brillantemente, come in una partita di ping-pong su tre livelli: il presente, il passato prossimo e il passato remoto, che si intervallano e a volte sembrano accavallarsi.La linea sottile che lega i tre momenti è Maria, un angelo mozarabo che sconvolge la vita di Federico nell’arco di quattro anni, in un continuo alternarsi di emozioni.Nevralgica è la città di Barcelona, alter ego di Napoli, ma un ruolo importante l’hanno anche l’Etiopia, Genova, Milano, Roma, Valencia, la Provenza, i paesi che si dipanano sulla statale umbro-casentinese. Co-protagonista, indiscussa, è la moto, non solo un mezzo di trasporto, ma espressione di uno stile di vita.
Genny Sollazzi è un'appassionata lettrice.Ha ottenuto numerosi riconoscimenti con le sue opere, tra cui una Menzione d’onore al 22° Premio Internazionale Trofeo Penna D’autore 2018 con la poesia “I tuoi occhi”; nel luglio 2019, il terzo premio del concorso MARIC disarmiamo l’ignoranza con un racconto e poi nel 2019 ha pubblicato la silloge poetica "E se un giorno" e in questo 2020 la silloge di racconti "Appesa a una nuvola"."Punto", il libro di cui parliamo oggi, è illustrato da Valentina Bandecchi e vorrei che l'autrice Genny Sollazzi ve ne parlasse.Genny, oltre a parlarci del suo libro, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Punto":Un’esperienza quantomeno insolita: alzarsi con il mal di testa, riflettersi nello specchio e scoprire che la causa è un grosso punto interrogativo che troneggia sulla tua testa. A Luca, otto anni, è accaduto proprio questo.Porsi domande è sempre positivo, e l’amicizia segreta di Punto e Luca ne è la prova! Come possono divenire facili le circostanze che ci hanno sempre messo in gran difficoltà, quando si ha un’arma segreta nascosta sotto un berretto o sotto un ciuffo di capelli!Si possono neutralizzare le insidie tese da maestre antipatiche, trovare il coraggio per parlare alla ragazza del cuore. Si può rendere bello, tutto ciò che prima ci appariva brutto: anche il bambino più antipatico della classe.A tal punto da chiedersi: ne vale davvero la pena di liberarsi di un punto di domanda?
Gabriella Pison non è nuova alle nostre edizioni. Per Giovane Holden ha pubblicato alcune sillogi poetiche e i romanzi "Veleno di Lupo" - secondo alla settima edizione del Premio Letterario Streghe Vampiri & Co. e "La casa matrioska". Con questo ultimo romanzo, "Quando salgono le Ombre", ci catapulta all'interno di una storia fantastica al confine tra Italia, Austria e Slovenia.Gabriella, oltre a parlarci del suo romanzo, risponde ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Quando salgono le Ombre":Tra le montagne di un immaginario paese al confine tra Italia, Austria e Slovenia, la placida quiete degli abitanti viene travolta dalla furia cieca di una popolazione infida, quella dei Nani, che affonda le radici in un remoto passato nel cuore dell’Impero Austroungarico.Una narrazione che si fa via via più avvincente e ricca di colpi di scena, dalla constatazione da parte di un anziano dei cambiamenti nel comportamento dei suoi compaesani, a partire da un apparente ringiovanimento a bordo di biciclette ultratecnologiche, alla scoperta di antichi testi portatori di disgrazie e orrori, fino all’incontro con verità nascoste e mostri sepolti nella profondità della terra e della memoria.Un intreccio incalzante di indizi, sospetti, vicende sconvolgenti e raccapriccianti scoperte, tra digressioni che portano talora il lettore fuori strada, fino allo sconvolgente finale; un terremoto biologico e morale, che sembra scomporre l’architettura di questo mondo e dei suoi abitanti, vittime inconsapevoli di eredità medianiche e geni aberranti, sospesi tra il bene e il male, in un alchemico labirinto di divinazioni, formule criptiche, echi del passato, vibrazioni cosmiche e… tintinnii d’ossa.
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