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Nel trentatreesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Alessandro Dell'Aira, che ci parlerà del suo libro "Santería. Lettere a Arianna".Il libro narra, con leggerezza e una buona dose di autoironia, della babele creativa di Jacopo, archeologo mancato riciclatosi in un ricercatore freelance che passa da una ricerca all’altra senza un progetto. Gli interessano storie umane taciute, classici fraintesi, casi sfuggenti, affrontati con un azzardo che batte sul tempo la ricerca accademica e a volte la condiziona. Alessandro, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Santería. Lettere a Arianna":"Santería. Lettere a Arianna" narra della babele creativa di Jacopo, archeologo mancato riciclatosi in uno studioso freelance che passa da una ricerca all’altra senza un progetto. Gli interessano storie umane taciute, classici fraintesi, casi sfuggenti, affrontati con un azzardo che batte sul tempo la ricerca accademica e a volte la condiziona."Santería" fa il verso, con eleganza e un pizzico di autoironia, al romanzo epistolare "Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo.Jacopo scrive a Arianna, archetipo dell’amore infelice, custode della Scienza e del Labirinto inteso come allegoria della Vita. È convinto d’averla amata da giovane nel corpo d’una divina fanciulla. Lei lo guida ma non gli risponde mai e alla fine si muta in Atropo, la Moira implacabile. Nel mito apocrifo, Arianna-Atropo maneggia lo stesso filo, che una volta tagliato impedisce a Jacopo di orientarsi fuori dal Labirinto. Il suo silenzio simboleggia il mancato dialogo tra il sapere mitico, semidivino, a volte infido, e la malascienza di strada, fallibile e a bassa frequenza.A indurre Arianna a non rispondere a Jacopo è stata la dea Kore, figlia di Demetra, che concede al suo protetto il privilegio dell’Agàpe, l’amore senza limiti. Kore smentisce l’assioma leopardiano "Muor giovane colui ch’al cielo è caro", ripreso dal caro agli dèi di Menandro. Ci sono dei e dee, in cielo e sottoterra. Le dee del sottosuolo, infatti, allungano la vita di chi amano. Conviene? Jacopo lascia a metà un romanzo iniziato trentasette anni prima e raggiunge Kore nel suo regno.
Nel trentaduesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Simona Bertocchi, che ci parlerà del suo libro "L'ultima rosa di aprile".Simona Bertocchi, in perfetto equilibrio tra Storia e narrazione, traccia una sorta di biografia lirica di Simonetta Cattaneo dove misteri e colpi di scena si susseguono al ritmo di una danza rinascimentale in cui si muovono le tre anime del racconto: la splendida Simonetta, il giovane e colto Giuliano de’ Medici, il genio artistico di Botticelli.Simona, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "L'ultima rosa di aprile":Simonetta Cattaneo, Musa di Botticelli che la immortalò nella sua Venere, fu il simbolo della bellezza rinascimentale. Se però tutti conoscono, grazie al genio del pittore fiorentino, le sue sembianze, poche sono le fonti storiche a cui attingere per tratteggiarne il profilo.Andò in sposa a sedici anni al nobile Marco Vespucci, che ben presto perse interesse verso di lei, segnò un’epoca e una corte, quella della prima signoria d’Italia: Firenze. La sua grazia, la sua volontà a ribellarsi a un matrimonio infelice, la sua natura anticonformista le conquistarono l’ammirazione di Lorenzo il Magnifico che la definì la sans par e l’amore di Giuliano de’ Medici, ma le attirarono anche l’antipatia delle dame fiorentine sì come la sua personalità inquieta incantò poeti e artisti. Fu al centro di intrighi, scandali, alleanze strategiche; oggetto e soggetto di passioni divoranti e di espressioni d’amore cortese. Morì giovanissima a soli ventitré anni forse per tisi o forse vittima di avvelenamento. Ed entrò nel mito, lei che in vita non aveva mai cercato la fama.Simona Bertocchi, in perfetto equilibrio tra Storia e narrazione, ne traccia una sorta di biografia lirica dove misteri e colpi di scena si susseguono al ritmo di una danza rinascimentale in cui si muovono le tre anime del racconto: la splendida Simonetta, il giovane e colto Giuliano, il genio artistico di Botticelli.
Nel trentunesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Sara Benedetta Levi, che ci parlerà del suo libro "I cacciatori di Lieto Fine".Il nostro sistema di relazioni influenza il modo con cui ci approcciamo non solo agli altri ma anche a noi stessi nonché all’immagine di noi stessi che proiettiamo all’esterno. Troppo spesso una scelta piuttosto che un’altra, una svolta sbagliata o una semplicemente più comoda sono dettate dal tipo di relazione che in quel momento predomina nella nostra vita. Otto racconti, otto personaggi in costante disequilibrio alla ricerca dell’equilibrio. Sara Benedetta, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "I cacciatori di Lieto Fine":Il nostro sistema di relazioni influenza il modo con cui ci approcciamo non solo agli altri ma anche a noi stessi nonché all’immagine di noi stessi che proiettiamo all’esterno. Troppo spesso una scelta piuttosto che un’altra, una svolta sbagliata o una semplicemente più comoda sono dettate dal tipo di relazione che in quel momento predomina nella nostra vita.Influenzati dal fiabesco mantra del e vissero tutti felici e contenti alberga in ogni donna e in ogni uomo la tentazione di trasformarsi in un cacciatore di lieto fine, accantonando la misterica consapevolezza che non solo le vicende umane non hanno tutte un happy end ma che addirittura non tutti i fili esistenziali possono essere riannodati.Nella silloge di esordio di Sara Benedetta Levi otto personaggi si confrontano con le mille sfaccettature dell’amore, distratti dalle interconnessioni di tempo e spazio in cui può sfociare una emozione. In ognuno di loro c’è qualcosa di ognuno di noi e in questo noi è compresa la stessa scrittrice che attinge al proprio sistema di relazioni fluidificando limiti e confini dell’autobiografismo.Una ragazza deve decidere se stabilire o meno un rapporto di fiducia con la sua psicologa, un uomo se restare con la donna che ama e che lo fa stare bene ma spaventato da questa condizione di benessere psico-fisico; stessa paura che fa scappare a New York un giovane architetto. Una ragazzina si interroga quanto la mancata spedizione di una lettera abbia influito sul destino di un amico; una donna in bilico tra avventure occasionali e un’amicizia totalizzante. Un’altra donna si domanda se non sarebbe stato meglio sacrificarsi, cambiare attitudine e cedere alle richieste di un marito intransigente pur di non stare da sola. Una giovane incatenata a una perdita devastante cerca di riemergere dal suo vissuto; un’altra narra la storia di un amore impossibile mascherato di trepide attese e intese.Personaggi in costante disequilibrio alla ricerca dell’equilibrio.
Nel trentesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Annalinda Buffetti, che ci parlerà del suo libro "Ritorno a Lissonum".Un’eredità inaspettata conduce un uomo alla scoperta delle origini della sua famiglia. La Lissone dell’epoca delle Signorie medioevali torna a colorarsi di realtà vitale, densa di appassionanti storie umane. Passato e presente arrivano quasi a sfiorarsi nella forza di un racconto che attraversa i secoli.Annalinda, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Ritorno a Lissonum":Una vecchia casa alla periferia di Lissone è l’eredità che arriva a Andrea Fossati, editor quarantenne trasferito da anni a Milano, dallo zio paterno, personaggio schivo e un po’ grigio ma noto come grande bibliofilo. Quanto prepotente fosse stata la passione dello zio per i libri, però, Andrea lo capisce solo quando, varcata la soglia di quella casa, la scopre piena zeppa di volumi. Ce ne sono migliaia, accatastati ovunque, e di ogni tipo, dai moderni paperback alle stampe antiche. Una collezione formidabile e certamente di grande valore, che tuttavia per essere ordinata richiede un lavoro enorme.Andrea decide di affrontarlo. Il periodo che trascorrerà nella cittadina brianzola sarà l’occasione non solo per rivedere i luoghi felici della sua giovinezza e ritrovare alcuni degli amici di una volta, ma anche per riflettere sul punto in cui si trova la sua vita, segnata di recente non solo da un grave incidente in moto ma anche e soprattutto dalla fine di un rapporto sentimentale importante, il cui dolore è ancora vivo.C’è anche un altro passato, che emerge da uno scritto rinvenuto per caso. Una storia lontanissima e carica di fascino, che riporta indietro nei secoli fino alla Lissonum di metà Trecento, quando la fiorente Lombardia dei Visconti venne sconvolta dalla peste. Su questa scena fatta delle ritualità dei contadini, del dinamismo dei mercanti e delle ambizioni dei signori, si muovono personaggi concreti e suggestivi, legati al presente da un filo misterioso e forte tanto da riuscire, per qualche attimo sublime, addirittura a lacerare il velo inesorabile del tempo che passa.
Nel ventinovesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Emmanuele Venturi, che ci parlerà del suo libro "I racconti del viandante solitario".Assistere allo scontro tra gli angeli e i demoni, restare nelle bonacce su un bastimento pirata, spingersi troppo nel fitto dei boschi più oscuri… Avventurarsi in alcuni luoghi della letteratura può essere un grande rischio. Una silloge di racconti visionari e spregiudicati che sfidano i generi più classici per regalare nuove emozioni.Emmanuele, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "I racconti del viandante solitario":Cinque racconti che affondano le radici in alcune delle tradizioni letterarie più celebri di tutti i tempi. Una brillante fantasia creativa si distende su personaggi memorabili e poderose ambientazioni, e regala intriganti rielaborazioni da punti di vista insoliti.Dal mare infinito delle leggende piratesche, ecco il capitano Scarecrowe Calaway e lo spietato confronto con la fede dei suoi uomini. Sul sentiero che dal fantasy arriva al gotico, terre da fiaba custodiscono creature misteriose e terribili, e la curiosità degli uomini costa cara. Nelle righe mai scritte dei colossali poemi di Omero, si racconta lo struggimento di Penelope, sola a scrutare il cielo in cerca di un astro che annunci il ritorno del suo amato. E poi la prima, grande e feroce battaglia tra gli angeli fedeli e i caduti, alle soglie del trono divino, e i pensieri più che umani di un Giuda attonito che ha appena riconosciuto su di sé il marchio sempiterno del traditore; e lo smarrimento intimo, totale, onirico di un viandante incapace di trovare la via nelle oscurità di una selva.Ogni capitolo è il dischiudersi di un mondo, in cui uno stile sempre ricco segue con maestria le urgenze di emozioni profonde, declinandosi di volta in volta nei toni della lirica, della forza epica, del brivido, della febbrile introspezione. Le suggestioni potenti che vengono evocate dai tagli peculiari delle storie mettono il lettore di fronte a interrogativi affascinanti, che aggiungono al gusto pieno del fantastico il sapore dell’assoluto.
Nel ventottesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Luca Pellizzoni, che ci parlerà del suo libro "Odio comandato".Bloccati nelle nevi delle Alpi piemontesi, un gruppo di partigiani e una brigata di SS sono avvinti in un gioco mortale. Isolati, in pericolo e lontani dalla civiltà, cacciatori e prede si scambiano continuamente i ruoli, gli uni e gli altri confrontandosi con le intime verità personali e con le ragioni profonde delle proprie scelte. Luca, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Odio comandato":È l’inverno del 1944, il momento più difficile nella guerra di Liberazione italiana. Sulle montagne piemontesi, un gruppo di partigiani tende un’imboscata a una formazione di SS: l’obiettivo è Weber, crudele maresciallo nazista. Ma l’azione non va come previsto. L’ufficiale tedesco sopravvive e, fremente di rabbia e di vendetta, si lancia con i suoi all’inseguimento dei guerriglieri.Quello che si consuma allora su un altopiano remoto è uno scontro estremo, ai limiti di ogni umanità. In un ambiente selvaggio, sferzato dalla tormenta che cancella le tracce e i riferimenti sia fisici che morali, ogni uomo dovrà lottare per la propria vita, contro il nemico e contro i demoni che la guerra fatalmente evoca.Alla dispotica efferatezza di Weber, che la bramosia di violenza fa presto sprofondare in un personale inferno di ferocia, si contrappone idealmente la purezza di una bambina. La piccola di nome Sara, che non parla più per un dolore troppo grande, è la sola rimasta coi nonni tra i monti innevati. È attorno a lei che nel momento più disperato si raduneranno le speranze dei giovani garibaldini, ed è in lei che essi riconosceranno il senso profondo della scelta di combattere gli oppressori.Amore e paura, fratellanza e tradimento, follia e ideali. Sono gli elementi di una storia appassionante, che in un incalzante crescendo di tensione dispiega personaggi carichi di fascino, e che irradia con i delicati echi della fiaba il realismo del racconto di battaglia.
Nel ventisettesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Maurizio Secchi, che ci parlerà del suo libro "Greensleeves".Abraham soffre, ignorandolo, di problemi di schizofrenia e fuga dissociativa a causa di un passato estremamente difficile, tra cui il suicidio della giovanissima fidanzata, Jasmine. La malattia crea nella sua testa paradossi e illusioni che lo destabilizzano. Deciso a riprendere in mano la sua vita, attraverso sogni lucidi e ipnosi regressiva, cerca equilibrio in una (non-)realtà in costante mutamento.Maurizio, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Greensleeves":Abraham solo apparentemente è un giovane uomo come tanti, in realtà convive con un passato difficile. Un passato che è passato, sì, ma che ora ha bisogno di rimettere a fuoco per poter andare avanti con la sua vita.Abbandonato dalla madre all’età di tre anni, un rapporto quasi inesistente con il padre, la perdita di un amico a causa di un incidente provocato da un ubriaco e il suicidio della sua prima fidanzata, Jasmine, impiccatasi nella sua camera da letto.Si dice che con il tempo le ferite si rimarginano, ma non è così per Abraham che, incapace di gestire i suoi ricordi, è sempre più tormentato nel corpo e nell’anima. Il legame impercettibile con Jasmine non si è mai spezzato, come se quando si ama profondamente, rimanesse un varco aperto tra i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti. Tuttavia, deve spezzare il filo che ancora lo lega a lei, deve liberarsi di quella sensazione che lo fa dubitare di se stesso, e soprattutto deve smettere di fare quel sogno che lo perseguita.Un sogno lucido introdotto ogni volta dalla musica di Greensleeves, la stessa che suona il carillon che lui le aveva regalato.Dire addio a Jasmine, spezzare un legame che va oltre il conoscibile e la realtà effettuale, non ritrovarla più nei suoi sogni, non interagire più con lei, è una decisione sofferta, per questo Abraham chiede aiuto all’amico di sempre, lo stesso che lo aiutò a superare l’abbandono della madre e che in tutti questi anni gli è rimasto accanto: Luca.Una decisione comprensibile quella di Abraham, persino condivisibile. Se non che, Abraham, senza esserne consapevole, è schizofrenico e in fuga dissociativa da un passato che potrebbe non esistere.Un romanzo intenso ed emotivamente potente.
Nel ventiseiesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Loris Grassulini, che ci parlerà del suo libro "Fobocrazia".Romanzo breve che prende spunto da un evento contemporaneo reale e catastrofico: la pandemia di Covid-19. La narrazione è incalzante a guisa di un semplice spaccato di cronaca, ma nei suoi punti più intensi focalizza l’attenzione del lettore sui fragili equilibri delle più elementari logiche sociali che stanno alla base della nostra stessa convivenza civile e della relazione tra l’individuo, i suoi gruppi di appartenenza e il potere costituito. Loris, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Fobocrazia":Romanzo breve che si colloca a pieno titolo nella più classica tradizione ucronica e distopica, prendendo spunto e origine da un evento contemporaneo reale e catastrofico: la pandemia di Covid-19. La storia, essenzialmente drammatica, lascia trasparire un crudo e viscerale sarcasmo di fondo, equiparando in modo sottile, ma non troppo, le dinamiche di propagazione e affermazione di una entità venefica e impalpabile quale un virus appunto, a quelle di una idea, ma ancor più di una ideologia. La narrazione è incalzante a guisa di un semplice spaccato di cronaca, ma nei suoi punti più intensi focalizza l’attenzione del lettore sui fragili equilibri, costantemente messi in discussione, di quelle più elementari logiche sociali che stanno alla base della nostra stessa convivenza civile e della relazione tra l’individuo, i suoi gruppi di appartenenza e il potere costituito.La dura battaglia contro una piaga sanitaria planetaria si trasforma ben presto in qualcosa di forse più orribile: il progressivo e totale annientamento delle più elementari libertà individuali. Il romanzo non vuole ammiccare in alcun modo alle risibili teorie complottiste che hanno puerilmente proliferato durante lo sforzo bellico contro la pandemia da Covid-19, bensì vuole mettere a nudo tutte le fragilità della nostra cultura e della nostra civiltà contemporanea, usando il virus come dura e calzante metafora della diffusione di una ideologia malata e mortale.E, ovviamente, non può esserci spazio in questa tipologia di storia per un mieloso e insignificante lieto fine.
Nel venticinquesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Marisa Piccioli, che ci parlerà del suo libro "Il cobra fuma la pipa".Giovani spediti in Italia, a migliaia di chilometri da casa, a combattere i nazifascisti. È la storia della Força Expedicionária Brasileira, che negli anni più crudi del secondo conflitto mondiale giunse anche sulle montagne del pistoiese. E fianco a fianco con i ragazzi toscani, i soldati venuti dal Sud America vissero vicende di guerra, di tradimento, di amicizia.Marisa, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Il cobra fuma la pipa":Tra le infinite storie della Seconda guerra mondiale, poche sono avvincenti come quelle del contingente brasiliano in Italia, la cosiddetta FEB. Nel 1944, migliaia di giovani soldati attraversarono l’Atlantico senza neppure sapere con precisione quale sarebbe stata la loro destinazione. Del resto, si diceva in maniera proverbiale, era più facile vedere un cobra fumare la pipa che dei militari brasiliani combattere in Europa.E invece, la divisione del generale Mascarenhas de Morais arrivò in Italia, e sebbene priva di un addestramento adeguato, seppe farsi molto onore sconfiggendo i nazisti sui campi di battaglia della Linea Gotica e contribuendo così alla Liberazione di importanti territori della Toscana.La loro storia incredibile si intrecciò proprio con quella della città di Pistoia, che di per sé visse una vicenda bellica particolare. Liberata già nel 1944, sul suo vasto territorio montuoso continuarono a muoversi diverse fazioni, nel sanguinoso quadro di guerra civile che attanagliò l’Italia.È questa la particolarissima cornice che racchiude le pagine di questo romanzo incalzante e vorticoso. In un inverno in cui ancora infuria spietato il conflitto, ogni cosa appare fragile, confusa, pericolosa. In un caos spesso fatale, amici e nemici si mescolano, fratelli e avversari condividono le stesse strade. Ogni passo nasconde un’insidia, e la vita di un individuo è sempre appesa a un filo sottile. Ragazzi italiani e soldati brasiliani mescolano i loro destini in una storia di amicizia, di tradimento e di speranza per un domani migliore.
Nel ventiquattresimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Emilia Giorgetti, che ci parlerà del suo libro "L'alveare".Durante una estate indimenticabile degli anni Cinquanta, nella vita di Marta, dei suoi cugini e amici, accade qualcosa di così sconvolgente da rivoluzionare il loro approccio al mondo, trasformando i giorni del gioco, dei bisticci, della fantasia, in un groviglio ingovernabile di domande, in un crescendo di interrogativi che segnerà il passaggio per tutti loro a una dimensione diversa. Emilia, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "L'alveare":Da inverno a inverno, quattro stagioni cadenzate dai rituali domestici, dalla scuola, le feste, le vacanze, le ricorrenze che riuniscono una grande famiglia dove nulla sembra in grado di spostare le tessere di un mosaico prestabilito. E invece, col sopraggiungere dell’estate, imprevedibilmente, qualcosa accade nella vita di Marta, dei cugini e degli amici, talmente sconvolgente da rivoluzionarne l’approccio col mondo, trasformando i giorni del gioco, dei bisticci, della fantasia, dell’abbeverarsi frettoloso e avido all’intensità del momento in un groviglio ingovernabile di domande, in un crescendo di interrogativi che segnerà il passaggio per tutti loro a una dimensione diversa.Nella morbidezza di un alveo familiare degli anni Cinquanta dal sapore vagamente patriarcale ove passioni e sventure appaiono e scompaiono in un gioco velato di specchi, dove tutto si ammanta di sobrietà e misura e di non-detto, dove i bambini hanno i loro spazi definiti e invalicabili, ecco che irrompono eventi inquietanti immediatamente sigillati dagli adulti nei loro segreti conciliaboli. Ma niente sfugge ai ragazzi. Anzi, inizia per loro la più grande delle avventure: scoprire le verità intraviste che con pervicacia e perseveranza sono risoluti a svelare. Verità che si presenteranno dolorosamente, smascherando l’inattesa perfidia che si annida nel mondo dei grandi, scompaginando certezze e abitudini. Una specie di iniziazione, un urticante avvio alla consapevolezza.Intanto le stagioni fluiscono l’una nell’altra regalando colori ed emozioni, giochi e riflessioni e Marta giunge ai primi giorni del nuovo inverno consapevole di un’insospettata capacità di sorridere delle antiche paure e in qualche modo padrona del proprio dolore, dopo aver scoperto che il dolore appartiene a tutti, nessuno escluso.Una narrazione in prima persona dal tocco morbido, che indugia nella descrizione dei personaggi, cogliendone perfino i cenni o i mezzi sorrisi, figure emergenti a tutto tondo nel loro rapido alternarsi, come in una lanterna magica.
Nel ventitreesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Michele Visconti, che ci parlerà del suo libro "Il ponte di ghiaccio".Doveva essere solo un giro di poker, per ammazzare la noia e fare qualche soldo. E invece per un gruppo di amici universitari si spalanca un abisso di violenza. Braccati da una coppia di poliziotti rinnegati, killer che non guardano in faccia a nessuno, devono venire a capo di un segreto del passato e lottare per avere salva la vita.Michele, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Il ponte di ghiaccio":Ci sono grandi accadimenti di cui si parla per giorni, per settimane, per mesi, che scuotono una comunità intera e che finiscono come per imprimersi nella coscienza di tutto un paese. Di essi si sviscerano le dinamiche, le cause e le conseguenze, e diventano in qualche maniera esperienze comuni. Ma mille sono le storie che sono attraversate da quello stesso momento fatale che va sotto gli occhi di tutti e che restano comunque nel mistero, nel privato di una vicenda segreta, e che nessuno conoscerà mai se non per caso, o per racconti ritenuti anche improbabili.Claudio Morelli è un giovane nel limbo tra gli esami per diventare avvocato e il praticantato presso uno studio di Roma. La sua vita deve ancora imboccare la propria direzione definitiva, e lui può concedersi qualche piccola avventura con gli amici e i coinquilini. A maggior ragione se in un modo o in un altro ci si può guadagnare qualcosa. Come una buona partita di poker, per esempio.È questo, un capriccio giovanile con un po’ di brivido, la scintilla che dà il via a una travolgente serie di vicissitudini imprevedibili. Claudio e la sua compagnia si ritrovano loro malgrado a correre su e giù per l’Italia, invischiati in una vicenda ben più grande di quanto si sarebbero aspettati, che si colora sempre più dei toni neri e violenti del thriller. Il romanzo scorre su un ritmo incalzante e ricerca un realismo pieno e avvolgente. Fino al momento di tensione estrema, quando sarà un fatto impensabile a prendere le redini della narrazione e a dettare la soluzione ai protagonisti.
Nel ventiduesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Olga Rita Rovai, che ci parlerà del suo libro "Smargina la follia".La silloge poetica assume l’identità di un diario sincero, un itinerario interiore e la lettura diventa un dialogo aperto, continuo con il lettore, un colloquio che arricchisce e fa riflettere. Costretti a fare i conti con il Covid, diventa fondamentale reinventare una nuova quotidianità e svoltare la propria vita.Olga Rita, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Smargina la follia":Leggere le poesie di Olga Rita Rovai significa ripercorrere con lei un viaggio intimo, ma al tempo stesso collettivo, che lascia un solco profondo nel cuore di ognuno. La Poetessa, "spiaggiata" come le onde del mare o come un tronco sventrato, vive in un tempo sospeso, in cui il Covid, il grande antagonista dell’uomo in ogni angolo del mondo, provoca sofferenze e morti. Nelle giornate grigie, in una cronaca sempre uguale, priva di tutto quello che ha caratterizzato la sua vita, lo stato d’animo oscilla lento come una gondola "tra i fossi", consapevole che non può fuggire, può solo ripetere a se stesso che è vivo… ancora. Intanto fuori la natura prosegue sorprendentemente il suo corso, "ride al sole la collina", vive di vita propria e nel tempo che si dilata è possibile stupirsi dell’esplosione di una prematura primavera e della diversità delle piante "ciascuna uguale/ ciascuna diversa/ come l’uomo". In questo periodo "di vita ferma" la memoria e i sogni diventano importanti, insieme al desiderio di ridisegnare quello che faceva parte del passato! "Una rivoluzione al contrario", la definisce la Poetessa e con ragione. È sempre durante un conflitto che si progetta la società che verrà. Così è accaduto nella Seconda guerra mondiale con la successiva ricostruzione, la speranza di migliorare… ma oggi succederà ancora? La Poetessa lo chiede al lettore nell’intento di coinvolgerlo in una ricerca fattiva e sincera.(dalla prefazione di Maria Teresa Landi)
Nel ventunesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Iacopo Maccioni, che ci parlerà del suo libro "Dentro lo zaino".Il campo di concentramento femminile di Ravensbrück fu teatro di atrocità inaudite. A dominarlo, sadica arpia ebbra di crudeltà, la sorvegliante Hermine Braunsteiner. Quando la criminale nazista affronta finalmente un tormentato processo, chi con lei ha vissuto è pronta a raccontare una verità sconcertante.Iacopo, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Dentro lo zaino":Una storia commovente e crudele, che appassiona e sconvolge. Alla fine degli anni Settanta, le polveri della Seconda guerra mondiale si sono diradate, ma non gli interrogativi sulle sue pagine più terribili. La Germania si interroga su come sia stata condotta alla grande opera di sterminio, cosciente, scientifico. Si ricostruiscono i fatti, si cercano i protagonisti, si attribuiscono le responsabilità. Lo si fa con procedimenti rigorosi, che devono essere una risposta morale ancor prima che storica.Julia testimonia nel processo contro Helmine Reyes, la sorvegliante del lager di Ravensbrück che danzava macabra sui corpi dei prigionieri, nota nei racconti dei superstiti come la Cavalla di Majdanek. In migliaia sono morti sotto i suoi stivali di acciaio.Julia ha lavorato come infermiera a Ravensbrück. Lì, con Helmine è stata a lungo fianco a fianco. E lei Helmine la conosce, la comprende, la ammira, e di più. Insieme hanno servito il Reich, lo hanno fatto per la Nazione, per la Scienza, per la Storia. Niente ai loro occhi era più corretto, giusto, naturale.E accanto al processo nelle corti del diritto, ce n’è uno parallelo, più silenzioso e più estremo, che ha luogo nelle comunità degli uomini, dove vittime e carnefici si incontrano di nuovo.Una narrazione dallo stile composto, elegante, la cui preziosità descrive uno scontro fondamentale e spietato. Il giudizio sulle atrocità naziste viene dato da un altro punto di vista, tanto inaccettabile quanto lucido, che porta una vicenda storica personale ad allargarsi in ogni tempo e a scuotere alle radici la coscienza di ogni individuo.L’Autore ha deciso, per un velato riguardo nei confronti di individui scomparsi, di modificare i nomi delle persone coinvolte; tuttavia, nell’Appendice, sono presentate considerazioni e annotazioni sul processo in questione e sugli imputati dei quali si parla, utilizzando in questo spazio i nomi reali, i soprannomi e dati che consentono di identificare senza ombra di dubbio tutti i soggetti coinvolti.
Nel ventesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Alberta Pungetti, che ci parlerà del suo libro "Troppo buio per Agata".Due storie parallele, differenti per respiro e per ambientazione. Due diversi misteri che Gabriel Gautier, aspirante detective, attraversa con la propria curiosa e sagace umanità.Nelle acque vacanziere di Baratti, un’onda separa all’improvviso due ragazze bolognesi, due amiche molto legate. È un’onda repentina, violenta, omicida, ricoperta dalla schiuma della gelosia feroce per lo stesso giovane. Agata grida, chiama per avere aiuto, ma è lei che tiene il corpo di Elisabetta nel blu plumbeo e annegante dei cavalloni. Nessuno vede, e nessuno dubita della fatalità di quanto accaduto. Eppure, Gabriel qualcosa intuisce...Agata è buona, sorridente, discreta. Agata brava bambina, amica sincera, moglie innamorata. A Agata tutti vogliono bene. Ma in un’oscurità che nessuno può dissipare, Agata nasconde dei segreti violenti e terribili.Alberta, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Troppo buio per Agata":Due storie parallele, differenti per respiro e per ambientazione. Due diversi misteri che Gabriel Gautier, vignettista satirico e aspirante detective, attraversa con la propria curiosa e sagace umanità.Nelle acque vacanziere di Baratti, un’onda separa all’improvviso due ragazze bolognesi, due amiche molto legate. È un’onda repentina, violenta, omicida, ricoperta dalla schiuma della gelosia feroce per lo stesso giovane. Agata grida, chiama per avere aiuto, ma è lei che tiene il corpo di Elisabetta nel blu plumbeo e annegante dei cavalloni. Nessuno vede, e nessuno dubita della fatalità di quanto accaduto.Eppure, Gabriel qualcosa intuisce, ma nulla può se non ricordare. Tanto più che al suo ritorno nella placida Antibes, una nuova storia colora di giallo le sue giornate.Una donna che scompare porta il commissario Salvatore Lorrain, con cui Gautier collabora, a scavare con pazienza e ostinazione nelle pieghe dei segreti di un villaggio. In un luogo ameno dove tutto sembra scorrere tranquillo, si annidano mille verità oscure, grandi e piccoli misteri privati protetti in ogni modo dai loro protagonisti. Indizio dopo indizio, un passo alla volta nelle indagini, la tranquillità della provincia borghese finisce per svelare la propria inconsistente apparenza, mostrandosi culla di torbidi vincoli.Poi nel vortice della vita che passa, i fili di un destino inesorabile riallacceranno storie per lungo tempo chiuse ma non dimenticate, dalle radici avvinghiate nel profondo di remoti dolori intimi.
Nel diciannovesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Primula Galantucci, che ci parlerà del suo libro "Les jeux sont faits".Il romanzo è una lettera aperta al padre scomparso trent’anni prima, ispettore al Casinò di Campione d’Italia. La vita, le sensazioni della bambina diventata donna che si racconta al padre si intrecciano con le vicende e gli aneddoti di una delle sale da gioco più famose al mondo. Primula, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Les jeux sont faits":Trent’anni dopo la morte dei genitori, la protagonista, che mai è riuscita a rassegnarsi a questa perdita, per un caso fortuito ritorna a Campione d’Italia, dove ha vissuto da bambina.Campione d’Italia è sinonimo di Casinò, e la sala da gioco le riporta alla mente il padre, il suo favoloso papà, che a lungo vi ha lavorato. Arriva spontanea la necessità di riannodare i ricordi, riassettare le esperienze e nel farlo, in una sorta di lettera aperta, racconta al padre quanto è accaduto nella sua vita e nel mondo negli anni in cui lui non c’è stato.Primula Galantucci si apre alla suggestione della memoria, scardina le difese e si consegna alla pagina bianca riempiendola di amore e di voglia di vivere. La bambina timida e riservata di un tempo si rivela così per la donna determinata che è oggi, risoluta a non farsi stritolare dalle dinamiche societarie di una professione affascinante quanto spietata, appassionata di musica jazz, sempre disponibile per gli amici. E nel ripercorrere, con un pizzico di nostalgia agrodolce, i luoghi che il padre frequentava, incontra i suoi colleghi i quali, ora che la casa da gioco è fallita, le raccontano di lui e di alcuni aneddoti della vita del Casinò e dei suoi assidui giocatori.Il viaggio a ritroso nel tempo, per il Lettore, si trasforma in una riflessione sui legami e sulle dinamiche familiari troppo spesso intrise di e se...
Nel diciottesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Giusi Tamborini, che ci parlerà del suo libro "Il Ponte tibetano".Durante una freddissima notte invernale, mentre il ponte tibetano sibila preannunciando la disgrazia, viene rinvenuto il cadavere del primario di un ospedale, ex convento carmelitano. L’ispettore chiamato a indagare scopre che in un laboratorio poco distante è a coltura un batterio sconosciuto. I due eventi sono collegati? Giusi Tamborini riesce a trasmettere ai lettori una misterica inquietudine molto piacevole da assaporare.Giusi, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Il Ponte tibetano":Cuasso al Monte, provincia di Varese.Nevica. L’aria è freddissima, un vento fastidioso sibila in sottofondo.Altrettanto fa il ponte tibetano. E secondo una credenza popolare ciò è foriero di sventura.Nell’ospedale di montagna, già ex convento dei carmelitani scalzi, chiamato il Deserto, è una notte in cui si susseguono tanti piccoli inconvenienti. Dapprima squilla in corsia un campanello che fa capo all’obitorio, dove non c’è nessuno. Poi, una paziente girovaga per i corridoi, entra nelle camere, si avvicina ai malati che dormono e ne apre a forza la bocca. Infine, viene ritrovato, senza vita, il corpo del primario.A investigare sulla sua morte, la procura invia un abile ispettore di polizia, riservato e di poche parole, dotato della necessaria sensibilità per comprendere la sacralità che il luogo emana. Nel corso delle indagini, incontra una giovane ricercatrice coinvolta in un progetto sperimentale per la ricerca di energia pulita, che ha come oggetto e fulcro un batterio sconosciuto.Giusi Tamborini riesce a trasmettere ai lettori una misterica inquietudine molto piacevole da assaporare.
Nel diciassettesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Loredana Bottaccini, che ci parlerà del suo libro "Fantasy blues".Il ritmo cadenzato del blues sembra guidarci nel mondo profondo di Loredana Bottaccini, che con versi puliti, frementi, immediati rivela le due anime della sua poetica. Se ama infatti perdersi in paesaggi brumosi che richiamano descrizioni dal sapore gotico, non trascura di certo momenti in cui affetti e sentimenti irrompono sinceri e coinvolgenti. Loredana, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Fantasy blues":Il ritmo cadenzato del blues sembra guidarci nel mondo profondo di Loredana Bottaccini, che con versi puliti, frementi, immediati rivela le due anime della sua poetica. Se ama infatti perdersi in paesaggi brumosi che richiamano descrizioni dal sapore gotico, non trascura di certo momenti in cui affetti e sentimenti irrompono sinceri e coinvolgenti.Davanti ai nostri occhi si dipanano così immagini di vita lontana, ricordi ancestrali, paesaggi di un’Africa solitaria o dell’Irlanda, terra amata e desiderata; la natura si popola di fanciulle che danzano lievi, i capelli al vento, lo sguardo ridente, farfalle capaci di colmare la sua solitudine, rondini che migrano verso oltremare…Non è possibile rimanere insensibili a questo grido d’amore e ci accorgiamo di provare le stesse emozioni, di condividere lo stesso moto di meraviglia di fronte al creato.Corrispondono anche all’animo della poetessa prati e giardini in cui crescono senza controllo piante e fiori selvatici. Una vita apparentemente fragile, alla ricerca continua di un calore regalato dal sole, metafora dell’amore che scalda il suo animo, altrimenti gelido e solitario. Solo l’amore, infatti, è capace d’infondere gioia, nella consapevolezza che la pace può nascere solo dalla capacità di leggere dentro noi stessi.
Nel sedicesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Fabrizio Di Filippo, che ci parlerà del suo libro "La città è morta".Silloge di racconti, i cui personaggi si muovono in universi distopici, di natura ibrida, esplorano la terra di nessuno tra reale e irreale, tra vita e morte, passato e futuro. Al tempo stesso testimoni, vittime e artefici di un destino incommensurabilmente più grande di loro, la cui comprensione gli è negata a priori.Fabrizio, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "La città è morta":Silloge di racconti idealmente divisa in due parti: Dislocazioni e La città è morta.I racconti della prima sezione si muovono attorno all’idea di confine, esplorano la terra di nessuno tra reale e irreale, tra vita e morte, passato e futuro. Che si tratti di un essere né vivo né morto, alla ricerca di sentimenti che non gli sono stati forniti, di un uomo cui è stata sottratta la capacità di sognare, di un chimico che ha perso ogni ancoraggio temporale, del passeggero di un treno la cui destinazione gli è ignota, la realtà di ciascuno di loro ha subito una dislocazione. I protagonisti sono stati espulsi dalla propria vita e proiettati in una esistenza fuor di sesto. Anche quando si muovono, il loro movimento è solo un’illusione, un viaggio verso una destinazione che non conoscono o in cui non credono, una passeggiata lungo le strade di una città che è allo stesso tempo se stessa e il proprio contrario.Nella seconda sezione, le città conquistano il centro del palcoscenico; diventano immagini di una più ampia dissoluzione, lenti in cui si riflettono le metamorfosi dei loro abitanti. I passi dei protagonisti echeggiano nel silenzio di città semi-organiche afflitte da malattie terminali, tra la folla di città storiche in avanzato stato di decomposizione, nella desolazione di città in cui si muovono presenze non umane o da cui gli umani sono banditi. I personaggi dei racconti sono allo stesso tempo testimoni, vittime e artefici di un destino incommensurabilmente più grande di loro, la cui comprensione gli è negata a priori.Universi distopici, di natura ibrida, al cui fascino, a volte venato di macabro, è impossibile sottrarsi.
Nel quindicesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Micol Cigarini, che ci parlerà del suo libro "Myrddin".Thomas Myrddin è un ragazzo che cerca vendetta per la morte della madre. Non una vendetta qualsiasi, perché Thomas è un mago, uno dei discendenti del Fuoco. Una storia che si dipana tra l’incanto di un universo fantastico dominato dalla magia, e la realtà di una famiglia sconvolta da perdite dolorose.Micol, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "Myrddin":In un giorno di primavera come mille altri, Thomas sta seguendo Viviana, la compagna di classe per cui ha una gran cotta. Si batte con la sua timidezza, cercando un pretesto per scambiare qualche parola con lei. Tutto si sarebbe potuto immaginare meno che ritrovarsela a fluttuare nell’aria davanti agli occhi, con un orrendo mostro demoniaco che le esce dal corpo.È questo il modo con cui il ragazzo viene a scoprire che, oltre alla consueta realtà materiale delle cose, esiste un ricco e misterioso universo fatto di magia, creature portentose, dimensioni a malapena immaginabili. E Thomas in questo universo non solo è parte, ma occupa un posto importante. È infatti un mago bianco, raro e potente discendente del Fuoco.Ma se il mondo magico lo sorprende e lo stordisce, la realtà lo avvince in un momento drammatico: sua madre trova tragicamente la morte durante una strana rapina, suo padre sembra sopraffatto dal dolore. Tutto diviene per lui indecifrabile, tra il desiderio di vendetta e il bisogno di comprendere quanto gli sta accadendo. Sarà sua nonna a guidarlo con pazienza alla scoperta dei suoi poteri, e la stessa Viviana, sfuggente e bellissima, ad affiancarlo in una serie di viaggi, scontri, enigmi incredibili.Thomas, affrontando nemici arcani e avversari terreni, si confronterà tanto con le difficoltà del mondo magico che con le asperità della vita vera, che metteranno alla prova la sua volontà e la sua tempra.Un’avventura che fonde i toni epici del fantasy con le connotazioni calde e vibranti degli affetti, della famiglia e dell’amicizia.
Nel quattordicesimo episodio della terza stagione di Vitamina L siamo in compagnia di Emilia Giorgetti, che ci parlerà del suo libro "In punta di piedi d'estate".Gemma decide, dopo sei anni di assenza, di tornare a trascorrere le vacanze estive nella villa in campagna dell’amica Elena. La Grande guerra ha lasciato dietro di sé un paese dilaniato. La grande villa si configura come un tessuto vivente essa stessa coi suoi spazi interni ed esterni che accolgono i passi, i gesti, i pensieri, le risate, i canti, le riflessioni, le lacrime e i cicalecci dei suoi abitanti. E anche la Natura sembra talvolta intervenire ad accompagnare o commentare situazioni e stati d’animo. Due mesi estivi che paiono dilatarsi in una stagione senza fine...Emilia, oltre a parlarci del suo libro, risponderà ad alcune domande tratte dal Questionario di Proust.Giovane Holden Edizioni | www.giovaneholden.itSinossi "In punta di piedi d'estate":Gemma decide, dopo sei anni di assenza, di tornare a trascorrere le vacanze estive nella villa in campagna dell’amica Elena.La Grande guerra ha lasciato dietro di sé un paese dilaniato; la Spagnola, imprevedibile corollario, ha compiuto anch’essa un massacro. I Rossi hanno occupato le fabbriche, nei latifondi masse di affamati si sono impadroniti dei campi, lo spettro della Rivoluzione russa incombe mentre Agrari e Industriali armano bande di facinorosi ad arginare la spinta rivoluzionaria. Il re tace. Giolitti ha perso lo smalto. I sindacati soffiano sul fuoco.La grande villa, in questo contesto socio-politico, si configura come un microcosmo di individui ed emozioni, un tessuto vivente essa stessa coi suoi spazi interni ed esterni che accolgono i passi, i gesti, i pensieri, le risate, i canti, le riflessioni, le lacrime e i cicalecci dei suoi abitanti. Sprazzi di felicità si alternano alla malinconia e anche la perfidia riesce a insinuarsi tra le sue stanze; amori contrastati, amori rubati, amori vincenti, amori alla luce del sole ondeggiano nelle penombre ambrate degli ambienti domestici o nell’accecante riverbero della campagna bruciata dalla calura. E anche la Natura sembra talvolta intervenire ad accompagnare o commentare situazioni e stati d’animo.Due mesi estivi che paiono dilatarsi in una stagione senza fine. Il ritmo narrativo sembra adeguarsi con una sorta di rispetto e premura a personaggi, situazioni e stati d’animo, concedendosi pause riflessive e momenti lirici, senza trascurare l’immediatezza del dialogo e del confronto. E neppure, qua e là, una nota di umorismo. Il fondamentale immobilismo che sembrerebbe caratterizzare il mondo descritto viene pertanto smentito dalla virulenza di emozioni che muovono i personaggi, dai dialoghi fitti, talvolta un sovrapporsi di voci, dagli interrogativi che artigliano le coscienze.
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