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La Comunicazione Relazionale
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La Comunicazione Relazionale

Author: Sergio Omassi

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Benvenuta e benvenuto nel mio podcast. Ti porterò argomenti che riguardano la psicologia e in particolare l’ambito della comunicazione relazionale.
Mi chiamo Sergio Omassi e sono un formatore e un life coach, con il pallino di facilitare le relazioni, soprattutto quelle fondamentali, ovvero quelle con le persone con cui passiamo la maggior parte del tempo ogni giorno.
Sono specializzato nella lettura del linguaggio del corpo dell'essere umano, che considero la base irrinunciabile per poter capire realmente chi abbiamo davanti, ma anche noi stessi.
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Nel regno animale è rarissimo trovare tracce di empatia: ne sono capaci le scimmie antropomorfe, come noi esseri umani, ma noi, a differenza delle antropomorfe, sappiamo provare anche il contrario esatto dell’empatia.
Perché si fuma?

Perché si fuma?

2020-10-2613:27

Cosa si nasconde dietro al vizio del fumo? Perché alcuni, dopo la prima sigaretta entrano nel tunnel della dipendenza ed altri no? Han colpa i genitori fumatori? Oppure è una questione genetica? O tutte due le cose? E la chimica cerebrale quanto influisce?
Ci sono giorni in cui anche il nostro capo può essere nervoso ed avere una certa predisposizione alla rottura di zebedei fine a se stessa: sono momenti in cui, con modalità random, andrà a punzecchiare qualche nostro pari qua e là o magari si presenterà proprio davanti a noi per fare la stessa cosa, o ci convocherà nel suo ufficio.Il copione spesso si svolge su un’accusa generalizzante, non specifica, come fosse un’esca per innescare una discussione, tanto per sfogare il proprio nervosismo...
Facciamo chiarezza sui benefici che offre la conoscenza del linguaggio del corpo e su cosa si può ottenere nelle relazioni grazie a questa capacità.
Perché pensiamo che “libero è bello”?In un'epoca in cui tutto si muove sull'idea di autonomia e indipendenza personale, ci stiamo pericolosamente trasformando in "individui" e siamo sempre meno "persone".Dove stiamo andando come razza, a causa della smania di “bastare a se stessi”?
Sento spesso qualcuno che si lamenta per la “mala accoglienza” ricevuta in qualche negozio o ristorante da parte di commessi, camerieri o dei proprietari stessi.Una delle lamentele più frequenti è la mancanza di sorriso, seguita da quelle sui toni secchi e poco accoglienti, sulle risposte brusche, sul fatto che qualcuno parla senza guardare negli occhi il cliente, ma potrei fare una lista ben più lunga.È normale - e credo capiti a tutti – non sentirci accolti in assenza di un sorriso di benvenuto, o almeno di un suo lieve accenno, quando entriamo in un posto pubblico per comprare qualcosa, per chiedere un tavolo al ristorante, un caffè al banco o per ricevere un servizio.Tuttavia, proprio nel ruolo di cliente, a mio parere ognuno di noi potrebbe assumere atteggiamenti iniziali che favoriscano la gentilezza di chi ci accoglie...
Ipnosi al supermercato

Ipnosi al supermercato

2020-08-3115:51

Come può essere che al ritorno dal supermercato la maggior parte di noi si rende conto di aver acquistato più di un prodotto che non era nella lista? I motivi sono molteplici, ma uno dei principali riguarda come è strutturato il percorso all'interno del supermercato, ovvero come veniamo letteralmente accompagnati ad acquistare determinati prodotti, semplicemente grazie alla loro disposizione tra entrata ed uscita e sui rispettivi scaffali.Vediamo insieme i trucchi più frequenti.
Quanto, nelle espressioni di una lingua, si annida ancora una differenza di considerazione rispetto ai generi maschile e femminile?Vediamo insieme, partendo dall’analisi del modo di dire “casalinga di Voghera” ed arrivando fino ai vocaboli “nubile” e “scapolo”, le tracce persistenti di una discriminazione storica nei confronti dei soggetti femminili.
Cosa si cela dietro il grande successo dei social network? Sembra che in fin dei conti siano dei comodi ristoranti emotivi a bassissimo costo e sempre aperti ed è qui che molti di noi si cibano per saziare quella che Eric Berne, padre dell’Analisi Transazionale, chiamava “fame di riconoscimento” o, metaforicamente, “fame di carezze”.
A volte accadono cose che ci fanno rendere conto di aver perso, di aver fallito nei nostri progetti, nei nostri piani. Valutiamo tutte le opzioni possibili, tutte le strategie attuabili e ci rendiamo conto che nessuna è ormai utile a risolvere la questione: il gioco è finito ed abbiamo irrimediabilmente perso la partita. A questo punto, chi è dotato di intelligenza emotiva, chi sa gestire le proprie emozioni in maniera adulta, prende atto del fallimento, digerisce la lezione e si programma per voltare pagina, per andare avanti. Purtroppo esistono persone che, invece, entrano nella trappola della “reversione”.
Anche la scelta dell'abbigliamento e degli accessori che ci portiamo addosso è riconducibile al linguaggio del corpo, poiché esprime delle precise scelte relative a come vogliamo essere percepiti. Sono scelte spesso inconsapevoli che, però, creano impressioni specifiche nell'altro.Nel 2012 un gruppo di psicologi dell'Università del Kansas ha condotto una ricerca sulla correttezza della prima impressione basata sull'osservazione delle calzature dell'interlocutore. Te ne parlo in questo episodio.
Nel regno animale è rarissimo trovare tracce di empatia: ne sono capaci le scimmie antropomorfe, come noi esseri umani, ma noi, a differenza delle antropomorfe, sappiamo provare anche il contrario esatto dell’empatia. Vediamo insieme cos’è la “shadenfreude”.
Viviamo nella società della performance, in cui tutto si misura a prestazione, una terra in cui il disagio emotivo è diventato ormai un difetto, e viene trattato come tale. Immersi come siamo nella società dell’apparire, non possiamo ammettere agli altri, e spesso nemmeno a noi stessi, che soffriamo e, quando il disagio fa capolino, molti di noi cercano vie molto comode per uscirne al più presto e sentirsi parte del gruppo di quelli che stanno sempre bene, se la godono ed hanno una vita piena di gioie.
Molte delle nostre rabbie dipendono da invasioni del nostro territorio da parte degli altri. Quali sono i limiti? Come proteggiamo i confini? Quanti territori abbiamo da difendere?
Vediamo insieme le correlazioni, che esistono nel cervello del maschio, tra l’impulso sessuale e il denaro e valutiamo come questo contribuisce a inibire il senso di fiducia e la predisposizione alla collaborazione.In uno studio interessante, Men’s Brains Link Sex and Money, tenutosi alla Stanford University e pubblicato nell’aprile del 2008 da CNN International, viene spiegato cosa avviene nella mente degli uomini quando prendono rischiose decisioni finanziarie...
Molte persone, quando entrano in contatto per la prima volta con lo studio del linguaggio del corpo, si chiedono se può essere definito una scienza oppure no. Personalmente studio e insegno questo alfabeto silente dell’essere umano da quasi trent’anni e un’idea me la sono fatta. In questo episodio ti racconto la mia visione della comunicazione non verbale, e come io mi approccio ad essa quando devo leggerla su qualcuno.
Sembra che la parola “assertività” sia molto ricercata sui motori di ricerca e che molte persone non ne sappiano dare una definizione facilmente. In effetti si tratta di una dote molto più facile da riconoscere in qualcuno che ne è portatore, di quanto non sia facile darne una definizione corretta...
In questo secondo episodio iniziamo a parlare del linguaggio del corpo, come strumento per capire da un lato quali sono le emozioni del nostro interlocutore in tempo reale, e dall’altro quali effetti produce la nostra modalità di comunicazione in lui.
Grazie al consiglio di Emanuele Frisoni, da oggi esiste la mia web radio. Ti porterò argomenti che riguardano la psicologia e in particolare l’ambito della comunicazione relazionale.Mi chiamo Sergio Omassi e sono un formatore e un life coach, con il pallino di facilitare le relazioni, soprattutto quelle fondamentali, ovvero quelle con le persone con cui passiamo la maggior parte del tempo ogni giorno.
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