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Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Randi Ingerman, una bellissima modella lanciata da Julio Iglesias all’età di 16 anni. Non si è più fermata fino ad un bivio improvviso, che l’ha resa più forte di prima: l’epilessia. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Marco Baldini, un uomo brillante e tormentato che ribalta il tavolo, rivelando un’inedita versione dell’origine dei suoi mali.  Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Antonio Dikele Distefano, un ragazzo uscito dalla povertà grazie alla scrittura, ha esordito nei romanzi vendendo centinaia di migliaia di copie, per poi passare dalla musica collezionando platini e ori e nella sceneggiatura, facendo progetti per Netflix e ora per Amazon Prime Video. Ma un’altra sua grande ragione di vita è L’Africa, la sua missione è aiutare altri ragazzi black a crearsi una posizione. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Steven Basalari, un ragazzo che ha ereditato, oltre ad una grande educazione, una discoteca e lui l’ha resa la più famosa d’Italia: il Number One. Questa storia è dedicata a suo padre Mario, che gli ha insegnato l’arte del fare e lui, non da figlio di papà, ha lavorato giorno e notte per renderlo orgoglioso da lassù. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Fred De Palma, un ragazzo che, tra la strada e la lotta con i suoi demoni, ha reagito arrivando in vetta alle classifiche internazionali con il suo Raggaeton. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Sabrina Salerno, un’icona internazionale da decenni, che ci aprirà le porte delle sua vita attraverso le sue fragilità. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Andrea Pezzi, da volto di MTV alle scalate imprenditoriali, ci racconterà della guida che lo ha accompagnato nei vari substrati dei suoi successi: LA FILOSOFIA. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Nicoletta Amato, una donna che ha vissuto dietro le quinte e che, all’età di 65 anni, ha deciso di dire: IO ESISTO. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini. Una produzione One Podcast.
Oggi avremo il piacere di fare un viaggio con Big Luca, un ragazzo che ha mosso i primi passi facendo il buttafuori per poi creare un’impresa multimilionaria con il business online. Se sei interessato a qualche contenuto inedito puoi seguire il profilo Instagram One More Time Podcast o scrivere personalmente a me su LinkedIn: Luca Casadei. Il dream team di One More Time è composto da: Giovanni Zaccaria, Mauro Medaglia, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Margherita Pea e Filippo Perbellini. Una produzione One Podcast.
Un podcast che parla di rinascita
Luca Casadei, l’uomo dietro One More Time, si racconta in una profonda intervista che conclude questa stagione del podcast. Chi è Luca?! Luca è un talent scout, un esperto di comunicazione, un imprenditore ma è anche un figlio, un padre, un uomo che ha messo in discussione sé stesso di fronte a fallimenti e cadute, riuscendo a trovare nuovi modi per rialzarsi e rinascere. In questa intervista parla di sé e della sua vita, entrando negli aspetti più intimi e profondi: il rapporto con i genitori e la famiglia, i primi impieghi e i primi successi, il passaggio dal mondo delle discoteche a quello televisivo e successivamente quello del web. Mille sfaccettature, mille mondi diversi, per un viaggio intenso e pieno di spunti di riflessione.
Luca Casadei, l’uomo dietro One More Time, si racconta in una profonda intervista che conclude questa stagione del podcast. Chi è Luca?! Luca è un talent scout, un esperto di comunicazione, un imprenditore ma è anche un figlio, un padre, un uomo che ha messo in discussione sé stesso di fronte a fallimenti e cadute, riuscendo a trovare nuovi modi per rialzarsi e rinascere. In questa intervista parla di sé e della sua vita, entrando negli aspetti più intimi e profondi: il rapporto con i genitori e la famiglia, i primi impieghi e i primi successi, il passaggio dal mondo delle discoteche a quello televisivo e successivamente quello del web. Mille sfaccettature, mille mondi diversi, per un viaggio intenso e pieno di spunti di riflessione.
Vanessa Ferrari, la stella più luminosa della ginnastica italiana, racconta senza filtri la sua carriera a One More Time, ripercorrendo i problemi psicologici scaturiti da una carriera come la sua, i problemi alimentari e il coronamento del sogno di una vita, fino alla possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024. Nella puntata racconta i primi successi: “Nel 2004, ai Campionati Europei Juniores, ho vinto le prime medaglie importanti, sia di squadra che individuali. Lì ho iniziato a capire che potevo fare tanto per questa disciplina. Agli Europei del 2006 abbiamo vinto l’oro in squadra, è stata la prima volta nella storia, poi ai Mondiali ho vinto l’oro individuale: non è stato facile, dalla ragazzina normale che ero, sono passata ad essere un fenomeno mediatico”. Le difficoltà affrontate: “In palestra era sempre più brutto: prime delle Olimpiadi ci pesavano ad ogni allenamento e dovevamo dimagrire ogni giorno. Era impossibile, infatti ho iniziato ad avere problemi alimentari. Quando sono iniziate le Olimpiadi avevo paura del peso che avevo alla mattina, non delle gare. Questa cosa non era normale, mi ero abituata a vomitare ogni volta che mangiavo perché mi sembrava di ingrassare. Sono stata in cura per più di un anno, poi sono riuscita a uscirne”. Sulle Olimpiadi di Parigi 2024 l’atleta azzurra conferma i rumors: “Non escludo nulla, se starò bene fisicamente perché no?”.
Stefano Colombo il Global Sales Marketing Manager di Colmar, nell’anno del centenario dell'azienda, si racconta a One More Time. La Colmar dalle origini al centenario: "Tra poco festeggeremo il centenario di Colmar, azienda fondata dal mio bisnonno nel 1923. La leggenda narra che il nome fu scelto in un pomeriggio al bar con gli amici, poi scritto su un pacchetto di sigarette”. Il suo percorso in Colmar: “pensavo di poter dare una mano fin da subito: era il 2010, il digitale era ancora agli albori, i social erano praticamente inesistenti. Mi sono occupato soprattutto di portare una nuova mentalità sfruttando questa innovazione. Abbiamo rilanciato in questi anni il claim “In caso di neve, Colmar”. Oggi i brand sono dei veicoli di valori e devono suscitare emozioni: per ognuno la neve provoca emozioni, con sfaccettature diverse, ma Colmar è lì per condividere queste emozioni con tutti gli appassionati. Oggi siamo una realtà da 300 dipendenti e che nel 2020 ha fatturato più di 80 milioni nonostante la pandemia”.
Gianpiero Kesten uno dei podcaster più in voga negli ultimi anni, ideatore di “Cose Molto Umane”, si racconta a One More Time. Gli inizi, l’esperienza nella redazione de Le Iene, il primo figlio in arrivo e una svolta inaspettata: essere assunto come professore  in un istituto alberghiero: “I primi mesi son stati un inferno, ho commesso un grave errore: mi sono presentato come il classico prof simpatico. Poi però si sono creati dei bei rapporti umani, per me fare lezione era come raccontare delle storie”. La nascita di “Cose Molto Umane”: “Il progetto nasce nel 2020, durante la pandemia. A scuola le lezioni erano a distanza, in radio non potevo andare. Mi son trovato a casa un po’ spaventato, un po’ annoiato e con del tempo libero. Da lì è nata l’idea. In quel momento gli ascoltatori della radio avevano una grandissima fame di quello che la radio sa fare meglio, ovvero creare comunità. Il podcast è nato con questo scopo, partendo da quelle notizie un po’ da “nerd” che piacciono a me, sviluppandosi poi nel prendere le domande più strane lette su internet per parlare di umanità. Ad oggi sono oltre ottocento puntate e più di un milione di ascolti al mese”.
Max Ferrari fondatore di MC2 Saint Barth, il noto marchio di capi e accessori, racconta in questa puntata come è iniziata la sua avventura nel mondo della moda, portando il brand a essere conosciuto e riconosciuto a livello globale. Gli inizi e la nascita del marchio: “Mc2 Saint Barth nasce in spiaggia. Ero con un gruppo di amici in Sardegna . In quei tempi avevano tutti Sundek, aveva il monopolio. L’idea forte fu che per fare un costume non bisognava avere un’azienda. Non sapevamo nulla dell’argomento, l’abbiamo disegnato e abbiamo fatto realizzare i primi 15 prototipi a mano. Siamo andati in giro, con il mio socio, per venderli porta a porta”. La crescita e i momenti più difficili: “Il giorno più brutto è stato all’inizio. Ero parcheggiato con la mia macchina sul lago di Como, avevo già preso 3, 4 porte pesanti in faccia, avevo lasciato in quel momento l’avvocatura. È stato un pomeriggio molto molto lungo. Sono andato a provare a vendere e non ci ero riuscito. La mia sfortuna era che forse avevo qualcosa da perdere. A volte il non aver nulla da perdere ti fa essere più spavaldo. Io avevo qualcosa da perdere perché avevo studiato, amavo il mio lavoro e all’inizio questo mi ha creato un bel po’ di ansie”
Edoardo Barbares, in arte Max Felicitas, pornodivo e imprenditore nel mondo dell’hard si mette a nudo e si racconta a One More Time.La dipendenza dal sesso: “Io mi sveglio la mattina e penso al sesso, vado a dormire pensando al sesso. Mi porta via la giornata, mi porta via la mia vita. È un vero e proprio problema: i soldi che spendo in prostituzione sono tantissimi, ti bruci i rapporti con le persone”.Gli inizi della carriera: “Mi capita di partecipare a un casting per Rocco Siffredi. Penso che questa è la mia opportunità, devo fare il massimo. Inizio a lavorare per lui e faccio in modo che la stampa inizi a parlare di me. Chiambretti mi invita in trasmissione e mi definisce l’erede di Rocco Siffredi. Inizio a lavorare per case di produzioni internazionali ma non è così che si fanno i soldi.”L’imprenditoria a luci rosse e il mondo dei social: “L’ambiente del porno non mi piaceva. Quel porno lì ormai è finito e a lavorare sui social, creo la mia community, decido di analizzare il mercato del porno e creo il mio sito web in abbonamento. Sono diventato il precursore di OnlyFans”.
Giovanni Ciferri è uno studente di economia come tanti, ma con un’intuizione geniale. Con altri due soci e Zlatan Ibrahimovic lancia Buddyfit, una palestra digitale con oltre 300 classi al mese in diretta streaming tenute da noti personal trainer.Nella puntata racconta l’incontro con Ibrahimovic: “Patrizio Leoni mi scrive su WhatsApp alle 11 di sera e mi chiede se ero pronto a fare un pitch a Zlatan Ibrahimovic. Mi son lanciato! Eravamo in videocall su whatsapp alle 11 e un quarto di sera in piena quarantena. Io gli ho detto Buddyfit può diventare veramente la Netflix del fitness. Possiamo fare una cosa grande! Lui mi ha detto facciamolo! Gli inizi con Buddyfit Parlo con i miei due co-founder e gli dico: “io salto! Se volete potete saltare con me. Non avevamo un’idea, ci siamo dati un anno di tempo per cercarla. Abbiamo analizzato il mercato estero e siamo arrivati a concepire la palestra in casa. Iniziamo a cercare i primi investimenti attraverso il family&friends: se nel del tuo network di contatti non riesci a raccogliere i primi 20/30.000 euro allora potrebbe esserci un problema nell’idea o nel team”. La strada per il successo con Buddyfit: "Quello che ha differenziato Buddyfit è stata la capacità di creare una community intorno al servizio. Noi abbiamo creato tanto contenuto sui social. Abbiamo comunicato con due testimonial d’eccezione, Zlatan Ibrahimovic e Diletta Leotta".
Fabrizio Biggio, comico, conduttore e attore conosciuto dal grande pubblico anche per il sodalizio artistico con Francesco Mandelli con cui ha raggiunto la grandissima popolarità grazie al duo comico de I Soliti Idioti, si racconta in questa puntata di One More Time.Gli inizi della carriera artistica: “Ho iniziato con i fumetti. Dopo aver condotto un programma per una piccola tv locale, Mtv mi chiama per un provino. È stato un disastro. Passano sei mesi e non mi chiamano, allora creo un fumetto: io che aspettavo la loro telefonata e la mia vita che nel mentre diventava un disastro. Dopo due settimane mi chiama MTV: “ti vogliamo incontrare”. L’inizio con i Soliti Idioti: “Ho conosciuto Francesco Mandelli a MTVMad e abbiamo iniziato a scrivere degli sketch comici. Primo giorno di set, iniziamo a girare: è stato l’idillio, mi sembrava di girare con lui da sempre. Ci capivamo al volo. Il successo arriva nel 2009 con la terza serie e ci volevano per farne 2 film. Incassiamo 25 milioni al botteghino”.La fine del duo comico de I soliti Idioti: “Dopo i film, da un’operazione artistica siamo diventati un prodotto commerciale. Eravamo riconosciuti come quelli volgari. Non abbiamo saputo gestire la nostra arte, l’abbiamo data in pasto a chi ci voleva far dei soldi. A un certo punto decidiamo di fare il terzo film “La solita commedia - Inferno”, nel 2015. Un flop. Va malissimo e anche tra me e Mandelli le cose non andavano bene e lì son venuti fuori tutti gli attriti tra di noi, non ci siamo più parlati. In quella situazione ho sbagliato, ho tenuto tutto dentro, ma poi sono scoppiato. Ci separiamo, ma non c’è mai stata la forza o la voglia di risolvere”.
Mario Volanti, musicista, compositore e speaker radiofonico, fonda nel 1982 RADIO ITALIA SOLOMUSICAITALIANA. Decidendo così, di rispondere all’avanzata esterofila nel comparto musicale radiofonico di quegli anni.In questa puntata parla degli inizi e della fondazione di Radio Italia: "Ero insofferente: devo fare la radio. Mi chiama un'ascoltatrice affezionata e mi dice che il suo socio vuole fare una radio. Incontro Franco Borgonovo e fondiamo Radio Italia. La cosa stava diventando seria: nel ‘91 siamo diventati la prima radio d’Italia”.L’attentato: “Alle 4 del mattino mi chiama la polizia “deve venire subito, c’è stato un attentato: una bomba in radio”. Mi alzo e volo in radio, entro e non c’era più niente: bruciato tutto.Il rapporto con gli artisti: “Mi confronto con gli artisti dal punto di vista musicale. Uno dei primi con cui ho consolidato un bel rapporto è Enrico Ruggeri. La prima intervista Laura Pausini l’ha fatta con me, come anche Bocelli o Gigi D’Alessio. Ho ricevuto anche dei no: Gianni Morandi me ne ha fatta una sporca. Avevamo fissato il live nel nostro Music Place. Il giorno prima mi dicono “sicuro che domani Gianni Morandi verrà in Radio Italia?! A me risulta che sarà dalla De Filippi ad Amici”. Non è possibile, penso, avevamo preparato tutto. Alla fine abbiamo dovuto annullare tutti gli inviti. L'ho cancellato dalla mia vita. Poi siamo diventati di nuovo amici per la pelle”.
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