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il posto delle parole

Author: IL POSTO DELLE PAROLE

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori.
"ascoltare fa pensare"

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Davide Bregola"I solitari"Scrittori appartati d'italiaOligo Editorehttps://www.oligoeditore.it/Quindici ritratti di scrittrici e scrittori italiani. Alcuni di enorme successo - come Gavino Ledda con "Padre Padrone", Stefano Benni con "Bar sport" e Lara Cardella con "Volevo i pantaloni" - ma che poi hanno preferito abbandonare i riflettori; altri che hanno sempre scelto una vita appartata, anche se sono molto noti tra gli scrittori (i cosiddetti scrittori-per-scrittori), come Roberto Barbolini, col suo tipico baffo da moschettiere, o Gianni Celati, le cui opere sono addirittura raccolte nei Meridiani Mondadori. Ma abbiamo anche gente come Vitaliano Trevisan, attore dallo sguardo truce, capace di stilettate letterarie uniche. Bregola li ha conosciuti tutti e in questo libro racconta di incontri, aneddoti, capolavori, ma anche di tic, piccole debolezze e grandi virtù: ecco svelato il dietro le quinte di persone solitarie, che fanno dell'assenza la loro vitalità.Gavino Ledda, Gianni Celati, Rocco Brindisi, Roberto Barbolini, Stefano Benni, Ugo Cornia, Vitaliano Trevisan, Vincenzo Pardini, Francesco Permunian, Lara Cardella, Carmen Covito, Susanna Bissoli, Grazia Verasanai, Giovanni Lindo Ferretti, Aldo BusiDavide Bregola è scrittore e consulente editoriale. Ha pubblicato vari saggi e romanzi per diverse case editrici. Nel 2017 è stato Finalista al Premio Chiara con il libro La vita segreta dei mammut in Pianura Padana (Avagliano). Per Oligo Editore dirige la collana Daimon. Scrive sulle pagine culturali de “Il GiornaleIL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sebastiano Martini"Stato passivo"prefazione di Patrizio NissirioEdizioni Ensemblehttps://www.edizioniensemble.it/"Siamo tutti dei falliti rispetto ai nostri sogni"Romain Gary, Biglietto scadutoJacopo Nuti è un fallito. Non sa proprio dove trovarli i 50mila euro che gli servono per pagare i debiti e riaprire il ristorante. Il freddo curatore fallimentare che segue la pratica di fallimento è Folco Cerri, un avvocato di successo, 64 anni e un matrimonio finito alle spalle. Le vicende dei due si intrecciano e si confondono in una Firenze indifferente allo stato passivo in cui li ha messi la vita. Con una scrittura scorrevole impreziosita da termini legali, l’avvocato-romanziere Sebastiano Martini racconta una storia avvincente di sogni infranti e inaspettate riscosse.Così comincia:"Il bisturi, governato dalla mano ferma del medico legale, percorse sul cadavere una perfetta ipsilon, dalle spalle verso il centro del torace, così giù fino all'osso pubico. Dopo l'incidente, con un divaricatore costale, tagliò la cassa toracica, l'aprì, per esaminare il cuore e i polmoni.""Il curatore sembra un buon diavoloOggi mi ha offetto anche un caffèMi ha poi sorriso dato che ero un po' giùE siam rimasti lì, chiusi in noi, sempre di piùE siam rimasti lì, chiusi in noi, sempre di più"Paolo Conte, La ricostruzione del MocamboSebastiano Martini (1978) è nato a Parma dove vive e lavora come avvocato civilista. Ha pubblicato i romanzi Covadonga (2019) e, con Ensemble, La notte dell’acqua alta (2020).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Petra Senesi"Che mai sarà per noi il 1821?"La mostra dal nome “Che mai sarà per noi il 1821? I Moti per la libertà nell’Europa di Santorre di Santa Rosa”, organizzata dal Comune di Savigliano, inaugura domenica 24 ottobre a Palazzo Muratori Cravetta di Savigliano, città natale di Santorre di Santa Rosa, e termina lunedì 31 gennaio 2022.Gli orari di apertura sono il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.30 e in settimana su prenotazione. La sconfitta dei moti fa emergere la figura di Santorre di Santa Rosa, nobile sabaudo che, costretto all’esilio, diverrà “rivoluzionario di professione”, partecipando con Lord Byron alla guerra per l’indipendenza della Grecia dal dominio ottomano, morendo nella difesa dell’isola di Sfacteria. È dunque anche grazie alla figura risorgimentale di Santorre di Santa Rosa che nasce il mito romantico dell’“eroe rivoluzionario” che passerà da Garibaldi a Che Guevara. La mostra si realizza grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino che ha messo a disposizione numerose opere custodite nelle sue collezioni: documenti, manifesti, stampe, manoscritti e dipinti. La mostra si sviluppa in sei sale, e comprende due multivisioni. La prima dedicata al racconto degli anni che precedono i Moti fin dal 1814, seguendo come filo conduttore le parole di Santorre di Santa Rosa; l’altra, focalizzata sui 30 giorni dell’insurrezione, ricostruisce gli eventi a partire dalla testimonianza diretta di uno dei “congiurati”, illustrata da una rara raccolta delle mitiche Figurine Lavazza, distribuite negli anni 50 – 60 con le confezioni di caffè e oggi divenute vere e proprie rarità da collezionisti, che consentono di ritrovare il sapore visivo di vere e proprie “icone pop” della tradizione iconografica italiana.Si prosegue con una suggestiva ricostruzione del rientro del Re Vittorio Emanuele I a Torino nel 1814, dopo oltre 15 anni di esilio. Una sala dell’esposizione è interamente dedicata alla figura di Santorre di Santa Rosa, ripercorrendone l’iconografia (dalle stampe d’epoca al quadro di Daniele Fissore) e raccontandone le vicende personali e politiche. Il progetto storico-scientifico dell’esposizione, a cura del prof. Pierangelo Gentile dell'Università di Torino, prende vita grazie all’articolarsi di una pluralità di linguaggi, che intrecciano la parola scritta con immagini, grafiche, stampe, mappe, virtualità multimediale e percorsi sonori, privilegiando la narrazione rispetto all’esibizione di oggetti e collezioni. L’obiettivo di Punto Rec Studios, che ha curato e realizzato l’allestimento, è infatti quello di mettere al centro del percorso espositivo il coinvolgimento, anche emozionale dei visitatori, portati a rivivere direttamente l’esperienza di un episodio avvincente di storia del Piemonte e dell’Italia."Che mai sarà per noi il 1821?" non soltanto racconta la storia mettendola in scena, ma va alla ricerca dei riflessi che i fatti storici hanno avuto sull’immaginario collettivo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Simone Lattes"Premio Belma"https://www.latteseditori.it/A Lattes Editori il Premio BELMA 2021, tra Dante e l’educazione civicaAssegnato questo pomeriggio in collaborazione con la Fiera del Libro di Francoforte Anche i libri di testo scolastici hanno il loro premio internazionale. Si chiama BELMA (Best European Learning Materials Awards) e celebra ogni anno i migliori materiali educativi d’Europa. Quest’anno tra i premiati c’è anche l’Italia, con il Premio Speciale della Giuria assegnato alla Casa Editrice Lattes per il suo Cittadini con Dante, un testo per la scuola media scritto dalle professoresse Enrica Lavazza, Maria Acanfora, Silvia Fraboni e Anna Jacod.Questo premio arriva durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’iniziativa nata nel 2001 e giunta quest’anno alla XXI edizione, in programma dal 18 al 24 ottobre, che quest’anno ha come tema “Dante, l’italiano”.L’idea alla base di Cittadini con Dante è quella di svolgere con la classe dei percorsi interdisciplinari di educazione civica tra letteratura, storia e arte, a partire dalla vita e dalle opere di Dante Alighieri, di cui quest’anno ricorre il 700° anniversario della morte. Così, ad esempio, l’esilio del Poeta da Firenze apre un percorso che conduce fino al confino fascista e alla vicenda di Altiero Spinelli a Ventotene, dove prese forma l’idea dell’Europa unita. La figura di Francesca da Rimini, che compare nel Canto V dell’Inferno, permette di affrontare il delicato tema del femminicidio.Partendo poi da Costanza d’Altavilla, regina di Sicilia, che troviamo nel Canto III del Paradiso, si sviluppa il tema delle donne in politica, arrivando alle suffragette e alle Madri della Costituzione italiana.La pubblicazione del libro era stata accompagnata in primavera da una serie di webinar su questi temi, tenuti dalle autrici del testo e seguiti da migliaia di insegnanti. L’entusiasmo mostrato in quell’occasione dai docenti ha suggerito a Lattes l’idea di candidare il libro di testo ai BELMA. Oggi, la vittoria.“Può sembrare sorprendente che a ottenere questo riconoscimento sia un libro di testo tutto sommato tradizionale nella forma” racconta Simone Lattes, amministratore delegato della Casa editrice. “Cittadini con Dante non ha effetti speciali; niente percorsi multimediali, esercizi interattivi o tecnologie d’avanguardia. Ci sono solo l’originalità della proposta e la chiarezza espositiva. Un lavoro congiunto tra le nostre ottime autrici e la nostra redazione. A dimostrazione del fatto che, anche nell’età del digitale, la qualità dei materiali didattici è data prima di tutto dal contenuto.”I BELMA Awards sono assegnati in collaborazione con la Fiera del Libro di Francoforte, IARTEM (International Association for Research on Textbooks and Educational Media) e European Educational Publishers Group.La Casa Editrice Lattes è stata fondata a Torino nel 1893, quando Simone, allora impiegato dell’odierna Libreria Luxemburg, aprì la Libreria Lattes di via Garibaldi 3. Nella seconda metà del Novecento si è progressivamente concentrata sulla scuola secondaria di primo e secondo grado pubblicando libri di testo che hanno accompagnato milioni di studenti. Oggi la Casa Editrice è guidata dalla quinta generazione della famiglia.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sara Serenelli, Salvatore RitrovatoPaolo Volponi. Poesie giovanili.Einaudi Editorehttp://wwww.einaudi.it/«Una scoperta che mette in luce, di un grande narratore del Novecento, la coerenza interna e la importante, singolare vena poetica dei suoi esordi» - Maurizio Cucchi, RobinsonI viaggi / non mi spaventano. / Anche se girassi / dietro la fortuna. / Farei solo dei passi. / Col piede / accanto a un sasso. / Ogni strada / ha un sasso / e una margherita. / Ed io vado / sasso per sasso / e colgo la margherita.Volponi è stato uno dei maggiori scrittori del dopoguerra, ma è nato come poeta e ha frequentato la poesia per tutta la vita. Prima dell'esordio in prosa con il famoso 'Memoriale' (1962), aveva pubblicato tre importanti libri di poesia: 'Il ramarro' (1948), 'L'antica moneta' (1955) e 'Le porte dell'Appennino' (1960, premio Viareggio). Le poesie inedite recentemente ritrovate fra le sue carte e ora qui raccolte risalgono alla seconda metà degli anni Quaranta, alle soglie del 'Ramarro', e si spingono fino ai primi anni Cinquanta, nei dintorni dell'Antica moneta. Dimostrano uno stile molto personale, più fisico e «corporale» che non lirico-astratto. Sono percorse da un filo rosso contrastante di eros e repulsione. Ansie e insoddisfazioni giovanili si nutrono di un immaginario percorso di sangue e gesti violenti e di una lingua che percorre la tradizione dell'invettiva. E anche gli elementi naturali, molto frequenti (fiumi, colline, alberi, animali, campi lavorati), non sono mai pacificanti ma partecipano di un tumulto interiore, tanto più forte quando il poeta non sa trovarne una ragione e un bersaglio prestabiliti. Queste poesie sono un laboratorio linguistico e sentimentale destinato a dare i suoi frutti più maturi in là nel tempo, ma già mostrano accensioni di grande forza espressiva.Sara Serenelli è nata a Recanati (MC) il 7 gennaio 1993.Nel 2017 si laurea in Scienze Umanistiche, curriculum filologico letterario moderno con una tesi in Letteratura italiana e Critica dantesca dal titolo Sanguineti di fronte a Dante, presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo.Sempre a Urbino nel luglio del 2019 consegue la laurea magistrale in Filologia Moderna con una tesi di ricerca sulle poesie giovanili inedite di Paolo Volponi.Dal lavoro di tesi magistrale nasce la silloge di inediti volponiani Poesie giovanili che cura assieme al professor Salvatore Ritrovato, suo relatore di tesi magistrale, per la bianca Einaudi. Il volume è stato pubblicato nel giugno del 2020.Con il progetto di ricerca L’officina poetica del giovane Volponi. Nuovi autografi editi e inediti: “Altre” e “Immagini” è risultata tra i vincitori del concorso per borse di studio anno 2020 bandito dalla Fondazione Carlo e Marise Bo di Urbino.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nicola Magrin"Altri voli con le nuvole"Salani Editorehttps://www.salani.it/Una montagna, e poi le montagne, i cieli stellati, i boschi, i lupi, i mille colori della neve in Alaska, ma anche i pesci, la risalita del fiume, le immensità delle sterminate pianure e quei tramonti che non finiscono mai… Per Nicola Magrin ritornare alla natura significa ritornare a se stessi, abbandonarsi, dissolversi e infine riprendere forma con lei, dar senso così alla libertà. I suoi paesaggi da personali diventano universali, come universali sono i temi che accomunano parole e immagini di questa bellissima opera illustrata: il viaggio, l’avventura, la solitudine, la wilderness, gli amici sono la linfa di una vita, un’inesauribile tavolozza per i colori dell’anima. Un racconto pittorico in 123 stupefacenti acquerelli, un viaggio spirituale iniziatico. ‘Lassù immerso nei boschi di abeti, cirmoli e larici o al caldo della stufa non vivo sicuramente nessuna pretesa di eremitaggio, piuttosto la volontà di dialogare e di entrare in risonanza con la natura’.«Aspettavo da anni questo libro di Nicola, che qui esordisce come autore. È un libro poetico e avventuroso, è fatto con l’acqua e parla della ricerca delle proprie sorgenti. Una scoperta per i suoi nuovi lettori e un regalo per noi che già lo amiamo, e lo seguiamo incantati in questo grande viaggio».Paolo CognettiNicola Magrin è nato a Milano nel 1978. Ha illustrato, tra le altre cose, l’opera di Primo Levi (Einaudi), Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi), Il silenzio di Erling Kagge (Einaudi), Alpi ribelli di Enrico Camanni (Editori Laterza), Le antiche vie di Robert Macfarlane (Einaudi) e i volumi di Tiziano Terzani (Tea). Il suo primo libro illustrato, con il testo di Folco Terzani, si intitola Il Cane, il Lupo e Dio (Longanesi 2017). Nel 2018 il Centro Saint-Bénin di Aosta ospita la sua mostra personale La traccia del racconto (catalogo Silvana Editoriale). Per i grandi classici ha illustrato Il richiamo della foresta di Jack London nella traduzione di Gianni Celati (Nuages). Nel 2019 illustra il libro di Federico Rampini, L’oceano di mezzo (Editori Laterza) e la favola scritta da Ester Armanino, Una balena va in montagna (Salani Editore). Nel 2020 il libro Passi silenziosi nel bosco di Hugo Pratt, Nicola Magrin e Marco Steiner (Nuages).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elisabetta Pierini"La casa capovolta"Hacca Edizionihttps://hacca.it/Urbino e le Città del Libro - FestivalSabato 23 ottobreEsordireIn collaborazione con Scuola Holden.Alessandra Carati, autrice di E poi saremo salvi (Mondadori), ed Elisabetta Pierini, autrice di La casa capovolta (Hacca edizioni), raccontano i loro romanzi d’esordio. Con Milena Scaramucci.«Se pure fosse una favola – e, come le favole, ricca di dolcezza ma tinta di corrosiva asprezza – è il più deciso attacco alla realtà da me conosciuto (in letteratura) negli ultimi tempi.» — Angelo Guglielmi«In un moderno e anonimo sobborgo residenziale, con i suoi drammi esistenziali e psicologici che covano sotto la patina della normalità, vive la piccola Eva, bambina “difficile”, intelligentissima e disadattata, dotata di una sorta di interruttore mentale in grado di trasportarla (e il lettore con lei) in una dimensione fantastica, che è evasione dal mondo e sua trasposizione nel linguaggio della fiaba: una dimensione in cui le bambole parlano, le figure immaginarie convivono con quelle reali su un piano di assoluta parità e la profonda solitudine di Eva, trascurata da un padre assente e da una madre malata di nervi, si trasforma in un fitto dialogo con ombre ora amiche, ora minacciose, la cui presenza sembra costituire l’unico antidoto a quel senso di vuoto che grava su di lei come su tutti gli abitanti del quartiere.» — Paola CaprioloElisabetta Pierini nata a Pesaro (1964), vive a Fermignano. Laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche, lavora all’Università di Urbino come assistente tecnico. Con La casa capovolta ha vinto la XXIX edi- zione del Premio Calvino.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gek Tessaro "Però"

Gek Tessaro "Però"

2021-10-2214:27

Gek Tessaro"Però"Edizioni Lapishttps://www.edizionilapis.it/La terra è uno spazio libero. Non è di qualcuno.Il protagonista di questo albo è un piccolo mammut, molto contento della sua vita: gli piacciono i monti, i laghi, la sua mamma e il suo papà… PERÒ… ci sono anche gli umani, fastidiosi come grosse zanzare rumorose che passano il tempo a cercare di dargli noia. Sono brutti, cattivi. Sono quelli che hanno inventato le gabbie, devastano il bosco, avvelenano il fiume.Il papà ammette che sono piuttosto noiosi, ma spiega al piccolo che il mondo non è solo dei mammut, è di tutti ed è bello condividerlo. «Va bene», risponde il piccolo mammut, «Ma perché deve esistere l’uomo, se è così dannoso?».Il papà non trova una risposta.Interviene la mamma: «Avete ragione ma… c’è un PERÒ» dice, e li porta in una grotta. Padre e figlio restano senza fiato... gli umani sanno fare una cosa che nessun altro sa fare.Età di lettura dai 4 anniTessaro GekPoeta della parola e del segno, pluripremiato autore e illustratore di libri illustrati per bambini, Gek Tessaro è uno degli autori più amati e vicini al mondo dell'infanzia. Ha collaborato con diverse case editrici e i suoi libri hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il premio Andersen come autore e come illustratore e il premio nazionale Nati per leggere. Oltre a scrivere e illustrare, ogni anno Gek Tessaro - insieme a Lella Marazzini - porta in giro nei teatri italiani i suoi spettacoli di "teatro disegnato", capaci di incantare grandi e bambini. Nel buio della sala, armato di pennelli, colori e di eleganti figurini fatti a mano, l'artista disegna in diretta le sue storie sulla lavagna luminosa, che le proietta, ingigantendole, su un grande telo bianco. Il tutto accompagnato da musiche suggestive e dalla sua voce narrante.Da anni propone e conduce attività di laboratorio di educazione all’immagine, letture animate e incontri con i bambini.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rosalba Manes"La melodia del silenzio"La figura sorprendente di Giuseppe di NazarethAncora Librihttps://www.ancoralibri.it/La nostra ricerca sulla figura di Giu­seppe di Nazareth nasce dal fasci­no del silenzio che contraddistingue ogni sua comparsa nella Bibbia. Giu­seppe è l’uomo del silenzio che tut­tavia risponde alla chiamata dell’Al­tissimo mettendo in gioco tutto se stesso; non ha detto parole, ma è stato un uomo di parola, capace di mantenere la parola data con Dio, la sua sposa e il bambino a lui affidato, ma anche con la terra e la fede dei padri. In un tempo caratterizzato dal logorio del linguaggio, la Scrittura ci offre la chance di imparare a saggia­re le nostre parole alla luce di quelle che hanno generato e rivitalizzato la fede lungo i secoli La vita dei Santi è «una prova concreta che è possibile vivere il Vangelo. Gesù ha detto: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29) ... San Paolo ha esplicitamente esortato: “Diventate miei imitatori!” (1Cor 4,16). San Giuseppe lo dice attraverso il suo eloquente silenzio». Rosalba Manes è una consacrata dell’Ordo virginum e professore straordinario di Teologia biblica nella Facoltà di Missiologia dell’Università Gregoriana.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Diego Beltrutti di San Biagio"Llibre de l'Orde de Cavalleria"di Ramon LlullAraba Fenice EdizioniFesta del libro medievale e antico, Saluzzo (Cuneo)Domenica 24 ottobre 2021, ore 12:00Il Quartiere – Ex Caserma Musso, Antiche Scuderie (Piazza Montebello,1)Incontro con Diego Beltrutti di San Biagiotraduttore de Llibre de l’Orde de Cavalleriain collaborazione con Araba FeniceQuesto testo scritto in catalano, definito un best seller europeo alla fine del XIII secolo, è oggi disponibile in una traduzione in lingua italiana commentata e ricca di note. La lettura è decisamente consigliata a coloro che si occupano di cultura medievale e vogliono approfondire il tema della Cavalleria.Ramon Llull - Raimondo Lullo (Palma di Maiorca 1232-1316) è stato uno degli autori più noti e prolifici del medioevo. Le sue innumerevoli opere, scritte in catalano, latino e arabo, abbracciano ogni aspetto dello scibile del suo tempo. Fondò nel 1276 la prima scuola di lingua araba a scopi missionari.Diego Beltrutti di San Biagio, laureato in medicina e chirurgia, ha dedicato anni ed energie allo studio della Medicina del Dolore, settore nel quale è un esperto internazionale. Da oltre dieci anni è alla guida del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri – Ordine Cavalleresco Sovrano del Principato di Seborga, e da oltre venti anni si occupa di Cavalleria medievale. Autore e curatore di diversi saggi tra cui Catechismo Templare, I Templari e Seborga, i Cavalieri de Tempio tra San Bernardo e la Libera Muratoria, I Templari cuore pulsante di Seborga, è una voce attenta e significativa al recupero delle vere radici della Cavalleria spirituale.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giulio Busi"Giulio II"Il Papa del RinascimentoMondadori Editorehttps://www.mondadori.it/Due grandi figli della Liguria si contendono il Rinascimento. Per Cristoforo Colombo, il mare è l’occasione di riscatto e di successo. Per Giuliano Della Rovere c’è Santa Madre Chiesa.Giovanissimo, Giuliano viene proiettato sulla scena dallo zio, asceso al soglio pontificio come Sisto IV. La nomina a cardinale gli arriva quando non è ancora trentenne, nel 1471. Non si fermerà più. Passo dopo passo, scontro dopo scontro, cresce in potere, fama, forza diplomatica. S’impone grazie a un talento innato per l’intrigo, ma anche a un’incrollabile fede nella missione della Chiesa. Tiene testa ad Alessandro VI Borgia, il suo grande, temibile rivale. Partecipa a quattro conclavi, e da quello del 1503 esce papa come Giulio II.I dieci anni del suo pontificato sono i più splendidi e controversi di tutta l’età rinascimentale. Attira a sé i supremi artisti del tempo e li coinvolge in programmi ambiziosissimi, stabilendo con loro un rapporto spesso conflittuale, eppure sempre fecondo. Con Bramante progetta l’immenso cortile del Belvedere e avvia la costruzione della nuova basilica di San Pietro. Ingaggia un riottoso Michelangelo, lo costringe all’opera immane della volta della Sistina e gli commissiona il proprio gigantesco monumento funebre. Affida a Raffaello la decorazione delle Stanze vaticane. Perché sa che l’arte genera prestigio e, insieme al ferro e al fuoco della guerra, potrà rendere di nuovo grande la Chiesa.Di questo pontefice, terribile e lungimirante, Giulio Busi descrive con acume anche la dimensione quotidiana e affettiva. Dietro al papa guerriero e collerico scopriamo così il religioso di solida cultura, l’amante della compagnia femminile, il padre premuroso della bella e saggia Felice, l’uomo afflitto dalla solitudine. È l’altra faccia del mito, il teatro delle ombre che accompagna le luci di un’Italia nella sua massima fioritura. Tutt’attorno ruota il mondo delle corti italiane e delle grandi potenze europee, fitto di trame e tradimenti, in cui gli alleati di oggi si trasformano, in un battibaleno, in nemici mortali.In questo turbinio di splendori e miserie, di sublimi capolavori e crimini efferati, Giulio II si fa largo con il suo stile inimitabile, fatto di arroganza, flessibilità e, perché no, idealismo. Il suo ideale? Il potere terreno, a tutti costi, come garanzia della Chiesa universale. E se qualcuno vuol dubitare, si accomodi pure, ma stia in disparte. Lui, dei dubbi, non sa che farsene.Giulio Busi è professore ordinario alla Freie Universität di Berlino e presidente della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio. Ha scritto di mistica ebraica, di storia rinascimentale, della filosofia di Giovanni Pico della Mirandola. Collaboratore di lungo corso delle pagine culturali del «Sole – 24 Ore», ha uno stile letterario inconfondibile, incalzante e, al tempo stesso, documentatissimo. Per Mondadori ha pubblicato: Lorenzo de’ Medici (2016), Michelangelo (2017), Marco Polo (2018) e Cristoforo Colombo (2020).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppe Di Giacomo"Richard Wagner. Una guida filosofica"Carocci Editorehttp://www.carocci.it/Il libro colloca l’opera di Wagner fra un’arte tradizionale – basata sull’idea di totalità e di un senso assoluto – e un’arte moderna – basata sulla frammentarietà e su un senso mai raggiunto. Di qui la rilevanza dei temi dell’attesa, che non trova un compimento finale, e della redenzione, intesa come apertura a un bisogno mai soddisfatto all’interno di un cristianesimo senza trascendenza. Grazie a questa guida filosofica, la modernità di Wagner appare al lettore in tutto il suo rilievo."Occuparsi oggi di Richard Wagner significa mettere in evidenza come un'opera gigantesca della storia della cultura occidentale non possa esaurirsi in un'interpretazione univoca e totalizzante: le grandi opere presentano infatti un significato che non può essere definito una volta per tutte, ed è proprio questo a dare a tali opere una dimensione di eternità. Perciò "Richard Wagner. Una guida filosofica" non intende proporre al lettore una ricostruzione di ordine strettamente storico, musicologico o filologico, ma tenta di far emergere quel senso che solo rende possibile alle opere wagneriane di continuare a parlarci."Giuseppe Di Giacomo, già professore ordinario di Estetica alla Sapienza Università di Roma, è filosofo e saggista attivo a livello internazionale. Tra le sue pubblicazioni: Estetica e letteratura (Laterza, 1999), Fuori dagli schemi (Laterza, 2015), La bellezza abbandonata (Il Mulino, 2021).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Franco Giletta"La tavolozza di Leonardo"Il genio di Vinci e l'antico Marchesato di SaluzzoFusta Editorehttps://fustaeditore.it/shop/Festa del libro medievale e antico, Saluzzo (Cuneo)Sabato 23 ottobre, ore 16:30Il Quartiere – Ex Caserma Musso, Antiche Scuderie (Piazza Montebello,1)Franco Giletta, presenta:La tavolozza di Leonardo. Il genio di Vinci e il Marchesato di Saluzzoin collaborazione con Fusta editoreUna donna francese di potere e di cultura, un famoso scultore lombardo, un influente e misterioso giureconsulto saluzzese, al governo di Milano durante la dominazione francese, furono le personalità che resero possibile un viaggio di Leonardo da Vinci nelle terre dell’antico Marchesato di Saluzzo...Dal 1511, per preparare e per mescolare i colori che servirono a dipingere i suoi capolavori, Leonardo da Vinci utilizzò una tavolozza di pietra bianca proveniente dai monti del Marchesato di Saluzzo.Quali rapporti ebbe con l’antico Stato e le sue principali personalità politiche e culturali?Perchè fu un misterioso giureconsulto e mecenate saluzzese a salvarlo diplomaticamente e finanziariamente da un’intricata controversia sorta con la Repubblica fiorentina di Pier Soderini dopo il fallito tentativo di realizzazione del grande dipinto della Battaglia di Anghiari?È possibile che in un viaggio segreto avesse studiato le modalità realizzative del Buco di Viso, il primo traforo delle Alpi, fatto scavare dal Marchese Ludovico II ai piedi del Monviso?Perché una delle prime copie cinquecentesche dell’Ultima Cena fu fatta realizzare a Revello proprio nell’anno della morte del Genio? In una statua realizzata da uno scultore lombardo nel Saluzzese nei primi anni del Cinquecento si cela un ritratto di Leonardo da Vinci?Partendo dall’analisi di un manoscritto conservato all’Institut de France di Parigi, in cui Leonardo citò Saluzzo, il Monviso, la Certosa, il Mombracco, l’amico scultore Benedetto Briosco e la pietra da utilizzare come tavolozza, l’autore ci accompagna in un avvincente viaggio attraverso luoghi e opere d’arte dell’antico Marchesato. Grazie a documenti dell’epoca, si giunge a rileggere la vicenda ancora poco conosciuta del regno di Margherita di Foix, la consorte francese di Ludovico II, che fece della ricerca della cultura e della bellezza la sua arma diplomatica, rivelando l’inaspettata influenza che le opere e il pensiero di Leonardo, nel periodo della dominazione francese su Milano, ebbero anche in questo piccolo Stato dell’Italia del Rinascimento.Franco Giletta (Saluzzo, 1967), avvocato e professore di discipline giuridiche ed economiche. Artista autore di opere pittoriche oniriche e visionarie. Suoi dipinti si trovano in collezioni provate e pubbliche in Italia e all’estero. Dal 2004 una sua grande pala d’altare dedicata a Sant’Antonio Maria Claret è collocata in permanenza nella Chiesa storica di Santa Lucia del Gonfalone a Roma.Nel 2011 ha esposto alla 54a Biennale di Venezia, nel 2013 ha realizzato il ritratto di Lucia Bosè utilizzato per il manifesto del film Alfonsina y el mar, nel 2015 il suo Omaggio al Monviso è stato esposto nella mostra il Tesoro d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi al Padiglione Eataly di Expo Milano 2015.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Marcello Simoni"La profezia delle pagine perdute"Newton Compton Editorihttps://www.newtoncompton.com/Festa del libro medievale e antico, Saluzzo (Cuneo)Sabato 23 ottobre, ore 18:00Marcello Simoni presenta: "La profezia delle pagine perdute"https://www.prenotazionifondazionebertoni.it/evento/incontro-con-marcello-simoni/Un grande thriller storicoLa nuova avventura del mercante di libri maledettiIgnazio da Toledo è morto. O almeno questo è ciò che racconta Uberto, suo figlio, quando, nel luglio del 1232, raggiunge la corte di Sicilia nella speranza di riabbracciare la sua famiglia. Palermo, tuttavia, sarà per lui l’inizio di un nuovo incubo. Se di sua madre si sono perse le tracce, sua moglie e sua figlia sono tenute prigioniere in un luogo ben celato. Il loro carceriere è Michele Scoto, astrologo personale dell’imperatore Federico II, convinto che il mercante gli abbia sottratto e nascosto un libro misterioso, la leggendaria Prophetia Merlini. Uberto ignora che le sue disavventure siano intrecciate a quelle di un uomo senza passato che sta navigando su una nave di pirati barbareschi lungo le coste dell’Africa settentrionale e del mar Rosso. Il suo nome è Al-Qalam e, obbedendo gli ordini di un crudele capitano, è alla disperata ricerca di un tesoro inestimabile e capace di legare Dio all’uomo, un tesoro donato in tempi remotissimi da re Salomone alla Regina di Saba. Mentre Al-Qalam lotta per ritrovare la sua identità e Uberto per salvare la madre, Sibilla tenta con ogni mezzo di ricongiungersi alla famiglia e di sfuggire all’acerrimo nemico di Ignazio da Toledo, lo spietato frate domenicano Pedro González…La saga italiana più venduta nel mondo Ai primi posti delle classifiche Un autore da un milione e mezzo di copie Vincitore del Premio Bancarella«Chi sa raccontare in maniera più avvincente e grandiosa di Marcello Simoni? Chi meglio di lui accoppia personaggi storici e personaggi di fantasia fino a confondere il lettore su verità e immaginazione? Simoni è l'unico legittimo erede di Umberto Eco (ma è più divertente del maestro).»Antonio D’Orrico«Il principe del giallo storico all’italiana.»la Repubblica «La cultura medievistica di Umberto Eco riverbera luminosa sulla narrativa di Marcello Simoni.» Il Messaggero «Come sempre Simoni coinvolge e cattura l’attenzione. Solo lui, tra i giallisti storici italiani, sa stupirci con innata maestria e assoluto rispetto del contesto epocale.» La StampaMarcello SimoniÈ nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La profezia delle pagine perdute è l’attesissimo seguito della saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, che ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Eric Salerno"Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati"Il Saggiatorehttps://www.ilsaggiatore.com/Una pista nel deserto, una traccia effimera ma affidabile percorsa nei millenni da viaggiatori berberi, tuareg, occidentali. Una carretera accidentata che dai templi maya porta a un’Acapulco dalle spiagge affollatissime. Un sentiero di giovani pellegrini alla ricerca di se stessi che si snoda fra le montagne dell’Afghanistan e Katmandu attraverso il mitico passo Khyber. Rotte che oggi non si possono più percorrere: il Sahel e il Sahara sono costellati di avamposti militari impegnati in una vana lotta ai trafficanti di esseri umani, le carreteras del Centroamerica sono autostrade contese dai narcos, scollinare il Khyber vuol dire consegnarsi ai sequestratori. Questi orizzonti sono perduti.Eppure ci sono anche orizzonti ritrovati. Il Sud asiatico non puzza più di napalm. Sul delta del Mekong le canoe dei turisti procedono incolonnate. Le immagini del tempio di Angkor sono punteg- giate dai colori delle magliette dei visitatori – ma attenzione a non uscire dai percorsi segnalati: il rischio di saltare in aria per le mine antiuomo disseminate da vent’anni di guerre americane non è una leggenda. Le sponde orientali del Mar Rosso, inaccessibili fino a non molto tempo fa, sono una lunga striscia di stabilimenti balneari – forse l’esempio più eclatante del turismo mordi e fuggi, volutamente ignaro delle violenze che si compiono a pochi chilometri di distanza.Eric Salerno consegna a Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati le proprie riflessioni sul viaggio. Cacciato con i genitori dal Bronx maccartista e approdato alle colonne romane di Paese Sera, ha scelto il giornalismo per osservare con i propri occhi quello che succedeva, vicino e lontano. Dall’amato Sahara solcato a bordo di una scalcagnata Fiat Campagnola alle isole Bikini, pattumiera delle scorie dei test nucleari, dalla Palestina dell’intifada alla Cina convertita al capitalismo, Salerno ha incominciato presto a girare il mondo e l’ha visto trasformarsi. E oggi non nega la propria preoccupazione: lo stiamo distruggendo, con le nostre guerre, la nostra avidità, la nostra incuria. Il suo augurio è affidato a un cartello piantato alle pendici dell’Uluru, la montagna sacra degli aborigeni australiani: «Questo è un posto speciale. Siate consapevoli. Camminate tranquillamente. Calpestate con leggerezza».Eric Salerno ha percorso le strade di tutto il mondo con il passo del viandante, lo sguardo del giornalista e la giusta dose di incoscienza. In questo diario di viaggio e di vita racconta tutti i luoghi che la follia umana ha reso inaccessibili; e tutti quelli di cui invece ci siamo riappropriati.Eric Salerno (New York, 1939), giornalista, inviato speciale, esperto di questioni africane e mediorientali, è stato corrispondente del Messaggero da Gerusalemme per quasi trent’anni. Nel 1961 ha portato i Peanuts di Charles M. Schulz in Italia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Guida al Sahara (SugarCo, 1974), Fantasmi sul Nilo (SugarCo, 1979), Israele. La guerra dalla finestra (Editori Riuniti, 2002), Genocidio in Libia (manifestolibri, 2005), Mosè a Timbuctù (manifestolibri, 2006). Per il Saggiatore sono usciti Uccideteli tutti (2008), Mossad base Italia (2010), Rossi a Manhattan (2013), Intrigo (2016) e Dante in Cina (2018).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Leonardo Mendolicchio"Il peso dell'amore"Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuolaprefazione di Francesca FialdiniBUR Rizzolihttps://bur.rizzolilibri.it/Venerdi 22 ottobre alle ore 18.00 alla libreria Ippogrifo (corso Nizza, 1) a Cuneo sarà presentato il libro “Il peso dell’Amore” – capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola - di Leonardo Mendolicchio (responsabile della Unità operativa di riabilitazione DCA auxologico Piancavallo). Prefazione di Francesca Fialdini.L’incontro è promosso dall’Asl CN1, in collaborazione con l’associazione A-fidati.Sarà presente l’Autore. Introdurrà Anna Maria Pacilli, responsabile del Centro per i Disturbi delComportamento Alimentare dell’Asl CN1.http://www.ippogrifo.com/In questo viaggio dentro i disturbi alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di DCA illustra, con esempi e casi concreti, che cosa accade quando una ragazza o un ragazzo decide di alimentarsi in modo diverso e spiega perché è importante affrontare i disturbi legati al cibo all'interno della famiglia e a scuola, e come rapportarsi alle cure con l'aiuto dei terapeuti.Che cos'è un disturbo alimentare? E perché proprio mio figlio si è ammalato? Sono le domande che si pongono sempre più genitori a fronte dell'aumento dei casi di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) tra i ragazzi, divisi tra stupore e disperazione, tra negazione e abnegazione totale alla "malattia". L'arrivo dell'anoressia, della bulimia, delle dipendenze da cibo e degli altri disturbi alimentari è infatti il punto di non ritorno rispetto a una normalità (spesso solo apparente) che era vissuta prima, e la famiglia è parte in causa di questa drammatica realtà. Ma qual è il comportamento giusto da adottare per riconoscere gli atteggiamenti sentinella e affrontare i sintomi conclamati di una malattia che non riguarda soltanto l'equilibrio della massa corporea, ma anche e soprattutto il senso di adeguatezza nel vivere? In questo viaggio dentro i disturbi alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di DCA illustra, con esempi e casi concreti, che cosa accade quando una ragazza o un ragazzo decide di alimentarsi in modo diverso – perseguendo una folle magrezza, oppure, al contrario, decidendo di non porre freno a una fame smisurata –, e spiega perché è importante affrontare i disturbi legati al cibo all'interno della famiglia e a scuola, e come rapportarsi alle cure con l'aiuto dei terapeuti. Perché la guarigione è possibile, se si è uniti nella battaglia.Leonardo Mendolicchio è medico psichiatra psicoanalista, membro della scuola lacaniana di psicoanalisi e della Associazione mondiale di psicoanalisi. Da sempre dedito alla cura e alla lotta dei disturbi alimentari, ha creato e diretto diverse realtà terapeutiche in Italia per il trattamento di tali disturbi. Al momento dirige un reparto di riabilitazione per i disturbi alimentari dell’Istituto auxologico di PIancavallo (VB). Ideatore del progetto Food For Mind per la diffusione di una metodologia di cura inclusiva e innovativa. Supervisore scientifico per Ballandi Arts della docuserie TV Fame d’amore andata in onda su Rai 3. Pugliese di nascita, è innamorato della Sardegna, regione per la quale sostiene dal punto di vista scientifico la comunità Lo Specchio, unica realtà terapeutica presente sul territorio sardo. Appassionato di gatti e di arte, crede fermamente nel valore del legame come antidoto al malessere contemporaneo. Ha pubblicato Il resto dell’amore per ET/ET (2010), Bisogna pur mangiare per Lindau (2017) e Prima di aprire bocca per Guerini Editori (2018).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sacha Naspini"La voce di Robert Wright"edizioni e/ohttps://edizionieo.it/La verità è che siamo tutti tizi impauriti, vestiti a festa ma nascosti chissà dove nella speranza che qualcuno si accorga di noi.Da quasi trent’anni sei il doppiatore ufficiale di uno degli attori più famosi e strapagati di Hollywood. Per il pubblico non hai neanche un nome, sei “la voce di Robert Wright”. Consacrare l’esistenza a un portento del cinema mondiale ha avuto il suo prezzo: rimanere nell’ombra. Sei comunque una star, ma dei titoli di coda. Quaranta film e tanta abnegazione ti hanno consentito di avere soldi, riconoscimenti, una bella casa nel centro di Roma. Una famiglia. Un giorno arriva la notizia: Robert si è suicidato nella sua villa in California. Ora sei la voce di un morto.La perdita del tuo dio ti lascia orfano. Dopo aver fatto parlare innumerevoli personaggi te ne resta solo uno da interpretare: te stesso. Stavolta non c’è copione, sei costretto a scendere dal palco, a togliere la maschera. E la finzione crolla. Chi sei adesso? Possibile che la tua vita sia stata solo un’inutile esibizione? Qualcosa dentro di te si rompe, ti sembra di impazzire, nemmeno la tua famiglia riesce ad aiutarti. Poi scorgi i primi indizi. Non sai cosa pensare quando intuisci che forse, come da dietro le quinte, qualcuno sta allestendo una terribile congiura ai tuoi danni... Per scoprire la verità devi finalmente vestire gli abiti del protagonista. E distruggere tutto.Di Sacha Naspini le Edizioni E/O hanno pubblicato Le Case del malcontento, Ossigeno, I Ca­riolanti, Nives. è tradotto o in cor­­so di traduzione in Inghilterra, Canada, Sta­ti Uni­ti, Francia, Grecia, Corea del Sud, Cina, Croazia, Russia e Spagna.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Bianca Roagnadirettrice del Centro Studio Beppe Fenoglio"Beppe Fenoglio 22"https://www.centrostudibeppefenoglio.it/it/Il primo marzo del 2022 ricorrono i cento anni dalla nascita di Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano, per utilizzare le sole parole con cui chiedeva di essere ricordato, abile traduttore e drammaturgo, capace di raccontare la Resistenza e il mondo contadino delle Langhe con uno stile tanto efficace e peculiare da renderlo uno degli autori di riferimento della letteratura italiana.Il Centro Studi Beppe Fenoglio, l’associazione culturale di Alba che ha come obiettivo principale la divulgazione e lo studio degli scritti fenogliani, organizza dal 1° marzo 2022 fino al 1° marzo successivo “Beppe Fenoglio 22”: dodici mesi di appuntamenti in cui la letteratura si fonderà con il teatro, la musica, la storia e l’arte visiva per celebrare al meglio la memoria e l’opera di uno scrittore che rivela una straordinaria contemporaneità.Oltre ad Alba e alle Langhe, amate e vissute profondamente da Fenoglio, saranno molti i luoghi in Italia e oltre confine che assumeranno il ruolo di “interpreti del patrimonio intellettuale fenogliano” mescolando culture e linguaggi per valorizzare l’opera di uno dei protagonisti della letteratura italiana del Novecento. Tra le principali sinergie in atto va evidenziato il coinvolgimento degli istituti scolastici, delle Università e delle associazioni del territorio.Lasciandosi ispirare dal cadenzare della natura e seguendo la stagionalità come avviene nel mondo contadino narrato da Fenoglio, l’anno fenogliano sarà suddiviso in quattro capitoli: ogni singolo trimestre sarà identificato con il titolo di uno degli scritti dell’autore albese.Il primo capitolo “Primavera di Bellezza” andrà ad identificare gli appuntamenti che tra il 1° marzo e il 1° giugno daranno inizio alle celebrazioni.L’evento di apertura sarà un momento di alto impatto emozionale: dalla città di Alba partirà il “segreto cardiopulso”, utilizzando la terminologia coniata da Fenoglio, un segnale che risuonerà e vibrerà indicando con un gesto artistico l’inizio delle celebrazioni.Il linguaggio fenogliano sarà inoltre protagonista in un’esposizione, che racconterà, come sottolinea Fulvia in “Una questione privata”, “Quella maniera di metter fuori le parole” propria dello scrittore albese.In primavera la casa editrice Einaudi, da sempre legata a Beppe Fenoglio, avvierà una serie di iniziative editoriali e promozionali, tra cui il lancio di una uniform edition con prefazioni d’autore, che proseguirà per l’intero Centenario. Le nuove uscite in libreria riguarderanno “I ventitrè giorni della Città di Alba” con la prefazione di Davide Longo, la riedizione ampliata della biografia di Beppe Fenoglio "Questioni private" curata da Piero Negri Scaglione, “Il Partigiano Johnny” con la prefazione di Gabriele Pedullà, “Una questione privata” con la prefazione di Nicola Lagioia e con una nuova edizione ampliata delle “Lettere” di Fenoglio a cura di Luca Bufano.Nei mesi di marzo e aprile andrà in scena “Fenoglio a teatro” attraverso momenti celebrativi e spettacoli ispirati alle opere dello scrittore, a partire dalla figura femminile, in collaborazione con il Comune di Alba, le compagnie teatrali e le attrici albesi.Il 25 aprile sarà come sempre dedicato alla “Festa della Liberazione” con approfondimenti storici dedicati al Partigiano Johnny, in collaborazione con gli Istituti storici della Resistenza e l’ANPI. Il secondo capitolo, ovvero l’estate racchiusa nel calendario degli appuntamenti tra il 2 giugno e il 7 settembre, sarà intitolato “Un giorno di fuoco” e comprenderà il progetto “Lassù, dove il cielo si attacca alle colline” per fruire, grazie ad una nuova applicazione, dei percorsi outdoor sulle tracce di Agostino, Milton, Johnny, Placido e altri protagonisti fenogliani.La stagione estiva, nota per essere anche la stagione dei festival del territorio di Langhe, Monferrato e Roero, fonderà la musica alla letteratura, all’arte, al cinema e riunirà le diverse espressioni artistiche con il comune denominatore “Over the Rainbow”.E poi immancabile la Maratona per le 100 candeline, un'occasione per ascoltare ma soprattutto per dare voce alla scrittura di Beppe Fenoglio in una vera e propria festa collettiva che si ripete ogni anno. La stagione autunnale e l’inizio dell’inverno, declinati all’interno del calendario dall’8 settembre al 31 dicembre, saranno dedicati a “I ventitre giorni della città di Alba”.Da ottobre a dicembre, una grande mostra in Fondazione Ferrero sarà l’occasione immersiva per addentrarsi negli scritti di Fenoglio. Un percorso esperienziale e didattico per conoscere l’uomo, lo scrittore e il partigiano. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba sarà inoltre un’occasione per raccontarsi al pubblico in visita ad Alba e al territorio.Sempre nella stagione si andrà al cinema con “Fenoglio e il cinematografo”: attività e mostre a cura del Museo del Cinema di Torino, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte. Il capitolo conclusivo, dal 1° gennaio al 1° marzo 2023, sarà identificato con “Una questione privata”.Il nuovo secolo di Fenoglio sarà raccontato all’interno di un convegno internazionale e sarà lanciato un “atlante fenogliano”: una mappa geografica, storica e metaletteraria che raccoglierà i percorsi dell’app e li completerà con un apparato completo di studio.La conclusione del Centenario segnerà un importante passo avanti nella condivisione dei materiali con la “Digitalizzazione Fondo Fenoglio” grazie alla quale, per gentile concessione degli eredi che hanno reso disponibili i documenti originali per la fotoscansione, sarà possibile fruire con agilità della documentazione fenogliana senza intaccare il patrimonio originale. Il calendario si completerà nei prossimi mesi e si arricchirà nel corso dell’anno fenogliano. A guidare il Centro Studi e vigilare sul valore e sui contenuti delle iniziative, è stato costituito il “Comitato Promotore del Centenario Fenogliano”, composto da accademici e ricercatori da sempre vicini all’opera dello scrittore albese. L’immagine scelta per raccontare questo lungo anno di celebrazioni, che unisce lo sguardo poetico dell’autore alla sua creazione letteraria, è un regalo di Gianluca Cané realizzata insieme al team creativo Blulab di Alba. “Sono molto lieta che l’annuncio delle linee guida del programma delle celebrazioni del centenario della nascita di mio padre - dichiara Margherita Fenoglio - avvenga in una sede così confacente, qual è il Salone del Libro di Torino. Sebbene manchi ancora qualche mese all’apertura dell’anno fenogliano, debbo dire che sono già colta da molte e diverse emozioni perché per me non si tratta soltanto di celebrare un grande scrittore, ma di vivere, in un momento così speciale, i sentimenti di una figlia verso un padre che ha troppo presto perduto.” “Ho raccolto il testimone della Presidenza del Centro Studi dalle mani di Margherita Fenoglio – aggiunge Riccardo Corino – con l’impegno di onorare la memoria dello scrittore a cento anni dalla nascita. Le iniziative del Centenario non saranno una mera commemorazione, ma apriranno un nuovo secolo di promozione delle opere e dei valori espressi da Beppe Fenoglio, sempre attuali .” “Abbiamo iniziato oltre un anno fa a immaginare e poi lavorare per il centenario di Beppe Fenoglio – sottolinea la Direttrice del Centro Studi Bianca Roagna – e trovarsi oggi al Salone del Libro per questo primo momento pubblico è molto importante. E’ iniziata la marcia verso il 1° marzo 2022, veloce e impetuosa come le corse di Johnny e Milton.” IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/
Andrea Tomasetig"Breve storia degli spaghetti al pomodoro"Casa ArtusiIl mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro è il titolo del brillante saggio di Massimo Montanari, autorevole docente e storico dell’alimentazione, pubblicato nell’ottobre 2019 da Laterza e subito segnalato dalla stampa più attenta. La bravura dell’autore sta nell’aver condensato in cento pagine colte e piacevoli la lunga nel tempo ed estesa nello spazio vicenda del piatto italiano per eccellenza. Nei ventitré agili capitoletti in cui si snoda il racconto c’è tutto: la Mesopotamia, la cultura gastronomica greca e romana, gli arabi, la pasta fresca e quella secca, Marco Polo e la Cina (si spiega che non c’entrano con quella storia), la Sicilia dei “mangiamaccheroni” che passa il testimone a Napoli, le mani e la forchetta, la scoperta del pomodoro in Messico e il pomodoro in salsa spagnola, il “pepe d’India” o peperoncino, il burro e l’olio d’oliva, l’aglio e la cipolla, il basilico. Non poteva mancare il ripetuto omaggio a Pellegrino Artusi – l’autore è anche presidente del Comitato scientifico di Casa Artusi –, il primo ad inserire nel suo celebre ricettario ben dieci ricette per condire gli spaghetti, allora considerati una specialità napoletana e divenuti poi simbolo della cucina italiana.Ma gli spaghetti raccontatati da Massimo Montanari non sono “solo” gastronomia, si intrecciano alla storia, all’economia e alla società. E soprattutto ci insegnano ad allargare il nostro sguardo, a vedere il percorso di un piatto attraverso i secoli, a riconoscere i diversi apporti di altre culture, che solo alla fine di un lungo processo producono un’identità che naturalmente non era data in origine. Perché da un libro così, che si legge con curiosità e interesse in poche ore, non fare una mostra? Bella idea, specie in coincidenza con le celebrazioni del bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, ma una mostra è essenzialmente un fatto visivo e ci vuole un artista all’altezza. La gastronomia poi è un tema difficile da trasporre con efficacia nel linguaggio dell’arte contemporanea.Per fortuna l’artista c’è: è Luciano Ragozzino, l’ho conosciuto e apprezzato nella magica “officina” brianzola di Alberto Casiraghy, per le cui edizioni Pulcinoelefante ha realizzato le incisioni per oltre duecento volumetti. La sua ispirazione è mentale, cerebrale, con un approccio sempre ironico, talora caustico, e un segno essenziale in bianco e nero. Per gli spaghetti ha usato l’altra tecnica in cui è maestro, l’acquerello. Il risultato sono diciotto tavole più morbide delle acqueforti nel segno e godibili per il colore, ma sempre ironiche e puntuali nel fare da contrappunto grafico ai testi. Non illustra, inventa e le sue intelligenti metafore visive si imprimono nella mente “completando” le parole e costituendo il principale corpus iconografico mai ideato finora sulla storia degli spaghetti. Gli acquerelli sono poi stati riprodotti sotto la supervisione di Ragozzino in un formato più grande, adatto ad essere esposto, e raccolti in una cartella fuori commercio “per amici” stampata in soli otto esemplari. I visitatori della mostra hanno l’opportunità di apprezzare la sequenza delle immagini e di capirne il senso nelle articolate didascalie che le accompagnano, a cura dello stesso Massimo Montanari. Sono certo che poi guarderemo con altri occhi un bel piatto di spaghetti al pomodoro.(Andrea Tomasetig)Luogo: Casa Artusi, ForlimpopoliQuando: fino al 22/11/2021Autori: Luciano RagozzinoCuratori: Andrea TomasetigGeneri: personale, disegno e graficaOrari: lunedì 15-18 / martedì 9-12.30 / mercoledì 15-18 / giovedì 9-12.30 / venerdì 15-18 sabato 9.30-12.30 / domenica 9.30-12.30IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Chiara Frugoni"Donne medievali"Sole, indomite, avventuroseIl Mulino Editorehttps://www.mulino.it/Festa del libro medievale e antico di Saluzzo“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”Domenica 24 ottobreChiara Frugoni "Donne medievali"«Ma d’ongni chosa mi darei pace, pure che fosi chognosciuto la metà di quello ch’io fo» Margherita Datini, lettera del 28 agosto 1398Nella società medievale, guerriera e violenta, la presenza femminile rimane in ombra: le donne, per lo più analfabete e sottomesse, offese e abusate, a volte addirittura considerate specie a parte rispetto agli uomini, come gli animali, non hanno voce. A meno di non essere obbligate al monastero, dove possono vivere in modo più dignitoso, imparando a leggere e scrivere. Da dove viene tanta misoginia? Una volta affermatosi il celibato dei preti con Gregorio VII, ogni donna è una Eva tentatrice, non compagna dell’uomo ma incarnazione del peccato da cui fuggire. Eppure, da questa folla negletta emergono alcune personalità eccezionali, capaci di rompere le barriere di un destino rigidamente segnato. Illuminate dalla finezza decifratoria di Chiara Frugoni, oltre che da un bellissimo corredo di immagini, incontriamole: sono monache e regine come Radegonda di Poitiers, scrittrici geniali come Christine de Pizan, personaggi leggendari come la papessa Giovanna, figure potenti come Matilde di Canossa, donne comuni ma talentuose come Margherita Datini. Tutte hanno scontato con la solitudine il coraggio e la determinazione con cui hanno ricercato la piena realizzazione di sé.Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo, per il Mulino, «Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini» (2017), «Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci» (2018), «Paradiso vista Inferno. Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti» (2019), «Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo» (2020). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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PieTro Giunta

ti GHz la zolla gr p tu ne h un u un u GHz un un ha una tuju5 ztzzzz6 sa un 0 un u un un g tu per u

May 3rd
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