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Civiltà Digitale Podcast

Author: Civiltà Digitale

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Multiplayer è il podcast delle interviste di Civiltà Digitale. Ogni settimana, in diretta, incontriamo due ospiti esperti in nuove tecnologie e ragioniamo insieme sul futuro dell’umanità e delle macchine.

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49 Episodes
Reverse
Ora che è popolato da milioni di persone, internet è diventato un posto molto controllato, dove si può interagire soltanto in box dei commenti, tasti like e form da compilare.Come una gigantesca metropoli, ma senza i graffiti sui muri. Almeno fino a questo momento. World Wide Walls è un’estensione per browser che consente di scarabocchiare su una pagina web e di vedere i graffiti lasciati dagli altri.In un web sempre più bianco, minimale e sterile, potremmo aver trovato un modo per lasciare segni umani di passaggio e avere un po’ di voce in capitolo nell’epoca dei giganti tecnologici.Link della puntata: https://civiltadigitale.com/ https://goodgameitalia.com/https://wwwwww.oio.studio/ https://oio.studio/https://www.touchforluck.com/Newsletter: https://bit.ly/3K4odm9 Archivio Newsletter (brutto, ci stiamo lavorando) https://bit.ly/42B9nuB
Videogiochi per godersi i pomeriggi tra amici e in famiglia, ma che ti aiutano a capire chi vuoi essere l’anno prossimo.Pensavi fosse la solita puntata di Natale eh?Lo è, ma è anche qualcosa che non abbiamo visto in giro.Almeno sarà più leggera dei discorsi che fa tuo zio mentre aspetta il secondo...
L’industria videoludica è miliardaria, ma non è popolata soltanto da colossi.Mentre i franchise più prolifici e famosi incedono a colpi di reboot e remake, piccole case di sviluppo utilizzano il medium videoludico per esplorare storie senza voce, risvolti psicologici e frontiere tecniche, senza la pressione conservativa degli investitori.Claudia Molinari ci racconta che possiamo trarre il meglio dal mondo videoludico se lo interpretiamo in maniera brillante e non convenzionale.
Il mondo del videogioco può essere disorientante per chi lo affronta per la prima volta. Si potrebbe dire la stessa cosa per gli altri medium dell’intrattenimento, che ci sembrano più familiari solo perché li conosciamo da più tempo. Educare (ed educarsi) ai media è importante, perché fornisce i primi strumenti per capire che tipo di gaming fa al caso nostro e come non perdere tempo con giochi di bassa qualità, scoprendo il valore di quelli meno conosciuti e più istruttivi. Alberto Parola ci racconta l’importanza della media education nell’apprezzare il gaming e perché dovremmo promuoverla a tutti i livelli scolastici.Te giochi a pokemon? https://www.youtube.com/watch?v=-X1m7tf9cRQ
Gaming e formazione hanno tante cose in comune e, col tempo, potrebbero lavorare sempre più in sintonia. Non è facile muoversi nello sconfinato panorama videoludico e capire quali giochi sono adatti a insegnare e sono alla portata tecnologica di tutti. Per fortuna ci sono formatori come Michele di Paola, che negli anni ha raccolto molti esperimenti di utilizzo educativo del videogioco. Noi non ci siamo lasciati scappare la possibilità di farceli raccontare tutti, per orientarci un po’ in un mondo che è ancora frontiera.
Nel 1993 usciva DOOM, sparatutto frenetico in prima persona che ha segnato un’epoca. La sua innovativa grafica quasi-3D e la violenza esagerata spinsero molti a ritenerlo un esempio nefasto per i giovani. Di fronte al fotorealismo videoludico odierno queste affermazioni fanno sorridere, ma pochi pixel negli anni novanta scaturivano la stessa meraviglia che si prova oggi a indossare un visore per la Realtà Virtuale.C’è di più: oggi i videogiochi sono quasi sempre online, con la nostra identità digitale esposta a estranei meno ingenui di qualche demone poligonale.Insieme a Nicolò Bussolati ci addentriamo nel sottile rapporto tra sensibilità sociale e diritto, per capire se siamo pronti a tutelare la persona digitale in un mondo che la coinvolge sempre di più sul piano identitario, fisico e psichico.Colonna sonora Doom https://www.youtube.com/watch?v=Jm932Sqwf5E Colonna sonora The Incredible Machine https://www.youtube.com/watch?v=pTbSMKGQ_rUColonna sonora The Incredible Machine 3 https://www.youtube.com/watch?v=MpTNSLMC5ZU
La nostra attenzione è il bene più richiesto sul mercato digitale. I videogiochi sono bravissimi a catturarla, ma non sono gli unici. App e social ricchi di gamification, gioco d’azzardo e microtransazioni completano un panorama dove i lati positivi del gaming rischiano di essere soffocati da quelli speculativi. Con Marina Geymonat ripercorriamo la storia dei media commerciali e immaginiamo un mondo videoludico che contribuisce al benessere dei suoi utenti e aiuta a prevenire problematiche di gioco.
Il pubblico dei videogiochi è probabilmente quello che più si sovrappone al pubblico attivo su internet. Questi due mondi condividono una struttura che favorisce o richiede la partecipazione degli utenti, non più semplici fruitori di contenuti. In più, il videogioco sembra fatto apposta per essere remixato, omaggiato e ripercorso dentro e fuori i suoi confini. Con Mattia Cacciatore discutiamo il videogioco come ambiente polimorfo e poliedrico, capace di nascondere lezioni importanti e invitare i gamer a sviluppare competenze tecniche e sociali preziose.
I videogiochi moderni hanno budget milionari e studi di sviluppo composti da centinaia di persone. Alla sua realizzazione contribuiscono tecnici, creativi, ma anche figure capaci di far dialogare questi due mondi. Per capire meglio il videogioco, bisogna anche guardare alla sua complessità, scoprendo come funziona. Abbiamo chiesto a Michele Medioli di raccontarci la sua esperienza come UI Technical Artist, scoprendo con grande sorpresa un mondo dove sensibilità artigianale e umana sono indispensabili e formano figure in grado di divulgare il gaming anche fuori dai suoi confini abituali.
Matteo ci racconta come partecipare al Thinkathon di Good Game Italia, tutte le info su goodgameitalia.com (vi siete segnati il 3?)
Il mondo aziendale ha già preso confidenza con la gamification, quello industriale con la realtà aumentata, ma il videogame indugia ancora sulla soglia.Formatori come Matteo Pancani, appassionati di gioco e videogioco, provano a introdurre le dinamiche del gaming negli eventi di formazione. Senza forzare la mano e con il giusto tempismo, la loro sensibilità potrebbe portare le imprese a sperimentare i benefici del videogioco per la formazione e l'accoglienza dei propri dipendenti, superando il preconcetto che ci porta a smettere di giocare crescendo.
Vivere su internet e utilizzare i suoi servizi sono attività che diamo per scontate, senza badare a quando iniziamo a svolgerle regolarmente.Per proteggere i bambini dai pericoli in rete limitiamo il loro accesso, precludendo loro la possibilità di imparare e sbagliare senza conseguenze gravi.In questa puntata Eleonora Pantò elabora i risultati di un’importante ricerca sul rapporto tra l’infanzia e la rete, rivelando cosa vorrebbero i più piccoli dal digitale e come progettarlo anche per loro, prendendo spunto dai videogiochi.
La cultura sui media in Italia è scarsa. Per questo motivo, il videogioco è visto come un intruso nella didattica della scuola pubblica. La pandemia ha però costretto a insegnare e imparare attraverso il computer, aiutando a “gamificare” l’apprendimento.Stefano De Stefani ha sperimentato il potere di una didattica ludica e interattiva, aprendo la strada a una rivalutazione del videogioco come alleato nell’istruzione. Tutte le informazioni suwww.goodgameitalia.comwww.civiltadigitale.com
Capire un’opera d’arte e immedesimarsi in essa non è facile. Se questa si trova dall’altra parte del mondo, diventa impossibile.Gallerie e musei potrebbero trovare nei videogiochi VR un linguaggio perfetto per coinvolgere chi, per distanza geografica e culturale, rimane escluso dalla fruizione artistica.Silvia Greca Rita Floris ci racconta la delicatezza richiesta nel progettare esperienze che facciano parlare l’opera e il suo pubblico su un livello di comprensione nuovo, sensoriale e interattivo, grazie al potere del videogame.
Che lo vogliamo o meno, il videogioco è l’industria di intrattenimento più proficua e diffusa al mondo. Uscendo dai suoi confini, sta diventando la logica con cui socializziamo, compriamo e viviamo in rete.Abbiamo chiesto a Simone Arcagni di raccontarci perché il videogame e la sua struttura narrativa sono così interessanti e in che modo avranno un ruolo sempre più centrale nell’internet del futuro, in quanto spazi digitali di frontiera per l’espressione umana.
Internet sta cambiando il modo in cui lavoriamo e ha dimostrato che si può essere professionisti efficienti anche senza abitare in una grande città. Ma questa flessibilità ha solo vantaggi? Lo abbiamo chiesto a Roberta Pellegrino, fondatrice di Ludwig che lavora con persone in tutto il mondo avendo salde radici a Palermo.Tra una chiacchiera e una citazione, tratteggiamo una prospettiva migliore per chi, grazie alla rete, può lasciare le grandi città al loro caos e costruire una carriera lontana da frenesia e stress.Civiltà Digitale è un podcast prodotto da Ex IdeaScritto da: Matteo BodraCura editoriale di: Carolina Tardito BaudinSupervisione e montaggio di: Roberta CarrerProduttore esecutivo: Pierpaolo AlessioMusiche: de Il CompromessoVoci: Matteo Bodra, Isabella De Biasi
Giocare è certamente utile e formativo. Creare un gioco può esserlo ancora di più! Editor e mod sono sempre più popolari nel mondo videoludico, ma aldilà degli interessi economici ci sono appassionati che crescono insieme creando esperienze per gli altri. Jan Lai ci racconta come creare un gioco collaborativo sia un lavoro di squadra che mette in comune competenze, conoscenze e discipline.Qualcuno che “modda” Skyrim fino a farlo sembrare uscito ieri: https://www.youtube.com/watch?v=3AfN6hGtRi0Il tanto discusso Creation Club di Bethesda:https://www.youtube.com/watch?v=XRkrascT_iMPieDiePie che dopo anni riprende Happy Wheels:https://youtu.be/PGbAWTqUuxQUn docu su Hotline Miami, gioco indie arrivato al successo mondiale:https://www.youtube.com/watch?v=ilKzuY9tjyg
Il videogioco è ottimo per rendere divertente l’apprendimento di cose nuove, ma anche per scoprire noi stessi. Se hai mai giocato a qualcosa scoprendo che ti veniva particolarmente bene e senza sforzo, forse hai un talento. Sono innati, ci accompagnano per tutta la vita, ma non sempre è facile riconoscerli, come insegna Rita Bellati. Il gaming e i suoi scenari unici potrebbero fare al caso nostro.
Videogiochi e apprendimento hanno parecchie cose in comune. Esistono titoli educativi, gamification della ricerca scientifica, ma a ben vedere qualsiasi gioco richiede di accendere il cervello e sviluppare nuove competenze. Dopotutto, nei mondi virtuali scopriamo lati di noi che la realtà non fa emergere. Ma questo potere lo hanno anche tipi di formazione alternativi a cattedre e lavagne, come ci insegna l’ospite di questa puntata, Michele Marmo.
Videogiochi e giochi da tavolo sono ottimi modi per conoscere persone nuove e imparare a stare con gli altri. Quanto sono simili e quanto invece diversi? Vedersi dal vivo è proprio come giocare online? Il gioco analogico ha qualcosa da insegnare al gaming?A chiacchierare con noi nella puntata di oggi Miguel Belletti, presidente della cooperativa Vedogiovane, esperto di educazione non formale tramite il gioco.
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