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Avvocato di famiglia
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Avvocato di famiglia

Author: Silvia Castagna

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Prendiamo spunto e commentiamo leggi, sentenze e tutto ciò che avviene nel mondo intorno a noi.
Perchè, in ogni caso, è sempre meglio avere un avvocato di famiglia a cui chiedere consiglio.
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Vengono condannati a pagare il risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 2043 c.c., i genitori di un soggetto minorenne, ove lo stesso provochi danni a qualcuno attraverso l’uso dei social network con i quali insulta, intimidisce e minaccia.
Con la legge 132/2025 è stata introdotta una specifica fattispecie penale volta a sanzionare l’uso illecito delle tecnologie di intelligenza artificiale, che ha pericolosamente generato un fenomeno denominato “deepfake”.Questo recente fenomeno consiste nella creazione di contenuti multimediali così realistici da ingannare sull’esistenza degli stessi, ma altamente pregiudizievoli per i soggetti inconsapevoli.
Nelle cause di separazione e divorzio siamo abituati a muoverci tra affido condiviso ed esclusivo, ma la sentenza Cass. civ., sez. I, 10 dicembre 2025, n. 32058 ci porta un passo oltre, in un territorio molto più delicato: quello dell’affidamento superesclusivo. Non una semplice variante “più forte” dell’affido esclusivo, ma una misura che incide in profondità sulla responsabilità genitoriale, fino a togliere a uno dei genitori qualsiasi potere decisionale sulle scelte fondamentali di vita del figlio.
Il rifiuto genitoriale è, purtroppo, divenuto un problema rispetto al quale i giudici dei tribunali italiani sono chiamati sempre più spesso ad affrontare e risolvere. La recente Giurisprudenza ci fornisce alcune risposte: dal family bridge, progetto di intervento educativo con cui  si tende a decontaminare il minore dal genitore alimentante, per poi iniziare il recupero verso la figura del genitore rifiutato ad  interventi graduati  e integrati, anche di natura terapeutica, educativa e di sostegno psico-familiare.
Nel contenzioso familiare il maternage non è scomparso, ma ha cambiato ruolo. Non esiste nel nostro ordinamento un “principio di maternal preference” che imponga di collocare i figli presso la madre per definizione: la legge parla di bigenitorialità e di interesse del minore, non di automatismi di genere.Il maternage vale come fatto – storia delle cure, continuità, qualità della relazione – e rientra nel giudizio prognostico su chi, oggi e domani, può garantire al bambino maggiore stabilità, tutela e apertura verso l’altro genitore. Ma la domanda giuridicamente corretta non è “a chi spetta il figlio?”, bensì “quale assetto concreto realizza meglio i suoi diritti e il suo benessere?”. Nell’articolo completo vediamo come la Cassazione sta ridisegnando il rapporto tra maternage, affidamento condiviso, collocamento, affido esclusivo e superesclusivo, e quali sono le implicazioni pratiche per genitori e professionisti.
La commissione Giustizia del Senato ha votato la proposta Bongiorno quale testo base per la nuova legge sul reato di violenza sessuale. Il nuovo testo introduce la “volontà contraria” a un rapporto sessuale, e non più il “consenso libero e attuale” che, se manca, definisce il reato di violenza.
In caso di richiesta di riduzione dell'assegno di mantenimento per i figli, il giudice deve disporre una consulenza tecnica d'ufficio di natura contabile, al fine di verificare in modo approfondito la situazione economica di entrambi i genitori, oltre che dal punto di vista reddituale anche da quello patrimoniale. Lo ha affermato la Corte di cassazione con l'ordinanza n. 32540 del 13 dicembre 2025.
La legge del 2 dicembre 2025, n. 182 , entrata in vigore il 18 dicembre 2025, ha introdotto modifiche sostanziali alla disciplina codicistica in materia di riduzione delle donazioni e tutela dei legittimari. Tale intervento legislativo ha il principale scopo di risolvere le criticità connesse alla circolazione dei beni immobili oggetto di donazione, superando il sistema di tutela reale che permetteva il recupero del bene presso terzi acquirenti, limitando la commerciabilità degli immobili e l'accesso al credito bancario.
Mettere “like” ad un post violento o discriminatorio a volte può costituire reato. Alla luce della sempre più informatizzazione delle comunicazioni, i Tribunali si sono dovuti adeguare e pronunciare sulla configurabilità o meno del delitto di istigazione a delinquere a fronte di una condivisione social, di un commento o di un 'like' ad un post.  Ma quando è reato?
L'allontanamento di un minore dalla famiglia di origine è uno dei provvedimenti piu' delicati ed estremi che un Giudice possa adottare.E' quindi di fondamentale importanza chiarire quando e perchè la legge interviene; quali sono i criteri utilizzati dal Tribunale per i minorenni e quali comportamenti dei genitori possono incidere sulla valutazione delle condizoni di rischio.
Secondo gli ultimi dati Istat del 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Una maggiore consapevolezza si manifesta anche nell’aumento delle vittime che considerano un reato quanto hanno subito e di quelle che ricercano aiuto presso i Centri antiviolenza e i servizi specializzati, soprattutto per le violenze subite da parte dei partner.  Rimangono stabili invece i comportamenti di denuncia.
In tema di dispersione scolastica, in Italia, si registrano finalmente progressi significativi; difatti, le stime per il 2025 indicano un calo all'8,3%, avvicinandosi al target europeo del 9%. Tale miglioramento è stato possibile anche grazie alle novità introdotte dal Decreto Caivano, atte ad intervenire immediatamente e a recuperare il prima possibile il minore che si è allontanato dalla scuola, punendo altresì i genitori negligenti.
Con una decisione innovativa, seppur provvisioria, il Tribunale di Roma dispone che i genitori si alternino a vivere nella casa familiare, ponendo al centro del provvedimento l'interesse concreto dei figli minori, ormai radicati sia in ambito scolastico che relazionale. La pronuncia supera il concetto di assegnazione della casa familiare, di genitore collocatario prevalente e di mantenimento, in quanto ciascuno dei genitori provvederà allo stesso durante il periodo di coabitazione.
Al pari degli insegnanti di ruolo anche i docenti precari hanno diritto a ricevere il bonus carta docenti; è quanto stabilito dal Tribunale di Lucca con sentenza n. 276 del 4 settembre 2025.Tale decisione si allinea a quanto già espresso sia dalla Corte Europea che dalla Corte Costituzionale che avevano sottolineato in particolar modo la disparità di trattamento e la natura discriminatoria verso i docenti precari.
Un atteggiamento denigratorio e sprezzante da parte del genitore integra il reato di maltrattamenti, seppur in assenza di violenza fisica.E' quanto stabilito dalla Cassazione 20780/25 che condanna un padre a seguito degli insulti e le umiliazioni verso la figlia preadolescente, un'età particolarmente delicata per gli equilibri e lo sviluppo psicosociale del minore.
Il Consiglio dei Ministri del 17 ottobre 2025, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze ha approvato il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Dei 18,7 miliardi di euro stanziati per la Legge di Bilancio 2026, una quota da 1,6 miliardi va ad aggiungersi alle risorse già stanziate dalle precedenti finanziarie per il sostegno alla famiglia e alla natalità. Ecco tute le misure per le famiglie.
La Corte d'Appello di Milano fa piena luce sul tema spesso dibattuto del pagamento delle rette per le persone ricoverate in RSA.Il Servizio Sanitario Nazionale si farà carico totalmente delle spese di ricovero senza più distinzioni tra quota sanitaria e quota alberghiera, che finora il più delle volte gravavano sul paziente o sui suoi familiari.
La bigenitorialità resta la regola. Con la sentenza n. 24876/2025 la Corte di Cassazione, ribadendo un principio ormai consolidato per l’affidamento dei minori, pone ancora dei limiti all’automatismo dell’affido esclusivo e/o superesclusivo in capo ad un solo genitore, escludendo tale affidamento a fronte della sola scarsa iniziativa di un padre.
Con la presa di posizione dei Tribunali Amministrativi Regionali, i quali hanno riconosciuto con più sentenze il diritto del genitore a conoscere la carriera universitaria del figlio, sembra essere stato messo un punto alla spinosa questione che vedeva fronteggiarsi da una parte il diritto alla privacy del figlio maggiorenne e dall’altra l’interesse del genitore a non pagare il mantenimento a tempo indeterminato.
Con l’ordinanza n. 20415 del 2025 la Corte di Cassazione riconosce la validità all’accordo tra i coniugi che vogliano regolamentare i loro rapporti patrimoniali in caso di fallimento del matrimonio, qualificandolo come contratto atipico con condizione sospensiva lecita. Non più, quindi, un patto nullo in radice, ma una forma negoziale espressiva dell’autonomia privata, purché rispettosa dei limiti imposti dall’ordinamento.
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