DiscoverFrasivolanti blog - di Laura Ressa
Frasivolanti blog - di Laura Ressa
Claim Ownership

Frasivolanti blog - di Laura Ressa

Author: Frasivolanti blog

Subscribed: 0Played: 2
Share

Description

Sono Laura Ressa. Sono nata nella primavera del 1986 e Frasivolanti è nato qualche primavera più tardi, nel 2016.
Racconto storie di persone e di lavoro ben fatto. Mi piace confrontarmi con gli altri per raccogliere punti di vista, testimonianze, esperienze, prospettive.
Auguro buon ascolto a chiunque si affacci qui!
103 Episodes
Reverse
Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di giornale selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.Questo è l'appuntamento del 27 febbraio 2026.
Gladys Spiliopoulos è economista per l’ambiente e la sostenibilità, cittadina attiva e ESG specialist per un'azienda privata.Si occupa di disclosure di sostenibilità e disclosure collegata ai cambiamenti climatici per i settori altamente emissivi (oil & gas, iron & steel, cement, etc.).Gladys è stata protagonista dell'intervista del 16 gennaio 2026 in diretta streaming sui canali Frasivolanti. Al centro del suo racconto e del nostro dialogo: ambiente, crisi climatica, difesa del territorio, il neonato progetto TRACCE e la città di Taranto.Attiva in diverse iniziative civiche a tutela del territorio, Gladys ha partecipato alla redazione di osservazioni tecniche su progetti ad alto impatto sul territorio tra cui il dissalatore sul fiume Tara, il flottante nel Mar Piccolo, analisi economica nel ricorso al TAR contro l’Aia ex Ilva, impianti di trattamento fanghi e altre procedure autorizzative complesse.Ha all’attivo 4 pubblicazioni (T.R.A.C.C.E.: integrare i servizi ecosistemici nella pianificazione bioculturale e rigenerativa di Taranto;“Lands, seas, crops, cultures: biogrammatic protection of the Mediterranean through relational sustainability actions”;“La Rigenerazione Economica del Mediterraneo”;Analisi COSTO–OPPORTUNITÀ del ciclo integrale a carbone dell’installazione EX ILVA di Taranto alla luce della nuova AIA del 2025)e due menzioni di merito scientifico per la sua tesi di laurea magistrale dal titolo “Taranto, capitale del mare urbano: valutazione servizi ecosistemici area marina protetta Mar Piccolo - Isole Cheradi. Analisi aspetti economici, sociali ed ambientali”.All’interno di TRACCE Gladys porta competenze sulla valutazione dei beni non di mercato, sui servizi ecosistemici e sui modelli di sviluppo sostenibile basati sulla visione ecosistemica, contribuendo alla costruzione del Taranto ESG Watch (indice civico inteso come infrastruttura civica di monitoraggio in ambito ambientale, sociale e di governance).Cos'è TRACCE?T.R.A.C.C.E. è l'acronimo di "Taranto Rigenerata Attraverso Cultura, Comunità, Ecologia".Il progetto nasce dalla partecipazione attiva nelle piazze. All’inizio il documento realizzato su questo tema si intitolava "Analisi critica all’accordo di programma" ed era finalizzato ad analizzare in modo critico l'accordo di programma del governo e tutto ciò che ad esso era collegato."Poi però abbiamo pensato che non potevamo limitarci a dire NO e a criticare: era necessario che ci sentissimo co-responsabili del futuro di Taranto." - afferma Gladys."Abbiamo iniziato a costruire un progetto alternativo sulla base di studi ed esperienze di altre realtà. Ma per comprendere il cammino che porta a TRACCE, al di là del percorso delle piazze, bisogna partire dai "Racconti della contea di Degradoland" (https://sites.google.com/view/degradoland/home ) che hanno rappresentato un modo per raccontare un mondo distopico e far comprendere la bellezza di Taranto e l'importanza di lottare per essa. Soprattutto l’ultimo capitolo "Lettera da Thalassia" permette di capire il cammino fatto per giungere fino a TRACCE.""TRACCE è un progetto di comunità, la voce di una generazione stanca di una narrazione che non racconta la Taranto di oggi.Le linee guida proposte mirano a rigenerare la città attraverso l’integrazione dei servizi ecosistemici, considerati come infrastrutture regolative del benessere diffuso del territorio, evitando fratture tra sviluppo e tutela e adottando un approccio bioculturale capace di valorizzare insieme ambiente, patrimonio e comunità.I visionari della prima ora sono: Gladys Spiliopoulos, Giada Marossi, Giuseppe Barbalinardo, Matteo Falcone, Walter Giacovelli, Niccolò Giambruno."Per approfondire: https://www.pressenza.com/it/2026/01/tracce-e-la-rigenerazione-di-taranto-che-parte-dal-basso-oltre-lex-ilva/ https://sites.google.com/view/degradoland/cap-finale-lettera-da-thalassia?authuser=0 https://www.facebook.com/puntidivistapress/posts/pfbid0ougt8vvVm8xmfUC3P2hXsCkQfob1kReh3CgSTp64xT6cYWT85M8kjvysQR7UdpBSl 
5 gennaio: prima intervista Frasivolanti del 2026!Pierpaolo Parise ha 26 anni e da 10 convive con la fibromialgia. In passato è riuscito a gestire questa situazione, seppur tra dolori e altre difficoltà, ma dopo il Covid ha cominciato ad accusare anche prurito e parestesi al volto e, a seguito di varie visite specialistiche, è stato indirizzato ad una visita psichiatrica poiché il prurito era stato attribuito ad ansia e stress.Da lì ha cominciato ad assumere psicofarmaci ed è iniziato anche il suo inferno. In 3 anni Pierpaolo ha assunto 15 psicofarmaci diversi senza che alcun specialista gli spiegasse che effetto avessero e a cosa servissero. Circa 6 mesi fa ha cominciato ad eliminare questi farmaci, affrontando le conseguenze dell'astinenza e tutti i danni ad essa correlati oltre agli effetti avversi dei farmaci stessi.Pierpaolo è consapevole e presente a se stesso, intelligente, dinamico, capace e con una enorme voglia di uscire da una condizione che gli ha impedito fino ad oggi di vivere al meglio la sua giovane età.Ha grandi sogni e progetti a cui non vuole rinunciare. Ma non rinunciare a questi obiettivi presuppone una enorme fatica individuale e il dover fare i conti con l'assenza di sostegno concreto da parte del servizio sanitario pubblico.Durante l'intervista, Pierpaolo Parise ha raccontato la sua storia e il suo percorso fin qui: tra fibromialgia, psicofarmaci, diagnosi e cure errate, superficialità nella prescrizione di psicofarmaci da parte di chi dovrebbe aver cura dei pazienti e carenza di supporto da parte del servizio pubblico.Accettare di dover attraversare un vero e proprio inferno diventa ancora più difficile quando è proprio la sanità a non accogliere le esigenze dei pazienti, a lavarsene le mani, a non fornire informazioni e a non preoccuparsi del consenso informato.Purtroppo si parla poco di chi sta male, di chi soffre per diagnosi e prescrizioni errate e dannose: c'è una grande fetta di popolazione colpita dagli effetti nefasti degli psicofarmaci. L'obiettivo di Pierpaolo è riprendere in mano la sua vita, ma anche provare a sensibilizzare gli altri affinché il racconto della sua storia personale faccia luce su quanto sia pressoché assente la psicoeducazione e su quanto sia importante indagare in modo olistico tutte le reali cause delle patologie mentali.Pierpaolo conserva in sé una lucidità e una consapevolezza davvero rare, perché è raro riuscire ad averle ancora dopo aver affrontato, già in così giovane età, tutto questo dolore.Guardare avanti senza guardarsi indietro può essere molto difficile quando si attraversa un percorso simile. Ci si chiede cosa si è sbagliato nel passato, quali scelte alternative sarebbero state migliori di quelle fatte. Fa riflettere vedere quanta tenacia un giovane uomo possa avere a soli 26 anni e quanto a volte il nostro animo sia in grado di attraversare anche ciò che non ci saremmo mai aspettati.
Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di giornale selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.
Il nuovo romanzo di Emiliano Locatelli, “Rajesh. Signore dei re”, è stato lo spunto per parlare con l'autore delle terre dell’agro pontino solcate dalle cicatrici dello sfruttamento e del caporalato. Ma non solo. L'intervista all'autore (del 23 dicembre 2025) parte proprio da qui per diramarsi e compiere un percorso insieme tra le ragioni della genesi del libro, i temi trattati in esso e l'esperienza di Emiliano. Protagonista del romanzo è un ragazzo di 16 anni originario del Punjab e la scrittura di Emiliano Locatelli racconta una società che non aiuta i più deboli. Questo romanzo è il terzo di una trilogia che è estensione del progetto partito con il lungometraggio “Il diavolo è Dragan Cygan” del 2024. Emiliano Locatelli ci invita a riflettere e ci mette davanti a una realtà caratterizzata da profonde ingiustizie e dove le persone, pur di lavorare, sono costrette ad accettare condizioni ai limiti dello sfruttamento. "Emiliano Locatelli sviluppa sin da piccolo una grande passione per musica, cinema e scrittura. Laureatosi in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi su Gus Van Sant e Nicolas Roeg, nel 2006 partecipa al primo Festival del Cinema di Roma come membro della giuria popolare, selezionata da Ettore Scola. Nel 2008 frequenta la scuola per filmmaker ACT Multimedia di Cinecittà e nel 2009 fonda la sua prima casa di produzione, la Whitedust Productions, che svolge attività di produzione audiovisiva e musicale. Nel frattempo lavora come tecnico del suono e microfonista per varie produzioni cinematografiche, tra le quali alcuni lungometraggi con Danny Glover, Rutger Hauer, Deryl Hanna e Michael Madsen. Nel 2014 pubblica il suo romanzo d’esordio "Io sono Vendetta" ed è inoltre autore di tre cortometraggi (Anarchist, Viva Violence, L’educatore) e di videoclip per band emergenti. Nel 2020 dirige il cortometraggio "Solamente tu"."
"Metropoliz, il museo abitato" è un podcast originale di RAI Radio1 scritto e diretto da Andrea Pistorio, protagonista della chiacchierata del 7 novembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Andrea Pistorio è stato già ospite di questo blog e sono molto felice di averlo coinvolto di nuovo per affrontare un tema così cruciale come il diritto all'abitare."Il titolo del podcast prende il nome dall’omonimo edificio, un museo abitato ai margini del quartiere periferico Tor Sapienza di Roma che vive sotto la direzione e la cura di Giorgio De Finis. Si tratta di un’ex fabbrica di salumi abbandonata, oggi trasformata in uno spazio abitativo e culturale.Occupata nel 2009 da un gruppo di persone in emergenza abitativa, la struttura è stata ristrutturata dagli stessi residenti che, nel tempo, l’hanno resa un luogo vivo ed organizzato, nonostante l’assenza di riconoscimento formale. Nel 2011 al suo interno nasce il MAAM ovvero il Museo dell’Altro e dell’Altrove, un progetto artistico che lo trasforma in un museo abitato. [...]"Attraverso questo documentario Andrea Pistorio rimarca il suo attivismo giornalistico indagando realtà sotto gli occhi di tutti ma conosciute da pochi.Il podcast è suddiviso in 5 episodi: ognuno di essi racconta una pezzo della storia che ha contribuito alla formazione del Museo Abitato.Tra le storie legate allo stabilimento che produceva salumi per il gruppo Fiorucci, gli ex operai raccontano la loro quotidianità con un focus sul legame tra fabbrica e comunità circostante.L’arte diventa mezzo attraverso cui gli abitanti si riappropriano della loro identità e Metropoliz da luogo di emarginazione diventa simbolo di inclusione e riscatto.La domanda finale che il podcast si pone è: cosa significa abitare oggi?Ne abbiamo parlato navigando tra i vari significati di "abitare" e riflettendo insieme sulla lotta per il diritto alla casa."Andrea Pistorio è autore e produttore radiofonico presso la redazione podcast e lo sport di RAI Radio1. Ha lavorato con diverse testate, tra cui Radio2, Radio24, Radio Statale e l’European Broadcast Union.“Metropoliz - Il museo abitato” è il suo secondo podcast. Nel suo primo audio documentario, “Lago – veleni e resistenza”, ci ha raccontato la storia della nascita del Lago Bullicante del Pigneto e la lotta del quartiere contro la speculazione edilizia e, più indietro nella storia, contro lo sfruttamento ed il fascismo". Per ascoltare il podcast: https://www.raiplaysound.it/programmi/metropoliz-ilmuseoabitato Link di approfondimento: https://www.youtube.com/user/SpaceMetropoliz https://roma.repubblica.it/cronaca/2025/11/07/news/maam_podcast_museo_tor_tre_teste-424966826/ https://themessineser.it/e-uscito-metropoliz-il-nuovo-podcast-di-andrea-pistorio/ https://theparallelvision.com/2025/11/05/metropoliz-podcast-raiplay/ https://www.artribune.com/attualita/2015/04/la-storia-del-maam-larte-prende-vita-in-uno-strano-museo-a-roma-1/ https://left.it/2014/11/11/metropoliz-il-cuore-meticcio-di-roma/ https://brilliantmaps.com/unfavourable-roma/ https://www.youtube.com/watch?v=0TX_FP7QNEk (videoclip di Caparezza girato al MAAM) 
Stefano Nanni è giornalista freelance e scrittore con una lunga esperienza nella cooperazione internazionale tra Palestina, Iraq, Libano e Giordania, paesi in cui ha vissuto negli ultimi 12 anni. Ha collaborato per diverse riviste italiane, tra cui Osservatorio Iraq, di cui è stato membro della redazione, Gli Asini, Lo Straniero, QCode Magazine, e attualmente lo trovate spesso su Altreconomia, L'Eco di Bergamo e la testata anglofona The New Arab. È autore del libro "Dormiveglia sul Tevere. Latif Al Saadi, una storia irachena" (Porto Seguro, 2023), e coautore dei libri “La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna” (Ed. Dell'Asino, 2014) e “Rivoluzioni Violate. Cinque anni dopo: attivismo e diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa" (Ed. dell'Asino, 2016), in cui ha firmato il capitolo sull’Iraq con lo pseudonimo Joseph Zarlingo. Il viaggio umano, professionale e anche geografico di Stefano Nanni è stato il fulcro dell'intervista del 28 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti. La sua prospettiva di giornalista e scrittore ha rappresentato una guida per capire cosa vuol dire raccontare i luoghi in cui ha vissuto e le persone che ha incontrato. Abbiamo indagato cosa Stefano porta con sé da tutto questo e anche del suo precedente ruolo di cooperante in Medio Oriente e qual è stato l'impatto sulla sua vita. Riporto di seguito la descrizione del libro "Dormiveglia sul Tevere. Latif Al Saadi, una storia irachena": "Al numero civico 30 di Piazza di Ponte Sant’Angelo, a Roma, c’è una targa che parla di Iraq. Presente dal 2001 e un po’ provata dal tempo, la targa ospita una poesia, i cui trentatré versi raccontano già da soli una storia di resistenza e di libertà. È la vita di un uomo che diversi anni fa, presto al mattino in una giornata ordinaria, scendendo da un autobus di linea in quella piazza rimase all’improvviso folgorato dal gioco di luci, suoni, odori e colori che il Tevere e Castel Sant’Angelo innescarono nella sua mente. Da lì nacque “Dormiveglia sul Tevere”, un viaggio onirico tra Iraq e Italia a disposizione di tutti i milioni di visitatori, per lo più ignari, che ogni giorno passano di fronte a quella targa. È il viaggio di Latif Al Saadi, poeta, partigiano, attivista e mediatore culturale, la cui vita al servizio della libertà è raccontata in questo libro." Per approfondire: https://altreconomia.it/author/stefano-nanni-2/ https://www.newarab.com/author/72317/stefano-nanni https://www.facebook.com/people/Dormiveglia-sul-Tevere-Latif-Al-Saadi-una-storia-irachena/61551095796159/ https://www.radiopopolare.it/puntata/?ep=popolare-esteri/esteri_02_05_2024_19_00 https://www.lottavo.it/2023/09/stefano-nanni-dormiveglia-sul-tevere-latif-al-saadi-una-storia-irachena/ https://www.facebook.com/stefano.tyler https://www.instagram.com/stef.nanni/ https://www.linkedin.com/in/stefano-nanni-828178165/
Scrive Marianna Lentini:"Dal 2009 mi occupo di strategie digital e creazione di contenuti. L'ho fatto per lunghi anni nel Terzo Settore per Fondazione Umberto Veronesi. Lo faccio ora per Banca Etica, l'unica banca italiana, e tra le poche in Europa, dedita al 100% alla finanza etica.Ho pubblicato con la casa editrice People "Capitalismo feroce", un libro incentrato sulle attuali distorsioni del capitalismo finanziario e sui suoi impatti rovinosi in termini ambientali, sociali, geopolitici.Curo la newsletter "Luci nella notte", attraverso la quale condivido contenuti che reputo di valore, incentrati su finanza, economia, diritti, giustizia sociale, e che spero possano essere utili a vederci più chiaro di questi tempi, per certi versi oscuri. Scrivo talvolta anche per The Post Internazionale e Ossigeno, la rivista di attualità e cultura di People.Sono una runner: correre delle maratone mi ha insegnato la disciplina, la dedizione e la determinazione nel raggiungimento di un obiettivo.Sono attivamente impegnata in movimenti ambientalisti e politici."Il percorso professionale e l'impegno da attivista di Marianna Lentini sono stati i temi al centro dell'intervista del 22 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Abbiamo esplorato la storia professionale di Marianna senza perdere di vista, come sempre, il lato umano che la società attuale spesso rifugge e che sembra ormai passato completamente sullo sfondo.Attraverso la lente della sociologia e dell'attivismo, abbiamo parlato di giustizia sociale, politica, crisi ambientale, con riferimento a ciò che sta accadendo ora nel mondo e anche al recente libro di Marianna intitolato "Capitalismo feroce".Proprio dalla descrizione del libro, traggo il testo seguente:"Prendendo le mosse dalla storia di Enric Duran, attivista catalano conosciuto come il "Robin Hood delle banche", il libro racconta alcune delle maggiori crisi finanziarie degli ultimi decenni e analizza le contraddizioni della mega macchina denominata finanzcapitalismo, mettendo in luce le sue torsioni sempre più autoritarie, le modalità con cui domina il mondo del lavoro, attenta alla nostra salute mentale, erode i diritti, amplifica le disuguaglianze, influenza le traiettorie geopolitiche, alimenta la crisi climatica, determina un'insensata corsa al riarmo. Rivelandosi un enorme edificio dalle mura fragili, pronte a sgretolarsi davanti ai nostri occhi increduli, e spingendoci, ora più che mai, a immaginare e costruire un'alternativa contro il suo afflato mortifero.«A breve ci si troverà davvero di fronte al bivio tra assistere a una catastrofe o governare una rivoluzione. Nell’irrisolvibile conflitto tra capitalismo ed ecologia, il primo morirà. La domanda è: in che mondo vivremo quando questo accadrà?»"Per approfondire:https://ossigeno.net/author/marianna-lentini/https://kritica.it/author/marianna-lentini/https://www.requiempamphlet.it/intervista-a-marianna-lentini/ https://ossigeno.net/capitalismo-feroce/https://www.peoplepub.it/pagina-prodotto/capitalismo-ferocehttps://www.tpi.it/author/marianna-lentini/
Gaetano Interlandi ha svolto l’attività di Primario di Psichiatria e di Direttore del Modulo Dipartimento Salute Mentale dei Distretti sanitari di Caltagirone e Palagonia. Nato a Floridia, ha studiato a Siracusa fino alla maturità classica per poi proseguire con gli studi di Medicina all’Università di Catania. Nel 1975 ha iniziato a lavorare come assistente psichiatra presso l’ospedale psichiatrico di Verona. Ha conseguito la specializzazione prima in Neurologia presso l’Università di Padova, sezione distaccata di Verona, e poi in Psichiatria all’Università di Verona. La psichiatria rappresenta uno degli aspetti fondamentali della sua esistenza e in questo denso racconto per Frasivolanti, il dott. Interlandi ha ripercorso la sua esperienza professionale, gli ideali e l'energia messa in campo per difenderli. Accanto a questo aspetto, nella sua vita c'è sempre stato anche spazio per l'arte, la fotografia e la cultura in generale. Alla lotta per la Deistituzionalizzazione della malattia mentale Gaetano Interlandi ha sempre accostato i suoi interessi personali, come la produzione letteraria e la sperimentazione fotografica che gli ha permesso di organizzare anche la mostra personale presso il Museo di Villa Patti nel 2007, con fotografie degli utenti del Dipartimento di Salute Mentale di Caltagirone. In un percorso che parte dal 1975 e giunge fino ad oggi, Gaetano Interlandi ha raccontato cosa vuol dire essere psichiatra e qual è il suo concetto di cura, quali cambiamenti ha osservato nel trattamento della malattia mentale nel corso degli anni, la centralità della deistituzionalizzazione, il ruolo dell'empatia nell'approccio con le persone, l'osservazione del sintomo non come unico elemento centrale ma in relazione alle persone e alle storie di vita a cui è connesso, il ruolo dell'arte nei processi di cura. Per approfondire: https://www.gaetanointerlandi.it/
Associazione "Diritti alla Follia" e Frasivolanti collaborano da settembre 2025 alla realizzazione della Rassegna Stampa mensile, uno spazio di lettura critica in cui presentiamo articoli di testate giornalistiche selezionati e riferiti alle notizie più recenti.Un'occasione per confrontarci, informarci e mettere insieme varie prospettive.Questo è l'appuntamento del 17 ottobre 2025, in diretta streaming sui social Frasivolanti.Sono molto contenta di divulgare questo bel progetto condiviso anche attraverso i miei canali!Con:Cristina PaderiCarla CannasSilvio d'AngerioMichele Capano
Scrive Alessandra Mastrorosa:"Sono nata a Taranto in un giorno così ventoso che mio padre ebbe difficoltà a raggiungere l’ospedale da quello che si chiamava Italsider.Quasi 20 anni a Roma e 7 a Londra, poi il grande ritorno a Taranto con in braccio un figlio che ora ha 14 anni ed è una delle persone che stimo di più al mondo. Diagnosticato a 8 anni come autistico verbale senza compromissioni cognitive, lungo il tracciato della sua diagnosi si delinea il mio percorso di avvicinamento ai disability studies e poi l’iscrizione a quella che considero l’associazione che meglio rappresenta il mio modo di essere, le mie convinzioni, i miei valori: Neuropeculiar.Si tratta di un movimento per la biodiversità neurologica di cui ora sono referente per la Puglia. Enrico Valtellina, che fa parte del comitato scientifico, ha incredibilmente avuto fiducia nel mio racconto e mi ha proposto di partecipare al primo Almanacco scritto da persone autistiche: Almanacco TUPS.Traduco, forse per compensare l’innata incomprensione di registri comunicativi che ancora fatico a decifrare."La storia di Alessandra Mastrorosa e il suo impegno e attivismo all'interno dell'associazione Neuropeculiar sono stati i temi cardine dell'intervista del 15 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Abbiamo esplorato, tra le altre cose, anche il concetto di diritto alla autodeterminazione e cosa si intende per deistituzionalizzazione attraverso una prospettiva specifica, quella di studio e di vita di Alessandra, cercando di abbracciare il lato realmente umano di un discorso così ampio e complesso."Neuropeculiar nasce nel 2018 con l’obiettivo di colmare una lacuna nell’associazionismo italiano dedicato al tema dello spettro autistico. È un’organizzazione fondata e diretta da persone autistiche, che si propone, nel panorama della narrazione sull’autismo e la neurodivergenza, come Movimento per la Biodiversità Neurologica. Tra i suoi principi statutari si evidenziano la tutela e la promozione dei diritti di autorappresentanza e autodeterminazione delle persone neurodivergenti. L’orizzonte del discorso che si intende proporre e alimentare si fonda sulle prospettive offerte dagli studi sociali, in particolare Disability Studies, Critical Autism Studies e Neurodiversity Studies, che esplorano le implicazioni socio-culturali del fenomeno dell’autismo e della neurodivergenza. Neuropeculiar si pone l’obiettivo di favorire un’apertura verso nuove prospettive, contaminando le visioni attualmente dominanti, caratterizzate da un linguaggio medico, e contribuendo a un cambiamento di paradigma, attraverso la prospettiva della Neurodiversità, che promuove la valorizzazione e la convivenza delle molteplici espressioni neurologiche umane.In pochi anni l’associazione è cresciuta molto divenendo membro di EUCAP, il consiglio europeo delle persone autistiche, e partecipando così a varie azioni comunitarie ed extracomunitarie a favore dei diritti delle persone autistiche."Per approfondire:https://neuropeculiar.com/ https://www.ibridamenti.com/2022/12/21/sviluppate-la-vostra-legittima-stranezza/ https://www.facebook.com/NeuropeculiarAPS
Giornalista freelance e fotografo, Salvatore Lucente si occupa di reportage. I suoi principali ambiti di inchiesta riguardano diritti, migrazioni e territori, con un'investigazione in corso sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori migranti in agricoltura.Ha collaborato con diverse testate, tra cui Altreconomia, Il Manifesto, La Repubblica, Left.Il 3 ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Salvatore ha portato la sua testimonianza intrecciando la prospettiva di giornalista alle storie che hanno segnato il suo percorso, fino ad arrivare al tema delle migrazioni e alle dinamiche di marginalità che caratterizzano molti territori.Salvatore ha seguito peraltro il tour di Marco Cavallo, la grande scultura blu segno di lotta e liberazione in viaggio in giro per i CPR di tutta Italia per chiederne la chiusura. Questa chiacchierata è stata anche l'occasione quindi per ascoltare da Salvatore come si è svolto il viaggio, quali obiettivi si prefigge, quanta partecipazione c'è stata e che aria si respira viaggiando al fianco del cavallo blu che fu simbolo della chiusura dei manicomi alla fine degli anni '70.I reportage realizzati da Salvatore Lucente mettono in evidenza temi come:- il legame tra migrazione (o presenza migrante) e condizione di marginalità abitativa e sociale (insediamento informale, baraccopoli, ghetti, etc.);- il contrasto tra risorse promesse (es: PNRR) e la realtà di abbandono, ossia come fondi non utilizzati aggravino la marginalità;- l’aspetto umano, visivo, sensoriale della marginalità: caldo, baracche, container, la vita quotidiana in condizioni difficili;- lo sfruttamento lavorativo e gli insediamenti informali.Per approfondire:https://altreconomia.it/author/salvatore-lucente/https://ilmanifesto.it/archivio?authors=Salvatore+Lucentehttps://left.it/2022/11/24/senza-immigrati-litalia-non-ha-futuro/
Susanna Marietti è coordinatrice nazionale dell'associazione Antigone, da trent'anni impegnata nella promozione dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.È autrice di volumi e saggi su argomenti di filosofia contemporanea e sul tema della pena detentiva (tra cui, con P. Gonnella, "Il carcere spiegato ai ragazzi", Manifestolibri, ed. aggiornata 2020; "Jailhouse Rap. Storie di barre e sbarre", Arcana 2024).Scrive e conduce la trasmissione radiofonica settimanale Jailhouse Rock, in onda dal 2010 su Radio Popolare.È responsabile dell'osservatorio sugli Istituti penali per minorenni dell'associazione Antigone. È presidente della polisportiva Atletico Diritti.Il 1° ottobre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Susanna Marietti ha raccontato cosa vuol dire occuparsi di promozione dei diritti nel sistema penitenziario, quanto conta la dignità umana, cosa ciascuno di noi può fare per essere megafono e promotore di cambiamento delle condizioni di vita nelle carceri. E ancora, come possiamo riflettere meglio e di più sulla reale efficacia del sistema penale.Abbiamo esplorato inoltre la missione di Antigone, ma gli interrogativi non si fermano qui.In Italia il sovraffollamento carcerario e i suicidi in cella restano emergenze costanti: perché questi problemi sembrano non trovare mai una soluzione?Qual è la principale violazione della dignità umana che oggi si osserva nelle carceri italiane e cosa è emerso sugli istituti penali per minorenni?Quali alternative esistono per ripensare il sistema penale e penitenziario italiano?Di seguito alcuni cenni sull'Associazione Antigone, che dal 1991 promuove una pena in linea con il dettato della Costituzione."L'Associazione Antigone è impegnata nella tutela dei diritti umani e nella promozione delle garanzie fondamentali all'interno del sistema penitenziario italiano. La nostra missione è assicurare che le carceri siano luoghi nei quali vi sia il massimo rispetto per la dignità umana, promuovendo la trasparenza, l'umanità e l'equità nel trattamento dei detenuti. Ci adoperiamo per sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni e i professionisti del settore sull'importanza di un sistema penale orientato al reinserimento sociale, in linea con i principi costituzionali e internazionali. Attraverso attività di monitoraggio, ricerca, advocacy e formazione, lavoriamo per costruire una società più giusta, dove i diritti fondamentali siano garantiti a tutti, anche a chi si trova privato della libertà personale. [...]Dal 1998 Antigone è autorizzata dal Ministero della Giustizia a visitare i quasi 200 Istituti penitenziari italiani. Sono oltre 90 le osservatrici e gli osservatori di Antigone autorizzati a entrare nelle carceri con prerogative paragonabili a quelle dei parlamentari."Per approfondire: https://www.antigone.it/
Martina Marchiò (Torino, 1991) si è laureata in Scienze Infermieristiche nel 2013 e nel febbraio del 2017 è partita per la prima missione con Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Da quel lontano giorno non si è più fermata, continuando a lavorare per questa ONG soprattutto nel continente africano (in Congo, Mozambico, Etiopia, Sud Sudan..), ma anche in Messico, Grecia e Bangladesh.Ad aprile e maggio 2024 è stata a Gaza e successivamente ha scritto il libro “Brucia anche l’umanità. Diario di un’infermiera a Gaza” con Infinito Edizioni.È tornata a Gaza City con Medici Senza Frontiere tra aprile e giugno 2025.Il 29 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Martina ha raccontato alcuni aspetti dei suoi viaggi, del suo lavoro di infermiera, della sua esperienza umana.Partendo da un focus preciso sulla sua missione a Gaza, abbiamo cercato insieme di mettere in primo piano tre livelli di racconto:- Professionale, il lavoro concreto di infermiera in zone di crisi- Umano, con emozioni e fragilità annesse- Universale, ciò che la sua esperienza dice a tutti noi e soprattutto a chi vive lontano dai conflittiIn particolare, abbiamo esplorato:Senso della missione - cosa la spinge a continuare nonostante la fatica e i rischi;Realtà spesso invisibili - come si vive quotidianamente in contesti di guerra e di emergenza umanitaria;Dimensione della cura - cosa significa essere infermiera in quei luoghi, al di là del ruolo sanitario e di cura che pure è fondamentale;Rapporto con la sofferenza (propria e altrui) - come si fa a non esserne travolti e come la si elabora;Ritorno a casa - distanza tra i luoghi di conflitto e la nostra “normalità”;Ruolo della scrittura - scrivere un libro come forma di testimonianza e come atto politico e umano;Sguardo sul futuro - cosa spera di cambiare, dentro di sé e nel mondo.Nel libro “Brucia anche l’umanità: Diario di un’infermiera a Gaza” Martina Marchiò racconta il suo ritorno a Gaza nell'aprile del 2024, sei mesi dopo l'inizio dell'escalation del conflitto.La Striscia è ormai una terra devastata: le esplosioni sono continue, le pareti tremano, non c’è uno spazio sicuro dove rifugiarsi e il dolore della popolazione è palpabile.Martina, in qualità di infermiera di Medici Senza Frontiere, registra il quotidiano della crisi, mescolando l'angoscia con atti di cura, resistenza e umanità. Il suo resoconto non è solo una testimonianza, ma un racconto intimo fatto di momenti estremi in cui si misurano sofferenza, speranza, dolore.Attraverso le sue pagine emergono le storie delle vittime, delle persone che hanno perso tutto ma continuano a lottare, e il coraggio di chi opera sul campo consapevole del rischio.Il libro vuole scuotere la coscienza, spingere chi legge oltre il silenzio, ricordare che a volte raccontare e sapere possono salvare vite.Quella di Martina è anche una testimonianza che mette in luce il pericolo a cui sono esposti gli operatori umanitari in zone di guerra e la tensione costante fra il silenzio (il non voler vedere, l’indifferenza) e la necessità di alzare la voce.Durante il dialogo abbiamo cercato di cogliere il più possibile questi aspetti, provando a suscitare una riflessione che possa andare anche oltre l'intervista.
"Un insegnante, un cooperatore che si diverte tanto nel condividere la propria vita con tanti altri cooperatori e insegnanti. Imparando tanto da tutti". Queste sono le parole scelte da Peppe Pagano per descriversi.Lui e Celeste Romero (Presidente di Asociación Civil Acción Colectiva, associazione attiva nel campo della salute mentale comunitaria in Argentina) sono stati i protagonisti dell'intervista del 24 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Sono stata molto felice di aver potuto intervistarli insieme!Celeste peraltro è stata ospite di Frasivolanti anche lo scorso luglio: https://lauraressa.com/2025/07/18/accion-colectiva-salute-mentale-argentina-intervista-celeste-romero/Da dove nasce tutto?Qualche tempo fa rimasi letteralmente folgorata dall'ascolto della puntata del 22 marzo 2025 de "Il podcast delle fragole" di Radio 32 con ospiti Pasquale Corvino e Peppe Pagano. L'intervista si può recuperare a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=sJL9O02IrZYOltre al racconto di ciò che hanno costruito a Casal di Principe con "Nuova Cucina Organizzata" (N.C.O.) e con la Cooperativa Sociale Agropoli Onlus, ogni istante della loro testimonianza apre altre mille prospettive nella mente. Accade sempre più raramente di ascoltare persone che dicano certe cose, ma quando accade tutto diventa di nuovo possibile e si riaccende la speranza che ci sia ancora qualcosa da salvare in questo nostro mondo alla deriva in balìa dell'assuefazione.La lucidità e l'onestà intellettuale con cui Peppe e Pasquale parlano di mafia, legalità, istituzioni e di come anche il potere politico e lo Stato spesso prestino il fianco alla criminalità e ne siano spesso promotori e fautori, mi restituisce l'idea che esiste ancora qualcuno in grado di guardare in faccia la realtà. E non si tratta solo della capacità di guardarla quella realtà, ciò che oggi fa la differenza sta tutta nella volontà di esprimersi apertamente, di dire quel che tanti hanno paura di dire per codardia, interesse, ignoranza, o per mantenere quei pochi privilegi che hanno cercato di arraffare.Il vero privilegio è scegliere di usare la propria voce: oggi è questa l'unica scelta di cui poter andare fieri!In uno spezzone dell'intervista viene precisato quanto possa rivelarsi deleteria l'idea di lavoro come attività nobilitante o inclusiva a prescindere. E ciò vale per tutti e ancor di più per persone con difficoltà, spesso escluse dalla società.Non deve essere il lavoro l'unica chiave di lettura del proprio inserimento nel tessuto sociale perché in alcuni casi il lavoro può divenire invece fonte primaria di stress e insoddisfazione, livellando la vita ai meri concetti di ruolo, performance e produttività fine a se stessa. Ci serve invece costruire un paradigma diverso, nel quale il lavoro torni ad avere senso e utilità, torni a farci collaborare per creare possibilità.Osservando e imparando dalle esperienze degli altri, possiamo permettere a noi stessi di mettere in pratica anche ciò a cui mai avremmo pensato.Partiremo proprio da questo presupposto e dall'imperativo "Coltivare bellezza", che dà il nome alla rete internazionale di scambio e conoscenza di pratiche di inclusione sociale nata per sviluppare un pensiero condiviso tra i territori coinvolti. Lo scopo della rete è replicare esperienze e forme di organizzazione e di inclusione oltre che di intrapresa sociale.Link di approfondimento:https://radio32.net/coltivare-bellezza-verso-una-rete-internazionale-per-linclusione-podcast-e-video-del-convegno/ https://www.lacamorra.it/2018/11/07/quando-il-bene-vince-sul-male-anche-a-casal-di-principe-la-storia-di-nco-nuova-cucina-organizzata-e-delle-cooperative-sociali-ad-essa-legate/https://www.youtube.com/watch?v=-ryzw5H9_PIhttps://www.radiopopolare.it/dal-boss-sandokan-alla-cucina-della-legalita/
Il 5 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, l'avvocato Arturo Raffaele Covella ha raccontato cosa vuol dire occuparsi di migrazioni, fornire assistenza legale ai lavoratori stagionali, impegnarsi nella lotta per la chiusura dei Centri di permanenza per i rimpatri.Ecco di seguito la biografia dell'avvocato Covella."Laureato presso l’Università degli Studi di Bari in giurisprudenza nel 2005, ho iniziato subito la pratica forense e mi sono abilitato nel mese di ottobre del 2008. Contemporaneamente ho frequentato la Scuola di Specializzazione per le professioni legali sempre a Bari e, successivamente, un Corso di formazione in Criminologia e numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione.Ho sempre preferito rimanere a Sud e studiare e lavorare non lontano dalla mia terra. Mi sento molto legato alla Basilicata e al mio paese natio, Venosa.Durante il mio percorso lavorativo ho incrociato l’Osservatorio Migranti Basilicata che si occupa da diversi decenni dei problemi dei migranti presenti in questa regione e ho iniziato una assidua collaborazione. Dapprima fornendo assistenza legale ai lavoratori stagionali del pomodoro nelle campagne tra Palazzo San Gervasio, Montemilone, Lavello e Venosa, dopo, nel periodo della c.d. “crisi libica” del 2011 occupandomi di quelli che oggi sono chiamati Centri di Permanenza per i Rimpatri.Con il tempo ho maturato una sempre maggiore consapevolezza dei problemi politici e sociali legati ai fenomeni migratori e mi sono specializzato in questa materia.Da alcuni anni ho avviato una collaborazione con il progetto MELTING POT EUROPA e sono socio e referente territoriale dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI).Credo fortemente in quello che faccio e ritengo che la professione che svolgo non si limiti agli aspetti processuali. L’avvocato che si occupa di diritti umani e di libertà delle persone deve anche impegnarsi per il rispetto della legge, deve vigilare affinché i diritti vengano sempre rispettati e, ove necessario, deve anche alzare la voce, farsi sentire e far sentire la voce di chi non viene ascoltato.Un po' di tempo fa, una persona di una certa età del mio paese, incontrandomi mi ha salutato dicendomi: “ma tu fai sempre l’avvocato dei derelitti”. Sul momento non ho risposto nulla ma ripensandoci credo che risposta corretta sarebbe stata: “no, io faccio l’avvocato delle persone”."Nella nostra chiacchierata siamo partiti proprio dal comprendere insieme cosa voglia dire scegliere di essere "avvocato delle persone".Qui sotto due link per approfondire:https://www.meltingpot.org/tag/avv-arturo-raffaele-covella/https://www.terredifrontiera.info/legislazione-protettiva/
Il 2 settembre 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti, Marina Trincheri ha portato la sua testimonianza in una chiacchierata in cui abbiamo abbracciato vari temi: dall'impegno sociale alla salute mentale, dalle pratiche delle istituzioni agli abusi della psichiatria fino al ruolo dell'associazionismo e della divulgazione.Perché è dal confronto tra varie prospettive che si può cominciare a costruire e decostruire.Marina Trincheri vive a Mondovì (in provincia di Cuneo). Il suo percorso formativo, dopo la scuola magistrale, si è focalizzato sugli studi per diventare assistente sociale. Ha conseguito l'attestato di educatrice professionale e ha frequentato per 2 anni il Dams appassionandosi alla danza terapia, al teatro danza, e studiando anche dizione e recitazione.Marina ha lavorato come insegnante di sostegno nella scuola, come educatrice professionale e come coordinatrice di una casa di riposo. Ha svolto anche esperienze sporadiche in campo artistico e oggi continua sempre a coltivare i suoi tanti hobby, compreso quello della lettura.Fa parte dell'Associazione Radicale Diritti alla follia, di Mat e Mad in Italy, dell'Associazione "Michele Baù - Angeli con le ali". Inoltre si occupa di randagismo.Da tempo Marina svolge anche attività informativa sulla salute mentale e sui temi riguardanti gli abusi della psichiatria e del servizio sociale.Le piacerebbe entrare in politica.Musica, arte, teatro danza e cinema sono la sua vita.La testimonianza professionale e di vita di Marina ci permette di aprire orizzonti, di osservare i tanti modi che abbiamo per contribuire alla costruzione di una società migliore che assuma piena consapevolezza delle difficoltà e delle complessità umane e che sappia rispondere alle istanze di ciascuno in modo giusto ed equo in ogni campo del vivere, a maggior ragione nel campo della salute.
Luciana Bova e Marica Capraro sono attiviste della rete "No CPR Brindisi" che, insieme ad altre realtà del territorio nazionale, si battono affinché i Centri di permanenza per il rimpatrio, veri e propri lager, vengano finalmente e definitivamente chiusi. Frasivolanti e Radio32 ancora una volta insieme per raccogliere la testimonianza di due portavoce di un movimento costituito da tante altre persone impegnate per la dignità per la difesa dei diritti umani. "No CPR Brindisi nasce dal silenzio che soffoca le vite di persone abbandonate alla violenza e al sopruso. No CPR Brindisi nasce dalla lontananza che separa le nostre vite da quelle di persone private della loro libertà e dignità senza aver fatto alcun male. No CPR Brindisi nasce per dire NO, anzi per gridarlo! Promuoviamo la chiusura sistemica dei CPR, veri e propri lager, e chiediamo l’annullamento della detenzione amministrativa non solo in Italia ma in Europa. Promuoviamo lo sviluppo di consapevolezza sociale e istituzionale sulle istanze delle persone marginalizzate, affinché vengano rispettati diritti umani fondamentali e si possa sviluppare un tessuto sociale sano e attivo." Nel luglio 2025, 37 associazioni hanno scritto una lettera ai comuni della provincia di Brindisi e alla stessa provincia per chiedere la chiusura dei CPR e l'abolizione della detenzione amministrativa delle persone migranti. Dopo la morte di Abel Okubor nel CPR di Restinco si è costituito il Gruppo "No CPR Brindisi" per continuare l’impegno che da anni le associazioni e i movimenti del territorio hanno assunto per la chiusura di quel CPR e di tutti gli altri. La richiesta, destinata ai consiglieri e ai sindaci, nonché al Presidente e i consiglieri provinciali, è di adottare un atto deliberativo di ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Ecco alcuni stralci della lettera inviata alle istituzioni 👇 "[...] In data 27 giugno 2025 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri accoglie pubblicamente l’appello della Società Italiana di Medici delle Migrazioni in cui si legge “La detenzione amministrativa presenta criticità in materia di rispetto della dignità delle persone e dei loro diritti, incluso quello alla salute. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha denunciato gli effetti in quanto pratica patogena sia per la salute fisica, sia per quella mentale. Numerose evidenze descrivono i CPR come contesti di degrado igienico-sanitario, sofferenza fisica e mentale e abbandono sociale, con ripetuti atti di violenza auto- ed etero-inflitta sui corpi delle persone recluse. Le stesse evidenze, a distanza di 25 anni dalla loro istituzione, confermano che questi luoghi, ovunque e a prescindere dai differenti gestori, sono sistematicamente e profondamente patogeni e mettono a rischio la salute e la vita delle persone che vi vengono detenute”.I CPR sono luoghi da chiudere, strutture in cui la dignità umana è brutalmente calpestata, spazi di produzione della sofferenza, una vergogna legalizzata, per cui l'Italia è stata più volte denunciata dalle organizzazioni di tutela dei diritti umani, compresa la CEDU. Con il presente documento tutte le associazioni e i movimenti firmatari chiedono alle amministrazioni della Provincia di Brindisi e alla Provincia stessa l’adozione di un atto deliberativo entro 30 giorni dalla ricezione della presente. L’atto dovrà esprimere ferma contrarietà ai CPR in quanto realtà patogene per le persone migranti, di cui violano i diritti fondamentali e mettono a rischio la salute e la vita. Con la presente si chiede altresì l'invio al Governo e al Parlamento della richiesta di abolizione della detenzione amministrativa e la trasmissione alla Prefettura di Brindisi, al Ministro dell’Interno, ai Presidenti del Senato e della Camera, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Presidente della Regione Puglia; ai gruppi consiliari della Regione Puglia [...]." Di seguito alcune fonti di approfondimento. Sito web: https://www.nocprbrindisi.it/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/p/No-CPR-Brindisi-61578147084661/ Profilo Instagram: https://www.instagram.com/nocprbrindisi/ Articolo di Radio32: https://radio32.net/cpr-brindisi-e-detenzione-amministrativa-storie-denuncia-e-realta-invisibili/ Indirizzo email: info@nocprbrindisi.it
Giovanni Motta è avvocato con specializzazione in diritto civile e immigrazione. Presidente di Associazione AccoglierSi, attiva con lo Sportello Legale Sociale a supporto delle persone più svantaggiate, svolge il ruolo di avvocato di base e territoriale e ha collaborato con l'associazione Naga offrendo assistenza legale, sanitaria e sociale ai migranti.Ha gestito inoltre uno sportello di tutela giuridica civile per i membri del sindacato di base CUB ed è stato attivista della rete “Mai più Lager – No ai CPR”, impegnata per la chiusura del centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli e di altre strutture in Italia. Giovanni Motta fa parte del comitato per la liberazione di Ocalan e contro l’oppressione del popolo curdo e ha uno sportello legale chiamato "Attenzione ai diritti" presso la federazione di Milano del partito di Rifondazione Comunista.Essere avvocato è scegliere da che parte stare e il 30 luglio 2025 l'avvocato Motta ha portato la sua testimonianza nell'intervista in diretta sui canali Frasivolanti.Al centro della discussione i temi principali del suo impegno, e in particolare:- Accoglienza e immigrazione: opposizione attiva ai CPR, battaglia per i diritti dei migranti e richiedenti asilo;- Assistenza legale territoriale: supporto concreto alle persone in difficoltà tramite accesso alla giustizia e tutela civile;- Partecipazione attivista: ruolo in reti civiche e politiche per la chiusura di strutture detentive amministrative e per i diritti dei curdi.L'occasione di ascoltare la testimonianza di Giovanni Motta è stata utile anche per comprendere, tra le altre cose:che vuol dire svolgere la professione di avvocato nel campo dell’immigrazione e del diritto civile, come è nata l’associazione AccoglierSi e quali sono le difficoltà incontrate dalle persone che si rivolgono allo sportello legale, quanto può essere utile la sinergia tra assistenza legale e supporto economico, in che modo le associazioni possono influenzare il dibattito pubblico su immigrazione e diritto d’asilo.Link di approfondimento:https://accogliersi.wordpress.com/ https://www.leggiscomodo.org/cpr-diritti-migranti/https://ristretti.org/milano-come-si-vive-nel-centro-per-rimpatri-e-un-carcere-senza-i-diritti-dei-detenutihttps://www.fanpage.it/milano/come-si-vive-nel-centro-per-rimpatri-di-milano-e-un-carcere-senza-i-diritti-dei-detenuti/https://transform-italia.it/laltra-detenzione-amministrativa-i-misteriosi-luoghi-idonei/?pdf=37560
Cristina Paderi e Susanna Brunelli sono le protagoniste dell'intervista del 26 luglio 2025 in diretta streaming sui canali Frasivolanti.Cristina e Susanna sono attiviste, impegnate da anni in prima linea per la difesa dei diritti degli utenti psichiatrici, e fanno parte del consiglio direttivo di Associazione Radicale "Diritti alla Follia".Le loro esperienze personali si intrecciano agli interessi nel sociale e nell'ambito della salute mentale. I loro differenti percorsi di vita nel corso del tempo si sono espressi in strade convergenti permettendo a Cristina e Susanna di mettere a disposizione il loro sapere fare e saper essere in difesa dei diritti e della dignità delle persone che entrano nei servizi psichiatrici.Il viaggio compiuto insieme in questa chiacchierata è partito proprio con l'intenzione di raccontare le loro storie, le storie di due persone, due attiviste, indagando cosa unisce i loro percorsi personali all'impegno intrapreso da "Diritti alla follia". Abbiamo dato ampio spazio anche alla narrazione dell'associazione, dei risultati raggiunti, dei progetti in corso, degli obiettivi che essa si pone.Di seguito alcuni cenni su Cristina Paderi e Susanna Brunelli, e informazioni di base sull'associazione "Diritti alla follia" tratte dal sito ufficiale https://dirittiallafollia.it/Cristina Paderi risiede in provincia di Cagliari ed è interprete e traduttrice per le lingue inglese e francese. Attivista con anni di esperienza nel sociale e nel campo del volontariato, anche internazionale.Susanna Brunelli, veneta, è familiare e survivor alla psichiatria ed è impegnata su vari fronti per quanto riguarda la salute mentale nel campo dell’associazionismo e nel volontariato come accompagnatrice alla Recovery. Fa parte della Rete Utenti Nazionale. Crede che tutto sia possibile.“Diritti alla Follia” nasce all’interno dell’esperienza professionale e politica di Michele Capano, avvocato e militante Radicale. L’associazione nasce dalla presa d’atto che spesso le condizioni di “disagio psichico” non diventano nell’ordinamento giuridico tanto occasione per l’attivazione di meccanismi di solidarietà pubblica, quanto il pretesto per l’attivazione di azioni di internamento, di trattamento farmacologico coatto, di violazione di diritti umani, di mortificazione della capacità giuridica, di emarginazione.L'intento dell’associazione è fornire un contributo tecnico di mobilitazione e individuazione di interlocuzioni ed alleanze politiche e sociali e di conquistare riforme in grado di modificare lo status quo dei seguenti temi cruciali:1) Trattamento sanitario obbligatorio, da ripensare profondamente nelle sue modalità di attivazione e di esecuzione concreta;2) Misure di sicurezza per i soggetti non imputabili, che rispondono alla logica della istituzionalizzazione e della neutralizzazione, piuttosto che essere pensate ed attuate nella prospettiva del reinserimento del “reo” nella comunità;3) Interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno, nelle quali figure di limitazione della capacità di agire va ampliato lo spazio di partecipazione della persona alla procedura e vanno conquistati spazi di autonomia.L’associazione è nata nel 2018 dandosi statutariamente l’obiettivo di impegnarsi sul fronte della tutela e della promozione dei diritti fondamentali delle persone sottoposte:a varie forme di coercizione nell’ambito del trattamento del “disagio psichico”;ai cosiddetti “istituti di protezione” dell’individuo (tutela, curatela, amministrazione di sostegno);alle misure di sicurezza per i soggetti non imputabili.Proposte di riforma: https://dirittiallafollia.it/proposte/Campagne: https://dirittiallafollia.it/campagne/
loading
Comments