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Comunicazione relazionale e non verbale
Comunicazione relazionale e non verbale
Author: Sergio Omassi | Formatore e Life Coach
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© Sergio Omassi | Formatore e Life Coach
Description
Benvenuta e benvenuto nel mio podcast nativo in Spotify.
Ogni lunedì mattina ti porterò argomenti che riguardano la comunicazione relazionale e il linguaggio del corpo.
Mi chiamo Sergio Omassi e sono un formatore e un life coach, con il pallino di facilitare le relazioni, soprattutto quelle fondamentali, ovvero quelle con le persone con cui passiamo la maggior parte del tempo ogni giorno.
Sono specializzato nella lettura del linguaggio del corpo dell'essere umano, che considero la base irrinunciabile per poter capire realmente chi abbiamo davanti, ma anche noi stessi.
Ogni lunedì mattina ti porterò argomenti che riguardano la comunicazione relazionale e il linguaggio del corpo.
Mi chiamo Sergio Omassi e sono un formatore e un life coach, con il pallino di facilitare le relazioni, soprattutto quelle fondamentali, ovvero quelle con le persone con cui passiamo la maggior parte del tempo ogni giorno.
Sono specializzato nella lettura del linguaggio del corpo dell'essere umano, che considero la base irrinunciabile per poter capire realmente chi abbiamo davanti, ma anche noi stessi.
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C’è una parola che molti di noi faticano a pronunciare: NO. Non il no che chiude, ma quello che protegge, che mantiene viva la relazione e preserva la nostra energia interiore. In questo episodio esploriamo il paradosso della presenza totale: come dire sempre sì ci svuota, come imparare a riconoscere i nostri limiti può salvare la qualità delle nostre relazioni, e perché la consapevolezza del corpo è la chiave per scegliere con autenticità. Attraverso la storia di Elena, scopriremo che dire no con rispetto non allontana: avvicina, perché rende la nostra presenza più vera, più piena, più viva. Un episodio dedicato a chi vuole ritrovare equilibrio tra cura degli altri e fedeltà a sé stessi. Ascoltalo nei momenti in cui ti senti esausto, confuso o “sempre disponibile”: questo è l’episodio che ti ricorda che la tua presenza è la cosa più preziosa che puoi offrire.Buon ascolto
Cosa succede quando il silenzio diventa la lingua di una relazione? Parliamo del “non detto”, di tutto ciò che rimane sospeso tra due persone e continua a influenzarle anche senza suono. Le parole trattenute, le frasi rimandate, i respiri pesanti: pezzi di dialogo che restano nell’ombra e si trasformano in distanza. In questo episodio entriamo nel cuore del linguaggio invisibile che vive dentro ogni relazione. Scopriamo come nascono i non detti, da dove arrivano le paure che li alimentano e come si possono sciogliere. Parleremo di amore, di coppie che si perdono e si ritrovano, di amici e colleghi che smettono di capirsi perché nessuno trova più le parole giuste. Ti propongo piccoli esercizi per riportare chiarezza, per verificare se il messaggio arriva davvero, per descrivere i fatti invece di interpretare le intenzioni. Il “non detto” è una soglia: un’occasione per rientrare in contatto, per riscoprire la sincerità e costruire sicurezza reciproca. Attraversarlo significa imparare a usare il silenzio come uno spazio di ascolto e non come una punizione. In questa puntata di Oltre le Parole impariamo a riconoscere i momenti in cui il silenzio racconta più di quanto sembri - e a trasformarlo in un luogo dove la connessione si rigenera.Buon ascolto!
Ti sei mai sentito stretto dentro l'etichetta di introverso o estroverso? Spesso accettiamo queste definizioni come sentenze definitive, chiudendoci in una prigione caratteriale che limita la nostra reale natura.In questo episodio esploriamo il concetto rivoluzionario diOtroversione, teorizzato dallo psichiatra Rami Kaminski. Scopriremo una terra di mezzo dove il confine tra "dentro" e "fuori" svanisce, restituendoci una fluidità che avevamo smarrito tra le pagine di manuali troppo rigidi.Analizzeremo insieme:La ricerca controintuitiva di Jerome Kagan sui neonati: perché l'agitazione davanti agli stimoli forti è il primo mattone dell'introversione come strategia di difesa.L’identikit dell’Otroverso: un profilo che si muove sullalinea di confine, capace di stare in mezzo alla gente senza sforzo e di abitare la solitudine per puro piacere, non per protezione.Un approccio libero verso la vita e la morte: come la percezione di un io fluido trasforma la fine in una variazione di stato del sistema, liberandoci dall'angoscia.Smetti di essere vittima dei tuoi aggettivi e diventa l’architetto delle tue connessioni. È tempo di tornare a essere umani, interi, senza il bisogno infantile di dividerci a metà tra il dentro e il fuori.Libro consigliato nell'episodio:Rami Kaminski, "Né estroversi né introversi" | Ed. Corbaccio | 2025Libro citato nell’episodio:Susan Cain, “QUIET” | Ed. Bompiani | 2012Poesia finale tratta dalla raccolta “Illuminazioni”:"Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande dafinestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo" (Arthur Rimbaud).Buon ascolto e buon cammino.
Cosa succede quando il predatore più pericoloso della tuavita parla con la tua stessa voce? In questo terzo episodio di Oltre le Parole, giriamo latelecamera del "Testimone Muto" di centottanta gradi. Dopo aver esplorato la comunicazione con gli altri, entriamonell'unico territorio da cui non possiamo scappare: quello sotto la nostra pelle. Spesso siamo gentili con il mondo e tiranni spietati con noi stessi.Attraverso la storia di Perseo, un chirurgo di successo prigioniero del fantasma della perfezione, esploreremo: Il Predatore Interno: come la Teoria dei Giochiapplicata alla mente trasforma il dialogo interiore in un "gioco a somma zero" dove finiamo sempre per perdere. L'errore di traduzione: perché dare dell'incapace a se stessi è un corto circuito biologico che attiva l'amigdalacome se fossimo inseguiti da una fiera nella savana. La rassegnazione intelligente: come distingueretra “feedback di sistema” e “giudizio di valore” per recuperare sovranità sulla propria vita. Negoziazione etica col Sé: imparare ad ascoltareil feedback biologico - quel peso al petto o quella nausea - non come colpe, ma come dati preziosi per agire sulla realtà. Non puoi essere una fonte di luce per gli altri se dentro dite regna una guerra civile. È il momento di smettere di essere l'accusa e il giudice del tuo tribunale interiore per iniziare a essere il paesaggista. Buon ascolto.
Vincere una discussione o salvare la relazione? In questo nuovo episodio della playlist Oltre le Paroleaffrontiamo una delle trappole più comuni e distruttive del nostro quotidiano: la dinamica del gioco a somma zero. Si tratta di quel paradosso matematico, applicato purtroppoanche agli affetti, secondo cui perché io possa vincere e avere ragione, tu devi necessariamente perdere e avere torto. Partiremo dalla fredda logica della Teoria dei Giochi percapire come il nostro Ego ci spinga a vedere un nemico anche in chi amiamo, trasformando il salotto di casa in un campo di battaglia. Attraverso la lente della cibernetica e gli insegnamentiantropologici della "Vera Gente", scopriremo invece come passare ai giochi a somma variabile, dove la cooperazione non è un atto di debolezza ma l'unica via per far vincere il sistema-relazione. Non troverai le solite ricette pronte dei "guru" del benessere, ma un'osservazione di realtà cruda e diretta. Ti accompagnerò a scoprire come l'ascolto empatico e l'osservazione del non verbale non siano tecniche di potere, ma strumenti di devozione per disinnescare i conflitti prima che diventino macerie. Siamo tutti in viaggio e possiamo trasformare l’abitacolo inuno spazio protetto di riflessione: possiamo decidere, mentre la strada scorre, se preferiamo avere ragione o essere finalmente felici insieme a chi ti sta vicino.Buon ascolto.
Quante volte hai provato a risolvere un problema con ilpartner, un figlio o un collega, finendo solo per alzare un muro di difesa? Il motivo per cui non veniamo ascoltati è quasi sempre lostesso: iniziamo la conversazione lanciando una sentenza invece di descrivere la realtà. In questo episodio esploriamo come smettere di usare leparole come armi e iniziare a usarle come strumenti di costruzione attraverso il metodo della Relazione Eroica. Imparerai a distinguere tra il giudizio morale e il fatto oggettivo grazie alla tecnica del Testimone Muto, un esercizio di disciplina mentale che permette di isolare i comportamenti dai pregiudizi. Attraverso il caso reale di Marta, vedremo come spostare ilfocus dal Tu Sei (l'etichetta che imprigiona l'altro) all'impatto emotivo che i fatti hanno su di noi. Questo passaggio è fondamentale per mostrare la propria vulnerabilità senza cadere nel vittimismo, fornendo all'altro una mappa per comprenderci invece di un motivo per attaccarci. Analizzeremo inoltre il concetto di Negoziazione Etica:perché chiedere un cambiamento non deve essere un ordine morale, ma una proposta di scambio basata sul valore e sulla responsabilità individuale.Scoprirai come definire il tuo perimetro di tolleranza e come chiudere ogni confronto con micro-accordi concreti e verificabili, gli unici in grado di ricostruire la fiducia un passo alla volta. Se vuoi trasformare i tuoi legami e smettere di esserevittima dei tuoi stessi aggettivi, questo episodio ti fornirà gli strumenti pratici per diventare l'architetto della tua realtà relazionale. Punti chiave trattati nell'episodio: Perché le etichette (Tu Sei) distruggono il dialogo eattivano la difesa. La tecnica del Testimone Muto per isolare i fatti oggettivi.Come comunicare il proprio impatto emotivo in modoassertivo. La differenza tra il lavoro del Coach (il come) e delloPsicoterapeuta (il perché). Negoziazione Etica e baratto di valore nelle relazioniadulte. Creare confini chiari e micro-accordi verificabili entro 48ore.Buon ascolto!
Ti è mai capitato di sentirti svuotato dopo una chiacchierata apparentemente innocua? È il segnale classico di un vampiro energetico, una persona capace di prosciugarti con lamentele, sensi di colpa e manipolazioni sottili. In questo episodio parliamo di come riconoscerli nelle relazioni, al lavoro e persino in famiglia, e di come difendersi da chi vive succhiando la tua energia vitale.Buon ascolto.
C’è chi la chiama vizio capitale, chi la considera un veleno dell’anima, ma l’invidia ha un talento unico: riesce a rovinarti la giornata senza regalarti nemmeno mezzo secondo di piacere. Non ti lascia una torta in più nello stomaco, non ti concede una notte bollente da ricordare: niente di niente. Solo frustrazione e autogol emotivi. Il bello è che nessuno la confessa. Siamo disposti ad ammettere di essere gelosi, arrabbiati, persino rancorosi… ma invidiosi no. Perché in fondo significa dire: “sono più piccolo, mi sento inferiore”. Così la nascondiamo, la mascheriamo, facciamo finta che non esista. Intanto però lei lavora, rode, e ci spinge a confrontarci continuamente con chi ha più successo, più soldi o semplicemente un prato più verde. E allora perché non parlarne apertamente? Perché non smascherare l’invidia e riderci sopra, invece di lasciarla logorare in silenzio? In questo episodio ti porto dentro i meccanismi nascosti di questa emozione scomoda: vedremo la sua versione tossica, quella che ti fa agire da stupido, ma anche la sua faccia “benigna”, che può perfino aiutarti a crescere. Preparati, perché qui non si salva nessuno: l’invidia l’abbiamo respirata tutti, almeno una volta.Buon ascolto!
Quanto ti blocca la paura del cambiamento? In questo episodio esploriamo perché restare fermi sembra più sicuro, quando in realtà è la vera prigione. Tra aneddoti concreti e riflessioni sul paradosso dell’immobilismo, scoprirai come la vita ti spinge sempre a cambiare, anche quando tu vorresti solo restare comodo. Preparati a guardare in faccia la tua paura e a ridere, un po’, delle tue scuse più raffinate.Buon ascolto!
Che cos’hanno in comune un feto che accarezza il fratello gemello e un tabellone del Monopoly? Molto più di quanto immagini. In questa puntata ti racconto la ricerca che dimostra come siamo naturalmente portati alla cura reciproca… e la storia di un gioco che avrebbe dovuto insegnarci la cooperazione, ma che il mondo ha trasformato in una gara spietata a chi resta in piedi.Dal grembo materno alle regole dimenticate di Elizabeth Magie, fino alla società della performance di oggi: il filo rosso è sempre lo stesso, la scelta tra ego e comunità. Solo che troppo spesso scegliamo la prima opzione.Se pensi che il Monopoly sia solo un passatempo da domenica piovosa, preparati: potresti scoprire che in realtà ci stiamo giocando la vita.Buon ascolto!
Quante volte ti sei ritrovato a fare la mamma di qualcuno che mamma non è? Partner, amici, colleghi, persino vicini di casa… Se ti rivedi in questa scena, potresti avere un po’ della famosa sindrome di Wendy (o della crocerossina, per dirla all’italiana).In questo episodio scoprirai:perché accudire troppo rovina le relazioni;come riconoscere le personalità predisposte alla sindrome di Wendy (anche dall’abbigliamento e dal non verbale);Spoiler: più ti prendi carico dei problemi degli altri, meno loro cresceranno… e più tu ti sentirai svuotato.È ora di dire: “basta fare la mamma!”
C’è chi colleziona francobolli, chi tazze, chi calamite… e poi ci sono loro: i collezionisti di bollini emotivi.Persone che incassano ogni piccola scocciatura con un sorriso zen, accumulano punti in silenzio… fino al giorno del “premio finale”: una discussione epica, spesso scatenata da un dettaglio minuscolo, tipo un pezzo di burro mancante.In questo episodio ti racconto come funziona la famigerata “tessera del quieto vivere”, perché prima o poi esplode, e come imparare a dire le cose senza trasformare il salotto in un ring.Buon ascolto!
Ti è mai capitato di essere così immerso in quello che stai facendo da dimenticarti del tempo? Di sentirti perfettamente allineato con te stesso, in uno stato di concentrazione naturale, fluida, potente… quasi magica?In questo episodio ti porto alla scoperta del FLOW, lo stato di grazia studiato dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi, in cui la mente smette di controllare e tutto fluisce. Scoprirai perché a volte lo raggiungi senza accorgertene, cosa lo ostacola – soprattutto in ambito lavorativo – e quali sono le condizioni per attivarlo.Parleremo di ansia, noia, divertimento, lavoro, passione, e di come il FLOW sia una chiave straordinaria non solo per essere più produttivo, ma per sentirti veramente vivo.Se lavori in un team, se crei, se insegni, se sei un professionista o semplicemente vuoi capire meglio come funziona la tua mente nei momenti migliori… questo episodio fa per te.Buon ascolto.
Essere lasciati dopo un lungo periodo di relazione di coppia non è facile per nessuno perché, al di là dell’ovvio, un rapporto durato per mesi o per anni innesca, inevitabilmente, la dimensione dell’attaccamento, inteso come riconoscimento del partner nella veste di una base sicura, di persona che sa prendersi cura di noi, sa accudirci, capirci, proteggerci, confortarci e perché no, anche coccolarci.Dopo aver subito un abbondono, molti di noi entrano in trappole disfunzionali che ne amplificano il dolore, anziché lenirlo.In questo episodio vediamo insieme le 5 più frequenti trappole in cui si ficca l'abbandonato, rendendo più lunga l'elaborazione e la rinascita.Buon ascolto!
“Nessuno nasce odiando un'altra persona per il colore della sua pelle, il suo passato o la sua religione.”[Nelson Mandela]Spesso, quando qualcuno ha un pregiudizio su di noi, ci sentiamo offesi.Ci infastidisce essere fraintesi, ridotti a un’etichetta. Eppure, quando lo facciamo noi con gli altri, ci sembra solo di “saperla lunga”, perché è più facile andare “a pelle”.In questo episodio vediamo insieme cosa comporta la pratica del pregiudizio sia in noi stessi sia nelle relazioni, e quanto sia "occidentale" questa abitudine, che in altre culture lontane da noi non esiste proprio.Buon ascolto!
Penso che tutti abbiano chiaro quali caratteristiche dovrebbe avere un’amicizia degna di questo nome, ma forse non tutti hanno una chiara idea di cosa non dovrebbe essere un’amicizia, di quali comportamenti o atteggiamenti non dovrebbero farne parte, così ho pensato di dartene una lista, che potrebbe esserti utile nel caso tu abbia già qualche dubbio.Quando un’amicizia è tossica, che sia riconosciuto o meno il suo stato, ha una chiara caratteristica: entrambi gli attori ne portano addosso la responsabilità, promuovendo continui comportamenti che alimentano la tossicità del rapporto.In questo episodio vediamo alcuni indizi che dovrebbero essere riconosciuti per tempo.Buon ascolto!
Nonostante il mondo maschile porti con sé ancora oggi un alone di forza, virilità e invulnerabilità ostentata, la psicologia da anni sta parlando di una grave vulnerabilità emotiva anche per gli uomini e il problema di fondo è che questa dimensione viene associata culturalmente allo stereotipo femminile, quindi i maschi tendono a nasconderla con ogni mezzo. Potremmo, tanto per iniziare, domandarci perché una ragazzina poco femminile negli atteggiamenti venga comunemente etichettata come “maschiaccio”, termine che porta con sé un’aura di simpatia, mentre un ragazzino più sensibile della norma venga chiamato “rammollito” o “femminuccia”, se non peggio.La psicologia sociale ha dimostrato da anni che esiste, nella maggior parte delle culture patriarcali, una sorta di “vigilanza sulla mascolinità”, che inizia a essere subita sin dalla più giovane età di un bambino, portandolo a notare su se stesso e sugli altri coetanei qualsiasi devianza dalla norma di genere imposta dalla cultura di appartenenza. In questo episodio vediamo che effetti possono avere queste credenze, nella vita reale, su noi stessi e sulle nostre relazioni.Buon ascolto!
La tematica del doppio filo che lega la dipendenza e la manipolazione avrebbe bisogno di ore per essere sviluppata con un minimo di senso, tante sono le sfaccettature e le variabili che dipendono dal carattere, dalle proprie antiche ferite e da quella che Jung chiamava OMBRA.In questo episodio ne parlerò a grandi linee, per cercare di offrire, a chi non ha un’adeguata conoscenza del tema, alcune chiavi di lettura utili ad aprire gli occhi su certi meccanismi, che sembrano normalissimi, ma sono insani ai massimi livelli.Buon ascolto!
Come life-coach ascolto spesso persone che vivono difficoltà relazionali a causa dei propri comportamenti e a volte, addirittura, non riescono nemmeno a capire di aver sbagliato, di aver ferito l’altro, poiché è molto più facile puntare il dito in una direzione esterna a sé.Saper chiedere scusa è una vera e propria arte, che sembra patrimonio di pochi nel mondo in cui viviamo.Ormai è chiaro che un leggero tratto narcisistico di personalità lo abbiamo tutti, chi più chi meno, immersi come siamo in una società che alimenta continuamente l’egolatria, che tende a mettere ognuno di noi al centro e a farlo concentrare, quasi esclusivamente, sui propri bisogni, piuttosto che su quelli degli altri, persone amate comprese.E forse è proprio questo insieme di fattori, tanto voluto e alimentato continuamente dal capitalismo, a rendere così difficile chiedere scusa quando si sbaglia o si ferisce qualcuno.In questo episodio vediamo insieme cosa è meglio evitare per offrire delle scuse che abbiano un senso autentico.Buon ascolto!
Noi essere umani occidentali abbiamo una particolare sensibilità a gratificazioni e penalizzazioni, perché erano la moneta con cui i nostri genitori, quando eravamo bambini, si rapportavano con noi. Le nostre reazioni si svolgono sempre su due piani: quello logico-razionale, mosso dalla neocorteccia del nostro cervello, e quello emozionale, che nasce ben più in profondità e si sviluppa nel sistema limbico. Quindi sono in gioco due istanze: la parte logico-analitica, regno della ragione, e quella emotiva, che è il regno dell’inconscio. Per essere ancora più chiari, è come se avessimo due vie: una via alta, quella del pensiero logico e una via bassa, dove si muovono le emozioni e i sentimenti.Può capitare, infatti, di sentirsi dire dalla persona che abbiamo lusingato “grazie, mi fa molto piacere” e contemporaneamente notare un suo segnale non verbale di rifiuto. Oppure può accadere il contrario e la persona si schernisce, dice di non meritare il complimento, ma allo stesso tempo emette chiari segnali di gradimento.Buon ascolto!























