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Charlot

Author: RSI - Radiotelevisione svizzera

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Versatile, curioso e con l’ambizione di regalare qualche sorriso con una pensosa leggerezza. Charlot da Charlie Chaplin prende il nome ma vorrebbe rifletterne anche lo spirito, per diventare un programma che guarda al mondo dello spettacolo come da una scala a chiocciola: con una prospettiva a 360 gradi ma anche qualcuno in più. Perché passare e ripassare da un certo luogo - fisico o mentale - affrontare tematiche e problematiche vicine da punti di vista differenti, alla fine ci regala piccole illuminazioni, impreziosite da accostamenti inediti. Charlot si occuperà di cinema, di teatro, di opera lirica, di serie TV, di musical o di stand-up comedy... Facendoli dialogare tra loro a volte. Altre sfruttando quello che i linguaggi più moderni insegnano a quelli tradizionali. Due ore settimanali per scoprire, riflettere, interrogarsi sul mondo dello spettacolo e le sue prospettive.

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La legittimazione definitiva del genere horror è uno dei fenomeni culturali più sorprendenti degli ultimi anni. Ormai protagonista tanto al cinema quanto nelle serie televisive, ad averla sancita è Sinners — I peccatori, il film diretto da Ryan Coogler, che ha segnato la storia recente degli Oscar con un record di 16 nomination e la conquista di 4 statuette, tra cui quella per il miglior attore a Michael B. Jordan. Un risultato che conferma come l’horror stia attraversando una vera e propria epoca d’oro.Il caso di Sinners è emblematico, e non solo per i numeri. Il film fonde horror soprannaturale, dramma storico e riflessione politica, dimostrando come il genere sia capace di raccontare il presente e il passato con una profondità nuova. Non è più solo paura, ma metafora e specchio delle inquietudini collettive. Un modo per affrontare temi come l’identità, il trauma, la memoria storica e le tensioni sociali.Ma perché l’horror funziona così bene? La ragione va cercata nella capacità di fare propria una delle emozioni primarie dell’essere umano, la paura, intesa non solo come reazione istintiva al pericolo, ma come dispositivo cognitivo legato alla sopravvivenza e alla comprensione dell’ignoto. In altre parole, l’horror ci permette di sperimentare il rischio in un ambiente controllato, trasformando l’angoscia in esperienza condivisa e — paradossalmente — in piacere. Ospiti di “Charlot”, per riflettere sulle ragioni di questo successo, Chiara Fanetti, giornalista, critica cinematografica e responsabile di Cult+, il magazine culturale online della RSI e Cristian Micheletti, sceneggiatore per la fiction, consulente creativo in ambito video, attivo sui social con lo pseudonimo TheNextLine, con oltre 100.000 follower tra Instagram e TikTok.undefinedundefined
Processo al Mito

Processo al Mito

2026-03-2258:26

“Preferirei stare tre volte dietro uno scudo in battaglia, che partorire una volta sola”. In questa affermazione di Euripide si cela tutto l’orrore per l’infanticidio, ma anche il conflittuale intreccio tra ruolo e identità che rende Medea uno dei miti più stratificati della cultura occidentale.La puntata di Charlot del 22 marzo prende le mosse da un evento teatrale di rilievo: il ritorno al LAC di Lugano del celebre regista svizzero Milo Rau con Medea’s Children, un’opera interpretata da una compagnia di attori bambini che torna a interrogarci sulla violenza del mito.Medea è un’”alterità vivente”: straniera proveniente dalla Colchide, simbolo dell’irrazionale che irrompe nell’ordine logico, ma anche donna sapiente, maga ed esperta di veleni. È l’unica eroina che distrugge la propria stirpe privilegiando un legame acquisito a quello di nascita. Nel corso della puntata, approfondiremo queste sfumature con il Professor Federico Condello, autore di una rilettura della tragedia dal titolo “Feroce Medea”, che ci aiuterà a esplorare quel monologo euripideo dove la protagonista alterna rabbia, passione e una lucida, quasi gelida, analisi razionale; con il Giudice federale Roy Garré e la regista Kami Manns presenteremo poi in anteprima il loro inedito progetto tra cinema e teatro che in scena un vero e proprio “processo a Medea”. Un viaggio tra diritto, psicanalisi e palcoscenico per sviscerare i misteri di una donna che non smette di interrogarci.undefined
L’aria (2./5)

L’aria (2./5)

2026-03-1507:24

Vent’anni di Steps

Vent’anni di Steps

2026-03-1556:35

Dal 1988, ogni due anni, il Percento culturale Migros organizza il più grande festival di danza contemporanea di tutta la Svizzera. In occasione della 20esima edizione di Steps, in programma dal 5 al 29 marzo 2026, 74 spettacoli di 12 compagnie di danza nazionali e internazionali sono in tournée in 34 città e comuni. Nella Svizzera italiana, il festival farà tappa a Lugano, Bellinzona e Poschiavo.Anche in questa occasione Steps propone spazi di incontro e di riflessione, invitando gli spettatori a scoprire la danza contemporanea da prospettive diverse. Introduzioni e discussioni al termine degli spettacoli invitano il pubblico a comprendere meglio i processi creativi di quest’arte. Accanto agli spettacoli, il festival offre workshop e masterclass, che sono una fonte d’ispirazione e di crescita per chi in Svizzera è attivo professionalmente nel mondo della danza. Con il programma NEXT STEPS, il festival sostiene inoltre la creazione coreografica contemporanea in Svizzera. Nel 2026 quest’iniziativa ha dato vita alla serata Twi/light, che riunisce la St.Gallen Dance Company e il Bern Ballett con le coreografie di Rachelle Anaïs Scott e Marioenrico D’Angelo. Ospiti di “Charlot”, Selina Beghetto, drammaturga, curatrice e autrice, attiva nel settore della danza e della promozione culturale, membro del gruppo di programmazione di Steps; e Marioenrico D’Angelo, coreografo, danzatore e fotografo, autore di Night Shining Clouds, secondo tempo di Twi/light in programma al Teatro Sociale di Bellinzona.undefinedundefined
Oltre il silenzio

Oltre il silenzio

2026-03-0859:14

Il teatro ha il compito di illuminare gli angoli dove la società preferisce non guardare. Ma come si racconta la violenza di genere senza cadere nella retorica o nel voyeurismo? È possibile dare corpo a un abuso che spesso non lascia segni visibili, ma si consuma tra le pieghe sottili di un linguaggio manipolatorio? In un’epoca satura di immagini brutali, la scena rischia l’assuefazione o può ancora essere il luogo della vera catarsi e del cambiamento?Questi alcuni degli interrogativi al centro della puntata di “Charlot” per l’8 marzo. Ospiti della puntata sono il regista Daniele Finzi Pasca e l’attrice Melissa Vettore, che portano in scena “Prima Facie”. Il pluripremiato testo di Suzie Miller mette a nudo le contraddizioni di un sistema giuridico che troppo spesso trasforma la vittima in imputata.Oltre alla loro anche una testimonianza di Emma Dante che nel suo Angelo del focolare ha offerto una riflessione cruda e potente sul femminicidio e sulle radici arcaiche del possesso. undefinedundefined
La terra (1./5)

La terra (1./5)

2026-03-0105:52

La Perla: Hamnet

La Perla: Hamnet

2026-03-0103:30

Altri corpi

Altri corpi

2026-03-0156:41

C’è una salamandra al centro di MOFO, il debutto teatrale come autore di Rocco Schira. Una salamandra velenosa che vive nella sua vasca da bagno, compone canzoni, soffre di dismorfia corporea — ossia ha una percezione distorta di sé e del proprio corpo — e scorre app d’incontri in cerca di una connessione con il mondo. È un anfibio che vive tra due mondi senza appartenere del tutto a nessuno. Un animale, sì. Ma anche una maschera. E sotto la maschera, un corpo umano che fatica ad abitarsi.MOFO attraversa la solitudine digitale, la mascolinità tossica, il corpo trasformato in merce dal capitalismo digitale. E trova nella tenerezza della vergogna l’unica possibile via d’uscita. Un racconto scritto e interpretato da dentro, che usa la maschera dell’animale per guardare in faccia qualcosa di molto umano.Common land, il nuovo spettacolo della compagnia Trickster-p, va oltre. Non più il corpo umano e le sue ferite, ma il corpo della Terra. La sua genesi, il suo tempo lunghissimo, il flusso incessante di cui noi siamo solo un aspetto marginalissimo. Pur senza muoversi fisicamente nello spazio, il pubblico è invitato a esplorare un paesaggio in continua trasformazione. Ogni sguardo apre nuove traiettorie, ogni prospettiva genera una narrazione diversa. L’umano non è più al centro, ma è una particella in un cosmo che esisteva prima di noi e continuerà senza di noi.Altri corpi, appunto. Il corpo umano che c’è e soffre. Il corpo celeste che ci contiene e ci precede. Due spettacoli che sembrano partire da luoghi lontanissimi — uno intimo e carnale, l’altro cosmico e silenzioso — e finiscono per farci la stessa domanda. Cosa rimane di noi quando usciamo dalla forma che credevamo di avere? Ospiti di “Charlot”, Rocco Schira, performer, costumista e scenografo; Raissa Avilés, cantante, performer e autrice – per l’occasione vocal coach di MOFO – e Cristina Galbiati artista e cofondatrice della compagnia Trickster-p.undefinedundefined
®Non solo la California e New York. Anche Londra è da sempre una destinazione importante dell’emigrazione ticinese, di ieri e di oggi.Arriva in Canton Ticino lo spettacolo teatrale Valchera’s della drammaturga ticinese Lea Ferrari, con la regia di Alan Alpenfelt, scritto in occasione dei 150 anni di vita dell’Unione Ticinese di Londra, fondata nel 1874 dall’imprenditore e ristoratore bleniese Stefano Gatti per offrire un punto di riferimento per i Ticinesi e le Ticinesi che arrivavano nel sud del Regno Unito.Valchera’s è ambientato nel passato, racconta la vicenda dello storico ristorante – il Valchera’s appunto – gestito da emigranti ticinesi presso la stazione di Richmond, attraverso lo sguardo di due donne… ma è stato realizzato da un collettivo di giovani artisti (le attrici Nabila Dolfini e Martina Greenwood, l’assistente alla regia Vittorio Parri) che oggi vivono tra Ticino e Londra, rendendo i temi della migrazione, della nostalgia, della ricerca artistica e identitaria più attuali che mai.Con Lea Ferrari, Alan Alpenfelt, Vittorio Parri e Sofia Reggiani.Prima emissione: 1 febbraio 2026.
®Prima emissione: 1 febbraio 2026.
®Prima emissione: 1 febbraio 2026.
L’Olimpo in scena

L’Olimpo in scena

2026-02-1556:25

In piena atmosfera olimpica, mentre i riflettori sono puntati sulle nevi di Milano Cortina, “Charlot” dedica una puntata speciale al binomio tra sport e teatro. Se il cinema ha spesso celebrato l’epica atletica, il palcoscenico offre oggi prospettive inedite e profonde, capaci di trasformare il gesto sportivo in pura narrazione drammaturgica.Un viaggio che parte dagli sci per arrivare alle bracciate della memoria. Ospite della puntata il coreografo Marco D’Agostin, che con il suo First Love porta al Piccolo di Milano un’originale rilettura dello sci di fondo, dove il movimento atletico si fonde con una raffinata ricerca teatrale. Dal ghiaccio si passa all’acqua con il regista Luca De Bei, che presenta Il Nuotatore di Auschwitz: un racconto potente e inusuale ambientato nell’oscurità dei campi di concentramento, approdato recentemente a Chiasso.Non manca lo sguardo sul digitale con la rubrica Cliccultura di Michele Serra, che analizzerà il fenomeno virale di una serie canadese ambientata nel mondo dell’hockey: Heated Rivalry.undefinedundefined
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