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Interlinea. Scrivere il futuro tra le righe della storia
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Interlinea. Scrivere il futuro tra le righe della storia

Author: Interlinea edizioni

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Interlinea. Scrivere il futuro tra le righe della storia.
Conversazioni con autori che guardano al domani riflettendo sul presente senza dimenticare il passato: quali parole abbiamo usato per descrivere l’epidemia? Come le canzoni raccontano noi stessi? Il calcio è ancora fatto di discriminazioni? C’è una filosofia nelle piccole cose di tutti i giorni? Servono sempre baci e abbracci? Perché abbiamo sempre bisogno delle storie dei libri? Qual è l’umanità delle nostre imprese? Un podcast di Roberto Cicala per ragionare sulle scelte editoriali di un piccolo editore di cultura, Interlinea: per pensare al futuro a partire dai libri. A cura di Caterina Tognetti.
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Può la poesia raccontare il difficile mondo degli adolescenti tra i banchi di scuola? È la sfida raccolta da Andrea Bianchetti, un giovane insegnante e poeta svizzero,autore della raccolta poetica "Al figlio del pugile tremano le mani. Storie fragili di scuola". Attraverso la sua esperienza nelle scuole professionali del Canton Ticino, Bianchetti racconta l'incontro quotidiano con ragazzi spesso smarriti, segnati da difficoltà familiari e personali, ma ricchi di umanità e possibilità. Si parla di poesia, insegnamento e responsabilità educativa: di una scuola che non può limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve saper riconoscere e valorizzare ogni studente. Un dialogo intenso sul potere delle parole, sulla dignità delle fragilità e sulla necessità di accorgersi degli altri. Perché, come scrive l'autore, «io mi sono accorto, / mi sono accorto di tutti voi. / il mio paradiso portatile».
Ci sono ricorrenze che ci aiutano a trovare il senso profondo della nostra vita cercando le ragioni nascoste nelle pieghe della storia, nell’interlinea di tanti fatti e parole che sembrano senza senso. Avviene così per la Shoah, pagina oscura della nostra storia recente che non deve smettere di farci riflettere. In occasione del 27 gennaio ci facciamo guidare dalle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate nei discorsi in occasione del Giorno della memoria e raccolti nel libro La nostra memoria. I discorsi per non dimenticare la Shoah, con un testo di Liliana Segre e una nota di Giovanni Grasso. Sono riflessioni di grande valore civile e morale anche alla luce dei conflitti e delle guerre più recenti.Un podcast di Roberto Cicala.
«La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole» è l’osservazione di Sebastiano Vassalli da cui parte questo podcast incontrando Gian Luca Favetto, giornalista, scrittore, drammaturgo e poeta, a partire dall'itinerario che fa nel suo libro "Il viaggio della parola": un itinerario dall'autore al lettore, da una scrivania di Torino alle strade di New York, nella consapevolezza che, scrive, «l’alfabeto è l’immaginazione del mondo». Con Favetto, di cui sta uscendo "Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia" (ADD editore), proviamo a ragionare sulle parole, sullo scrivere. Che cosa significa scrivere oggi: per i giornali, per la letteratura, per il teatro? E scrivere poesia? E leggere? È un colloquio sull'anima dei libri, perché in fondo «soltanto la parola custodisce». Podcast di Roberto Cicala.
Quell’«apostrofo rosa tra le parole “t’amo”» che è il bacio secondo Cyrano non ha mai avuto un’antologia poetica tutta per sé. Ora la propone un libraio e scrittore, Alessandro Barbaglia, tra versi e arte passando per la narrativa e senza dimenticare il cinema. Dalla «bocca mi baciò tutta tremante» di Paolo e Francesca a «ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai» di Pablo Neruda, con le immagini pittoriche che vanno da Giotto a Chagall, resta sempre aperta la domanda dello stesso Cyrano: «un bacio, insomma, che cos’è un bacio?» È una proposta letteraria che in periodo di Coronavirus risulta ancora più suggestiva per esprimere l’indicibile emozione di un atto sempre nuovo, unico. Podcast di Roberto Cicala.
«Fai attenzione alle piccole cose, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi» quanto ha detto Jim Morrison sembra valere ancora di più dopo il periodo dell’emergenza sanitaria. Francesca Rigotti, che vive e insegna tra la Germania e l’Italia, con la sua “Nuova filosofia delle piccole cose” ci aiuta a imparare nuovamente a «guardare, toccare, ascoltare intensamente gli oggetti che ci stanno intorno e le attività che svolgiamo quotidianamente, anche se considerate ripetitive, minori, piccole». È la valorizzazione delle “piccole cose” di tutti i giorni: il sapone, la tazza di caffè, la scopa, le forbici, ma anche lo smartphone o i cosmetici... Una filosofia nuova con molti aspetti al femminile, ma per tutti coloro che vogliono far qualcosa – come recitava un vecchio slogan pubblicitario – contro il logorio della vita moderna. Un podcast di Roberto Cicala.
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