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Professione Chimico
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Professione Chimico

Author: Valter Ballantini

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Un podcast da un chimico professionista per i professionisti chimici o per chi vuole diventarlo.
Si comincia da 76 perché prima questo era solo un canale YouTube
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In questa puntata di Professione Chimico ho parlato di batterie con il prof. Marco Giorgetti, chimico analitico dell'Università di Camerino, che insegna anche a Bologna in una laurea magistrale nuova dedicata ai materiali e alle batterie.Il fotovoltaico e l'eolico producono energia quando c'è il sole e quando c'è il vento, non quando serve. Per spostarla nel tempo bisogna accumularla, e le batterie sono la risposta più diffusa: ferme, accanto agli impianti, oppure a bordo dei veicoli elettrici. Quando compriamo una batteria l'ingegnere ha già fatto il suo lavoro, ma prima di lui c'è il chimico, che studia e sintetizza i materiali, soprattutto ossidi inorganici.Marco ci ha spiegato perché si usa il litio: è il più leggero e il più elettropositivo, e quindi dà più voltaggio e più densità di energia. Ma è poco abbondante e concentrato in pochi paesi, da qui i temi dell'approvvigionamento e del riciclo. Il sodio, che sta subito sotto nella tavola periodica, è molto più abbondante, e in Cina le batterie al sodio sono già in commercio; però i materiali pensati per il litio, trasferiti al sodio, non funzionano, e la ricerca deve trovarne di nuovi.Abbiamo parlato di intercalazione e di ciclabilità, cioè di quante volte una batteria può caricarsi e scaricarsi senza rovinarsi, del limite di 1,23 volt dell'acqua e degli elettroliti organici che lo superano ma portano il rischio di incendio, di dove va la ricerca e del confronto con l'idrogeno.Infine, i consigli per chi vuole lavorare in questo campo: un corso di elettrochimica, una tesi in un laboratorio che studia le batterie, e Google Scholar per scoprire chi in Italia fa ricerca su un argomento.La puntata con le grafiche è sul canale YouTube Professione Chimico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/professione-chimico--5769987/support.
In questa puntata di Professione Chimico ho chiacchierato con il collega Vincenzo Nicoli di un mestiere che pochi conoscono: il chimico che si occupa di gas tossici. I gas tossici sono più vicini di quanto si pensi. L'ossido di etilene sterilizza i dispositivi medici, la fosfina serve a disinfestare il grano e le altre derrate alimentari, anche nelle stive delle navi, l'ammoniaca raffredda le grandi celle frigorifere e l'anidride solforosa protegge il vino nelle cantine. Chi li usa o li custodisce deve avere un'autorizzazione, e l'autorizzazione non esiste senza un direttore tecnico: quasi sempre un chimico. La regola di fondo è ancora un Regio Decreto, il 147 del 1927. Vincenzo ci ha spiegato perché un gas tossico, per la legge, si tratta quasi come un'arma, e cosa vuol dire esserne responsabili: tenere i registri di carico e scarico, perché ogni chilo dichiarato deve tornare, smaltire gli imballi, rispondere di una perdita o di uno sversamento. Intorno al decreto ci sono poi le norme sulla sicurezza sul lavoro, sull'ambiente e il testo unico delle leggi sanitarie. All'università queste cose non si studiano. Vincenzo ha imparato sul campo, confrontandosi con le ASL, con i colleghi dell'ARPA e con i chimici di porto, che ratificano le fumigazioni prima che le navi riprendano il mare. Ci ha raccontato le difficoltà con chi deve controllare senza conoscere la chimica, cosa succede negli altri paesi europei e perché chi usa i gas tossici deve avere un vero e proprio patentino. È un lavoro di nicchia, ben pagato proprio per le responsabilità che comporta, e uno dei tanti modi in cui un chimico può lavorare fuori dal laboratorio. Se stai studiando chimica o ti sei appena laureato, questa puntata ti fa vedere una strada a cui forse non avevi pensato. La puntata con le grafiche è sul canale YouTube Professione Chimico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/professione-chimico--5769987/support.
Diciamo spesso che la chimica è un'infrastruttura della società. In questa puntata provo a farlo vedere con tre esempi concreti: l'acqua che beviamo, i materiali con cui costruiamo il mondo e l'energia della transizione.Si parte dall'acqua potabile, che non è sicura per natura: i contaminanti, la potabilizzazione tra rimozione e disinfezione, il trattamento dei reflui e l'acqua sicura come diritto, tra equità e sostenibilità. Poi i materiali moderni, dai polimeri ai vetri: i benefici di leggerezza, durata e prestazioni, ma anche rifiuti, microplastiche e fine vita, che obbligano a progettare pensando a tutto il ciclo di vita. Infine l'energia: batterie, fotovoltaico, idrogeno e catalisi, l'efficienza come parte enorme della transizione e le materie prime critiche, perché la transizione energetica ha anche un costo materiale e territoriale.00:00 Introduzione 00:28 La chimica come infrastruttura della società 01:03 L'acqua potabile e i contaminanti 01:27 Potabilizzazione: rimozione e disinfezione 02:29 Il trattamento dei reflui 03:40 L'acqua sicura come diritto 05:06 I materiali 06:36 Leggerezza, durata, prestazioni 07:22 I costi: rifiuti, microplastiche, fine vita 08:42 Progettare per il ciclo di vita 10:01 Energia e transizione 11:39 L'idrogeno è un vettore, non una fonte 12:17 La catalisi e la chimica per l'efficienza 13:45 Materie prime critiche e impatti territoriali 15:12 Il messaggio finaleLa puntata con le grafiche è sul canale YouTube Professione Chimico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/professione-chimico--5769987/support.
Il Nobel per la Chimica 2026 è andato a Henri Kagan e Kenso Soai per i loro studi sulla catalisi asimmetrica. Il giorno dopo l'annuncio ne ho parlato con Anna Iuliano, professoressa di chimica organica, che lavora proprio su questi temi.Abbiamo parlato di molecole chirali ed enantiomeri, immagini speculari come le nostre mani. Abbiamo visto perché per un farmaco conta avere una sola delle due forme e come la catalisi asimmetrica permetta di ottenerla. Poi gli effetti non lineari scoperti da Kagan e l'esperimento di Soai, che parte da uno sbilanciamento piccolissimo e arriva quasi a un solo enantiomero, anche con un cristallo di quarzo. Infine una delle grandi domande della scienza: perché la vita sulla Terra usa solo amminoacidi L e zuccheri D?00:00 Introduzione 00:46 Il Nobel per la Chimica 2026 01:36 Kagan, Soai e la catalisi asimmetrica 02:46 Cosa sono gli enantiomeri 03:54 Cosa cambia per i farmaci 05:24 Come funziona la catalisi asimmetrica 07:01 Gli effetti non lineari di Kagan 09:08 Gli aggregati RR, SS e RS 11:00 Perché la vita è omochirale 12:28 Mani, forbici e scarpe 15:00 L'esperimento di Soai 17:43 Il cristallo di quarzo e la sintesi asimmetrica assoluta 19:31 La chiralità nei corsi universitari 21:03 SalutiLa puntata con le grafiche è sul canale YouTube Professione Chimico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/professione-chimico--5769987/support.
Questa settimana intervisto un fisico, Giusepe Bellomo, che ha scritto per la rivista La Chimica nella Scuola un articolo che si chiama Siamo polvere di stelle ch potete leggere qui https://chimicanellascuola.it/index.php/cns/article/view/321/579Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/professione-chimico--5769987/support.
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