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Salutedomani- Le ultime news

Author: Salutedomani

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La dieta mediterranea diventa “3D” e integra il fattore tempo: non conta solo cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Il nuovo modello, messo a punto dalla Società Italiana di Endocrinologia e dall'ADI, sincronizza gli alimenti con i ritmi circadiani di ormoni come insulina, cortisolo e melatonina, per potenziare la prevenzione di obesità e malattie metaboliche.Sole, Luna e timing dei nutrienti Nella nuova piramide compaiono i simboli di Sole e Luna: al mattino, con massima sensibilità all'insulina, sono privilegiati carboidrati complessi integrali, legumi, frutta e verdura. La sera il focus si sposta su proteine ​​magre, verdure e alimenti “amici del sonno” (noci, semi, latticini ricchi di triptofano), capaci di favorire il recupero muscolare e la qualità del riposo. Allodole, gufi e dieta personalizzataLa cronodieta mediterranea è adattata al cronotipo: “allodole” mattiniere e “gufi” serotini ricevono indicazioni diverse su come distribuire le calorie nella giornata. L'obiettivo è riallineare i gufi alla luce del giorno, riducendo il “social jetlag” metabolico e migliorando il controllo glicemico senza cambiare la qualità tipica della dieta mediterranea. Oltre il piatto: un vero stile di vitaLa nuova piramide è anche un manifesto di stile di vita: include attività fisica alla luce del sole, sonno regolare, convivialità e rispetto della stagionalità. In questo modo aggiorna il patrimonio UNESCO della dieta mediterranea alla medicina di precisione, rendendolo uno strumento pratico anche in ambito clinico. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Le nanoplastiche possono alterare i neuroni della fertilità e agire come interferenti endocrini. Lo studio della Statale di Milano apre nuovi scenariLe nanoplastiche — minuscole particelle derivate dalla degradazione della plastica — sono ormai presenti ovunque: nell’aria, nell’acqua e persino nel nostro organismo. Ma possono compromettere la fertilità umana? Un recente studio dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Torino e la Queen Mary University of London, prova a rispondere a questa domanda. Come agiscono le nanoplastiche sui neuroni della fertilitàPubblicata sulla rivista Small, la ricerca ha mostrato che le nanoplastiche riescono a penetrare nei neuroni che producono GnRH, l’ormone chiave che regola pubertà e funzione riproduttiva. Nei modelli cellulari più maturi, le particelle hanno alterato la normale secrezione ormonale; in quelli immaturi, hanno ridotto la capacità delle cellule di migrare correttamente, un processo essenziale durante lo sviluppo fetale.Interferenti endocrini nascosti L’analisi genetica ha inoltre rivelato che l’esposizione alle nanoplastiche modifica l’attività di geni coinvolti nella crescita dei neuroni, suggerendo una possibile connessione con disturbi della fertilità. Varianti rare nel gene NPAS2, osservate in pazienti con pubertà ritardata, rafforzano l’ipotesi di un’interazione tra fattori genetici e ambientali.Un rischio da approfondire “I risultati indicano che le nanoplastiche possono agire come nuovi interferenti endocrini, potenzialmente coinvolti nei disturbi della riproduzione”, spiega la professoressa Anna Cariboni del Centro di Ricerca Nemesis della Statale di Milano. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Nuova ricerca svela il “paradosso della sopravvivenza” tra i sessi. Nuova sfida per la medicina di genereUn’ampia indagine condotta dall’Università di Leicester con il supporto del NIHR e pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe ribalta una convinzione consolidata: dopo un infarto, gli uomini fragili hanno un rischio di morte più alto rispetto alle donne, nonostante ricevano trattamenti più intensivi.Fragilità: un rischio diverso tra uomini e donne Analizzando oltre 900.000 pazienti in 15 anni, i ricercatori hanno scoperto che la fragilità non incide in modo uniforme. Nelle donne segnala spesso un declino multisistemico, mentre negli uomini fragili riflette una vulnerabilità cardiovascolare profonda, aggravata da malattie come diabete e arteriosclerosi.Questo “paradosso della sopravvivenza” mette in luce limiti importanti negli attuali protocolli universali di cura post-infarto.Ripensare la valutazione del rischio Il team guidato dal Dott. Muhammad Rashid propone un cambio di paradigma: sistemi di valutazione e percorsi terapeutici su misura per sesso, in grado di identificare meglio i pazienti ad alto rischio e migliorare la prognosi dopo un infarto miocardico acuto (IMA).Verso cure più personalizzate Comprendere come fragilità e sesso interagiscono può portare a strategie cliniche più efficaci e ridurre la mortalità cardiovascolare. Gli autori invitano a sviluppare nuovi strumenti di valutazione specifici per genere, con l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza e l’equità nelle cure cardiache.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
La FDA approva Optune Pax, cerotto con campi elettrici per il tumore al pancreas localmente avanzato: trattamento non invasivo, continuo e integrato alla chemioterapia.La FDA ha approvato Optune Pax, un dispositivo portatile che utilizza campi elettrici (TTFields) per trattare il carcinoma pancreatico localmente avanzato negli adulti. Il sistema eroga micro-campi sull'addome tramite cerotti adesivi, interferendo con la divisione delle cellule tumorali e preservando il più possibile i tessuti sani. Terapia a domicilio, continua e integrata Il dispositivo si applica sulla pelle con patch collegato a un generatore da portare in una borsa, consentendo il trattamento durante le normali attività quotidiane. I parametri sono preimpostati dal produttore; il paziente viene istruito a cambiare i trasduttori due volte a settimana, gestire batterie e alimentazione, integrando la terapia nella vita di tutti i giorni.Benefici clinici e sicurezza In uno studio clinico randomizzato, aggiungere i TTFields alla chemioterapia standard (gemcitabina + nab-paclitaxel) ha aumentato la sopravvivenza globale di circa due mesi rispetto alla sola chemioterapia. Le reazioni cutanee locali sono l'effetto correlato al dispositivo più frequente.Effetti collateraliGli effetti comuni in combinazione con la chemioterapia includono alterazioni dell'emocromo, disturbi gastrointestinali, affaticamento, infezioni e alterazioni dei parametri metabolici. A livello cutaneo possono comparire arrossamento, irritazione, prurito, eruzioni, sudorazione intensa o piccole ferite sotto i cerotti, oltre a possibile surriscaldamento o reazioni all'adesivo. In caso di disturbo, è essenziale confrontarsi sempre con il medico curante. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Solo il 2% degli italiani sa quante donne con mutilazioni genitali femminili vivono in Italia. L’indagine Ipsos per Amref Italia rivela disinformazione e la necessità di nuove campagne di sensibilizzazione.In Italia vivono oggi circa 88.500 donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF), e 16.000 bambine sono a rischio. Eppure, solo il 2% degli italiani conosce questa realtà, secondo l’indagine Ipsos per Amref Italia.Disinformazione e percezioneIl 67% tende a sottostimare il fenomeno, mentre il 38% non sa neppure se esistano casi nel nostro Paese. Solo il 7% dichiara di sentirsi molto informato: un dato che sale all’11% tra la GenZ. MGF: una violazione globale dei dirittiIl Rapporto Globale 2025 ricorda che le MGF colpiscono 230 milioni di donne nel mondo, in 94 Paesi. La pratica è ancora diffusa anche fuori dall’Africa, in Asia, Europa e America Latina.Cosa chiedono gli italianiL’87% degli intervistati considera urgente intervenire: tra le priorità, proteggere le minori (32%), educare nelle scuole (27%) e offrire più supporto alle donne sopravvissute (23%).La voce delle nuove generazioni“Le giovani subiscono meno frequentemente MGF delle adulte: il cambiamento è possibile”, afferma Laura Gentile (Amref Italia). In Africa crescono i riti alternativi e l’impegno di attiviste come Kadidiatou, che racconta con poesia la forza di spezzare il silenzio.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
“Oltre i limiti” è il filo conduttore con cui Lilly, in veste di sponsor dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, celebra la forza di superare ogni ostacolo attraverso resilienza, ricerca e impegno umano. Dal 6 febbraio, data d’apertura dei Giochi, parte un calendario di attività che unisce sport, salute e divulgazione scientifica, ispirando il pubblico a “non fermarsi mai”.Never Over: la campagna della determinazioneCuore del progetto è la nuova campagna “Never Over”, on air in TV e presente nei “Live Sites” di Milano e Cortina, dove installazioni interattive racconteranno i traguardi di scienza e atleti: dalla penicillina alle insuline di nuova generazione, fino alle storie di Sofia Goggia, Arianna Fontana, Marta Bassino e Davide Bendotti. The Impossible Gym: la palestra che sfida i limitiA Piazza Mercanti, “The Impossible Gym – Winter Edition” farà vivere al pubblico le difficoltà invisibili di chi convive con l’obesità, ricordando che come nello sport, anche nella salute servono determinazione e coraggio.L’installazione, patrocinata da SIO e Amici Obesi Onlus, ospiterà specialisti e incontri di sensibilizzazione.Insieme per un’eredità di saluteDalle installazioni luminose di Corso Vittorio Emanuele ai volontari Lilly nelle venue olimpiche, l’iniziativa rappresenta un ponte tra ricerca scientifica e spirito olimpico, lasciando un segno concreto di inclusione e innovazione. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Risparmiare tempo facendo acquisti sul web può sembrare una soluzione pratica, ma il nostro benessere ne risente. Uno studio dell'Università di Aalto (Finlandia) , pubblicato sul Journal of Medical Internet Research , rivela che lo shopping online ei social media sono tra le attività più correlate allo stress , soprattutto nelle donne .Lo stress cresce con clic e scroll Analizzando i dati di 1.500 adulti per sette mesi, i ricercatori hanno collegato 47 milioni di visite web e 14 milioni di utilizzi di app ai livelli di stress auto-riferiti. Chi trascorre più tempo sui social o nei siti di e-commerce mostra un aumento significativo dello stress , mentre le attività come leggere notizie o e-mail risultano più rilassanti.Un effetto “uovo e gallina” digitale Secondo il dottorando Mohammed Belal , resta aperta la domanda: scrolliamo perché siamo stressati o siamo stressati perché scrolliamo? Anche YouTube, streaming e gaming si associano a un maggiore affaticamento mentale. Le donne risultano più vulnerabili, mentre gli utenti più anziani e benestanti mostrano livelli di stress inferiori.Verso un equilibrio digitale Per la prof.ssa Juhi Kulshrestha , il passo successivo è capire se internet può diventare un alleato del benessere. Nuovi strumenti digitali potrebbero aiutare a regolare la navigazione ea trovare un sano equilibrio tra l'uso della rete e la salute mentale .Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di Telegram: salutedomàni
La variante “sottoclade K” dell’influenza sta colpendo duramente. Ma uno studio dell’Università del Maryland pubblicato su PLOS Pathogens offre nuovi indizi su come contenere i contagi. Ricercatori hanno riunito studenti con influenza e volontari sani in un hotel di Baltimora. Risultato? Nessuna trasmissione. Il team guidato da Donald Milton e Jianyu Lai ha scoperto che la malattia non si diffonde sempre facilmente per via aereaTosse e aria, fattori decisiviI malati avevano alte cariche virali nasali, ma tossivano poco. Inoltre, la stanza era ben ventilata: l’aria veniva continuamente mescolata, riducendo la concentrazione del virus."L'altro fattore importante è la ventilazione e il movimento dell'aria. L'aria nella nostra sala studio veniva continuamente mescolata rapidamente da un riscaldatore e un deumidificatore, diluendo così le piccole quantità di virus presenti nell'aria", afferma Lai.  Lai aggiunge che gli adulti di mezza età sono solitamente meno vulnerabili all'influenza rispetto agli adulti più giovani, un altro probabile fattore che spiega l'assenza di casi di influenza.  La maggior parte dei ricercatori ritiene che la trasmissione aerea sia un fattore importante nella diffusione di questa malattia. Come proteggersi "Essere a stretto contatto, faccia a faccia con altre persone, in ambienti chiusi dove l'aria non si muove molto, sembra essere la cosa più rischiosa, ed è qualcosa che tutti tendiamo a fare spesso. I nostri risultati suggeriscono che i purificatori d'aria portatili che agitano l'aria oltre a purificarla potrebbero essere di grande aiuto. Ma se ci si trova molto vicini e qualcuno tossisce, il modo migliore per proteggersi è indossare una mascherina, soprattutto la N95", sottolinea Milton.Un obiettivo di salute pubblica L’influenza causa ogni anno fino a un miliardo di casi nel mondo. Studi clinici come questo sono essenziali per aggiornare le linee guida e comprendere davvero come si diffonde il virus.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Tanti piatti saranno i protagonisti delle tavole di Natale e Capodanno. In molti casi sarà difficile, se non impossibile, evitare che qualche pietanza avanzi, per essere scaldata e poi consumata nuovamente nei giorni successivi. In agguato, però, possono esservi rischi legati alla salute. Dall’Istituto Superiore di Sanità (progetto SAC) arrivano dei suggerimenti per gestire e consumare gli avanzi in sicurezza:Il primo passo fondamentale è pianificare con attenzione la spesa, calcolando attentamente gli acquisti in funzione del numero di ospiti. In questo modo si limita ciò che potrebbe avanzare, riducendo il più possibile gli sprechiTrasferisci gli avanzi delle Feste in recipienti puliti e chiusi, invece di lasciarli nelle pentole in cui sono stati cucinatiNel caso di utilizzo dello stesso avanzo in più occasioni, è bene evitare cicli multipli di riscaldamento e raffreddamento riscaldando solo la porzione che si intende consumare. Questo riduce il rischio di contaminazione e deterioramento dell'alimento e ne preserva la qualità.Riponi gli avanzi in frigo o in congelatore entro poche ore dalla cottura.  Sebbene i tempi di deperimento siano fortemente condizionati dal tipo di alimento e dalla temperatura ambientale, gli alimenti preparati non dovrebbero rimanere fuori dal frigorifero o dal congelatore per più di due oreGli avanzi dei cibi cotti possono essere conservati in frigorifero per pochi giorni. Idealmente, non dovrebbero essere conservati per più di 2-3 giorni. Le preparazioni già cotte vanno riposte nei ripiani alti, separate dagli alimenti crudiMantieni ben refrigerate tutte le preparazioni avanzate, con particolare attenzione a piatti particolarmente deperibili, come creme e salsePresta particolare attenzione alle preparazioni facilmente deperibili, come l’insalata russa. Evita continui spostamenti tra frigorifero e tavola, per ridurre il rischio di contaminazione e deterioramento.Per garantire sicurezza e qualità, è consigliabile non conservare più preparazioni diverse nello stesso contenitore in frigorifero: separandole si riduce il rischio di contaminazione crociata, si preservano sapori e consistenze e si assicura una conservazione più uniforme e sicuraPer il congelamento, scegli esclusivamente contenitori adatti al freezer, e suddividi le preparazioni in porzioni piccole da consumare in un’unica voltaNon consumare preparazioni che presentano segni di deterioramento, come muffa, odori acidi o rancidi, alterazioni di colore o modifiche della consistenza  Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  
All’Ospedale “Cannizzaro” di Catania nasce un modello innovativo: la cura oncologica si estende agli spazi e alle relazioni, trasformando il reparto in una comunità di vita e benessere condiviso.Nel reparto di Oncologia del “Cannizzaro” di Catania la cura va oltre le terapie farmacologiche: diventa relazione, ambiente e quotidianità. Al centro c’è un’idea semplice e radicale: gli spazi curano quanto le terapie. Dal giardino terapeutico all’oncologia apertaUn giardino che si affaccia sulle poltrone della chemioterapia si trasforma in finestra sul mondo, ricordando che la vita continua. Spazi per leggere, lavorare, fare ginnastica o semplicemente condividere tempo e presenza: la cura si amplia a corpi, menti e relazioni. Ne nascono proposte concrete: luce naturale ovunque possibile, giardino fruibile tutto l’anno, aree per lo smart working dei caregiver, sistemi di gestione delle attese più umani, spazi per colloqui riservati e supporto psicologico. E’ la proposta del testo ‘Spazi di vita’, della prof.ssa Giusy Scandurra, direttore UOC Oncologia Medica ‘Cannizzaro’ di Catania e docente dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, e dall’architetto Giuseppe Scannella insieme all’ingegnere Vincenzo Udine, presentato l’altro giorno al Teatro Massimo Bellini di Catania.La cura diventa comunitàAccanto alle terapie mediche nascono percorsi di sport, arte e lanaterapia, con evidenze scientifiche di riduzione dell’ansia e maggiore adesione ai trattamenti. L’oncologia si fa così “quarto spazio terapeutico”: luogo di dignità, appartenenza e forza collettiva. “Il cuore del reparto, il luogo di somministrazione della chemioterapia, storicamente vissuto come un luogo da tenere nascosto e al riparo, si apre nella mente e nel cuore all’esterno, sul giardino magico, perché non c’è bisogno di nascondere la malattia. La sala della chemioterapia si apre alla luce, al prato”, sottolinea la prof.ssa Scandurra nel testo, pubblicato con il patrocinio di ACTO Sicilia, Università “Kore” e Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”. L’oncologia, da luogo di sola sofferenza, si propone come “quarto spazio terapeutico”: un ambiente che cura anche l’anima, dove la diagnosi non cancella la possibilità di sentirsi parte di una comunità viva, capace di proteggere, accompagnare e generare nuovi inizi.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.
Due pacemaker leadless di nuova generazione hanno restituito l’energia al cuore di una giovane donna con una grave cardiopatia congenita. L’intervento, il primo di questo tipo eseguito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è stato realizzato dall’équipe del dottor Fabrizio Drago, responsabile di Cardiologia e Aritmologia.Questi microdispositivi wireless offrono la stessa efficienza dei pacemaker tradizionali, eliminando i fili e la tasca chirurgica sottocutanea. «Oltre alle prestazioni cliniche – spiega Drago – risolvono anche il disagio estetico e psicologico legato ai dispositivi visibili sotto la pelle».Una tecnologia per casi ad alta complessitàLa paziente, di appena 36 kg e affetta da tetralogia di Fallot, aveva già avuto infezioni causate dai sistemi convenzionali, rendendo impossibile un nuovo impianto tradizionale. I pacemaker leadless, grandi pochi centimetri, vengono introdotti attraverso una vena della gamba e posizionati direttamente nelle cavità cardiache.Una volta in sede, generano impulsi elettrici che mantengono il battito regolare, riducendo il rischio di complicanze e durando fino a 10 anni. Nel caso specifico, sono stati impiantati due dispositivi – uno nell’atrio e uno nel ventricolo destro – per garantire una stimolazione coordinata e fisiologica. Questa tecnica migliora la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita quotidiana.Un modello per la cardiologia del futuro «Questi micro-device intracardiaci offrono importanti vantaggi – aggiunge Drago –: nessun filo, nessuna tasca chirurgica, maggiore comfort psicologico, efficienza paragonabile ai sistemi convenzionali e nessuna cicatrice visibile». Si tratta di una soluzione adatta a casi selezionati, ma destinata a cambiare la storia dell’aritmologia pediatrica e dell’adulto congenito. I cardiopatici congeniti adulti: nuovi pazienti cronici Grazie ai progressi medico-chirurgici, oggi il 90% dei bambini con cardiopatia congenita raggiunge l’età adulta. Cresce così la popolazione dei pazienti GUCH (Grown-Up Congenital Heart), adulti con cardiopatie congenite che necessitano di controlli e terapie per tutta la vita.Per loro, l’Ospedale Bambino Gesù ha istituito l’Unità Operativa di Cardiologia del Congenito Adulto, diretta dalla dottoressa Claudia Montanaro. Nel 2024 il servizio ha seguito circa 3.000 pazienti con approccio multidisciplinare, che coinvolge cardiologi, cardiochirurghi, aritmologi, radiologi, psicologi e intensivisti. «L’assistenza personalizzata – sottolinea Montanaro – è la chiave per accompagnare questi pazienti nella transizione verso l’età adulta assicurando la migliore qualità di vita possibile».Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Un grande studio italiano ha individuato nel cervello un “interruttore”v che governa la produzione delle cellule immunitarie coinvolte nella sclerosi multipla. Si tratta dei neuroni AgRP dell’ipotalamo, che regolano il dialogo fra sistema nervoso, midollo osseo e timo e possono diventare un nuovo bersaglio terapeutico.Il dialogo cervello–sistema immunitarioI neuroni AgRP controllano, tramite noradrenalina, quante cellule immunitarie vengono generate nel midollo osseo e come maturano nel timo. Quando questi neuroni non funzionano correttamente, aumentano monociti e neutrofili “aggressivi” e diminuiscono i linfociti T regolatori che tengono a freno l’autoimmunità.Dal modello sperimentale alle possibili terapieNel modello sperimentale di sclerosi multipla, i neuroni AgRP risultano “spenti” e questo contribuisce a innescare l’attacco contro le fibre nervose. Riaccendere selettivamente questi neuroni con specifiche molecole normalizza midollo e timo e migliora il decorso della malattia, aprendo scenari per future terapie mirate. Un nuovo biomarcatore nel sangue I neuroni AgRP producono anche il neuropeptide AgRP, misurabile con un semplice esame del sangue nelle persone con sclerosi multipla. Livelli più elevati di questo peptide si associano a forme più gravi e a segni di infiammazione alla risonanza, candidandolo a biomarcatore di gravità.Una ricerca tutta italiana Il lavoro, pubblicato su Cell Reports, è firmato dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Genova, con il sostegno del programma MNESYS e della FISM. Il progetto si inserisce nella più ampia iniziativa italiana sul cervello, che punta a nuovi bersagli farmacologici e biomarcatori per le malattie neurologiche.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  
Nei centri cefalee italiani, uno strumento digitale accelera diagnosi e terapia riducendo le liste d’attesa  L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando anche la cura dell’emicrania. Al recente congresso nazionale della SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) a Parma, i ricercatori hanno presentato le prime sperimentazioni di sistemi digitali in grado di assistere il medico nella scelta dei farmaci. Grazie a dati raccolti su migliaia di pazienti e incrociati con biomarcatori, parametri clinici, esami del sangue e tecniche di neuroimaging, questi algoritmi suggeriscono in pochi secondi le terapie più promettenti, senza sostituire la valutazione del neurologo. L’accuratezza della “consulenza digitale” si attesta già al 71%: un dato destinato a migliorare man mano che le banche dati si arricchiscono di casi reali.  L’obiettivo è ridurre le lunghe attese nei centri cefalee – un problema diffuso in tutta Italia – e semplificare il lavoro degli specialisti, oggi alle prese con diagnosi complesse e terapie articolate. Infatti, scegliere tra le diverse classi di farmaci (più quelli tradizionali) richiede esperienza e conoscenze specifiche. Se poi si ricorre a terapie non farmacologiche, come il supporto psicologico o la fisioterapia nei casi più resistenti, la gestione diventa ancora più multidisciplinare.    I centri universitari e ospedalieri che aderiscono alla SISC, poco più di 80 su tutto il territorio nazionale, rappresentano l’eccellenza per la presa in carico dei pazienti. Tuttavia, anch’essi soffrono per la carenza cronica di risorse del Sistema Sanitario: spesso occorrono mesi per ricevere una visita, un’attesa che per chi soffre di emicrania può diventare insostenibile. L’auspicio degli specialisti è che la tecnologia dell’IA, sempre guidata dal medico, renda la cura più efficiente e stimoli una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Secondo la SISC, investire nei centri cefalee sarebbe un vantaggio non solo per la salute ma anche per il Paese: il mal di testa, oggi, costa all’Italia circa 20 miliardi annui in assenze e minore produttività.   Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
La quinta edizione del Convegno Nazionale AIL — Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma — ha riaffermato a Roma un principio fondante della medicina moderna: curare significa anche prendersi cura delle persone nel loro insieme. La salute come equilibrio tra corpo, mente e ambiente  Sotto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche ematologiche italiane, il convegno ha riunito medici, nutrizionisti, ricercatori e volontari per un confronto multidisciplinare su un tema cruciale: l’impatto degli stili di vita sul decorso delle malattie onco-ematologiche. “Curare significa prendersi cura delle persone nella loro interezza,” ha ricordato il presidente nazionale AIL, Giuseppe Toro. “Salute è equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Solo la collaborazione tra medici, istituzioni e cittadini può costruire un modello di cura centrato sulla persona.” Alimentazione e prevenzione: la leva del cambiamento  Dati GLOBOCAN 2022 indicano che le leucemie restano tra i dieci tumori più diagnosticati al mondo, ma circa il 40% dei casi oncologici sarebbe prevenibile intervenendo su abitudini modificabili: alimentazione, fumo, alcol e sedentarietà. In Italia oltre sei milioni di persone vivono in condizioni di povertà alimentare, senza accesso regolare a un pasto proteico. Una disuguaglianza che si traduce in rischio sanitario. Il convegno ha posto attenzione sulla qualità del cibo, denunciando l’uso eccessivo di pesticidi e sostanze tossiche nel packaging e sottolineando l’urgenza di politiche europee più coraggiose verso la sostenibilità alimentare. Ambiente e salute: un legame inscindibile  La prevenzione delle malattie non può ignorare il contesto ambientale. L’esposizione cronica a polveri sottili, l’inquinamento urbano e la qualità dell’aria incidono in modo diretto sul rischio oncologico. La tutela dell’ambiente è, quindi, un atto sanitario collettivo. Il Manifesto AIL per il diritto universale alla saluteDurante l’incontro è stato presentato il Manifesto AIL per la tutela del diritto universale alla salute, un documento che propone un sistema sanitario equo, efficiente e centrato sulla persona. Ricerca, sostenibilità e solidarietà sono i pilastri per una cura autenticamente umana.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  
C’è chi lo considera un modo “gentile” per sottrarsi a una relazione ormai esaurita. In realtà, il ghosting — interrompere ogni contatto con qualcuno senza spiegazioni — si rivela una forma di esclusione sociale dalle conseguenze più profonde di quanto si immagini.   A dimostrarlo è uno studio condotto da Alessia Telari, Luca Pancani e Paolo Riva del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.La ricerca, intitolata “The Phantom Pain of Ghosting”, è la prima a osservare in tempo reale le reazioni al ghosting, andando oltre gli studi basati su ricordi o ipotesi. I ricercatori hanno coinvolto volontari in brevi conversazioni quotidiane via chat con un collaboratore, chiedendo loro di compilare questionari sulle emozioni provate. A metà esperimento, per alcuni la comunicazione si interrompeva bruscamente — simulando il ghosting — mentre ad altri veniva comunicato un rifiuto esplicito o la conversazione proseguiva normalmente. Questo metodo ha permesso di seguire giorno per giorno l’evoluzione del disagio emotivo.   I risultati mostrano che, sebbene sia il ghosting sia il rifiuto minaccino bisogni psicologici fondamentali come l’inclusione e l’autostima, nel primo caso la sofferenza si prolunga nel tempo. «Il silenzio mantiene le persone intrappolate in uno stato di incertezza che ne impedisce la chiusura emotiva», spiega Telari. Il rifiuto diretto, al contrario, scatena un dolore immediato ma più breve, seguito da un graduale recupero. Il ghosting lascia invece un senso persistente di confusione e isolamento: chi viene “fantasmatizzato” percepisce l’altro come meno morale e fatica ad accettare la fine del legame. «La comunicazione conta, anche quando si decide di chiudere una relazione apparentemente insignificante», conclude la ricercatrice. Comprendere l’impatto del ghosting può aiutarci a gestire meglio le rotture digitali e a promuovere rapporti più empatici e consapevoli nel mondo online.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  
Innovativo spray nasale con nanoparticelle d’oro veicola litio direttamente nel cervello, riducendo effetti collaterali e aprendo nuove cure per Alzheimer, disturbo bipolare e malattie virali. Scopri la ricerca italiana.Un team dell’Università Cattolica di Roma e dell’Università di Salerno ha sviluppato un dispositivo nanotecnologico capace di veicolare litio direttamente nel cervello attraverso uno spray nasale. Questa strategia mira a trattare patologie neurodegenerative e neuropsichiatriche, riducendo gli effetti collaterali tipici della somministrazione tradizionale. Lo studio è pubblicato sulla prestigiosa rivista Advanced Materials e già oggetto di brevetto. Come funziona Le nanoparticelle d’oro, funzionalizzate con glutatione, trasportano litio – potente inibitore dell’enzima GSK-3β – direttamente alle cellule nervose. L’enzima, iperattivo in Alzheimer, disturbo bipolare e alcune infezioni virali (come Herpes simplex tipo 1), viene così modulato in aree cerebrali critiche come l’ippocampo. Vantaggi rispetto al litio orale Il litio in compresse raggiunge il cervello solo dopo passaggi sistemici, causando possibili danni a reni e tiroide. L’approccio intranasale diretto:Usa dosi minime rispetto a quelle oraliEvita la circolazione sistemicaDiminuisce il rischio di tossicitàRisultati della ricerca Gli studi preclinici pubblicati su Advanced Materials hanno mostrato:Inibizione significativa della GSK-3β nell’ippocampo dei topiRecupero della memoria compromessa in modelli di AlzheimerAssenza di eventi avversi dopo somministrazioni prolungateIl progetto, già brevettato, ha ricevuto fondi dall’Alzheimer’s Association e dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS.Impatto futuro e applicazioni La tecnologia potrebbe essere adattata per trasportare altri principi attivi, offrendo terapie mirate contro:Patologie neurodegenerativeDisturbi psichiatrici croniciInfezioni cerebrali viraliLa sintesi semplice delle nanoparticelle favorisce costi di produzione contenuti, aprendo la strada a un rapido ingresso nel mercato farmaceutico.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Accompagnare le associazioni di pazienti nella comunicazione digitale: è l’obiettivo di “Social per il Sociale”, il nuovo percorso formativo promosso da Factanza Media in collaborazione con Lilly Italia.Si tratta della prima academy digitale gratuita, pensata per rafforzare le competenze comunicative delle associazioni e renderle protagoniste nello spazio pubblico e online.Formazione digitale per le associazioniIl programma prevede 10 ore di formazione tra videolezioni e incontri live, con accesso a una piattaforma riservata per un anno. Gli argomenti affrontati spaziano dalla definizione della strategia social alla gestione delle community, passando per algoritmi di Instagram e LinkedIn, piano editoriale, copywriting e content creation.Un training su misura, studiato per le esigenze di chi ogni giorno rappresenta i pazienti e li accompagna nei loro percorsi di cura.Perché la comunicazione conta in sanitàNel mondo della salute la qualità della comunicazione ha un impatto diretto sulla consapevolezza, l’orientamento e il benessere delle persone. Dare strumenti concreti alle associazioni significa rafforzare il loro ruolo di interlocutori autorevoli con istituzioni, sanità e cittadini, aumentando al contempo la lotta alle fake news in ambito medico.La partnership Factanza – LillyFactanza porta la propria esperienza di comunicazione digitale chiara e inclusiva, mentre Lilly facilita la diffusione e l’accesso al percorso attraverso la propria rete di associazioni.Un’alleanza che mette al centro la voce dei pazienti, con l’obiettivo di creare comunità digitali più forti, solidali e informate.Come partecipareIl percorso “Social per il Sociale” è disponibile gratuitamente fino a un massimo di 35 associazioni iscritte. Per candidarsi è necessario compilare il form ufficiale https://tally.so/r/mDLrxj, verificato da Factanza in base ai requisiti statutari.    Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni  
Fare attività fisica quotidiana è fondamentale per proteggere cuore e vasi sanguigni. Un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology dimostra che camminare più a lungo e più velocemente riduce il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca, anche senza raggiungere la soglia dei 10.000 passi al giorno. I dati dello studio L’analisi, condotta su oltre 36.000 persone con ipertensione, ha evidenziato che:ogni 1.000 passi in più al giorno riducono del 17% il rischio complessivo di eventi cardiovascolari;rischio di insufficienza cardiaca ridotto del 22%;rischio di infarto ridotto del 9%;rischio di ictus ridotto del 24%.Un aumento di soli 30 minuti di camminata veloce (circa 80 passi al minuto) ha portato a una riduzione del 30% del rischio di problemi cardiaci gravi.Perché è importante camminareL’ipertensione colpisce circa 1,28 miliardi di persone nel mondo ed è tra i principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari. Lo studio, coordinato dal professor Emmanuel Stamatakis dell’Università di Sydney, sottolinea che ogni passo conta e che anche sotto la soglia dei 10.000 passi quotidiani i benefici sono reali e misurabili.Benefici anche per chi non ha la pressione alta I ricercatori hanno riscontrato risultati simili in oltre 37.000 persone senza ipertensione: più passi significano meno rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco. Un nuovo approccio alla prevenzione Gli autori propongono di considerare la camminata come una vera e propria “terapia standard” per i pazienti con pressione alta. Non servono obiettivi irraggiungibili: l’importante è muoversi ogni giorno e aumentare gradualmente intensità e velocità.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni.www.salutedomani.com
L'infezione da SARS-CoV-2 può accelerare l'invecchiamento dei vasi sanguigni, rendendoli più rigidi, un effetto particolarmente pronunciato nelle donne. Questa rigidità vascolare, misurata tramite la velocità dell'onda di polso carotideo-femorale (PWV), può equivalere a circa 5 anni di invecchiamento aggiuntivo e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari come ictus e infarto. I ricercatori suggeriscono che il virus potrebbe agire direttamente sui vasi sanguigni o attraverso risposte infiammatorie e immunitarie, e sottolineano l'importanza di identificare precocemente chi è a rischio, per prevenire future complicazioni, suggerendo che la vaccinazione possa mitigare tale effetto e che lo stile di vita e i farmaci comuni possano aiutare a gestire l'invecchiamento vascolare accelerato. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sull’European Heart Journal, che ha coinvolto 2.390 persone provenienti da 16 paesi diversi (Austria, Australia, Brasile, Canada, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Messico, Norvegia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti), reclutate tra settembre 2020 e febbraio 2022.Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
Con il caldo, le abitudini quotidiane si modificano: orari sregolati, viaggi, pasti rapidi e cibi crudi o speziati. Tutti questi fattori, uniti all’aumento della temperatura, influenzano la digestione e l’equilibrio del microbiota intestinale.Il risultato? Gonfiore, rallentamento digestivo, dolore addominale e un rischio maggiore di tossinfezioni alimentari dovute a una cattiva conservazione dei cibi. Congestione: mito da spiaggia o rischio reale? Il termine “congestione” è molto popolare, ma scientificamente si parla di risposta fisiologica a uno sbalzo termico.Durante la digestione, il sangue si concentra nell’apparato digerente; un tuffo improvviso in acqua fredda può ridurne l’afflusso, causando nausea, vomito, dolore addominale e nei casi più gravi sincope.La gastroenterologa Elena Zucchi (AIGO) sottolinea come questo fenomeno non sia un’invenzione estiva, ma un rischio legato alla circolazione. Idratazione: la prima regola di prevenzioneBere 1,5-2 litri di acqua al giornoDistribuire i liquidi nell’arco della giornataEvitare bevande troppo fredde prima del bagnoLimitare alcolici, bibite zuccherate e caffeinaUna corretta idratazione mantiene stabile il volume plasmatico e riduce il rischio di disturbi digestivi e cali di pressione.Cosa mangiare in spiaggia per una buona digestione I consigli degli esperti sono chiari:preferire pasti leggeri e frequenti, ricchi di frutta, verdura, cereali e pesceridurre grassi, fritti, carni rosse e piatti elaboratilimitare zuccheri semplici (gelati, dolci, bibite zuccherate) che favoriscono gonfioreaumentare l’apporto di fibre solubili (mele, pere, avena, legumi decorticati) per regolarizzare il transito intestinaleSicurezza alimentare: attenzione a conservazione e cottura Le alte temperature favoriscono la proliferazione batterica. È quindi essenziale:lavare accuratamente frutta e verduramantenere la catena del freddocuocere bene carne, pesce e uova (almeno 85°C per 5 minuti)evitare alimenti scaduti, alterati nel colore, odore o consistenzaAttività fisica: alleata del benessere intestinale Il movimento moderato stimola la motilità intestinale, ma va praticato con buon senso:mai subito dopo pasti abbondantimeglio nelle ore fresche della giornataevitare attività intensa con alte temperature per non peggiorare il reflusso o causare crampiConclusione Pranzi in spiaggia e relax estivo possono nascondere insidie per la digestione. Idratarsi correttamente, scegliere alimenti leggeri e rispettare le regole di sicurezza alimentare sono le chiavi per godersi il mare senza rischi.L’estate è fatta per rigenerarsi: la moderazione resta la migliore alleata della salute. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni
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