Calle del Squero
Update: 2020-07-09
Description
Una città nata sul mare, che aveva come mezzo fondamentale di comunicazione al suo interno e con le popolazioni straniere la barca, piccola o grande che fosse, doveva per forza avere molti operai e molti cantieri: la barca ai tempi della Serenissima era necessaria anche per i più piccoli spostamenti quotidiani, in quanto i collegamenti tra le isolette che componevano Venezia non erano sempre garantiti da ponti. Così all’Arsenale si costruirono prevalentemente le grosse imbarcazioni mercantili e militari, mentre gli squeri producevano imbarcazioni di stazza più ridotta o per piccole flotte private. È ovvio dunque, che, vista l’importanza di questo settore di attività, la toponomastica abbia conservato in più luoghi la memoria dello squero, sebbene oggi sia raro incontrarne qualcuno: ci sono una Calle e un Ramo del Squero a San Moisè; un’altra Calle del Squero a San Barnaba; e c’è Calle del Squero Vechio, ad esempio ai Santi Giovanni e Paolo, per distinguere le attività più vecchie da quelle più recenti. Nell’arte degli squeraroli rientravano anche gli arsenalotti, e insieme costituirono corpo nel 1610, con Scuola di devozione a San Trovaso, sotto la protezione di Santa Elisabetta.
© Editoriale Programma - Lorenzo Somma
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