Battaglia di Novi Ligure
Update: 2022-08-10
Description
Novi Ligure è una città…del Piemonte. Come può essere successo, potresti chiederti? In realtà, prima delle guerre napoleoniche, Novi ligure faceva parte della Repubblica di Genova, assieme al territorio del cosiddetto “oltegiogo”. Questo fino alla Rivoluzione francese.
Il mondo immobile degli stati italiani fu scosso nel 1796 dall’arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi comandate da Napoleone Bonaparte. Con una campagna fulminea, Napoleone batté gli austriaci e riorganizzò l’Italia in una serie di “Repubbliche sorelle”. La Repubblica oligarchica e reazionaria di Genova fu abolita, al suo posto fu creata una nuova “Repubblica democratica” di ispirazione giacobina, secondo le idee della rivoluzione francese. La guerra contro la “prima coalizione” di stati europei si concluse con il trattato di Campoformio, che tra le altre cose mise fine alla millennaria storia della Repubblica di Venezia.
Napoleone però, dopo i suoi grandi successi italiani, si imbarcò per l’oriente e la sua disastrosa campagna egiziana. Quando fu chiaro che la campagna era senza speranze, Napoleone se la diede ignominiosamente a gambe, abbandonando i suoi uomini e tornando a Parigi.
In sua assenza, le potenze europee - sostenute finanziariamente dalla Gran Bretagna - si riorganizzarono in una “seconda coalizione”, d’altronde altrimenti oggi la “prima coalizione” non si chiamerebbe così. Questa volta un contributo determinante venne dalla Russia, che inviò in occidente il suo migliore generale, uno dei più grandi del Settecento: Aleksandr Vasil'evič Suvorov.
Alla testa di un’armata russo-austriaca, Suvorov attraversò le Alpi, tra lo stupore della maggior parte dei soldati russi, che mai avevano visto grandi montagne come quelle. Il 27 aprile del 1799, Suvorov sconfisse pesantemente i francesi a Cassano d’Adda, riuscendo a conquistare Milano. Il 17 giugno, Suvorov devastò un altro esercito francese sul Trebbia, poco dopo i francesi furono espulsi dalla gran parte del norditalia. Alessandria e Tortona, le grandi fortezze della regione, caddero una dopo l’altra
Restava però Genova: il generale Barthélemy Joubert aveva a disposizione ancora una forza consistente, attraversando il passo della Bocchetta, giunsero nella regione dell’oltregiogo, la parte della Repubblica Ligure che si trovava oltre gli appennini. Qui, Joubert prese posizione dentro e nei dintorni di Novi Ligure, poco dopo entrò in contatto con le truppe russo-austriache di Suvorov.
All'alba del 15 agosto, la battaglia ebbe inizio. Il generale Joubert fu colpito quasi immediatamente da una palla vagante e ucciso, ma i francesi non si diedero per vinti nonostante la perdita del generale. Verso le otto del mattino Suvorov ordinò al centro di investire Novi, ma l'artiglieria francese, posta sulle alture intorno alla città, riuscì a contenere l'attacco. I Russi furono costretti a ritirarsi. Seguirono ore concitate, con successivi attacchi della coalizione, che non ebbero però successo.
La tattica adottata da Suvorov a questo punto fu quella di concentrare l'assalto sull'ala sinistra francese con l'obiettivo di conquistare le colline e aggirare la città di Novi: gli attacchi fallirono ma i francesi cominciarono a risentire dell'eccessivo sforzo difensivo e registrarono i primi cedimenti. Suvorov era una vecchia volpe, e sapeva riconoscere un’opportunità: diede quindi l’ordine di un attacco generale da tutti i lati: erano ormai le cinque del pomeriggio. Il generale Moreau, a capo dei Francesi, vide che i suoi erano stremati, e ordinò la ritirata generale e l'abbandono di Novi. Sotto i colpi di cannone di Suvorov, però, la ritirata si trasformò presto in una rotta. I Francesi furono costretti a ritirarsi fino a Genova, dove furono messi sotto assedio. Lì sarebbero rimasti fino al 1800.
Dopo questa serie di disastri militari, il governo del Direttorio - a capo della Repubblica francese - era ormai delegittimato. Napoleone ne approfittò per prendere il potere con un colpo di stato il 18 brumaio di quello stesso 1799. Suvorov tornò in Russia, l’anziano generale morì ad inizio 1800. Dunque quando Napoleone discese in Italia, quello stesso anno, non si ritrovò di fronte la vecchia volpe russa, e a Marengo - come narro nell’episodio dedicato - ottenne una delle sue più importanti, e sofferte vittorie.
La campagna di Suvorov del 1799 è l’unica importante campagna militare che vide consistenti truppe russe in azione in Italia.
Se visiti Novi Ligure, puoi trovare un bel plastico della battaglia: è di proprietà dell'amministrazione comunale di Novi Ligure un plastico della battaglia che si trova all'interno del Laboratorio Solferino, curato dall'associazione Storica Modellistica novese. Nella Frazione di Sant’Antonio a Basaluzzo c’è anche una stele a ricordo del generale Joubert, che lì perse la vita.
Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia
Il mondo immobile degli stati italiani fu scosso nel 1796 dall’arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi comandate da Napoleone Bonaparte. Con una campagna fulminea, Napoleone batté gli austriaci e riorganizzò l’Italia in una serie di “Repubbliche sorelle”. La Repubblica oligarchica e reazionaria di Genova fu abolita, al suo posto fu creata una nuova “Repubblica democratica” di ispirazione giacobina, secondo le idee della rivoluzione francese. La guerra contro la “prima coalizione” di stati europei si concluse con il trattato di Campoformio, che tra le altre cose mise fine alla millennaria storia della Repubblica di Venezia.
Napoleone però, dopo i suoi grandi successi italiani, si imbarcò per l’oriente e la sua disastrosa campagna egiziana. Quando fu chiaro che la campagna era senza speranze, Napoleone se la diede ignominiosamente a gambe, abbandonando i suoi uomini e tornando a Parigi.
In sua assenza, le potenze europee - sostenute finanziariamente dalla Gran Bretagna - si riorganizzarono in una “seconda coalizione”, d’altronde altrimenti oggi la “prima coalizione” non si chiamerebbe così. Questa volta un contributo determinante venne dalla Russia, che inviò in occidente il suo migliore generale, uno dei più grandi del Settecento: Aleksandr Vasil'evič Suvorov.
Alla testa di un’armata russo-austriaca, Suvorov attraversò le Alpi, tra lo stupore della maggior parte dei soldati russi, che mai avevano visto grandi montagne come quelle. Il 27 aprile del 1799, Suvorov sconfisse pesantemente i francesi a Cassano d’Adda, riuscendo a conquistare Milano. Il 17 giugno, Suvorov devastò un altro esercito francese sul Trebbia, poco dopo i francesi furono espulsi dalla gran parte del norditalia. Alessandria e Tortona, le grandi fortezze della regione, caddero una dopo l’altra
Restava però Genova: il generale Barthélemy Joubert aveva a disposizione ancora una forza consistente, attraversando il passo della Bocchetta, giunsero nella regione dell’oltregiogo, la parte della Repubblica Ligure che si trovava oltre gli appennini. Qui, Joubert prese posizione dentro e nei dintorni di Novi Ligure, poco dopo entrò in contatto con le truppe russo-austriache di Suvorov.
All'alba del 15 agosto, la battaglia ebbe inizio. Il generale Joubert fu colpito quasi immediatamente da una palla vagante e ucciso, ma i francesi non si diedero per vinti nonostante la perdita del generale. Verso le otto del mattino Suvorov ordinò al centro di investire Novi, ma l'artiglieria francese, posta sulle alture intorno alla città, riuscì a contenere l'attacco. I Russi furono costretti a ritirarsi. Seguirono ore concitate, con successivi attacchi della coalizione, che non ebbero però successo.
La tattica adottata da Suvorov a questo punto fu quella di concentrare l'assalto sull'ala sinistra francese con l'obiettivo di conquistare le colline e aggirare la città di Novi: gli attacchi fallirono ma i francesi cominciarono a risentire dell'eccessivo sforzo difensivo e registrarono i primi cedimenti. Suvorov era una vecchia volpe, e sapeva riconoscere un’opportunità: diede quindi l’ordine di un attacco generale da tutti i lati: erano ormai le cinque del pomeriggio. Il generale Moreau, a capo dei Francesi, vide che i suoi erano stremati, e ordinò la ritirata generale e l'abbandono di Novi. Sotto i colpi di cannone di Suvorov, però, la ritirata si trasformò presto in una rotta. I Francesi furono costretti a ritirarsi fino a Genova, dove furono messi sotto assedio. Lì sarebbero rimasti fino al 1800.
Dopo questa serie di disastri militari, il governo del Direttorio - a capo della Repubblica francese - era ormai delegittimato. Napoleone ne approfittò per prendere il potere con un colpo di stato il 18 brumaio di quello stesso 1799. Suvorov tornò in Russia, l’anziano generale morì ad inizio 1800. Dunque quando Napoleone discese in Italia, quello stesso anno, non si ritrovò di fronte la vecchia volpe russa, e a Marengo - come narro nell’episodio dedicato - ottenne una delle sue più importanti, e sofferte vittorie.
La campagna di Suvorov del 1799 è l’unica importante campagna militare che vide consistenti truppe russe in azione in Italia.
Se visiti Novi Ligure, puoi trovare un bel plastico della battaglia: è di proprietà dell'amministrazione comunale di Novi Ligure un plastico della battaglia che si trova all'interno del Laboratorio Solferino, curato dall'associazione Storica Modellistica novese. Nella Frazione di Sant’Antonio a Basaluzzo c’è anche una stele a ricordo del generale Joubert, che lì perse la vita.
Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia
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