La Fortezza di Gavi
Update: 2022-08-29
Description
Per secoli la via Postumia fu la principale via di accesso a Genova provenendo dalla pianura padana, questo fino all’800, quando i Savoia costruirono la strade reale tra Genova e Torino, che segue il percorso della moderna autostrada. A guardia della Postumia, probabilmente sin dall’epoca romana c’era un fortilizio su un’alta collina nei pressi del paese di Gavi, in quello che oggi è il Piemonte meridionale.
Nel XII secolo, Il castello fu ceduto ai genovesi dall’imperatore Enrico IV. La Superba aveva tutto l’interesse a difendere gli approcci da nord verso la città e a tal fine fece costruire un grande castello, a forma trapezoidale e con alte mura, adatte alla tecnologia militare dell’epoca.
Nel 1625, le forze franco-savoiarde assediarono il castello e lo presero facilmente, perché ormai non più adeguato all’artiglieria seicentesca. Finiti gli scontri, la Repubblica diede mandato ad uno dei più grandi esperti di costruzioni militari del seicento, il Fiorenzuola, di migliorarne le fortificazioni. I lavori durarono 4 anni e trasformarono il castello nella possente fortezza attuale: furono aggiunti sei enormi bastioni e ampliata la possibilità di schierare artiglieria nel forte, che arrivò a poter ospitare una guarnigione forte di mille uomini.
La fortezza dimostrò la sua qualità durante le guerre napoleoniche. Nel 1797, la Repubblica oligarchica di Genova cadde sotto i colpi dell’invasione napoleonica. Allora la fortezza fu dotata di una guarnigione francese che fu investita nel 1799 dalle armate austro-russe comandante da Suvorov, come narro nell’episodio della battaglia di Novi Ligure. I francesi tennero saldamente il forte per un anno, fino all’arrivo dei rinforzi di Napoleone, che sconfisse gli austriaci a Marengo, nel 1800.
Dopo le guerre napoleoniche, la fortezza di Gavi passò ai Savoia che la disarmarono nel 1854, destinandola a prigione, ruolo che ebbe fino al 1907. Durante le guerre mondiali la fortezza fu utilizzata come campo di prigionia: inizialmente dei soldati austro-ungarici durante la prima guerra mondiale, poi dei soldati alleati durante la seconda.
Il Forte di Gavi è aperto al pubblico: sono visitabili i cortili, le torrette di guardia, le celle adibite a prigione, i magazzini che servivano per conservare le provviste, gli ingressi al forte dotati di ponti levatoi difensivi. Visitandolo, magari potrai pensare alla vita dei suoi difensori attraverso mille anni di storia, in quella che fu sempre la fortezza a guardia di Genova.
Nel XII secolo, Il castello fu ceduto ai genovesi dall’imperatore Enrico IV. La Superba aveva tutto l’interesse a difendere gli approcci da nord verso la città e a tal fine fece costruire un grande castello, a forma trapezoidale e con alte mura, adatte alla tecnologia militare dell’epoca.
Nel 1625, le forze franco-savoiarde assediarono il castello e lo presero facilmente, perché ormai non più adeguato all’artiglieria seicentesca. Finiti gli scontri, la Repubblica diede mandato ad uno dei più grandi esperti di costruzioni militari del seicento, il Fiorenzuola, di migliorarne le fortificazioni. I lavori durarono 4 anni e trasformarono il castello nella possente fortezza attuale: furono aggiunti sei enormi bastioni e ampliata la possibilità di schierare artiglieria nel forte, che arrivò a poter ospitare una guarnigione forte di mille uomini.
La fortezza dimostrò la sua qualità durante le guerre napoleoniche. Nel 1797, la Repubblica oligarchica di Genova cadde sotto i colpi dell’invasione napoleonica. Allora la fortezza fu dotata di una guarnigione francese che fu investita nel 1799 dalle armate austro-russe comandante da Suvorov, come narro nell’episodio della battaglia di Novi Ligure. I francesi tennero saldamente il forte per un anno, fino all’arrivo dei rinforzi di Napoleone, che sconfisse gli austriaci a Marengo, nel 1800.
Dopo le guerre napoleoniche, la fortezza di Gavi passò ai Savoia che la disarmarono nel 1854, destinandola a prigione, ruolo che ebbe fino al 1907. Durante le guerre mondiali la fortezza fu utilizzata come campo di prigionia: inizialmente dei soldati austro-ungarici durante la prima guerra mondiale, poi dei soldati alleati durante la seconda.
Il Forte di Gavi è aperto al pubblico: sono visitabili i cortili, le torrette di guardia, le celle adibite a prigione, i magazzini che servivano per conservare le provviste, gli ingressi al forte dotati di ponti levatoi difensivi. Visitandolo, magari potrai pensare alla vita dei suoi difensori attraverso mille anni di storia, in quella che fu sempre la fortezza a guardia di Genova.
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