Pavia: capitale longobarda
Update: 2022-08-30
Description
Pavia oggi è un tranquillo capoluogo di provincia lombardo, una città celebre soprattutto per la sua università e le sue tranquille stradine acciottolate percorse dalle biciclette. Eppure, questa città universitaria è stata a lungo una delle più importanti d’Italia. La sua storia è legata a doppio filo al popolo che ha segnato la storia delle penisola, da nord a sud: i longobardi.
L’antica Ticinum – il nome romano di Pavia – nasce come emporio di alcune tribù liguri circostanti. Posta vicino ad uno dei più agevoli guadi del Ticino, a poca distanza dal Po, si trattava di un luogo strategico sia per i commerci fluviali che da un punto di vista militare.
Eppure l’epoca d’oro di Pavia, a differenza di tante città della penisola, inizia nei secoli terminali dell’Impero d’Occidente: quando diventa imperativo difendere i confini alpini, Pavia si trasforma nella principale base militare dell’esercito romano d’Italia: vi hanno sede fabbriche di armi e ampie caserme. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, il Re dei Goti – Teodorico – ne fa una delle sue capitali, assieme a Ravenna e Verona, ordinando la costruzione di un grande palazzo, dotato di ampi cortili, terme e perfino di uno zoo.
Dopo la conquista di Ravenna da parte dei Bizantini, nel 541, Pavia diviene la capitale dei Goti e sede del regno. Anche dopo la sconfitta dei goti di Totila e Teia, Pavia ha ancora molto prestigio: all’arrivo dei Longobardi – nel 568 – questi la scelgono presto come loro capitale, in modo permanente dal VII secolo in poi. Nel palazzo di Teodorico aveva sede la zecca del regno, l’amministrazione e i tribunali. Annualmente, qui si riuniva un’assemblea dell’esercito e dei notabili. In due secoli, inoltre, i longobardi fondarono in città grandi chiese e monasteri.
Il regno dei Longobardi viene conquistato dai Franchi di Carlomagno nel 774, ma questi a lungo governò l’Italia come lo avevano fatto i sovrani longobardi: Pavia restò capitale del regno per tutto il periodo carolingio e poi anche durante il turbolento X secolo, quando l’autorità del regno d’Italia divenne sempre più evanescente. Eppure nel 1024, i pavesi demolirono il palazzo reale, segnando la fine del suo ruolo di capitale dell’Italia del nord.
Non molto resta della Pavia longobarda: il palazzo è scomparso e molte chiese sono state rimaneggiate o ricostruite. La cripta della chiesa di S.Eusebio è longobarda, come quella di San Giovanni Domnarum. Ci sono molti reperti longobardi nei musei civici presso l’imponente castello visconteo. Ma l’intera città è deliziosa e vale assolutamente la visita, non te ne pentirai!
L’antica Ticinum – il nome romano di Pavia – nasce come emporio di alcune tribù liguri circostanti. Posta vicino ad uno dei più agevoli guadi del Ticino, a poca distanza dal Po, si trattava di un luogo strategico sia per i commerci fluviali che da un punto di vista militare.
Eppure l’epoca d’oro di Pavia, a differenza di tante città della penisola, inizia nei secoli terminali dell’Impero d’Occidente: quando diventa imperativo difendere i confini alpini, Pavia si trasforma nella principale base militare dell’esercito romano d’Italia: vi hanno sede fabbriche di armi e ampie caserme. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, il Re dei Goti – Teodorico – ne fa una delle sue capitali, assieme a Ravenna e Verona, ordinando la costruzione di un grande palazzo, dotato di ampi cortili, terme e perfino di uno zoo.
Dopo la conquista di Ravenna da parte dei Bizantini, nel 541, Pavia diviene la capitale dei Goti e sede del regno. Anche dopo la sconfitta dei goti di Totila e Teia, Pavia ha ancora molto prestigio: all’arrivo dei Longobardi – nel 568 – questi la scelgono presto come loro capitale, in modo permanente dal VII secolo in poi. Nel palazzo di Teodorico aveva sede la zecca del regno, l’amministrazione e i tribunali. Annualmente, qui si riuniva un’assemblea dell’esercito e dei notabili. In due secoli, inoltre, i longobardi fondarono in città grandi chiese e monasteri.
Il regno dei Longobardi viene conquistato dai Franchi di Carlomagno nel 774, ma questi a lungo governò l’Italia come lo avevano fatto i sovrani longobardi: Pavia restò capitale del regno per tutto il periodo carolingio e poi anche durante il turbolento X secolo, quando l’autorità del regno d’Italia divenne sempre più evanescente. Eppure nel 1024, i pavesi demolirono il palazzo reale, segnando la fine del suo ruolo di capitale dell’Italia del nord.
Non molto resta della Pavia longobarda: il palazzo è scomparso e molte chiese sono state rimaneggiate o ricostruite. La cripta della chiesa di S.Eusebio è longobarda, come quella di San Giovanni Domnarum. Ci sono molti reperti longobardi nei musei civici presso l’imponente castello visconteo. Ma l’intera città è deliziosa e vale assolutamente la visita, non te ne pentirai!
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