La via Julia Augusta
Update: 2022-08-30
Description
I Romani si preoccuparono di collegare i porti liguri con l’entroterra padano subito dopo la sottomissione dei Liguri, con la costruzione della via Postumia che collegava Genova con Aquileia. Presto però, iniziarono a costruire dei nuovi itinerari per meglio collegare i loro domini italiani con la Provincia in Gallia, quella che oggi è la Provenza.
Innanzitutto, va detto che i Romani non costruirono mai una via lungo l’ardua riviera ligure di Levante: da Pisa in poi, i Romani preferivano o la navigazione di cabotaggio, o l’attraversamento degli appennini al passo della Cisa, verso Piacenza, per poi ridiscendere verso il ponente ligure, più agevole.
Dopo la costruzione della Postumia nel 148 a.C., il primo a mettere mano ad un nuovo collegamento tra Tortona e il ponente ligure fu il console Marco Emilio Scauro che – nel 109 a.C. – fece aprire un nuovo percorso che da Tortona puntava verso sudovest, verso la moderna Acqui Terme. Da qui, attraversava la val Bormida per raggiungere il mar ligure all’altezza di Vado Ligure, l’antica Vada, importante città romana.
Novant’anni dopo Augusto, dopo aver conquistato le tribù liguri a cavallo del moderno confine tra Italia e Francia, fece costruire un prolungamento di questa strada, che da Tortona in poi venne ribattezzata “Via Julia Augusta”. La via, dopo Vado ligure, seguiva la costa e attraversava Albingaunum (Albenga) e Albintimilium (ovvero Ventimiglia), giungendo fino al fiume Varo, nei pressi di Nizza. A Turbie, nelle colline sopra il principato di Monaco, nel 6 a.C. fu costruito una grande monumento celebrativo in onore di Augusto, il cosiddetto trofeo delle Alpi, che esiste ancora oggi.
La via Julia Augusta, in epoche successive, fu progressivamente prolungata fino ad Arles – Arelate per i Romani, il principale porto romano della Gallia mediterranea, crocevia fondamentale perché da qui partiva il percorso fluviale che risaliva il fiume Rodano, verso Lugdunum (l’antica Lione), capitale della Gallia. Per giungere a Lione però, dai tempi di augusto, esisteva anche un tracciato più breve che attraversava le Alpi, la cosiddetta “via delle Gallie”, di cui ho parlato in un altro episodio.
Puoi ripercorrere la via Julia Augusta prendendo la strada per Alessandria e poi di qui per Acqui Terme. Giunti sul mare, puoi trovare un bel tratto della via originale nei dintorni di Albenga: Tra Albenga e Alassio il tracciato è infatti chiaramente visibile per diversi km ed è affiancato ad altri resti di epoca romana, come dei monumenti funerari. E’ una passeggiata suggestiva, interessante da un punto di vista archeologico e ambientale, grazie al bel panorama sul mar ligure e sull’isola gallinara.
Innanzitutto, va detto che i Romani non costruirono mai una via lungo l’ardua riviera ligure di Levante: da Pisa in poi, i Romani preferivano o la navigazione di cabotaggio, o l’attraversamento degli appennini al passo della Cisa, verso Piacenza, per poi ridiscendere verso il ponente ligure, più agevole.
Dopo la costruzione della Postumia nel 148 a.C., il primo a mettere mano ad un nuovo collegamento tra Tortona e il ponente ligure fu il console Marco Emilio Scauro che – nel 109 a.C. – fece aprire un nuovo percorso che da Tortona puntava verso sudovest, verso la moderna Acqui Terme. Da qui, attraversava la val Bormida per raggiungere il mar ligure all’altezza di Vado Ligure, l’antica Vada, importante città romana.
Novant’anni dopo Augusto, dopo aver conquistato le tribù liguri a cavallo del moderno confine tra Italia e Francia, fece costruire un prolungamento di questa strada, che da Tortona in poi venne ribattezzata “Via Julia Augusta”. La via, dopo Vado ligure, seguiva la costa e attraversava Albingaunum (Albenga) e Albintimilium (ovvero Ventimiglia), giungendo fino al fiume Varo, nei pressi di Nizza. A Turbie, nelle colline sopra il principato di Monaco, nel 6 a.C. fu costruito una grande monumento celebrativo in onore di Augusto, il cosiddetto trofeo delle Alpi, che esiste ancora oggi.
La via Julia Augusta, in epoche successive, fu progressivamente prolungata fino ad Arles – Arelate per i Romani, il principale porto romano della Gallia mediterranea, crocevia fondamentale perché da qui partiva il percorso fluviale che risaliva il fiume Rodano, verso Lugdunum (l’antica Lione), capitale della Gallia. Per giungere a Lione però, dai tempi di augusto, esisteva anche un tracciato più breve che attraversava le Alpi, la cosiddetta “via delle Gallie”, di cui ho parlato in un altro episodio.
Puoi ripercorrere la via Julia Augusta prendendo la strada per Alessandria e poi di qui per Acqui Terme. Giunti sul mare, puoi trovare un bel tratto della via originale nei dintorni di Albenga: Tra Albenga e Alassio il tracciato è infatti chiaramente visibile per diversi km ed è affiancato ad altri resti di epoca romana, come dei monumenti funerari. E’ una passeggiata suggestiva, interessante da un punto di vista archeologico e ambientale, grazie al bel panorama sul mar ligure e sull’isola gallinara.
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