La chiesa rossa di Milano
Update: 2022-08-30
Description
Nella periferia sud di Milano, ben al di fuori delle antiche mura della città, c’è il quartiere di Chiesa rossa: oggi è un grande quartiere di case popolari, costruito negli anni ’60 durante il boom economico. Quasi nessuno conosce la ragione del suo nome che fa riferimento ad un antico edifico che sorge nei pressi del naviglio pavese.
Eppure la piccola chiesa di Santa Maria alla fonte, detta popolarmente “chiesa rossa” per il colore dei suoi mattoni, è molto più antica del quartiere popolare, è perfino molto più antica del naviglio che la tocca, costruito nel XIV secolo. Quanto antica, si è scoperto solo di recente, grazie agli scavi archeologici dei primi anni duemila.
Allora sono state trovate tracce di quella che doveva essere una villa romana, costruita all’inizio del periodo imperiale. La villa fu ricostruita nel II secolo e decorata con dei bei mosaici che sono anche parzialmente visibili dall’interno della chiesa. Tra il quarto e il sesto secolo l'edificio viene allargato con un sacello a croce, preceduto da un nartece: una tipica pianta di una chiesa del tardo impero. Si tratta forse della prima trasformazione della villa in edificio di culto: d’altronde sono i secoli in cui l’Impero romano diviene cristiano.
Nei seguenti secoli, l’edificio acquisisce una necropoli e, all’epoca di Carlomagno, viene allargato il nartece che diviene un vero e proprio portico. L’esistenza della chiesa è documentata dal X secolo, mentre all’inizio del XII secolo venne fondato un monastero di monache benedettine. Risale a quest’epoca la riedificazione della chiesa nelle forme attuali, che nel trecento acquisirà dei begli affreschi oggi solo parzialmente visibili.
Nel 1365, la costruzione del naviglio pavese taglia a metà il monastero, separandolo dalla chiesa, che viene pesantemente rimodulata e trasformata, danneggiandone le decorazioni interne.
Eppure la chiesa rossa rimane in piedi e, nel settecento, viene più volte allagata dalle acque del naviglio e il piano del calpestio è alzato di diversi metri. Con l’arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi, nel 1798, il convento viene soppresso e la chiesa entra in uno stato di abbandono, nel quale rimarrà fino al novecento. Si prova più volte a restaurarla, ma solo la campagna di scavi archeologici e di restauro tra il 2000 e il 2003 porta a rendere l’edificio nuovamente visitabile. Oggi la chiesa è affidata ai monaci cappuccini, e può essere facilmente visitata, alla scoperta di questo frammento della storia del contado di Milano che attraversa millenni di storia.
Eppure la piccola chiesa di Santa Maria alla fonte, detta popolarmente “chiesa rossa” per il colore dei suoi mattoni, è molto più antica del quartiere popolare, è perfino molto più antica del naviglio che la tocca, costruito nel XIV secolo. Quanto antica, si è scoperto solo di recente, grazie agli scavi archeologici dei primi anni duemila.
Allora sono state trovate tracce di quella che doveva essere una villa romana, costruita all’inizio del periodo imperiale. La villa fu ricostruita nel II secolo e decorata con dei bei mosaici che sono anche parzialmente visibili dall’interno della chiesa. Tra il quarto e il sesto secolo l'edificio viene allargato con un sacello a croce, preceduto da un nartece: una tipica pianta di una chiesa del tardo impero. Si tratta forse della prima trasformazione della villa in edificio di culto: d’altronde sono i secoli in cui l’Impero romano diviene cristiano.
Nei seguenti secoli, l’edificio acquisisce una necropoli e, all’epoca di Carlomagno, viene allargato il nartece che diviene un vero e proprio portico. L’esistenza della chiesa è documentata dal X secolo, mentre all’inizio del XII secolo venne fondato un monastero di monache benedettine. Risale a quest’epoca la riedificazione della chiesa nelle forme attuali, che nel trecento acquisirà dei begli affreschi oggi solo parzialmente visibili.
Nel 1365, la costruzione del naviglio pavese taglia a metà il monastero, separandolo dalla chiesa, che viene pesantemente rimodulata e trasformata, danneggiandone le decorazioni interne.
Eppure la chiesa rossa rimane in piedi e, nel settecento, viene più volte allagata dalle acque del naviglio e il piano del calpestio è alzato di diversi metri. Con l’arrivo delle truppe rivoluzionarie francesi, nel 1798, il convento viene soppresso e la chiesa entra in uno stato di abbandono, nel quale rimarrà fino al novecento. Si prova più volte a restaurarla, ma solo la campagna di scavi archeologici e di restauro tra il 2000 e il 2003 porta a rendere l’edificio nuovamente visitabile. Oggi la chiesa è affidata ai monaci cappuccini, e può essere facilmente visitata, alla scoperta di questo frammento della storia del contado di Milano che attraversa millenni di storia.
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